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rentívsette
DIPENDE DA NOI
A conclusione dei suoi lavori la Commissióne tecnica ,-- costituita da, rappreSentann;delle organizzazioni sincracali dei lavoratori -e degli industriali — incaricata di valutare gli oneri derivanti dalle nostre richieste, è stata con7 corde nel dichiarare che questi noti superavano il 20 per cento delle attuali retribuzioni.
A questo punto, di fronte al Governo ed alle organizzazioni dei lavoratori, gli industriali hanno riaffermato, e questa volta per iscritto, che essi si rifiutano di trattare poichè non intendono sopportare nessun onere, sia esso 100 oppure 1.
Non si può dire che le organizzazioni dei lavoratori non abbiano esperito tutti i mezzi possibili per addivenire ad un accordo mediante pacifiche trattative. Esse hanno dimostrato un alto senso di responsabilità e di ragionevolezza che assume un maggior valore se si considera la pressante esigenza dei lavoratori di ottenere miglioramenti economici e contrattuali. Di fronte alla assurda intransigenza degli industriali chimici, la F.I.L.C., la Federchimici e la UIL Chimici hanno invitato i 200 mila lavoratori della categoria a dare una forte, decisa risposta, proclamando Io sciopero di 48 ore nei giorni 27 e 28 ottobre che fermerà anche le lavorazioni a ciclo continuo.
Qui, alla sede Montecatini, ad evitare che un numero così imponente di impiegati diano il loro importante contributo alla lotta, direttori, vice direttori, segretari di direzione faranno funzionare la macchina antisciopero che già abbiamo visto all'opera le altre volte. Minacce, promesse di passaggi di categoria e di aumenti di merito; non mancherà neppure l'azione di soliti « indipendenti » i quali cercheranno con ogni mezzo di gettare confusione nelle menti dei lavoratori che hanno deciso di scioperare: è intervenuto il Governo... la Montecatini sarebbe disposta... si potrebbe fare uno sciopero simbolico di 10 minuti... la Radio ha detto... il « Corriere » informa...; non mancherà nelle ultime ore lo sforzo supremo dell'Ufficio Voci per creare l'incertezza e lo scompiglio: quelli del RAGI non lo fanno... quelli del PERS nemmeno... pare che abbiano rinviato la data... Allora cosa si fa?
Sano cose queste che tutti conosciamo ma sappiamo anche che è giusto fare lo sciopero per costringere la Confindustria a decidersi a trattare. Non siamo soli, colleghi e amici; al nostro fianco saranno gli operai, delle nostre fabbriche e di tutte le altre: i nostri colleghi impiegati della Pirelli, della Spia. Tutti insieme dovremo dimostrare a chi ripetutamente, con la più sprezzante incomprensione ci ha detto di no. che sappiamo conquistarci un più giusto riconoscimento del nostro lavoro. Dipende solo da noi.
Il nostro plauso, la nostra solidarietà agli operai, agli impiegati che lottano per gli aumenti economici e per un miglior contratto di lavoro.
"Albe tristi„ ultime Cenerentole
Negli uffici, nelle fabbriche le donne non "sognano". - Sagge amministratrici della famiglia, educatrici, abili impiegate ed operaie, conoscono il vero contributo che esse danno al progresso della società. - Le nostre colleghe lo diranno al Congresso del :-S Novettabre.
Sono disperata. Avevo ormai raggiunto la felitità. Lui è alto, bruno, ricco, ingegnere in una grande azienda ed aveva promesso di sposarmi. Avrei potuto finalmente fare la signora e non lavorare più. Ma i « suoi » non 'hanno voluto ed egli mi ha lasciata. Ora la mia vita è vuota. Cosa devo fare? (Alba triste).
Quante sono le Albe tristi, le diciottenni sconsolate, le Marilene sfidu-
ciate ché scrivono alle confidenti dei giornali per avere miracolose ricette di felicità? Non molte, ma certamente un buon numero. Ragazze e madri, giovani fidanzate, studentesse, impiegate, donne, insomma, che ricercano disperatamente la gioia, la tranquillità economica e familiare in un uomo che oltre alla prestanza fisica abbia una solida posizione, che le ami alla follia, che le sposi e le « tenga in casa ». Donne che alle dif-
Nuovo giornalismo cultura nuora
In Novembre, Congresso Nazionale a Milano promosso da "Il Ventisette", "Voci dell'A.T.M.",
La notizia vi potrà sbalordire. Ma in realtà, la tiratura complessiva dei vari giornali di fabbrica che vengono oggi diffusi tra i lavoratori di molte aziende italiane grandi, medie e piccole, raggiunge l'imponente cifra di R00 mila copie. Esiste oggi in Italia, a fianco della grande stampa politica e di informazione, un giornalismo nuovo, opera di lavoratori delle fabbriche e delle campagne, di impiegati, di operai, di tecnici, che agisce in ogni parte del Paese. Per questo, abbiamo aderito all'invito de « Il Martello », giornale dei lavoratori del Cantiere Ansaldo di Livorno, e insieme ai direttori ed ai redattori dei seguenti giornali di fabbrica: « Il Sette B. », della R.I.V. di Torino; e Il Tasto », della Olivetti di Ivrea, Torino; « L'Acciaio », delle Ferriere FIAT di Torino; « Voci dell'A.T.M. », giornali di tutte le organizzazioni sindacali, agli uomini di cultura, di cui riportiamo brani più significativi. Il giornalé d'azienda è l'eco vivace ed immediata del lavoro, dei sacrifici, degli eroismi, delle lotte che hanno per teatro quotidiano• la - fabbrica e gli • uffici ; esso parla ai lavoratori e a tutti i 'cittadini delle aspirazioni, delle speranze della classe operaia dei tranvieri di Milano; e La Nave », del Cantiere Ansaldo di Genova; « La Colata », della Pignone di Firenze; « Il Campanone », dei dipendenti del Comune di Bologna; « Terra Nostra », della collettiva agricola di Fossoli-Modena; « Vita Nostra », dei tipografi dell'UESISA di Roma, ci siamo resi prDmotori di un Convegno Nazionale della Stampa dei Lavoratori ed abbiamo lanciato un appello ai giornalisti, professionisti, ai Il giornalismo operaio intende — soprattut-
ACCORDARSI per unificare le richieste
Cosa ha voluto dire in sostanza quel ragioniere dell'A.C.N.A. che è montato sul palco, all'ultima assemblea dei lavoratori della sede, e ha detto : « Perchè le tre Organizzazioni sindacali non si mettono d'accordo per unificare le richieste per gli aumenti e per il miglioramento del contratto? » Egli ha espresso non soltanto il desiderio di tutti gli impiegati della sede di veder unificate con chiarezza tali richieste, ma ha anche detto all' assemblea, con molto buon senso, che l'accordo sulle rivendicazioni rappresenta il punto di partenza insostituibile per l'unità di tutti i lavoratori.
