La politica dei trasporti
e 5" Elezioni amministrative
La pagina della resistenza
Dai depositi
in 8° Tempo libero
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La politica dei trasporti
e 5" Elezioni amministrative
La pagina della resistenza
Dai depositi
in 8° Tempo libero
La C. 6. L L. chiama i lavoratori a lottare per difendere i livelli migliorare
Negli scorsi numeri abbiamo rivelato l'importanza che assume la presente competizione elettorale per l'avvio di una nuova politica verso il pubblico trasporto; è stata rilevata la necessità di eleggere al Comune ed alla Provincia uomini non legati alla destra economica e conservatrice, uomini capaci di attuare i programmi popolari che assicurano al cittadino ed al lavoratore, una maggiore assistenza ed un democratico controllo della cosa pubblica.
Ma l'esame delle passate amministrazioni così come l'esame dei passati governi e, nella nostra casa, dell'A.T.M. pone l'urgente problema dell'insano costume politico ìstaurato nelle amministrazioni dal partito di maggioranza.
La lenta ma tenace opera di conquista politica di ogni leva di comando avviene anche nella nostra azienda. Chi non si è reso conto del controllo politico delle assunzioni a più riprese denunciato dai Sindacati? Come si spiegherebbero se non con la brama di potere politico certe assunzioni di personale con qualifiche elevate (Capi Uffici - Capi Ripartizioni) o certi insediamenti in posti di alta responsabilità che per legge dovrebbero essere ricoperti per concorso? Quante sono state le polemiche per ingiustificati o forzosi trasferimenti di funzionari in questi ultimi anni? E ovunque sorge uno di questi ingiustificati episodi, là si trova la ferma posizione del partito predominante il quale sembra avere assunto all'ATM la proporzione e la funzione di un sottogoverno c h e, dall' ombra, tenta di dirigere l'azienda pubblica.
Non vogliamo certo paragonare la situazione esistente nel nostro settore a quella di non pochi organismi statali i cui scandali anche di recente si sono trascinati nelle aule giudiziarie, ma è certo che è necessario, nell'interesse d e 11 a municipalizzata, far cessare il malcostume istaurato da questo sottogoverno, Io stesso che si oppone con accanimento a riprestinare le libertà democratiche all'interno dell'ATM.
L'arma della scheda dà la possibilità ai lavoratori di far pulizia di questi gruppi e riportare nella nostra azienda la democrazia su cui possa fiorire una sana e capace amministrazione.
Anche per questo il 22 novembre votiamo per le forze a Palazzo Marino uomini capaci a dare alla nostra città un'amimnistrazione moderna sicura che sappia strappare dalle mani degli speculatori delle destre Milano e riconsegnarla al popolo.
Luciano Pelagot ti
La grave situazione di crisi del pubblico servizio di trasporto esercito dall'A.T.M., conseguente alla congestione del traffico, ai mancati investimenti per l'ammodernamento e il potenziamento dei servizi, si riflette pesantemente sulle condizioni di lavoro dei dipendenti, stante i tentativi dell'azienda di ridurre il deficit di bilancio con il blocco delle assunzioni e le susseguenti iniziative di sfruttamento dei lavoratori, volte al fine di supplire alle forti carenze esistenti nell'organico del personale. Questa politica ha già prova cato pesanti e negativi riflessi sullo stato di salute generale dei lavoratori, infatti : notevolmente aumentati sono gl'indici di malattia del persa nale viaggiante e degli operai; sempre più numerosi sono i lavoratori che vengono dichiarati fisicamente inidonei alle mansioni della propria qualifica; ni forte, continuo aumento sono i lavoratori posti in aspettativa o esonerati per ragioni di malattia
Costringe inoltre il personale ad effettuare prestazioni di servizio nei giorni di riposo, a non poter fruire regolarmente delle ferie e ad un continuo appesantimento del suo sforzo fisico in consegguenia (Continua in 2' pag.)
Le condizioni in cui è costretto a lavorare il personale viaggiante divengono sempre più precarie
La lotta intrapresa con la proclamazione dello sciopero per ottenere la modifica delle norme previdenziali in atto, deve essere considerata l'avvio di una vasta azione per conseguire:
il potenziamento del nostro fondo autonomo previdenziale; la modifica del congegno di *scala mobile in vigore onde agganciare le pensioni al variare delle retribuzioni invece che all'indice del costo generale della vita rilevato dall'INSTAT come avviene; la riduzione dell'età di pensionamento.
Per rafforzare la posizione unitaria della categoria bisogna continuare a dimostrare coi fatti la nostra reale autonomia sindacale dai partiti e dal governo, divulgando le ragioni della nostra lotta per conquistare ad essa ogni lavoratore.
E' opportuno sottolineare che la posizione del Governo in merito alla riforma previdenziale è negativo. Lo stesso ha la grave responsabilità di avere preso in considerazione il piano Carapezza basato su due principi reazionari: pensione elevata solo al raggiungimento del 70" anno ed abolizione dei fondi Autonomi.
La nostra categoria ha già avuto in passato modo di sperimentare i principi propugnati dalle forze reazionarie.
Nel lontano 1920, dopo 14 anni di dramatiche lotte, i ferrotranvieri hanno conquistato l'equo trattamento il cui cardine principale consisteva nell'autonomia del fondo di previdenza per corrispondere pensioni elevate al 55° anno.
Negli anni 1922-23, i riformatori alla rovescia dell'epoca, con l'ausilio del manganello, dell'olio di ricino e l'assassino, riusciranno
nel loro intento di piegare almeno in parte i ferrotranvieri. La controriforma fascista modificò:
i limiti di età per il pensionamento elevandoli da 55-60 a 60-65; il diritto di iscrizione al Fondo speciale, considerando i nuovi assunti avventizi. Tale infamia in seguito fu estesa con la creazione degli ordinari e degli straordinari. Per stroncare la resistenza dei lavoratori nel 1924 i fascisti assas-
sinarono il bigliettario socialista
Attilio Oldani, perchè strenuo difensore dei diritti dei nuovi assunti ai quali si negava il diritto all'iscrizione alla CSP., aggredendolo di notte in via L. Canonica, mentre passeggiava col suo cagnolino.
Il sacrificio del martire A. Oldani non fu inutile. Nell'ATM la legge fascista non fu infatti mai applicata nella sua pienezza.
Per evitare la ribellione dei tranvieri milanesi si continuò ad applicare il vecchio Statuto della Antonio Pedrotti (continua in 2• pagina)
La Commissione Amministratrice dell'A.T.M. ha preso l'autobus. Ché cosa aspettavano i lavoratori dell'Azienda dalla Amministrazione insediata quasi tre anni or sono ed eletta nel segno del centro-sinistra?
Che" cosa attendevano i tranvieri da amministratori che, in ripetute occasioni ufficiali, avevano dichiarato di voler perseguire nell'interno dell'A.T.M. il consolidamento dei valori della democrazia?
Non molto e precisamente questo: che in appositi albi murali venisse consentita l'affissione della stampa e dei quotidiani di partito e gli avvisi di manifestazioni e convocazioni di partito; che fosse permessa la diffusione della stampa di propaganda di partito; che fosse concesso di usufruire dei luoghi di convegno e delle sale mensa per riunioni di partito; tutto ciò disciplinato rigorosamente da disposizioni atte a garantire l'ordine, il lavoro e la produttività aziendali.
Le attese e le richieste specifiche e motivate sono andate deluse ed è così che tuttora vigono gli illiberali divieti disposti con ordini di servizio n. 71 del 19 giugno, n. 265 del 9 dicembre 1952 e n. 11 del 20 gennaio 1958.
C'è invero da domandarsi come dei dichiarati democratici non si rendano conto che obbiettivamente il contenuto dei richiamati ordini di servizio sia corrispondente ad altro noto imperativo: « Qui si lavora e non si parla di politica o. E' solo quando si consegnano le medaglie, si murano le lapidi e si confeziona artificiosamente l'entusiasmo delle manifestazioni ufficiali che ci si ricorda della lezione di democrazia impartita ai viventi ed (Continua in 2• pag.)
Ieri 3 novembre sono state finalmente riprese le trattative sul regolamento delle promozioni e degli avanzamenti.
A conclusione di un'interrotta serie di riunioni effettuate nei giorni 26, 27, 28, 29 ottobre 1964, si è raggiunto un positivo accordo per quel che riguarda i problemi interessanti i lavoratori addetti alla Metropolitana.
Questo l'accordo:
1) Inquadramento gli agenti di stazione M.M. vengono inquadrati nella classe D della tabella nazionale delle qualifiche; i macchinisti, addetti alla guida dei convogli e dei veicoli di trazione elettrica di tipo multiplo automatico T.E. e T.S., vengono inquadrati nella classe DI ; i dirigenti locali di stazione vengono inquadrati nella classe D2 all' atto dell' abilitazione all' esercizio; d' i dirigenti centrali (dirigente centrale traffico e dirigente centrale
elettrico), vengono inquadrati nella classe D3.
L'inquadramento decorre dalla data di inizio dell'Esercizio della prima linea della M.M. e precisamente dal 1 novembre 1964.
Lo sviluppo di carriera sarà successivamente definito n e I regolamento per gli avanzamenti e le promozioni.
2) Indennità di galleria
A tutti gli agenti, indipendentemente alla classe di appartenenza, per ogni giornata di effettiva prestazione in galleria, a far tempo dal giorno della loro assegnazione al servizio in sottosuolo, verrà corrisposta una indennità di servizio in galleria di L. 280 — procapite. Agli agenti in genere che, per necessità di servizio e •per motivi di carattere contingente siano co. (Continua in 2' pag.)
La prima questione affrontata è stata quella riferentesi ai pulitori per i quali si è concordato — dopo ampia e vivace discussione — il passaggio a manovale specializzato con mansioni di pulitore dopo 2 anni di anzianità nella qualifica. E' stato inoltre richiesto di dare applicazione alle intese già raggiunte, inquadrando i lavoratori interessati nelle nuove qualifiche. Avendo però l'ATM sostenuto di non poter accogliere la richiesta subordinandola alla conclusione dell'accordo, le Organizzazioni Sindacali hanno ottenuto di intensificare le trattative che sono state calendariate per i giorni 9, 17 e 18 novem bre.
Per quanto riguarda infine le normali promozioni degli impiegati con decorrenza 1° aprile. La Direzione dell'ATM ha dichiarato, su richiesta delle. Organizzazioni Sindacali, che sono prossime alla loro emanazione.
dell'intensificazione dei ritmi di làvoro e della crescente quantità-lavoro che gli vengono imposti dall'azienda.
