Skip to main content

Voce del meccanico8

Page 1

ANNO V° - N.1

I Monopoli e l'I. R. I.

Qualche tempo là, da parte di alcuni amici della stabilimento che non condividono. il mio modo di pensare, mi si ebbe a dire che non c'era alcun nesso tra la critica situazione produttiva in cui versavano e versano le industrie IRI e l'azione che svolgono i monopoli nel nostro paese.

Per comprendere quindi il nesso, occorre vedere cosa sono e cosa rappresentano i monopoli.

Nei bilanci pubblicati dei granai monopoli italiani per ranno 1953 (non si conoscono ancora quelli del '54) risulta che i 10 maggiori monopoli italiani ranno reauzzato profitti superiori del 39./o a quelli realizzati nel 1952 (1).

La FIAT, che concentra nelle sue mani oltre il 75 `A) della produzione nazionale di automobili ed 11 50 della produzione di trattori, ha realizzato nel 1953 utili per 9 miliardi e 575 milioni (si tenga presente cne si tratta di utili dicniarad) il ché significa, nei confronti del 1952, 1130 % ui aument. Ma è interessante osservare che il fatturato registrato in tale anno è aumentato soltanto del 20 %, cioè di gran lunga interiore agli utili dichiarati, tatto che aimostra il superproritto realizzato.

La Montecatini, monopolio chimico, pur avendo effettuato un alleggerimento di personale rispetto al '948 di circa 11.000 unità (circa 56.000 1948 - circa 45.000 1953) ha nello stesso periodo aumentata la produzione di oltre 1'80 u/ o . . La Montecatini denuncia una diminuzione del fatturato rispetto al 1952, mentre gli utili dichiarati da 7 miliardi e 792 milioni del 1952 sono passati a 8 miliardi e 52 milioni nel 1953. Qui è evidente, come del resto in tutti i monopoli, unitamente ai superprofitti il supersfruttamento dei lavoratori.

La Edison, grande monopolio elettrico, ha prodotto nel 1953 4 miliardi 171 milioni di Kwh, contro i 4 miliardi e 59 milioni del 1952, con un aumento del 2,7 %, inferiore all'aumento nazionale che è stato del 7,%. Nei confronti di questo leggero aumento di produzione l'utile dichiarato della società è aumentato, rispetto al 1952, del 45 % passando da 5 miliardi 548 milioni a 7 miliardi 963 milioni.

Da questi pochi dati, perchè altri se ne potrebbero citare, risulta evidente quale grande potenza rappresentino i monopoli in Italia.

Ed essi, proprio per questo loro dominio, sono i più decisi avversari della Riorganizzazione dell'IRI e dello sviluppo di tutte le industrie del gruppo IRI le quali, per la caratteristica di aziende dello Stato e quindi della collettività, dovrebbero svolgere una funzione nazionale, tendere a diminuire l'azione dominante dei monopoli, limitare la loro potenza, dare un nuovo indirizzo alla produzione nazionale che tenga conto degli interessi generali del

paese e non più della legge del maggior profitto a favore dei grandi gruppi monopolistici.

E' noto che monopolio significa colossale concentrazione della produzione con la completa eliminazione della concorrenza.

Monopolio significa altresì unione del capitale industriale con capitale bancario, creando così una tale struttura capace del dominio completo del mercato e della vita economica in generale.

Ebbene, per la nostra esangue economia abbiamo bisogno di modificare questo concetto 'estremamente negativo.

La strada è quella delle riforme di struttura dettate dalla Costituzione Italiana, tra cui in prima fila la Riorganizzazione delle aziende IRI per porre le industrie facenti parte dell'ente al servizio del paese sotto il controllo del Parlamento, sviluppando la produzione secondo i fabbisogni nazionali, per la eliminazione delle lacune e degli squilibri esistenti nella economia italiana e farne così uno strumento di rinascita.

Questo è il grande compito che Spetta ai lavoratori per la salvaguardia del loro posto di lavoro e per migliorare le loro condizioni di vita. Occorre per la nostra Italia e per il suo popolo lavoratore la soluzione di alcuni problemi di fondo, senza la quale non sarà possibile trovare una qualsiasi strada per migliorare effettivamente le possibilità di vita dei lavoratori italiani.

(1) l dati numerici del presente - articolo sono ricavati da Notizie Economiche.

Alfredo Micheli In conseguenza alla applicazione dell'accordo sul conglobamento è nato il problema del riproporzionamento dei cottimi che oggi interessa particolarmeCe i lavoratori. Al Meccanico l si è aggiunto l'altro più gi te della revisione dei tempi di lavorazione che la direzione voleva effettuare contemporaneamente.

Si attenta alla libertà dei lavoratori per negarne i diritti economici

Dalle fabbriche al porto fronte unico dei lavoratori

E' in atto contro i lavoratori una larga e coordinata offensiva padronale che va intensificandosi. Innumerevoli potrebbero esserne le dimostrazioni.

Si continua a negare un serio aumento delle retribuzioni che i lavoratori chiedono da anni. Continua in troppe fabbriche la politica di smobilitazione e licenziamenti e mentre il tenore di vita dei lavoratori si abbassa il governo con l'aumento dei fitti e delle tasse tenta di scaricare sui lavoratori le conseguenze di una politica economica sbagliata.

Per attuare questo piano

di costrizione degli interessi economici dei lavoratori si rende naturalmente necessaria una limitazione sempre maggiore dei loro mezzi di difesa e di lotta e cioè delle libertà politiche e sindacali.

Ed ecco le intimidazioni, si tolgono i quadri murali, si cerca anche qui al Meccanico di limitare la libertà di movimento agli stessi membri di C. I. ed in campo più vasto aumentano le discriminazioni per l'assunzione al lavoro, si moltiplicano gli illegali contratti a termine ed infine, esempio più grave del momento, si attaccano le compagnie dei

portuali.

I Portuali non hanno guadagni favolosi tali da compromettere le riparazioni navali o pretese di monopolio del lavoro e questo lo si legge anche su di un manifesto degli industriali che afferma essere di soli 15 giorni mensili la media delle giornate lavorative dei componenti la Compagnia del ramo industriale nel '54.

Ma il padronato teme ben altro: il collocamento nelle mani dei lavoratori con le conseguenti garanzie di democrazia, la possibilità di discutere le tariffe, l'apertura nel porto alla più am-

pia democrazia; queste sono le conquiste dei portuali che oggi si temono in maggior misura che mai per l'esempio che possono trarne altre categorie di lavoratori.

Ma i lavoratori hanno già ben compreso che si tratta di un'unica lotta ed è perciò che in un'unico fronte delle fabbriche al porto e trascinando con loro sempre un maggior numero di cittadini si oppongono decisamente ad ogni attacco alle conquiste comuni e pongono con sempre maggiore energia nuove sacrosante rivendicazioni.