in una vita più felice ed umana; fa cono scere le proposte rinnovatrici dei lavorato?, in ogni settore della produzione e della economia. Nella fabbrica e nel luogo di lavoro non solo vengono prodotte le ricchezze della nazione, non solo si assicurano i servizi indispensabili della società: in essi si elaborano anche relazioni umane nuove e più ricche, si supera la grettezza e l'egoismo, si conquista una concezione più ampia dell'umana solidarietà; in essi si riscatta la dignità di chi vive del' proprio lavoro; in essi si pongono le premesse di una cultura più moderna che si alimenti di quelle esperienze tecniche e morali ; in essi si difende e si conquista ogni giorno una più larga libertà una più vera democrazia.
Signorina Scotti: — lo l'ultima volta lo sciopero non l'ho fatto perchè, sì, lo confesso, ho avuto paura. Capirà: dopo aver scioperato il 30 luglio, mi ha chiamato il mio direttore e mi ha detto chiaro e tondo che se avessi scioperato... Sì, insomma, che mi avrebbe licenziato. Bella libertà, questa qui della Montecatini I
Signorina Ferrari: Ma perchè si preoccupa tanto di scioperare per gli aumenti di stipendio; tanto, stia sicura, poi aumentano i prezzi e tutto torna come prima. Sarebbe meglio fari gli scioperi per ott4ere una diminuzione di prezzi, le pare?
Signorina Scotti: — E, cara signorina, qui da noi chi fissa i prezzi e i salari non sono quelli che lavorano e che sono quindi interessati ad essere pagati adeguatamente ad acquistare a basso prezzo la roba che loro stessi producono. Crede forse che in Italia il capitalista venda le merci per ricavare soltanto le spese•che ha sostenuto per fare la produzione, cioè salari, materie prime e le altre spese?
Signorina Terrari: — Sì lo so: hanno il loro guadagno.
Signorina Scotti: — Precisamente: il profitto. Costo di produzione più profitto uguale prezzo di vendita. Perciò se anche lei chiedesse una diminuzione di prezzi gli industriali non glie la concederebbero, perchè si vedrebbero ridotti i profitti in misura superiore che se aumentassero i salari.
Signorina Ferrari: — Anche alla Montecatini la pensano così?
Signorina Scotti : — Ma certamente ! Cosa crede lei, che la nostra Società produca ad esempio i concimi perchè si preoccupa di rendere più fertili le nostre campagne e produca il nylon soltanto perchè ci si possa vestire con robuste calze e camicette? La
ficoltà della vita, alle lotte che essa comporta, alle responsabilità che richiede, contrappongono illusioni, speranze e sogni. Come è bello estraniarsi dalla realtà e sognare! E' bello comodo specialmente per chi preferisce che le donne sognino e restino un'inutile appendice di uomini belli ricchi o si rassegnino a condurre una vita fatta di rinunce senza ribellarsi. Per carità, qui si parla di emancipa"La Nave", "Il Campanone". stampa, le conquiste sociali. to — condurre la sua battaglia perchè nella fabbrica vengano difese la libertà e le conquiste sociali, e in primo luogo la libertà di stampa ». Cosa diremo a questo Convegno? Parleremo di come i nostri colleghi accolgono il loro ! giornale, dei problemi che quotidianamente li assillano, delle violazioni continue' delle libertà da parte dei nostri padroni. Ma soprattutto dell'esigenza profonda che i lavoratori sentono di una cultura nuova, che ' li renda sempre più capaci di assolvere ai loro compiti di nuova classe dirigente. Noi chiederemo che gli uomini di cultura collaborino con i nostri giórnali, si avvicinino ai lavoratori ed esprimano nelle loro opere le aspirazioni di progresso sociale che ci. animano. Montecatini produce queste cose perchè ci ricava fior di miliard
Signorina Ferrari: — Ma questo cosa c'entra con i prezzi?
Signorina Scotti: — C'entra sì, perché anche se aumentasse i salari non sarebbe neContinua in 2« pagina)
Anche in questo mese la Direzione della nostra Società non ha mancato di fornirci una dimostrazione di « forza ». 11 giorno 8 di ottobre ha dato disposizione, all'insaputa della segreteria del Consiglio di Gestione Centrale, di mettere nelle casse la documentazione dei lavoratori, di asportare telefoni e mobili, in breve di abolire, alla chetichella, l'ufficio di segreteria del C. di G. Centrale.
L'Ing. Pace, informato a cose fatte, dal personale incaricato di eseguire il provvedimento, si è recato dal Dottor Gallo per avere spiegazioni e si è sentito rispondere che si trattava di « disposizioni superiori » (cioè• degli Amministratori Delegati - n.d.r.).
La cosa ci ha fatto venire alla mente un antichissimo re assiro babilonese che, per evitare di dover rendere i conti ai suoi sudditi, affamati e oberati di tasse, diede ordine di demolire gli scaloni del suo palazzo, per la paura che i più coraggiosi potessero salirvi e penetrare nelle sue stanze. I sudditi poi trovarono ugualmente il mezzo per imporre al sovrano l'abolizione delle ingiuste tasse; chè, quel-
zione della donna! Ma insomma la volete o non la volete capire che le donne non possono pretendere di essere uguali agli uomini? Che sono meno intelligenti, meno capaci, che sul lavoro renlono meno?.. Ecco che qui, come si suol dire, casca - l'asino, cioè il padrone. Rendono meno, afferma lui, rendono meno ripetono i suoi giornali, e cosi vanne, pagate di meno. Ma forse che sono « inferiori » i prodotti chimici, gli utensili, le scarpe, i copertoni, le maglie, i sacchi di juta, le registrazioni contabili fatte da mani femminili? E come mai non sono « inferiori » anche i prezzi di tutta questa bella roba prodotta da persone che il padrone retribuisce con paghe inferiori? E quando la patria chiama e... le sacre frontiere' sono in pericolo e gli uomini devono andare al fronte forse che le donne non diventano brave postine, tranviere, tornitrici? A questo punto bisogna deciderii. Sono inferiori o vanno considerate capaci, intelligenti, utili quanto gli ùomini alla società? La risposta è ovvia, ce la danno le donne che ogifi giorno di più dànno pro-, va di essere sagge amministratrici della famiglia, ottime educatrici a scuola e à casa, capaci dirigenti di uffici e di reparto, abili impiegate e operaie e, quello che più conta, ci tengono ad esserlo, sono orgogliose del contributo che sanno dare al progresso della società. Il numero delle Albe tristi si assottiglia ogni giorno di più perchè di donne disposte ad accettare l'assurda tesi dell'inferiorità ce n'è sempre meno! Molto cammino abbiamo percorso dal tempo di Cenerentola e molto dovremo percorrerne, ma ormai il passo è più spedito. La Conferenza Provinciale della Donna Lavoratrice, che si terrà a 'Milano il 7-8 novembre in preparazione del Congresso Nazionale, sarà una tappa importante di questo cammino.
