2a VOCEddect FABBRICA
I GIOlit\ ALE
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IIAIESTICAVZE IIELLA S. A. CORNI tt C. I
AUMENTANDO I SALARI
SI PUO' EVITARE LA CRISI
Perchè il signor Orlandi vuole licenziare 83 lavoratori!
Egli dice che il mercato non assorbe più il suo prodotto, quindi, senza tanti preamboli, il signor Orlandi vuole licenziare 83 lavoratori.
Credete voi che con questo metodo si possa risolvere la crisi?
Credono gli industriali che licenziando i lavoratori il mercato possa assorbire i loro prodotti? Io penso di no. Non si risolve la crisi con questo metodo signor Orlandi, non si risolve la crisi diminuendo continuamente il premio di produzione.
Con questo sistema non si risolve la crisi, ma bensì si aggrava e si aggrava molto velocemente, come del resto è naturale. Il mercato non assorbe perchè gli stipendi e i salari sono troppo bassi, figuriamoci licenziando i lavoratori come il mercato può assorbire?
Ma il signor Orlandi si è chiesto il perchè di questa crisi? Ha cercato il signor Orlandi la fonte di questa crisi? Cosa ha cercato di fare il signor Orlandi prima di arrivare al licenziamento dei suoi lavoratori?
Dai risultati della Conferenza di produzione si può benissimo vedere che il signor Orlandi non ha mosso un dito in questa direzione.
I lavoratori hanno saputo dimostrare con dati alla mano che quantunque vi sia un ne di crisi in questo settore, si potrebbe ugualmente andare avanti senza licenziare 83 operai. Essi sarebbero anche stati disposti in questo periodo invernale a fare i turni ed anche a rinunciare al
premio di produzione. Ma il signor Orlandi non ascolta ragioni, esso vuole licenziare, malgrado che, anche le cifre della produzione in rapporto al premio di produzione, siano una chiara denuncia contro di- lui.
Ecco le cifre: 1948, 65 macchine L. 7000 cottimo; 1949 70 macchine L. 6000 cottimo; 1950, 90 macchine L, 5000 cottimo; 1951 95 macchine L. 2700 cottimo.
Ecco i risultati del papà Ordandi. Dopo avere sfruttato i suoi lavoratori in questo sistema vorrebbe licenziarli.
Vergogna per questo industria-
Invito alle
Amiche lavoratrici di questa fabbrica ci siamo mai domandate cosa abbiamo fatto noi donne all'interno di questa fabbrica in difesa della Pace?
Si sono firmati gli appelli di Stoccolma, l'incontro dei Cinque grandi e tante altre firme, ma ci restano ancora tante cose da fare. La: maggior parte di noi donne siamo delle madri e spose, perciò è necessario difendere, assicurare ).in avvenire migliore per i nosed figli chi più, chi meno tutte abbiamo sofferto nel periodo dokla guerra e non vorremmo si , ripetesse una seconda strage ì che sarebbe ancora s peggiore d Ila precedente . La maggior p rte della giornata è da noi pa ata chiusa in questa fabbrica f a il rumore delle macchine c e può rendere anche suscett bili qualcuna. Ma noi dobbiamo rompere ogni preconcetto che talvolta capita di avere, perchè questa ha fatto o quella ha detto. Pur nella differenza di fede ideologica e poli-
le e vergogna per tutti gli altri che vogliono licenziare i lavoratori.
