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Voce ATM40

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pag. - I primi della classe

pag. - La crisi dei trasporti

ín 4" pag. - Unità del movimento operaio

pag. - La pagina della resistenza

pag. - I risultati elettorali delle C.I.

pag. - Tempo libero

PERIODICO

Una C.A. che non passerà alla storia

La Commissione Amministratrice dell'ATM, presieduta dal democristiano Prof. iNapoleone Rossi, caratterizzata nella maggioranza dei suoi componenti da commissari appartenenti al suo stesso Partito, dopo oltre quattro anni di direzione politico-amministrativa dell'Azienda pubblica, se n'è andata.

Voler fare un 'consuntivo molto pratico e semplice del suo operato, potrebbe essere anche cosa facile. Nella casella dell'attivo ci metti un bel « niente» e in quella del passivo « tanto », e il bilancio e bell'è fatto.

Ma un bilancio (e giudizio) così fatto, pur se estremamente veritiero, non servirebbe nè a noi, nè ad altri; nè permetterebbe di trarre quelle indicazioni che dovrebbero aiutare tutti ad esprimere un valido contributo per rimediare alle pesanti e negative eredità e situazioni che questa Commissione Amministratrice ha lasciato.

Per quel che ci riguarda noi la ricorderemo per quella deimpegni programmatici non mantenuti e dell'immobilismo più deteriore agli effetti della migliore efficienza e funzionalità della pubblica azienda.

Non varrà dire a gistificazione di ciò, che da altri provenivano le direttive politiche ed amministrative per la condizione dell'Azienda e che a tali direttive era giocoforza attenersi. Quando si accettano fino in fondo queste direttive, si diventa corresponsabili delle conseguenze che esse determinano.

Pgr questo diciamo che dei tanti miliardi di deficit che si sono accomulati durante il suo mandato, degli oltre 150 milioni di passeggeri persi dall'ATM, della nzancata soddisfazione di tante ed urgenti esigenze di trasporto della cittadinanza, della mancata difesa degli interessi e dei diritti prioritari del trasporto pubblico, tanta e grande colpa ricade sulla maggioranza di questa Commissione Amministratrice, sulle posizioni ed atteggiamenti rinunciatari assunti sia nei confornti dei problemi pressanti, che di politiche e scelte che meglio di altri era in grado di giudicare negative nei loro contenuti e nei loro effetti.

Ricorderemo la maggioranza di questa Commissione Amministratrice anche per le tante promesse per i paternalismi che mal mascheravano la faziosità di parte ed antioperaia dei suoi massimi e più attivi esponenti, solerti strumenti al servizio di una politica a più vasto respiro che contava nella sconfitta delle forze d'avanguardia dei lavoratori dell'ATM, nel loro isolamento dalla gran massa dei tranvieri, per poter realizzare impunemente e fino quei progetti e piani del più esteso ridimensionamento della pubblica azienda e dei suoi servizi, al solo fine di permettere a quelle grandi forze economiche di cui essi politicamenAngelo Maggioni (continua in 2")

DELL'AZIENDA TRASPORTI MUNICIPALI

Sciopero del 18 e 20 luglio

UNA FERMA E COSCIENTE RISPOSTA

I due scioperi dichiarati in modo unitario dai sindacati di categoria, svoltosi il 19 e il 20 luglio, hanno visto la partecipazione attiva e plebiscitaria del personale che ha duramente risposto alle posizioni di attacco assunte dalla Direzione dell'ATM.

Le ragioni che hanno portato allo sciopero sono dovute alla nota presa di posizione della Direzione durante l'ultima trattativa che così può essere riassunta :

di considerare decaduto l'impegno da essa liberamente assunto di dare decorrenza dal 1° maggio

1964 al regolamento delle promozioni;

di non poter accettare la richiesta di adeguamento del trattamento economico degli autisti di linea e di guidatori filoviari a quello previsto per il grado Dl; di respingere le richieste dei Sindacati per lo sviluppo di carriera dei Capi operai;

di non essere disposto a contrarre la riduzione del limite dei

15 anni di anzianità che dà diritto al ,lavoratore di mantenere il trattamento economico della sua qualifica in caso di retrocessione ad altra per idoneità fisica; di non essere disposta a trattare modifiche e miglioramenti dell'accordo aziendale delle competenze accessorie scaduto il primo marzo 1965.

Tale posizione è tanto più grave in quanto fatta mentre la Direzione si appresta ad attuare, nei prossimi mesi. la massiccia introduzione dell'agente unico.

Al di là dei pericolosi e reazionari principi che l'ATM vorrebbe introdurre nelle vertenze sindacali, risulta in tutta evidenza la smaccata intenzione ai voler subordinare diritti e rivendicazioni dei lavoratori allo stato finanziario dell'Azienda, quasi che siano essi i colpevoli del pesante deficit e della politica sbagliata che lo ha provocato.

In una situazione di grave crisi finanziaria e funzionale del trasporto pubblico, dovuta unicamente ad anni di inettitudini e di completa assenza di provvedimenti atti a favorirne il suo sviluppo e ad affermare i suoi diritti prioritari rispetto ogni altro tipo di trasporto, gli Organi dirigenti dell'ATM e le loro Autorità tutorie dopo aver tartassato i cittadini milanesi con pesanti aumenti tariffari, muovono ora attacco al vostro trattamento contrattuale, alle vostre condizioni di lavoro con il preciso intento di ridurre l'incidenza del costo del personale agli effetti del risanamento del pesante deficit di bilancio dell'aAzienda.

Prima dello sciopero le organizzazioni camerali (camera del lavoro) si sono recate dal Sindaco per chiedere il suo intervento per ricomporre la vertenza ed evitare così i disagi che lo sciopero comporta anche ai cittadini. Ma il Sindaco si è trincerato dietro una troppo comoda posizione di forma costringendo i lavoratori alla lotta.

Questa prima e forte manifestazione suona a monito non solo per la Direzione ma per quanti nel Comune o fuori da esso hanno l'obiettivo di scaricare le conseguenze della crisi che da anni travaglia l'ATM sui lavoratori. Siamo coscienti che oggi emergono tutte quelle contraddizioni ed incapacità che per armi hanno influito negativamente sulla situazione dei trasporti pubblici e che i sindacati ed i lavoratori hanno sempre denunciato e combattuto ed hanno già portato alla lotta i lavoratori il 2 marzo ed il 9 giugno. Siamo coscienti della attuale situazione complessa e pericolosa, ma sappiamo che i lavoratori uniti hanno la forza e la capacità per far fallire il piano della Direzione, di (continua in 2°)

LA COMPATTA PROTESTA DEI LAVORATORI

Gli scioperi di domenica 18 e di martedì 20 luglio sono stati una splendida risposta operaia agli atteggiamenti intransigenti dell'ATM e fanno piazzo pulita nei confronti di una interessata ed organizzata azione di divisione che speculando su settori corporativismi di qualifica, nel concreto non fa che il gioco dell'avversario comune di tutti i lavoratori, che è e rimane l'Azienda con la sua politica antioperaia che colpisce indAscriminatamente i lavoratori di tutte le qualifiche. Come in tante altre occasioni, fianco a fianco ai lavoratori delle categorie d'avaiguardia, con eguale slancio ed entusiasmo sono scesi in lotta gli impiegati ed i tecnici, respingendo nella loro stragrande maggioranza, le pressioni, accompagnate da velate minacce, di quei solerti funzionari che si sono impegnati nell'azione antisciopero. Ad essi ed a tutti i lavoratori dell'ATM vada il fraterno salto e ringraziamento della nostra Organizzazione sindacale. personale viaggiante al movimento e capi operai su 8531 hanno lavorato 42 operai e pulitori su 4231 hanno lavorato 107 tecnici, impiegati, graduati su 1796 hanno lavorato 210

Milano: I mezzi dell'esercito che domenica hanno sostituito i tram in sciopero

L uN I ALOB E TTARATTTUAAL; NELLA FABBRICA

Un lavoratore di Baggio è punito per avere diffuso materiale propagandistico di partito. Alcuni lavoratori di Teodosio sono stati segnalati perchè vendevano i giornali politici Avanti l'Unità. Un lavoratore di Vittoria è stato richiamato perchè raccoglieva firme per la pace nel Viet Nam.

