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Voce necchi1

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--etternbre 1943 N. 4 - 16 .%

/. 5. R. M. O. S. G.-Milano fondo .........

La VOCE della "NECCHI„ BOLLETTINO INTERNO DEI LAVORATORI DELLA "NECCHI „ A CURA DELLA SEZIONE AZIENDALE DEL P. C. I.

dandoti del tu, hai quasi.... sessant'anni, forse sono quaranta che lavori. le tue mani hanno il coloro del ferro, i tuoi Comunicazione della Segreteria denti sono quasi stanchi di masticar tabacco, la tua figura lunga di quasi due Roma, 20 luglio 1945. metri è un po' curva, i tuoi capelli sono Risulta alla Segreteria del Partito bianchi, ma sei sempre un bell'operaio, che in alcune località (per esempio le tue mani sono forti, ii tuo sguardo nel bolognose, a Campobasso, in Puancora vivo. Ti ho conosciuto meglio glia, ecc.) si sono presentati alle nostre ieri, quando mi hai detto quelle poche Sezioni o a singoli compagni, individui parole. Ti ho guardato bene in faccia, i quali, qualificandosi per ufficiali ho scrutato il tuo sguardo e ho capito sovietici o come partigiani di Iugoche sei pronto per fare ancora quaranta slavia, hanno cercato di penetrare lunghi anni di lavoro, il lavoro per te nelle nostre organizzazioni armate è come l'aria per i tuoi polmoni. Mi e simili. La Direzione del Partito hai insegnato, con un solo sguardo, che avverte tutte le organizzazioni che per essere felici si deve lavorare, per chiunque si presenti in questo modo noi e per la nostra società in cui si vive. con proposte simili, dev' essere e Bene, allora siamo d'accordo io e te e senz' altro considerato un provocail compagno B. Permetti però che piano tore al servizio di organizzazioni piano in un orecchio ti faccia questa di spionaggio nazionale o di altri domanda " Per chi si lavora oggi ? „ paesi. No, non mi guardare con quegli occhi Le organizzazioni del Partito e i da spiritato, ti prevengo subito, ecco : compagni sono quindi tenuti a respinper conto mio posso dire che con il lagere il provocatore e denunciarlo voro che faccio non procuro affatto il pubblicamente ai lavoratori. E desibenessere mio e quello dei miei cari. derabile, a scopo di una sempre miQuindi io come singolo il benessere gliore organizzazione della difesa del non c'e l'ho, credo che il mio caso sia Partito contro le mene reazionarie, che tutti questi casi siano immediatamente denunciati alla Segreteria del Partito e si dovrà fare il possibile per procurarsi e mandare al Centro una fotografia del provocatore. Su tutti i giornali di Partito si sono La Segreteria del P. C. I. susseguite vaste polemiche sul Marxsi-

Partito Comunista Italiano

identico a tutti gli operai d'Italia i quali costituiscono la nostra società in cui si vive, e se allora per questa grande società di lavoratori non c'e benessere dove va a finire il frutto del nostro lavoro? Non ti sei mai chiesto caro amico, perchè in quarant'anni di lavoro alla domenica devi indossare un abito comperato dieci anni fa, e assolutamente non ne puoi fare uno nuovo ? Ma forse più intelligente di me avrai pensato che dopo sì tanto tempo di lavoro duro, saresti felice di goderti un meritato riposo, ma che questo riposo non te lo puoi dare, altrimenti la miseria più nera andrebbe nella tua casa umile. Miseria, unico frutta di quasi mezzo secolo di questa operosità. Ma io lavoratore come te ti ammiro e benedico la tua gioia nel lavoro che tutto è da perchè mi insegni ricostruire, si ed anche la nostra società da ricostruire. Ed allora d'accordo con il compagno B, e con te, rimbocchiamo le maniche e forza al lavoro. La Nazione chiede ancora le nostre braccia e la nostra volontà. Se hai ragione tu, vecchio mio, dopo, si dopo, penseremo al nostro beE. L. nessere.

IL PROLETARIATO E GLI ALTRI

CARO COMPAGNO « B », ho letto sul N. 3 della Voce ll tuo articolo " Ricostruire „ Sono d'accordo con te quando dici Riprendiamo tutti il lavoro con la volontà di ricostruire, che per il nostro „ Benissimo popolo è vita e pace compagno B ; anche così un mio amico con il tono di voce, allegro mi ha detto " N carbone arriva ; forse fra una quindicina di giorni si riprenderà il lavoro in pieno „ . " Bene „ ho risposto, feci un mezzo sorriso e me ne sono andato. Permetti caro compagno B, che dica anche la mia in questa ripresa dei lavoro, scrivendo un dialogo immaginario che faccio con me stesso. Mi onoro,

smo e sulla dittatura del proletariato. Come comunista, sento il dovere di rispondere a nome del Proletariato a questi tentativi diretti a far vedere, specialmente alla massa lavoratrice, che la dittatura del proletariato è un mito di alcuni individui e non l'aspirazione di tutto il popolo lavoratore. Sarebbe oltremodo utile che questi signori andassero a rivedere i fatti storici e non scrivere solamente perchè inbevuti dalla teoria di numerosi liberalisti, tipo Benedetto Croce, ecc. Per dittatura del Proletariato si intende quell'agognato autogoverno che i popoli di Russia e Francia seppero conseguire con le loro tipiche rivoluzioni. Un fatto è certissimo che per raggiungere una vera e propria democrazia od

il conseguente socialismo bisogna arrivare ad una dittatura popolare e non come vorrebbero molti signori del mondo liberale, i quali sognano di mantenere il liberalismo tipo millesettecento che permetterebbe loro di schiacciare il proletariato e sfruttarlo ancora per anni come nel passato. Ma ora tutte le forze veramente democratiche sono scese sul campo della lotta unite compatte e marciano verso il punto preciso, non più divise da stupide avvisalie manipolate da questi signori borghesi. La conclusione è dunque la seguente : Il popolo deve governare se è l'aspirazione di tutti i lavoratori italiani e del mondo intero, ecco perchè noi comunisti siamo più che mai uniti nella non facile lotta. M. A.


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