SABIEGP/F dir I i
debelliamo uniti gli ostacoli posti dalla !:crlîtidu stria per il 'coloÌ:letament o del Con tratto c;i Lavoro.
Periodico d'informazione delle maestranze della Sabiem Parenti - Bologna
LA SOPPRESSIONE DELLA LIBERTA' E DELLA DEMOCRAZIA NELLA FABBRICA SIGNIFICA SOPPRESSIONE DELLE LIBERTA' E DELLA DEMOCRAZIA NEL PAESE. SEMPRE L'AZIONE DEL PADRONATO MONOPOLISTICO. PER LA REALIZZAZIONE DEI PROPRI PIANI REAZIO RARI E DI GUERRA E' VOLTA ALLA LIMITAZIONE E ALLA SOPPRESSIONE DELLA LIBERTA' NELLA FAB BRICA. PER QUESTO NOI LAVORATORI ESIGIAMO LE LIBERTA' DI SCIOPERO. DI RIUNIONE. DI STAMPA E IL RISPETTO DELLA NOSTRA DIGNITA', PERCHE' L'OPERAIO NON SIA UNO SCHIAVO NELLA FABBRICA MA UN CITTADINO CON I DIRITTI CHE, LA COSTITUZIONE SANCISCE.
LA Li IRTI I PREMIO
Lo sciopero di tre ore, condotto giovedì scorso, è stato una grande manifestazione che ha svergognato coloro che in male= fede gioivano per la presunta impossibilità di rispondere con la lotta ai soprusi della Dire= zione,e teorizzavano di conse= guenza sull'inevitabilità dei compromessi, ed ha dimostrato quanto sia forte lo sdegno e la collera in tutti, per l'opera to della Direzione. Ha dimo= strato inoltre, come la strada della lotta sia la sola che si può percorrere contro la politica di forza padronale, cosi come lo dimostrano le lotte che i lavoratori di ai tre provincie e di al tre categorie stanno conducendo con vigore per gli aumenti sala= riali, per il rinnovo e compila tamento dei contratti di lavo= ro, per la conquista della giusta causa nelle campagne, per la difesa delle libertà democra tiche, come nel caso dei portqa li di Genova.
Ma l'aspetto maggiormente posi= tivo stà nel fatto che, scaturì to da un grave episodio diAb. tolleranza democratica (il di= vieto di ingresso alla sala men sa al dirigente sindacale, per= chè intendeva illustrare i moti. vi di uno sciopero da condursi nei prossimi giorni) lo sciope= ro ù riuscito a collegare stret temente alla difesa delle liber.
tà democratiche, la difesa del salario e del premio di prodm zione. Si è affermato con de= cisione che la C.I. non può andare a mercanteggiare una dimi= nuzione quando da parte della Direzione non c'è volontà seria di discutere obbiettivamente.
Si è affermato altresì che l'azione che ne consegue da parte nostra richiede il pieno esercì zio delle nostre libertà sindacali e democratiche.
Si è affermato che la strada della rassegna= zione, della passività e dell'attesa di momen ti migliori, è la stra da che porta alla op= pressione, alla mise ria, al fascismo.
Si è affermato che bisogna continuare con la nostra azione spie= gando, anche a quei la voratori che intimoriti dalle repressioni padronalì non ci hanno seguito, che noi siamo la Classe Operaia che difende le libertà democratiche perchè sia mo la classe sfruttata, perchè siamo la classe che vuole rinnQ vare le strutture economiche, perchè nelle libertà democratiche troviamo le condizioni più favorevoli per lottare contro lo sfruttamento, per migliori condizioni di vita e per salva= guardare la nostra dignità di lavoratori e di uomini.
Riotti
2 La Voce Aziendale 1955
I EMPIENTI 01
E' giunta a casa di tutti i la. voratori della nostra fabbrica, a mezzo di una certa unione de= mocratica emiliana, una busta franca contenente tre manifesti ni che ognuno di noi aveva già avuto il disgusto di vedere affisso sui muri della città . Senza entrare nel marito del lo ro contenuto e scendere in pole mica per dimostrare il pro ed il contro nella giusta misura morale e politica, cercheremo di farci alcune riflessioni so. pra per mettere in evidenza la personalità dei loro promotori. Dalle spe se sostenute e dal mo do con cui questi "de mocratici ermiliani" hanno potuto avere ik nostri indirizzi si presume che costoro non possono essere dei poveri cristi nel la-tenenti, poiché no gli ambienti confindu striali....beh! Ar= rischiamo di passare
Come maligni ma la questione degli indirizzi non ci convince e, siccome il ghiam cio è rotto, malignità chiama malignità : c'era proprio biso= gno di sccmodare la democrazia emiliana per far passare quella merce ? Andiamo, non stà bene mentire, specie grossolana monte! La prossima ondata firmatela come si conviene. Noi suggeriamo;"A cura dell'Associa
zione provinciale degli Indu= striali", oppure, se non si vue le macchiare l'immacolato cando re della sudetta, suggeriamo: "Un gruppo di industriali cense_ guenti". Siamo umani come ve dete perchè non pretendiamo neu meno il nome.