Ringraziamo vivamente i numerosi colleghi che ci hanno scritto inviandoci consigli e informazioni preziosissime. Per mancanze di spazio non abbiamo potuto rispondere a lutti. lo faremo nel prossimo numero.
la delle scale, fu una assai poco geniale trovata per ContinUaie a fare il comodo proprio. • Nello stesso modo. oggi, dopo 4000 anni, gli Amministratori Delegati, con l'abolizione dell'Ufficio di Segreteria del C. di G. Centrale, credono di aver accantonato per sempre il problema dell'intervento dei lavoratori alla gestione dell'impresa.
Forse si illudon' che, i lavoratori, non sentano l'esigenza di discut,?:e con la Direzione della Società i pro• blemi della produzione, perchè questa si sviluppi, in modo da aumentare il numero degli occupali e garantisco più eleva i salari?
Si illudono come il famoso re. Ma nella Repubblica Italiana fondata sul lavoro, la Costituzione è favorevole ai lavoratori perchè prevede (art. 46) la collaborazione degli stessi alla gestione delle imprese. Non serve quindi abolire uffici e fare atti di forza. I lovoratori italiani e quelli della Montecatini intendono falla rispettare e ci riusciranno. Notorius
Entusiasmo e fiducia a Vienna
Prigioni simbolo di civiltà? - Giapponesi che lavorano .15 ore al giorno - Sudafricani, indiani, americani, sovietici, inglesi, applaudono per 20 minuti il presidente della F.S-M, : un italiano, Un-- avvenimento che la stampa padronale-governativa ha tenuto celato all'opinione pubblica è stato il 3° Congresso Sindacale Mondiale che si è tenuto a Vienna nel mese di ottobre e dove 750 delegati hanno rappresentato 100 milioni di lavoratori di tutto il mondo: operai, contadini di tutte le nazionalità, di tutte le idee, di tutte le razze.
I delegati hanno portato al Congresso la voce viva delle lotte che i lavoratori dei paesi capitalistici, coloniali e semicoloniali conducono per ottenere migliori condizioni di vita, per liberarsi dalla schiavitù, per consolidare l'amicizia e la pace con tutti i paesi del mondo.
E' stata denunciata la profonda crisi economica che si è abbattuta sui lavoratori di questi paesi. Il francese Louis Saillant, segretario generale della F.S.M., l'indonesiano Ruslan Vigiagiazastra, hanno dipinto le condizioni di vita in molti casi drammatiche dei lavoratori di Francia, d'Italia, del Brasile, della Costarica, di Ceylon, dell'India, della Malesia', dell'Egitto, della Tunisia, della Rhodesia.
Per effetto della crisi tessile negli ultimi- mesi si sono avuti 150 mila licenziamenti negli U.S.A., 128 mila in Italia, 100 mila nella Gran Bretagna, 30 mila nel Giappone, 40 mila nella Germania occidentale.
Cosa dire di quegli industriali
tessili giapponesi che noleggiano ragazze di campagna per farle lavorare fino a 15 ore al giorno e che hanno applicato ai loro dipendenti pattini a rotelle per farli muovere più rapidamente? O di quei padroni di fabbriche di tappeti persiani, nelle quali il 40 per cento dei lavoratori è costituito da bambini? O di quei piantatori dell'Indocina che trattengono sui salari dei lavoratori, indebitati, la quota per costruire le prigioni? Un lavoratore sudafricano ha raccontato che il ministro della Giustizia dell' Unione Sudafricana, Stuart, inaugurando la prima pri-
L' On. Pastore afferma
L'on. Giulio Pastore, segretario nazionale della C.I.S.L., nella sua recente intervista alla stampa ha affermato che dal 1948 al 1952 il rendimento del lavoro in Italia è aumentato del 39 %. Tale intensificazione dello sforzo dei lavoratori ha avuto per effetto un costante ed enorme accrescimento dei profitti, come qui sotto indichiamo (in milioni di lire).
gione agricola dello Stato, ha dichiarato che le prigioni sono un simbolo di civiltà... « esse renderanno preziosi servigi agli agricoltori ». Subito dopo la costruzione della prigione, infatti, oltre 83 mila lavoratori vennero immediatamente arrestati per lievissimi reati, multe e così via. Il valore delle terre circostanti, constatò poi il ministro, si accrebbe... infatti il lavoro compiuto dai prigionieri, fu pagato con la somma di un scellino e 8 pente. A creare nel Congresso una magnifica atmosfera di entusiasmo di fiducia è stato un italiano. Molti nostri colleghi forse non sanno che questo italiano, presidente della Federazione Sindacale Mondiale, è l'on. Giuseppe Di Vittorio, figlio di braccianti pugliesi, espressione genuina della genialità, dell'intelligenza dei lavoratori italiani.
Il suo discorso, improvvisato in francese, sulla base di brevissimi appunti, ha rievocato le lotte dei lavoratori di Terni, dei grandi complessi siderurgici italiani per imporre agli industriali e al governo una nuova politica produttiva. Alla fine del suo discorso le manifestazioni di entusiasmo, di affetto, di commozione si sono protratte per oltre 20 minuti. Il Congresso ha voluto testimoniare la stima che i lavoratori di tutto il mondo hanno del loro presidente. Nel momento in cui i patrioti del profitto cado-no sempre più in bassò nella corruzione nell'asservimento allo straniero è un italiano, Giuseppe Di Vittorio, che porta alta la bandiera dell'indipendenza e del prestigio nazionale che onora la nostra Patria.
