coma s
TA FEDERAZIONE STAYPA 3 PROPAGANDA
Firenze - Anno IV - N. 5 Direzione Redazione e Amministrazione: Via Carlo Binl, 44 - Telefono 41345 Numero di sei pagine L. 40 — Abbonamenti annuo L. 400 semestrale L. 220
AB aw 4;
GIORNALE DI DELLE OFFICIN
99.2qt 't
a nulla e a nesseno e quindi neanche alla possibilità di una vera giustizia sociale; i disonesti che hanno esperimentato che laéocietà attuale offre scappatoie alle Itero disonestà e sanfio che la futura società socialista proibisce all'uomo' di' danneggiare il suo simile. Pertanto possiamo concludere che, se alla influenza dell' oscurantismo sono già sfuggiti 8 milioni di cittadini, non è poco, e bisogna• pensare che sono 8 milioni di cittadini convinti, dinamici, con una chiara coscienza politica, con idee nette su quello che bisogna raggiungere, capaci di fare un po' alla volta aprire gli occhi ai fratelli che gli tengono ancora chiusi per paura, ma che alla scuola dei fatti cominceranno a vedere anch'essi dov'è la verità. Quelli che hanno votato D. C. per terrore della fame e della disoccupazione, cominceranno a vedere che proprio per i tanto decantati aiuti americani la fame e la disoccupazione diventano in Italia di giorno in giorno un pericolo sempre più crescente. Finché si rimane nell'ambito delle promesse si può imbrogliare il prossimo (non dico tutto, ma una buona parte di esso), ma quando si passa ai fatti l'inganno non viene più facilmente bevuto. La lezione dei fatti darà purtroppo ragione alle previsioni delle sinistre.
A CHE PUNTO SIAMO ? Con lo stesso sistema con cui la classe dominante ha ,lavorato durante la campagna elettorale per rafforzare il suo potere politico ed insediarsi al Governo, escludendone a forza i rappresentanti dei lavoratori, oggi si cerca di far credere al Paese che la sinistra ha avuto una sconfitta irreparabile, che essa è uscita dalle elezioni totalmente disfatta e senza avvenire. Gli 8 milioni di cittadini italiani che hanno votato per le sinistre non possono considerare perduta la causa del progresso sociale unicamente perché la parte più arretrata ed ignorante del popolo si è lasciata impaurire da Madonne che muovono gli occhi, oscillano, lacrimano e sudano, ed ha veramente creduto che l'America, nel caso di una vittoria D. C., fosse disposta a portare un po' di benessere nelle loro case. Noi proprio perché non crediamo facilmente ai miracoli, sappiamo che la nostra vittoria non può venire dal Cielo miracolosamente ; che il progresso si fa strada solo attraverso il lavoro lungo, intenso e faticoso di coloro che ci credono fermamente e che sono disposti 'a sacrificarsi perché le sorti dell'umanità migliorino. Nei riguardi del progresso sociale, tutto sommato, le ultime elezioni sono ancora un passo avanti: infatti anche se il numero dei seggi parlamentari occupati dagli uomini di sinistra è presso a poco quello delle elezioni di due anni fa, va notato che allora la propaganda D. C: non era stata condotta con tanti mezzi, nè dalla Chiesa erano state lanciate così Unificanti scomuniche, nè la D. C. aveva potuto minacciare di fame la Nazione nel caso che le elezioni non le fossero favorevoli ; in particolare, l'espediente dei miracoli non era stato escogitato e la Polizia, sotto il controllo di Ministri socialisti, non. aveva avuto la funzione di intimidire il popolo con azioni allarmistiche e spudorate esibizioni di carri armati. Ora, che ci siano stati 8 milioni di cittadini che, ciò nonostante, hanno votato per il progresso sociale, dimostra che già una buona parte del popolo ha acquistato una notevolissima maturazione politica, ha aperto gli occhi alla verità e è quindi solamente questione di tempo, ma verrà il giorno in cui tutto il popolo vedrà chiaramente quali sono i suoi veri interessi, per non lasciarsi più sfruttare. In questo senso, dicevamo, abbiamo avuto ancora un successo che ha. sorpreso gli stessi avversari dei partiti dei lavoratori e che sarà gravido di conseguenze insospettate per coloro che si illudevano