Amici lavoratori riflettiamo per questi fatti gravi, uniamoci sempre più nella lotta contro questi uomini per il progresso, del lavoro e della pace nel nostro Paese. Essi vogliono ostacolare la nostra voce e non vogliono consigli da noi per la produzione, ma noi diciamo loro: cambiate strada signori altrimenti vostro malgrado sarete trascinati nella catastrofe e noi passeremo oltre.
lavoratrici
tica siamo tutte nella stessa fabbrica, lavorriamo tutte sotto lo stesso padrone e siamo tutte delle sfruttate allo stessa stregua. Le rivendicazioni che noi chiediamo valgono,per il bene di tutti e sono tut e uguali. Guardiamoci bene in faccia e diamoci la mano e chiediamo cosa faremo per salvare la pace, perchè anche nella nostra fabbrica se sarà assicurata la pace ci sarà più lavoro e più comprensione e serenità tra di noi: sarà inoltre più facile ottenere le rivalutazione salariale adeguata al costo della vita e tante altre cose indispensabili per vivere.
Però amiche lavoratrici davanti a tutto vi il problema della pace alla quale non è una cosa che piova giù dal cielo ma bisogna saperla conquistare. In che modo? Studiamo tutte assieme la forma più adatta perchè la pace venga assicurata nella fabbrica, nella nostra famiglia in tutto il mondo.
CARMEN CAROLINI
A Circolazione Interna N. 5 - Modena, 14 gennaio 1952
NERI
APPELLO Al GIOVANI
Il problema dei giovani sembra, un problema facile, un problema senza argomenti, invece molti ve ne sono. Io voglio parlarvi un pò sulle aspirazioni e le rivendicazioni dei giovani.
I giovani hanno ogni interesse a lottare e battersi per l'aumento dei salari. Questo però non è solo un problema giovanile, ma di tutta la classe operaia italiana, ed i giovani devono portare il loro contributo a questa lotta che interessa tutte le popolazioni italiane, infatti sull'aumento dei salari vuol dire maggiore potere d'acquisto per la classe lavoratrice ed incremento della produzione.
Non è vero ciò che dicono certe persone legate al carro governativo e padronale, che l'aumento dei salari porta l'aumento dei prezzi e la svalutazione monetaria.
Io per smentire questo voglio portarvi un esempio: se gl'industriali, aumentano i salari, diminuendo il proprio profitto, cosa si verifica, si verifiica, che la classe operaia ha un maggiore potere d'acquisto e consuma di più, consumando di più occorre aumentare la produzione con l'impiego di nuova mano d'opera. L'impiego di mano d'opera interessa direttamente i tutti i giovani.
Giovani lottiamo e battiamoci per l'aumento dei salari per un migliore tenore di vita del popolo italiano.
Altro argomento che voglio trattare è quello dell'apprendistato questo è un vecchio argomento, ma è sempre attuale e lo sarà finchè non avrà dato i suoi risultati positivi.
Argomento principale dell'apprendistato è quello dell'assunzione dei giovani nelle officine nella misura del 10 per cento.
Cosa dobbiamo fare per fare assumere mano d'opera giovanile nelle grandi e medie officine?
Dobbiamo fare opera di chiarificazione tra i giovani disoccupati, convincerli che necessitano nelle officine operai giovani, far pressione sia all'interno che all'esterno delle aziende, informarne l'opinione pubblica modenese per potere portare gli industriali ad assumere mano d'opera giovanile.
Bisogna chiarire che a Modena vi sono 15000 giovani disoccupati permamenti.
Vi sono pesone che dicono che i giovani sono figli di papà, ma se uno ci pensa si accorgerà che la realtà è un'altra e se vi sono anche giovani che sono figli di papà essi hanno tutta una vita davanti a loro, essi devono crearsi una posizione, una casa, una famiglia e saranno i futuri conduttori in avanti della Nazione
Lottiamo quindi e battiamoci
per il rinnovamento dell'industria modenese ed italiana.
Giovani apprendisti la vostra ardente aspirazione è quella di sentirsi dire dalla mamma e dal popà « è un bravo operaio ». La vostra giusta aspirazione è quella di studiare, di frequentare la scuola professionale o serale, di non essere sottoposti a lavori pesanti o nocivi che nulla hanno a che fare col mestiere che andate imparando; di passare delle felici vacanze di ottenere un serio controllo sul vostro stato di salute per salvaguardarvi
dale più terribili malattie che minano la gioventù.