Caro Direttore La Direzione si dà sempre più da fare per estromettere dall'azienda quegli impiegati che hanno raggiunto i requisiti per l'ammissione alla pensione INPS ma non ancora quelli per il « premio di fedeltà » aziendale. Poichè le pensioni INPS sono ancora largamente insufficienti, è evidente l'urgenza di superare l'opposizione dei dirigenti della Società, e di chi fa loro coro, per raggiungere finalmente quella equa sistemazione della Cassa Previdenza Aziendale che si riassume: nel fissare i contributi nella misura dell'i per cento a carico dell'impiegato e del 4 per cento a carico della ditta, da calcolarsi sull'intera retribuzione, e nella rivalutazione dei vecchi fondi. Nell'attuale situazione, a favore di un impiegato vengono accantonate 7200 lire annue (cifra irrisoria) mentre nel conto di un dirigente, anche di grado meno elevato, vengono devolute oltre 350 mila annue, ci-5 oer chè i dirigenti fruiscono di un contributo della ditta nella misura dein 1 per cento su un massimale molto elevato. Sulla rivalutazione dei vecchi fondi mi sono più volte soffermato, ma vedo che è necessario tornare ancora una volta alla carica dei sordi e dei finti sordi, con i vecchi argomenti sempre validi ed anche con qualche argomento nuovo.
I nostri vecchi fondi Cassa Previdenza il Comm. Zani non li ha tenuti chiusi in un cassetto separato: essi sono stati confusi con quelli della Società, sono stati cioè immessi nel ciclo produttivo e commerciale dell'azienda seguendone le vicende. Pertanto, se il patrimonio della Società è stato rivalutato di 40 volte (di fatto molto di più) vuol dire che le mie vecchie 25 mila lire del 1945 sono diventate un milione e più nelle mani dei padroni mentre per me sono rimaste 25 mila più un po' di interessi. Le pare giusto tutto questo, tanto più che il grave danno da me subito si è risolto proprio in un guadagno per i nostri padroni?
E poi tutto è stato rivalutato: vitalizi, pensioni, tariffe, tasse, ecc. Perché non si debbono rivalutare anche quei quattro soldi sui quali facevamo un certo affidamento per i giorni della nostra vecchiaia?
ASSEMBLEA DELLA C. I.
Ha avuto luogo il 15 ottobre l'assemblea generale dei lavoratori della sede, convocata dalla C. I. per esaminare la nostra partecipazione alle lotte in corso.
I hostri dirigenti hanno ben pensato e provveduto per la loro Cassa di Previdenza: anche per questo non possono ulteriormente sottrarsi al dovere di sistemare anche la nostra Cassa di Previdenza sulla base di queste ragionevoli proposte. Cordiali saluti. Renato De Paoli
SOLIDARIETN
Caro aV entisette», ti chiedo ospitalità perchè giunga alla nostra cara collega Gigliola Festa il saluto, il ricordo e la fraterna solidarietà delle colleghe della Sede.
Cara Festa, la situazione in cui ti trovi di forzata lontananza dalla tua mamma, i disagi che devi sopportare a seguito del provvedimento di trasferimento ci hanno profondamente colpite e commosse. Non mancheremo di sostenerti e di appoggiarti con tutti i mezzi che ci sono possibili per aiutarti a far valere il tuo buon diritto.
Questo ti sia di ausilio e di conforto per sopportare il tuo momentaneo « esilio ». Arrivederci a presto, noi ti siamo sempre vicini. Nena Di Leo
The per le fatturiste
Spettabile Redazione
Abbiamo letto nel numero (li settembre de « Il Ventisette », che al Centro Meccanografico, in considerazione del lavoro pesante cui sono sottoposti gli impiegati di questo servizio, la Società ha loro accordato un intervallo di mezz'ora nel pomeriggio e la distribuzione di un thè con briochés.
Chiediamo se non sia possibile estendere ciò anche a quelle dattilografe che « battono » a macchina tutto il giorno ininterrottamente, lavoro che, come è risaputo (e noi quanto bene lo sappiamo), rompe la schiena e le spalle e non di rado porta alla pleurite.
Pensiamo che un intervallo durante il giorno, di mezz'ora, sarebbe di grande sollievo e abbiamo scritto a Voi nella speranza che qualcuno pensi anche a noi. Vi ringraziamo e, per ovvie ragioni, Vi preghiamo di non pubblicare i nostri nomi.
Nella -sua conferenza-stampa, l'on. Pastore, tra l'altro, afferma testualmente: « Considerata nel suo complesso, la situazione dell'industria non mostra elementi così negativi da preciudere assolutamente la possibilità di prendere in esame eventuali oneri salariali anche per il prossimo sgravio dell'imposta del 4 % sui salari ».
Venticinque anni dopo
Perchè nella squadra di fattorini « volanti » che vengono spostati ogni giorno da un piano all'altro dei tre palazzi ve ne sono alcuni che fanno parte del Gruppo Anziani?
Dopo 25 anni di lavoro hanno forse bisogno di impratichirsi?
La relazione della C. I. e i lavoratori che sono intervenuti, hanno dimostrato come i padroni della Montecatini abbiano manovrato e manovrino dopo il risultato dello sciopero del 30 luglio, per spezzare l'unità che si an-
non è altro che un vecchio e logoro espediente per evitare l'assunzione di personale.
Domanda a l'erse
PROBLEMA INSOLUBILE
Signor maestro, la mamma vorrebbe sapere da lei l'indirizzo di quel macellaio che nel problema di ieri vendeva la carne a 200 lire al chilo.
Questa è la domanda che si rivolgono gli interessati che purtuttavia hanno capito benissimo come la squadra « volanti », simile alla « compagnia di disciplina » dell'esercito creata col velato pretesto di punire i ribelli,
E' vero che il fattorino Di Cesare, mutilato di guerra, è stato sospeso dal lavoro per « scarso rendimento » all'indomani dello sciopero del 24 settembre al quale ha partecipato?
Nella loro opera di repressione della libertà e dignità dei lavoratori, i nostri Cavalieri del Blocco massiccio, non rispettano nemmeno coloro di fronte ai quali dovrebbero togliersi il cappello.
dava consolidando fra gli impiegati e che già cominciava a dare i primi frutti.
La Direzione ha messo in moto il suo apparato repressivo per impedire la libera espressione della volontà di lotta dei colleghi, Ha fatto bene Tortini a ricordare che gli operai, gli artieri, verniciatori, telefonisti hanno dato una prova di forza e di coraggio scioperando compatti il 24 settembre ed ha invitato gli impiegati a seguirne l'esempio.
Azioni contro la legge, queste ch.: sono state denunciate, che rivelano i veri intendimenti di coloro che amano definirsi « padri di famiglia » e che, in qualità di autorevoli membri dell'Associazione Industriali Chimici, negano non soltanto le nostre modeste richieste, ma ci impediscono di conquistarle attraverso mezzi legalmente riconosciuti.