di averci defin itivamente battuti. Per comprendere meglio il risultato delle elezioni si tenga ancora presente che la classe dominante, ed in particolare la D. C. che la rappresenta al Governo, ha avuto nelle mani, prima e durante il periodo elettorale, gli organi direttivi dello Stato, che ha sfruttato al massimo senza scrupoli per favorire il suo successo elettorale ; essa ha fatto propaganda oscurantista nello Chiese nelle scuole, ha potuto disporre della stampa, della radio, del cinematografo ; per di più, oltre ai larghi mezzi finanziari che ai lavoratori mancavano, essa aveva davanti a sè un compito estremamente più facile deìle sinistre : il programma del Fronte Popolare di portare alla Di-
rezione del Paese la classe lavoratrice era una cosa nuova per la Nazione, ed è molto più difficile convincere uno di una cosa nuova, anche con ragioni fondate, che non convincerlo di una cosa, magari contraria ai suoi stessi interessi, ma che egli ha sempre conosciuto e la cui verità e giustizia gli è stata constantemente inculcata fin dalla nascita. Per la classe dominante si trattava cioè di mantenere la sua. secolare posizione privilegiata, mentre per i lavoratori di conquistare posizioni che nella storia italiana non erano mai loro appartenute. Per tutte queste ragioni hanno votato per i partiti della classe dominante non soltanto quelli che 'credevano nella verità dei loro principi che avevano interesse a seguirli (gli uni e gli altri sarebbero stati estremamente pochi) ma tutti gli indifferenti che stanno dalla parte della consuetudine, della tradizione, perchè questa non richiede nessun sforzo ad essere seguita e capita (ci si trovavano in mezzo e ci sono rimasti) ; i pavidi hanno votato per loro per paura di novità e gli scettici che non credono
V. C.
CHI SONO I DIFENSORI della civiltà occidentale ? Non so per quale ragione Churchill parla male del defunto Mussolini, visto che anche il duce propugnava la difesa della « cultura cristiana dell'occidente ». La salita al potere di Mussolini non inorridì affatto i conservatori inglesi, e le vecchie zitelle, presenti alla conferenza, ricordano, probabilmente, che Churchill mandava i soldati inglesi, non a Napoli, ma ad Arcangelo, e che un « cordone sanitario » non venne stabilito sulle Alpi; ma nei pressi di Pietrogrado e di Minsk. Mentre le orde dei fascisti italiani uccidevano le donne e gli adolescenti di Malaga, i conservatori inglesi difendevano tenacemente nel «Comitato per il non intervento » il diritto delle camicie nere di compiere i loro misfatti. Il tentativo di Churchill, di spacciare i suoi sentimenti per De Gasperi come il primo amore, presuppone cattiva memoria che viene ingiustamente attribuita al sesso femminile: Churchill e i suoi seguaci hanno avuto altri amori italiani.... Se, parlando di «cultura cristiana», Churchill vuol mettere in rilievo il ruolo storico del cristianesimo, ciò riguarda in egual misura l'Inghilterra la Russia, poichè, come è noto, le origini della cultura russa non sono legate nè all'Islam nè al buddismo. Probabilmente durante il suo soggiorno a Mosca, Churchill, malgrado tutto quel che aveva da fare, ha servato i monumenti architettonici del Cremlino; forse ha sentito perfino parlare del geniale pittore Andrea Rubliov, del vetusto codice « Verità russa », delle vette stilistiche raggiunte dall'arciprete Avvakum. Se Churchill attribuisce l'epiteto « cristiano » alla natura del moderno Occidente borghese, non possiamo fare altro che sorridere. È poco probabile che il linciaggio e il jazz, la politica coloniale della Gran Bretagna e la fine di Hiroscima, l'Intelligence Service e la protezione alla Turchia siano legati proprio all'essenza « cristiana» degli imperialisti anglo-sassoni. Mi è toccato più volte rilevare l'artificiosità e l'insipienza del termine
os-
