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ALTRI DUE COMPAGNI DI LAVORO COLPITI DALLA SILI SI4,20Ancora una volta il referto medico della visita di controllo ci mette di fronte ad una dolorosa realtà: due nostri compagni di lavoro del reparto sbavatori sono stati rico= nosciuti affetti da silicosi e non si è nascosta la certezza che al= tri abbiano il fisico intaccato da questa grave malattia professionale. Le misure preventive prese dalla Direzione lo scorso anno dietro all'azione decisa degli sbava• tori, dimostrano ora tutta la loro insufficenza dall'esito del nuovo referto. E' tempo che essa tenga presente che le Org. Sindacali e la C.I. hanno presentato un quader no rivendicativo, dove fra i pro= blemi che esigono una pronta soluzione si richiede la costruzione del capannone degli sbavatori.
Questo non solo permetterà l'appli cazione di impianti adeguati (con motori funzionanti non come quelli attualmente installati) ma assicurerà agli sbavatori quella integri tà fisica che oggi è loro continua mente minacciata. La Direzione ha il dovere di sollevare subito la grave situazione di questi lavo ratori che per guadagnare il pane sono costretti a lavorare sotto il continuo pericolo di essere, volta a volta, colpiti dalla silicosi. Vorrà la Direzione tenere conto di tutti gli aspetti? O porrà la vergognosa alternativa dello scorso anno.... respirare quella polv2 re o andarsene dalla fabbrica.
Causa inadeguate misure di prevenzione, d'igiene e di sicurezza nel reparto, altri due sbavatori si sono aggiunti ai quattro che lo scorso anno furono riconosciuti affetti da silicosi.
Attenta, signora Direzione, su qug sta strada è bene questa volta non andare, perchè essa sarà sbarrata da tutti i lavoratori che vogliono difendere la propria vita che vale molto ma molto di più delle specu= lazioni finanziarie.
necessità impe ente re aumento dei salari o stipendi attraver so il conglobamento e la perequa zione, di porre fine all'ondata dei licenziamenti, di ripristina re nei luoghi di lavoro tutti i diritti sacrosanti dei lavorato= ri, alfine di far cessare quelle condizioni odiose di intimidazio ne e di supersfruttamento,per ri creare un clima di effettiva di= stensione, affinchò i lavoratori GENOVA possano liberamente lavorare. Perchè allora di fronte a queste rivendicazio ni economiche sindacali, che un padronato me= no tracotante e più comprensivo avrebbe potu= to e dovuto accogliere mediante normali trat= tative, la Confindustria non vuole discutere e concludere ?
Ci sono forse dei motivi economici? No, per ché in parecchi rami d'industria la produzio= ne è aumentata, senza che a questo aumento ve ramente notevole sia corrisposto un proporzio nato perfezionamento tecnico degli impianti , ne tanto meno un proporzionato incremento del la mano d'opera. L'aumento della produzio= ne è stato ottenuto intensificando i ritmi ed i tempi di lavoro; è stato ottenuto con il su dure e non di rado, con il sangue degli operai. I soli che ne hanno beneficiato sono stati i padroni in principal modo quelli dei monopoli i cui profitti, come è documentato nei loro bilanci si sono sempre più accrescili ti. L'intransigenza è dunque di natura poli tica; non si vuole trattare perchè ciò signi• ficherebbe riconoscere le giuste ragioni dei lavoratori, riconoscere il grado di miseria esistente nel Paese, riconoscere infine che la situazione economica e produttiva, creata dal la loro politica, minaccia seriamente le basi dello Stato. Di qui la feroce resistenza contro le richieste delle maestranze, di qui i loro tentativi di fermare la lotta frontale dei lavoratori attraverso le repressioni ed i licenziamenti.
Ora la lotta é stata ripresa, essa mira a col pire dove più forte è il padrone, dove più du ra é la sua resistenza. Chi dirige la Confindustria sono gli uomini del monopolio; ecco perché la lotta è differenziata, ecco per= chè si è costituito il "Triangolo" dei lavora tori di Milano-Torino-Genova.