« Bei » manifesti gialli affissi in ogni luogo di lavoro riportano disposizioni aziendali che vietano l'ingresso ad estranei (leggasi personalità politiche) nei locali dell'azienda.

La destra politica continua sui suoi giornali (La Notte, il Corriere • ecc...) e in Consiglio Comunale (vedi gli interventi del d. c. Salvini e dei liberali) la sua campagna per « risanare » l'ATM e indica come rimedio indispensabile la necessità che i partiti che controllano l'azienda, diano mano libera ad un Presidente e ad una C. Amministratrice energici per liberare l'ATM dall'ipoteca dei lavoratori rappresentata dai Sindacati ecc.

Questo breve pro-memoria che potrebbe essere molto più lungo perchè i patti da citare non mancano, non è che una testimoninanza della vocazione -storica della destra tesa al soffocamento delle libertà, vocazione che oggi si concretizza all'ATM ,più o meno velatamente e in forme contradditorie, sotto il manto rosa del centro sinistra.

Subdolamente, i sostenitori delle teorie della « apoliticità » della vita

dell'ATM, isinuano la esigenza qualunquista, operando conseguentemente, che per andare bene è necessario scindere le questioni ecomiche e produttive dalla vita politica, eliminando quest'ultima perchè essa ci porta inevitabilmente a sopportare un onere economico. Il perchè di questo fenonomeno poi non ce le spiegano.

Non vi è dubbio che ad alimentare tali teorie contribuiscono non poco diversi fatti accaduti sotto la egida di uomini politici democristiani che hanno diretto l'ATM, i quali

Comunicato della CIIIA, Sui riposi anticipati

Questa Segreteria, a conoscenza in taluni depositi il personale viaggiante viene inviato dagli Ispettori Ispettori e dagli impiegati degli uffici orari ad effettuare anticipatamente i riposi da restituire nella stagione autunnale e invernale, se gnala che non vi può essere imposizione e quindi è nel pieno diritto dei lavoratori di rifiutare tale invito.

non si sono discostati dal criterio generale del loro partito di utilizzare il cosidetto sotto governo per consolidare il potere, sistemando questo o quell'uomo di partito. Ma da ciò alla convalida delle teorie della destra corre una bella differenza ed è facile avvertire, anche se purtroppo in alcuni strati di attivisti della CISL e della, UIL affiorano posizioni che pur partendo da considerazioni diverse coincidono con quelle della destra circa la necessità di mantenere i partiti fuori dalla fabbrica, come il disinteresse per la politica da parte della destra, quella d. c. compresa, sia troppo interessato.

Come sempre in ogni battaglia economica acuta, come è quella che si svolge attualmente per una nuova politica dei trasporti, al cui centro vi è l'ATM, e da cui dipende in parte l'assetto futuro della nostra città con tutto ciò che esso comporta dal punto di vista di interesse economi co e sociale, affiorano con forza gli elementi politici ad essa connessi e in questo quadro il tentativo di eliminare ogni voce discordante degli indirizzi padronali e favorevole ai lavoratori.

La presenza politica dei lavoratori nell'azienda tramite le loro organizzazioni di partito nella fabbrica è un elemento importante della battaglia che si conduce nella nostra città e Egidio Gilardi (continua in 2')

ANNO XV N. 7 30 LUGLIO 1965 - L. 50 7„40„C.40" r °4411."g A6 132,50944*,, ,4m ,...4wek...2 4W4• • 4' 0 :<> 44414~4 :4 4
DEI LAVORATORI
SOMMARIO
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PRIMI DELLA CLASSE

Sono false e tendenziose le notizie secondo cui nella nostra azienda esisterebbero dei dirigenti che si disinteressano dei problemi dei passeggeri. E' vero il contrario essi sono sensibili ai problemi umani che ogni giorno i lenti e inadeguati trasporti sollevano fra le centinaia di migliaia di utenti.

Non guardiamo le decisioni di abolire determinate linee serali e notturne o quelle di ridurre il numero di vetture in circolazione durante le ore di « morbida » si che il tram è così pieno o così rare le corse da scoraggiare l'avventore. Non guardiamo il progetto di aumento (quello ultimo) che matematicamente dovrebbe coprire parte del deficit e nella realtà si tradurrà in nuovi oneri o il « piano » di smantellamento delle officine fatto al solo scopo d'ingrassare le varie RETAM ed impoverire l'ATM. Non guardiamo a queste cose « marginali » ma soffermiamoci ad esami-

DALLA la UNA C.A.

te ne interpretano interessi ed obiettivi, di accrescere le loro già grandi possibilità di profitto da uno della collettività.

Battere la CGIL, ridurre il prestigo di cui essa gode fra i lavoratori e la grande influenza che esercita su di essi, per poter realizzare comodamente i piani di cui sopra, è stato un altro degli obiettivi ' perse.guiti, ma falliti da questa maggioranza che se n'è andata.

A tale fine non sono valse le migliaia di assunzioni discriminate e selezionate come non sono valse le clientelistiche collocazioni di uomini di partito ai posti di controllo e di direzione effettiva della vi tu aziendale.e dei personale a fermare l'avanzata dei lavoratori e della politica che essi esprimono e sostengono.

Non sono valse le piccole e le grandi rappresaglie, i piccoli ed i grandi "dispetti" fatti nei confronti dell'Organizzazione Sindacale unitaria e di classe, dei suoi militanti, dei suoi dirigenti a proibire alla CGIL di presentare e far valere con successo, nei confronti della loro politica rinunciataria, una linea programmatica alternativa che, proprio perchè in essa sono presenti interessi particolari dei lavoratori dell'ATM e Quelli più generali della collettività e dell'economia milanese, è destinata ad affermarsi.

Per l'insieme di queste grandi realtà, noi diciamo che la Commissione Amministratrice a maggioranza democristiana è presieduta dal porf. Napoleone Rossi non passerà alla storia dell'ATM.

Noi e con noi siamo certi tutti i lavoratori dell'ATM, ci auguriamo che il mandato espietato da essa con tanti risultati negativi, sia da considerarsi soltanto una battuta a vuoto nella pur sempre operosa, positiva vita ed attività della pubblica azienda.

Periodo dunque da dimenticare, da superare nei fatti e non nelle parole, con rapporti interni, con impegni programmatici concreti, con scelte politiche di tipo nuovo ed avanzato capaci, oltretutto, di stimolare e sollecitare il massimo, paritario apporto dei lavoratori e delle loro Organizzazioni alle migliori fortune di un'Azienda che è di lutti e che deve operare per il benessere ed il progresso di tutti.

Questo è quanto la maggioranza della vecchia Commissione Amministratrice, con la sua politica caratterizzata di parte negli atti e nelle manifestazioni concrete, non ha voluto né comprendere, nè realizzare

nare l'attività pratica di alcuni dirigenti.

Li avete notati con quale ardore, con quale spirito di sacrificio, nei due passati scioperi si sono distinti nell'organizzare il crumiraggio?

Alle 5 del mattino (per loro orario insolito) erano già sulla breccia pur di garantire alla cittadinanza il servizio di trasporto.

Questa volta, purtroppo, non vi erano le condizioni valide per il crumiraggio poichè tutti i lavoratori erano convinti della giustezza della lotta. Ma gesti bravi ed umani dirigenti dovevano pur escogitare qualche cosa se non fosse altro per mettersi in luce come difensori (o supini servitori?) della politica di chi oggi detiene, al difuori della ATM le leve di comando.