PROBLEMA de' COTTIMI

Mentre per il resto del complesso Ansaldo veniva diramata una circolare in data 17-1-55 con le indicazioni e tabelle per l'immediata attuazione del riproporzionamento, al meccanico veniva proposta alla C. I. una bozza di accor-• do nella quale si enunciava innanzi tutto la volontà direzionale di procedere alla revisione di tutti i tempi di lavorazione.

Tale bozza di accordo è stata respinta dalla C. I. dopo numerose riunioni di reparto, tenute per illustrarla. Essa era inaccettabile per le seguenti ragioni: 1) per la contemporaneità della revisione e

riproporzionamento dei cottimi. 2) Per la violazione del contratto di lavoro che garantisce il 20 % quale minimo di cottimo che invece l'accordo prevede ridotto all'8 %. 3) Per l'assoluita mancanza di una garanzia scritta per la conservazione almeno del guadagno precedente e dei minimi contrattuali. 4) Per l'intenzione della Direzione di mettere in lavorazione le nuove bolle con i tempi rilevati dalla .SCMAC senza preventiva discussione con la C. I. delle eventuali modifiche, ai termini del Contratto.

Su queste posizioni la C. I. trovava l'unità dei suoi membri compresi naturalmente i rappresentanti del sindacato CISL firmatario dell' accordo sul conglobamento.

La Direzione tentava allora la vana minaccia di mettere tutto lo stabilimento a percentuale con il 20 % ma di fronte agli inoppugnabili argomenti contrattuali della C.I. era poi costretta a ripiegare

sul blocco delle percentuali con la media di realizzo individuale di gennaio.

Inoltre è stato accettato il punto di vista dei lavoratori che le nuove bolle vengano discusse con la C. I. prima di essere messe in lavorazione.

Attualmente perciò tutto lo Sta. è a percentuale con la media di gennaio e si ritornerà gradualmente al lavoro a cottimo con l'emissione delle bolle che la Direzione si propone di ultimare entro il 55.

A parte la questione tempi vi sono naturalmente altre gravi considerazioni da farsi. Innanzitutto la Direzione dimostra chiaramente di voler aumentare la produttività senza che ai lavoratori ne venga alcun utile ed i lavoratori che già vivono in condizioni miserevoli non accetteranno questa pretesa. In secondo luogo vi è il problenia degli aumenti di merito che non risegue a pag. 4

Difficile è ormai, anche ai più sottili analizzatori dei movimenti e delle lotte delle classi operaie, discernere e distinguere fra i motivi che stanno alla base dell'azione sindacale di una categoria come di tutte le categorie, quanto in questa vi è di politico, di sindacale, di sociale e di umano nella azione stessa traendo questa azione, che è poi null'altro che una fase di una lotta più ampia che ha profonde radici e altissimi fini, la sua ragion d'essere da un insieme di cose che sono speso necessità per i lavoratori di non perdere il poco ottenuto come altra volta acquisire ciò che ancora necessita e la società nega.

Per questo è estremamente difficile dar credito alle voci di gazzette interessate che, volendo negare ai lavoratori il diritto di difendere le conquiste come di segnarne di nuove, arzigogolano, precisano, distinguono circa la validità di una lotta come l'odierna che i portuali sostengono con tanto impeto e con tanto entusasmo: il tutto all'insegna e con lo scopo di gettare l'ombra del dubbio ed il seme della discordia nelle fila finora assolutamente compatte dei lavoratori portali di ogni ramo e di ogni categoria.

I portuali si battono dunque per motivi comuni ad ogni lavoratore.

Essi in linea di principio sostengono ch'è impossibile cercare di togliere alla classe operaia, una volta ch'essa ha consolidato le sue conquiste, un qualche cosa senza il rischio di compiere azione antistorica che alla lunga giungerà a scadenza; essi sostengono in fatto che non si possono costituire condizioni normative ed economiche che peggiorino le inadeguate e scarse in atto, che non si può far ricorso a sistemi condannati dalla nuova coscienza poItica e per i quali l'avviamento al lavoro nel porto di Genova rischierebbe di ridiventare come fu decenni addietro una specie di mercato dei « gualani », quel mercato per intenderci che offre in quel di Campobasso, agli incettatori di mano d'opera per i campi, il lavoro dei giovanissimi

sulla base' della forza, della prestanza, della resistenza fisica dei singoli, passati al vaglio degli intenditori che palpano loro i fasci muscolari come di pregiati campioni del mondo zootecnico.

E' in queste condizioni doveroso il movimento di solidarietà degli altri lavoratori verso i portuali in lotta ed è legittimo il ricorso all'azione per sostenere tale movimento?

Abbiamo affermato prima che i motivi che hanno portato i portuali alla lotta sono segue a pag. 4

" liberalità pubb li c i taria„

Ad ogni impiegato in occasione dell' ultima paga mensile è stata consegnata una lettera della Direzione 'iena quale lo si avvertiva che gli veniva ancora concessa < a titolo di liberalità > quella parte di superminimi, che egli si era meritatamente guadagnati, ma che l'accordo firmato dalla C ISL e dall'UIL prevede vengano assorbiti (cioè fino alla copertura del riproporzionamento). Aggiungeva che tale < liberalità > era stata sollecitata proprio da CISL e UIL!?

Gli impiegati erano naturalmente sdegnati da tale posizione e forse altrettanto della mancata reazione dei rappresentanti la CISL e l'UIL ai quali la Direzione faceva fare una pessima figura tanto più avendo essi sostenuto apertamente di rivendicare il < diritto > a' superminimi ora concessi come < liberalità ›.

In proposito ci è giunto dagli uffici un articolo che pubblichiamo integralmente pur non condividendone talune argomentazioni.

Verso gli ultimi giorni d gennaio 1955, gli impiegai+ hanno ricevuto, con la pompa di un piccolo cerimoniale, una lettera a stampa. segue a pag. 2

4
18 Febbraio 1955
Authad Aspetto di guerra per le vie di Genova
ihau=r-rtigva I,'" LR yuCC DE L ir I 7 I PERIODIC0à DEI LAVORATORI DELL'AN,SALDO MECCANICO
UNA COPIA L 15
Difendendo le loro tradizionali conquiste i portuali difendono le libertà sindacali di tutti i lavoratori.

CRONACA DI QUINDICI GI ORNI

Senarega non

Il domani dell'Epifania mezz'ora prima che l'urlo della sirena desse il segnale delle 17 nel reparto MAME avveniva l'iufortunio che a distanza di poche ore troncava l'esistenza di uno dei più cari amici.

Nel reparto il turno normale stava per chiudere un'altra giornata di lavoro, fu un attimo, delle grida, un accorrere di lavoratàri, un corpo umano cne ruotava attorno al mandrino di un bareno.

I primi soccorsi, l'infermeria, l'ospedale, nulla valse contro le terribili fratture interne, poche ore dopo la vita cessava.

Il compagno Senarega non era più.

Come fu breve il tempo che intercorse in queste tristi tappe ove una vita veniva annientata, un uomo veniva strappato all'affetto dei suoi cari, rapito all'amicizia dei suoi compagni di lavoro.