Ci rendiamo perfettamente conto che sottoscrivere simile roba significa il suicidio della prm pria onorabilità .
Però comprensione per comrrea sione, meditate su alcuni cunsi. gli: anzichè elaborare volanti= ni, in parte ambigui o in parta che nen cono nulla di ccncre= to, adoperatevi per laborare piani produl tivi ed economici onde poter sanare la no stra industria.
Dissertate un pb meno sulle libertà di scio pero in altri paesi 3 non limitatela nelle fabbriche, come la no. stra, accarezzando il sogno di sopprimerla come ai "bei tempj",
Spendete meno soldi inutilmente e retribuiteci salari e stil en= di migliori. E' forse chie= dere un pb troppo ? Comunque meditate!
Nello
1955 La Voce Aziendale 3
Prg
k PA
1 TKO J111 T UIY opoll
E' noto come la politica economica nel nostro Paese ò resa sterile e soffocata dai grossi monopoli che di fatto sono colo ro che upvernano oggi in Italiao In Italia a differenza di al. trà stati, si c arrivati presto alla fase monopolistica e la li bora concorrenza non ha avuto quello sviluppo che ha avuto al trove. Grossi complessi costi tuitosi Ãn monopolio hanno man= dato e mandano tutt'ora in rovi na centinaia di medie e piccole industrie con relativo aumento della disoccupazione. Alcuni di questi avendo nelle proprie mani la quasi totalità delle ma terie prime e delle fonti di e= forgia determinano il bello ed il brutto tempo sul mercato. Vedi monopoli elettrici, chini. ci (2dison Iontecatini) ecc. Questi non sfruttano tutte le risorse e gli impianti al '00% poichò una politica economica che ha come base il massimo prp fitto e non le reali esienze tecniche ed economiche del Pae• se, non può tendere allo sfrut= tamento totale degli impianti e condurre di conseguenza una po= litica economica nazionale, te= sa ad aumentare le capacità di acquisto delle massi lavoratri= ci. E' chiaro che ci trovia mo di fronte ad una stortura e= conomica che può reggersi sol• tanto sul potere assoluto di de terminare i prezzi ed assogget= tare ad essi la massa dei lavo= ratori, o sul potere di condannare alli: distruzione interi
settori produttivi come i com. Flessi Iri-Fim-Cogne, tipo Duca ti, che indirizzati da un pro. gramma economico conseguente e nazionale costituirebbero la piattaforma per la condizione di una lotta a fondo contro i monopoli. Non sfugge a nessu= no la necessità di questa lot= ta. Tutti sono interessati l'operaio, l'impiegato, il con= tadino, il commerciante, il pi,g colo e medio imprenditore, a mu tare questa situazione ibrida e convulsa.
E' quindi questa esigenza nazio nale che ci sospinge nell'azio. ne per applicare quelle norme costituzionali che già prevedo. no alcune riforme di struttura che nella nazionalizzazione di alcuni complessi monopolistici giungono al controllo democrati co dei restanti.
Il problema ò molto importante e complesso e dovrà essere anco ra dibattuto. SY una imposizio ne che ci viene dalla grave si= tuazione in cui versa l'indu. stria italiana, dalla importan= za che riveste, per la nostra provincia, la nostra fabbrica (anch'essa legata al monopolio) e dalla funzione di prim'ordine Che spetta alle forze lavoratri ci in questa lotta per il benes sere e la prosperità economica.
Vito
4 La Voce Aziendale 1955
?en è diffuk,à , osa persiste axlcp, la mentalità di considerare la donna unge getto personale dell'uomo, somessa alla sua olontà ,.compr,7. 7za dalle cose domestiche che soffocano la y:ersonalità , senza che si inte= ressi di quante succede attorno a lei- La realtà esistente tende perÒ a dimostrare la as= surdità di questa concezione. La donna si é imposta all'at= tenzione della società per il contributo fattivo nelle lotte a cui il popolo era chiamato. Hanno imbracciato il fucile quando era necessario, e la te= stimonianza partigiana ci ha detto di quanta utilità sia sta to il lavoro delle staffette; le abbiamo viste attive alla pa ri degli uomini nelle lotte per la pace ed il lavoro.