Ebbene giovani amici apprendisti se desiderate che queste vostre aspirazioni si avverino date il vostro appoggio al progetto della C.G.I.L. sulla disciplina dell'apprendistato, fatelo conoscer.) ai vostri amici all'opinione pubblica discutete con loro, lottate nelle officine, nel vostro sindacato di categoria per ottenere dal vostro datore di lavoro un migliore trattamento.
GIANCARLO MORSELLI
COME SI VIVE col
nostro salario
D PUNTATA
Voglio suddivedire il salario che si percepisce, in parti necessarie per sostenere la persona che lavora. Escludendo il cottimo che non tutti possono percepire in misura sufficiente nella nostra fabbrica e che non è che un supergfruttamento mal pagato un pò meno grave di quello individuale il salario che si percepisce secondo il mio modo di vedere non copre la metà circa delle spese necessarie per il sostenimento, ed il fabbisogno di una famiglia. Uno stipendio che si aggira sulle 1000 lire giornaliere, e che tenendo conto delle feste non può superare le 28, o le 29 mila lire al mese. penso non sia altro che una ossessione per quella povera casalinga che deve affrontare l'acquisto di vivande, sempre parlando di una famiglia tipo.
Da una statistica governativa mi risulta che a tale famiglia occorrono mensilmente 50 mila lire al mese, è evidente allora che il mio stipendio come quello di tutti i lavoratori è inadeguato al costo della vita. Mia mamma ad esempio, persona competente in materia e misura perfetta del danaro che lei maneggia, mi dice che è più fatica a spendere, che lavorare e guadagnare.
Come si vive oggi è miserabile, non vi è altra parola di più tangibile per dare un nome al nostro tenore di vita. Escludendo chi addirittura non lavora, e deve di conseguenza guardare di passaggio tutte le botteghe di qualsiasi genere, senza mai avere la gioia di vestire a nuovo o cambiare un pò il posto, per coloro che lavorano, o almeno per quel che risulta dal mio taccuino in maggior parte essi devono acquistare scarpe o vestiti a rate, o limitare le spese per mangiare, ed in questo modo le strade sono due, o renderci ridicoli, e ceciosi esternamente, o sentirsi logorare il fisico perchè (cont. in 4.a pag.)
Condoglianze
Vadano all'ing. Pradelli Enzo sentite condoglianze, da parte delle maestranze e de « La' Voce di Fabbrica ». per la morte del padre Rag. Ramiro, * • *
Le condoglianze da parte delle maestranze e della redazione de « La Voce di Fabbrica » all'operaio Stanzani Rino per la perdita del padre Luigi.
I ditta pOL SCAM armando modena corso duomo modena
Lavoratori e lavoratrici, lo studio ha un'importanza fondamentale in questo particolare momento di lotta e di crisi dell'industria nella nostra provincia, dovuta alle leggi naturali capitalistiche di produzione.
Lo studio ha un'importanza fondamentale perchè si impara come agiscono le forme di struttura e di oppressione dell'attuale società verso i lavoratori, sia all'interno della fabbrica che fuori di essa. Lo studio contribuisce cala formazione del carattere, insegna come si deve agire nella società, insegna le vie di lotta per miglierare le condizioni dei lavoratori sia materiali economiche finanziarie che sociali.
Lavoratori e lavoratrici, se facciamo questo sforzo saremo certi di combattere l'elemento per cui ci si mantiene in queste condizioni, dovute all'arretratezza e all'ignoranza, che ancora esistono fra le masse lavoratrici.
Il nemico della classe lavoratrice deve essere combattuto da noi, con la nostra volontà di studiare e di leggere perchè i dirigenti dell'attuale società non hanno nessun interesse a sviluppare le conoscenze degli operai, perchè emancipando i lavoratori danno loro la possibilità di vedere come sono trattati da essi. Di conseguenza i lavoratori aprirebbero ancora di più gli occhi e gli sfruttatori non avrebbero più la possibilità di applicare le loro leggi che sono di oppressione e di smobilitazione dell'industria, gettando nella più nera miseria i lavoratori per poi portarli alla produzione bellica e di conseguenza ad una nuova guerra.