Ancora sotto l'impressione della disgrazia ai lavoratori giungeva la ferale notizia, Senarega era morto!

L'amicizia verso un uomo che datava da anni, la comunanza del lavoro, la presenza fisica giornalmente vicina, la conoscenza del suo carattere, del suo pensare, le sue gioie i suoi dolofi, tutto impallidiva per divenire passato, ricordo.

Ma il ricordo di un corpo straziato, di un viso quasi irriconoscibile dove la morte aveva già posto il suo segno.

Come una vendetta dell' inanimato sull u o m o, la materia bruta animata dall'uomo voleva la sua rivincita e lo colpiva facendolo cadere sul campo più nobile, quello del lavoro. Questa è la retorica.

Ma la realtà è un'al= tra, una famiglia schiantata, una moglie che piange un caro compagno, un povero vecchio padre che spande le sue ultime lacrime.

Per noi rimane una triste realtà.

Noi non abbiamo visto come avvenne la disgrazia, ma ci permettiamo di fare un'amara constatazione, non una supposizione come da altre parti si è avanzata.

Sulla macchina di Senarega ci pioveva, lo stillicidio aell'acqua aveva formato sulla base del bareno delle macchie di acqua, e conseguentemente i piedi dell' operaio non poggiavano certo su un terreno ideale per poter lavorare.

Questo sussisteva come sussiste ancora al MAME ed in altri Reparti nono-

stante le continue denunce dei lavoratori.

E' amaro ciò, ma è vero, e questo per la verità si doveva.

Addio compagno Senarega.

Non vedremo più la tua massiccia figura di lavoratore china sulla macchina nei gesti abituati.

Nelle navate del reparto MAME non risuonerà più la tua voce.

Nella comunità di un reparto un nome non apparirà più affiancato ad un numero di medaglia, e questo è il tuo amico .Senarega. Non più il tuo largo sorriso sul faccione bonario, le tue parole sempre cordiali. Solo un ricordo di te che ci sarà di sprone per continuare la nostra battaglia per realizzare un mondo più giusto dove l' uomo sia considerato il capitale più prezioso.

Alla fedele compagna, al vecchio padre giungano le più sentite condoglianze dei lavoratori tutti e del nostro giornale.

I Lavoratori del MAME

Parlare della mensa aziendale e dire che attualmente il pasto non soddisfa non è certamente dire una novità. Già altre volte il nostro giornale ha ospitato le constatazioni di coloro che ogni giorno consumano il pasto alla mensa, ha parlato dell'impossibile intento di far quadrare il pasto con l'importo viveri non suwciente ed ha raccolto le giuste e sempre in aumento lamentere che i lavoratori elevano ogni giorno.

—In effetti la situazione và di tempo in tempo peggiorando per l'aumento dei prezzi dei generi alimentari che ha praticamente annullato l'aumento concordato nel 152 fra CIC e DIG. I prezzi del mercato e gli stessi scatti della contingenza, se non bastasse l'esperienza giornaliera delle nostre donne stanno a confermare questi rialzi. Da ciò l'acquisto di generi sempre più scadenti e la diminuzione di frequenza dei piatti migliori..

Se questo è il problema di tutte le mense dell'Ansaldo al Meccanico ciò si aggrava per la conformazione dell'edificio stesso della mensa; non costruito allo scopo e che, oltre a pregiudicare il servizio, richiede neassariamente più personale della percentuale media delle mense ed a ciò la DIS non intende ovviare nonostante le insistenti richieste della C. I.

—Bisogna assolutamente ovviare a questa situazione che gradatamente peggiora (aumenti di prezzi da una parte, licenziamenti di donne anziane dall'altra) bisogna dare alla mensa un volto più consono alle attuali esigenze sia nei pasti che nell'organizzazione, bisogna eliminare l'impressione di casermone di rancio che ancora purtroppo emana dalla mensa.

Occorre migliorare i locali e le attrezzature, impiantare cucine complete ad ogni singolo salone, dotare il servizio di stoviglie migliori, trattare cioè la mensa non da reparto improduttivo al qua-

Vogliamo riassumere in seguito alle insistenze di numerosi lavoratori e cittadini della delegazione interessata, i problemi di via Pacinotti che già anche sul nostro giornale abbiamo altra volta trattati.

Innanzi tutto il problema della revisione del fondo stradale continua causa di preoccupazioni per i lavoratori che nei giorni di pioggia si vedono schizzare lango Galle mille pozzanghere e di preoccupazione per gli stessi automobilisti che qui collaudano il loro mezzo.

Vi è poi il problema della viabilità. Alla congestione di traffico comune a tante vie di Genova si aggiunge per via Pacinotti io intralcio dei continui passaggi di ingombranti convogli ferroviari.

A questo ci sembra sia possibile ovviare sia dirottando per altre vie il traffico (lungo il Polcevera esiste un collegamento porto-ferrovia che si potrebbe facilmente allacciare anche agli stabilimenti eventualmente interessati) senza ur sare la strada carrozzabile, sia avendo l'avvertenza di effettuare nelle ore notturne o nelle ore diurne di

le negare ogni richiesta ma ricordare che vi mangiano 1850 persone il cui rendimento è direttamente influenzato dal trattamento ricevuto.

La C.I.0 e C.I. di stabilimneto hanno presentato nelle relative sedi le richieste di cui sopra e ci auguriamo che le Direzioni vogliano tenerne conto. Frattanto le invitiamo a non limitarsi a studiare il problema sulla carta ma frequentando direttamènte, per qualche giorno, le mense stesse.

Liberalità pubblicitaria

segue da pag. 1

Dopo la lettura di quel nitido testo avreste potuto Ledere, aleggiare un sorriso sulle labbra di tutti.

minor traffico, quegli spostamenti che fosse indispensabile mantenere in Via Pacinotti.

Per le fermate tranviarie sono necessarie, e non solo in Via Pacinotti delle cabine di attesa che riparino i viaggiatori dalla particolare inclemenza del vento e dalla pioggia di Sampierdarena. In Via Pacinotti per Voltri ci sarebbe spazio sufficiente di fronte al cancello del Meccanico e per Genova basterebbe chiedere il permesso ai Molini Riuniti che non dovrebbero mancare di concedere un pezzetto di spazio inutilizzato per unopera utile particolarmente ai suoi dipendenti.

Come soluzione di eventuale ripiego per l'una o l'altra fermata potrebbe anche servire l'impermeabilizzazione del viadotto ferroviario che attualmente è un pericolo anziché un riparo dall'acqua.

Restano ancora la fermata di Piazza Vittorio Veneto dove non dovrebbero esservi difficoltà a ricostruire una cabina che vi era già non molti anni or sono e la fermata di piazza Montano dove un riparo è altrettanto necessario.

