Il ‹, Ventisette si associa alla protesta della Federazione Nazionale della Stampa alla quale aderiscono giornali di tutte le tendenze politiche, per l' arbitrario arresto dei due giornalisti Renzo Renzi e Guido Aristarco colpevoli di aver esercitato il diritto costituzionale della libertà dì stampa e di pensiero.
SETTEMBRE
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rentisette
NON CI FERMERANNO LE MINACCIE Lo sciopero indetto giovedì scorso dalle tre Organizzazioni Sindacali, ha assunto in Italia un carattere plebiscitario e si è svolto senza alcun incidente; i lavoratori di tutte le correnti hanno salutato con gioia ed in molti casi con commovente entusiasmo la riconquistata unità, lo strumento più potente con il quale oggi si contrappongono all'irragionevole intransigenza padronale. E poichè ormai nessun serio argomento rimane agli industriali italiani e ai monopoli per giustificare di fronte al Paese l'assurdità del loro atteggiamento, essi ricorrono persino a degli espedienti puerili come quello di gonfiare le cifre relative agli oneri derivanti dalle richieste avanzate dai lavoratori, oppure tentano di dimostrare che i profitti sono diminuiti dal 1948 al 1952 e come ultima, ma non certo nuova trovata, paventano il pericolo dell'inflazione. I lavoratori comunque non accettano l'assurda pretesa che hanno gli industriali italiani di voler essere loro e soltanto loro a decidere sul modo e sulla misura del come si deve ripartire la ricchezza nazionale fra lavoratori e padroni. Non accetteranno mai il « diktat » della Confindustria. Ma qui alla Sede come sono andate le cose giovedì? Quale è stato l'atteggiamento dei nostri « baroni? » Preoccupati per il successo dello sciopero del 30 luglio, i nostri padroni hanno scatenato un'offensiva che possiamo definire di stile fascista. Privi di argomenti, sono, passati dalla larvata alla palese minaccia di licenziamento nei confronti di coloro che avevano scioperato il 30 luglio, non trascurando gli allettamenti: promesse di passaggi di categoria e aumenti entro dicembre.
La maggioranza degli impiegati ha ceduto nell'ultimo sciopero alla paura del posto, alla minaccia della rappresaglia, ma tutti si sentivano con lo spirito legati all'ardita avanguardia che si è battuta, la maggioranza ha subito, ma non ha dimenticato l'affronto, ha alzato le mani di fronte alla pistola puntata, ma non è con i « baroni » della Montecatini. Dopo i magnifici risultati dello sciopero di giovedì in campo nazionale, i nostri colleghi si convinceranno di non essere isolati nella lotta e ritroveranno la strada per unirsi a tutti gli altri lavoratori italiani che si battono per migliori condizioni di vita, per il progresso e per la civiltà del nostro Paese. Isolati sono e saranno sempre di più i baroni della Montecatini. Le minaccie non ci fermeranno.
IIIè aumenti nè trattative Il 25°/ o del reddito nazionale al 75°/. della popolazione. - Salari fermi, profitti crescenti, licenziamenti. - È giusto, è utile aumentare i salari? Questa, la posizione della Confindustria, l'organizzazione sindacale padronale, diretta dai padroni della Montecatini, della Pirelli, della Fiat, della Snia, della Edison, ecc. I lavoratori produccino tutte le ricchezze; tutto il reddito nazionale è frutto del loro 'lavoro, ma soltanto il 25 % di questo reddito è distribuito dai, padroni, in salari, che servono a far vivere ben il 70 % della popolazione l In questi anni, mentre i salari sono sempre rimasti praticamente gli stessi, i profitti dei padroni hanno continuato ad aumentare anche perchè i prezzi di molte materie prime sono diminuiti e quelli dei
prodotti di maggior consumo sono aumentati. Oltre a ciò i padroni hanno sottoposto i lavoratori ad un maggior sfruttamento licenziandone parecchie migliaia. In sostanza noi che lavoriamo stiamo peggio e i padroni che vivono del nostro lavoro stanno sempre meglio. E' giusto perciò che anche chi lavora debba avere qualcosa di più da spendere, tanto più che numerosi lavoratori percepiscono delle cifre notevolmente inferiori alle 64 mila lire mensili che è il minimo necessario per una famiglia tipo di 4 persone. Aumentando i salari i lavoratori spendono di più per comperarsi
Una "brillante„ operazione Manovre combinate PERS / PS. per catturare il Rag. De Paoli Con una brillante operazione combinata fra le forze della Questura di Milano e il corpo 'delle guardie giurate all'interno, il 3 settembre, alle ore 8,30 circa, si è riusciti ad arrestare il rag. De Paoli, mentre stava diffondendo volantini del Comitato Sindacale alla portineria del palazzo vecchio. I fatti: il 2 settembre le pattuglie di esplorazione dei padroni avevano avvistato movimenti di diffusione ai diversi ingressi che sono stati immediatamente segna-
Anche la S'ignorino ~oliai arrestata lavoratori italiani attraverso le tre Organizzazioni Sindacali, brucia ai nostri padroni, i quali, sentendo il peso della immensa forza che tale unità rappresenta, non fanno più distinzioni e cercano di colpire ed intimidire tutti coloro che, anche con un solo atto, si schierano a favore dei lavoratori. L'arresto della signorina Angiolini, che segue di pochi giorni quello del rag. De Paoli, dimostra chiaramente lo spirito conservatore e reazionario del padronato italiano e del suo Governo. Contro gli arbitrii e le violenze della Direzione e della Polizia si levi la giusta protesta di tutti i lavoratori della Sede.
