ANNO 4° - N. 7
NelleVi attacchi al salario ed alle libertà democratiche
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ANNO 4° - N. 7
NelleVi attacchi al salario ed alle libertà democratiche
416IIIM
La questione fitti e prezzi Le carte rivendicative la proibizione dei sdegno e proteste quadri murali unitarie
A questo posto, in questo numero che precede le feste natalizie, vorremmo poter metter gli auguri che invece siamo costretti a relegare in un angolino.
Ma la cronaca degli ultimi avvenimenti è cosi aspra e talmente urgente e necessario riteniamo il colloquio fra il giornale ed i lettori sugli avvenimenti da dedicargli il primo posto anche in questa occasione.
Come al solito sotto le feste i lavoratori sono sottoposti ad attacchi che non esitiamo a definire padronali anche per quanto è addossabile al governo che nessuno vorrà ormai negare essere governo di classe.
Aspettiamo da anni gli aumenti salariali e caparbiamente questi aumenti ci vengono negati; anzi proprio nei confronti della nostra che è ira le categorie più forti, 1' intransigenza padronale è più assoluta (vedi ad esempio i chimici che hanno strappato circa 1'8% di aumento e molte altr e di poco inferiori).
Ma ancora si vogliono peggiorare le condizioni dei lavoratori ed eco dal 1 0 gennaio prossimo l'aumento del 20% dei fitti da ripetersi fino al 1960. Occorrono poi 30 miliardi per le esigenze del bilancio statale e si ricorre alla strada più facile: l'imposta indiretta su diversi generi di consumo che a sua volta influirà su altri prezzi a tutto danno dei lavoratori.
Noi protestiamo, tutti i cittadini protestano, si creano nuove alleanze, e si allarga il dibattito; ed allora ecco che dall'alto si colpisce ancora nelle forme più varie e qui ricordiamo la proibizione dei quadri murali al Meccanico 'e all'Ansaldo. I
E' chiaramente tutta una offensiva reazionaria che vuoi riportare indietro la classe lavoratrice e dividerla dai suoi alleati.
Certo è difficile in tali condizioni mantenere la calma.
Quando ad esempio qui al Meccanico abbiamo iniziato lo sciopero di protesta contro la proibizione dei quadri murali legato agli altri problemi, molti lavoratori pensavano che fosse il momento di non limitarsi ad una fermata di protesta, ma cogliere l'occasione di una più forte e decisa azione in difesa dei nostri diritti.
Vi fu un certo disorientamento che solo le più approfondite discussioni servi ad eliminare
Soltando superando il giusto sdegno e l'esaspera-
Il Comitato della Pace ai lavoratori Perché dobbiamo lottare contro gli accordi di Londra
Riceviamo dal Comitato della pace di stabilimento il seguente articolo.
zione del momento era possibile vedere come un fatto, se pure importante, limitato e conosciuto solo nella fabbrica non poteva essere sufficiente premessa per un'azione più generale e, quel che più conta, vittoriosa.
Senza riandare ai precedenti storici del 25 aprile del 25 luglio, basti ricordare il 7 giugno o la lotta vittoriosa dei 73 giorni per comprendere come i lavoratori possano vincere le loro battaglie soltanto quando attorno a determinati
PROSEGUE111DIC.S11111STRADA051.11115ENIME1111„
Agli inizi d e I l' ottobre scorso la Direzione Generale Ansaldo comunicava alla Commissione Interna Centrale, la sua intenzione di procedere al licenziamento di 152 lavoratori.
Questo, avveniva dopo che la Direzione Generale aveva firmato un accordo con la C.I.C. di 2.000 sospensioni al Cantiere motivandolo con la carenza di lavoro, ed impegnandosi ad acquisire lavoro in modo che in un breve giro di tempo i lavoratori sospesi potessero essere riamessi nella produzione:
Questo accordo (e la DIC lo precisava) avrebbe dovuto mettere la parola fine a qualsiasi allegerimento nel complesso Ansaldo.
Orbene a 2 mesi di distanza la DIC non ha mantenuto il suo impegno e con una leggerezza inqualificabile, comunicava la richiesta di nuovi licenziamenti.