Riassunti così brevemente i problemi resta da dare notizia di un'azione già iniziata da parte di persone ed organismi, sia nelle fabbriche interessate che nella cittadinanza pér la costituzione di un Comitato per la soluzione dei problemi di Via Pacinotti. A tale Comitato di prossima costituzione diamo già fin d'ora il nostro appoggio e la nostra adesione come giornale di fabbrica ed invitiamo i lavoratori a seguirne i lavori ed appoggiarne le iniziative al fine di dargli quella forza e rappresentatività che gli permetta di assolvere i suoi compiti facendo valere presso le autorità d'esideri e proposte nostre e della delegazione.

Cara <Voce del Meccanico,, Succede spesso che alla quarta navata della MAGI? manchi qualche gruista o si guasti una delle quattro gru in modo che molte macchine restano ferme ad aspettare la manovra per ore.

Una volta è successo che ci siamo trovati in sette od otto al aspettare e allora ci siamo rivolti al caposezione per fargli rilevare l'inconveniente.

Egli ci disse che lui per primo riconosceva quelle deficienze e che a suo tempo si era interessato direttamente per portare da tre a quattro il numero delle gru che però non è ancora sufficiente e figuriamoci perciò quando una resta inutilizzata.

Egli ci disse anche che avrebbe fatto mettere dei paranchi per rendere qualche macchina indipendente dalle gru. Un primo paranco è stato messo, o meglio una parte del paranco e cioè il solo braccio sarti circa un anno fà.

Da allora resta là fermo o meglio per essere precisi

C'era in quel sorriso anche il piacere di apprendere che la busta avrebbe contenuto qualche benedetto biglietto da mille in più. 11 che vuol dire, in parole povere, un paio di scarpette nuove per Pierino, oppure una bella borsa di vitello per la mogliettina e le pantofole nuove per la vecchia mamma.

Però quel sorriso nasceva sopratutto per considerazioni di altra natura e, diciamo pure, di carattere ancora più prosaico.

Ormai lo spirito critico della gente è assai vivace e basta titillarlo soltanto un pochino per farlo svegliare e insospettire.

Chi ha scritto la minuta di quella lettera le sa ormai anche lui queste cose (magari non ci sarà arrivato da solo. Glielo avranno detto in uno di quei tanti corsi dal nome straniero... chissà: la M jmetic Esicoimbrogljing School) e con guardinga penna ha vergato il papiro, pesando, limando, caricando di significato ogni singola parotetta del direzionale editto.

Lo stile di quello scritto ci fa capire da quale mano proviene... gente in gamba però, ve lo diciamo subito; gente laureata e con saure che ai nostri vecchi tempi non esistevano neanche.

Ma ora siamo nel 1955 e i tempi sono difficili anche per costoro, malgrado tutto il fosforo di cui sono impregnate le loro meningi e i superdosati insegnamenti delle Special University.

Essi non potranno mai giurare d'essere riusciti ad infinocchiare al 100 per cento la plebaglia proletaria.

Però se lo meritano un sorrisetto, valli, un sorrisetto alla sportiva, come per dire non ci avete fregato, ma siete comunque dei pirati di classe... Salirete in alto; buona carriera!

letario, la liberalità in questione non previene dai precordi del paterno animo snitaniale, almeno non tutia: ad accendere gli affet2u-si sensi hanno concorso le cireltuole blandizie e le moine dei favoriti di corte. Perciò ora lo sai o faticato prestatore d'opera; se vuoi trovar oblio e paradisi artificiali nell'harem del padrone, se vuoi che le liberalità si susseguano l'una all'altra e consentirti una vasta gamma di cravatte, dopo aver appagato le istanze pedestri di Pierino, sai a quali lusinghe devi accedere, ed a chi concedere la tua fiducia e le tue speranze. (l?) Beh! perdonate allo stanco cronista queste divagazioni slegate ed amare; non è il vino che gliele suggerisce, ma quest'epoca disperata e arida, che vede l'imperlo della macchina e delle formule e dove il cuore, vecchio congegno fuori moda, è sostituito dai «tests> di cento specializzate scuole dai nomi stranieri: ~tic Psicoimbroglying School, ad esempio. E dove lo schiavo col suo cravattino di seta artificiale annodato intorno al collo come la parodia di un cappio, va tuttavia cercando con affanno amore, comprensione e umana carità. I nuovi teorici della morale tecnicizzata lo chiudono invece nella rete implacabile dei diagramma e dei « metodi >.

Monsù Travet

Elucubrazioni su :

c71 premio di produzione

nome il termometro sta calando dopo tante settimane di un sopportabile inverno, così gli indici del premio di produzione subiscono da qualche tempo una sensibile flessione.

Mentre però le condizioni del tempo seguono le leggi misteriose, ma armoniche della natura... altrettanto non possiamo pensare di quelle che regolano il barometro... aziendale.

è servito una volta ma per legarvi una lamiera per riparare dall'acqua che scolava dal tetto rotto, l'operaio che lavorava sotto.

Un' utilizzazione troppo limitata, mi pare, per un paranco tenendo conto delle poche giornate all'anno che piove e poi lo stesso caposezione ha trovato a ridire perchè secondo lui la lamiera appesa ci stava male e forse aveva ragione.

Avrei, cara Voce del Meccanico, ancora da parlarti di un rubinetto per lavarsi le mani che c'era alla 4.a e non c'è più. Me ne rammento perchè ho visto nel quadro della prevenzione infortuni una nota che raccomandava di lavarsi le mani prima di toccare cibo e con acqua e sapone. Certo che non diceva di mangiare nelle ore di lavoro nemmeno quando uno fa dalle sei alle due o dalle due alle dieci e perciò smetto per non farti perdere altro tempo con le mie lamentele.

Alessio

Noi ci scherziamo sopra, eppure quel pezzo di carta intestata è un documento dell'epoca che viviamo; un piccolo, minimo documento, è vero, ma che ci avverte anch'esso che i metodi di sfruttamento si stanno perfezionando che il padrone va a scuola di psicologia e si circonda di dottrinali Giovanottoni i quali gli cercano, negli alambicchi della psicotecnica, le formule magiche per l'incantamento dei < prestatori d'opera >1

Gli schiavi d'oggi portano cravatta e vanno magari in motoretta, leggono libelli sovvertitori... così l'esasperata cacofonia delle fiere della propaganda non gli ottunde più il cervello e non può ormai indurli a trangugiare la minestra insipida degli ideali condizionati.

Ecco perchè occorre preparare ricette nuove per gli schiavi d'oggi in cravatta e tre vani con servizi.

Ecco perchè persino un documentuccio da nulla come quello giunto nelle mani degli impiegati gli ultimi di gennaio 1955 deve essere compilato con massima cura, sterilizzato a dovere per togliergli il giusto sospetto di una sospetta pubblicità.

E con flessuosi contorcimenti da baiadera in tecnicolor lo scritto ti dice che pur non avendone diritto (?) gli impiegati riceveranno, per atto di liberalità del Sultano, quei sospirati quattrinelli così propizi per tutti i Pierini che andranno paboneggiandosi con le scarpette nuove.

Ma, nota bene ottuso pro-

Ci viene il dubbio che la lancetta abbia segnato non l'indice esatto, rigorosa/nenie risultante dal meccanismo dei conteggi, bensì un altro... un pochino più basso ottenuto magari con un malizioso colpetto sfuggito al ditino del manipolatore li queste segrete (!) faccende.

