Skip to main content

FONDAZIONE MACH NOTIZIE GENERALE N.1_2026

Page 1

01 NOTIZIE

Fondazione Mach Notiziario tecnico del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach

24 Agosto 2026

Supplemento a Terra di Mach n. 25 - Luglio 2026. Progressivo 10 - 2026. Direttore responsabile: Silvia Ceschini, San Michele all’Adige, Via E. Mach 1. Responsabile tecnico: Maurizio Bottura - Autorizzazione tribunale di Trento n. 1 del 02.03.2018 - Stampa: Nuove Arti Grafiche, Gardolo (TN)

SCARABEO GIAPPONESE Popillia japonica: CONTROLLI IN CAMPO DIFFUSIONE ATTUALE Popillia japonica è un coleottero scarabeide originario del Giappone e della Russia orientale che può determinare ingenti danni sia su colture agrarie, sia su piante ornamentali e forestali. È stato segnalato per la prima volta in Italia nel Parco del Ticino nel 2014 e negli anni successivi si è lentamente, ma progressivamente, diffuso nei territori circostanti. Ad oggi il focolaio storico copre buona parte di Lombardia e Piemonte, ma interessa parzialmente

anche Val d’Aosta, Emilia-Romagna e Liguria; altri focolai distinti sono presenti in Friuli-Venezia Giulia e Veneto. Essendo classificato come organismo nocivo da quarantena prioritario, il Servizio Fitosanitario provinciale, in collaborazione con la Fondazione Mach, ha attivato da diversi anni una sorveglianza specifica tramite ispezioni visive e trappole. In provincia la prima “incursione” dell’insetto è stata rilevata nel 2023 in una trappola posizionata lungo l’autostrada

1


N. 1 del 24 Agosto 2026

FONDAZIONE MACH NOTIZIE

del Brennero. In tutti gli anni seguenti, compreso il 2026, si sono verificate catture nelle trappole collocate in prossimità dell’asse autostradale. Nel 2025, nei pressi del confine meridionale, è stato individuato un focolaio nel Comune veneto di Brentino Belluno; l’area, delimitata dalle autorità fitosanitarie ai sensi della normativa vigente, insiste parzialmente anche nei Comuni di Avio e Ala ed è stata sottoposta a misure fitosanitarie di eradicazione. Con l’inizio delle operazioni della vendemmia e di raccolta delle mele, la Fondazione Edmund Mach invita tutti gli agricoltori a prestare la massima attenzione; questo periodo di intensa attività manuale e di prolungata presenza nei campi rappresenta infatti un momento cruciale per un monitoraggio delle coltivazioni: si raccomanda di verificare la possibile presenza sulla vegetazione delle colture di danni o di insetti riconducibili allo scarabeo giapponese (Popillia japonica). La sorveglianza attiva da parte di chi opera quotidianamente nei vigneti e nei frutteti è lo strumento più efficace per intercettare precocemente i focolai.

CICLO BIOLOGICO Il ciclo di sviluppo è annuale. Gli adulti iniziano a sfarfallare a fine maggio, con un picco generalmente nella prima metà di luglio, dopodiché la popolazione diminuisce rapidamente. Le ultime catture però si possono osservare, in presenza di alte popolazioni, fino a settembre. Gli adulti hanno un comportamento gregario (Foto 1) e si nutrono a spese di diversi organi vegetali, tra cui foglie, fiori

Foto 1 Aggregazione di adulti di Popillia japonica

2

e frutti. La durata della loro vita è influenzata dalla temperatura ambientale: è relativamente breve in climi caldi e più lunga in condizioni fresche, con una media compresa tra 30 e 45 giorni. Le femmine ovidepongono in prati umidi. Le larve si sviluppano nel terreno dalla tarda estate alla primavera successiva, nutrendosi di radici di graminacee e tappeti erbosi. Essendo lo sviluppo dell’insetto favorito dalla presenza di prati umidi o irrigati, soprattutto in presenza di abbondanti piogge, le coltivazioni nelle vicinanze sono soggette a maggiore rischio di attacco.