Lavoratori e lavoratrici, uniamoci, animati da una volontà ferrea di leggere e di studiare, che è la base fondamentale della nostra lotta che stiamo conducendo per la emancipazione completa di tutti noi lavoratori, contro l'attuale società che vivrà fino a che vi sarà ignoranza e arretratezza fra le masse lavoratrici.
La lotta che stiamo conducendo ora è quella della completa emancipazione dei lavoratori e questa potremo realizzarla nella misura in cui faremo igua/cosa per migliorare il nostro livello culturale.
LEONELLO PELLACANI
In 23 e 24 febbraio p. v. si svolgerà a Torino, presso il Teatro Carignano, con la partecipazione di una delegazione di ingegneri, tecnici, operai stakanovisti sovietici,. un convegno di studi sulla vita e la organizzazione della produzione nelle fabbriche sovietiche.
Il convegno si svolgerà secondo la seguente tematica: Organizzazione della produzione e dell'officina il lavoro e la distribuzione del lavoro; formazione dei dirigenti tecnici; produttività del lavoro; costi di produzione; lo stakanovismo; i consigli tecni di officina; la ricerca scientifica nella fabbrica; la protezione del lavoro; l'istruzione generale tecnica; l'apprendistato e la §ua organizzazione; la donna nella produzione; la psicologia del Lavoro; salari e prezzi; sistemi di cottimo; assistenza sanitaria, riposo e pensioni; assistenza scolastica (asili, nidi, doposcuola, patronato nelle scuole;
legislazione del lavoro; organi di controllo alla gestione dell'azienda; la funzione dei sindacati; il comitato di fabbrica e di azienda; il giornale di fabbrica; attività artistica e letteraria; gestione e funzionamento delle biblioteche; conferenze tecniche e scientifiche; sport e svaghi:esperienze e testimonianze di vita di fabbrica.
Una Madre
La nel dolor di un parto invochi chi stai dando alla vita, e ti cresce sull'affettuoso seno ciò che natura ha dato in dono. Dopo sacrifici e sforzi vedi il tuo rampollo divenire un uomo che lotta per il lavoro. Calma, silenziosa e stanca giungi al tuo tramonto ma ancor sul farsi della notte oscura pensi alla lotta anche se è tanto dura.
PARIDE BERTONI
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IL 23-24 FEBBRAIO A • TORINO
Necessita IO studio
di studi
sulle officine sovietiche
COME SI VIVE
col nostro salario
(cont. dalla 2.a pag.)
lavorando richiede qualche cosa di più sostanzioso.
In occasione delle feste natalizie ho assistito ad alcuni fatterelli più, o meno, commoventi. Molti hanno avuto la possibilità di allestire, ed adornare secondo le possibilità loro, un alberello di Natale al bambino, gioia di una famiglia che tutti sentono, ma che però non tutti possono ugualmente godere. Ad esempio la Befana che tutti i piccoli vedono in quella veste di vecchia sdentata, per molti ha dimenticato il gradito, ed atteso regaluccio. Solo la iniziativa del popolo lavoratore ha donato loro, non solo il gradito sacchettino, ma anche quel sorriso tenero e gioioso al pari di tanti altri.
Partendo da questi sia pur piccoli episodi, dimostrativi, però di una miseria eloquente e permanente e di sacrifici a catena di un popolo degno di ben altra riconoscenza si delinea già chiara la esigenza della unità di lotta affinchè venga elevato il tenore generale di vita, per il bene di tutti i lavoratori, ma ancor più chiaro risulterà quando avrò terminato questa breve inchiesta.
(Continua)
GIORGIO MONTANARI
Direttore responsabile
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