I licenziamenti dovevano essere di lavoratori anziani, e per conseguenza avrebbero dovuto essere visti sotto la forma di svecchiamento, secondo la DIG, ma poi nella lettera ufficiale inviata alle Organizzazioni Sindacali si è parlato di allegerimento.
Lo scopo oera evidente, e le stesse affermazioni dei Dirigenti dell'Ansaldo lo stanno a dimostraée, infatti essi fecero capire, che questi licenziamenti di anziani non saranno gli ultimi, ma che gradualmente avverranno di questi licenziamenti, e ciò vorrebbe dire che entro il periodo di alcuni anni sarebbero migliaia i lavoratori a lasciare le nostre aziende.
Oggi tutti i lavoratori Ansaldini sanno che è necessario lottare, per impedire che i piani di liquida-
zione di queste nostre fabbriche vengano realizzati sotto qualsiasi forma, vengano presentati anche se sotto la forma ambigua dello svecchiamento al quale non crede più nessuno.
obbiettivi si trovi raccolta la maggioranza popolare che è compito della classe lavoratric'e realizzare con una seria, continua e profonda opera di chiaraficazione.
Abbiamo un chiaro esempio della giusta via da seguire in questo momento nelle vicende dell'ultima carta rivendicativa attorno alla quale si è realizzata 1' unità di lavoratori ed organismi all' interno della fabbrica e che sarà compito di tutti noi portare all'esterno affinchè tutti conoscano e valutino la giustezza dei nostri obbiettivi.
Soltanto una costante e continua opera, che deve essere, ripetiamolo, opera di tutti noi, ci permetterà di realizzare al più presto quella unità popolare che è indispensabile per fermare la reazione e continuare la via del progresso sulla traccia della Costituzione Repubblicana.
Non può sfuggire ai lavoratori il vero significato degli accordi di Londra e Parigi. Essi sanno che questi non sono altro che il tentativo di stroncare la distensione internazionale che in questi ultimi tempi ha fatto dei grandi passi in avanti sia in campo nazionale che in quello mondiale.
I grandi successi realizzati ormai si contano a decine dalla vittoria riportata sulla legge truffa il 7 giugno in Italia alla cessazione di tutte le guerre in corso nel mondo, per culminare nella caduta della famigerata C.E.D. Ma la distensione è andata avanti anche dopo, fra gli aspetti più significativi sono il viaggio di Pandit Nerù nel Wietnam e in Cina.
tedesco; nella formulazione politico-ideologica hanno dovuto completamente abbandonare ogni parvenza di Europeismo e di falsa unità europea che doveva e avrebbe potuto trarre in inganno molte persone in buona fede; per sostituire al concetto della unità europea il concetto di unità occidentale.
A molti però sfugge la parte più grave, perchè se questi accordi hanno lasciato, rispetto alla CED, una parvenza di maggior sovranità nazionale, è però anche vero che per la sua formulazione vaga in alcune, e sibilline in altre delle sue parti sostanziali, e per il suo continuo riferirsi alla integrazione militare (l'Esercito italiano non è mai stato integrato) il riferimento alla CED (trattato che non è stato rattificato) significa che tutto il potere economico sarà a completa disposizione dei cartelli finanziari franco-tedeschi e quello politico nelle mani dei comandi militari.
La provocazione Togni alla Camera, le ultime disposizioni del Consiglio dei Ministri, le limitazioni continue e crescenti nelle fabbriche sono già di fatto l'applicazione degli accordi di Londra e Parigi. Partendo da questi aspetti di carattere generale e per i riflessi economici che fatalmente avranno gli accordi, i lavoratori debbono e sono decisi a lottare facendo proprie le iniziative del movimento dei partigiani della Pace.
Inchiesta fra i reparti e gli spogliatoi del "MECCANICO „
Colga l'occasione il Sig. Cominetti "per vantare sull'Ansaldino altri milioni di spese
E' già da tempo che il freddo si fa sentire e fin dai primi giorni ci siamo proposti di svolgere un'inchiesta a proposito di questa minaccia di stagione.
