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Voti ATM43

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t ANNO XV N. 10

30 OTTOBRE 1965 - L. 50 asse

SOMMARIO in

pag. - La pagina della Resistenza

in

pag. - Pensioni e retribuzioni

in 5" e 6' pag. - Nostri problemi e 4tt '•

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in 7" e 8" pag. - Tempo libero

PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'AZIENDA TRASPORTI MUNICIPALI

SU DECISIONE DEI SINDACATI

SCONTRO POLITICO Con l' ennesimo incontro con la C. A. e il suo crudo rigetto delle rivendicazioni presentate in modo unitario dai sindacati, emerge con ancor più chiarezza che stiamo combattendo uno scontro politico fra due opposte concezioni. Da una parte sono schierati i lavoratori con le loro esigenze, le loro rivendicazioni, la propria politica d e i trasporti tendente ad esaltare la funzione sociale della municipalizzata. Dall'altra prende ogni giorno più consistenza la posizione da sempre sostenuta dalla destra economica, che tende ad umiliare l'azienda pubblica relegandola ad una, funzione subalterna all'iniziativa privata. Come lavoratori, non possiamo considerare nulle le trattative conaotte in modo responsabile con la Direzione per due anni ne' rinunciare al diritto di migliorare i nostri accordi che, per quel che concerne le Competenze Accessorie, sono attualmente interiori a quelle riconosciute ai lavoratori del nostro settore di molte città italiane. come cittadini, ci opponiamo all'idea di considerare il bilancio di un'azienda pubblica come fine a se stesso poiché ciò equivarrebbe negare ia funzione economica e sociale che il trasporto pubblico svolge nell'interesse della città e del suo interland. La lotta che siamo chiamati a sostenere è una lotta giusta, di capitale importanza per la categoria e per gli stessi cittadini. L'ATM non solo non riceve alcuna sovvenzione ma è obbligata a sopportare gli oneri sociali che la sua funzione comporta; cercare in queste conaizioni di operare drastiche misure economiche sulle spalle dei tranvieri, ridimensionare i suoi servizi, le sue officine per contenere un deficit dovuto alle mancate passate scelte, significa voler portare avanti una azione antisociale che ha per fine lo smembramento della municipalizzata. Sotto questa luce ben poca importanza hanno i rinnovati appelli al senso di responsabilità lanciati dalla C. A. la quale in nome di una ricerca di economie aziendali e di un bilancio deficitario, tenta di attuare la politica di compressione dei salari, dell'aumento della produttività (vedi la richiesta di rivedere l'accordo orari). Sappiamo che questa politica del Comune ben si concilia con la posizione assunta dalla Confindustria in scala nazionale la quale nulla vuole cedere ai lavoratori delle altre categorie e con quella operata dallo stesso governo per i lavoratori dell'ENEL. Ed è appunto in questo momento che la categoria saprà battersi nella misura conseguente alla attuale situazione per ,risolvere i propri problemi nell'interesse della municipalizzata e per contrastare i disegni della destra economica che tende risolvere l'attuale crisi economica riversandone le onerose conseguenze esclusivamente sulle spalle dei lavoratori. LUCIANO PELAGOTTI

Riprende la lotta unitaria

La mancata disciplina del traffico è una delle cause che determina il deficit dell'ATM.

L'ultimo tentativo compiuto con alto senso di responsabilità dai sindacati per comporre pacificamente la vertenza sul Regolamento Promozioni e sul rinnovo delle competenze accessorie è fallito causa la caparbia intransigenza della controparte. Durante la riunione avuta dai tre sindacati con la Commissione Amministratrice dell'ATM non è emerso alcun fatto nuovo capace di poter riaprire le trattative interrotte alcuni mesi fa. La CGIL ha emesso in proposito il seguente comunicato: " In ordine alla vertenza sindacale dell'ATM il sindacato provinciale autoferrotranvieri CGIL, come del resto quelli aderenti alla CISL e all'UIL, constatato, nella riunione del 21 ottobre, che nella commissione amministratrice della azienda permane il rifiuto a procedere al rinnovo degli accordi integrativi scaduti fin dal 28 febbraio u. s., e la pretesa di operare una profonda revisione involutiva delle intese già raggiunte in materia di sviluppo di carriera dei lavoratori dipendenti, si vede costretto, unitamente alle altre organizzazioni sindacali, a riprendere l'azione sindacale che con senso di responsabilità avevano sospeso nei giorni scorsi. " La sua programmazione è in via di elaborazione e verrà resa nota con apposito comunicato lunedì 25 ottobre. Nel quadro di questa già complessa e dzwcile vertenza e lotta sindacale, la nostra organizzazione denuncia all'opinione pubblica milanese il basso senso di responsabilità dimostrato al riguardo dalla grande stampa padronale guidata dal "Corriere della Sera" che, per