SPECIE VEGETALI ATTACCATE Nelle zone in cui P. japonica è già presente in Italia, gli adulti sono stati osservati su più di 300 specie vegetali (alberi da frutto, essenze forestali, colture in pieno campo, orticole, piante ornamentali e spontanee). Le larve, invece, provocano ingenti danni ai prati, in particolare di graminacee. Tra le principali colture agrarie del Trentino, quella maggiormente interessata potrebbe essere la vite, ma possono essere colpite anche ciliegio, albicocco, susino, actinidia, piccoli frutti e mais, nonché il melo, anche se sembra essere meno appetibile per l’insetto.

RICONOSCIMENTO DELL’INSETTO

Adulti di P. japonica • Gli adulti sono di colore verde metallizzato brillante con le elitre, che non arrivano a coprire completamente il corpo, di color bronzo ramato (Foto 2); • sono di forma ovale e di dimensioni da 8 a 11 mm

Foto 2 Adulto di Popillia japonica


N. 1 del 24 Agosto 2026

FONDAZIONE MACH NOTIZIE

Foto 3 Confronto delle dimensioni di P. japonica con i principali coleotteri spesso presenti negli stessi ambienti

di lunghezza e da 5 a 7 mm di larghezza; • presentano 12 ciuffi di peli bianchi (5 per lato sull’addome e 2 più ampi sull’ultimo segmento addominale); • differiscono da altri coleotteri spesso presenti negli stessi ambienti, come il maggiolino comune Melolontha melolontha, o come Anomala vitis e Cetonia aurata, soprattutto per le minori dimensioni (Foto 3); • la specie più simile per forma e dimensioni è Phyllopertha horticola (maggiolino degli orti). Larve Presentano la forma a C tipica delle larve dei coleotteri scarabeidi, addome ingrossato e colore bianco crema con capo bruno-aranciato (Foto 4).

Foto 4 Larva di Popillia japonica

CONTROLLI IN CAMPO E RICONOSCIMENTO DEI DANNI In questa fase, considerati i limitati ritrovamenti finora registrati sul territorio provinciale e il ciclo biologico dell’insetto, è più probabile riscontrare danni sulla vegetazione, in particolare nelle aree attigue alla viabilità principale, a parcheggi, campeggi, ecc., visto il comportamento da “autostoppista” di P. japonica. In questo periodo riscontrare la presenza di individui adulti nei vigneti o nei frutteti è invece meno probabile. I sintomi più evidenti della presenza di P. japonica sono i danni fogliari. Gli adulti si alimentano sulla pagina superiore delle foglie, erodendo il tessuto tra le nervature: i lembi risultano così scheletrizzati, lasciando integre solo le venature principali. Fiori e frutti, invece, vengono quasi completamente distrutti. Gli adulti mostrano un comportamento gregario e attaccano inizialmente la parte alta della chioma, per poi spostarsi verso il basso. Nei vigneti è fondamentale verificare la presenza di rosure fogliari internervali (Foto 5 e 6), prestando particolare attenzione alle cime dei germogli. Nei sistemi di allevamento a spalliera questa ispezione risulta più agevole rispetto alle forme espanse come la pergola; per quest’ultima, infatti, è necessario un controllo accurato sulle “schiene” della pergola semplice e tra le “ali” in quella doppia. In questa fase nei nostri ambienti sono più probabili sintomi iniziali, con danni limitati a pochi germogli o a singole piante, piuttosto che attacchi massivi o estesi alla vegetazione.

3


FONDAZIONE MACH NOTIZIE

Le larve invece si nutrono subito al di sotto della superficie del suolo, a spese esclusive delle radici dei tappeti erbosi. Questo causa diradamento, ingiallimento e avvizzimento del prato, con la comparsa di evidenti chiazze di erba secca, generalmente a fine estate o ad inizio autunno. In caso di gravi infestazioni, l’intero manto erboso può disseccare completamente. Danni secondari possono essere provocati da animali predatori (come uccelli e talpe) alla ricerca delle larve nel terreno. Si raccomanda, in qualsiasi caso, di segnalare tempestivamente al Servizio Fitosanitario provinciale tutti i casi sospetti.