Molto tempo è passato dai primi freddi ma non abbiamo fretta, non temiamo che l'inchiesta sia superata. Il Meccanico è ormai centenario e tutte le cose vi si fanno con calma e lentezza. Ciò non toglie che il nostro Direttore possa parlare con entasi sull'Ansaldino dei miliardi utilmente -spesi in pochi anni trascurando le cifre ben maggiori di miliardi andati perduti negli stessi anni per la mancata continuità del carico di lavoro, per la smobilitazione del reparto utensileria (dopo le gravi spese sostenute per farne uno stabilimento a parte), per il continuo stillicidio di licenziamenti e cosl via.
Veniamo dunque ai risultati dell'inchiesta. Prendiamo atto del fatto che un buon numero di reparti hanno ottenuto finalmente un riscaldamento degno di questo nome (esempio ultimo la nuova caldereria unico reparto con il riscaldamento anche negli spogliatoi.
La maggioranza dei reparti resta ancora però in una situazione deplorevole. Riteniamo inutile riesumare qui una per una le diverse situazioni particolari dei reparti, tutte più volte trattate dalla C. I. o dal giornale o direttamente dai lavoratori con proposte proteste e agitazioni a ricorrenza annuale.
Basti dire dell'indecenza di certe stufe a carbone con mezzo metro di tubo per camino attorno alle quali i lavoratori sono costretti a girare saltellando fra il fumo pur di riscaldarsi. Il tutto dà ai reparti una strana rassomiglianza con gli accampamenti indiani durante la danza sacra attorno al fuoco.
Eppure sono vecchie di anni le promesse ben precise e particolareggiate di moderni ed efficienti sistemi. di riscaldamento.
Si parlava di stufe a nafta (che hanno dato buona prova al Mame) da estendere in tutti i reparti minori; di grandi stufe a gas di nostra produzione per altri reparti e di un moderno impianto a vapore con specchi riflettenti per i reparti ad alta volta nei quali non potendosi riscaldare tutto l'ambiente, si sarebbe provveduto con degli speciali specchi metallici a dirigere a volontà il calore prodotto da tubi poítanti il vapore acqueo e scorrenti lungo i muri. Per ultimo abbiamo lasciato il problema degli spogliatoi, delle docce e dell'acqua per lavarsi che crediamo sia attualmente il
La classe operaia sa che le forze reazionarie capitaliste le quali avevano subito la cocente sconfitta della CED, non si sarebbero rassegnate e soprattutto avrebbero cercato di creare uno strumento capace di eliminare anche alcuni contrasti che con la CED erano sorti all'interno stesso del loro fronte; ma e pur vero che per realizzare questo hanno dovuto e dovevano fatalmente mascherarsi una volta di più. Gli accordi di Londra e Parigi, se nella loro sostanza rappresentano, come la CED, il riarmo e la rinascita del militarismo più grave. Si tratta di un tasto veramente doloroso. Anche per gli spogliatoi ricordiamo precise anche se ormai vecchie promesse. Due anni or sono sembrava che da un giorno all'altro una prima grande stufa a gas di nostra produzione fosse sistemata in via sperimentale nel maggior spogliatoio, quello della seconda sezione, ma ancor oggi nulla di fatto.
Le docce in diversi spogliatoi sono scoperte beneficiando così dell'aria fredda degli spogliatoi Che per chi esce da sotto un getto di acqua calda sembra addirittura gelida.
L'acqua dei rubinétti proveniente direttamente dai tetti è tanto gelata da rendere il lavaggio quotidiano più arduo dello stesso cimento invernale al quale dedicano tanta attenzione radio e stampa.
E' veramente incivile che nel 1954 in tempi di « relazioni umane vi siano in un moderno stabilimento degli uomini che continuino a sopportare abitudini bestiali che solo l'uso centenario rende assurdamente logiche e inamovibili.
La Redazione de " La Voce del Meccanico„ ) augura BUONE FESTE a tutti i lavoratori.
Anche i lavoratori del Meccanico si sono già affiancati al Comitato della Pace e sono in procinto di prendere una serie di iniziative, che vanno alla chiarificazione necessaria all'interno e all'esterno della fabbrica.
Alle petizioni che già sono in atto, e raccolgono l'adesione quasi unanime, lettere e ordini del giorno che saranno inviati alle Autorità e ai parlamentari liguri, delegazioni in visita a personalità e alle redazioni dei giornali per invitarli a spiegare ai lettori la vera sostanza degli accordi. Lettere e messaggi saranno inviate alle maestranze di alcune fabbriche e organizzazioni della Germania Occidentale per invitarle a continuare la loro lotta per l'unificazione pacifica del loro paese.
I lavoratori sanno che nessuna contradizione esiste fra questa lotta e quelle già in corso, per il lavoro i salari e la libertà, anzi questa si integra e le riasume perchè gli accordi di Londra e Parigi mettono sul tappeto una grave alternativa: Riarmo o rinascita economica, riamo o riorganizzazione dell' I.R.I.
Unità Europea, Distensione, Pace e quindi marcia verso un futuro benessere; oppure divisione profonda dell'Europa e quindi marcia verso la distruzione e la morte.
Gli accordi non sono nè l'unità Europea nè la distensione ma la scissione del mondo in due blocchi con gravissimi pericoli di guerra.
La strada della pace è quella di una conferenza fra i 32 Stati europei per creare un sistema di garanzie collettive per una vera distensione, e una pace duratura e per questa strada è possibile passare.
Ci scrivono i lavoratori :di un reparto Parlando con imbragatori e marinai
Capacità ed intelligenza per 1111 MIO DI UNE MIEI REMINO NEun mestiere trascurato
Riceviamo dai lavoratori del reparto motori medi.
Noi lavoratori del reparto Mome nel rivolgere la nostra attenzione ed energie al miglioramento nel reparto del sistema di produzione, eliminandone i difetti, intendiamo operate per un effettivo miglioramento dei rapporti fra tecnici e lavoratori.
Respingiamo le affermazioni di ottimismo e quelle che i difetti sarebbero malattie inguaribili.
: I lavoratori respingono le affermazioni ottimistiche sulla organizzazione del lavoro. e ricordano che oggi al, montaggio dei motori medi oltre a scarseggiare il lavoro succede per otto motori su dieci che si debba più volte sospendere la la vorazione per mancanza di particolari e questo basta a provare il grado di disorganizzazione esistente.
Vi è poi un accentramento della direzione del lavoro da cui derivano difficoltà di movimento autonomo per i responsabili delle varie branch'e di lavoro. Vi sono ancora casi in cui l'accentramento diventa discriminazione verso gli operai specie quando si tratta di dare giudizi di merito per i quali si ritiene di conoscere a sufficienza tutti i lavoratori.
La responsabilità maggiore di tutto questo è certo nella situazione generale e nei piani della Direzione ma ciò non toglie che vi siano dei minori responsabili. Anche quando si fanno discriminazioni e violazioni dei diritti dei lavoratori come nei problemi della produzione, non basta dire che si eseguiscano degli ordini. I lavoratori non si ingannano e affermano che responsabili sono tutti i dirigenti, sia pure in misura del grado rispettivo di importanza, tenendo conto anche dello spirito con il quale essi eseguono gli ordini stessi.
E' naturale che i lavoratori nona separano mai il problema della organizza-
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E' ormai vecchia la storia della porta chiusa alla nuova caldereria ma crediamo che sia ugualmente utile parlarne sul giornale di fabbrica sia per coloro che ancora non la conoscono che per coloro che ancora ne subiscono le conseguenze.
Durante la campagna elettorale della C. I. i lavoratori della nuova calderia videro murare una porta che dal reparto portava all'infermeria, alla dispensa attrezzi ed agli uffici.
Vi furono proteste, una fermata del reparto e si ebbero due giustificazioni: la direzione d'officina disse trattarsi di rappresaglia per l'affissione di manifesti elettorali (autorizzati) e la Direzione di Stabilimento parlò invece diplomaticamente di esigenze tecniche.
I lavoratori insistettero nel dimostrare le loro ragioni ed in effetti il passaggio fu riaperto ma, o per « ragioni tecniche » o per non far troppo sfigurare gli autori della rappresaglia, fu riaperto 25 metri più avanti nella stessa paratia.