Ed in queste lotte molte di es= se hanno dato la vita. Un va= lido contributo lo si è avuto anche nell'esercizio del voto perchè è anche loro merito l'a= ver dato all'Italia un volto re. pubblicano. C'è dunque qual= cosa di molto cambiato, e i mu= tamenti sono profondi; anche i rapporti famigliari sono oggi improntati a maggiore umanità e comprensione.
Merito di ciò va alle organizza zioni democratiche e popolari che in ogni occasione (lascian= do da parte le vecchie mentali= tà ) hanno chiamato la donna a difendere i propri diritti e a
conquistarsene altri per un più rapido progresso. Ancora si deve insistere perchè sia mag= giore il contributo femminile per la difesa della libertà , del lavoro e della pace, oggi così seriamente minacciata. Salutiamo quindi 1'8 Marzo,Gior nata Internazionale della Donna, ponendo a noi stessi il com pito di contribuire maggiormente alla emancipazione ed alla elevazione economica, morale e politica della donna. Tutto questo nella ferma convinzione che le masse femminili sono un elemento indispensabile per la conquista di un'esistenza mi= gliore per tutti.
1955 La Voce Aziendale 5
Loghi
IL MONDO CHIF.11E...PACE t
gionare questa volontà in manifestazioni concrete che serve per fermare la mano ai pazzi. Ognuno di noi ricorda quanto era grande il desiderio di pace che ci 'atimavaallorchè si scatenò la seconda guerra mondiale.
Il fascismo soffocava però, quel desiderio unanime rendendolo inefficace e quello che ognuno sentiva dentro si se, quella umana speranza non la poteva esternare perchè manifestarla signifi cava la reppressione,il car cere e anche la morte.
cruda esperienza non è sol= tanto nostra ma anche di AL tri popoli, compreso quello tedesco che malgrado la sua volontà , oggi si vuole riai mare e sottoporre al coman= do di quelle forze che già l'hanno portato alla rovi= na. Oggi però abbiamo con quietato la libertà e ia da mocrazia, quindi è possibile opporsi, uniti ad altri popoli, al riarmo tedesco e alla guerra.
"IO CREDO CHE LA RINASCITA DELL'ESERCITO TEDESCO
RAPPRESENTI UN RLEKRNTO
COSTITUTIVO DELLA PACE..."
Adolfo Hitler
21 maggio 1933
En corrente questa frase ecce sivamente ~tietica : ma chi è che non vuole lallacci ? E si definisce pazzo o criminale chi vuole la guerra. Poesia mo però ritenerci paghi in virtà di questo istinto, considerando che alla fin dei conti i pazzi anche se numerosi non potranno mai prevalere sulle volontà dei popoli ? La posta in gioco è troppo grande per vivere tran= quilli: i pazzi esistono (Mini= thausen - Buchenwald - Auschwi= tz ecc., insegnano), ma esi= atta anche la grande volontà di pace dei popoli.
Però sappiamo che fintanto che questa volontà si nasconde nel= l'intimo di ognuno di noi, questa non ha valore di forza in movimento e poco conta. Eg spesi
E i pazzi prevalsero sui P.S1 poli coprendo il mondo di lutti e rovine.
Se i nostri sentimenti si fossero potuti incontrare e far scaturire da essi un grande e forte schieramento assai difficile sarebbe sta to per il fascismo scatena= re la guerra e si sarebbero evitate così le sciagure agi„ recate al Paese. QueiViC
Oggi la guerra porterebbe con se la distruzione completa di ogni vita animale e vegetale e, i preparativi e i piani del Consiglio A= tlantico per ia guerra in Europa strategicamente basa ta sull'impiego delle armi atomiche e termonucleari e diretta da generali tede. echi (ex criminali SS),i Ad positi di queste armi sparsi quà e la e la corsa efre nata alla costruzione di questi micidiali ordigni di
distruzione non possono tranquil lizzarci e ci dimostrano quanto sterile sia l'affermazione che la guerra non ci sarà perchè la paura alberga da entrambi le par tÃ. Bisogna perciò schiarire le prospettive che si presentano troppo oscure, con una larga azione che sventi ogni manovra minacciosa per la pace, che dim2 stri concretamente come oggi l'ideale di pace non rimane chic so nell'intimo nostro ma si apri giona con forza.
Salutiamo l'Appello di Vienna contro la guerra e per la distru zione delle armi atomiche e ter= monucleari che ci permette dà unire la nostra voce a quella di tutti i lavoratori e cittadini del mondo in una grande petizione che serve da manto ai pazzi e ci impegna a mettere loro la camicia di forza.
Questo è necessario fare perchè non si ripeta la strage di Hiro= shima e Nagasaki in tutto il mon do e lo faremo per noi, per il nostro popolo e per l'intera umanità .
6 La Voce Aziendale 1955 1955 La Voce Aziendale 7
Trio
CRITIC
Il cinema, come del resto la ra dio e la stampa, deve servire per io studio e l'emancipazione culturale del popolo.
E' quindi giusto che la critica cinematografica "appoggi" quei film che sanno educare e nello stesso tempo criticare i tanti difetti e gli errori che una cattiva educazione può creare.
Siamo dell'avviso che un film, deve, per principio, raggiunge= re uno scopo, e cioè illustrare la vita come veramente è. E que sto lo s. vede soprattutto nel neorealismo.
Non sono i film colmi di sfarzo .e di accecanti colori che esal= tano ili episodi di guerra e la violenza con tutte le sue mani= festazioni, che servono alla cultura, ma quelli che smasche= rano la corruzione che esiste fra la grossa borghesia e lo sfruttamento che subiscono mi= gliela e migliaia di persone.
Un film, insomma, aeve mettere in luce e far presente al rub= blico, quello che il pubblico stesso forse non conosce.
Certi spettatori ad esempio,pre feriscono i film comici perché, essi dicono, loro vanno ai cine ma per aivertirsi e non per sor birsi un "mattone".
Anche i film comici possono ave re, sotto una forma elegante di satira, quei punti positivi che
servono a rendere valido il film. Quindi è molto più "utile" un film, anche in bian= co e nero e con artisti presi dalla vita ma che serva ad edu= care da un punto di vista socia le, che uno sfarzoso technico= lor in cinemascope che rifugga la realtà creando illusioni.
La Voce Aziendale 1955 CI NEMA .
Frank
e.. GIORNO di tikt94,4a
C'era una volta un uomo, al qua le il Fato la Grazia Divina avevano assegnato il compito di dirigere un reparto in una fab= brica meccanica.
Distinto e di nobile aspetto aveva sempre vis= suto tra serre e roseti in fiore e con l'andar del tempo il suo naso aveva acquisita una tal sensibili tà da lasciar ore dere che sarebbe passato alla storia, offuscando il mito di Cirano di Berjerac.
Ma in un triste jiorno accadde la catastrofe. Passando per il reparto degli idraulici la sua pretuberanza capt? (ahimè che orrore) il puzzo di un'ars ringa, che veniva cotta su di una fucina. Subito fu preso da conati di vomito e da una febbre che fece scoppiare il
termometro. Esamine fu porta= to all'aperto ed appena fu in grado di camminare corse in Di= rezione a sporgere reclamo.
La Direzione' accolse subito la sua istanza ed ordinò che le ar ringhe venissero cotte nella cuci= na della mensa do ve così avrebbero allietato l'odora to di circa 500 commensali.
In quanto al no= stro eroe purtroppo il suo ol= fatto era irrimediabilmente ro= vinato. Malgrado gli impac= chi di petali di rosa non ci fu verso di togliergli da sotto il naso il lezzo dell'arringa, il quale purtroppo l'accompagnerL per sempre.
"LA VOCE3954
E' uscita la raccolta annuale de LA VOCE AZIENDALE 1954 "
E' un'elegante volume rilegato in cartoncino lucido nel quale è raccolta la vita della fab= brica nel 1954, attraverso le pagine del nostro giornale.
Tutti coloro che volessero acqui stare la "raccolta", possono ri= volgersi al diffusore de "La Vo= ce".
1955 La Voce Aziendale 9
Il Ficcanaso
i rÃ
Beni Signora Direzione, molto bene, fantastico oserei definir re quello che accaduto giorni addietro, nei vari reparti del la fabbrica.
Tecnici e Capireparto lavorava= no teme tante brave massaie a pulire ed a sgomberare, cane se volessero rendere piú accoglier te l'ambiente dove lavoriamo.
Diviene perciò giusta e logica (tra tanto spolverare) la spol. veratina che avete dato al premio di produzione.
Vuol dire che se oltre alla pol vere spariranno anche qualche migliaia di lire dal salario e dallo stipendio dei lavoratori, la colpa non sarà Vostra,ma ber. sì di quella strana cosa che si chiama pulizia.
Bene Signora Direzione, molto be ne, geniale oserei definire la Vostra idea delle righe bianche nei reparti, mancano solo il semaforo ed il vigile; peccato!
Immagino che le striscie bianche la pulizia e tutto il resto sia= no collegati con la decisione del Parlamento, di iniziare una inchiesta sul sistema di vita nelle fabbriche. Se così fosse, mi permetto di darVi un consiglio quando arri= verà la commissione d'inchiesta fate sbarrare la porta d'ingres= so agli spogliatoi. Non ci sa= rà così il pericolo che vedendo i cosidetti lavandini, scambino gli stessi per quello che sono e deducano cosa di essere entrati in una caserma di cavalleria anziché Ãn una fabbrica meccanica.
IO La Voce Aziendale 1955
LOpera di Puccini - 2.0= pera di Verdi - 3.Opera di Wagner - 4.Indeciso5.0pera di Puccini - 6.0= pera di BÃzet e nome spa= ;nolo di donna - 7.Nome d'uomo - 8.Opera di Verdi e bandito dei ma ri - 9.0pera di Massenet e capitale europea - IO.Opera di Massenet II.Grande lago americano - I2.0pera di Petrella 13.Opera di Boi• to e imperatore romano.
I 3 OROLOGI
Quale dei tre suona per primo ?
LO SARTICHE ?
le macchie di caffè si tolgono met tendo sulla macchia un pb di glicerina con un batuffolo di cotone e quindi la= vando con acqua tiepida.
quando a Roma sono le ore 12 a Buk nos Aires sono le d.
... l'edificio più alto del mondo è l'Empire State Building di New-York che misura mt. 381,25.
... il platino fonde ad una temperato= ra di 1764 gradi.
SOLUZIONE DEI GIOCHI DEL NURERO PRECEDENTE
BIGLIETTO DA VISITA:
Claudio Villa 4 4 4
1 955 La Voce Aziendale II I «...11.1111~1~••1 7 LE ULTIME 2 LETTERE DI OGNI PAROLA SONO LE PRIME DUE DELLA PAROLA SUC CESSIVA DEFINIZIONI 71 s 8 3 6 •
Io
•
APPOVERIM PAUTOTABA OCORIUIDES TESTONERO LLEDERETI A T A L E G A P
DITTA GUID via E. PONENTE 64
BICICLETTE - MICROMOTORI MACCHINE DA CUCIRE FORNELLI A GAS
MACELLERIA IINERI
via E.Pcnente 88-89 VISITATECI
DITTA BORTOLOTTI via E. PONENTE 66
MACCHINE DA CUCIRE RADIO e T.V. MATERIALE ELETTRICO
TAVOLI PER RADIO
IMPIANTI PER LIQUIGAS takta
LAMPADARI RADIO-RIPARAZIONI
OROLOGERIA
VIA CLEARI 4
orologi ZENITH
OROLOGI E SVEGLIE DELLE MIGLIORI MARCHE
RIPARAZIONI ACCURATE
PREZZI MODICI
CALZOLERIA BELLECCA via S. Felice, 25
SODDISFERETE IL VOSTRO BUON GUSTO
GODRETE DI AGEVOLAZIONI SPECIALI e di PAGAMENTI COMODI VISITATECI
ALLO SPACCIO AZIENDALE
TROVERETE MERCI ASSORTITE e di QUALITÀ' VISITATECI
GRISSINI e CIAMBELLE.
PANIFICIO CORNEA via E.Ponente 99
PER I VOSTRI MIGLIORI ACQUISTI RIVI ILGHTEVI
AL 73eztat
TUTTO PLR LA CASA via E. Ponente, 237
RERIziaLt DDIRMYSFAIM7
BORSARI via S.Isaia 78
VESTITI - CAMICIECALZE - PANTALONISCARPE - CRAVATTE -
Vendite rateali con buoni che potete ritirere al VISITATECI ! C.R.A.L.
FORMAGGI DI QUALITA' UOVA E LATTE FRESCHI
LATTERIA SCARABELLI
. PONENTE 105
O.RETI.RESP. RINO LAMBERTINI AUTOR1ZZ. N. 1762 DEL REG. DEL TRIO. DI BOLOGNA IN DATA3.1-53