E' qui che sono concentrati gli stabilimenti dei complessi monopolisti che hanno il coman= do incondizionato della produzione; da quella meccanica all'elettrica, dalla tessile alla
Nel "Triangolo" sono occupati il 70% dei mettalurgici italiani, il GO% dei chimici, il 734 dei tessi li, ciò significa per fare unesem pio che uno sciopero generale dei lavoratori dell'industria coinvol gerebbe il 58,2% dei dipendenti delle aziende nazionali associate alla Confindustria. Queste po= che cifre esprimono il contributo che danno alla lotta questi lavoratori. Però questo non vuol dire che nelle altre regioni essa sia meno efficace. Gli ultimi scioperi dal la Liguria al Lazio hanno dimostrato chiaramen te il grado dí combattività e di unità di tutti i lavoratori, nonostante la defezione al. l'alto dei dirigenti della C.I.S.L. che troppo presto hanno dimenticato lo rooboranti dichiarazioni fatte alcuni mesi or sono.
La lotta continua. Essa è dura e difficile, ma noi siamo fiduciosi e consapevoli, che solo così conquisteremo anche questa vittoria,
LACERMANIA E VERAMENTE VOSTRA AMICA
OGGI CI DICONO t C„E,Dev (COMUNITAQ EUROPEA di DIFESA) OSSIA s RIARMO DELLA GERMANIA
CI DISSERO I2R1 COL PATTO D'ACCIAIODal romanzo ononimo di Vasco Pratolini, Carlo Lizzani ha realizzato questo film, finanziato da una cooperativa tra spettatori-produttori, cinematografici dello stesso tipo di quello Che permise, sempre per la regia di Lizzani, la realizzazione di "Achtung banditi".
Dobbiamo subito dire Che abbiamo notato un sensibile miglioramento nell'opera dekgiova. ne regista. Forse n31 precedente film le vicende stesse della resistenza tendevano a portare il regista sulla cronistoria pura e semplice; da ciò forse le critiche per eccessiva freddezza che furono mosse dalla stampa "ufficiale". Il romanzo di Pratolini invece, aveva tutte le premesse per permettere al regista di mostrare oltre al ritmo narrativo delle varie vicende che nel romanzo stesso si intersicano, anche un accurata analisi dei fat ti di carattere sociale, storico, politico e sentimentale che i personaggi vivono..
Ed il merito di Lizzani età, secondo noi, pro prio qui, quello, cioè di aver reso i perso= naggi del romanzo in maniera tale che lo spat tatore è preso dalla vicenda, ne è partecipe lo stesso Pratolini ha detto che i personaggi del film sono proprio come li ha immaginati lui quando ha scritto il libro.
La vicenda, o meglio le varie vicende che dare no vita al film (e naturalmente al romanzo) non sono altro che le "cronache" degli abitare ti della Via del Corno, una viuzza che età al centro della vecchia Firenze, Costoro vivono, soffrono si amano, lavorano sotto l'incubo e il terrore delle squadracce fasciste che (siamo nel 1925) dietro l'indif= ferenza e a volte la protezione delle classi dirigenti di allora, fanno del soprusi, della violenza del disprezzo della libertà altrui, le basi per una lunga e ventennale tirannia. Anche in Via del Corno, il fascismo ha messo radice, nella persona di Corbino il ragionler re, brutale, prepotente, manesco che tiranne gia gli altri abitanti della via con la sua boria e con la forza che la situazione a lui
»favorevole gli dà Ma la fiaccola della libertà e della giustizia non è spenta in Via del Corno Maciste il maniscalco, giganta sco nella persona, comunista fervente_ rispet tato e amato da tutti i'vicini, c'è Ugo, an= c'egli comunista, dal carattere irruente e fo coso, donnaiolo e scanzonato, c'è Mario il giovane tipografo che si è trasferito in Via del Corno per amore della fidanzata, Bianca, c'e la "Signora" una vecchia strozzina che ge flosce tutto e tutti per mezzo di Gesuina la servetta che stà sempre dietro la finestra a spiare per la padrona e tante altre figure buone e cattive, oneste e miserabili, leali e vili. Abbiamo già detto che le vicende del romanzo sono molte e quindi farne la cronist2 ria è logicamente impossibileG
Diremo per finire che "Cronache di poveri amanti" come ha segnato un indiscutibile sue= cesso della letteratura italiana segna oggi per marito di Lizzani e dei suoi collaborato= ri un'altra tappa preziosa della nostra eine. matografiao
Dell'interpretazione non si può dire che be. neg diremo anzi che alcuni attori e attrici hanno raggiunto in questo film un livello ,son raggiunto primag vedi il caso di Anna Maria Ferrero, molto brava e misurata, Marcello Atee strojanni e Antonella Lualdi. Anche Adolfo Consolini, campione olimpionico di lancio 4.01 disco qui al suo debutto nel cinema, nella parte di Maciste, se la nava-, in verità, sai bene,
IL PIGNOLOTe/a ette/n~ • ~ g ittslis
Ancora una volta noi lavorato= ri della Sabiem-Parenti, mal= grado le manovre padronali(qua sturini alla portineria impiegati) e la equivoca posizione della C.I.S.L., abbiamo dato prova di compattezza, unendoci tutti con entusiasmo nello scio pero proclamato contro la te= starda intransigenza della Con findustria.