E' necessario che la C.1. prenda posizione più decisa contro tali illegalità, in difesa della libertà e della dignità dei lavoratori.
Noi condividiamo il giudizio espresso dalla signorina Tavacca nella sua relazione, che bisogna avere fiducia degli impiegati. Ma essi a loro volta desiderano che la C.I. ispiri loro fiducia, interpretando la loro esigenza di essere uniti per formare un sol blocco, senza incrinature, di fronte al padrone!
Siamo perfettamente d' accordo con le fatturiste e segnaliamo la cosa alla Commissione Interna affinchè prenda l'iniziativa per questa categoria magari d'accordo anche con il Servizio Sani.
Unapropostamieressilole
Il collega F. M. ha apprezzato il nostro articoletto « Malenkov risponde al Ventisette » e oltre a dichiaràrsi d'accordo con l'intensificazione degli scambi commerciali con l'U.R.S.S. gli interesserebbe sapere quali sono le condizioni di vita dei lavoratori russi, ma direttamente, non attraverso i soliti giornali. Ringraziamo innanzi tutto il coli lega della sua lunga lettera e dei suoi consigli. La redazione del nostro giornale ha subito inviato una lettera all'Associazione Italia-U.R.S.S. con alcune proposte concernenti la possibilità da parte della Montecatini di esportare i suoi numerosi prodotti e scambi culturali con l'Unione Sovietica. Nel prossimo numero ci diffonderemo più a lungo su questo argomento
" DIFESA DELLA LIRA„PELLA: — Per difendere la lira dobbiamo fare in modo che siano pochi quelli che la possono spendere...
CRISTINA DI BELGIOIOSO Era destìnei-..
PRINCIPESSA RIVOLUZIONARIA
Nell'800 molte illustri donne aprirono nella storia un capitolo nuovo, popolato di figure femminili che non erano « donnucce » nè fate .di nastri e veli come scriveva lady Barberina Dacre ad Ugo Foscolo.
Talune si rivelarono grandi personalità nel campo della politica : altre non temettero nè il fuoco nè la polvere dei campi di battaglia e quando non combatterono con le armi in pugno contro i tedeschi andarono negli ospedali a curare gli orrendi squarci che i fucili austriaci, francesi, pontifici aprivano nei corpi dei patrioti italiani ; in un'epoca in cui era costume che le dame della buona società cadessero -in deliquio alla vista di una goccia di sangue. La più notevole di tali figure femminili, colei che portò il contributo di pensiero più interessante ai moti del '31, del '48 e del '49 in Italia, la mente politica più acuta, più preveggente, più fertile, fu indubbiamente Cristina di Belgiojoso. Il suo nome deve essere accostato a quello dei Confalonieri, degli Arconati, dei Santa Rosa, dei Collegno e di tanti altri di origine non meno aristocratica che sacrificarono la loro vita nella lotta contro la dominazione straniera, in un tempo in cui la prigione e il capestro erano mezzo di ordinaria amministrazione nella repressione del movimento patriottico. L'episodio più noto, è' la sua fuga in Francia attraverso il Varo, guadato a nuoto nella notte del 19 novembre 1830 per sfuggire all'assedio che i poliziotti del governatore di Milano e di Carlo Felice avevano stretto intorno alla sua casa a Genova.
Ella aveva avuto modo di prendere contatto, tra il 1829 e il 1830, con i gruppi più attivi della cospirazione italiana, con i circoli dei patrioti di Milano, Roma e di Firenze, guadagnandosene la fiducia e la considerazione. Per questo motivo e per la stessa mentalità che in ogni tempo caratterizza la gente che si dedica al mestiere di far cose grate al proprio padrone, Metternich non scrisse mai un rapporto sulla Belgiojoso, senza descriverla come una « donna perduta » e mentre ella è a Parigi, gli spioni austriaci, non molto dissimili da quelli attuali nel descrivere l'atteggiamento di chi con fierezza si ribella alle prepotenze, scrivono a Metternich che la principessa è « comunista » e frequenta i comunisti.
Tutta la sua vita fu spesa alla causa dell'indipendenza e dell'unità d'Italia. Ella ebbe parte attiva nella spedizione di Savoia alla quale contribuì tra l'altro con la somma di ben 35.000 lire austriache.
A Parigi ella fondò i primi giornali (« La Gazzetta Italiana »), scrisse i primi saggi politici (« Storia della Lombardia durante gli ultimi 30 anni »). Il contributo suo alla rivoluzione fu non solo quello della sua azione, ma cominciò ad essere quello del suo pensiero.
Il 18 marzo i milanesi, battendosi per cinque giorni, cacciano gli austriaci dalla città. Narrano le cronache che una folla di giovani si
riversò nel cortile della sua casa a Napoli per chiederle di partire per Milano. Ella accettò, perchè comprese che a quella rivoluzione era necessario dare un carattere nazionale e popolare e procedette all'arruolamento di 160 volontari che si imbarcarono con lei sul « Virgilio ». Sulla Madonnina il 6 aprile 1848 era stato inalberato un immenso tricolore.
Da Porta Romana, stringendo in mano un altro tricolore, alta, fiera, diritta, entrava la figlia della più antica nobiltà lombarda alla testa del suo manipolo di volontari. A Palazzo Marino il Casati, a nome del Governo provvisorio, le indirizzò un discorso.
I neri capelli di Cristina erano ormai grigi, quando •la Belgiojoso, quasi riassumendo la sua esperienza eccezionale di rivoluzionaria e di patriota, rivolgeva dal primo numreo della « Nuova Antologia », alle donne italiane, queste parole che hanno tuttora •il valore di un grande messaggio:
« Vogliano le donne felici ed onorate dei tempi avvenire rivolgere tratto tratto il pensiero ai dolori ed alle umiliazioni delle donne che le precedettero nella vita, ricordare con qualch'e gratitudine i nomi di quelle che loro apersero e prepararono la via alla mai prima goduta, forse appena sognata, felicità ».
Lucilla VivianiForse i nostri lettori sorrideranno scetticamente e diranno, leggendo queste righe, che noi siamo dei maniaci o degli esaltati oppure dei fanatici che vogliono mettere la politica... anche nella pasta al sugo o nel risotto alla milanese.
Comunque noi sosteniamo (e gradiremmo aprire, con tutti i nostri eventuali oppositori, una polemica, s'intende costruttiva) che anche questa frase fatta è stata coniata con il preciso intento di dare,. con queste due parole: « Era destino... » la spiegazione addomesticata di molti fatti che succedono nel corso della vita. Si vuole, in sostanza, evitare di dare una spiegazione obiettiva a molti fatti, in quanto ciò potrebbe far vedere chiaramente che
Il pullman della felicità
SCENA I (Ufficio lussuoso tipo amministratore delegato. Piero e Carlo guardano con insistenza Umberto immersa in profonda meditazione. Suona il telefono).
