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La virola9

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La rielezione del Consiglio di Fabbrica

IMPEGNO Di TUTTI I LAVORATORI

La scelta di andare oggi alla elezione del nuovo C.d.F. e quindi rendere dimissionario il C.d.F. at tuale, è in questo momento una scel ta irrinunciabile, anche se può far nascere in qualche lavoratore il club bio ( infondato ) che qualcuno vuole non risolvere e portare avanti i problemi che oggi - inquadramento arretrati, composizione della nuova busta paga, ecc .. 4-toccano da vicino l'attività del delegato e del C.d.F.

Ed è meglio che questo dubbio ( per chi se lo vuole creare ) non rimanga tale, in quanto la scelta di andare alla nuova elezione è oggi più che mai indispensabile, proprio in un momento - pag. 2 del gior naletto - che occorre la massima raL presentativa dei lavoratori .

Non si può andare a discutere con la Direzione, sull'inquadramen to ecc .. quando i lavoratori mormo rano sulla fiducia dl C.d.F. ,quan-

do la voce su questo o quel delegato è non si può andare a discutere in modo responsabile con un numero di delegati preeenti inferiore della metà del numero ( 40 compi essivo del Consiglio di Fabbrica .

Ed è proprio per queste ragioni e considerazioni che è stato deciso di andare alla elezione, ed è proprio per questi ragioni che si è deciso di dare la possibilità a tutti i lavoratori di giudicare e esprime re liberamente il loro parere e la loro fiducia verso quei compagni di lavoro che a livello di gruppo omogeneo ci si intende farsi rappresen tare .

L'elezione del Consiglio di Fab brica merita la massima considerazione, e siamo certi che tutti i la voratori sapranno valutare e decide re chi dovrà essere il proprio rappresentante, il proprio delegato .

della Breda
Bollettino del Consiglio di Fabbrica
Termomeccanica

ESAME DELL' ATTIVITA' DEL CONSIGLIO DI FABBRICA

Fra pochi giorni saremo chiamati ad eleggere nei vari gruppi omogenei di reparto e ufficio, con sche da bianca, i nostri delegati sindacali per il rinnovo del Consiglio di Fabbrica .

A tutt'oggi si può dire che, si sono avute tre generazioni o rinnovi del Consiglio di Fabbrica .

La prima generazione è relativa alla costituzione del Cnnsiglio di Fabbrica, comitato unitario di lotta, avvenuta nel corso della vertenza per il rinnovo del C.C.N.L. dell'autunno del 1969 , con il compito fondamentale di dirigere quella lotta contrattuale .

Questi primi Consigli di Fabbri ca erano composti dai componenti di vecchi Organismi Sindacali aziendali ( C.I. , sezioni sindacali ) e da un numero imprecisato di delegati, nominati ( durante gli scioperi articolati ) dai lavoratori dei vari reparti, squadre e uffici

La seconda generazione si ebbe con la elezione dei delegati su sche da bianca ( unitamente ai delegati eletti componevano questi C.d.F.in misura paritetica - le Rappresen tanze Aziendali Sindacali R.A.S.)

Le Commissioni Interne congelate ri manevano ancora in carica ed era par te del Consiglio di Fabbrica .

La terza generazione ebbe inizio nell'autunno 1971 con la rielezione del C.D.F. dopo che l'assemblea generale dei lavoratori aveva approva to il regolamento - statuto - dello stesso, con il definitivo superamen to di tutte le vecchie strutture sin dacali aziendali e le dimissioni del le C.I.

Prima di fare il bilancio complessi vo siaber gli aspetti positivi e ne

gativi del lavoro svolto in questi due anni di attività, riteniamo dove roso sottolineare la validità del C.D.F. , quale unico strumento di difesa dei diritti dei lavoratori all'interno della fabbrica, e strut tura portante del nuovo Sindacato Unitario , la F.L.M.

Il bilancio che noi intendiamo presentare, richiede un minimo di valutazione di come e quali difficoltà ha trovato dalla sua nascita questa nuova struttura sindacale . Le difficoltà maggiori che si dovet tero superare ed affrontare furono la scarsa conoscenza dei problemi politici sindacali che in quei momen ti stavano di fronte al mondo del la voro e le soluzioni che ci proponeva il nostro sindacato .