citare l'ultimo fatto in ordine di tempo è giunto al punto di " inventare", con evidente finalità provocatoria, manifestazioni di sciopero dei tranvieri in occasione della visita a Milano del Presidente della Repubblica". Ai lavoratori non rimane che prendere atto della impossibilità di raggiungere in questa situazione un accordo e quindi iniziare la lotta coscienti di aver fatto quatto era in loro potere per evitare all'ATM e ai cittadini le conseguenze di uno sciopero, o peggio, di una lotta articolata che impegni la controparte in un'azione lunga quanto logorante. I motivi che sono alla base delle richieste non sono esclusivamente economici o normativi. I lavoratori hanno condotto per due anni trattative con la Direzione e la passata C. A. giungendo a concordare un regolamento sulle promozioni e sugli avanzamenti; tali accordi non possono essere considerati nulli dal• la nuova C. A. Per le competenze accessorie, l'accordo vigente fu regolarmente disdetto nel mese di febbraio e da allora si attende che la controparte esamini le richieste avanzate che, si •badi bene, sono simili a quelle accordate ai lavoratodi dell'ATAC di Roma. Davanti alle posizioni intransigenti della controparte la quale non si limita a dire no ad ogni richiesta ma prospetta ridimensionamenti, revisioni di accordi che se, u attuati, peggioreranno le condizioni economiche e contrattuali della categoria, si deve opporre l'azione unitaria di tutti i dipendenti dal personale viaggiante agli impiegati, agli operai. Sotto la guida dei sindacati, i

tranvieri sapranno far mutare con la lotta la posizione della controparte e la loro vittoria contribuirà a far mutare politica -alla C. A. ed al Comune nell'interesse della municipalizzata i cui compiti sociali esulano dalle aride cifre del bilancio aziendale. L'esito dell'incontro del giorno 12 c. m. è stato negativo per le proposte fatte dalla Commissione Amministratrice che ha dichiarato di avere avuto il mandato di operare solo per ridurre l'attuale disavanzo aziendale e, a suo dire, tale mandato sembra essere realizzabile solo comprimendo le spese del personale, bloccando le sue retribuzioni, accentuando il suo sfruttamento. A questo proposito e in ordine alla attuale vertenza, la Commissione Amministratrice ha fatto le seguenti proposte: richiesta di collaborazione dei Sindacati per l'istituzione dell'agente unico e loro accettazione della revisione dell'attuale accordo orari del personale viaggiante urbano e interurbano per realizzare una sua « maggiore » utilizzazione per una più alta produttività aziendale; proroga dell'accordo delle competenze accessorie a dopo il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e disponibilità per rivedere soltanto alcuni aspetti marginali quali: indennità di trasferta, congedo matrimoniale, congedo funerario precisando però, nel contempo, che comunque la data di decorrenza dell'accordo dovrà essere quella del giorno della firma; e) regolamento promozioni e avanzamenti. Le promozioni dovranno essere regolate dall'organico, ossia commisurate alla vacanza di posto, salvo alcune eccezioni quali quelle di avanzamenti nello stesso grado (esempio: da manovale a manovale specializzato). Gli avanzamenti varranno solo per le categorie già contemplate da norme di legge (bigliettario e guidatore scelti) per i quali però si dovranno aggravare i già pesanti criteri disciplinari e con applicazione graduale discendente (anzianità di 9, 8, 7, 6 anni). Per il settore impiegatizlo negazione assoluta delle promozioni e degli avanzamenti per anzianità e merito, ma legame della possibilità di sviluppo di carriera al solo mutamento delle mansioni e alla disponibilità di posto nell'organico. La decorrenza dovrà essere quella del giorno della firma dell'accordo.