«cultura occidentale». Ciò è partioblarmente evidente se si - riflette: in compagnia di chi difende Chuichill la « cultura occidentale », inventata da lui e dai suoi seguaci: con chi e contro chi. Churchill difende la e cultura occidentale » con Starens che si erge contro Marlowe; con Rankin e Thomas che bramano il rogo dei libri e il divieto del darwinismo; con gli schiavisti della Carolina del Sud che recentemente hanno condannato alla reclusione una compatriota di Churchill perché ha osato innamorarsi di un negro; con i selvaggi che hanno braccato il grande attore Charlie Chaplin (anche lui compatriota di Churchill); con i poliziotti che hanno messo in gattabuia un grande scienziato, la francese Irene Jolliot-Curie. Churchill difende la « cultura occidentale « con il generale Franco, che ha fucilato il poeta Garoia Lorca; con Tsaldaris che ha cacciato nei campi di 'concentramento professori e studenti; con gli hitleriani che nella Bizona tracciano già i piani di una nuova Ravensbruk e di una Osvent»im perfezionata; con i turchi che vogliono far retrocedere l'Oriente fino ai foschi tempi dei sultani e che della « cultura occidentale » riconoscono Poitanto i dollari americani e i provocatori inglesi. Va da sè che nel parlare di difesa della «cultura occidentale», Churchill presenti l'Unione Sovietica come una minaccia terribile. D' accordo con Starens Churchill propone di salvaguardare la «cultura occidentale.» dal paese in cui gli studenti delle facoltà letterarie studiano le opere di Marlowe; insieme con i mercanti di bestiame di Chigago, gli schiavisti degli Stati Meridionali, con la banda Takker, con i membri del Ku-KluxKlan Churchill ha intenzione di difendere la «cultura occidentale» dalla patria di Tolstoi e Ciaikovskii, di Cekov e Lobacevskii, di Gorki e Pav• con i dirigenti della lov ; insieme «IQ » e gli infanticidi della legione « Kondor », Churchill brama di proteggere la « cultura occidentale » da-
io
i
1 94 $"
A
PuFjblicazione me ile eseguita a curo 312IA —d la " Fondazione Lavoratori Officine c ovnal viene distribuito groilieortk Jb gli VD soc della Fondazione. cime"
r
z•
do
ASTRAZIONI E MENZOGNE della "terza forza„ ( articolo del Ferof. Luigi R..tsso ) Un po' tutti abbiamo parlato della terza forza, o per approvarla o per favorirne la formazione; ma una mattina mi sono svegliato male, e mi sono domandato: a Ma esiste, può esistere veramente questa Terza Forza? ». Poi, sorseggiato il caffè esclamai, parlando con me stesso nella solitudine del mio cubicolo: « Ma certamente che esiste questa terza forza. Ma questa terza forza è soltanto la Storia con la S maiuscola». Precisamente così: gli avvenimenti procedono per invocazioni e desideri e sforzi unilaterali, e gli uomini, creatori di storia, stanno o decisamente a destra o decisamente a sinistra. Le due forze si urtano, si limano, si compenetrano, si annullano e si risolvono in una componente mediana, che è la Storia. Nell'altra guerra europea, gli ideologi alla Borgese discussero tanto di guerra delle idee, e si prognosticò che vinceva l'idea latina contro l'idea germanica. La guerra delle idee si è ripresentata anche nei nostri tempi: da una parte l'idea marxista, dall'altra l'idea puramente liberale o, come ora si chiama, per le contaminazioni bastarde della storia dell' ultimo secolo, democratico-cristiana. Per questo, incorreggibili intellettuali come tutti siamo, ci siamo affannati a costruire I' equivoco partito d' azione; in quel partito io vi ho conosciuto molti uomini d' ingegno e di assai elevato sentire democratico, ma per crooiana diffidenza mi astenni sempre di parlare di liberalsocialismo, anzi mi divertii a parlare di liberalconfusionismo. Però non capii mai bene, speculativamente, dove stava il difetto di quel partito: ora lo vedo chiaramente, come di due proposizioni avverse si avverte quale è la vera. Ecco tutto: noi volevamo
comporre la storia, prima di farla. La storia che è sempre giustiziera
provocò fatalmente lo scioglimento di quel partito. Ma 1' ideale della terza via o della terza forza (e si tratta di due cose differenti) è tornato a pullulare nelle nostre menti;