MISURE FITOSANITARIE In caso di ritrovamenti di focolai dell’insetto ritenuti pericolosi le misure di contrasto da adottare sono definite dal Servizio Fitosanitario provinciale attraverso uno specifico Piano di Azione. Attualmente sono in vigore le misure di seguito elencate (dal sito https:// www.provincia.tn.it/News/Approfondimenti/ Popillia-japonica). Su tutto il territorio provinciale (area indenne) vige: • il divieto assoluto di installazione trappole faida-te: i dispositivi commerciali dotati di attrattivo

Foto 5 e 6 Danno causato da Popillia japonica su foglie di vite

4

N. 1 del 24 Agosto 2026

feromonico generano un richiamo massiccio di esemplari dalle zone limitrofe, determinando un incremento esponenziale del livello di infestazione nei giardini privati e nelle aree coltivate confinanti; • il divieto di manomissione delle trappole ufficiali: è fatto obbligo di non toccare, spostare o danneggiare le trappole di monitoraggio installate dal personale tecnico incaricato (facilmente identificabili dall’apposito cartello dell’Ufficio fitosanitario). Nella zona infestata (che comprende l’area circoscritta entro un raggio minimo di 1 km dal punto di ritrovamento ufficiale dell’insetto. Tale perimetro ristretto interessa direttamente una porzione del territorio comunale di Avio): • movimentazione del suolo: divieto assoluto di trasportare al di fuori della zona infestata lo strato superiore del terreno (fino a una profondità di 30 cm) e i substrati di coltivazione usati, per prevenire la dispersione passiva di uova e larve svernanti nel sottosuolo; • sfalci e detriti vegetali: nel periodo di volo dell’insetto, compreso tra il 1° giugno e il 15 settembre, è vietato trasportare fuori dalla zona infestata sfalci d’erba e residui di potatura. Le utenze private residenti nella zona infestata devono usufru-


N. 1 del 24 Agosto 2026

ire dell’apposito cassonetto messo a disposizione gratuitamente dalle autorità competenti per lo smaltimento dei residui vegetali prodotti; • irrigazione dei prati: limitare l’irrigazione dei tappeti erbosi nel periodo estivo (giugno-agosto) per ostacolare la deposizione delle uova, fortemente favorita da terreni umidi. Nella zona cuscinetto (fascia di contenimento e sorveglianza attiva, estesa per almeno 5 km radiali oltre la zona infestata. Tale area interessa la restante parte del territorio di Avio e una porzione del Comune di Ala): • monitoraggio rafforzato: è stata attivata un’indagine territoriale approfondita per escludere la presenza dello scarabeo giapponese nella zona cuscinetto; • movimentazione materiali: lo strato superiore del suolo, i terricci e i residui vegetali non trattati possono essere movimentati e trasferiti al di fuori della zona cuscinetto esclusivamente qualora i monitoraggi ufficiali condotti dal Servizio fitosanitario provinciale abbiano formalmente escluso la presenza dello scarabeo giapponese.

FONDAZIONE MACH NOTIZIE

SEGNALAZIONI Risulta fondamentale la costante osservazione dell’eventuale presenza dell’insetto adulto o di danni sulla vegetazione. La collaborazione di tutti, attraverso la segnalazione immediata al Servizio fitosanitario provinciale di eventuali ritrovamenti o di casi sospetti, è fondamentale per contribuire a prevenire e contrastare la diffusione dell’insetto. Ufficio fitosanitario PAT 0461 495660 - 0461 495799 serv.agricoltura@provincia.tn.it Visita il sito dedicato https://fitoemergenze.fmach.it/scarabeo-giapponese

Credits Foto 1 Japanese Beetles (Popillia japonica) - Guelph, Ontario.jpg di Ryan Hodnett, distribuita con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons Foto 2 Popillia_japonica_(59).jpg di Joseph Berger, Bugwood.org distribuita con licenza CC BY 3.0 US via Wikimedia Commons Foto 3 Melolontha melolontha MHNT.jpg di Didier Descouens distribuita con licenza CC BY-SA 4.0; Cetonia-aurata-12-fws.jpg di Francisco Welter-Schultes distribuita con licenza CC0; Anomala vitis on a leaf.jpg di Lorenzo Longo (modificata) distribuita con licenza CC BY-SA 4.0; Phyllopertha horticola (Linné, 1758) (19508202429).png di Udo Schmidt distribuita con licenza CC BY-SA 2.0; Popillia japonica male (51138089766).jpg di Gilles San Martin distribuita con licenza CC BY-SA 2.0; Via Wikimedia Commons Foto 4 Popillia japonica (51136409324).jpg di Gilles San Martin distribuita con licenza CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons

5


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
FONDAZIONE MACH NOTIZIE GENERALE N.1_2026 by Fondazione Edmund Mach - Issuu