Ahl... poveri c travet,, da lustri e lustri sottoposti al trattamento della carota e del bastone, pigliatevi anche quest'altro scappellotto! Eppure i vostri cuori di fedeli collaboratori, lealmente auspicanti le buone sorti d'ell' Azienda, hanno palpitato di sincera letizia quando appresero, sia dalle dichiarazioni della DLS. come dal ben informato giornale l'ANSALDINO, che la produzione lel MEC. registra un rialzo, che l'acquisizione delle nuove commesse rianima le officine e la fiducia nell'avvenire, etc.

In più si sono licenziati molti vecchi ed assunti pochi giovani; ovviamente, l'esborso degli stipendi si è sensibilmente contratto.

Allora come la mettiamo?

Da una parte aumento della produzione, dall'altra diminuzione del cumulo stipendi... vale a dire miglioramento degli elementi fondamentali che d'eterminano la famosa e tartassatella percentuale dell'incentivo di produzione. Come si spiega invece il peggioramento del premio di produzione?

Non ci resta che pregare San Pantalone di suggerire a chi di dovere una soddisfacente risposta ai nostri interrogativi. Monsù Travet.

2 LA VOCE DEL MECCANICO
è più Viabilità, fermate tranviarie e fondo stradale
SI EINE' 1111"CRIPIO„ PEI Via Pacinotti
Per un pasto migliore in una mensa migliorata
Gru, paranchi e ... igiene

_ingri giameata ai Callakatataci

Riteniamo doveroso ringraziare tutti i nostri collaboratori alla redazione del giornale. Nel ringraziamento comprendiamo naturalmente anche coloro la cui collaborazione non ha trovato posto sul giornale o perchè arrivata in ritardo o perchè su argomento già4 trattato o per altre ragioni. Ricordiamo particolarmente un limite alla collaborazione che non dipende da noi ed è il limite imposto dallo spazio. Tutti coloro

che desiderano scrivere ricordino che su un piccolo giornale come il nostro la collaborazione media accettabile è di un foglio, un foglio e mezzo di scritto a macchina o simile quantità di manoscritto (ci sono invece giunti articoli di 8 10 pagine di fitta scrittura). Rinnoviamo l'iniziale ringraziamento augurandoci inoltre che questa precisazione serva ad invogliare alla collaborazione altri let-

ii2tetagiani,

DOMENICO ZUCARO, Vita del carcere di Antonio Gramsci — 170 pagine con 12 illustrazioni fuori testo - L.250

La pubblicazione delle opere di Antonio Gramsci — dalle Lettere dal carcere ai Quaderni e agli scritti dell'Ordine nuovo — ha rappresentato uno dei fatti più importanti della cultura italiana del dopocerra e ha interessato larghissimi strati di pubblico. Ma relativamente ancora poco nota è la biografia di Gramsci. Questo libro ricostruisce, sulla base di una documentazione rigorosa, la vita di Gramsci dall'arresto (1926) alla morte (1937), durante gli anni in cui nacquero le Lettere e i Quaderni del carcere.

JOME KENYATTA, I Kikuyu — A cura di Sergio Borelli, 330 pagine - 500 lire.

La vicenda sanguinosa della lotta contro i Mau Mau hanno portato in questi anni alla ribalta della cronaca il popolo del Kenya di cui i Mau Mau rappresentano la setta politica più importante: i Kikuyu. Di questo libro sulla storia, la vita economica, sociale e politica dei Kiktiyu le Edizioni Avanti! presentano la prima 19m. traduzione italiana. L'autore è un negro, non certo di quel-

LA CARNE è ribassata

Nel negozio della S.I.C.C.E.F. di GENOVA-SESTRI, via Biancheri 34-36 r., continua la vendita di carne bovina fresca di 1.a qualità, a prezzi ribassati.

Un bel film da ;vedere e del quale discutere

Il film, di Luchino Visconti, tratto da un racconto di Boito, narra la storia di una nobildonna Veneziana che tradendo il marito si innamora di un giovane ufficiale austriaco, e quando l'amore della donna diventa morbosa passione essa tradisce anche Ta causa patriottica usando il danaro di una sottoscrizione per patrioti, per ottenere la riforma militare per il suo uomo la cui morale è esattamente l'opposto di quanto

lei si sforza di credere. L'intenso dramma amoroso si svolge al centro di un altro dramma: l'unità d'Italia. Siamo nel 1866, nei giorni dell'infelice campagna contro l'Austria. Diciamo subito che nel primo dramma, quello strettamente passionale, non vediamo diffetti. Non possia-

Succhi di FRUTTA

di posteriore a fettine » » 1.000

VITELLO DA LATTE DI 1.a QUALITA'

Polpa da brodo con osso Kg. L. 450

Polpa per arrosto ar-

rotolato » » 750

Polpa Tipo Famiglia » » 900

Polpa scelta » » 1.100

Polpa sceltissima anche a fettine » » 1.200

Salumificio

Fratelli BRICOLA

Via Sestri, 13 - Via Ciro Menotti, 58 r.

Ge-Séstri - Tel. 407.211

Prodotti da preferire

li, se ve ne sono, che portano la sveglia al collo. E' uomo di vasta cultura e ha vissuto a lungo in Europa frequentandovi varie università e laureandosi in antropologia e scienze politiche. Nel 1953, nell'ondata di repressione che ha accompagnato il diffondersi del movimento dei Mau Mau, è stato processato come istigatore dei disordini e chiuso in carcere, dove ancora si trova.

GIOVANNI PIRELLI, Giovannino e Pulcerosa — 180 pàgine con 16 illustr. a colori — 300 lire.

Da Montesperduto, Giovannino parte con Pulcerosa per scoprire se il mondo « cammina ». Mille straordinarie avventure attendono Giovannino la pulce saggia e stravagante, e soltanto dopo lungo peregrinare essi faranno ritorno a Montesperduto. Giovannino, Pulcerosa, Mastro Gerolamo, Zio Centomulte, Zia Semprenotte, i compagni della Fratellanza e molti altri personaggi sono i protagonisti indimenticabili di questa vicenda poetica rttraverso la quale Giovannino scopre come il mondo cammina e come dovrebbe camminare.

Un' inquadratura del film "SENSO„

umane

Abbiamo già accolto sul giornale opinioni varie sul problema delle « relazioni umane » ed ampie sono state le discussioni che le varie iniziative più o meno apertamente padronali, hanno suscitato fra i lavoratori. Mi permetto quindi di intervenire anch'io nella discussione più che per portare ideemie, per riassumere quelle di molti.

All'Ansaldo, prima fra le industrie italiane, si sono prese diverse iniziative: da parte della Direzione nei confronti dei capi e nei confronti di un ristretto numero di operai da parte di un « filantropo » (che ammette però di essere finanziato da alcuni industriali) tutte tendenti al fine di migliorare le « relazioni umane » fra dipendenti e dirigenti.