PREZZO LIRE 20
LA RISPOSTA DEI PADRONI
CONTRO LA LIBERTÀ
Devono piantarla... Il giorno 23 corrente, verso le 14.25, all'ingresso della portineria del palazzo C., • la signorina Angiolini, mentre stava distribuendo ai lavoratori l'invito a partecipare allo sciopero generale del 24, è stata fermata, tradotta al Commissariato ed ivi trattenuta per qualche ora. Mentre manifestiamo alla signorina Angiolini la nostra solidarietà, dobbiamo denunciare a tutti i lavoratori questa intensificazione delle repressioni della libertà di stampa e di organizzazione contro tutti coloro che assumono una posizione contraria al padronato. La ritrovata unità di lotta dei
ANNO I - N. 7
Periodico dei lavoratori della Sede - Montecatini
lati al Governo della Montecatini. Riunitosi con fulminea rapidità in seduta notturna, presente anche il capo delle forze giurate, il Consiglio dei Ministri della Montecatini decideva e metteva in atto per il giorno dopo un magnifico piano. Inviato infatti il sergente Testa ad esplorare gli ingressi del palazzo, quest'ultimo, per quanto non gli fosse facile simulare indifferenza e noncuranza (cosa ben comprensibile dato l'ardimento dell'impresa) riusciva ad individuare il punto preciso in cui il De Paoli diffondeva i volantini. Dopo pochi minuti, un signore dall'aria indifferente, che poteva sembrare un impiegato della sede, si avvicinava a De Paoli e gli chiedeva in « melanese »: — Me ne da vun anca a mi? — Certo, tenga, rispondeva cortesemente De Paoli. Avuto il volantino il signore lo metteva in tasca ed esibiva una tessera dicendo: — Polizia, facite no piacere a seguirmi. A De Paoli, tradotto dopo una sosta nella portineria del palazzo vecchio, davanti al Commissario, è stato contestato il reato e fatta la denuncia alla Magistratura. Flagranza di reato; corpo del reato: i volantini; testimonio del reato: « l'agende »; Ma l'art. 21 della tutto perfetto. « Costituzione? » osserva De Paoli al Commissario. Risate fragorose dei presenti: si applica la legge fascista di P. S. « Ma perchè questi volantini sindacali non li dif-
fonde all'interno della Montecatini? » replica il Commissario. Risate fragorose di De Paoli; lì si diffondono solo i volantini dei nostri padroni! Bene, bene, per farle un piacere le faremo una denuncia a piede libero. Il generale -comandante, ispiratore di queste magnifiche gesta, che per eccessiva modestia vuol mantenere l'anonimo, sarà insignito di una nuova onorificenza. Lo vedrete sorridere soddisfatto sul prossimo numero di 2 + 2.
generi alimentari, oggetti di vestiario, ecc., i bottegai aumentano le loro vendite, richiedono più merci alle industrie che a loro volta fanno lavorare un maggior numera di operai e di impiegati : aumenta il consumo e la produzione, l'economia nazionale ne viene avvantaggiata. I denari dati ai lavoratori sono denari ben 'spesi, ben investiti, come dicono gli economisti, perchè contribuiscono a risolvere la crisi. I denari che intascano i padroni sotto forma di profitti solo in piccola parte vengono spesi per allargare la produzione; la maggior parte finisce nelle tasche dei padroni dei grandi monopoli' che li investono all'estero. Questi ultimi, per mantenere alti i loro profitti, ridocbrio ia produzione e aumentano i prezzi, non solo ; essi sono in grado, attraverso il controllo delle materie prime, di regolare i profitti di interi settori industriali. La nostra società, per esempio, controlla il 91 % dei prodotti base per l'industria chimica e quindi determina i costi di oltre 20 mila aziende chimiche, le quali invece di coalizzarsi contro lo strapotere della Montecatini, si rivalgono sugli operai e gli impiegati opponendosi agli aumenti dei salari, intensificando il ritmo di lavoro e licenziandone una parte. L'unica cosa dannosa ai lavoratori e all'economia nazionale è scegliere la strada dei licenziamenti e della riduzione della produzione.
il "ventisette" è in vendita presso le edicole di P.za Cavour e P.za della Repubblica
6 milioni di lavoratori italiani hanno scioperato il 24 settembre per il miglioramento degli stipendi e salari, per il rinnovo del contratti di categoria, contro i licenziamenti in massa, per il rispetto della dignità del lavoratori nelle Aziende.