Conquistato il contratto di lavoro nazionale del 1969 non furono sempre capiti anche dagli stessi at tivisti sindacali che gli obiettivi e conquiste di quel contratto dove vano aprire nuove strade per l'eman cipazione delle masse lavoratrici e la costituzione dell'unità sindacale

Il lairo più negativo è che anco ra una volta si tentò di trascurare i nuovi contenuti normativi e di tra durre in moneta un risultato, invece di grande valore politico sindacale .

In questo periodo fra i lavoratori si comprese di più e• meglio la importanza di superare ogni settarismo o spirito di parte , per dare sempre più spazio all'intesa unitaria ed a una maggiore unità fra ope rai e impiegati .

Come si è detto in precedenza, l'inizio è stato faticoso, il sorge re di problemi nuovi, costruire un

sindacato nuovo e moderno che non ba sava il suo intervento solo ed esclu sivamente sui problemi economici , ma si poneva anche il compito di af frontare tutti i problmi inerenti sia nella Rbbrica che all'esterno della stessa ( riforme, investimen ti ecc .. )

Varie volte i lavoratori non riu scirono a comprendere l'importanza di questi problemi.

La Breda Termameccanica, in questo periodo haassorbi to due fab briche consorelle ma con caratteris tiche produttive diverse che sono : le Turbine ( ex elettromeccanica ) e la Ferroviaria, aumentando così il numero dei dipendenti sino ad un totale di circa 2.050 lavoratori .

Non va dimenticato poi il conti4 nuo flusso e riflusso di manodopera nuova, con tradizioni e costumi diversi di quelli tradizionali esisten ti nelle zone altamente industriali ed alla Breda .

Guardando dal lato pratico tutti questi fattori, pur determinando cer te contraddizioni che si registravano ed uscivano dalla lotta di tutti i giorni, dobbiamo dire che comples sivamente i risultati ottenuti si possono definire positivi .

NOn intendiamo qui soffermarci ad elencare tutte le rivendicazioni e problemi affrontati, ma una cosa è certa, un lavoro profiquo è stato fatto . Il lavoro che ha richiesto il maggior sforzo al Consiglio di Fabbrica in questi due anni lo si può riassumere nelle sue fasi più importanti, cioè; rinnovo di due accordi aziendali ( giugno 72, Novembre 1973 ) , rinnovo del Contrai to Nazionale di Lavoro, attività della ComMissione Tecnica Paritetica ( C.T.P. ) oltre un centinaio di Ordini del Giorno discussi in direzione su problemi strettamente aziendali, ed un lavoro-che verrà in discussione tra pochi giorni con la direzione-di documentazione e ri cerca per l'applicazione dell'inqua

dramento unico .

Tutti questi problemi e accordi hanno portato al raggiungimento di avanzati obiettivi , anche se nella loro attuazione e applicazione permangono delle ombre che debbono far riflettere ulteriormente tutti noi , per poi essere in grado di non rica dere, nel futuro , nelle stesse deficenze ed errori .

A questo proposito crediamo che vadi fatto un esame sullestrutture organizzative del Consigliò di Fab brica, in modo di dare più forza e convinzione nel portare avanti le giuste ridieste dei lavoratori Intendiamo dire con questo che non sempre tutto il C.D.F. si è in vestito e fatto carico della propria responsabilità e che i delegati non sempre hanno assolto al compito loro assegnato , di direzione e di aL plicazione degli accordi nei propri gruppi omogenei di reparto e ufficio.

Le continue assenze alle riunio 114

PADRONI :

— Forza. tirato I Siamo nella ataasa barca.
LA LOGICA E' UNA SOLA

ni del C.D.F. di delegati regolarmente eletti, le troppo facili dimis sioni e elezioni in alcuni gruppi omogenei ,la mancanza di continuità del coordinatore dell'esecutivo, la non continuità della permanenza quo tidiana ( dalle 13♦16 y a rotazione dei componenti l'esecutivo, la non funzionalità delle commissioni di la voro regolarmentè elette, le difficoltà di presentare e fare periodicamente il giornaletto di fabbrica:la Virola, la non sempre omogenea rappresentatività di fronte alla con troparte, ( DIREZIONE ) , dovuta alla mancanza di una linea comune definita fra tutti i delegati .

Tutte queste deficenze e limiti oltre ad altri che sicuramente usci ranno dal dibattito, crediamo che debbono essere superate ed eliminate .

