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SETTEMBRE
27 I954
REDAZIONE -AMMINISTRAZIONE: MILANO -C.so di Porta Vittoria 43 - Tel. 794.259
venti:elle
La manovre quindi della CISL che tendeva a favorire gli industriali, rompere il fronte unitario, per impedire ai lavoratori di ottenere aumenti reali, è fallita ; ma se pur a qualcosa è servita, è stato proprio nel rafforzare ancor più il prestigio della CGIL e delle sue organizzazioni di categoria, per la fedeltà dimostrata alla causa dei lavoratori, per la giustezza delle richieste, e per la capacità tattica e strategica dimostrata nel guidare la lotta nelle fabbriche assestando colpi ben diretti che lo stesso padronato, a distanza di mesi, se pur a denti stretti, è costretto ad ammettere di aver ricevuto. E a confermarcelo ci sono gli acconti sui futuri aumenti già strappati con la lotta dei lavoratori in migliaia di Aziende, di cifre superiori a quelle dell'accordo truffa, cifre, queste ultime, che non bisogna dimenticarlo, sono a loro volta superiori a quelle richieste dall'a CISL. Tali aumenti sono la prova 'incofutabile che gli industriali possono pagare, non solo, ma fanno giustizia di tutte quelle storie sull'inflazione e sul cataclisma economico che vengono sfoderate ogni volta che i lavoratori chiedono ragionevoli aumenti di salario, pienamente giustificati dalla congiuntura economica. Le trattative per il rinnovo del contratto nel settore dell'Industria Chimica, saranno condotte per nostro conto dalla FILC/ CGIL - dalla Federchimici/CISL e dalla UIL, e, per quanto riguarda i padroni, dalla Assochimici. La dichiarazione del Vicesegretario della Confindustria alla Radio « che in alcuni settori industriali, forse, qualche ritocco salariale si può concedere a, se pur ci lascia buone speranze, non deve trarci in inganno. Il successo del rinnovo del contratto e la misura degli aumenti dipendono dal modo e dall'intensità della lotta che i lavoratori devono continuare a condurre fino alla felice conclusione delle trattative e dall'unità che essi sapranno realizzare nelle fabbriche e negli uffici attorno a questi problemi. Giova a proposito ricordare che il contributo dei lavoratori della sede in questo senso è stato modesto e negli ultimi tempi praticamente nullo. Dopo uno sciopero in cui quasi il 60 per cento degli impiegati e degli operai si erano astenuti dal lavoro, la Direzione è riuscita attraverso i suoi aguzzini, ed in ciò facilitata dall'atteggiamento di elementi che ufficialmente dicono di appartenere alla CISL, a rompere l'unità e a far fallire gli scioperi successivi. Tale violazione del diritto di sciopero in Sede, ha trovato come era naturale, una adeguata risposta nelle fabbriche, ma ciò non toglie che i padroni della Montecatini, qui da noi si siano posti fuori dalla legalità repubblicana. D'altra parte l'incertezza dimostrata dalla
non ha firmato l'accordo-truffa perchè vuole e otterrà
concreti aumenti
ANNO II - N. 9
Periodico dei lavoratori della Sede - Montecatini
Per i veri, aumenti Fra alcuni giorni riprenderanno in modo unitario fra la Confindustria e la CGIL, la CISL e l'UIL, le trattative per il rinnovo dei contratti di lavoro delle varie categorie. Tale decisione, risultata dell'accoglimento da parte della Confindustria delle proposte della CGIL di riprendere le discussioni per il rinnovo dei contratti e la revisione dei salari, costituisce un primo successo degli scioperi effettuati nei mesi scorsi dai lavoratori dell'industria sotto la guida della più importante organnizzazione Sindacale Italiana, la quale non ha accettato di sottoscrivere l'accordo sul conglobamento che giustamente ha definito .a accordo truffa a. Che questa definizione fosse fondata hanno avuto modo di constatarlo anche gli impiegati e glì operai della Sede, quando alla fine del mese di giugno hanno aperto le buste paga ed accertato le miserevoli cifre che interessati galoppini facevano credere -molto pi ù elevate ed inoltre, ironia del caso, hanno trovato invece della cifra salariale conglobata una voce in più sulla busta paga. La delusione prima e lo sdegno che ne è seguito, anche da parte dei lavoratori aderenti alla CISL, in tutte le industrie italiane, ha spinto i Dirigenti di questa organizzazione sindacale minoritaria a stabilire con la Confindustria dei minimi salarialileggermente superiori a quelli ottenuti con l'accordo truffa, ma pur sempre molto ci?, rh, i l:iyrratnri
per il Sindacato che
Società e dalla Confindustria nella stessa applicazione dell'accordo truffa, l'elevamento dei minimi, le ambigue clausole che consentono di dare con la destra e togliere con la sinistra, sono la dimostrazione chiara della necessità che vi è anche da parte degli operai e degli impiegati della Sede, d i scendere in lotta onde ottenere ragionevoli aumenti salariali, e difendere le altrè conquiste, garantendosi prima di tutto la libertà di sciopero. In una situazione politica notevolmente modificata, dopo un bilancio nettamente positivo delle lotte in corso, la certezza di avere nella CGIL e nella FILC una guida sicura, la necessità che nelle trattative per il
rinnovo del contratto i diritti degli impiegati trovino una affermazion -adeguata nella misura in cui essi sapranno lottare, la necessità di accelerare la cc —lusione delle trattative sono gli elementi ct.> devono convincere tutti i lavoratori delis Sede a ponderare seriamente sul nostro invito ed operare per realizzare fra le varie correnti sindacali quello spirito di ur,ità e di collaborazione necessari per garantire anche da noi il successo. 'Ingenuo sarebbe vivere nell'illusione che libertà e miglioramenti economici ci vensi tratta gano dalla generosità padro.nale sempre di conquiste che si ottengono attraverso la lotta, è non è ass-lutamente vero che i lavoratori della Sede siano incapaci di condurla, l'hanno dimostrato tante volte, e siamo certi che lo saptannc dimostrare ancora. II problema per il mowento è quello di riuscire ad esprimere u-.a guida sicura che sappia portarci alla viitc,ia,
PREZZO LIRE 20
VIGILIA DI ELEZIONI PER LA C. I.