L'occasione (anche se un po' misera) non è mancata. Avendo notato come le vecchiette — quelle che secondo il « Corriere » attendono a recarsi al Cimitero a trovare i loro morti proprio il giorno dello, sciopero — facessero fatica a salire sui

camion che l'Esercito mette a disposizione, dopo attento tesame e calcoli tecnici hanno finalmente risolto il problema.

Nelle « inutili » officine dell'ATM usando materiale aziendale hanno fatto costruire scalette in ferro di sei gradini con relativi ganci e appoggi per essere fissate ai bordi dei camion.

Da parte nostra non possiamo negare un plauso a questi umani dirigenti anche se spesso disideremmo che la loro umanità e la loro intelligenza venisse usata anche per i problemi dei lavoratori e per attuare quella giusta politica dei trasporti che, pur essendo approvata da studiosi di ogni tendenza, contrasta in modo stridente con quella, che le autorità locali e dello stato si apapprestano ad attuare.

Certo che in questo caso non sarebbero considerati (e forse nemmeno retribuiti) come i primi della classe.

VINCENZO

IL POCO ONOREVOLE "CASO„ TRABUCCHI

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L'ex ministro on. Trabucchi non è stato incriminato per abuso di potere solo grazie ad una « opportuna » interpretazione della legge. Infatti i voti favorevoli all'incriminazione sono stati 461 mentre 440 i contrari.

Il caso Trabucchi può ritenersi chiuso per il Parlamento ma non per il popolo italiano che vorrebbe porre fine ai numerosi gravi scandali e con essi al malcostume ad alle ruberie che avvengono nelle alte gerarchie dello Stato frutto di 20 anni malcostume politico della Democrazia Cristiana.

CONTINUAZIONE DALLA 1a PAG.

LIBERTA' NELLA FABBRICA

nel nostro Paese per un effettivo progresso civile e umano. Questo lo sanno benissimo i nemici politici dei lavoratori e per questo operano per impedire lo svilupparsi della presenza politica dei tranvieri nell'ATM come nelle altre fabbriche ricorrendo ad ogni mezzo.

UNA FERMA RISPOSTA

difendere e portare avanti le conquiste della categoria.

L'obbiettivo primo che dobbiamo porci è quello di rafforzare la nostra unità portando avanti con chiarezza i motivi delle lotte, isolando i fomentatori di confusione e di divisione infondendo la fiducia necessaria per affrontare con forza le lotte per garantire e migliorare le intese raggiunte, per migliorare con esse l'intera condizione del trasporto pubblico.

Dalla discussione serena, sulle questioni concrete che sorgono in fabbrica, nascono possibilità immense di punti di incontro fra lavoratori, del rafforzamento della loro unità, di ulteriore rinvigorimento della azione rivendicativa (senza con ciò vedere l'autonomia sindacale). Solo dalla circolazione democratica delle opinioni politiche può nascere un impulso nuovo alla lotta da condurre dentro e fuori per lo sviluppo che dell'azienda, un maggiore affratellamento fra tutti coloro che hanno uguali interessi e che sono collegati dalla esigenza di vedere andare bene l'azienda in cui lavorano. La libertà politica dei partiti e non soltanto quindi un soltanto patto morale ed educativo, ma è soprattutto esigenza immediata e concreta di organizzazione della lotta per la salvezza della ATM, nell'interesse dei tranvieri e della cittadinanza. Il chiederne il pieno rispetto è un fatto politico di principio importante e un'esigenza della lotta dei lavoratori che e di sopra di ogni ideologia s'impone in modo sempre più urgente.

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VOCI DELL'A.T.M. 2
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LA CRISI DEI TRASPORTI SI RISOLVE MUTANDO POLITICA

L'aumento delle tariffe - Le economie aziendali sono misure che non risolvono i deficit e peggiorano il trasporto.

Travagliate dalla crisi anche le autolinee private

Pubblichiamo ampli stralci di un'articolo apparso con rilievo 'sul "Corriere della Sera" in quanto esso testimonia la gravità della crisi dei trasporti pubblici che interessa allo stesso modo sia le aziende pubbliche che quelle private.

Una delle numerose proteste cittadine per i trasporti.

Quando anni fa i lavoratori denunciavano con forza l'errata politica dei trasporti condotta dal Governo e dal Comune; politica che anzichè affrontare i reali problemi che sono alla base della crisi e trarne le conseguenti scelte, si limita a cercare di contenere i deficit aumentando il costo del biglietto e comprimendo le spese al personale, alcuni non compresero appieno queste giuste preoccupazioni.

Oggi la crisi del trasporto pubblico esplode con una virulenza tale da interessare l'economia e lo stesso sviluppo del paese che trae dal trasporto pubblico la linfa vitale per ogni progresso.

Le aziende municipalizzate (le quali non ricevano alcuna forma di sovvenzione) hanno nel giro di 5 anni quasi decuplicato i loro deficit d'esercizio i quali assommeranno, secondo le previsioni, ad oltre 120 miliardi nell'anno in corso. Le aziende in concessione a privati denunciano anch'esse un'analoga insostenibile situazione economica e chiedono agli organi dello Stato sovvenzioni per poter continuare a gestire le linee loro assegnate.

La teoria della ricerca del pareggio di bilancio nelle economie aziendali che fa ancora parte del bagaglio programmatico dell'attuale governo e della maggioranza della amministrazione comunale, si sta frantumando davanti alla realtà e ogni giorno di più si dimostra incapace di affrontare o frenare la gra-

la denuncia

Tuttavia, per una soluzione razionale e di fondo del problema, appare evidente la necessità di un radicale mutamento nella politica dei trasporti. Si tratta — secondo la conferenza — di dare alle aziende dei trasporti pubblici un maggiore respiro regionale, tenendo presente che un buon funzionamento dei servizi interessa, oltre che i passeggeri, anche tutti quegli enti pubblici e privati che i lavoratori devono raggiungere per prestare la loro opera.

E' chiaro che i Comuni, specialmente in questi momenti di contenimento della spesa pubblica, non possono più far fronte da soli ai crescenti disavanzi delle aziende municipalizzate : anche se questa considerazione si basa la necessità di una nuova politica dei trasporti.

In cinque anni il deficit delle aziende municipalizzate dei trasporti è cresciuto spaventosamente: dai 16 miliardi del 1960 si è passati ai 100 miliardi nel 64 per arrivare, secondo le previsioni, a non meno di 120 miliardi di deficit globale alla fine del presente anno.

Se a queste cifre già catastrofiche si aggiunge il continuo peggioramento dei trasporti, i mezzi sempre affollati, la velocità commerciale scesa da 16 a 8 Km all'ora e il continuo calo del. numero dei passeggeri (il

ve crisi delle aziende di trasporto pubblico.

Eppure, in questa situazione, si cerca ancora di portare avanti con' la massima decisione la mef asta politica basata sulla contrazione delle spese di personale e sull'aumento delle tariffe. A questi poco avveduti amministratori dell'ATM dobbiamo rispondere con energia usando tutto il potenziale di lotta che la nostra categoria può unitariamente esprimere.

Non siamo nè contro l'agente come innovazione Tecnica nè contro una migliore organizzazione aziendale: ci opponiamo a questi provvedimenti in quanto fanno parte della politica assurda che mira a far pagare ai dipendenti dell'ATM con la compressione dei salari e a cittadini con l'aumento del biglietto, le errate scelte operate dal Governo e dal Comune.

I lavoratori dell'ATM hanno conquistato con la lotta i loro istituti contrattuali che giustamente pongano questa categoria all'avanguardia della classe operaia e sono disposti a scendere in lotta (come avviene in questi giorni) per difendere e migliorare i contratti ottenuti.

La crisi del trasporto pubblico non si combatte con false economie ma con una serie di misure atte a garantire la funzione sociale del mezzo di trasporto pubblico; con provvedimenti adeguati che obblighino a pagare chi dal trasporto pubblico riceve diretti o indiretti benefici.