Conseguente al blocco delle assunzioni a questa politica di riduzione dei costi, è il tentativo di estendere il numero delle linee senza bigliettario. Gli esperimenti già effettuati dimostrano che mentre per questa via non si realizzano apprezzabili economie di gestione, si diminuiscono i livelli di occupazione, si aggravano le condizioni di lavoro dei guidatori e degli autisti, si peggiorano le condizioni di viaggio degli utenti e si creano situazioni che, di fatto, potrebbero pregiudicare l'esistenza del Fondo Speciale di Previdenza che la nostra categoria, con la sua unità e la sua decisione di lotta, ha saputo salvaguardare pochi giorni fa dalla minaccia di assorbimento nel « calderone » dell'I.N.P.S.
D'altra parte, per la limitata e scoordinata applicazione dei preventivati provvedimenti viabilistici atti a favorire la circolazione dei mezzi pubblici di trasporto, il personale viaggiante è costretto a subire continui, forti ritardi rispetto gli orari di termine del suo lavoro e le sue condizioni di lavoro sono destinate, inevitabilmente, a peggiorare ancora di più.
La, gravità e pericolosità di questa situazione che si riflette direttamente anche nell'efficienza del servio, costringe il Sindacato della C.G.I.L a sciogliere le riserve più volte espresse alla Direzione dell'A.T.M. e alle Autorità comunali e, falliti tutti i tentativi operati responsabilmente per modifficarla attrraverso iniziative e provvedimenti sollecitati da gran parte della stessa opinione pubblica milarfese, a porre in termini di azione sindacale le seguenti rivendicazioni :
1) - Ricostruzione degli organici di tutti i servizi aziendali attraverso l'assunzione del personale necessario a :
— ricomporre il normale rapporto esigenze dei servizi - numero dei lavoratori occupati, considerando:
le già attuate o da attuarsi nell'orario di lavoro previiste dall'accordo nazionale; la necessità di coprire le caren' ze di organico intervenute nei servizi di superficie a seguito del passaggio di una forte aliquota di lavoratori alla metro- politana;
e) l'esigenza di garantire al personale viaggiaonte gli intervalli negli orari unici; da garantire ai lavoratori di tutte le categorie di poter fruire regolarmente del riposo giornaliero, settimanale ed annuale; di abolire l'anacronista disposizione aziendale relativa alle ferie di ufficio.
2) - Abolizione dei servizi ad agente unico;
- Applicazione integrale dei provvedimenti viabilistici atti a favorire l'indipendente circolazione dei mezzi di trasporto pubblico, secondo i progetti presentati sia dal nostro Sindacato che dall'ATM alla Giunta comunale; - Riduzione dei 15 anni di anzianità di servizio necessari per garantire al lavoratore il diritto al mantenimento del trattamento economico della sua qualifica in caso. di retrocessione o passaggio ad altra, per idoneità fisica (per malattia o infortunio) all'espletazione delle sue mansioni. Gli organi dirigenti del Sindacato Provinciale Autoferrotranvieri
C.G.I.L., proclamano pertanto lo stato di agitazione dei lavoratori dell'A.T.M.; danno mandato alla Segreteria Provinciale di ricercare intese unitarie con i Sindacati
C.I.S.L e U.I.L. e di programmare, nello spazio di qualche giorno, tutte le riforme di lotta che considererà valide e necessarie per realizzare la piena affermazione delle rivendicazioni prima indicate.
Libertà nell'ATM
Ecco il testo della lettera inviata alla Direzione dell'ATM e per conoscenza alla C. A. dell'ATM; ai Gruppi Consigliari; ai partiti politici, alle assistenti nell'ATM.
«I sottoscritti candidati al Consiglio Comunale e Provinciale di Milano e i lavoratori del Deposito Ticinese, sicuri interpreti delle opinioni degli altri lavoratori dell'ATM che già da diversi anni rivendicano la restaurazione delle libertà democratiche all'interno dell'Azienda Tranviaria, protestano contro il divieto posto dalla Direzione allo svolgimento di libere e democratiche attività politiche ai candidati e partiti nell'ATM. Invitarto la Direzione, C. A. e il fu turo Consiglio Comunale a far Hprestinare il pieno esercizio dei diritti costituzionali ».
Dep. Ticinese 3 - 11 - 64
Seguono le firme di Erminio Manzini, Biagio Col imonico, dell'assessore Craxi il quale ha aggiunto di suo pugno le seguenti parole:
«Io protesto per il tentativo operato con la forza di impedirmi l'accesso ad un Deposito, ad un locale interno di un'azienda comunale. Nessuna giustificazione plausibile mi è stata prodotta a proposito ».
ai futuri dai quarantaquattro tran-g vien caduti per la democrazia. Ma tale lezione è subito scordata quando ci si pone attorino al tavolo delle decisioni, perchè allora prevalgono le inconseguenze e le paure di chi è democratico a parole.
Fra le norme della Costituzione Repubblicana, che attendono una concreta attuazione, ve n'è una che dispone: « Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi alla gestione delle aziende ». Era sembrato che l'attuale Commissione Amministratrice, nei primi tempi del suo operare, volesse ispirarsi a questo dettato, allorchè promosse alcuni incontri con i Sindacati aventi per tema gli orientamenti delle scelte aziendali.
A voler Itirare francamente le
CSP, (anche se questo era stato abrogato dalla legge fascista del 1923), collocando nuovi assunti alla CSP, inviando per un certo periodo di tempo in vettura quelli assunti come operai. Su scala Nazionale la resistenza non fu meno accanita, basti citare lo sciopero effettuato dai tranvieri Genovesi nel 1930. Il fascismo per evitare lo scontro escogito la scappatoia del pensionamento volontario al 55" anno.
Con questi precedenti politici non deve meravigliare il fatto che già nel corso della guerra di Liberazione i ferrotranvieri seppero conquistare la modifica delle norme previdenziali imposte dal fascismo.
D.L.L. 28-5-45, n. 402, cancellò la vergogna delle categorie degli straordinari e precisò che in merito alla questione dei limiti di età si sarebbe provveduto in un secondo tempo, appena le condizioni del fondo lo avrebbero consentito.
Per valutare la portata positiva di questa prima legge democratica basti citare che nella sola ATM di Milano oltre 6.000 lavoratori hanno ricostruito la carriera previdenziale riscattando i periodi di ordinariato e straordinariato.
Le forze oscure della reazione in agguato però non disarmarono, infatti, all'inizio del 1949 rialzarono la testa per annullare la conquista della stabilità e del fondo autonomo di previdenza. Artefice della manovra reaziona-
ria fu l'allora Ministro dei Trasporti on. Corbellini il quale in una leggina per il finanziamento del rammodernamento degli impianti inserì due righe per annullare l'autonomia del fondo di previdenza attraverso l'abolizione della stabilità di impiego. Il Senato approvò tale progetto di legge, (n. 150) con i voti dei senatori democratici-cristiani, sacialdemocratici - liberalimonarchici e fascisti.
La risposta della categoria fu pronta e rabbiosa. Lo sciopero di 48 ore proclamato dalla C.G.I.L. risultò potente ed unitario malgrado le opposizioni degli amici del Governo che lo guidavano intempestivo.
La protesta è stata inoltre firmata da una sessantina di lavoratori presenti. somme, questi incontri non andarono al di là della proclamazione, comune alla Commissione Amministratrice ed ai Sindacati, « della preminenza del pubblico trasporto sul privato ».
Ma quando vennero sul tavolo in concreto le specifiche scelte, prevalsero ancora una volta l'inconseguenza e la paura: ed è così che la collaborazione dei i tranvieri non fu più sollecitata, nè sul problema degli appalti, attribuiti dalla Azienda a privati, che si è risolto e si va risolvendo con soluzioni approvabili dal partito liberale; nè sul problema della impostazione coraggiosa di una moderna e demcratica politica del personale; nè su tant'altri problemi, cui l'apporto dei lavoratori sarebbe stato illuminante e prezioso.
Claudio Orlando (Membro della Commissione Amministratrice della ATM)La prima legge democratica, il mandati saltuariamente a lavorare in galleria, verrà corrisposta l'indennità in misura inter,a qualora. la durata del servizio sia superiore alle tre ore.
A tutti gli altri agenti comandati come sopra per il periodo compreso fra 1 ora e 3 ore sarà corrisposta l'indennità di galleria nella misura li L. 140 — procapite.
Il valore di tale indenniti rimarrà fermo sino alla scadenza che verrà prevista per il nuovo accordo sulle competenze accessorie che sostituirà quello attuale, il quale scade il 28 •febbraio 1965.
Indennità di percorrenza p e r macchinisti
Il numero dei kilometri effettuati dal personale di guida in M.M. agli effetti del compito dell'indennità di percorrenza verrà sommato al numero di kilometri effettuati dal personale viaggiante di superficie e calcolato, fermi restando i criteri di corresponsione dell'indennità stessa di cui all'accordo aziendale 28 febbraio l%3 e successive disposizioni previste • dall'allegato dell'accordo stesso, vincolando l'ammontare del premio al coefficiente kilometrico di L. 0,60 previsto per i guidatori tranviari urbani. ed interurbani.
Massa vestiario
Il protocollo relativo sarà reso noto ai lavoratori nei prossimi giorni.
Attribuzione al personale d e 1 Movimento delle seguenti indennità percentualizzate di qualifica così ripartite: agente di stazione: 9,56%; macchinisti: 9,98% • dirigenti locali: 7;06% • — dirigenti centrali : 6,49%; Inquadramento del personale operaio
Tutti gli operai che prestano servizio in M.M. dovranno essere inquadrati in qualifiche non inferiori a quella di operaio 2' classe.
Gli operai di 3' classe addetti al segnalamento, telecomunicazioni e contatto, assunti in data posteriore al 1 novembre 1963, verranno inquadrati operai di 2" classe a far tempo dal giorno di assegnazione alla M.M. e promossi operai di l" classe a far tempo dal 1" novembre 1964.
Per quanto riguarda gli operai delle Officine e degli Impianti, verranno inquadrati nelle qualifiche di operaio di 2', di operaio di 1" e di operaio di cl. scelto, a seconda della particolarità e della specializzazione delle mansioni loro affidate a decorrere dal 1" novembre 1964.
Turni di lavoro per il personale che opera nel sottosuolo E' stata nominata una commissione tecnica composta da rappresentanti delle parti per l'esame e il perfezionamento della struttura dell'orario di lavoro del personale di 'vettura e di stazione.