In effetti i lavoratori sanno, e ciò è anche parzialmente ammesso, che queste iniziative tendono a creare le condizioni per un miglior rendimento dell'ele mento umano nell'ingrancogio della produzione.

Da una parte costosi studi sulle « attitudini » e « sull'ambiente di lavoro » dall'altra la ricerca attraverso i corsi vari e gli animatori » del miglior trattamento psicologico possibile del lavoratore perchè egli renda al massimo delle sue possibilità.

Notiamo per inciso che le aziende IRI sono veramente industrie pilota » quando si tratti di spendere pubblico danaro in esperimenti utili a tutti e continuino invece ad essere a rimorchio dei monopoli quando si tratti di acquisire lavoro.

Così ai capi si insegna ad interessarsi della salute e della famiglia del subalterno ed addirittura si distribuisce loro un picce:o promemoria tascabile in celluloide dove fra le altre ridicolag-

gini è anche ricordato al capo di non opporsi all'avanzamento dei propri dipendenti! l

E' veramente superfluo notare come tutto questo sia fuori della realtà e certo ogni capo si sarà :4 ntito sdegnato per l'improntitudine di chi vuol riversare in basso colpe che stanno ben in alto e pretende insegnare le normali regole di buona educazione ad uomini carichi d'anni e di esperienza.

Agli operai invece, ad Alassio Rapallo o a Col di Nava, si vuol dare un minimo di istruzione sui problemi sociali ed economici e ciò non sarebbe male se non tendesse in fondo in fonlo a farli convinti che nonostante difetti, errori e deficenze: l'attuale ordinamento economico e sociale sia il migliore possibile restandovi soltanto da migliorare, rendendoli più umani, i rapporti fra gli uomini e cioè, aggiungiamo noi, i rapporti fra coloro che possiedono tutta la ricchezza e coloro che la producono con il proprio lavoro per un salario di fame.

Questo il quadro delle diverse iniziative racchiuse nella formula u rapporti umani ».

Vi è naturalmente anche chi crede nella bontà delle intenzioni e per esempio vediamo sull'Ansaldino un'impiegato del Mec. che suggerisce, consiglia e critica per infine deplorare equanimamente i lavoratori che battono i pugni sui tavoli dei superiori ed i superori che trattano i dipendenti non da esseri umani ma da numeri di matricola.

Risponde, sempre sull'Ansaldino, un ex dirigente dèl Mec. e concorda con la critica agli operai negando la giustezza della critica ai dirigenti.

mo dire, però, altrettanto per il dramma storico del tempo. Quel conte Ussoni riesce soltanto super'ficialmente caro al pubblico, il motivò della sua ansia e la fede nella vittoria sua e dei suoi compagni non si prendono bene. Il regista non lo ha fatto amare dal pubblico. E poiché la fedifraga e spregevole contessa Serpieri, vorrà simboleggiare l' aristocrazia italiana, dobbiamo dire che anche dalla melmosa aristocrazia sono spuntati e spuntano splendidi fiori, che l'amor di patria unisce ai fiori migliori.

inoltre, dalle sequenze del film non si riesce a capire gran che sulla guerra contro gli austriaci. Indubbiamente avranno contribuito a ciò i rabbiosi tagli dei tre ministeri impegnati alla bisogna. Ma la parte storica e militare dell'opera appare addirittura confusa per cui diviene impossibile comprendere il perchè della ritirata dell'esercito italiano a Custoza„ se non si sa prima, che lo Stato Maggiore italiano era sottomesso alla <eccessiva opinione delle proprie attitudini al comando > (1) del Re Vittorio Emanuele, e che Casa Savoia ha sempre preferito la via degli stranieri a quella dei patrioti, anche quando, come in questo caso, il suo esercito era il doppio di quello del nemico, e ben armato. Comunque, Custoza, che il generale Cialdini chiamò « disastro > poteva non essere tale strategicamente (l'Italia ebbe 720 morti su 200.000 uomini) se gli errori del comando non fossero stati più che grossolani e se qualcuno avesse avuto il coraggio di mettere avanti un nome: Garibaldi.

S. P. A.

MASSA LOMBRADA

Depositari : IVALDI-FRANZONE

GENOVA - Telef. 451883

S.1110.111.

Forniture di carni ed affini per mense e comunità

Via S. Luca, 12-24 Tel. 21.852 GENOVA

Calzature _ '11111[211'

Assortimento Uomo Donna e Bambino

Chi ha dunque ragione?

A mio avviso la questione và posta così: nessun dirigente di mia conoscenza ha trattato men che educatamente i dipendenti anzi, salvo eccezioni, i dirigenti hanno sempre abbondato di buone parole e promesse la responsabilità della cui mancata attuazione viene regolarmente e voglio credere giustificatamente attribuita ad autorità superiori all'ir finito. Vi deve però essere qualcuno, anche se non è una persona fisica, che ha la volontà ed il potere di trattare i lavoratori come numeri o peggio come sorgenti di profitto che si buttano via quando non è possibile utilizzarle.

E' un fatto incontrovertibile che di fronte alla « umanità » o buona educazione dei dirigenti vi è la realtà di una crudele inumanità posta in atto contro i lavoratori: salari miseri, minaccia di licenziamento, disoccupazione, multe e bastonate e purtroppo talvolta morte contro coloro che si ribellano all'inumanità che li opprima.

Il dirigente che respinge ogni addebito non è certo responsabile di tutto questo ma ne giustifica troppo spesso i vari aspetti o comunque mai si unisce ai lavoratori che si ribellano e perciò ingiustamente protesta quando questi picchiano i pugni sul primo ostacolo che si para loro davanti.

Dunque, l'inumanità nei rapporti fra gli uomini esiste ma non è fra noi, dirigenti, impiegati ed operai tutti ugualmente lavoratori ma fuori di noi nell'assurdità di un'ordinamento sociale nel quale la legge del tasso medio dei profitti vale più della legge della solidarietà umana.

« Ma l'Italia poteva andar sommersa piuttosto che affidare le sorti della campagna al grande Partigiano >. Ctiiara e convincente è la condotta del conte tradito. Ricco, ambiguo, parla più austriaco che italiano. Personifica perfettamente la nobiltà che si arruffinna allo straniero per vincere i rivoluzionari, e conservare i propri privilegi. Ugualmente efficace è l'ufficiale austriaco, egli fa della passione sessuale l'unico motivo di vivere, del baro un mezzo, e le donne tante ,ortezze da espugnare. Come le vittorie per il suo esercito, che trova sempre caste sociali pronte a prostituirsi, così sono facili te sue conquiste.

L' interpretazione di A. Valli, la contessa Serpieri, di Farley Grangher l'ufficiale austriaco, e Massimo Girotti il patriota Ussoni, sono ottime. Si noti bene, in tutto questo .nostro discorso non vorremmo essere fraintesi: crediamo che films di alti valori umani, culturali e tecnici come « Senso > se ne siano visti ben pochi, soltanto, lo avremmo voluto più chiaro e persuasivo là dove noi lo riteniamo più importante.