E' altresì interessante constatare come rorgano ufficiale degli industriali e della destra economica, richiede al Governo un sollecito intervento e sovvenzioni tali da coprire i deficit di bilancio facendo leva sulla funzione sociale che detti trasporti assolvono. Argomentazioni e richieste del tutto simili a quelle che da anni richedono i lavoratori delle municipalizzate e che sono avversate dalla destra e dal Governo che impongono ad esse un regime di austerità e la compressione dei salari.

La crisi che da tempo ha investito le ferrovie sia statali sia private e le aziende di trasporto in genere è stata avvertita anche nel settore delle autolinee extra urbane in concessione che assicurano spesso collegamenti essenziali. Già di recente, in occasione del consuntivo del 1964, si è posta in rilievo la contrazione dei traffici e degli introiti che hanno caratterizzato la gestione delle ferrovie e degli autopullman di linea. La situazione è molto più seria di quanto possa apparire a prima vista e richiede un sollecito intervento se si vuole scongiurare il totale dissesto di molte aziende di pubblici trasporti con gravissime ripercussioni sull'economia del Paese.

La crisi dei trasporti automobilistici di linea risale al 1962 (anno in cui non si avvertivano ancora i sintomi della recessione economica), e si è progressivamente aggravata nel 1963 e nel 1964. Gli oneri di gestione sono continuamente aumentati sino a raggiungere il 65-70 per cento degli introiti globali. A questo incremento delle spese non ha fatto riscontro un analogo aumento delle entrate, per cui si è avuta come contraccolpo una fortissima diminuzione degli investimenti che sino al 1962 le aziende di autotrasporti effettuavano soprattutto per incrementare e rinnovare il loro parco autoveicoli. Gli investimenti in questo settore sono diminuiti di oltre due terzi nel corso del 1963 e si so-

trasporti politiche

7% in cinque anni); si ha un quadro della portata della crisi che rischia di paralizzare nel giro di pochi anni l'attività dei trasporti pubblici.

Questa catastrofica situazione è ancora più grave in quelle città come Roma, Torino e Milano dove si sono registrati sensibili aumenti delle tariffe.

La crisi del traffico e dei trasporti pubblici nelle grandi aree urbane è stata denunciata nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamane a Roma a cura della Confederazione della municipalizzazione dal Presidente dott. Corna Pellegrini. E' stato anche presentato un « libro bianco » che affronta nei suoi vari aspetti le cause della crisi: le proposte a breve termine e indilazionabili; le proposte a lungo termine, legate alla soluzione dei problemi urbanistici.

Per quanto riguarda la crisi di queste •aziende municipalizzate (ne sono state prese in esame 41) è stato sottolineato che essa investe i paurosi disavanzi, il continuo calo dei passeggeri, la crescita abnorme del traffico privato che ha intasato le strade dei centri urbani riducendo drasticamente la velocità commerciale dei mezzi pubblici specialmente nelle ore di punta. Sotto questo aspetto, quindi, appare evidente

che una soluzione della crisi passa prima di tutto attraverso un necessario riconoscimento della « prevalenza del mezzo pubblico su quello prvato, da tradursi, in particolare, in provvedimenti che riservino ai mezzi pubblici la maggior parte della superficie « stradale » fino ad arrivare a « strade completamente riservate al traffico pubblico ».

Più avanti il rapporto rileva che fino a quando non sarà avviata una adeguata politica di investimenti nelle aree urbane e di disciplina del traffico, i deficit delle aziende municipalizzate non potranno essere sanati. Un capitolo a parte il « libro bianco » lo dedica ai provvedimenti che andrebbero adottati immediatamente. Si tratta dell'automazione della riscossione del prezzo del trasporto; di estendere l'automazione, agli uffici e alla manutenzione del materiale rotabile; di snellire, a termine di legge, le costose procedure burocratiche delle aziende municipalizzate; di chiarire la responsabilità fra le aziende, i Comuni ed il ministero M materia di tariffe e di concessioni, in particolare eliminando i parallelismi e le duplicazioni dei servizi, specie per la penetrazione in città dei mezzi extraurbani e lo sfasamento degli orari di lavoro e di scuola per evitare l'ostacolo delle ore di punta.

no ridotti praticamente a zero nel 1964. Previsioni ancor più pessimistiche vengono fatte per il futuro immediato. Inoltre la qualità dei servizi prestati agli utenti sarà sempre peggiore.

Questa grave situazione che riguarda le autolinee extra urbane di tutta Italia, si -fa sentire in modo particolare in Lombardia, regione nella quale la densità e lo sviluppo dei servizi automobilistici di linea raggiungono valori molto elevati. In Lombardia vi sono attualmente 1900 autolinee sulle quali fanno servizio 3.688 autopullman (su 18.722 che costituiscono il parco nazionale). Lo sviluppo complessivo della rete lombarda percorsa da questi autoveicoli ammonta a 71.019 chilolometri (sui 538 mila della rete nazionale). Nel 1963 gli autopullman delle autolinee lombarde, molti dei quali hanno uno dei capo-linea a Milano, hanno percorso complessivamente circa 130 milioni di chilometri trasportando 239 milioni e 600 mila passeggeri. Le ferrovie dello Stato nello stesso periodo hanno

trasportato in Lombardia non più di 75 milioni di viaggiatori. Queste cifre bastano da sole per dare una idea dell'importanza delle autolinee nella nostra regione e del loro peso nella vita della collettività.

Le autolinee adibite esclusivamente al trasporto dei lavoratori sono quelle che registrano più delle altre gli squilibri di una situazione che va riveduta. I passeggeri di queste autolinee « pendolari », che da sole costituiscono l'ottanta per cento del totale, godono per legge di tariffe ridotte del quaranta per cento. Tariffe quindi antieconomiche volute per ragioni politiche con la 'differenza che le ferrovie per questi trasporti operai ricevono dal Tesoro un rimborso sia pure parziale. Per la crisi delle autolinee i provvedimenti che si impongono, già da tempo richiesti e allo studio degli organi di governo, devono perciò essere immediati e di vasta portata se si vuole che ottengano qualche risultato positivo prima del peggio. dal Corriere della Sera del 4-3-65

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VOCI rELL'A.T.M, Politica dei trasporti - 3
Nel libro bianco sulla crisi dei per le errate scelte

4 - I nostri dibattiti

Problema d'attualità

UNITA' DEL MOVIMENTO OPERAIO

CLAUT GIULIO & C. sa,

In questi momenti tanto travagliati per il movimento operaio la costituzione di una nuova maggioranza non può essere in alcun modo separata dallo scontro politico in atto.

Non dobbiamo dimenticare che l'attacco padronale in corso mira a modificare i rapporti di forza in favore delle classi dominanti non solo per l'oggi ma anche per l'avvenire.

E' nel vivo della lotta per respingere questo attacco, nel luogo di lavoro e nella società, che bisogna costruire gli elementi di una unità nuova, che miri a salvaguardare le conquiste democratiche di classe, e gettare le basi per gli sviluppi più ampi e decisivi del discorso unitario.

Un discorso che si presenta in un momento particolare della storia operaia.

Il contrattacco oggi in atto delle classi padronali è non solo quello di intensificare lo sfruttamento delle masse lavoratrici, ma anche di controllare la dinamica salariale e di spezzare il potere contrattuale della classe operaia, per assicurarsi una stabilità del saggio di profitto, per garantirsi nel tempo un adeguato orientamento degli investimenti e dei consumi, per colpire nel vivo

stesso del processo produttivo l'unità e l'autonomia della classe operaia e, quindi, la sua capacità di influenza nella società.

Ecco allora la esigenza per operare su un paio più concreto per le premesse unitarie che partono da un programma che unisce tutte le aspirazioni sociali dello strato produttivo del mondo del lavoro.

Voci dell'ATM in questo vasto tema dell'unità dei lavoratori sente il dovere di dare il suo contributo.

Un giornale di fabbrica nel suo compito classista non può ignorare le sue funzioni che oltre ad essere informative, debbono sviluppare anche argomenti di dibattito per la formatività dei lavoratori.

Sarebbe opportuno a tal fine che tutti coloro che realmente credono nell'unità •della classe operaia si esprimessero su queste pagine, dando il loro parere, esprimendo magari le proprie ansietà.

E' tempo oramai di concretizzare le aspirazioni democratiche dei lavoratori, che vanno dalla libertà nella azienda alle condizioni di vita sul lavoro; cose che non ci verranno mai regalate, ma che noi avremo se sapremo realizzare una vera unità organica sul piano dell'azione e del dibattito.

B. Colamonico

L'intervento al dibattito di un responsabile del PSIUP

Nasce nella Resistenza, con il rinascere dei partiti operai, la convinzione dei lavoratori della necessità di sanare le vecchie fratture del movimento per riportarlo ad unità nel pensiero, nell'azione, nella vita organizzativa.

Non sí tratta di sapere chi ha avuto torto o ragione nel '21 - '22. La realtà storica operante fa giustizia di tutte le chiacchere accademiche in proposito.

Le generazioni della Resistenza sentono soltanto che occorre superare un passato e un presente carichi di pericoli e di amarezze, sentono che è loro compito riportare ad unità il movimento, ridare forza organizzativa e politica ai lavoratori italiani.

CONSIDERAZIONI SULLO

SCIOPERO DEL 18 LUGLIO

Lo sciopero unitario di domenica 18 c. m. è riuscito al 100% nella quasi totalità dei depositi urbani ed interurbani. La partecipazione dei lavoratori alla lotta era scontata sia per la provocatoria posizione assunta dalla Direzione che per l'azione intrapresa unitariamente dai tre sindacati.

In questo momento anche i lavoratori più amorfi sentono il peso delle scelte operate dalla Direzione che tenta, su indirizzo della Giunta Comunale, di rigettare le aspirazioni e le stesse conquiste acquisite dai dipendenti al fine di realizzare le massime economie, nel vano tentativo di arginare le conseguenze della fallimentare politica sui trasporti perseguita in scala nazionale.

Per questo le defezioni registrate domenica in alcuni depositi debbono attirare la nostra attenzione. I trenta lavoratori di Ticinese, i quattro di Leoncavallo, i sei di Vittoria non debbono preoccupare in quanto sono riusciti a portare a spasso alcuni tram durante lo sciopero; (anche se questo già di per se stesso è un. fatto di rilievo); essi-preoccupano perchè non è ammissibile nell'attuale delicata situazione che esista un solo dipendente non coscentemente convinto della giustezza della lotta intrapresa dai sindacati.

Non vi sono scusanti per questi crumiri che sicuramente verranno

rihciamati, anche duramente, all'ordine ed alla disciplina dai propri sindacati; questi episodi debbono far riflettere non solo i sindacalisti ma tutti i lavoratori per mettere in luce anche i nostri difetti.

Non basta adagiarsi su scontate azioni unitarie realizzate all'alto; occorre discutere di più alla base, chiarire dibattere con spregiudicatezza e, quel che più conta, presentarsi alla base con una chiara piattaforma unitaria. Ha, per esempio, chiarito sufficientemente la CISL (e anche l'UIL) la sua posizione che in stridente contrasto con quella assunta nel precedente sciopero? Allora la CGIL constatando l'ostruzionismo della Direzione sul Regolamento -promozioni ha dichiarato la lotta; la CISL e l'UIL non solo non vi hanno aderito ma hanno esercitato, assieme alla Direzione, una intensa azione di cruminaggio. Hanno chiarito i motivi per i quali oggi aderiscono ad uno sciopero che ieri definivano politico?

Questi argomenti uniti agli strascichi di scioperi non unitariamente condotti possano portare a momentanei risentimenti o a disorientamenti che, abilmente sfruttati dalla Direzione, si tramutano in fratture, sia pur marginali, del movimento operaio che debbono essere stroncate sul nascere.

OTTICA LOMBARDA

La questione è all'ordine del giorno nella vita dei partiti operai, ma occorre non restringere l'area della sua capacità d'influenza che certamente va ben oltre i partiti, interessando l'intero movimento operaio, in cui serpeggia la preoccupazione per il frazionarsi ripetuto del campo socialista italiano classista, Non è certo soltanto la, scissione di un partito operaio come tale che preoccupa i lavoratori. La scissione che dirompe e indebolisce il movimento operaio è quella che si verifica, fra le finalità del movimento stesso e il partito che ad esse si richiamava. Ricomporre l'unità significa riunire le forze sinceramente classificate che a quelle •finalità socialiste tengano fede. Portarle ad unità organica significa portare a conclusione un processo di crescita unitaria, di azione unitaria che bruci le scorie di un passato di esperienze grandi e dolorose, che dissolva i fumi delle polemiche sterili, che apra e risolva le obiezioni e gli interrogativi, che dia linea e slancio al movimento operaio italiano sulla base del divenire sempre vivo e operante del pensiero che il marxismo procede. Questo intendiamo per unità delle sinistre e per formazione del partito unico.

Lavorare sinceramente a questo fine significa tener fede ad un impegno assunto in uno dei momenti più brutti della vita italiana, quando tutto venne sul banco di prova a dimostrazione della - verità e degli errori.

Lavorare sinceramente a questo fine significa tenere aperte tutte le vie possibili all'unità classista, significa unire le masse popolari nella solidarietà anti imperialista.

Vuol dire impegnarsi per trasformare questa società italiana, abbattendo i grandi privilegi, gettando le basi di una società libera e socialista.

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Il canto dei crumiri

Sono ignudi e sul volto d'idiota portali scritta l'impronta del tristo come Giuda tradì Gesù Cristo il crumiro tradisce il fratel. Essi gridan: noi siamo i crumiri! Siam la guardia dei ventri pasciuti nel pantano noi siamo cresciuti, nel pantano vogliamo restar.

Levin gli altri orgogliosa la fronte, noi pieghianz rassegnati il groppone; sferzi, sfrutti, ci umili il padrone, che ci paga fedeli ci avrà.

Noi sfruttiam dei fratelli le pene, Noi viviam sui fraterni dolori, siam crumiri, noi siam traditori, prostitute noi siam del lavoro!

Da una ode unitaria dei lavoratori della terra nel 1892.

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L'adeguamento delle tariffe è dovuto ad un notevole incremento dei costi, le statistiche infatti mostrano che i costi alberghieri dei Centri Climatici di Ospedaletti e di Limonta sono aumentati nel 1964 del 6,7% e che analoghi e, spesso, superiori aumenti sono stati riscontrati nelle rette degli alberghi convenzionati per il soggiorno di assistiti inviati alle cure termali. Ciò corrisponde, d'altra parte ad un generale aumento del costo della vita che secondo i dati dall'Ufficio Statistica del Comune di Milano ha avuto un incremento dal gennaio 1964 al gennaio 1965 del 5,42%, incremento che ha avuto un riflesso nell'erogazione dell'indennità di contingenza. L'adeguamento delle tariffe è stato contenuto in limiti molto modesti, confermando un indirizzo assistenziale della Cassa, che nonostante il continuo aumento dei costi, sì sforza di mantenere i contributi ad un livello basso per consentire a tutti gli assistiti di usufruire dei suoi servizi. Come i lettori potranno vedere dal prospetto allegato sono state pure previste le tariffe per casi particolari qualora a chiusura della presentazione delle domande risultassero disponibili dei posti, è chiaro, comunque che l'invio in queste forme eccezionali verrà effettuato solo dopo aver accontentato tutti i richiedenti che, secondo le precedenze

stabilite dal regolamento, hanno diritto di accedere ai centri climatici.

Le tariffe esposte sono per giornata di soggiorno. Il contributo comTlesssivo può essere pagato dall'assistito in contanti appena ricevuta la delega.

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Restano sempre a carico dell'assistito le bevande consumate presso i Centri e la tassa di soggiorno. Sono esenti dalla tassa di soggiorno i convalescenti.

Pure a carico degli assistiti sono le spese di viaggio: la Cassa organizza viaggi in comitiva allo scopo di far beneficare i partecipanti di notevoli sconti. La partecipazione è tuttavia facoltativa, pertanto gli assistiti devono dichiarare nella domanda se intendono fare il viaggio in comitiva oppure no.

Cogliamo l'occasione per ricordare agli assistiti che non sono consentite visite ai centri, eccetto che per le persone che vi si trovano per convalescenza. Anche in questo caso l'ospite non può fermarsi più di 24 ore.

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A distanza di alcuni mesi riteniamo giusto ritornare sull'argomento del pensionamento anticipato per riaffermare la nostra posizione favorevole e per bollare di demagogia la campagna condotta dal Corriere e dalla Notte alla vigilia dello sciopero del 2 marzo della categoria.

L'assicurazione che ben 1263 dipendenti sarebbero stati collocati anticipatamente in pensione è stata formulata a fini diversivi per favorire l'azione di sabotaggio dello sciopero.

Gli Amministratori e la Direzione dell'ATM hanno fatto intravedere ai dipendenti la certezza del pensionamento anticipato di 1263 dipendenti anziani, pertanto devono essere chiamati a dare una spiegazione del perchè a distanza di mesi, nemmeno uno di questi 1263 dipendenti è ctato collocato in pensione.

Essendo decisi da parte nostra ottenere il pensionamento antiapa: to dei lavoratori anziani dobbiamo non lasciarci sfuggire l'occasione che si presenta in seguito alla demagogica azione svolta per fini strumentali antisindacali.

Dobbiamo battere e ribattere il ferro finchè è caldo per conseguire il risultato pratico di ottenere il collocamento anticipato in pensione di almeno qualche decina di dipendenti anziani, per far affermare il principio che gli autoferrotranvieri hanno il diritto di ottenere il pensionamento prima del 60° anno di età data la gravosità del lavoro svolto.

Per mettere la Direzione di fronte alle sue responsabilità, senza attendere altro tempo gli interessati dovrebbero rivolgersi alla stessa per tenere aperta la questione.

La Direzione deve essere posta nella condizione di mettere mano alla borsa per dare agli interessati i diversi milioni che gli stessi devono versare alla CSP per ottenere la liquidazione anticipata della pensione maturata.

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Le prospettive della Resistenza nel momento attuale

(Un documento politico dell'ANPI)

Il raduno del 9 maggio, alla luce di una analisi distanziata dall'avvenimento, appare, sempre più come punto 'fondamentale per gli sviluppi dell'azione che la Resistenza deve condurre.

Innanzi tutto si deve rilevare che il raduno nella sua imponenza ha sì avuto l'impronta della ufficialità, ma il suo contenuto è stato popolare per il calore e la vitalità. Soprattutto il discorso del Presidente della Repubblica si è imposto per il Suo non conformismo che le cerimonie ufficiali in genere propinano.

Si sono avute anche manifestazioni, è vero, di intolleranza, di incomprensione, anche di provocazione per certi aspetti, ma questi sono la controprova di come sia necessario che la linea unitaria della Resistenza sia apprezzata per i suoi valori di lotta nazionale, contro i pericoli di ritorni di involuzioni nel nostro Paese.

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Lo scatenamento delle destre di ogni tipo contro il raduno e contro il Presidente della Repubblica sono da sole evidente prova che la nostra unità le ha fortemente isolate, imbestialendole. Su questo tema deve essere richiamata la attenzione delle nuove generazioni che devono pure imparare che la Resistenza non è solo capacità di lotta in senso generico, ma vuole anche essere chiarezza di obiettivi. Non basta criticare per distruggere, ma bisogna saper proporre e soprattutto realizzare qualcosa di meglio di quanto si combatte.

L'importante è che dalla Resistenza si apprende non solo l'eroismo, ma l'insegnamento contro ogni forma ed azione che incoraggi e giustifichi la sopravvivenza e il ritorno dell'ideologia fascista Non solo azione, ma costume, concezione del mondo sono i richiami che dalla Resistenza ci provengono.

In questo senso il discorso del Capo dello Stato offre una base importante di approfondimento che che può servire sempre più a trovare le articolazioni unitarie sulle quali costruire il futuro del nostro Paese in una visione di rapporti nuovi nella vita politica e sociale, risolvendo i problemi che più sono urgenti.

Di non secondaria importanza è indubbiamente quello della scuola la quale deve avere per fine la formazione di un cittadino preparato ad affrontare le necessità della società contemporanea ed ispirato nella sua condotta dagli ideali di democrazia e libertà che sono antitetici ad ogni concezione fascista della vita. Quindi non solo insegnamento, nel campo storico, di ciò che fu ed è la Resistenza ancor oggi, ma adeguamento ad ogni livello al nuovo indirizzo morale, sociale e di costume che dall'antifascismo proviene, L'ANPI dovrà, perifericamente, trovare i modi idonei per esercitare organicamente le proprie prerogative di controllo e stimolo nell'ambito scolastico in generale.

Da queste considerazioni deriva che il comitato delle celebrazioni per il Ventennale deve persistere nella sua azione aiutando esso a conseguire obiettivi importanti oltre che a migliorare le intese ed i rapporti dell'ambito di tutta la Resistenza.

Si pone quindi anche il problema di considerare se già non esistano le condizioni per organizzare una assise di tutta la Resistenza italiana la cui tematica può essere compresa nelle linee de discorso dello stesso Presidente della Repubblica te-

distensione che l'ANPI ha sempre auspicato come elemento fondamentale che condanna va alla liquidazione le forme di gestione fascista e le sue sopravvivenze nel mondo, ol-• tre che creare le condizioni per un più celere avvio ad un assetto politico e sociale permeato di maggiore giustizia sociale e di benessere.

Riafferma l'ANPI la sua opinione che tutto deve essere fatto e tentato affinchè il processo distensivo riprenda con efficacia a vantaggio della Pace nella piena autonomia e libertà dei popoli. Per quanto riguarda la lotta diretta contro il fascismo ancora al potere si ritiene pertinente impegnare l'organizzazione dell'ANPI in una azione che non sia estemporanea.

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gli ideali della Resistenza so-

ll'animo del popolo.

nuto a Milano il 9 maggio. Non solo, le associazioni partigiane dovrebbero esaminare se non si possa sin da ora dare vita ad una loro organizzazione federale che coordinando le attività di valorizzazione della Resistenza, assumendo le iniziative che le trova concordi, nello stesso tempo le lasci vivere in piena autonomia e con tutto il loro prestigio i; loro contenuti politici. Su questa tematica l'ANPI nel suo complesso è chiamata ad operare nel momento attuale. Nondimeno l'associazione non può e non deve trascurare gli. avvenimenti di politica internazionale per i riflessi negativi di essi nella vita politica del nostro Paese nel senso che possano incoraggiare la provocazione e il velleitarismo fascisti.

