ANNO XV N. 6
25 °MONO 1545 - L. SO
SOMMARIO Elezioni C. I.
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Nostri problemi
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Le nostre inchieste
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Nostri problemi
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Pittura e resistenza
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Tempo libero
PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'AZIENDA TRASPORTI MUNICIPALI
RIEGOi: A M IT IO OPiii iiiii
DECISI A RAGGIUNGERE L'ACCORDO
Raggiunta una posizione unitaria dei sindacati - La direzione convoca le parti per il giorno 21
Validità di una impostazione Quando uscirà questo numero di Voci dell'ATM, forse un grosso avvenimento avrà visto la sua conclusione, si tratta della chiusura definitiva della trattativa sulla regolamentazione delle promozioni e avanzamenti. Questo fatto sindacale, merita una sua valutazione che esulando da considerazioni particolari e categoriali, si collochi nel quadro più generale della linea che il Sindacato Unitario ha portato avanti con fermezza e coerenza, respingendo pressioni e ricatti che le varie parti venivano portate avanti Fin dal momento dell'impostazione della carta rivendicativa, abbiamo avuto presente la delicatezza della questione e le aspettative che il parlare di sviluppo di carriera, si proponevano all'attenzione di molti lavoratori. Siamo sempre andati avanti sul terreno sindacale, senza mai illuderci che la tematica rivendicativa, potesse rappresentare una modificazione delle attuali tapurtroppo ha fatto qualche albelle di inquadramento, come tra Organizzazione Sindacale, non essendo la regolamentazione delle promozioni e avanzamenti un fatto economico. L'impiego di fondo — che ha permeato tutta la nostra impostazione — è stato quello, di consegnare a tutti i lavoratori dell'ATM uno strumento permeato di dimocrazia, che mettesse fine, alla discriminanazione, al paternalismo, e dasse al lavoratore singolo, più, libertà di espressione sindacale e politica. A questo tendeva la nostra azione, a questo è approdata una lunga e molte volte incompresa trattativa. Con la regolamentazione democratica delle promozioni e degli avanzamenti, ogni lavoratore dell'ATM è più libero nel vero senso della parola, le garanzie di automatismo che esso contiene, sono il frutto di una grande battaglia sindacale, che in alcune occasioni ci ha visti soli. come Organizzazione Sindacale. Quando i lavoratori avranno modo e tempo, di conoscere il testo dell'accordo, ne siamo convinti, lo apprezzeranno per il contenuto rivoluzionario che esso contiene, e per la sostanza economica che rappresenta. Era un appuntamento con gli impegni che il nostro Congresso ci aveva consegnato, lo abbiamo portato avanti con fermezza e decisione, vincendo le resistenze della controparte e corrispondendo pienamente alle attese dei lavoratori tutti. que fermata l'attività del noCon questo non si è comunstro Sindacato, siamo andati avanti in altri campi e terreni è continuata la nostra lotta esterna per una politica dei lavoratori dell'ATM allo Sciopero Generale del R Giugno — è stata la riprova della maturazione nelle coscienze di cosa significhi la nostra linea —
e abbiamo iniziato il discorso sul rinnovo delle competenze accessorie per tutti i lavoratori dell'ATM. Il primo incontro è stato orientativo, si può però dire ni è emersa una sostanziale unità fra le Organizzazioni che sin dalle prime impressioSindacali — mentre è parso a noi, che il tentativo che la controparte porterà avanti, sarà quello di constatare, che in questi ultimi anni sia accresciuto lo sfruttamento dei lavoratori e che quindi esistano le ragioni per rivedere le competenze accessorie. Si tratta evidentemente di un tentativo destinato a fallire, in quanto è intuibile che viene portato avanti con il preciso scopo, di attuare e continuare una politica di contenimento dei salari per far pagare ai lavoratori una serie di scelte che ogni giorno che passa si rilevano sbagliate e incapaci di risolvere la crisi che ha investitoTATM. Non si deve aver timore di parlare del costo della richiesta, sono migliardi di aumento che vengono richiesti, può sembrare una cifra astronomica — per coloro che non pensano che non pensano che all'ATM siamo oltre 14.000. Se si fa questa semplice considerazione, risulta immediatamente il senso della responsabilità che ha permeato la richiesta avanzata, ed è proprio per questo senso di recisamente avanti per fare delle competenze accessorie un sponsabilità che andremo deimportante momento della nostra vita sindacale, e per dare un grosso sontributo a far fare una svolta a tutta una impostazione che accolga sempre di più e meglio le aspirazioni dei lavoratori.
Sciopero del 9 giugno
L'assolombctirdat ha accusato il colpo Pubblichiamo parte di una dichiarazione rilasciata, sullo sciopero, dal segretario responsabile della CCdL, Aldo Bonaccini.
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Dep. Molise: filobus immobilizzati dallo sciopero, in stridente con-
trasto con il titolo del Corriere d'informazione
Una legge necessaria
La proclamazione e l'effettuazione dello sciopero generale del 9 giugno nei settori dell'industria e dei trasporti sono state colte dai gruppi conservatori e reazionari della nostra provincia come occasioni per scatenare una delle più ignobili e violente campagne di odio antioperaio. Tutto quanto v'è di più vergognoso e, al tempo stesso, banalmente stupido, è stato messo in atto per colpire la classe operaia milanese, la sua lotta, il suo sindacato unitario. Centinaia di migliaia di operai in sciopero, le fabbriche deserte, sono fatti che non contano per quei cir- coli che avevano già deciso da molti giorni che lo sciopero si sarebbe concluso, in ogni caso, con un fallimento. Si è così arrivati al caso limite di un giornale pomeridiano che, due ore prima dell'inizio dello sciopero annunciava già a piena pagina il suo completo fallimento. Un così volgare disprezzo dell'opinione pubblica e dell'intelligenza dei di milanesi non ha certo bisogno commenti oppure di contestazioni polemiche. Ma oggi dopo che l'orgogliosa borghesia lombarda ha dovuto malamente accusare il duro monito subito dalle fabbriche deserte, credo sia possibile e sia necessario un più ampio discorso sui momenti ed episodi che hanno accompagnato questa grande manifestazione di lotta del nostro proletariato. In primo luogo qualcosa va detto sulla vita interna e sulle decisioni della nostra Camera del Lavoro. Uno sciopero generale è misura di lotta molto seria e su di essa il Comitato direttivo ha lungamente dibattutto, durante quattro sedute, sino a poche ore dalla sua effettuazione, per valutare con accurato, minuzioso impegno ogni aspetto nuovo della situazione. E sempre sulla decisione di sciopero s'è raggiunta unanimità di valutazione di voto. Ma per . il Corriere della Sera e per altri fogli della borghesia milanese questo non è vero: loro sono attaccati al vecchio cliché per cui c'è uno che comanda e gli altri che si conformano. Quindi, lo sciopero l'ha ordinato il PCI. Non conta se alla conferenza stampa, il compagno Di Poi abbia ridicolizzato questa tesi, ricordando che egli è membri del Comitato centrale del PSI; non conta che il Comitato esecutivo della Federazione milanese del PSI abbia preso posizione ufficiale e pubblica di pieno appoggio allo sciopero. La manifestazione l'ha imposi sta il PCI e basta: altrimenti non può fare il titolo a forti tinte. I motivi dello sciopero: non esistono, dice qualche giornale. Lo sciopero è assurdo, afferma qualcun altro. Poi 'anche la CISL milanese riconsidera le proprie valutazioni e la sua assemblea generale arriva a denunciare le stesse situazioni che la Camera del Lavoro denuncia ed a richiedere misure di lotta adeguate, quelle stesse che la Camera del Lavoro aveva afferma(Continua in 2' pag.)
L'ENTE UNICO TRASPORTI LOMBARDI Testo del progetto di legge presentato dagli on. Ripamonti, Vigorelli e Leonardi
E' istituito l'Ente unico trasporti di Lombardia, Ente pubblico economico. L'Ente ha lo scopo di provvedere alle costruzioni di opere pubbliche, all'approntamento di complessi infrastrutturali riguardanti i trasporti pubblici in Lombardia, alla gestione dei servizi di trasporto pubblico secondo criteri unitari, e al coordinamento dell'attività di trasporto pubblico nel proprio territorio. Il territorio operativo dell'Ente è definito con provvedimento regionale e, sino a che la Regione non è istituita, con decreto del Ministro per i trasporti. L'Ente può assumere partecipazioni in imprese aventi fini eguali o ad essi collegati. Gli Enti locali compresi nel territorio cedono in uso gratuito all'Ente i beni mobili ed immobili destinati a servizi di trasporto urbano, suburbano ed interurbano, anche se pertinenti a proprie aziende autonome entro il 1 gennaio... Sono altresì trasferite all'Ente le organizzazioni amministrative aziendali degli Enti medesimi, con il relativo personale e con i rapporti attivi e passivi, tanto di diritto privato che di diritto pubblico.
Le concessioni a privati di ferrovie, di tramvie e di autolinee aventi ad oggetto linee di trasporto cadenti in tutto o per il loro tratto più importante di percorrenza nel territorio operativo dell'Ente alla ro scadenza cessano e sono assunte dall'Ente. L'Ente può tuttavia chiedere alle autorità concedenti che le concessioni siano risolte ed i servizi siano da esso assunti .In tal caso l'autorità concedente fissa l'equo indennizzo dovuto dall'Ente al concessionario, cessante. L'Ente può assumere concessioni di linee cadenti fuori dall'ambito del proprio territorio, tecnicamente connesse a linee proprie. Gli Enti locali di cui all'art. 2 acquistano tante quote di partecipazione per ogni 100 milioni di beni conferiti, valutati al momento del conferimento, mediante accordo fra le parti. Gli Enti locali non conferenti compresi anche solo per parte del loro territorio, nel territorio operativo dell'Ente, sono obbligatoriamente consorziati, e possono sottoscrivere quote. Le Provincie possono consorziarsi all'ente acquistando almeno una quota. Sono organi dell'Ente: l'Assem-
blea, il Consiglio di Amministrazione, il Presidente, il Collegio dei Revisori. L'assemblea è composta: di un rappresentante per ogni locale quotista, con tanti voti quante sono le quote di un rappresentante, per ogni gruppo di 100.000 abitanti per gli Enti locali non quotisti, eletti dai Consigli comunali secondo le rappresentanti della Regione, sino a norme statuarie dell'Ente; di due quando questa non è istituita, eletti dai presidenti delle Amministrazioni provinciali; di due rappresentanti del personale dell'Ente, di tre rappresentanti dello Stato. L'Assemblea elegge nel suo seno un Consiglio di Amministrazione, composto di non più di sette membri, , uno dei quali Presidente. Questi ha la legale rappresentanza dell'Ente. Il Consiglio di Amministrazione dura in carica quattro anni. L'Assemblea può costituire commissioni permanenti per funzioni determinate. Il Collegio dei Revisori è composto di tre membri, due eletti dall'assemblea, ed il Presidente nominato dalla Regione, e sino a quando questa non è costituita, dal Ministero
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