(1) Dello storico Fabbietti.

L'ex dirigente del Meccanico termina la sua risposta all'impiegato esprimendo la speranza che l'iniziativa per migliorare i rapporti umani sia « approfondita » lino a toccare l'essenza vera del problema.

Il mio intervento sia accettato come contributo alla ricerca di tale « essenza » altri mi auguro che intervengano sia lavoratori che dirigenti, e se presto saremo tutti uniti in concordia di propositi riusciremo davvero ad instaurare nuove e più umane relazioni fra gli uomini. Michele

Via C. Rolando, 108 r. Sampierdarena

Autori*. del Triti. n. 227 in data 25 6. 52 Direttore Rospo**. MICHELE SINISI Tip. GAZZO Semplerd..Tel. 42.364 San Gottardo Alimentari all'Ingrosso • S. r. L. GENOVA Burro - Formaggi - Salumi Conserve . Vini tipici BURRO NAPOLEON Via Dino Bellucci, 35-37 r. Tel. 25.439 Facilitazioni Rateali ai dipendenti Ansaldo A. Burlando Tripperia SPECIALIZZAZIONE FORNITURA MENSE Corso Torino, 48 Genova Telef. 580428 EROSS FABBRICA GIOIELLERIA Concessionario orologi REVUE BUONI - ENAL - SALEA - SIAC ENAL CONSORZIO GE-SAMPIERDARENA Via della Cella, 46 rosso Telef. 42.170 LA VOCE DEL MECCANICO
SENSO
oga
MANZO Polpa
osso
L. 250 Polpa
brodo
zatini » » 500 Polpa Tipo Famiglia per arrosto » » 600 Polpa scelta » » 700 Polpa sceltissima di posteriore a fettine » » 800 VITELLONE PIEMONTESE Polpa da brodo con osso Kg. L. 300 Polpa da brodo e spezzatini » 600 Polpa per arrosto » 700 Polpa per arrosto Tipo Famiglia » 800 Polpa scelta » 900 Polpa sceltissima
da brodo con
Kg.
da
e spez-
Alla ricerca dell'„essenza„ di un problema Relazioni

Le Mutue contadine problema anche nostro

Riteniamo consonante con lo spirito del nostro giornale portare a conoscenza dei nostri lettori la grandiosa lotta che stanno conducendo i contadini cu tutto u paese ma particolarmente delle vallate liguri.

Spirito dalle pressanti richieste dei contadini italiani, il deputato d.c. Bonomi formulò un progetto di legge per una cassa Mutua dei coltivatori diretti, progetto pero, assolutamente inadeguato alle più modeste esigenze dei nostri contadini.

Ma vi era anche un altro progetto di legge, LongoPerirai, il quale rispeccniaVa le vere é fondamentali esigenze di assistenza mutuanstica dei contadini, e con la loro lotta i contadini riuscirono a far migliorare il progetto Bonomi che è stato approvato con tali modifiche da renderlo accettabile.

Ora la situazione è al punto che la legge, già insufficiente in quanto dà soltanto l'assistenza medico-1 ospedaliera e non farmaceutica, non viene neppure rispettata dalle autorità. Infatti mentre la legge garantisce a tutti i capiazienda il segue da pag. I comuni a tutti i lavoratori.

La risposta deriva pertanto immediata e precisa: non un' movimento solidaristico fine a se stesso deve rappresentare l'azione che la. nostra categoria è chiamata a compiere al fianco dei portuali, ma una precisa presa di posizione contro attacchi che il padronato non disdegna rivolgere, specialmente, contro i metallurgici, ai quali nega tra l'altro, con la sua cocciuta intransigenza, la possibilità di completare il proprio contratto di lavoro e di ottenere i sia pur scarsi miglioramenti salariali che appunto in sede di stipulazione del contratto, altre categorie hanno csi_ncordato.

Specialmente i motivi di opposizione dei portuali a quel complesso di norme contenuto nell'ormai famoso «regolamento Bonacchi, che è meglio definito come ritorno alla libera scelta, trova i metallurgici direttamente interessati per l'analogia che tale libera scelta presenta con i numerosi sistemi di collocamento escogitati negli ultimi anni per eludere le disposizioni della legge 264 sull'avviamento al lavoro.

E' diventata norma ormai negli stabilimenti e nelle officine la cessione di importanti lotti di lavoro o di determinati servizi a terzi con il sistema cosidetto dell'appalto per cui, fermo restando l'insieme del carico di lavoro, notevoli aliquote vengono illecitamente sottratte al personale di stabilimento o di officina, predisponendo così la necessità di ricorso a futuri massicci licenziamenti. Comune è diventata anche, entro e fuori della possibilità eccezionalmente prevista dal Codice Civile, il ricorso al contratto a termine che va sempre più estendendosi in quanto rappresenta per il datore di lavoro la più concreta possibilità di re scissione indiscriminata del rapporto di lavoro, soggetto come è con esso il lavoratore a obbedire se non vuole immediatamente torna-

diritto al voto per l'elezione dei Consigli delle Mutue Comunali, si è tentato quasi ovunque con criteri arbitrali e discriminativi di limitare questo diritto al minor numero possibile di contadini.

Basti l'esempio della nostra provincia nella quale solo 9.000 capiazienda su 20.000 sono stati iscritti nelle liste elettorali.

Si tenta cioè da parte governativa di abolire proprio quella che è la più positiva caratteristica de 11 a legge sulla assistenza mutualistica ai contadini: la eleggibilità degli organi direttivi Comunali che a loro volta eleggono gli organi provinciali e nazionali.

Da questo principio noi lavoratori dobbiamo trarre un'utile esperienza per riuscire anche noi ad ottenere l'eleggibilità degli amministratori delle Casse Mutue ed anche per questo vada la nostra solidarietà alla lotta che i contadini stanno oggi sostenendo e che siamo certi sarà vittoriosa.

Operaio del Marb premiato per un bozzetto antinfortunistico

Cel_autu_k an dai ee,n, BauelLi. PITTORE DILETTANTE

Nei numeri scorsi abbia- , mo pubblicato le interviste con due sportivi del Mecc. ed avevamo promesso ai lettori di far loro conoscere quanti altri si distinguano in attività extralavorative di ogni genere. Questa volta siamo lieti di presentare un operaio del reparto MARB, Barotti Eraldo, che si diletta a dipingere e che abbiamo scoperto in seguito alla sua affermazione in un concorso nazionale per bozzetti antinfortunistici.

Il suo bozzetto che ha ottenuto' il 2° premio raffigurava alcuni organi di macchine per la lavorazione del legno, una mano indicante il pericolo e due dadi che simbolizzano il gioco d'azzardo al quale si sottopone il lavoratore se accetta di lavorare senza gli adeguati mezzi protettivi.

VINCIGUERRA

il dovere di contrdllare e se necessario imporre l'utilizzazione dei mezzi protettivi senza mai lasciarsi andare a trascurare la necessaria prudenza mettendo in pericolo la loro incolumità.