Le guerre locali che nel mondo preoccupano la opinione pubblica, la tensione che esse suscitano tra gli stati, e all'interno degli stati stessi, sono un rittno pernicioso che mina profondamente il processo di

Il caso della Spagna non ha bisogno di essere qui illustrato, ma ci impone una condotta più lineare e continuativa. Per questo si indirà la « Settimana per la libertà e la democrazia in Spagna » da realizzarsi in ogni città d'Italia in modo molto qualificato, nei termini che verranno suggeriti. Nello stesso tempo la « Settimana per la libertà e la democrazia in Spagna » dovrà dare il via, nelle singole città, ad un ciclo ben pianificato di attività miranti a far conoscere cos'è il fascismo ancor oggi al potere. La cultura ed i giovani avranno motivo così di approfondire il loro impegno antifascista ed i risultati dovranno fortificare la nostra azione unitaria antifascista nel nome della Resistenza. Attraverso questa azione specifica e carattersitica dell'ANPI si potranno mettere in evidenza anche i legarni internazionali che alimentano il. Fascismo di ogni tipo e prendere quindi le iniziative che possono essere suggerite di conseguenza In de. finitiva :

— Riprendere in esame i temi e gli argomenti che sono andati maturando in questi ultimi tempi per arrivare alla realizzazione di una assise di tutta la Resistenza italiana;

— Esaminare le possibilità di una intesa tra tutte le organizzazioni partigiane;

— Attività contro le sopravvivenze fasciste internazionali facendo della Spagna un fulcro utile alla lotta degli antifascisti spagnoli e nello stesso tempo elemento di lezione per orientare le lotte unitarie della Resistenza nel nostro Paese. Tutto questo avendo sott'occhio i i risultati politici del 9 maggio ed il messaggio del Capo dello Stato. La Resistenza avrà modo così di investire in pieno tutta l'attività politica nel Paese tanto più che si tratta ora di trasformare la struttura dello Stato in struttura autenticamente democratica, cioé antifascista.

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6 - La pagina delta Resistenza VOCI DELL'A.T.IL
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I Partigiani italiani solidarizzano coni Partigiani del Vietnam e con il popolo di quel martoriato ed oppresso paese. (Nella foto: si tortura un Partigiano)
VOCI D.CLL'A.T.16 H o H cm • -1 <-: <9 ., I 't i I " I I I I . I "- I I Ir-o. .fn sq 0 «I Z Ci 1.4,c-d .n r9 I l - ''' "\ - - <7 " " " 1 "' ci p. I I I I I I I e't I I — I I I I — I — l I I I I I I I I I I I I — 5 H „,- el- N l .-, 00 00 o° •,-, .1 - m i (T_ t, 2) m) C) rt tn I..« C..0 C7 : : "?:›1 0 53 N 00 ?2,5) ) 00 2 I I .1 en "”' "I- "" °° rn i s29 •.••••I C) — 00 TiC7's m> N o 0. t•-• 00 --, ,..0 ..• '' .7% cn I 00 , K;-. :, i I ni• N I s•C I I-- I 572 I o efoNs cr; I O r‘.2 I •--, I --• ‘0 r- •-. 00 00 N N 00 •.:1rs• CA N00 ,-.« ,./: N I .1 © N« I i i I ttQl 00 - r e:R - '''' tr' `3‘ !----- 2 Li: I CN ~ i I H., Ea I I tn lf) i I r i i -n i rq .o i (.1 - r•- r-- <z1 - i - - er i i a <t •-, cy .- o N .-1 .--, C 00 g ) 00 .-,1 Ma C" 00 73' cn "1- I"' Lr) gi I 2 '1" I 3"-) ."1, r i esi — .0 o. i I er en .-, M N SLg 2 ‘4) 79 ' i — i 2 l — — I ' I — ' 00 , somi~isairillmislihn en r4 N. ~ •O t cc , ‹...,,,, ..., , ,, 00 , N. F.,, , Le,2, r;,. › N. LI) ‘ ip s.c 00 1'-: ••:I• r : 2 nr pn - go rc -E ; --, - f9 •--, N •-•, N N •-« O t-, er t-.-« • ‘-n Ln uC•1 ~ CN s.0 00 <-,1 ^ N r-"‹.1 Ci? G.5 I i•N c) rn, m o<2 s,: i ssz i 2 L ip, 2 -,-_ L;‘ , 2 1,, r2 i.:-..., i c.n „..., 2 e.,-, o <5?, r,.:} .7i. r c:, -. 2 9 go i. g4 )cc; --, '<ti N1 rq ii) --, ' ' .n '-' -" N CO co O E un O v C.1. --, N N i i m) crs 1,; ••• r s2 in c e2 1:::. c ) •--, `1" •-' nt C) .0- r.- en .O .0- r.. .--, N N N O em O\ r.... :::2 en e4 >r) 1.. 7! rt crs r er o4D o •7 3 c .s a .0 L9, 8 ' 4, c i2 o rz , ,,52, 5;) O mt e2 : .0. IF ,,, 00 i on , O zi r-, <9.,, tì ì in H en er ..• •: "2, - r- er in r-- ro. a tn -) Z- en c) sO rn C E-• CN 1" 00 N.• .-« er 00 I «,-) in st:) a so Q - - t i s5) r, 'n r - R o N g ,i; I t i c> so ..,3- In r, 00 en o rq -I- r-- M C> Cr, •-, N M —, --, tn Cr, 00 u-) 00 1", 00 N 00 r- 00 00 N ,-,..) .0- p 00 eh CS Lr) V:, T:- N r. en -F3 •:1- •-. •Cr .1- N 00 tn tn 3C M 3r3 ‘0 m) et• U U m) .-, ,--, ar) nr O pzi 9 o 00 ,- ir, i-.. — ccTì 00 R tn tn er r ) -- .0- 71 L i rì 00 tr) CO 00 05 ii -, -, H O r-L o c:2 Q. ,,, , A - ‹.--,.. »,..,,, gi 8 .4:2 2 g 2 g. :, ,-,-, ,, 00 , ..:,,, g:, r,-«) 5,-,r, 2 r, •,13,, ,- r--. 2 g1, A. ..:.2 r W ip r e-si r . 61 N ,C> --, ,-, ,-, m N ,-, ,-. r- -, r.-- ,-, er fn -, -, r- cr, -, er o a in - rso ,--", -4 in; a fl r•-i
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°.' TEMPO LIBERO

REDECESIO

I dipendenti non pagano

Abolita su intervento dei rappresentanti dei lavoratori la quota d'ingresso.

Si ricorda che i dipendenti dell'ATM hanno libero accesso al laghetto di Redecesio.

Per coloro, che debbono mettersi in costume da bagno, è di obbligo l'uso •delle cabine.

Il prezzo di acquisto delle cabina singola e della cabina a rotazione è esposto presso la località predetta

Si fa presente che è rigorosamente vietato svestirsi all'esterno delle cabine o in luogo esposto al pubblico.

Con la circostanza si ricorda che per i dipendenti dell'ATM il prezzo della cabina a rotazione è di sole L. 50. Si confida nella sensibilità e nella educazione del personale aziendale allo scopo di evitare reclemi e proteste da parte di terzi.

REDECESIO: L'angolo dei bimbi, sullo sfondo la piccola piscina

IMPORTANTE

I LAVORATORI CI SCRIVONO... (REDECESIO)

Quest'anno a Redecesio sono cambiate molte cose. Naturalmente in meglio e di tali novità va dato pienamente atto a chi si è lodevolmente prodigato per realizzarle. Ciò che però ancora non è cambiato, ad av-

Biblioteche

In questi ultimi tempi, per iniziativa di comitatini di deposito, in alcuni posti di lavoro, tra cui Baggio, sono sorte delle piccole biblioteche che offrono ai lavoratori dell'ATM, un servizio modesto, ma utilissimo ed apprezzatissimo.

Considerato che in P.zza Medaglie d'Oro la vecchia biblioteca centralizzata è rimasta ferma ai tempi dei cucù, e che di conseguenza non è affatto funzionante (e noi facciamo voti perchè non metta in circolazione i volumi che contiene, tutti o quasi di mistica fascista e denunciabili per apologia del defunto regime), non sarebbe opportuno potenziare quest'ultime con un razionale ed effettivo investimento della somma che annualmente il Circolo, sulla Carta destina per l'acquisto dei libri?