L'Esercizio del servizio metropolitano dal 1 novembre 1964 sarà iniziato con turni che saranno provvisoriamente concordati in sede tecnica fermo restando la riserva sopra espressa dalle_ parti per la definitiva validità dei turni del personale sopra indicato. Le parti si riconvocheranno il 6 novembre p e r l'esame definitivo della questione.
Per quanto riguarda il restante personale che svolge attività nel sottosuolo, la questione attinente ai turni di lavoro sarà aggetto di esame, in sede tecnico-applicativa, nel corso delle prossime riunioni.
Prevenzione ed assistenza sanitaria
L'Azienda si impegna a far sottoporre dagli organismi competenti il personale della M.M.a visite periodiche per la tutela fisica dei lavoratori.
L'accordo raggiunto, che accoglie in larghissima misura le richieste a suo tempo presentate all'A.T.M., è un nuovo risultato positivo Conseguente all'azione unitaria dei lavoratori.
ELEZIONI AMERICANE
La manovra reazionaria dell'on. Corbellini fu spezzata. La Camera infatti approvò la famosa leggina togliendo le due righe incriminate. Uguale sorte toccò alla non meno famosa riforma Vigorelli, la quale si basava su due principi reazionari : pensionamento al 65° anno ed abolizione dei fondi speciali. Per far fallire questa nuova controriforma la C.G.I.L. proclamò uno sciopero di 24 ore. Anche in questa occasione furono rinnovate le accuse di intempestività da parte degli amici del governo e dei partiti che avevano dato vita a quel Governo.
In passato abbiamo condotto drammatiche lotte per, resistere al fascismo e per sconfiggerlo; abbiamo condotto lotte sindacali per sventare i piani reazionari sostenuti da Corbellini e Vigorelli, ora siamo chiamati a lottare per ottere il miglioramento delle pensioni per abbassare i limiti di età per il collocamento in pensione, affossando i nuovi propositi reazionari manifestatesi con il piano Carapezza e le manovre di chi opera per frenare lo slancio combattivo della categoria.
JOHNSON a battuto tutte le più rosee previsioni, gli americani lo hanno eletto a grande maggioranza; Barri Goldwater può tranquillamente ritornare a scuola.
E' giudizio unanime di tutti che la scelta fatta dal popolo americano sia una scelta giudiziosa e prudente, l'uomo che per quattro anni reggerà le sorti dell'America, si presentato all'elettorato con un programma sostanzialmente diverso dal suo antagonista republicano Barri Goldwater il quale non ha esitato a dichiararsi pronto ad usare le armi atomiche per difendere i grossi interessi dei monopoli ripristinare il potere assoluto sulle controversie questioni politiche oggi sul tappeto, in poche parole questo bellicoso rappresentante repubblicano avrebbe gettato il suo popolo e il mondo intero in una guerra mostruosa per dimostrare che il prestigio si difende con le armi e non con la ragionevolezza:.
Bene tutto questo è stato sepolto con una valanga di voti i quali indicano una scelta diversa, una maturità coscienziosa, una volontà di pace.
Una vittoria della democrazia Questa è dunque una vittoria non solo degli americani ma di tutti i democratici che pur nelle differenzazioni sociali e politiche si muovono per creare in tutto il mondo un largo margine di sicurezza e di stabilire dei presupposti per garantire la pace attarverso la discussione il riconoscimento dei mutamenti geografici e politici. Il popolo americano gettato più volte allo sbaraglio in avventure sconsiderate e sanguinose ha voluto finalmente porre le sue condizioni prima di essere chiamato a difendere interessi estranei ad esso od a sostenere puntelli anacronistici.
Lindon Johnson durante la campagna elettorale a saputo tener conto di questi desideri promettendo agli americani di adoperarsi per - una politica di pace e di benessere, una politica realistica come il compianto Kennedy aveva intrapreso con un così largo consenso del mondo intero.
Sembra che la prudenza sia l'arma migliore del nuovo presidente si sia mosso sulla scia idei suo predecessore, lo ha fatto con più tatto riuscendo a smorzare quella freschezza e quell'entusiasmo che avevano caratterizzato il primo anno di presidenza Kennediana.
Il largo margine di voti ottenuti da Johnson gli permetteranno di portare avanti quella politica distensiva sul piano internazionale di ripristinare — dopo tante lotte che hanno diviso amaramente gli americani — l'uguaglianza delle razze e i diritti delle popolazioni negre, Johnson non lo dimentichi che a promesso ai negri di adoperarsi perche tutti si sentano americani uguali perchè nulla sia più lasciato all'avventura ma si istituisca una prassi definitiva perchè i problemi vengano risolti pacificamente e i popoli lasciati -liberi di scegliere i propri governi; e su questo che Lui a puntato per vincere le elezioni ed è su questo che dovrà marciare per non tradire quella fiducia così largamente elargita.
I consensi che gli sono pervenuti da ogni parte del mondo stanno ad indicare che ogni volta si muoverà nel nome del popolo americano per portare il proprio determinante contributo al progresso nel mondo, alla pace, alla ricerca costante e continua della coesistenza troverà degli interlecutori pronti ad ascoltarlo ed a collaborare perchè il mondo sia sempre migliore.
Gli americani lo hanno detto con i loro consensi affidandogli la sorte del paese; i messaggi prevenutigli dalle nazioni di tutto il mondo e in particolare dal mondo socialista sono una garanzia di buona volontà e una mano tesa nell'amicizia e nella collaborazione.
Barrj Goldwater dovrà prendere atto della coscente sconfitta e siccome si riproponeva (se non foss... stato eletto Presidente) di ritornare a scuola può andarci tranquillamente, il nostro augurio è quello che impari anche da vecchio le buone creanze e il quieto vivere. F.F.
Non è la prima volta che ci occupiamo del grande giornale della borghesia italiana, il "Corriere della Sera" e del suo modo sfacciato e partigiano di trattare le notizie relative ai trasporti pubblici. C'è una deficienza anche lieve nel servizio dell'ATM e questo giornale parte, lancia in resta, per dimostrare l'incapacità dei dirigenti e del sistema municipalizzato confronto a quello privatistico.
C'è una grave deficienza in un'azienda di trasporti privati, ebbene cerca di omettere la notizia o di presentarla in modo tale da renderne responsabile il fato.
Così martedì 3 novembre vengono presentati ai lettori del "Corriere" due fatti relativi ai pubblici trasporti, l'uno riguardante la Metropolitana ATM e l'altro le Ferrovie Nord Milano.
L' ennesimo incidente delle F.N.M. denuncia la grave si Nazione di questa ferrovia dove l'incuria del materiale fisso e rotabile ha raggiunto livelli tali da non consentire un sufficientegrado di sicurezza dei trasportati, ma il "Corriere" a tale proposito presenta la notizia con il seguente titolo: " PER UNO SCAMBIO 'CAPRICCIOSO' DEVIA L'OMNIBUS 869" e, nelle venti righe di notizia non si trova una sola parola di protesta contro la incuria con cui la EDISON (proprietaria della F.N.M.) gestisce questa ferrovia. Ma sentiamo con quanta grazia ci presenta l'incidente: "Il convoglio in arrivo alle 17, stava procedendo lentamente in direzione delle banchine quando, pare per il difettoso funzionamento di uno scambio 'capriccioso', l'ultima vettura è deviata inclinandosi leggermente ed ingombrando il quarto, il quinto ed il sesto binario". E più avanti: "In breve tempo i tecnici della stazione hanno poi rimesso la carrozza 'impazzita' sulle sue rotaie ripristinando il traffico".
Nulla dunque succede, - per il "Corriere" alla F.N.M., nessun pericolo, tutt'alpiù quale h e scambio capriccioso, da mettere a posto con un ben assestato scapelloto, che fa impazzire (senza conseguenze!) le vetture. Ben più grave è la situazione alla M.M. dove non essendo ancora perfetto il funzionamento delle macchinette obliteratrici di bigletti, volendo, si può farle funzionare anche con un semplice cartoncino.
E per questo argomento il "Corriere" dedica ben quattro colonne di piombo con due foto p e r dimostrare, eludendo un discorso di fondo, l'incapacità dei dirigenti e dei tecnici dell'ATM.
Ma il veleno che il "Corriere" dei Crespi e gli altri giornali della destra in continuuo gettano contro l'ATM non deve essere da noi dipendenti essere solamente condannato. Esso rappresenta la volontà dei gruppi economici di impedire ogni forma di pubblicazione e di controllo sulle grandi speculazioni, sugli interessi esosi dei trust sostenuto dalla destra politica presente n o n solo nel PLI ma, e a Milano in particolare, nella Democrazia Cristiana.
L'azione nostra, di dipendenti dell'ATM, deve essere quella di orientare i nostri familiari ed i nostri conoscenti a negare il voto a questi uomini e a questi partiti nell'interesse di tutti i cittadini milanesi. Possa il 22 novembre, uno scambio 'capriccioso' portare il Comune di Milano verso un binario più a sinistra e consegnare questa nostra Metropoli nelle mani dei partiti che rappresentano i lavoratori.
Vincenzo
te la sosta del mezzo privato nelle zone centrali e questo va bene, ma contemporaneamente migliorare il serizvio pubblico perchè si riuscirà ad imporre un nuovo indirizzo semplicemente calcando la mano con imposizioni e divieti. La funzione dell'Ente locale in questo caso è determinante e le scelte che si impongono altrettanto precise: ridurre gli investimenti nel campo delle spese straordinarie della viabilità fino a che non sia risolto il problema del pubblico trasporto per far sì che questo offra il massimo di comfort a chi se ne serve onde consentire il massimo grado di mobilità alla cittadinanza. Uno dei problemi infatti della
periferia urbana è la eccessiva lontananza, in termini di tempo, dal centro cittadino a cui si fa necessariamente riferimento per tutte le attività dì svago e di vita culturale, oltre che per le altre insostituibili funzioni. Ebbene un efficiente servizio di trasporti pubblici che metta in grado tutti gli abitanti di Milano, specialmente quelli della sua periferia, di ridurre al minimo i tempi di percorrenza tra la casa e il lavoro, tra la residenza e i luoghi di svago, questo è l'obbiettivo cui devono tendere gli sforzi dei pubblici Amministatori cui stiano a cuore i problemi della città.
Mchele AchilliSulle vetture si viaggia in condizioni impossibili. Nelle ore di punta il trasporto pubblico è bloccato nelle strade invasate dai veicoli privati. I mezzi pubblici camminano a 5km. all'ora
E' solamente di questi ultimi anni la presa di coscienza da parte degli Amministratori degli Enti locali e dell'opinione pubblica della stretta interdipendenza tra la politica urbanistica e il problema dei trasporti urbani, nelle aree metropolitane di maggiore dimensione.