In queste elezioni i lavoratori debbono trovare la capacità e volontà per darsi un Consiglio di Fabbrica che dia loro maggiori garanzie di quella serietà che l'Organismo sindacale aziendale stesso esige, essendo questo organismo sindacale strumento indispensabile per i lavo ratori, conquistato con il sacrificio di dure lotte .

Riteniamo come Consiglio di Fab brica uscente, che il nuovo Consiglio di Fabbrica osservi ed applichi maggiormente il proprio regolamentostatuto -i partendo anche da esso per ovviare alle situazioni sopra elencate , a tale proposito si propnne all'assemblea generale dei lavoratori alcune modifiche e aggiunte al regolamento - statuto - attualmente vigente .

PROPOSTE DI MODIFICA DELLO STATUTO DEL C. d. F.

Premessa

eleggerà un delegato . L'attuale regolamento-statutodopo l'esperienza fatta in questi 2 anni di attività , viene integra to e perfezionato nelle parti che l'assemblea generale dei lavoratori ritiene opportuno . E' l'unico strumento che regola la costruzione e l'attività del Consiglio di Fabbrica, il quale opera sulla base delle linee e orientamenti della F.L.M.

Art. 1

lettera a) 3° capoverso . Il Consiglio di Fabbrica definirà l'elen co dei gruppi omogenei che sulla base di uno ogni 50-75 dipendenti

lettera e) nel ballottaggio va così letto : unicamente fra i due lavoratori che hanno riportato maggiori voti ; va aggiunto per quei limitatissimi casi eccezzionali che, unicamente per ragioni oggettive di ca rattere tecnico e produttivo nei qua li nel passato,-in occasione delle precedenti eleziont-si sono eletti più di due delegati, si ritiene che per essere eletti-in prima istanza— occorre il voto del 35% dei votanti e di esprimere, unicamente in questi casi, preferenze pari ai 2/3 degli eleggibili .

In seconda istanza si farà il bal-

lottaggio unicamente fra un numero di lavoratori - pari al doppio dei delegati da eleggere che hanno rice vuto in prima votazione il maggior numero di preferenze

lettera e) invece di leggere, nei locali, leggere nella saletta e de ve mettere, con ha messo .

Art. 2

lettera d) Il Consiglio di Fabbrica ha un monte ore a sua disposizione (accordo 30.11.73 ) per lo svolgimento dell'attività .

Il monte ore annuo dei permessi sin dacali, è gestito collegialmente dal Consiglio di Fabbrica al fine di con sentire ciò quando il delegato per assolvere i suoi compiti deve lascia re il proprio posto di lavoro , com pila in duplice copia la richiesta di permesso , delle quali :

una viene inviata alla Direzione una viene inviata all'esecutivo del Consiglio di Fabbrica ,

Su tale copia vengono indicati i mo tivi specifici del permesso .Periodicamente l'Esecutivo convalida i permessi e mensilmente viene fatto un riepilogo delle ore utilizzate nel mese, da ogni singolo delegato, questo riepilogo sarà esposto nel locale del Consiglio di Fabbrica .

Art. 3

lettera a) l'ultima frase va così letta : la votazione avviene con voto .palese dopo un approfondito dibattito ;

lettera b) sulla verifica dei componenti l'esecutivo va aggiunto do po la parola " rotazione " di 203 componenti .

lettera c) viene aggiunto - compete la permanenza di un solo componente a rotazione dalle 13 alle 16 e la registrazione di ogni richiesta di singoli e gruppi di lavoratori che settimanalmente deve essere discussa e sottoposta alla direzione per la sua soluzione .

lettera e) per il coordinamento dell'attività sindacale con le altre aziende del settore elettromeccanico nucleare il Consiglio di Fabbrica nomina 3 tre rappresentanti .

Art. 4

lettera c) si deve leggere: ed in seconda convocazione una 1 ora dopo la prima convocazione, qualunque ecc

lettera e) 2° capoverso, il comitato esecutivo ha il compito di redige re un verbale sommario, in particolare le decisioni prese, delle riunioni del Cnnsiglio di Fabbrica e sottoporlo alla approvazione nella riunione successiva .

Art. 6

Siamo lieti di avere giovani come voi « non sindacalizzati ». e piu facile licenziarli ! Uniteci Rubber wr:.•k er _154

sostituzione della testata LA CAMPA NA con la VIROLA e togliere lo " Coordinamento del gruppo " e da inviare alla redazione di gruppo .

Gruppo 1

GRUPPI OMOGENEI

Gruppo omogeneo Rep. 82-83-107-137-152-181 - Delegati da eleggere N. 2

Gruppo 2

Gruppo omogeneo Rep. 123

Gruppo 3

- Delegati da eleggere N.1

Gruppo omogeneo Rep. 108-112-152 - Delegati da eleggere N.3

Gruppo 4

Gruppo omogeneo Rep. 140-153-182 Buncker - Delegati da eleggere N.2

Gruppo 5

Gruppo omogeneo Rep. 134 Delegati da eleggere N.1 Rep. 133 Delegati da eleggere N.1 Rep. 135-111-171 Delegati da eleggere n.1 Rep. 131-182 Delegati da eleggere N.1

Gruppo 6

Gruppo omogeneo Rep. 126-127

Gruppo 7

Gruppo omogeneo Rep. 131-140

Gruppo 8

Gruppo 9

Imp•.Uff.

- Delegati da eleggere N.1 Rep. 122-151-152

- Delegati da eleggere N.1

Delegati da eleggere N.1 Rep. 133 Delegati da eleggere N.1 Rep. 134-135 Delegati da eleggere N.1

Gruppo omogeneo Rep. 161-162-163-165 - Delegati da eleggere N.2 per turno

GIORNI PER LE VOTAZIONI Seggio

P.R.
1° P. -
2° P. -
3° P. -
P.NVE. -
Delegati da eleggere N.2
Delegati da eleggere N.2
Delegati da eleggere N.2
Delegati da eleggere N.2
Delegati da eleggere N.2
Dislocato
2-3 Dislocato
Seggio 11-12-13 Dislocato
Seggio 4 Dislocato
5-6-7-8 Dislocato
Refett.diRep.
Merc.
Dislocato
Dislocato
Dislocato
1
presso Mag.Ric.Merci Giorno 19 Mart. Seggio
presso Garteniera di Rep.Giorno 19 Mart.
presso Garteniera di Rep.Giorno 19 Mart.
presso il Rep.Tracc. Giorno 20 Merc. Seggio
presso il
Giorno 20
Seggio 9-10
presso rep.Turbine Giorno 21 Giov. Seggio 14-15-16
presso il refett.NUC Giorno 21 Giov. Seggio 17-18-19-20-21
presso ogni piano e Giorno 22 Vene. presso palazzina NUC

Comunicato del coordinamento elettrotermonucleare tenuto a Genova il 17 gennaio 1974

Il Coordinamento dell'elettromeccanica termo-nucleare, riunito il 17 Gennaio 1974 ha esaminato la grave situazione energetica che si è venuta a determinare nel Paese in relazione ai problemi dello svi luppo del settore industriale .

Nel denunciare le gravi respon sabilità dell'ENEL, che dopo aver trascurato per un decennio gli in vestimenti in centrali nucleari, favorendo così la dispersione di notevoli capacità costruttive e tecnologiche delle imprese e del CNEN, tenta oggi di imporre scelte non confacenti all'interesse del Paese, il coordinamento ritiene ne cessari per sanare nei prossimi tre anni il deficit di potenza nelle aree meridionali :

lo sblocco delle centrali oggi ferme ( Piombino, Fusina,Fiume Santo, 4° Gnppo di Brindisi ) e la realizzazione in tempi certi delle altre centrali in costruzione . A tale scopo l'ENEL deve adottare al più presto le misure antiaquinanti richieste a salvaguardia dell'ambiente ; la realizzazione dell'elettrodot to Firenze - Roma e il potenziamento della rete 380 Kw nel Mezzogiorno entro il 1974 .

Per quanto riguarda il recupero del deficit di potenza entro il 1980 l'obiettivo del Sindacato è quello della realizzazione di un piano di investimenti ENEL, che mentre dà lo avvio decisivo allascelta nucleare, si giova per un periodo transitorio della costruzione ulteriore di centrali termiche tradizionali, in un numero sufficiente atto a garantire, in ordne ai tempi necessari

a) lo sviluppo di una progettazione e richerca autonoma da parte del le imprese del settore sui prin cipali componenti, sia nucleari che convenzionali, della centra le, senza la quale le iniziative a livello europeo alle quali la Italia partecipa attraverso il CNEL , l'ENEL e la NIRA ( Eurodiff, UNIPEDE ) può tutt'al più risolversi nel passaggio dalla subordinazione ai monopoli americani e quelli europei del set tore ; a tale scopo è necessario evitare contratti ENEL capestro e realizzare un coordinamento delle strutture di ricerca e progettazione oggi esistenti nel Paese ( ENEL, CNEN, NIRA, SAIGE, PMN, LISE, ISMES ) mediante anche la costituzione di inziative consortili, In particolare è ne cesaario che i programmi del CNEL siano finalizzati allo svi luppo della ricerca e progettazione nel campo dei reattori provati " , nel quale si determinano oggi quelle situazioni di presenza sul mercato interno e internazionale che assicureran no il predominio anche nel futu ro ( 10-15 anni ), quando saran no realizzabili i reattori velo ci - autofertilizzanti ;

b) l'adeguamento della capacità produttiva nei vari comparti me diante investimenti da dislocare soprattutto nel Mezzogiorno. Le strutture produttive oggi esistenti non sono sufficienti a fronteggiare la prevedibile domanda nella produzione dei principali componenti : turbine, alternatori, generatori, ecc .. mentre occorre potenziare una

serie di produzioni per le quali fino ad oggi si è fatto ricorso costantemente all'importazione in misura rilevante : semilavora ti , tubazioni, acciai speciali, valvole , strumenti di regolazione e misura, ecc .. Viceversa esistono nel paese le capacità tecniche per realizzare nuove unità produttive nel Mezzogiorno e potenziare quelle esistenti; a tale scopo è necessaria una opportuna politica di inter vento e di programmazione ;

e) l'acquisizione delle necessarie conoscenze nel campo della sicurezza nucleare, senza le qua li si possono riprodurre nel breve periodo gravi problemi am bientali . A tale scopo è di fondamentale importanza che le fasi della progettazione, collaudo, messa in servizio della centrale non siano demandate a tecnici stranieri dipendenti dal le società americane licenzianti .

Il Coordinamento ritiene valida la linea espressa nella bozza di do cumento confederale sui problemi del l'energia e dello sviluppo del settore , da presentare al governo, e ritiene che questo documento debba essere portato anche alla conoscen za dei gruppi parlamentari delle forze politiche democratiche, con urgenza, tenuto conto delle scadenze politiche che si porranno a breve termine: presentazione al governo i del piano tecnico, finanziario e ta riffario dell'ENEL, discussione in sede CIPE del piano nucleare COntemporaneamente vanno ripresi gli incontri inede di Ministero del Bilancio , per la discussione del piano dell'elettromeccanica strumentale unitamente al piano nucleare .

Il Coordinamento ritiene che si debba realizzare a breve termine,ad iniziativa della Federazione Unitaria CGIL-CISL-UIL, un confronto con le autonomie locali, le Regioni e

le forze politiche democratiche sul modo di affrontare la crisi energetica ed i problemi dello sviluppo , nell'ambito di un convegno nazionale dei delegati e delle strutture di ba se lavoratori metalmeccanici, elettrici e della ricerca, con l'obiettivo di realizzare un vasto movimen to di pressione in ordine ai proble mi dell'ambiente e della sicurezza e momenti intercategoriali di lotta.

Il Coordinamento ritiene anche che sui problemi dello sviluppo del la energia nucleare si debbano crea re collegamenti con gli altri lavoratori europei .

In ordine ai processi di ristrut turazione in atto, che mirano al consolidamento della produzione al Nord, nei principali componenti, decentrando ad imprese locali e smantellando progressivamente le produzioni tradizionali, il coordi namento ribadisce la lineaísissata al convegno di Genova di rifiuto al decentramento produttivo e ad una maggiore utilizzazione degliimpianti . Di fronte a precise garanzie e tempi certi di realizzazione nel quadro di un piano organico di inter venti in ordine al potenziamento dei vari comparti produttivi da effettuare particolarmente nel Mezzogior no, si possono esaminare problemi aventi carattere di eccezzionalità, che possono verificarsi nell'attuale situazione d'emergenza .

Per contrastare la ristrutturazione padronale occorre sviluppare in questa fase iniziative rivendicative a livello dell'intero settore su obiettivi specifici per il Mezzogiorno, partendo da uno stretto collegamento delle vertenza in atto ( ASGEN, AMN, ITALTRAFO, ELETAR, MAGRINI , GALILEO ) . Il Coordinamento decide quindi di aprire nel più breve tempo possibile una vertenza di settore sugli investimenti, che costituirà anche un sostegno alle iniziative confederali e inter categoriali per la realizzazione degli obiettivi più generali .

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