AI deposito Leoncavallo

Rievocati gli ideali della Resistenza Scoperta una lapide a ricordo dei 44 martiri dell'A.T.M.. Venerdì 22 ottobre, nel quadro delle manifestazioni aziendali per il XX anniversario della Resistenza, si è tenuta al deposito Leoncavallo la manifestazione per lo scoprimento di una lapide a ricordo dei 44 caduti dell'A.T.M. Manifestazione riuscita sia per la affluenza dei lavoratori che delle autorità aziendali anche se si è mantenuta sotto il peso retorico delle rievocazioni; retorica condannata

da tutti gli oratori, che però rimane tale, quando non si è capaci di legare intimamente l'esempio di libertà e progresso sociale che è il fondo della Resistenza, alle realtà attuali, alle difficoltà e non ne scaturisce un comune impegno atto a superarle. Sassi Lino, apre la manifestazione chiamando alla presidenza le vedove dei Caduti, le autorità aziendali (fra le quali notiamo il Diret-

tore ed il Presidente dell'A.T.M.) i rappresentanti dei lavoratori e delle associazioni partigiane e combattentistiche ; è presente anche l'on. MEDA. Il primo oratore che si sussegue al microfono è il segr. della locale C. I. Ghidoni il quale, dopo aver rivolto il saluto dei lavoratori del Deposito ai presenti, rievoca gli ideali della Resistenza che, ed è bene (continua in 2')

LIBERTÀ DI SCIOPERO Il 22 settembre in risposta alle dichiarazioni della C. A. A.T.M. i lavoratori del Deposito Ticinese hanno sospeso il lavoro per un'ora. La Direzione, nonostante le dichiarazioni della CGIL la quale si è assunta la paternità della lotta, ha chiamato all'Ufficio Disciplina ben 70 lavoratori con il chiaro proposito di intimidirli. Questa •presa di posizione viola apertamente la libertà di sciopero e non può essere accettata anche se alla chiamata la Direzione non farà per intervento della CGIL, seguire alcun provvedimento disciplinare. •

Perché il Sindaco non interviene? Nel mese di luglio, dopo il clamoroso voltafaccia della Direzione, i Sindacati nel tentativo di ricomporre la vertenza sul Regolamento Promozioni si rivolsero al primo cittadino di Milano, il sindaco Bucalossi. In un comunicato emesso in tale proposito dal sindacato CISL si legge testualmente: « Il Sindaco pur prendendo atto della situazione, ha affermato la impossibilità di un Suo intervento per la mancanza di una Commissione Amministratrice Aziendale confermando nel contempo che appena ricostituito il potere amministrativo, all'ATM, potrà svolgere funzione meditatrice fra le parti se questa gli verrà richiesta. » Sono passati da quella data quasi quattro mesi e in questo periodo non solo non si è insediata la nuova C.A. ma la posizione da questa espressa appoggia le tesi della Direzione (non riconoscimento delle intese sul Reg. Promozioni) e le peggiora notevolmente. .Le posizioni appaiono inconciliabili: da una •parte i sindacati che reclamano l'applicazione di quanto concordato e il rinnovo delle competenze accessorie; dall'altra la C.A. che non riconosce niente e non vuol concedere nulla ma pone in discussione un piano di ridimensionamento aziendale che, se attuato, peggiorerebbe le condizioni dei lavoratori dell'ATM. In questa situazione l'intervento del Sindacato per contribuire a svolgere una positiva azione mediatrice che eviterebbe anche alla cittadinanza, già colpita con i recenti aumenti, di sopportare le conseguenze degli inevitabili scioperi. I dipendenti dell'ATM hanno già dimostrato di avere responsabilità e nervi saldi tanto da condurre per due anni discussioni e trattative ad ogni livello. Ora spetta al Sindaco, primo cittadino di Milano, cercare di evitare una lotta che danneggerebbe oltre che i tranvieri e l'ATM l'economia cittadina. La posizione assunta nella lettera in risposta al Presidente della C.A. e le dichiarazioni riportate dalla stampa secondo le quali l'intervento del 7 luglio sarebbe stato fatto a nome personale e non ufficialmente come sindaco, sembrerebbero dimostrare il contrario ma noi confidiamo nel senso di dignità e responsabilità del prof. Bucalossi la cui parola riteniamo sia degna di fede. L. P.


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