Siamo stanchi di chiacchere e conteggi tecnici, è ora di trai tare i giusti aumenti richiesti, che i padroni possono e debbono dare. Questa solida convinzione ci ha uniti, al di sopra di ogni spirito di parte ed intanto, è bene dirlo, la no stra lotta ha già dato i primi risultati concreti. Infatti in diverse fabbriche, i lavora tori hanno gil ottenuto acconti sui futuri aumenti; ciò h molto importante e serve anche per mettere in luce, meglio di qualsiasi commento, i secchi rifiuti posti dalla nostra Di= rezione alle richieste della C.I., di discutere un acconto.
La Sabiem fa parte del gruppo finanziario "Strade Ferrate Me ridionali", dove la perte del leone la fà il famoso ing. Pe. senti di Bergamo, quello per intenderci, dell'Italcementi e di una catena di giornali; che poveretto, con tutto quel pò pò di roba, ricava ogni ora al l'incirca un milione di profit ti. Sono questi uomini che respingono ogni trattativa, so no coloro che rispondono sempre "No", ad ogni richiesta, seppur minima, avanzata dai la voratori.
Come rispondere allora al rifiuto della Direzione di discu tere un acconto?
Come fare per smuovere la sua intransigenza per quanto _ ri= ggarda le 20 lire all'ora che arbitrariamente non ci pagami premio di produzione ?
Come pure per le questioni degli apprendisti e degli spogliatoi ?
A questi interrogativi non vi è che una sola risposta:la lot ta. E' vero che lo sciopero del 12 u.s., fà parte dell'azio ne coordinata e differenziata, promossa dalla C.G.I.L. e dal= l'U.I.L. in campo nazionale ma occorre, come del resto è sta= to sottolineato, durante la ma
nifestazione al centro della città, rendere questa operante giorno per giorno, dentro la fabbrica. Perché non vi è differenza con la posizione delle Direzioni sulle richie sto di carattere interno, da quelle della Confindustria in campo nazionale, sul conglobamento e perequazione. Se vogliamo smuovere queste po sizioni negative ed intransi • genti, c'è solo una via, che quella di far sentire ancora più forte, (in caso non avesse
ro udito ancora) che i lavora tori sono sempre pronti a di= scutere; però su basi concrete. Ma se la Direzione e la Confindustria non voranno sentirci, allora la nostra lot ta unitaria si dovrà sviluppa re sempre più, dentro e fuori dalla fabbrica, fino al giorno che consaguiremo per noi e per le nostre famiglie quei miglioramenti indispensabili.
Pral.
Se là se se se se se se
impasti la farina al chiarore del gas, dove il forno vuoto s'arroventa, zappi tanto da aver callose mani, ti vendi, finché può sventolare la tua gonna, aggravi la tua schiena, posi delle mine, scarichi al mercato enormi sacchi, apprendi o non apprendi un buon mestiere il capitalista aumenta il suo profitto.
Se lavi gli abiti con la benzina, se accovacciato raccogli cipolle, se scortichi la pecora che bela, se tagli al giusto punto i pantaloni, se mendichi, se rubi e la Legge ti ammanettail capitalista aumenta il suo profitto. Se scrivi delle poesie malinconiche, se cuoci i cavoli con il prosciutto, se vendi i semplici, se tagli il carbone, se curi il libro mastro, se mantieni il segreto, se porti un beretto con galloni d'oro, tu viva sulla Senna o a Szatymas, appena hai ricevuto il tuo salario, il capitalista aumenta il suo profitto. Vecchio mio, non vorrei lasciarti, ma va' pure, non gusterai caviale: finché ti dà lavoro, il capitalista aumenta il suo profitto.