gli eroi di Stalingrado, che hanno salvato la civiltà, la libertà e la pace. Churchill parla non solo della «potenza» degli Stati Uniti ma anche della loro « autorità». Il leone britannico si è addomesticato nella gabbia americana. Rammento come all'epoca del « piano Stevenson » Churchill difendeva l'Impero Britannico dagli appetiti di Hoower ; allora alcuni giornali americani davano a Churchill del «bolscevico ». Quei tempi sono lontani. Ora Churchill si contenta di gioie modeste: è felice che le monache italiane abbiano lavorato bene per i negozianti di bestiame, usurai e piantatori del Nuovo Mondo. Noi serbiamo amorevolmente le reliquie del passato, esse sono per noi una fonte di ispirazione. Sappia. mo inoltre che la cultura, se non viene continuata e ravvivata, è morta; la cultura non la difendiamo con i discorsi battaglieri ma con l'opera quotidiana, la creazione della nuova società, lo sviluppo spirituale dello uomo. I nostri meccanici e i nostri agronomi, i nostri scrittori e i nostri scienziati lavorano per il nostro popolo e per i popoli di tutto il mondo; lavorano per la cultura - non « orientale » e non « occidentale » per la cultura dell'umanità. Se, combattendo sul Volga, la nostra gente ha 'aiutato gli inglesi a salvare la vecchia Londra, lavorando - sul Volga, sul Nipro, sull'Irtysc - noi aiutiamo gli uomini dei paesi lontani a creare una nuova Londra, Una nuova Parigi, una nuova New York. Ilya Ehrenburg
ohi scrive queste righe ha parlato di un partito degli iloti, lontano dalla teocrazia marxista e insieme dalla teocrazia cattolica, dal Kremlino e dal Vaticano. Ed ebbe 1' approvazione caldissima di tutti i neo platonici d' Italia, ma quel che lo turbò fu l' approvazione e le lodi di qualche giornale cattolico. Ah per becco! Timeo Danaos et dona ferente». Se i clericali neri mi approvano e mi dicono parole di lusinghe, io devo aver fatto il loro giuoco. Ho capito: noi siamo iloti, e resteremo sempre iloti, ma noi dobbiamo schierarci dalla parte del fronte di minoranza. Fronte garibaldino e fronte borbonico-asburgico: la scelta per me non può essere incerta. il fronte garibaldino è di recente formazione storica, conta tutto al più cento anni di vita; il fronte borbonico-asburgico esiste da secoli, se non da millenni, e la sua cupa immanenza ha incatramato tutte le nostre ossa- e il sangue delle nostre vene. Ermo, bruno, sinistro àvvi un castello: quel castello è la. Democrazia Cristiana. L' uno è il fronte del progresso, e l'altro il fronte del regresso; io non posso diventare marxista perché ho un cervello assai lento e mi occorrono almeno trenta anni di studio, ma, da liberale, io devo appoggiare le forze nuove e progressive, che soro sempre in imnoranza, e oppormi alle forze decrepite, che sono sempre le più oapziose e narcotizzanti in forza del loro stesso quietismo e della loro decrepitezza. Se domani scoppiasse un conflitto religioso nel mio paese (ezemplum fictum, soltanto fictum purtroppo!) tra cattolicesimo e protestantesimo, io che non sono cattolico e nemmeno protestante, anzi sono piuttosto (continua
a pag. 6)
L'ambasciatore Jugoslavo Ire visita alle O. G.
Di ritorno a Roma così ambasciatore Jugoslavo scriveva •I Dott. Museo. Roma, 24 Maggio 1948 Egregio Signor Direttore, Tornato a Roma dal mio viaggio durante il quale ho avuto l'occasione di visitare anche officina Cedile° , ricordo con piacere V amichevole accoglimento da parte Sua, dei suoi collaboratori e delle maestranze della fabbrica. Ringrazio anche nuovamente per il bel regalo che mi hanno offerto. Sono convinto che i contatti personali di questo getter • approfondiranno sempre più la comprensione mutua degl' interessati per una più stretta collaborazione economica dei due nostri paesi. La prego, Signor Direttore, di voler immettere i miei cordiali saluti ai signori ingegneri Martino:, Santoni ed altri che ho avuto il piacere di conoscere e particolarmente ai lavoratori della fabbrica. Gradisca, Signor Direttore, i sentimenti della più alta stima.
Dr. Alladen Jvekovic