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Voci ATM10

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REDAZIONE AMMINISTRAZIONE Bastioni Vigentina, 38 (presso ANPI - ATM)

Edizione speciale rea-

MILANO Tel. 541,406 - 8868 (int, 3485)

lizzata dai giornali di

Prezzo L. 20

fabbrica milanesi per

Spedire. in abb. postale - Gruppo Il

il mese della stampa Anno V • N, 18 11 SETTEMBRE 1955

II

democratica

PERIODICO QUINDICINALE DEI LAVOR URI DELL'A.T.M. - MILANO

SERVIZIODEI LAVORATORI Ai lettori UN POTENTE STRUMENTO)I LOTTA AL emenrawg-rmsarlIMMilmmaarl••••••••Mint

Questa edizione abbiamo voluta dedicarla all'insieme dei nostri valorosi giornali operai di Milano. Essa riassume seppure in modo succinto quello che sono i giornali di fabbrica e come di volta in volta che i lavoratori sono chiamati a condurre una battaglia essi siano al loro fianco per portare il loro contributo affinchè la lotta abbia successo. Oggi che i lavoratori si battono non soltanto per problemi particolari di fabbrica o sindacali, ma per obbiettivi di carattere politico più generale, i giornali operai sanno fedelmente interpretare questa maturata coscienza politica e di classe, quindi stimolare e indirizzare la lotta stessa per ottenere oggi, migliori condizioni di vita, domani, una società migliore. Quando i padroni sono partiti all'attacco contro i giornali di fabbrica hanno trovata pronta la risposta dei lavoratori i quali difendendo la libertà di stampa nella fabbrica hanno inteso e intendono difenderla anche fuori, proprio perchè dopo gli arresti clamorosi di Renzo e Aristarco, sono oggi quelli di Bologna ad allarmare l'opinione pubblica e a mettere in pericolo questa libertà. La libertà di stampa nella fabbrica è una delle tante libertà che la Costituzione garantisce al cittadino lavoratore, ed ormai ogni lavoratore sa che la Libertà nella laribriivt è ia p' 'ma zor• ti, /ton. per put.sr ..»indicare e far valere i propri diritti. Nella nuova situazione politica internazionale e con la cacciata di Scelba dal governo del nostro paese, si impone un mutamento radicale di metodi e di rapporti tra lavoratori e padroni anche nelle aziende, metodi e rapporti che la classe operaia con la sua lotta azione unitaria saprà riportare nel giusti termini nell'ambito costituzionale e sarà anche in questa battaglia come in tutte che i giornali di fabbrica come strumenti unitari e di lotta non verranno meno al loro compito.

UN LIBERALE DIFENDE I GIORNALISTI IN TUTA In risposta alla lettera inviata al « Mondo » dal compagno Otello Pacifico, della FIAT, il noto economista Ernesto Rossi ha risposto dalle colonne del giornale liberale: «...I dirigenti delle industrie non hanno alcuna ragione, oltre che nessun diritto, di vietare l'ingresso di questi giornali nelle fabbriche, di impedirne la diffusione con perquisizioni personali, intimidazioni, rappresaglie... « Quei dirigenti industriali che — consapevoli dei tempi in cui viviamo — riescono a far rispettare le gerarchie senza trasformare le fabbriche in caserma, sanno anche trarre profitto dalle critiche dei giornali di fabbrica, per migliorare i loro servizi, ridurre gli infortuni, capire qual è lo stato d'animo degli operai, ed accrescere l'efficienza del lavoro, curando le "relazioni umane". « Purtroppo sono ben rari nel nostro paese i capitani delle industrie che hanno questa consapevolezza. « ... Un errore anche maggiore è quello pochi giorni fa denunciato dall'on. democristiano Rapelli, nella relazione per la nomina della commissione parlamentare di in(continua a pag. 2)

I

1011N I giornali di fabbrica non sono nati, n è si sono sviluppati pc'.,e agli operai piacesse esibire una forma di cultura o perchè sentissero il deg' rio di esporre le loro opinioni, su un film o su un libro. I giornali di fabbrica, essenzialmente, sono nati e si sono sviluppati perchè generale: esso mostr rune l'attacco gli operai e i lavoratori sono stati coche un padrone mute a un operaio stretti a difendersi più efficacemente che protesta contro t iglio delle tacontro gli attacchi del padronato in belle di cottimo è il nedesimo che la genere e del singolo padrone di fabintiera classe dei pacba, conduce conbrica in particolare. tro un giornalista chm, rende sugli orStrumenti di lotta dunque, che la clasgani di stampa demora rici gli interesse operaia ha creato per sè nell'attuale si della classe operai'.[-1 suo insieme. periodo. Ogni sopruso, anche i più piccolo troUno dei compiti più importanti del va nel giornale il su difensore e sogiornale di fabbrica è quello di unire pratutto il mezzo chi fiermette di detutti i lavoratori in un unico e comnunciare chi lo ha cn.piuto. patto schieramento contro il padrone; Nelle fabbriche dove , !ste il giornale, la grande industria ha concentrato un ed ormai sono parecr.!,, chiunque ingran numero di operai nelle aziende e tenda agire contro gi •perai deve asla funzione del giornale è in gran parsumersene la piena nsponsabilità: ciò te quella di far partecipare sempre più intensamente tutti gli operai alla vita che prima veniva conpii.to al buio ora della collettività aziendale mostrando viene scoperto e pelato alla luce e la comunità di interessi e la necessità posto sotto il giudilio della grande della solidarietà attiva in tutta la fabmaggioranza dei lyorateri. rfn " stente e naie di fabbrica è chiamato ad assolpiù completamente. Esa pone sul tapvere e che assolve efficacemente è quelpeto le questioni più ugenti e ne prolo dì riuscire a legare il particolare al pone la soluzione.

FABBRICA gono davanti agli operai; con la sua propaganda capillare e altamente differenziata dà un formidabile contributo alla lotta che gli operai devono sostenere per la conquista di un nuovo ordinamento sociale in cui benessere, giustizia e libertà non saranno parole prive di significato ma fatti concreti.

La comparsa del volantino di agitazione e di propaganda segnò ai suoi tempi un grande passo in avanti; oggi il giornale di fabbrica con la sua informazione periodica, sistematica, precisa, documentata, con la sua agitazione dei problemi sindacali e politici che si pon-

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I PORRI HEE PAURA

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PERIODICO DEI LAVORATORI DEL GRUPPO SIEMENS

I licenziamenti arbitrari, i soprusi, le discriminazioni pste in atto contro i redattori ed i direttori dei giornali operai sonde migliore dimostrazione dell'importanza e dell'efficacia dei nos-i giornali.

IL TRASFORMATOR Peria.eico dei Lavoratori del Tecnomasio

Quando, nel dicembre 1953, a Milano, si riunirono a convegno i direttori dei giornali di fabbrica nell'ospitale sede della Associazione Lombarda dei Giornalisti e gli autorevoli giornalisti presenti dichiararono nei loro interventi che i giornali di fabbrica erano « qualche cosa di più di un esperimento, ma una realtà della vita italiana, cui occorreva dare l'attenzione dovuta », noi avemmo la conferma che il mondo giornalistico assumeva verso di noi un atteggiamento di stima di incoraggiamento. Era questo un preciso riconoscimento di quanto, attraverso non pochi sacrifici, da anni andavamo facendo.

In quella occasione il pubblicista on. Vigorelli, attuale Ministro del Lavoro, ebbe a dichiarare: « I giornali di fabbrica possono concorrere a rendere note le esigenze dei lavoratori, possono concorrere a far sì che l'opinione pubblica, che è fuori dalle fabbriche, a quei problemi porti la sua attenzione senta con la stessa profondità con cui voi la sentite ». Nella stessa riunione_l'on. Sangalli, autorevole esponente del partito della Democrazia Cristiana, disse: « Seguiamo le sorti delle aziende... le quali possono avere uno sviluppo anche nel loro determinato e specifico settore se quel giornale di fabbrica che si pubblica quasi ovunque fosse veramente alimentato, fosse veramente diffuso e, quel che più conta, letto e discusso... ». Nonostante che i nostri giornali siano regolarmente autorizzati dall'Ufficio Stampa del Tribunale e tutti gli esemplari appaiono con la firma del direttore responsabile, si sta tentando con ogni mezzo che la nostra voce non arrivi ai lettori. Citiamo alcuni fatti indicativi. Il giorno 10 gennaio del c.a. la direzione della Società Tecnomasio Italiana Brow Boveri, con sede a Milano, in piazzale Lodi 3, scriveva al direttore responsabile del periodico « Il Trasformatore », signor Giancarlo Garanzini, iscritto all'albo sociale dei pubblicisti, diffidandolo

dal proseguire nella sua ettità di operaio giornalista. Altro esempio: il signor MariColombo, presidente della commissione int-na della Breda 30 (Sesto San Giovanni),lopo 20 anni di servizio presso questo stalimento, controllato dallo Stato, è stato cenziato il 7 gennaio 1955 perchè aveva diffuso, fuori dalle ore di lavoro, il giorni di fabbrica « Lotte della Breda ». Il signor Leonardo Banfi, direare del gicrnale « Fabbrica sul Lambro », 3p0 una prima sospensione, venne in segto licenziato. Non è una posizione polemic contro questo provvedimento, la del une aperta che noi facciamo della direzione legli stabilimenti Innocenti. Quali che sio gli argo menti che può portare, la dirnne, in merito a questo licenziamento, laerità è una sola: il signor Banfi, è stato hnziato parche era un operaio giornalista. Ancora. La redazione del giorre « Il 27 », che è il periodico della Montecai-Sede, ha visto allontanare con scuse e rtivi puerili i suoi redattori dal normale poi di lavoro. Male nasconde tale provvedime> l'intendimento della direzione di impedi che il periodico continui ad uscire. Così ogni fabbrica. La campagna di minacce, punizioni giungono ad un limite indescribi Noi siamo sicuri, come è stato tresso nel Convegno nazionale dei giornali fabbrica, che non mancherà una azione infera della stampa operaia, in difesa di operai giornalisti, qualunque sia la difesegli operai giornalisti, qualunque sia la i fede e la loro opinione politica. Per la Segreteria dei giori di fabbrica : Marino Vanti, direttcdi «Lotte della Breda» ; Leonardaanfi, direttore di « Fabbrica sul nbro »; Giuseppe Bina, redattore c Fabbri. ca Unita » della Pirelli, in presentanza dei 25 giornali di fal-sa pubblicati a Milano.

Periodi o dei Vigili Urbani di Milano • Mé COM , .400M. CIMMOM

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PERIODICO DEI LAVORATORI DBLL'„0.

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Alcune testate dei 25 giornali di fabbrica di Milano e provincia.


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