SI POTREBBE OTTENERE MOLTO DI PIU' i membri della C.I. aderenti alla C.G.I.L. Così la pensano Far rispettare i contratti _ Ripristinare le assemblee e i collegatori _ Migliorare la mensa - Difendere la dignità dei le libertà previste dalla Costituzione lavoratori - Garantire te della C. I. scaduta), della lista della C.G.I.L., chiedendo loro alcuni giudizi sulla Commissione Interna e ciò che si propongono di fare qualora venissero rieletti.
occasione delle immiAbbiamo, in alcune nenti elezioni della C. I., posto domande ai candidati (già facenti par-
INTERVISTA CON L'ONOREVOLE MONTAGNANA
Mazzini, Faina, Giustiniani dovranno rispondere della tragedia di Ribolla Vontagnona ci conferma la ponderatezza delle ragioni che lo hanno spinto a chiedere l' arresto dei massimi dirigenti della Montecatini - Il tempo e la volontà del popolo abbatteranno tuiti gli ostacoli che fino ad oggi hanno impedito di punire i colpevoli. Abbiamo avuto di recente l'occasione di avvicinare l'on. Mario Montagnana, segretario della Camera del Lavoro di Milano e, naturalmente, staremmo per dire, il discorso è caduto sul suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati, nel quale egli ha chiesto energicamente che i dirigenti della Montecatini vengano arrestati e processati quali corresponsabili della catastrofe di Ribolla che tanta commozione ha suscitato in tutto il Paese. Non c'è dubbio — gli abbiamo detto — che la tua richiesta ha provocato una grande impressione, e un'impressione favorevole, tra la maggior parte delle maestranze della Montecatini, specialmente fra gli operai. In quanto ai dirigenti, essi ne sono stati estremamente seccati e hanno reagito facendo correre la voce che la tua era in fondo soltanto una boutade », un gesto demagogico fatto per la • platea », in quanto tu stesso non crederesti alla possibilità che la tua richiesta possa venire accolta. C'è qualcosa di vero — ci ha rispcsto l'on. Montagnana. C'è qualcosa <l vero nel senso che io effettivamente momento in questo non credo che, con questo governo, i dirigenti della Montecatini corrano il rischio di venire arrestati e processati. Ma ciò non significa affatto che la mia richiesta rappresentasse una «boutade» o un gesto demagogico. No, si trattava di un atto molto serio, molto ponderato. Pensavo e penso tutt'ora che non è ammissibile, che non è concepibile che — mentre vi sono, da un lato 42 morti e, dall'altro lato, dei documenti ufficiali che stabiliscono là responsabilità della Montecatini in questo eccidio, non vi sia una sola persona la quale sia chiamata a rispondere di tale eccidio di fronte alla Giustizia e di fronte al Paese. I dirigenti massimi della Montecatini — i Mazzini, i Giustiniani e i Faina — non hanno nulla da rimproverarsi per quanto riguarda i morti, tutti i morti di Ribolla? Non hanno nulla da rimproverarsi per quanto riguarda i morti, tutti i mori, che hanno lasciato la. vita in questi ultimi anni nei vari stabilimenti della Montecatini a causa della mancanza di misure precauzionali contro gli infortuni e le malattie professionali? Ebbene, lo dicano, lo dimostrino, denuncino essi stessi i responsabili! Ma i Mazzini, i Giustiniani e i Faina non faranno questo, non posso-
no farlo, perchè evidentemente quello che avviene nelle fabbriche e nelle miniere della Montecatini, comprese le cose scandalose che sono state denunciate dalla Commissione d'inchie0,ta sul disastro di Ribolla, avviene ;sulla base delle loro direttive o, per Io meno, con la loro autorizzazione. E' giusto perciò ch'essi siano considerati almeno corresponsabili delle morti, molte delle quali si sarebbero potute evitare, avvenute nelle fabbriche e nelle miniere dell'azienda che essi dirigono; è giusto che essi paghino per tutte quelle morti. Però, tu stesso ritieni che essi non pagheranno... Ritengo che è assai poco probabile che essi paghino subito. Ma occorrono 20 anni prima che un reato vada in prescrizione... E del resto succedono a volte cose del tutto impreviste nel mondo, e anche in Italia! L'« affare Montesi » per
esempio, è stato archiviato due volte, ma poi, in seguito all'esplosione dello sdegno popolare, qualcuno ha cominciato a pagare. Tra gli altri un capo della polizia, un questore e il figlio di un ministro. E ciò è successo ora, con questo Governo. Chi avrebbe osato prevederlo? Eppure è avvenuto! E in un passato non molto lontano altri hanno pagato, a un prezzo tremendamente alto le proprie colpe, anche se si trovava molto più in alto di un Pavone, di un Polito o di un Piccioni; anche se era ritenuto da tutti assolutamente intoccabile. Il tempo è un giudice più severo e più giusto... del comm. Segurani o dei nostri ministri del LavOro e della Giustizia. Il tempo, e la volontà del popolo, faranno si che paghino anche i responsabili della tragedia di Ribolla. Francamente, se io fossi nei panni dei dirigenti della Montecatini, non mi sentirei molto tranquillo...
e
L'on. Mario Montagnana è un assiduo lettore del nostro giornale ed un profondo conoscitore dei problemi della nostra azienda Eccolo sorpreso dal nostro obiettivo mentre sta leggendo " Il Ventisette " sul quale segue sempre con attenzione anche i problemi degli impiegati della Sede, per sostenerli nelle lotte sindacali ed in Parlamento.
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Qual'è stato il bilancio di attività della C. I. scaduta? A nostro avviso il bilancio, inteso nel senso del conseguimento di successi da parte della C. I. sui problemi discussi con la Direzione, è stato piuttosto magro. Le « vittorie» si possono contare sulle dita: ad esempio è stata ottenuta la cancellazione delle famose L. 4500 dateci dalla Società nel 1949 per anticipo spese mensa - tram, è stato ottenuto l'orario normale per i colleghi della Polymer (problemi del resto molto dibattuti anche sulle colonne del Ventisettel e ultimamente si è riusciti a far prolungare l'orario estivo fino al 31 ottobre. E quali sono i motivi principali che hanno impedito il raggiungimento di obiettivi più concreti? In primo luogo, il troppo scarso legame fra i nostri rappresentanti e la C. I., (è stata fatta una sola Assemblea!) malgrado noi avessimo proposto, all'inizio del nostro lavoro, di fare almeno una Assemblea al mese e caldeggiato la opportunità di fare riunioni differenziate per le diverse categorie, onde conoscere meglio i loro particolari problemi. Questi scarsi legami hanno impedito che si venisse a stabilire fra i colleghi e i loro rappresentanti, quell'unità e quella fiducia reciproca 1.:he sono gli elementi indispensabili per ottenere dei buoni risultati. In sostanza ci si può figurare la nostra C. I. come una testa... senza il corpo. Come si poteva infatti andare a far la voce grossa in Direzione se dietro le spalle non avevamo l'appoggio necessario? E d'altronde, come i Colleghi potevano avere fiducia di una C. I. che il 29 luglio 1953 alla vigilia di una battaglia unitaria per il rinnovo del contratto di lavoro si presentò divisa in quanto i membri della maggioranza (C.I.S.L.) erano andati i)ersino contro le disposizioni del loro Sindacato, facend,o i Ponzi Pilati e gettando confusione e giusta indignazione fra i lavoratori? Secondariamente, e lo diciamo molto amaramente, la maggioranza della C. I. (CISL) ha boicottato molte nostre proposte tendenti a favorire tutti indistintamente i lavoratori, quando addirittura non ha fatto il gioco della Società schierandosi apertamente dalla sua parte. Potete dare qualche esempio di quanto asserite? Certamente. Sul problema delle ferie obbligate (chiusura d'agosto), noi abbiamo difeso il principio del rispetto del contratto di lavoro. La maggioranza ha ceduto subito davanti alle argomentazioni della Direzione e non ha voluto accettare la nostra proposta di indire un refe rendum sulla questione fra i lavoratori in modo che, se questi avessero nella loro grande maggioranza espresso parere contrario alle ferie obbligate, avremmo potuto tornare alla carica con in mano qualche cosa di più contreto. In occasione poi dell'8 nuirzo « Giornata Internazionale della Donna», noi presentammo una serie di richieste