Abbiamo saputo dal Barotti che egli si diletta di pittura da circa tre anni ma che fin'ora non ha mai avuto occasione di presentare i suoi lavori in pubblico, ora però che il risultato del concorso citatol (i primo al quale ha partecipato) lo ha incoraggiato sulle sue possibilità, conta di prepararsi seriamente per presentare al più presto qualche suo quadro ad una mostra quale potrebbe essere ad esempio il Premio Rivarolo di pittura.

Per le vostre occorrenze di : Elettrodomestici - Frigoriferi Articoli idraulici ed igienici - Fornelli Stufe e cucine gas - Super gas liquidi rivolgetevi a VINCIGUERRA

Piazza Montano, 14 - 16 r. - Tel. 454366 - Sampierdarena Si eseguiscono installazioni TERMICHE

IDRAULICHE - IGIENICHE

A ccettansi BUONI ENAL di Stabilimento

B. F.

re al marciapiede da dove è venuto.

In ultimo, un motivo assolutamente valido per la attualità della rivendicazione dalla quale muove specialmente la nostra lotta, è rappresentato dalla necessità di difendere la norma salariale oreesistente dai tentativi di decurtazione.

Troppo si è speculato in passato sulla erronea ipotesi che il salario del lavoratore del Ramo Industriale rappresentasse un onere insopportabile per il commitente, superando di gran lunga le normali tariffe cui fanno capo i metallurgici d'officina. I guadagni lordi dei lavoratori del Ramo Industriale non hanno mai registrato eccedenza superiore al 34% della media delle paghe sindacali della categoria, 34% che non compensa certamente il minor guadagno causato dalla precarietà della prestazione che, per il carattere di dscontinuità del lavoro, non permette quasi mai di lavorare le normali 26 giornate mensili, comuni a tutti i prestatori d'opera. Specialmente su quest'ultimo argomento, lungo sarebbe il discorso ed istruttivi i raffronti. Torneremo se del caso sulla questione. Con le brevi note che precedono crediamo di aver sufficientemente dimostrato intanto, la necessità di non considerare la lotta dei portuali un fatto che interessa i metallurgici solo per i riflessi solidaristici comuni all'intera classe lavoratrice.

Il Barotti ci ha .detto di essere stato spinto a partecipare al concorso dall'interesse che ha per lui il problema degli infortuni più che dalla speranza di un'affermazione ed ora che il suo bozzetto è stato premiato si augura che esso riesca a portare un sia pur modesto contributo alla riduzione degli infortuni causati in massima parte dalla deficienza dei mezzi produttivi; deficienza che spetta ai datori di lavoro e agli appositi enti di rimediPre mentre i lavoratori hanno

GRAN CALZOLERIA

5911EllAMINIONItig

Le migliori marche ai prezzi più convenienti

Via E. Dandolo, '6 r. • Tel. 43.047

Si accettano Buoni SALEA

GE-RIVAROLO

CA i LETTO

TESS L TI

Via Certosa, 85-87 r. Tel. 43.024

GENOVA-CERTOSA

Drapperie

Confezioni per uomo

Lanerie per signora

Cotonerie in genere

GIELLA

Calzature di Gran Lusso

Confezioni per Signora

Propria creazione

Ge-Sampierdarena

P.za Settembrini, 6. r.

Telefono 43.167

Auguriamo al Barotti di riuscire ad affermarsi e raggiungere cosi lo scopo che egli con il suo lavoro si propone e cioè uscire dai limiti lel semplice divertimento personale per farlo diventare, anche se modesta, attività artistica non fine a se stessa ma mezzo di espressione comprensibile e trasmissibile agli altri.

Il problema dei cottimi

segue dalla 1.a pag. sultano calcolati in nessuna delle esemplificazioni della circolare direzionale per i .cottimi e vi è il problema delle medie ponderali sia dell'utile realizzo che delle stesse diverse paghe di categoria al fine di stabilire un' unica partenza per ogni reperto per le bolle di cottimo.

Da tali impostazioni, se fossero attuate, verrebbe evidente scapito a gran parte dei lavoratori ed un ingiusto appiattimento fra le paghe delle diverse categorie che peraltro la Direzione prevede e giustifica con l'art. 5 dell'accordo firmato da CISI e UIL il quale dicendo non dover venire dal conglobamento nessun onere ne all'azienda ne alla maestranza, non garantisce per il singolo lavoratore il diritto al guadagno precedente. Nello stabilimento anche i rappresentanti la CISL nella C. I. sono contrari a tale interpretazione dell'accordo sul conglobamento che però la direzione ha l'intenzione di voler mantenere nonostante l'evidente assurdità e lo stesso scapito che ne verrebbe alla produzione per il mancato incentivo.

CALZOLERIA

biviNEO

E FIGLI

Via G. Jori, 22 Ge-Certosa Tel. 451291

UOMO DONNA BAMBINI

Ricco Assortimento

Calzature

Migtioc vittù ea quatità

Grillo Sport S. R. L. SAMPIERDARENA Via Cantore, 267 r. - Tel. 42.472 Grandioso assortimento Sport Abbigliamento Calzature Si accettano buoni SALEA - ENAL • CONFITAI - SCI so I/"LAMPADARI I Fabbrica Artigiana 000 Via G. Ansaldo n.6 r. 00 (Ponte di Cornigliano) VINTA LA lir con i nuovi piccolissimi FACILITAZIONI DI PAGAMENTO Fornitori O. N. Invalidi Guerra, E.N.P.A.S., I.N.A.D.E.L., ecc. Rivolgetevi con fiducia, per prove senza impegno, alla Agenzia per la Liguria dello Istituto M A I C O per I' Italia PIAZZA CORVETTO. I int. 4 — Tel. 83.558 — GENOVA Apparecchi Acustici "MAICO ss Adattamento individuale - Applicazioni invisibili Nuovo modello « TRANSIST-EAR » Mod. Q. l'apparecchio più piccolo di un accendisigari e più leggero di un paio di occhiali. MACELLERIA ifekéttena VIA CANEPARI, 3.5 R. - TEL. 451.710 GE-CERTOSA VITELLONE con osso L. 400 - Senz' osso L. 700 - Stalli scelti L. 1.000 VITELLI DA LATTE : Stalli scelti e cotolette . L. 1.300 Arrosto di Vitello . L. 1.000 SERVIZIO A DOMICILIO LAVORATORI ! per i vostri acquisti rivolgetevi al vostro: dipaccía Azienda& Via
ORARIO di VENDITA
PAGAMENTO RATEALE
/10UPIEQ
della
tel
patente
Stefano Dondero, 10 r.
: dalle 13.30 alle 19
Ge-Sampierdarena Premiata Autoscuola
Via
Cella, 43 r.
41851
1 - 2 - 3- grado
Corsi celeri serali Prezzi modici
4 LA VOCE DEL MECCANICO
C. S. S.
pRwisA0) GENOVA - Telefono 82.596
I penali 2
1101

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook