SOMMARIO
ANNO XV N. 2
Difendiamo la municipalizzata Efficienza dei trasporti pubblici
in 6' in 7"
La politica dei redditi
PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'AZIENDA TRASPORTI MUNICIPALI
deficit e i nostri problemi In questi giorni la pubblica opinione dibatte i problemi dell'ATM e del pubblico trasporto. Dalla Giunta che si appresta ad effettuare un nuovo aumento tariffario alle assemblee cittadine o v e con forza si rigettano i numerosi e anacronistici " tagli" delle linee; alla stampa di destra che ha trovato n e l bilancio preventivo dell' A.T.M. nuova materia per portare avanti la sua azione contro l'A.T.M., ovunque si discute sulla crisi del trasporto pubblico della nostra città. Il Comune e la stessa ATM sotto decise ad adottare le misure di fatto suggerite dal Governo basate da un lato sulle drastiche economie sul personale dell'Azienda e dall'altro sugli aumenti tariffari. I pochi provvedimenti positivi in nzateria viabilistica, appaiono come misure di scarso rilievo. Si parla di agente unico, di esuberanza di personale, di ridimensionare il personale delle officine e degli uffici. Tutto in una parola, sembra proteso alla ricerca di economie da realizzarsi sulle nostre spalle e sulle spalle degli utenti che rappresentano la categoria meno abbiente dei cittadini milanesi. Le vere ragioni della crisi dei trasporti non risiedono nella funzionalità delle aziende, ma esse vanno ricercate nell'assenza di una politica dei trasporti e nella conseguente mancanza di scelte politiche a favore del mezzo di massa. Il trasporto pubblico è un servizio sociale dalla cui efficienza traggono benefici non solo gli utenti ma l'intera collettività essendo esso un'indispensabile componente di ogni progresso sia tecnico che mercantile, culturale o sociale. E' partendo da questi principi fondamentali che noi di• pendenti dell'ATM dobbiamo impostare ogni nostra azione. Rinunciare ai nostri diritti, alle rivendicazioni, accettare l'agente unico ed il ridimensionamento del personale significa avallare la sterile e rinunciataria politica propugnata dal Governo che allontana, grazie a questi momentanei palliativi, l'esame delle cause reali della crisi e quindi la sua radicale soluzione. Noi lavoratori dell'ATM non siamo la causa del deficit e respingiamo in modo deciso la politica che ci vorrebbe costringere a subirne le conseguenze. Nelle prossime trattative per il rinnovo delle Competenze Accessorie, avanzeremo pertanto le giuste richieste tendenti a riproporzionare questi accordi secondo le nuove realtà aziendali; ma in pari tempo è nostro preciso dovere dibattere sia all'interno c h e all'esterno dell'ATM le cause della crisi dei trasporti e le valide proposte per superarla avanzate dai Sindacati. L. P.
NON ANCORARAGGIUNTA l'INTESA Il 17 febbraio si è tenuta l'annunciata riunione presso la Direzione dell'ATM per continuare la trattativa per il regolamento delle promozioni e degli avanzamenti, dopo l'invito rivolto dal Sindaco di Milano alle Organizzazioni Sindacali e ai dirigenti dell'ATM. L'impegno preso durante la riunione tenuta alla presenza del Sindaco è stato eluso dalla delegazione direzionale, che ha riproposto le proprie posizioni in materia di valutazione di merito, malgrado le Organizzazioni Sindacali abbiano avanzato proposte concrete che tengono conto delle dichiarazioni del Sindaco, in base alle quali la valutazione di merito per i concorsi e le promo• zioni doveva essere oggettivizzata al massimo. Di fronte ad una posizione incomprensibile pregiudiziale espressa dalla delegazione direzionale, che ha impedito la soluzione del problema e la prosecuzione della discussione sugli altri punti della vertenza, le Organizzazioni Sindacali hanno richiesto che la discussione venga ripresa alla presenza del Sindaco Prof. Bucalossi come da impegno da esso assunto nell'incontro di giovedì 11 febbraio. Ci si augura che attraverso un nuovo intervento del Sindaco sia possibile raggiungere l'accordo, in caso contrario sarà la decisa volontà di lotta dei lavoratori a piegare l'assurda e inconcepibile posizione dell'A.T.M.
8 MARZO
Cooperativa di pochi o di tutti?
Un'augurio di felicità e del raggiungimento dei loro obbiettivi sociali ed economici a tutte le donne
All' Umanitaria
uattro giorni di dibattito sindacale Circa ottanta attivisti sindacali del settore autotrasporti , scelti nei vari luoghi di lavoro hanno partecipato ad un corso di 4 giorni indetto dal Sindacato CGIL e dalla Camera del Lavoro. Erano presenti i componenti le segreterie del Sindacato di Settore e di quello provinciale ; numerosi segretari di C.I. ed i migliori attivisti delle aziende di trasporto (ATM, NORD, Autolinee, taxisti, ecc.) Le due prime giornate di studio sono state dedicate all'esame delle tesi precongressuali della CGIL e quindi all'esame della politica ge-
Circolo ricreativo
nerale dei lavoratori, politica che deve tenere conto delle condizioni attuali del nostro paese e costituire un'alternativa democratica all'attuale crisi economica. I lavoratori debbono contrapporre alle limitate misure di piano decise dal Governo la prospettiva di una politica di programmazione democratica che non faccia ricadere solo sui lavoratori il peso della crisi. Per portare avanti questa piattaforma politica che è in contrapposto a quella che prevede il blocco dei salari o « il risparmio » contrattuale propugnato dalla CISL, è neces-
I lavoratori al corso sindacale
sario che il sindacato sviluppi tutto il suo potenziale organizzativo e di lotta sia contro il pericolo del licenziamenti che contro quello non meno grave della rinuncia a porre le rivendicazioni economiche e nor mative dei lavoratori. Le due seconde giornate sono state dedicate alla politica dei trasporti ed alle rivendicazioni del settore. Il comp. Torricini (della Fed. Naz. Autoferrotranvieri) ha chiaramente esposto le ragioni della profonda crisi che scuote tutto il settore del trasporto pubblico. Crisi dovuta all'anormale crescita delle città, al caotico sviluppo dell'economia italiana i cui responsabili in questi 20 anni non si sono preoccupati di risolvere il problema dei trasporti limitandosi a fare una politica economicistica di azienda che ha ritardato quella crisi che oggi esplode virulenta. L'assenza di una legislazione moderna ed efficace rende ancor più tragica questa crisi a cui nessuna azienda (sia pubblica che privata) può ormai sottrarsi. La nostra posizione di lavoratori, non può essere quella di accettare una politica basata sul risparmio aziendale (sia esso agente unico o altro), sulla rinuncia a portare avanti le nostre piattaforme rivendicative. Noi dobbiamo con forza denunciare le reali cause della crisi del trasporto, dobbiamo porre la nostra politica in contrapposizione a quella governativa. Il servizio di trasporto è non solo un servizio sociale che serve ai cittadini, ma è una delle condizioni essenziali del progresso e, come tale, esso deve esse(Continua in 2' pag.)
Per chi non lo sapesse (e crediamo siano in tanti a non saperlo come non lo sapevamo noi stessi sino a qualche giorno addietro), all'ATM esiste una Cooperativa a responsabilità limitata, con capitale sociale costituito anche da quote dell'ammontare minimo di L. 500 (nominative e non trasferibili), il cui scopo statutario è quello di dare la possibilità, ai lavoratori dell'ATM stessa e relative famiglie, di trascorrere in località marina o montana un periodo di ferie o convalescenza a condizioni di favore. Caso strano, però, trattandosi di una Cooperativa sorta nell'ambito del Circolo Ricreativo, sembra che il numero dei soci che la rappresentano sia rimasto, a tutt'oggi, quello che fu al momento della costituzione (vale a dire i dodici membri del Consiglio d'Amministrazione del Circolo Ricreativo), proprio perchè l'iniziativa in narrativa non è stata mai pubblicizzata da chi di dovere (forse per non allargare eccessivamente il numero dei componenti la sacra congrega dei promotori). Come se non bastasse, gli augusti fondatori si sono voluti addirittura garantire da eventuali, prevedibili sgradite affiliazioni, con norme statutarie che danno la facoltà, al Consiglio d'Amministrazione (composto di sei o sette dei dodici soci che in definitiva costituiscono l'assemblea deliberante della Cooperativa!), di respingere le domande associative senza obbligo di motivazione e con nessuna possibilità di appello per il rifiutato. Ora, se la Cooperativa amminiq strasse soltanto le dodiciquote da dai fonL. 500 a suo tempo versate datori, il discorso non farebbe una grinza (però, di grazia, quando si realizzerebbero gli scopi statutari?), ma siccome sembra che detta Cooperativa, non certamente con le sole 6000 lire, è entrata in possesso di un vastissimo appezzamento di terreno in quel della Riviera ligure (del valore commerciale di svariati milioni), il discorso invece fa molte grinze giacchè l'importante operazione sopra richiamata è stata fatta con i quattrini del Circolo Ricreativo che non è dei dodici fondatori (Continua in 2' pag.)
IN CRISI LA C. A.? I due socialisti componenti la CA. hanno rassegnato con lettera al Sindacato le loro dimissioni. La posizione assunta dall'avv. Orlando e l'ing. Cherubini sono state determinate dalla divergenza di opinioni sulla politica dei trasporti propugnata dalla maggioranza. I provvedimenti che a quanto risulta si appresta a varare le Giunta e che isilmitano a richiedere l'aumento delle tariffe in cambio del ripristino di alcune linee « tagliate » no nmodifica ma aggrava na negativa posizione sui trasporti, politica che è destinata ad aumentare la crisi.