Bollettino del Consiglio di fabbrica dell'Ansaldo D.B.G.V. Stampa: Coop. Edit. "NUOVA BRIANZA" Renate (MI). Telefono 0362/924353
RINNOVIAMO IL CONSIGLIO DI FABBRICA Premessa Seppure con notevole ritardo rispetto alla scadenza del mandato saremo chiamati, fra qualche giorno, a rieleggere il Consiglio di fabbrica. Questa scadenza deve essere un importante momento di discussione tra i lavoratori sui problemi di fronte ai quali si trova oggi il movimento sindacale, sul ruolo del Consiglio di fabbrica e del delegato, sugli accordi realizzati in questi due anni e su come rafforzare in modo propositivo la struttura di base del sindacato.
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Considerazioni generali La situazione economica e sociale, dall'autunno del '79 ad oggi, si è drammaticamente aggravata: oltre due milioni di disoccupati e centinaia di migliaia di inoccupati saltuari o in Cassa integrazione; un tasso di inflazione altissimo; un debito pubblico che cresce sempre più e spinge lo Stato verso la bancarotta. Gli strati sociali colpiti dalla miseria si allargano sempre più, mentre sempre più ristretti sono i gruppi che mantengono e consolidano un potere parassitario e privilegiato. A causa di fatti internazionali (aumento generalizzato delle spese militari, manovre del dollaro, aumento del costo delle materie prime ed energetiche) per motivi interni (crisi delle grandi aziende,
mancati investimenti -produttivi, politica recessiva, terremoto, fiscal-drag, disoccupazione giovanile) e per il consolidarsi della ragnatela speculativa il Paese minaccia di sprofondare. In ciò spinto fra l'altro dal terrorismo, dagli scandali, dalla P2 e dall'opposizione delle forze conservatrici ad affrontare riforme di risanamento capaci di incidere sui privilegi e sui punti che ostacolano lo sviluppo economico e sociale. È vero che l'azione responsabile dei lavoratori e la difesa della
scala mobile hanno impedito un più vasto logoramento del potere di acquisto dei bassi salari e delle pensioni ed hanno contenuto finora il numero dei disoccupati; è vero che in conseguenza di ciò i lavoratori hanno pagato duri prezzi, pur tuttavia le prospettive, si pensi solo alle tendenze della Cig, sono drammatiche. È vero altresì che il padronato, nonostante l'aumento dei profitti, non ha investito, nè ammodernato l'apparato produttivo e il