PIERO: — Pronto... No, non ci sono...
CARLO: — E allora, cosa ci sugger;sce il nostro Umberto? Bisogna esco• gitare qualcosa per farli star bravi...
UMBERTO: — Il Riarmo Morale non attacca più: aveva cominciato cosi bene... Ma poi si è visto che venivano a Caux per sbafare e basta!
CARLO (cominciando ad agitarsi): No, no, no! Qui si continuano a spendere quattrini senza ricavarne niente! Bisogna escogitare qualcosa di nuovo!
PIERO: — Sta calmo, Carlo, vedrai che il nostro Umberto troverà qualcosa che va bene (sorride argutamente).
UMBERTO: — Certamente... (il viso gli si illumina per una improvvisa idea). Certo... (esce con sussiego esclamando): — Conte, che è mai la vita?
SCENA II
(Il pullman lucido, rosso fiammante, pulsa già alla Carraia).
LEATO: — Ci siamo tutti? Dov'è Cassinello?
CASSINELLO (entrando dalla comune): — Sì, ci siamo tutti.
(Partenza. Campagne devastate dall'alluvione. I gitanti soddisfatti fanno finta di non sentire uno che suggerisce di intonare il celebre coro « Evviva la Montecatini »).
« Aumentare le paglie può portare a spendere troppo in divertimenti, che io chiamerei abbrutimenti ». (Da « L'Italia » del 29 settembre 1953).
Queste parole, penserete, le avrà scritte certamente il Dott. Costa, presidente della Confindustria, a proposito della lotta in corso per i miglioramenti economici. No, cari colleghi, queste parole, ci duole profondamente dirlo, sono state scritte da S. E. il cardinale Schuster.
Il nostro pensiero è corso subito a voi colleghi, che da un aumento di paga potreste perdervi nella « bruta » ebbrezza dell'acquisto di un impermeabile, nel « cieco pervertimento » del desiderio di regalare a vostra moglie che lavora, un aspirapolvere, nel
SCENA III
Arrivo a Ferrara.
(Umberio è dritto nella Piazza, davanti al fossato del Castello Estense, e accoglie i gitanti che scendono dal pulmann. Gruppi di cittadini escono dal caffè Breda e dal bar Italia incuriositi).
UMBERTO (declamando): = Ecco Ferrara l'epica, leggera la mole estense i merli alza ridenti...
« freddo ed egoistico calcolo » di pagare ai vostri figli le tasse scolastiche, nella « cupidigia » di accantonare l'aumento per pagarvi la rata dei mobili o quella del riscaldamento.
Salvatevi da questi « abbrutimenti » dice il cardinale Schuster, siate più probi, più modesti, più miti, accontentatevi di ciò che avete, ascoltate la voce dell'Undicesimo Comandamento che dice « Non desiderare l'aumento di paga » e avrete assicurato il Regno dei Cieli.
Eh sì! perchè, se no, il Regno della Terra come farebbe ad essere dei vari Ruspoli, Crespi, Nogara, Pirelli, De Cuevas e poniamo dei maggiori azionisti della Edison e della Montecatini?
VOCE DAL PULLMAN: — Ohè, quali merli... non cominciamo a sfottere. (Umberto guarda la voce e si arresta, come colto sul fatto. Si volta e sbatte la testa contro un merlo).
SCENA IV (Visita allo stabilimento di Ferrara. Torri, impianti, camini fumanti, magici bottoni. I gitanti guardano interessati. Entra in scena Ugolino).
UGOLINO: — Il metano, ovverossia gas delle paludi, è una nuova grande risorsa del nostro Paese, che la Società ha preso a sfruttare utilizzando a tale nobilissimo scopo la sua lunga esperienza e la sua tecnica impareggiabile nell'arte dello sfruttamento... (Colpi di tosse e occhiate di Umberto. Si sente uno strano rumore. Arriva trafelato dal fondo Cassano).
CASSANO (arrossendo): — Volevo dire... che il pranzo è pronto. (Tutti abbandonano precipitosamente la fabbrica. Umberto visibilmente soddisfatto declama: « Alle imbandigioni, messeri, corriamo »).
SCENA V (Tagliatelle, vino a volontà, polli, abbracci brindisi).
LEATO: — Siamo tutti fratelli, vero Angelina?
UMBERTO (con gli occhi un po' lucidi, si alza, attende il silenzio e dedama):
Mangia e bevi impiegato, sii felice, non dar retta a quello che ti dice il « Ventisette »; non pensare al poi, tanto al metano ci pensiamo noi... (Lento e Cassano, in piedi, esultano improvvisano sottoscrizioni. Nessuno dà retta e continuano a mangiare bere. Si intrecciano danze).
SCENA VI (ed ultima)
PIERO (in piedi dietro la scrivania, roteando gli occhi): — Com'è andata, allora?
CARLO (alzando la testa dal "2 + 2"): — Cosa avete speso? Non andrà a finire come a Caux!
UMBERTO: -- Abbiamo speso l'aumento di stipendio di due mesi. Poi domani chiameremo qualche impiegato un po' anziano e gli offriremo la liquidazione. Bisogna far del bene a questo mondo!
UMBERTO (esce declamando): — Sol chi non lascia eredità d'affetti, poca gioia ha dell'urna...
PIERO e CARLO (toccano con apparente noncuranza un ferro di cavallo abbandonato per caso sulla scrivania).
FINE (Ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale).
NOZZE D' ARMENTO
dietro l'imperscrutabile cortina del « destino » vi sono invece delle responsabilità precise di uomini in carne ed ossa che cercano di scagionarsi riversando sul « destino » la responsabilità di quanto accade.
Era destino (quando non si dice addirittura che è un castigo di Dio) che succedesse l'alluvione del Polesine, mentre la gente che pensa sà che ciò poteva evitarsi adottando quelle misure di carattere tecnico che potevansi benissimo eseguire, ma che qualcuno, per interessi diversi, non ha creduto opportuno attuare.
Era destino.., che dieci minatori rimanessero sepolti in un pozzo, mentre se si vanno a vedere bene le cause si scopre che c'è sempre una responsabilità diretta di qualcuno che non ha ritenuto di spendere per esempio una certa somma per garantire una maggior sicurezza di lavoro.
Era destino.., che questo o quel congiunto morisse in guerra, mentre ormai, per fortuna, sanno tutti che cosa sono le guerre e chi le vuole e per qual motivo sopratutto le vuole.
Era destino.., che la dattilografa dell'Acna o del Ragi si buscasse una pleurite, quando tutti i medici sono d'accordo nell'affermare che 8 ore di macchina da scrivere intaccano la resistenza dell'organismo.
Era destino.., che il tale venisse licenziato, mentre è risaputo che i padroni licenziano quando ritengono che « alleggerendo » aumentano_i loro profitti.
E così potremmo continuare all'infinito. Gli artefici del proprio destino sono soltanto gli uomini le donne che devono sforzarsi di trovare la spiegazione e le cause di tutti i fatti per eliminarli. Simona
PARLAR FORBITO
(Il PERS ha emesso una circolare nella quale si invitano i fattorini a parlare in italiano).
G'han miss loera una noeva circular, senso tant ball e sensa badaa a spes; la riguarda el linguagg particoular di fattúrin che parlen milanes.
La dis la circoular: fa minga fin, per quei che sta a le porte e soura [i plan, parlaa el noster simpatie meneghin; bisogna parla tùcc in italian.
« Non basta minga aveg la devossione — el me dis el me cap coun serietà — l'è minga assè aveg l'educassione: ma el linguagg, l'è na roba de cam[bià »!
A. T.Rallegramenti Rag. Ribera e gentile Signora ! Alle nozze d'oro il « Ventisette » potrà essere presente con un ricco regalo !
« Se no me spias, el mé car fattiirin, se non si adegua al nost regoulament, gh'em chi in sacocia l'ourdin del [Baldin ch'el dis de ciapà oun qual prouve[dimeni ». Grazie, ou risposi, mio caro superiore, venga abrogato pure il meneghino insieme a questo le sessanta ore che deve fare il capo fattorino. sia alfine a tutti consentito, lavorar meno e avere un po' d'au[mento; che ben si addice ad un parlar forbito l'avere in tasca « oun qual bigliet da [cento ».
Ma che vaghen oun pou a scouà [el mar!
Che dila in Italian ou in milanes, quand se parla de frane, dann [minga a traa.
L'è coume parlà In liirc ou in [giapounes.
PASTRUGNA"ABBRUTIMENTI"
UNA FAMIGLIA ENERGICA
Ci segnalano che il dottor Gallo-Pers sta intensificando i suoi interventi per operare « rescissioni consensuali » fra 'impiegati e salariati che non hanno ancora raggiunto i limiti di età e di servizio necessari per l'amnSissione al « premio di fedeltà » (mentre il Capo Anziano Ing. Volagera fa finta di interessarsi dei giovani).
Ci segnalano inoltre, che il Dr. Gallo-Camu intensifica i suoi interventi per operare chirurgicamente sulle nostre emorroidi (è la gentile signora di un collega che ci ha fatto questa segnalazione), anche quando il
male è curabile con l'ausilic di med•camenti.
Che famiglia energica!
Domenica 5 ottobre, piove... niente Affori, ma salone mensa, affollato...
... Bei bimbi, la Fausta Gramellini, la Bianca Maria Parmigiani, il piccolo Rinaldino e tanti altri...
I palloni, che attrazione, anche quando lanciati in anticipo...
Quanti bambini ! diamoci da fare perchè il loro domani sia bello e felice!
Mn10 11[11
Alla Società
Spendere i soldi per gli abbonamenti al giornale « La Patria » e farci pagare le medicine al 50 per cento.
Al Dr. Gallo
Consigliare la C. I. di ridurre lo sciopero a 10 minuti.
Al « capetto » Grossi Far fare le ferie ai salariati quando ne ha voglia lui.
Alla C. I.
Illudersi che il Governo prenda in considerazione i suoi telegrammi a getto continuo.
AI NOSTRI MERITI
Un'altra stella del 27
Ci viene segnalato che il giorno 24 settembre u. s., giorno dello sciopero generale dell' industria, un nostro collega che si trovava in ferie da alcuni giorni, la mattina del 24 telefonava in ufficio pregando i superiori di far apporre sul suo cartellino, per quel giorno, la dicitura « sciopero » anzichè « ferie », precisando che il giorno dopo avrebbe continuato le ferie.
Il gesto del Rag. Piazza, dell'Ufficio Brevetti, protagonista del fatto, sia di esempio a tutti i nostri colleghi !
Dott. CARLO DE CUGIS Direttore responsabile Muorimi. Triboatalo di Milano del 25- 3 - 53 N. 3112
LA TIP. POLIGLOTTA-MILANO-TEL.PE34. 809
T T EIII I
I; Il EMERIA BRAMBILLI
Via Montesanto, 8 - Tel. 637.793
la pochi passi da Piazza Repubblica, a 5 minuti dalla Monlecalini)
N112/ini3211R e 111111Allii
2 modico prnio
Durnio freschissime e sculle
RAPIDITÀ
Alla Sig.na Angiolini
Mandare un telegramma all'O.N.U. perchè intervenga nella risoluzione della vertenza per l'orario dei palchettisti di sede.
Al Sig. Ranciglio collegatore Dire la verità su ciò che delibera la C. I.
Alla Società Far aggiungere alle sette meraviglie del -mondo la nuova fontana che 'verrà inaugurata di fronte al Olazzo C.
Al Sig. Busatti Proporre all'on. Di Vittorio la sua nuova teoria dello sciopero per procura.
Dott. Luti
La maschera di cera
Il nostro stipendio
Via col vento
La Commissione Interna Centrale (CIC)
La voce del silenzio
La nostra signorina Granata della
Filodrammatica
La diva
Lo sciopero del 24 in Sede
Tutta la città ne sparla
I nostri spacci
A caro prezzo
Il Colonnello Santoro
L'inchiesta è aperta
La campana d'ingresso
L'ora che uccide
L'assegnazione degli appartamenti di Via Alcuino e Piazza Martini
Domani è troppo tardi
Ufficio Titoli
Avanti c'è posto
Nell'ultima Assemblea per il rinnovo del Consiglio Direttivo del CRAL, svoltasi esattamente verso la fine di marzo u. s., era stata lanciata una proposta che aveva incontrato immediatamente il favore delle colleghe presenti e l'impegno da parte dei Dirigenti uscenti di far presente ai nuovi Eletti la proposta avanzata.
Si trattava, visto che esiste un precedente per i colleghi maschi, di istituire una sala da parrucchiere e manicure per signora, a prezzi sensibilmente inferiori di quelli praticati all'esterno, che permetta alle nostre colleghe di risparmiare... tempo e denaro.
Riprendiamo noi l'argomento invitan' do i Dirigenti del nostro CRAL a vo-
Perchè n on ridurre i prezzi?
Continuazione dalla pita.
cessarlo aumentare i prezzi, basta accontentarsi di un profitto minore. I salari incidono poi. così poco sul costo di produzione! Ma lei lo sa, che per fare un quintale di concime fosfatico, per esempio, è sufficiente un terzo di ora? E che un terzo di ora equivale all'incirca a 100 lire di manodopera? Se la Società applicasse un aumento del 20 pér cento la manodopera per fare un quint.ge. di concime fosfatico costerebbe soltanto -120 lire? E lo sa cosa guadagnano per ogni quintale?
Signorina Ferrari: — Questo è interessante, cosa guadagnnao?
Signorina Scotti: — Guardi il costo di un quintale va dalle 1100 alle 1200 lire e lo vendono a quasi 1600 lire. Mi dica adesso
I lientif5ette41ioit
SCHERMA
ler esaminare la cosa con la Commissione Interna augurandoci che per il 19 le nostre colleghe possano avere la possibilità di essere sempre in ordine perfetto (cosa che del reso piace a tutti) con una spesa minima. Altrimenti il Geom. Leporati dovrà fare i conti con 800 donne!!!
D'accordo sii questo
Dal 1° novembre p. v. presso la Camera Confederale del Lavoro di. _Milano, vi saranno delle lezioni di scherma alle quali tutti possono prendere parte in modo da poter formare anche fra i tuoi lettori una squadra schermistica che in seguito potrà gareggiare con altre squadre in formazione.
Come vedi, caro « Ventisette
anche gli sports nelle organizzazioni popolari stanno acquistando un certo valore.
Spero che i tuoi giovani aderiscano numerosi.
Il corso di scherma di fioretto si svolgerà nelle sere di lunedì e mercoledì dalle 21 alle 23 per i giovani lavoratori, ed il sabato pomeriggio e domenica mattina per i giovani lavoratori che alla seni durante la settimana studiano.
Cordialmente saluto.
l'istruttore D'Onofrio Coloro che intendono aderire all' iniziativa possono iscriversi presso la C.d.L. - U.I.S.P. - Corso di Porta Vittoria, 43.
AUGURI GRU!
Il « Ventisette », interpretando il pensiero di tutti i colleghi sportivi del ciclismo coppiano e bartaliano, augura a Gino Bartali, ferito gravemente in un incidente automobilistico, una pronta e completa guarigione.
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cosa sono per loro 20 lire su 400 o 500 lire di guadagno.
Signorina Ferrari : — Sì, ma se riducono i prezzi, non sarebbe meglio?
Signorina Scotti: — Meglio certamente, ma crede lei che i nostri padroni che non sonc disposti a *dune i profitti di 20 lire per quintale li ridurrebbero di 320 lire? Perchè i prezzi possano essere, ridotti bisognerebbe produrre molto, e aumentare i salari consentirebbe a tutti noi di acquistare di più il che serve a far, diminuire i prezzi. D'altra parte un maggior potere d'acquisto da parte di chi compra spinge le industrie ad aumentare la produzione, a non licenziare e ad assumere i lavoratori disoccupati. Le tre organizzazioni sindacali hanno chiesto, oltre al rinnovo dei contratti di lavoro, all'aumento delle retribuzioni, che nel settoretessile vengano prodotti tessuti tipo da vendersi a prezzo di costo per poter mettere in movimento i telai fermi, per assumere mano d'opera, per dare tessuti alla popolazione a minor prezzo.
Signorina Ferrari: — Questa sì che è una buona idea. Devo comperarmi un cappotto e le confesso che 5 o 6000 lire al metro sono un po' troppe. E poi se i telai sono fermi non guadagnano niente, neppure i padroni. Cosa hanno risposto?
Signorina Scotti: — Che non c'è niente da fare ; infatti in questo caso diminuirebbero i prezzi di tutti i tessuti e quindi i loro profitti. Vede che è sempre una questione di profitti?
Signorina Ferrari: — Ma, e allora, cosa si può fare?
Signorina Scotti: — Convincersi che la richiesta delle tre organizzazioni di aumentare le retribuzioni è giusta e ragionevole ed è l'unica strada da seguire per miglio. rare le nostre condizioni di vita. In fondo non pretendiamo delle cose impossibili: un po' meno profitti per loro e un poco più di stipendio per noi.
Dall'opuscoletto « Le nostre Stelle al Merito » distribuito dalla Società a Dirigenti e Procuratori di Sede, abbiamo letto che il Conte Faina ha annunciato l'inizio della costruzione di una Casa di Riposo per i lavoratori, casa che sorgerà nell'incantevole golfo di Sorrento. Siamo lieti di darne notizia a tutti i lavoratori, e ci auguriamo che queste iniziative vengano moltiplicate, che di queste case di riposo ne vengano fatte sorgere anche per i lavoratori del Nord, magari nel magnifico golfo del Tigullio, onde dare la possibilità a tutti i nostri operai, impiegati, tecnici, che sono gli artefici della ricchezza della Società, di poter godere di un buon periodo di riposo, magari come già avviene in diversi Paesi dell'Europa Orientale, senza spendere un soldo oppure pa- gando quote minime.
CONTRO GLI INFORTUNI
Gambe in pericolo
Richiamiamo 1' attenzione del Comitato Antinfortunistico di Sede, perchè prenda le misure del caso, sul fatto che quando piove (e in questa stagione ciò succede molto frequentemente), le due rampe del corpo centrale del palazzo B diventano pericolose per i colleghi e sopratutto per le colleghe che portano scarpe a tacco alto, in quanto, camminando in discesa, è molto facile scivolare e rompersi qualche caviglia. Non sarebbe opportuno provvedere per far stendere, in simili casi, uno strato di sabbia o di segatura?
Ossigeno al Ventisette
Azoto 1000 - Tras 1500 - Amap 1500 - Vein 800 - Cic 800 - Seal 100 - Ragi 1000 - Energia 1500Salariati 1800 - Edile 1000 - Mina 200 - Pers 1500 - Acna 1850 - Farma 750 - Asa-Isml 1000 - Totale L. 17.100.
La PELLICCERIA PIKENZ
PIAZZA DUOMO (ang. Via Mazzini, 2) e la PELLICCERIA SARPI
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offrono ai dipendenti della Montecatini le seguenti facilitazioni:
* Sconto 5 per cuoio sui limi di vedila per coniali
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a presentazione documento Aziendale