A dire il vero sarebbe bastato far tesoro delle esperienze altrui. di paesi dove gli stessi fenomeni si erano presentati in forme simili vent'anni prima, per noi incorrere negli errori più vistosi che, in questo particolare campo di attività, è oltremodo arduo e faticoso eliminare rapidamente.
Purtroppo nel caso specifico di Milano il Piano Regolatore Generale varato nel 1953, ha trascurato completamente di valutare gli effetti che una rapida diffusione del mezzo di trasporto privato avrebbe comportato per lo sviluppo della città. Forse bastava appoggiarsi, per una previsione anche sommaria, alle ipotesi di sviluppo che i gruppi monopolistici del campo automobilistico stavano elaborando per i propri programmi aziendali.
Il « Notiziario » dedicato interamente alle metropolitane esistenti nel mondo (il n° 90) pubblica a p. 21 un'informazione errata forse dovuta ad un'errore di stampa, che noi ci sentiamo in dovere di far rilevare poichè essa è importante ai fini del giudizio sugli indirizzi sociali che guidano l'URSS nel' campo dei trasporti pubblici.
Il prezzo di una corsa in metropolitana, a Leningrado come a Mosca, non è di 0,50 rubli ma di 0,05 rubli, cioè 5 Kopechi pari a meno di 35 lire. Non solo, a Mosca esistono ben sei linee che permettono di raggiungere ogni punto della metropoli e il viaggiatore con 35 lire ha l'ingresso nella galleria e può raggiungere la località desiderata.
Abbiamo voluto rilevare l'errore del « Notiziario » per mettere ancora una volta in risalto l'elevato prezzo del biglietto stabilito dal Comune, prezzo che non ha confronti con le altre metropolitane (a Roma il costo della corsa è di L. 50) e che sinceramente inciderà sul numero dei viaggiatori e quindi sul bilancio di questo nuovo mezzo di trasporto.
Del resto i problemi del traffico che già nel periodo prebellico angustiavano le metropoli americane ed europee (New-York, Berlino, Londra, Parigi) non potevano non essere tenuti presenti nel momento in cui si poneva mano alle norme che avrebbero regolato lo sviluppo edilizio ed urbanistico della metropoli lombarda.
Una delle nozioni acquisite era e rimane quella di non permettere che al vecchio nucleo si assegnino funzioni che la trama della sua rete viaria può sopportare: è fondamentalmente sbagliato quindi, da tutti i punti di vista, consentire l'insediamento di tutte quelle attività che per loro natura richiamano un traffico sproporzionato alla portata delle strade del centro.
Il decentramento delle attività direzionali dovrebbe essere uno dei cardini della politica urbanistica comunale. Purtroppo però le norme di attuazione del Nano Regolatore Generale a questo proposito sono assai vaghe. Nè le recenti varianti approvate dal Consiglio Comunale introducono criteri più restrittivi: ciò ha fatto sì che negli ultimi anni palazzi di notevoli dimensioni e di importanza determinante per il numero di utenti che attirano verso le aree centrali, sono stati edificati entro la Cerchia dei Navigli e nelle immediate vicinanze, aggravando i problemi della circolazione in misura preoccupante.
Quali sono i dannosi riflessi che tale modo di procedere procura alla collettività?
Soprattutto di ordine finanziario: i paurosi deficit che il bilancio dell'A.T.M. vede ogni anno aumentati, fino a raggiungere limiti che possono mettere in crisi l'intera Amministrazione, ne sono l'esempio più macroscopico. Bisogna necessariamente far sì che i mezzi di pubblico trasporto possano essere agevolati nelle maglie del traffico cittadino per elevare la velocità commerciale dei suoi mezzi non tanto perchè ciò porterebbe la diminuzione « ipso facto » di quei « deficit », ma perchè in questo modo sarebbe possibile invogliare i cittadini a servirsi del mezzo pubblico offrendo loro tempi di percorrenza sempre più brevi e quindi aumentare il numero degli utenti e di conseguenza gli introiti. E' chiaro che il pubblico preferirà il mezzo pubblico solo quando questo si metterà in efficace alternativa all'automezzo privato.
Pek rendere possibile una inversione di tendenza di questo tipo è necessario proseguire coraggiosamente la politica iniziata troppo timidamente dalla giunta attuale : rendere non economica per l'uten-
E' strano che i dirigenti del Comune (che a quanto risulta ne sono responsabili) si accaniscono nel volere far proseguire le negative prime esperienze. Gli autobus, a due mesi dall'istituzione della linea, viaggiano letteralmente vuoti (si parla di una diecina di trasportati per ogni giro). Questa linea, pomposamente presentata conie una linèa che doveva avere un attivo di oltre 100.000 lire annuali per vettura, denuncia un pauroso passivo che va di giorno. in giorno aumentando.
Oggi, alcuni illuminati, forse gli stessi che l'hanno imposta, credono di risolvere tale passività mettendo in funzione una seconda linea che viaggia in senso inverso alla prima. E' unanime parere (dei tecnici e dell'uomo della strada) che la linea n. 2 non farà che aumentare il deficit della prima circolare.
Ma di questo gli amministratori non sembrano preoccuparsi, a n z i, sembrano apprezzare il regolare funzionamento delle macchinette cosi raramente utilizzate e già pensano alle «economie» che potrebbero, sul-
la carta, realizzarsi sostituendo in altre linee i bigliettari con macchinette distributrici di biglietti.
E' il loro un piano irreale che per la sua illogicità non può non far pensare il lavoratore ed il cittadino che entrambi si chiedono il perchè di tali scelte. Non siamo propensi a credere che le misure siano dettate per incapacità; riteniamo che debbano esserci altri fini, che superano lo stesso immediato aspetto elettoralistico.
Con la linea n. 1 si vuol cercare di far entrare sia pur in modo ambiguo l'agente unico nell'ATM al solo scopo di diminuire le spese lasciando che i passeggeri vengano trasportati come bestie, che i guidatori dei mezzi pubblici continuino a lavorare in condizioni impossibili.
Non servono gli esperimenti più o meno costosi a risolvere il problema dei trasporti, ma una politica chiara, protesa verso il futuro per vincere l'attuale crisi. E una simile politica non potrà farla che una giunta di sinistra, elettra dai lavoratori milanesi.
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La Redazione di « Voci » ha preso l'iniziativa di fare delle interviste ai dipendenti dell'ATM candidati nelle varie liste per le elezioni Comunali o Provinciali. Per ovvie ragioni, ci siamo limitati ai candidati della provincia di Milano in quanto eventuali interviste con i candidati degli altri paesi e province, a parte il loro numero rilevante, avrebbero inevitabilmente portato il discorso sui problemi della città.
Gli intervistati sono: CASTELNUOVO LUDOVICO - COLAMONICO BIAGIO - MARCHESI GIUSEPPE - MANZINI ERMINIO - PEDUZZI LUCIANO - RAMAZZOTTI INNOCENTE, ai quali sono state poste le seguenti domande : l) Cosa nè pensi delle posizioni assunte dall'attuale giunta Comunale sul problema dei trasporti?
Per una popolare politica di governo cittadino, quali misure ed indirizzi politici ritieni debbono essere presi?
Quale schieramento, secondo te, domani potrà garantire di portare avanti i problemi dell'amministrazione pubblica?
RAMAZZOTTI INNOCENTE (anni 43) — Sindacalista, ha ricoperto numerose responsabilità sindacali e politiche (ha fatto parte del Direttivo d e I Sindacato C.G.I.L., di numerosi conunissioni Aziendali) attualmente è membro della C.I. Baggio e Consigliere della Coop. Edificatrice. — E' il candidato n. 60 della lista P.S.I.U.P.
Le domande sono strettamente connesse in quanto la politica dei trasporti, sta alla base dello sviluppo di ogni società che dir si voglia da che mondo è mondo, basti pensare che il 97% dei costi di tutto quanto l'uomo produce è costituito dal costo trosporto.
Ne consegue che l'uomo o una comunità, determina il sistema economico compiendo una scelta politica fondamentale, dalla quale appunto •per la importanza che assume si qualifica.
In sintesi; il sistema di comunicazione o trasporto è il veicolo conseguentemente determinante ai fini del progresso, dell'emancipazione nell'avvicinamento dei popoli ecco perchè la politica dei trasporti è la più contesa appunto in quanto Sono in gioco forti interessi e quindi posizioni di potere.
Passione elettorale a parte, per quanto mi compete come lavoratore mi prodigo come-posso per rinnovare quanto il capitale a eretto a sistema di conservazione di agemonia sulla classe lavoratrice la forza lavoro.
Significative le domande quindi, perchè investono tutto il sistema, ed è per questo uno dei motivi principali, lo sappiano i benpensanti, che mi hanno costretto ad abbandonare il P.S.I., ormai conquistato al riformismo per buona parte dei suoi dirigenti e quindi ricominciare per la seconda volta a riedificare il P.S.I.U.P., per dare uno strumento rispondente alla classe cui appartengono.
La Giunta di Centro-Sinistra e con essa il P.S.I. il quale sembrò in parte il portatore delle aspirazioni di rinnovamento democratico e di una equilibrata, almeno politica basata sulla formula e null'altro chiamata Centro-Sinistra.
Ad eccezione del primo tempo, che do chiamo delle contropartite, la Giunta ha ripreso la politica del centrismo, strumentalizzato dai monopoli e dagli interessi privatistici, e mi risparmio dall'elencarli, i •lavoratori dell'A.T.M. li conoscono a memoria ufficio per ufficio deposito per deposito.
Pur di salvare la formula del Centro-Sinistra a Milano come modello al paese, si è preferito rinunciare, scomunicando con pretesti politici, coloro c h e denunciarono tale politica, non corrispondente agli interessi della collettività milanese.
Se nel primo tempo che ho accenato non ci fosse stata la lotta ad ogni livello dei lavoratori della loro organizzazione Sindacale C.G.I.L. non ultimi i recenti timidi provvedimenti viabilistici, la situa-
COL \ kMONICO BIAGIO (anni 40) —
Ex partigiano, superstite della battaglia di S. Martino. Licenziato nel 1948 per rappresaglia dalla Motta, ex membro di C. I., attualmente è vice Presidente del Circolo Ricreativo e membro del Comitato Cittadino - E' il candidato n. 20 della lista P.C.I.
Per oltre 30 anni ho seguito, come tranviere e come dirigente sindacale il problema del pubblico trasporto e più volte in questi anni ho avuto modo di constatare come le gravi deficienze del servizio dipendono dal modo con cui gli amministratori comunali considerano la funzione sociale svelta dal trasporto pubblico.
Anche le misure prese dalla giunta di Centro-Sinistra sono state misure marginali che non solo non sono sufficienti a risolvere la
zione sarebbe stata ancora peggiore.
Fu così che molti propositi della Giunta sono rientrati, dico rientrati in quanto sono ora sul tappeto in quanto non si è voluto avere il coraggio di risolverli defmitivamente. Toccherà ancora una volta ai lavoratori dell'A.T.M. battersi contro i guastatori della Municipalizzata.
Le cifre rese note in questi giorni dalla Giunta sull'A.T.M. dei bilanci di previsione e la reale situazione esistente sono eloquenti e ci dicono che avevamo ragione allora.
Certo che la Giunta sbandiera l'entrata in funzione della M.M. in tempo ed a tappe forzate per le elezioni del 22 Novembre, ci sarebbe anche in questo settore un discorso da fare, comunque anche in questa parte c'è stata una posizione ed un apporto decisivo dei lavoratori dell'A.T.M. ad evitare il peggio.
Gli indirizzi politici per il futuro dei trasporti sono quelli di sempre; al servizio della collettività, contro gli interessi di parte. Partecipazione diretta d e i lavoratori dell'A.T.M., questo vuol dare avvio il P.S.I.U.P., poichè immensa è la capacità e la volontà di portare la nostra città ad un livello adeguato alla funzione pilota dei trasporti della regione Lombardia e della nazione.
Lo schieramento politico più idoneo per portare avanti i problemi della Amministrazione pubblica e dei trasporti sono la decisa volontà di riconoscere che senza la partecipazione dei partiti che meglio rappresentando la Milano lavoratrice, non ci sarà mai una Amministrazione democratica degna delle tradizioni di Milano socialista.
attuale crisi, ma si riperquotono negativamente sulla stessa A.T.M.
Infatti, ci parlano delle non complete misure viabilistiche attuate ma vogliono nascondere le gravi decisioni prese quali l'aumento del biglietto, dell'agente unico, della ristrutturazione delle linee, delle economie imposte all'A.T.M.
Ma l'aumento del biglietto, il costringere i passeggeri ad essere trasportati come bestie spinge gli utenti più abbienti a servirsi della propria automobile il che, inevitabilmente, accresce il caos viabilistico che è la prima ragione della crisi del trasporto.
La Giunta ha ancora una volta dimostrato la sua incapacità di attuare una sana politica che assecondi i problemi del popolo. Incapacità che deriva dal suo legarne con i grandi proprietari delle aree, con gli industriali e con la destra.
Una politica popolare potrà essere fatta solo da una giunta di sinistra che rompa ogni legame con la destra retriva e dig inizio ad una coraggiosa politica verso il pubblico trasporto, l'urbanistica, la scuola, gli asili, gli ospedali ecc. Occorre anche che la nuova Giunta faccia pagare giustamente le imposte a seconda delle possibilità economiche dei cittadini e non accada, come oggi, che i numerosi milionari diventino poveri solo quando si tratta di presentare il modulo delle tasse, mentre il lavoratore è costretto a dichiarare ed a pagare fino all'ultmia lira.
Io non ritengo che al Governo e nei Comuni la formula dell'attuale Centro-Sinistra sia la più idonea a portare avanti i problemi del paese. I lavoratori hanno acquistato coscienza della loro forza e premono anche all'interno dei così detti partiti interclassisti per ottenere riforme e leggi nuove. Per questo sostengo che si debba, in particolare a Milano, andare più avanti ed escludere dal governo dell'amministrazione pubblico non solo i partiti fascisti o dichiaratamente di destra, ma le stesse forze di destra presenti nella D.C., nel PSDI e che oggi fanno capolino nello stesso PSI.
Le misure atte a fronteggiare il caos attuale sono urgenti e debbono essere attuate con decisione
MANZINI ERMINIO (Tranviere), candidato del Partito Socialista Italiano per la Provincia al Collegio Milano-Lambrate V. Presidente della C. Soccorso — Segretario della C.I. del dep. Leoncavallo — membro del direttivo del Sindacato di settore Autoferrotranvieri. Segretario del Coordinamento dei Nuclei Socialisti dell'ATM e membro del comitato Cittadino del PSI.
P RISPOSTA - Bisogna, a mio parere distinguere fra le posizioni assunte dalla Giunta e le dichiarazioni del Sindaco on.le Bucalossi che le precedettero.
Il Sindaco ribadiva concetti che escludevano nel concreto la priorità del pubblico trasporto, indicava soluzioni solo apparentemente tese a dare respiro alla precaria situazione economica all'ATM. r Sono questi i provvedimenti tipo aumenti tariffari, di soppressione ingiustificata di servizi tranviari ecc.
MARCHESI GIUSEPPE (anni 52)
— Figlio di un ex dipendente dell'A.T.M., sindacalista ha ricoperto posti di responsabilità nel Direttivo del Sindacato C.G.I.L., dalla liberazione fà parte della C.I. di Vittoria. - E' il candidato n. 43 della lista del P.S.I.U.P.
P RISPOSTA - Non è che si voglia addossare tutta la responsabilità, già grande, a questa giunta, ma sul problema dei trasporti, mi sembra che la giunta tutta, presa dall'euforia e dall'ingorgo provocato dai lavori della M.M. credeva che con l'avvento della metropolitana stessa, molti quesiti si risolvessero, mentre rimane pur sempre il servizio di superfice con il suo caos provocato dalla motorizzazione privata, che va per la maggiore e di pari passo quel caos ostacola il servizio pubblico, deve servire tutti i lavoratori.
Forse questa è l'unica scusante (anche se non molto valida) a non aver preso nessuna delle misure necessarie e più volte suggerite dai lavoratori, per fronteggiare la crisi del trasporti che diviene ogni giorno più grave.
RISPOSTA - Sono validi tutti quei problemi che collocano nella giusta misura il piano per le aree fabbricabili i contributi di miglioria e una adeguata tassazione per quei tributi che fino ad ora hanno preoccupato i ceti proletari, per il cattivo indirizzo per il governo cittadino, quali: edilizia popolare, scuole, asili, case per anziani, urbanistica, trasporti ecc. Si discuta con impegno e si realizzi.
Nella precedente Amministrazione Comunale questi provvedimenti avrebbero indubbiamente trovato collocazione.
La Giunta ha invece deliberato una serie di iniziative inctubbiamente positive ai tini di garantire priorità al pubblico trasporto, ha rifiutato gli aumenti tarittan, ha posto il problema del riassetto dei servizi di superficie, incuspensabile non soltanto per la entrata in funzione del metrò, con la massima utilizzazione dei vari mezzi fra cui il tram che rimane sempre il mezzo più comodo ed economico.
In •queste delibere vi sono gli aspetti negativi del medio-autobus aa agente unico e il blocco delle assunzioni sui quali la categoria giustamente dissente.
Con ciò si può dire che la presenza del PSI nella Giunta che ha anche conseguito la gestione unitaria del metro ha dato modo ai lavoratori di portare avanti le proprie tesi e di contrastare con successo l'iniziativa delle forze moderate. Sulle prospettive del settore trasporti strettamente collegato a grossi problemi 'dello sviluppo cittadino il mio Partito presenta concrete proposte agli elettori che per problemi dí spazio non posso qui enunciare.
RISPOSTA - Direi che questa domanda trova la sua risposta nel consuntivo che il PSI presenta agli elettori. Negli ultimi quattro anni la presenza dei Socialisti nella amministrazione cittadina ha consentito a Milano di porsi all'avanguardia nelle costruzioni scolastiche, di case per i lavoratori, nella riforma tributaria dove prima città italiana ha conseguito il risultato di ottenere i maggiori introiti fiscali dalle imposte dirette, di esentare dalla imposta di famiglia decine di migliaia di lavoratori e raddoppiarne nel contempo il gettito gravando sui redditi elevati, impostando la 'lotta contro l'inquinamento atmosferico, ponendo le basi per una città più umana che favorisca l'incontro e la socialità degli uomini.
Grandi problemi rimangono aperti. La pesante eredità delle Giunte centristiche che hanno creato enormi 'scompensi nello sviluppo della città non si può liquidare in pochi anni.
Si andrà però con sicurezza avanti se i lavoratori effettueranno il 22 novembre una scelta che dia consistenza e vigore alla linea di progresso sulla quale il P.S.I. ha chiesto il loro aiuto.
Sentita è la mancanza di palestre, piscine e persino di giardini ove i bimbi possono senza pericolo ricrearsi
RISPOSTA - Penso che lo schieramento più idoneo per portare a vanti i problemi dell'amministrazione pubblica, sia l'affrancamento con quei partiti che fino ad ora, abbiano denunciato quanto era da risolvere a favore della collettività, ma che l'attuale amministrazione non ha tenuto o voluto o rinunciato di discutere problemi proposti.
RISPOSTA - Una risposta precisa dipende dai rapporti di forza che gli elettori stabiliranno con il loro voto il 22 novembre.
Rimane comunque ferma la disponibilità del PSI per una decisa e più forte continuazione dell'azione di rinnovamento e di democratizzazione della vita cittadina.
PEDUZZI LUCIANO - Partigiano della IX Brigata Matteotti - Fu funzionario del CLN Alta Italia, Dal 1952 alla Cassa di Soccorso dell'A.T.M di cui è ora dirigente. Iscritto al P.S.I. dal .1945, è stato ,membro del direttivo e dell'esecutivo della Federazione milanese e segretario del Comitato Cittadino • E' Direttore della rivista « Economia e Levaro». E' il candidato n. 59 della Lista P.S.I.
RISPOSTA. - Nel difficile campo dei trasporti l'azione socialista nella giunta ha ottenuto importanti risultati: l'unificazione dei trasporti e l'eliminazione degli interessi monopolistici della M.M„ la difesa della municipalizzata, l'impulso dato alla realizzazione delle linee celeri e della prima linea sotterranea la velocità commerciale e l'esigenza del contenimento del prezzo del biglietto, che deriva dall'accet• tazione del principio di trasporto come pubblico serviziò. — Si è quindi fatto molto e si farà ancora di più se i socialisti saranno più forti, avranno, cioè, più voti.
2°_ RISPOSTA - Deve essere realizzata una città più umana, una città fatta per gli uomini che ci vivono e che non li costringa a subire le soppraffazioni dei monopoli e della speculazione edilizia. — C'è da risolvere il problema della casa, che, per iniziativa socialista, dalla lotta per l'art. 4 al blocco dei fitti, dal piano per l'edilizia popolare all'acquisizione di aree, per le cooperative ha fatto già molti passi avanti, ma che considereremo definitivo, quando tutti avranno un'abitazione confortevole e a prezzo accessibile. — C'è il problema dei trasporti che richiede un generale riassetto per ottenere trasporti pubblici più veloci e mie-
no costosi. — La nostra salute e quella, preziosa, dei nostri figli dev'essere difesa dalle frodi alimentari e dallo smog. — Le scuole che in pochi anni di presenza socialista sono state costruite in misura maggiore che nel decennio centrista, devono essere su esse in grado di accogliere a tempo pieno tutti i figli dei lavoratori e offrire ad essi concrete possibilità d'inserimento nella società moderna. — Nelle aziende. municipalizzate i lavoratori devono ottenere la libertà democratica e devono essere chiamati a partecipare ai consigli d'amministrazione. Infine devono essere realizzati nuovi rapporti tra Comune e cittadino per una articolata e democratica vita della comunità.
3' RISPOSTA - Lo schieramento che nell'impostazione programmata si avvicini più al progrmma del P.S.I. e dia le maggiori garanzie di realizzazione delle misure atte a realizzare oggi, e non in un futuro indefinito, una vita migliore, più sicura, più libera, più democratica.
— Per quanto ritengo che la condizione indispensabile sia un rafforzamento del P.S.I., che è di progresso civile, e garanzia di pace, è permesso all'edificazione del socialismo nella democrazia.
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Permane grave il problema delle aule scolastiche come quello degli asili
CASTELNUOVO LUDOVICO (anni 62) — Recentemente pensionato dall'ATM, ha ricoperto numerosi posti di responsabilità nel sindacato e negli altri organismi (segr. della C.I.A., Pres. della Cooperativa - Segr. della C.I. Ticinese VII Segr. C.A. Cassa di Soccorso; componente la Commissione della C.S.P.; Segr. politico della Sezione PCI « Barona ») e
I attualmente Presidente Collegio Probiviri Sezione PCI-ATM. E' il candidato n. 17 della lista P.C.I.
1' RISPOSTA - Io direi .che l'attuale Giunta Comunale di centro-sinistra non ha mai avuto una vera linea di politica dei trasporti.
Infatti la M.M. sta a dimostrare che il Comune non ha avuto neanche la forza di modificare, tenendo il progetto così come era in origine quando questo è stato elaborato dalla Edison ,la quale l'aveva progettata a suo uso e consumo per meglio valorizzare la ferrovia Nord-Milano di sua proprietà.
Necessita fare una svolta politica ' nel senso più volte indicato dai Sindacati e in particolare dal mio Partito. Occorre considerare il trasporto pubblico come un servizio sociale indispensabile, in definitiva, il trasporto deve oramai considerarsi un servizio sociale di erogazione pubblica e la soluzione dei suoi problemi non può essere vista nel contenimento della spesa e degli investimenti.
Le decisioni di estendere l'agente unico e il contenimento delle assunzioni, e l'aumento progressivo delle tariffe (vedi L. 100 M.M.) dimostrano l'errata soluzione di questo problema che Rende a colpire la cittadinanza e i lavoratori dell'azienda.
2• RISPOSTA - La nostra città nel pieno della pantomina del « miracolo economico » è stata colta priva di una politica di interesse cittadino, nella sua abnorme espansione urbanistica, è stata dominata come è noto da interessi speculatori, che hanno determinato criteri irrazionali nel suo sviluppo. Una sana politica di svilupppo cittadino deve essere intesa nel contrastare questi appetiti delle grandi imprese finanziarie. Risolvendo, inoltre il problema del decentramento democratico ed amministrativo della nostra città; dando vita a. consigli popolari di quartiere e le consulte dei vari problemi della vita cittadina.
Occorre da un lato combattere la speculazione sui terreni e nel contempo agevolare le cooperative edificatrici dei lavoratori
34 RISPOSTA - Stiamo oggi costruendo qualcosa di più vasto e profondo di un semplice successo elettorale, i voti che chiediamo, li chiediamo per allargare le posizioni di potere dei lavoratori, vogliamo consentire la costituzione di maggioranze nuove nei comuni e nelle provincie e, domani, nelle Regioni quando queste si faranno, per rafforzare accellerare una prospettiva sociale politica, per ocquisire rapporti di forza tali da vincere ogni resistenza a manovra frenante. In definitiva vogliamo uno schieramento che nel suo contesto abbia tutte le garanzie di non essere ingabbiato dalle forze di destra.
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VOCI DBLL'A.T.IL. 6 - La pagina detta resistenza
Deposito Novara
Solennemente inaugurata la lapide ai 44 partigiani caduti
Il partigiano Sassi Lino, degno presentatore ufficiale di queste manifestazioni, inizia chiamando alla presidenza le vedove e i parenti dei partigiani caduti; le autorità comunali presenti; i dirigenti dell'ATM e del locale Deposito (il capo Deposito è il fratello del partigiano Celso Solari fucilato dai fascisti); i dirigenti sindacali dei partiti politici e degli organismi aziendali.
Il primo oratore è l'on. Meda vice Sindaco di Milano che ricorda due episodi della lotta partigiana : l'arrivo in carcere dei tranvieri arrestati per gli scioperi del Marzo 1944 e l'ordine dato al 25 aprile di fermare i tram, ordine che significò il primo importante gesto della insurrezione armata portato a compimento dai valorosi tranvieri. Rivolto poi ad un gruppo di ragazzi mutilati (di Don Gnocchi) afferma che le nuove generazioni destinate domani a reggere le sorti del paese, debbano ricordare l'esempio dato dai caduti della Resistenza.
Ha poi la parola il segr. C. I. di Novara, il compagno Cattaneo che, dopo aver porto i saluti dei lavoratori ai presenti, ricorda come la Resistenza non è nata nel 1943 ma con l'avvento al potere del fascismo e che essa è trionfata solo quando tutte le forze antifasciste, le sole forze sane del paese, si unirono sotto le sue bandiere. Il comp. Cattaneo ha poi lanciato un'appello perchè anche nell'ATM, nel nome della Resistenza, non abbiano più ad accadere dei fatti incresciosi quali quelli avvenuti a Teodosio e a Ticinese ma venga rispettata la libertà sancita dalla Cos tituzione.
Il presidente dell'ANP - ATM Riccardo Maitan, porge a nome del Comitato organizzatore (di cui fanno parte, oltre a Maitan; Luigi Conca per l'ANC; Chiarandini per l'ass. Mutilati; Albani per la FVIL e Bassi per l'APC) il saluto al generale Berti oratore ufficiale; al grande invalido SAVARANI; al Direttore ing. Alparticolare accento ai familiari dei Caduti. Ricorda come non a caso fù scelta la data del 5 novembre per la manifestazione di chiusura delle rievocazioni del ventennale della Resistenza, perchè in questa data noi idealmente ricolleghiamo le lotte ed i caduti del secondo risorgimento con quelli del primo conclusosi con la guerra mondiale del 1914.
Formula, il desiderio dei combattenti di intitolare i depositi dell'ATM ai caduti della lotta partigiana ed invita le autorità ad accogliere questa proposta. Sono le 10 e 50, la signora Eugenia Besagni, vedova del Caduto Carlo VERGANI, deceduto nel campo di sterminio di Matausen, scopre la lapide dei 44 martiri. Il parroco della zona, dopo averla benedetta, invita brevemente i presenti a trarre insegnamento dal sacrificio di questi martiri.
Una certa emozione hanno provocato le calde e commosse parole del cieco, grande invalido, SAVORANI che ha ricordato come : 44 martiri dell'ATM sono morti, come i martiri del risorgimento, per la lotta per la libertà; libertà che oggi è per noi un patrimonio sacro che non può essere abbandonato.
Il prof. Corna Pellegrini ha portale il saluto e la piena adesione della C. A. dell'ATM alla cerimonia. Adesione non solo fatta di parole ma di propositi di compiere con sacrificio e modestia il proprio dovere.
L'oratore ufficiale, il Generale Berti che è presidente dell'ANC di Milano, ha affermato che egli, davanti a questa lapide non può non riandare con la memoria alle tristi giornate dell'8 settembre 1943: giornate piene di contrasti e contraddizioni. Ricor da poi la guerra non giusta prodaarata dal fascismo e che ha causato così tante perdite umane, e cerca di
tracciare un ideale legame fra i partigiani, combattenti per la libertà, e i combattenti della prima guerra mondiale. Rammenta anche come il comportamento del soldato italiano mandato sui vari fronti a morire per una guerra non giusta, è stato sem pre degno d'onore. I morti della guerra di liberazione, delle fosse Adreatine, di Cefalonia assieme a questi che noi oggi r_ommemoriamo, sono i martiri che hanno esaltato la libertà e la demo crazia. Oggi noi dobbiamo far tesoro di questi loro insegnamenti e lottare uniti le battaglie del lavoro e della democrazia. Così con un ultimo ,ap pello che suona come monito alla guerra ed invito all'unità ed alla tolleranza, il generale Berti conclu de questa che è stata come all'inizio disse Sassi, la degna conclusione
delle manifestazioni del ventennale della Resistenza.
Fra i presenti abbiamo notato: i componenti la C. A. dell'ATM dott. BACCANI e avv. ORLANDO; il Direttore dell'ATM ALFERINI; i presenti dell'A. N. C. Conca Luigi; dell'Ass. Mutilati CHIARANDINI ; della FIVL AI.BANI; della APC Bassi; il V. dirett. DE FILIPPO; il V. pres. del Circolo Ricreativo COLAMONICO; i capi servizio ing. ORENI; dott. VILLANI; Ing. FUMAGALLI; il direttore della MM; Ing. CIRINEI ; il V. pres. della C. d. S. MAN'LINI ; i segr. di C. I. GAGLIARDINI, GIOLITTO; gli ing. B O N S I, SCOTTI ANGELINI; l'ex direttore dell'ATM ing. ADLER (Padre Maria), rappresentanti dei sindacati, dei partiti, delle C. I, degli organismi aziendali.
L'ANPI per l'unità della resistenza
Da quando, nel febbraio di quest'armo, si è conchiuso il IV Congresso Nazionale dell'ANPI, ad oggi le vicende politiche nazionali hanno confermato una necessità di fare degli ideali della Resistenza una forma viva ed operante.
La crisi di governo attraverso la quale il Paese è passato, le incertezze e le realizzazioni program-
IV novembre
A quando la promessa pensione per i combattenti
Anniversario che ricorda ed onora tutti coloro che diedero- la Vita per la Patria, coloro che compirono atti di eroismo ed i superstiti che com pirono il loro dovere di soldati com battendo per lunghi anni nelle fangose trincee.
Manifestazioni si ebbero ovunque in tutte le parti d'Italia anche all'ATM con discorsi di autorità e pose di Corone sui monumenti che ricordano i Caduti.
A Roma, sull'altare della Patria sono stati accesi due fuochi perenni offerti da ex cambattenti italiani sparsi in tutto il mondo.
Oltre alle autorità italiane, vi erano presenti alla cerimonia delegazioni di ex combattenti i t a li a n e giunte dagli USA, Giappone, dall'India, dall'Australia e dai paesi euro pei.
I discorsi avvenuti in tutta Italia rievocanti la storica data per il com pimento dell'unità nazionale, i caduti della guerra Vittoriosa, e quant, contribuirono alla rinascita del paese con grandi rinunce e sacrifici furono molti, ma nessun accenno fu fatto per un tangibile riconoscimento ai superstiti della prima grande guerra mondiale.
Tutti ormai sono in età avanzata, ed il loro numero va sempre assoti gliandosi di anno in anno.
Più volte venne loro promesso una piccola pensione, certamente non tanto gravosa pe ril bilancio statale, ma fin'ora la loro speranza è rimasta un pio desiderio.
Che si aspetta ad accontentare questi benemeriti della Patria? For quando tutti saranno passati a mi glior vita accompagnati dalle loro illuse speranze?
MILANO: Via larga 4 - P.zza Wagner - C.so Ticinese 53
Pie Loreto 11 - Pie Susa 11 - C.so Lodi 41 - C.so P. Romana 9
matiche hanno messo in luce come le istituzioni democratiche corrono costantemente il rischio di deteriorarsi ancora prima che il Paese conosca un completo assetto democratico quale è indicato e voluto dalla Costituzione. Evitare il deterioramento spetta oggi in gran parte alle delegazioni politiche governative, mentre è compito di tutti non sottovalutare le forze potenziali eversive che con ogni mezzo mirano a rendere inopeFante la Costituzioni non solo nella lettera, ma soprattutto nel suo spirito che è quello ereditato dal lungo sacrificio dell'antifascismo e dalla durissima guerra di liberazione.
Per queste cosiderazioni s'impone che le manifestazioni del XX della Guerra di Liberazione non siano un semplice e doveroso atto celebrativo, ma rappresentino l'occasione d'un incontro tra le forze popolari e nazionali con il potere esecutivo il quale, per prima volta, dopo tanti anni, mette la Resistenza nelle condizioni di essere un momento morale per l'edificazione d'uno stato autenticamente democratico. E' compito dell'ANPI quindi impegnarsi a fondo per questi compiti dando tutto il suo apporto autonomo così di alimentare nuo spirito unitario rinnovatore tra tutte le masse e le forze politiche che all'antifascismo si richiamano.
Solo così lo svolgersi delle manifestazioni dei Ventennale si disinguerrano dalla retorica e dalla fredda uffiicialità e diventeranno fatto politico mobilitante anche le nuove generazioni che della Resistenza non hanno alcuna nozione o, se l'hanno, spesso è troppo superficiale.
Solo creeranno le condizioni affinchè le forze eversive finiscono per essere solo espressioni velleitarie e la demicrazia si avvierà ad essere un fatto concreto; l'Italia continuerebbe ad essere una lodevole eccezzione dell'Europa Occidentale e quindi una forza disponibele per una politica di distensione e di pace.
Questa l'opinione emersa dai lavori che hanno visto raccolti i dirigenti dell'ANPI del Centro Nord a Bologna il 19 settembre per l'esame dell'andamento del Ventennale e della situazione politica.
Per meglio approfondire l'analisi si è deliberato di convocare una grande essise politica orgganizzativa dell'associazione che celebrerà degnamente i venti anni della sua attività al servizio degli ideali della Resistenza.
In quella istanza si esamineranno i modi ed i tempi per concretizzare sempre più le linee programmaticbe • conggressuali adeguando la struttura alle necessità contingenti.
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Montenendo la tradizione istituitasi negli scorsi anni, il Circolo Ricreativo — anche per l'anno 1964 — offre ai dipendenti dell'A.T.M. ed ai loro familiari le seguenti conndizioni speciali per l'acquisto di orologi di marca :
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Molte innovazioni per il progressivo miglioramento della viabilità del tram sono state compiute e già se ne vedono i primi risultati. Accenno alla migliore velocità del trasporto pubblico, che senz'altro porta benefici all'utente, all'A.T.M. ed a tutta la città in generale. Ma ancora permane nella viabilità automobilistica in genere quel senso d'incomprensione nel distinguere il percorso di un tram con il resto della sede stradale.
Io che guido un tram, durante il giorno osservo e provo questa indisciplina automobilistica; se un tram perde un semaforo e quasi sempre causa di una macchina che si ferma sul binario, abbino a questo la svolta a sinistra dove ci sono i semafori, ed anche qui tutti si buttano sul binario costringendo il tram a non partire oppure a trovarsi bloccato nel mezzo dell'ihcrocio col segnale rosso.
Molte altre conseguenze potrei elencare in riguardo alla mancata osservanza del binario sempre da parte dell'automobilista. Ora io penso che sia negligenza da parte di molti di questi, perchè sono certo che alla scuola guida gli facciano notare il comportamento di guida e il rispetto della sede tranviaria. Ma attualmente come stanno le cose in riguardo a quello che ho accennato, è bene per l'interesse generale che 1'A.T.M. e le Autorità ci pensino a fare portare un po' d'ordine per il giusto comportamento di guida e di viabilità per ogni singolo mezzo che circola in Milano.
Morenghi Angelo dep. Ticinese
Come ogni anno in occasione delle Feste Natalizie, la Direzione offre ai figli dei dipendenti il tradizionale pacco dono.
L'anno scorso la distribuzione di questi pacchi è stata preceduta non diciamo dà un discorso retorico, ma da buone parole di comprensione e simpatia rivolteci dal Direttore Generale ing. Alferini. Abbiamo compreso, dalle bonarie parole del sig. Direttore che la Azienda non può stanziare cifre notevoli per il miglioramentó dei pacchi dono, sia per il poco brillante bilancio finanziario sia per il carattere dell'Azienda stessa che amministra dei beni pubblici.
Ma ci permetta il sig. Direttore di esprimere un nostro modesto punto di vista, precisando che non vogliamo fare una critica ne tanto meno dare dei consigli, vogliamo soprattutto denunciare il malcontento dei lavoratori per l'entit6 del pacco dopo, che viene confrontato con i pacchi dono distribuiti da altre aziende a carattere pubblico quali la Posta e Telegrafi, Ferrovie Statali ed enti Comunali, e del modo come viene assegnato.
Il nostro modesto punto di vista, mira esclusivamente ad ovviare almeno in parte questo malcontento e perciò vedremo di buon auspicio riuniti il pacco dono natalizio e quello distribuito dal Circolo Ricreativo in occasione della Befana, in un'unica manifestazione.
E' certo che riunendo i due sforzi qualcosa di più tangibile sarebbe possibile ottenere. Inoltre vorremmo chiedere al signor Direttore di abolire il tradizionale sistema veramente poco ortodosso di inoltrare domanda per ottenere un dono.
Ci rifiutiamo di credere che l'Amministrazione Aziendale non sia in grado di appurare l'aggiornato stato famiglia di ogni singolo dipendente.
Esiste un attrezzato ufficio Assegni famigliari che deve necessariamente essere aggiornato.
E ancora ci rifiutiamo di considerare il « pacco dono » come una assistenza -elargita ai più bisognosi. Siamo nel 1964 e non negli anni tristi della guerra. All'ATM esistono appositi istituti per il personale che necessità di un immediato soccorso, ma, per le feste natalizie, tutti noi siamo in grado di fare un regalo ai nostri figli.
Ecco perchè riteniamo il paccodono come un omaggio fatto dalla Direzione ai piccoli figli dei dipendenti. Ecco perché riteniamo anacronistico e antidiluviano tutto lo apparato democratico ( domanda
compresa) necessario ad assegnare, solo a chi è schedato come «bisognoso» il pacco dono per suo figlio.
I lavoratori di Zara
Milano è in festa. Per le strade un movimento insolito da la certezza che qualche cosa sta per avverarsi. I cittadini « così detti i puri » mischiati con gli « oriundi » si sentono fieri perché tra poche ore anch'essi come le genti delle migliori città del mondo, possono recarsi da un punto all'altro della città in brevissimo tempo sulla loro « Metropolitana ». Il cielo è un po' imbronciato (in questo sabato di fine ottobre), solo lui è scuro in volto, minaccia pioggia... Gli fà compagnia l'Ufficio Vigilanza che al contrario di tutti gli altri uffici dell'A.T.M. (che osservano la così detta « Settimana corta » è radunato al gran completo, perchè avvenimenti di grande importanza hanno obbligato al lava ro; il Responsabile, il capo Ufficio Principale, l'impiegato addetto ai « porto d'armi », la Volante. Assenti giustificati n. 1 impiegato e il ragioniere.
Squillano i telefoni per avvertire le guardie di essere pronte al primo /assalto, mentre qualcuna di esse è invitata al rapporto di grande strategia... L'uomo della strada vedendo quel movimento insolito al Dep. di via Farmi, è convinto che qualche cosa di grave è successo in qualche rimessa dell'A.T.M. — nul la di grave e di allarmante preci
sano i testimoni, si vorrebbe sole sapere come è avvenuto lo scontro tra guardie e uomini « di Partito » che disciplinatamente voleva entrare nel Salone mensa per una pacifica riunione. La porta quale entrata principale agli uffici ove ha sede la vigilanza è chiusa ermeticamente, nessuno può entrare e tanto meno ascoltare quel raduno urgente, perchè lo Stato maggiore deve decidere come deve regolarsi la guardia in fatti del genere, per prevenire incidenti che possono causare falsa propaganda al buon nome di tutti i dipendenti, guardie comprese... Non vogliamo drammatizzare il fatto (più unico che raro) verificatosi in quel Dep. dell'A.T.M., ma ci sentiamo in dovere di richiamare tutti alla comprensione e al rispetto reciproco, se si vuole avviare alla vera democrazia, che purtroppo non è condivisa da qualche « capoccia » che vede in una pacifica riunione il nemico sovversivo in agguato, solo perchè questi lavoratori ascoltano le parole dei loro rappresentanti che parlano di politica. Solo chi non sà cosa significhi « democrazia » però ritiene pericoloso ed inammissibile che in una azienda pubblica, sí discuta, di politica.
Alla Befana il circolo distribuisce a tutti i figli di dipendenti un dono
Turiddo
Il deposito Vittoria è un piccolo 'deposito destinato a scomparire per la disgraziata decisione del Comune di vendere alla Motta il terreno che occupa assieme all'ospedale Resuati e agli ambulatori della C. d.S. La mensa, spece al sabato, ospita quindi un piccolo numero di lavoratori e, per. questa ragione nello scorso mese di maggio la gestione delle mense aziendali ritenne di doverla chiudere in quella giornata.
La C. I. locale interviene e fu stabilito, dato, che i commensali erano in quel giorno della settimana circa 25, di lasciarla aperta con una sola donna che doveva fare la cuoca ed accudire a tutte le necessità della mensa.
Il caso sembrava definitivamente chiuso senonchè in questi giorni la Direzione ha deciso nuovamente di chiudere la mensa di Vittoria al sabato. Da accertamenti fatti risulta che in questi mesi il numero dei commensali presenti in tale giorno oscillano dai 22 ai 24. Ciò significa un incasso medio di oltre 6.600 lire e. stando alle statistiche della gestione, pesando il personale per il 48 per cento sull'introito vi è il margine sufficiente per retribuire la prestazione della donna che non supera le 3.000 lire.
Ci riesce quindi incomprensibile la posizione assunta dai dirigenti della mensa che, forse spinti da eccessi nella politica di economie loro imposta dalla Direzione, forse hanno scelto la strada del taglio dei « rami secchi » già sperimentata con risultati fallimentari dalle Ferrovie dello Stato.
Come lavoratori ci chiediamo (e da un pezzo) se la funzione che svolge la mensa debba essere considerata sociale o se si tratta solo di dimostrare che i tranvieri sono capaci a far concorrenza alle mense ed ai ristoranti privati. La risposta a que-
sto dilemma appare meno facile di quanto sembra esaminando le varie decisioni della mensa che, specie sul personale, cerca di mantenere un alto livello di sfruttamento mantenendo un organico inferiore alle obiettive necessità; sfruttamento che si riversa sui commensali non consentendo un buon servizio od arrivando a chiudere determinate mense perchè... non rendono quanto è stabilito. Noi che crediamo nella funzione sociale della mensa, ci auguriamo che almeno il provvedimento relativo al dep. Vittoria venga revocato e che, nel futuro, chi di dovere consideri questo organismo come utile all'interesse dei lavoratori.
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Il discorso o il dibattito critico sul C. R. per la revisione dello Statuto che attualmente regola .non giustamente la vita è l'attività di questo Organismo, è riapparso di nuovo sul giornale di fabbrica « Voci dell'A.T.M. ».
Il merito riconosciuto e ammirato, va senza dubbio al V. Presidente Colamonico, il quale, da vero e degno rappresentante dei lavoratori, senza peli sulla lingua, mette in luce una situazione cancrenosa che si trascina da molti anni.
Con vero piacere quindi, mi reinserisco di nuovo in questo dibattito anche perchè, qualche anno fa, già ponevo su « Voci dellA.T.M. » alcuni interrogativi critici che investivano sia, la poca democraticità dell'attuale e superato Statuto, sia della fin troppo disfunzionabilità nella direzione delle cose è nella attività pratica del C. R.
Devo ammettere, anche per motivo di obiettività, che in questi ultimi tempi qualche cosa è cambiato, infatti, un soffio di concetti innovatori si stanno affermando e anche questo è tutto merito della forte personalità del V. Presidente Colamonico. Certamente, se gli altri rappresentanti dei lavoratori, nell'operare nel-
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le branche specifiche di lavoro in cui sono responsabilizzati, con coerenza e obbiettività entrassero nella discussione di merito neeindicare con spregiudicatezza le deficienze che emergono è la necessità di democratizzare lo Statuto, darebbero senza dubbio un contributo notevole per un maggior sviluppo dell'Organismo e assolverebbero pienamente il loro mandato. • Non solo, ma questo impedirebbe sicuramente quella polemica generica e confusa, che non inseriscono e non inquadrano il C. R. nei principi concreti e realizzatori della ricreatività nel tempo libero, che non tengono conto delle aspirazioni e della partecipazione dei lavoratori, i quali bene orientati in una direzione ove tutti i presupposti potrebbero garantire un libero e sentito contribuito verso i molteplici problemi di una sana evasione e informatività moderna, potrebbero includere e tradurre nella realtà odierna ogni ele mento rinnovatore di strutture sempre più adeguate, al fine di creare una funzionalità sempre più decentrata che si articoli e si ramifichi in ogni direzione, in ogni qualsiasi ricerca di scelte ricreative che investono e si racchiudono nella vastissima gamma della politica del tempo libero. Questo potrebbe assicurare il pieno sviluppo dell'Organismo in se stesso e degli organi decentrati, nel quale dovrebbero sostanziarci non solo una politica diretta nelle scelte di strutture più adeguate è nella piena democratizzazione intesa alla più larga partecipazione attiva dei lavoratori, ma anche per un'effettiva funzionalità che non vada ad invischiarsi in attività commercialistiche che assumono in molti aspetti carattere di preminenza, è che, non rimanga nell'Organismo una direzione univoca e centralizzata con il compito di soffocare ogni aspirazione che proviene dal basso e che umilia nel contempo la partecipazione rappresentativa di una parte del consiglio nella direzione delle cose.
Occorre quindi, una regolamentazione moderna e appropriata di uno Statuto adeguato ai tempi, affinchè si formi e venga sancita la libertà di libera espressione di scelta da parte dei lavoratori nell'eleggere in regola ri e democratiche consultazioni i propri rappresentanti, che, investiti di tale responsabilità, dovranno svolgere il loro mandato in funzione sempre più coerente alle aspirazioni di chi li eleggono, rompendo così quel cerchio chiuso che purtroppo dura già da molti anni.
Il discorso purtroppo, nel toccare una nota dolente, investe direttamente la C. I.A. e i sindicati, i quali, nelle loro funzioni di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori, non possono esimersi dall'impegno di tutelare e difendere anche loro dignità umana, dignità che si è acquistata nelle lotte dell' emancipazione operaia e che oggi sente un'estinguibile bisogno di elevarsi sempre di più, l'impellente esigenza quindi, di dare la possibilità all'Organismo che può e dovrà garantire una la-ga assistenza ricreativa e culturale, una funzione altamente democratica, questo sarà solamente possibile, qualora non manchi l'interessamento e l'intervento degli organismi sindacali, per modificare l'attuale Statuto.
Biscardi TommasoIl Circolo Ricreativo è a vostra disposizione per i seguenti servizi:
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Da poco più di tre settimane i laburisti hanno sostituito il partito conservatore alla guida dell'Inghil-
terra. E' stata una vittoria di stretta misura, alquanto inferiore alle aspettative dei dirigenti del partito. Vittoria di stretta misura dunque, ma una sconfitta secca per il partito conservatore, che hà perduto il 6% dei voti. I conservatori hanno perduto quasi 50 seggi e i laburisti ne hanno guadagnati quasi 60. L'Inghilterra è il rimo paese in Europa che, dopo piu di quindici anni, liquida un governo di destra e affida il suo avvenire ad un partito della sinistra operaia. La vittoria laburista è un sintomo di un spostamento più vasto che non è azzardato prevedere peti prossimi anni in Europa occidentale, che dovrebbe far guadagnare un maggiore spazio alle sinistre di vari paesi, dovuto alla crisi che si è determinata all'interno delle classi da minanti.
La maggioranza esigua conquistata dal partito laburista è stata seguita con una certa preoccupazione; avrebbe essa permesso al partito di governare il Paese con efficacia, realizzando quelle misure di cui si erano fatti portatori nel loro programma? I dubbi sono stati parzialmente eliminati dai primi provvedimenti, dalle prime prese di posizione del nuovo Governo, che pare deciso ad attenersi fedelmente a quanto aveva esposto nel suo programma elettorale.
La scelta fatta da Wilson e da tutto 'il gruppo dirigente pare essere stata quella di mettersi al lavoro con determinazione e coraggio, di varare immediatamente una serie di provvedimenti di fondo, di iniziare una politica estera coraggiosa. in modo da guadagnare la fiducia del loro elettorato e di potersi presentare alle eventuali nuove lezioni politiche con le carte in regola per la conquista di una maggioranza più solida, capace di garantire in ogni caso la realizzazione completa del loro programma.
Il segr, dei laburisti Wilson
I provvedimenti, come abbiamo
già detto, non si sono fatti attende ie. I difetti funzionali del sistema, trascurati per anni dalla politica del giorno per giorno e dalla timidezza dei conservatori, avevano provocato una situazione di crisi cronica, squilibrio tra importazioni ed esportazioni, conseguente tendenza inflazionistica ecc. Per sanare questa situazione i laburisti hanno preso una serie di misure di carattere protezionistico che saranno seguite entro breve tempo da una serie di provvedimenti per la riorganizzazione pianificata della produzione nazionale, senza le quali le misure protezionistiche sarebbero state ingiustificabi-
In questi ultimi giorni Wilson ha annunciato provvedimenti di vasta portata che rientrano nella riorganizzazione pianificata capace di far uscire il Paese delle secche in l'avevano condotto la contradittoria politica conservatrice: la nazionalizzazione dell'acciaio e una serie di provvedimenti che prevedono l'esproprio del suolo urbano.
Pore in politica estera le posizioni dei laburisti sono venute delineanloqui tra il ministro degli esteri in glese Gordon Walker e il presidente Johnson hanno dimostrato che i laburisti non intendono appoggiare il progetto per la forza niultilaterale atlantica sostenuto per ora soltanto dalla Germania di Bonn e dagli Stati Uniti. Il governo laburista appoggia inoltre la proposta di U Thant per una conferenza tra le cinque poienze nucleari: URSS, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Cina. Questo primo, sommario resocon to dell'azione intrapresa dai laburi3ti dopo la loro vittoria, indica che una forza nuova e positiva ha inconnnciato a muoversi sulla scena europea; non possiamo che augurarci che essa faccia riflettere coloro che nel nostro Paese si richiamano agli stessi ideali, rimanendo per ora purtroppo inattivi in un mondo che cambia.
M. C.MILANO
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