I lavoratori leggono più di quanto qualcuno non immagina (e forse nemmeno vorrebbe!), ma, ovviamente, gradirebbero scorrere pagine di autori moderni (sociologia - letteratura narrativa ecc.), al posto dei Salgari, Verne, Da Verona ecc. già da loro fagocitati tra i 16 ed i 20 anni! Per non parlare poi dei libri gialli (offerti dal bibliotecario in mancanza di pubblicazioni migliori), che costituiscono il quantitativo maggiore dei volumi disponibili « per grazie ricevute »...

Raccolga chi di dovere questo nostro appello, tanto più,che la gestione della biblioteca di deposito non costa nulla mentre il capitale investito è sempre del Circolo.

viso di molti, è il malvezzo di non porre un limite agli ingressi domenicali nel momento in cui si registra il tutto esaurito.

Accade, infatti, che ad una certa ora della domenica sia la spiaggetta, che le piscine ed i verdi praticelli, risultano gremitissimi di bagnanti e non bagnanti al punto che, come si suol dirsi. se si butta per aria una moneta questa non cade in terra. Perchè allora non si chiudono gli ingressi?

Un non lieve appunto da muovere è costituito dall'estrema sporcizia dell'acqua del bacino. Perchè mai è semprecosì fetidamente repellente? E' naturale che tutti preferiscono al bagno nel laghetto quello in piscina (i.. infatti non c'è alternativa), ma, di grazia ci si rende conto che il costante eccessivo andirivieni in piscina dovrebbe almeno anticipare notevolmente i tempi di rinnovo globale dell'acqua così incessantemente sfruttata?

Ed ancora, ma questo e un rilievo diretto a quella parte della collettività che fa la colazione al sacco: perchè non si cura di più la pulizia dei freschi praticelli, che, dopo l'ora del vitto, risultano cosparsi di carta, rimasugli di cibi, bottiglie vuote sane o rotte per cui già qualche bambino si è procurato dei tagli e qualche altro l'ha evitati per miracolo?

Ci si perdoni questa panoramica critica (e si che volutamente non abbiamo parlato delle 50 lire d'ingresso imposte . quest'anno anche ai dipendenti aziendali sia pur per soli due mesi!), ma se si pretende di pubblicizzare all'esterno dell'ATM il nostro laghetto (considerandolo alla stregua di una qualsiasi privata speculazione commerciale che compensi le spese ed ammortizzi il capitale), almeno cerchiamo di renderlo ricezionalmente competitivo con gli stabilimenti dell'idroscalo, dove, detto tra noi, se è vero che qualcosa va più male, è anche vero che qualche altra va meglio ed in certi casi costa anche di meno.

GITA A MONACO DI BAVIERA

Il Circolo Ricreativo ATM organizza, per i giorni 1, 2, 3 del prossimo mese di Ottobre, una gita turistica a Monaco di Baviera, che offrirebbe la possibilità di visitare la Mostra ed assistere ai festeggiamenti per la « Fe- sta della Birra ». La prima manifestazione è unica nel suo genere e la seconda riveste eccezionale importanza folcloristica.

Al fine di predisporre in tempo utile i servizi necessari, si invitano tutti coloro, che potrebbero essere interessati a questo viaggio, a voler comunicare alla Segreteria del Circolo Ricretivo ATM - tel. 541.406 = il proprio nominativo e quello di eventuali familiari ed aggregati.

COMBINAZIONI DI VIAGGIO

Combinazione TEE (3 giorni compreso viaggio) viaggio con treno rapido TEE (durata del viaggio ore 7) pasti in viaggio in vettura ristorante sistemazione in Alberghi di l' cat. o di lusso visita alla « Mostra dei Trasporti » Combinazione economica (3 giorni più viaggio) viaggio con trenò direttissimo - 2' cl. - durata ore 10 pernottamenti in treno con vettura cuccette pasti in viaggio in vettura ristorante sistemazione in Alberghi di 2' categoria visita alla « Mostra dei Trasporti » QUOTE (non definitive)

coloro, che vorranno recarsi a Monaco con mezzi propri, beneficieranno di una riduzione sulla quota della gita pari all'importo del viaggio e dei servizi non usufruiti.

Si ricorda, a tutti coloro che ancora non l'avessero acquistato, che presso le CC.II., gli attivisti sindacali di deposito, i diffusori di « Voci dell'ATM » e de « Il Trasportatore », il comp. Biagio Colamonico V. Presidente del Circolo Ricreativo, si può prenotare il volume giuridico-sindacale delle leggi, accordi e contratti settore pubblici trasporti edito a cura del comp. Bruno Monosilio.

Prezzo del volume L. 2000 pagabili in quattro rate da L. 500 caduna.

Questo comunicato ha essenzialmente un carattere orientativo, nel senso cioè di dare la possibilità al Circolo Ricreativo ATM di predisporre l'organizzazione necessaria per la realizzazione della gita. Qualora le adesioni fossero scarse, la gita potrebbe essere sospesa.

Crociere nel medio oriente

Come l'anno scorso il Circolo ha organizzato due crociere nel Medio Oriente con la motonave « IVAN FRANKO ».

La prima verrà effettuata dal r al 12 settembre toccherà la Greciala Turchia e l'Unione Sovietica seguendo il seguente itinerario: Genova, Napoli, Istambul, Yalta, Odessa, Pireo (Atene), Genova.

La seconda verrà effettuata dal 18 al 26 settembre e toccherà la Grecia, la Turchia e la Jugoslavia seguendo il seguente itinerario : Genova, Napoli, Pireo (Atene), Istambul, Dubrovnik, Venezia.

Le quote per i dipendenti sono L. 77.000 per la prima combinazione e di L. 59.000 per la seconda. Sono previsti aumenti per cabine a meno di 4 letti o sistemate nel ponte di superiore o sul ponte-passeggiata . Per informazioni dettagliate rivolgersi al Circolo Ricreativo.

FELICE GIMONDI

Nuovo asso del ciclismo italiano

ATTILIO BUSCAPÉ Una vita dedicata allo sport

Con decreto del Presidente della Repubblica è stata conferita al dipendente ATTILIO BUSCAPE' l'op n ubb fiiiccean za di Cavaliere della ReQuesta onorificenza premia non solo le vittorie conseguite in campo nazionale ed internazionale da un serio e coscienzioso sportivo, ma la opera continua ed instancabile di un cittadino •che ha dedicato tutta la sua vita agli alti e sublimi voleri dello sport.

Attilio Buscapè, già campione di Europa per il sollevamento pesi; campione d'Italia per ben 17 volte, per ben due volte si è classificato al secondo posto nelle Olimpiadi di Los Angeles e di Berlino dando così il suo contributo all'affermazione italiana nella massima rassegna sportiva mondiale.

Ma il passare degli anni non vede diminuire la passione per lo sport ch'egli cerca di trasfondere nelle nuove leve. Massaggiatore sportivo, animatore di gare, lo ritroviamo alle Olimpiadi di Roma in veste di direttore di gara. Attualmente l'instancabile Attilio Buscapè è direttore Tecnico della Pro Patria San Pellegrino.

PARIGI. — Felice Gimondi ha concluso brillantemente il Tour de France, assicurandosi, insieme con la vittoria finale, anche il successo nell'ultima tappa. Ecco il corridore italiano al Parco dei Principi durante il giro d'onore. Lo seguono Poulidor e Motta, classificatisi al secondo e al terzo posto.

Giusta, dunque, la riconoscenza che il Capo dello Stato ha concesso a nome del popolo a questo cittadino che noi ci onoriamo di averlo nella grande famiglia dell'ATM.

VOCI DELL'A.T.M.
VITA DEL CIRCOLO O. G. deposito di Baggio
Combinazione TEE Dipendenti L. 36.000 Comb. 2 e5c000 n oomica Familiari a carico - L. 39.000 28.000 Aggregati L. 45.000 38.000 Tutti

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