Naturalmente questa seconda soluzione ha i suoi aspetti nega-
zione ed • aquisizione del lavoro dal problema salariale chiedono quindi insieme ad una organizzazione che porti al miglior titiìizzamento economico della potenzialità del reparto, un più giusto equilibrio economico dei loro salari.
Ancora una volta i lavoratori si pongono su di un terreno di analisi delle deficienze del lavoro ed indicano come elemento indispensabile un maggior spirito di collaborazione fra essi ed i tecnici responsabili.
I lavoratori del reparto Mome hanno raccolto in un documento serio ed approfondito le proposte di soluzione ai problemi che qui abbiamo riassunto. Questo documento è stato discusso elaborato e firmato da tutti i lavoratori del reparto 'e presentato poi ai tecnici responsabili ed alla Direzione.
Ora ci auguriamo che la comprensione e la logica si impongano e si realizzi con un miglioramento effettivo della situazione, la distensione e la collaborazione dei rapporti fra lavoratori e tecnici secondo il vivo desiderio di noi tutti.
I lavoratori del MOME
Giorni fà, nel reparto MAGR abbiamo assistito con curiosità ed interesse ad un saggio di rara abilità dai nostri marinai.
Si trattava di capovolgere un grosso pezzo del peso di oltre 60 tonn., il quale, oltre le eccessive dimensioni si presentava a noi profani 'in modo da sembrare impossibile poterlo muovere.
Ebbene, con nostra grande meraviglia ed ammirazione, seguimmg le varie fasi di detta mano-
Riceviamo con preghiera di pubblicazione:
Nella cassetta delle idee vi era la proposta, N. 6541 del 7-6-54, che chiedeva un premio per il carrellista del MARB ed il suoi aiutante.
Noi direttamente interessati teniamo a dichiarare che quando abbiamo un problema nostro da risolvere ci rivolgiamo ai nostri superiori e nel caso non avessimo la soddisfazione dovuta, sappiamo che esiste la Commissione Interna per la tutela dei nostri diritti; quindi, rivolgiamo un invito al proponente di quella <idea >, ad interessarsi dei fatti propri.
Riceviamo da un gruppo di lavoratori che mangiano nei reparti: Abbiamo visto con piacere che sono state sostituite le vasche scaldavivande con altre nuove abbastanza ben fatte.
Però vogliamo rilevare un difetto che le altre non avevano e cioè la mancanza del foro di scarico a livello.
E' strano che chi ha progettato queste vasche• non abbia previsto l'inconveniente derivante: ad ogni pentolino che si aggiunge nella vasca, il livello delf' acqua sale mettendo in pericolo i pentolini più bassi o più leggeri. tivi. La strada da farli per le esigenze d'officina, per attrezzi od altro, risulta più lunga di circa 50 metri e non è una perdita di tempo indifferente se moltiplicata per le centinaia di pas saggi giornalieri.
Ancor più grave 'è la questione per il caso di un pronto soccorso nel quale 50 metri in più possono causare peggiori conseguenze.
Gli stessi capireparto sono tuttora seccati per l'innovazione ed anche un ingeniere è stato sorpreso pochi giorni or sono a fare un gesto di disappunto di fronte alla porta murata verso la quale si era avviato.
Non è forse cosa di molta importanza questa, di fronte ai problemi che travagliano i lavoratori, ma anche questo serve a dimostrare come sempre si insista a procedere contro gli interessi dei lavoratori tentando di avvilirne la personalità anche quando facendo ciò si urti contro la stessa evidenza e si danneggi l'azienda tutta. Per questo scriviamo al giornale perché anche l'operazione « porta chiusa » sia conosciuta da tutti.
vra; i marinai addetti a tale lavoro, per mezzo di cavi da 40-50 mm. di diametro lo sollevarono da terra e poi, azionando contemporaneamente due ganci della medesima grue, lo voltarono dolcemente sottosopra posandolo nuovamente sulla macchina per il seguito della lavorazione.
Terminato che ebbero la manovra, consci che detto lavoro era di alta precisione e di non poca capacità, avvicinammo questi marinai ed imbragatori perchè ci parlassero del loro lavoro.
Cosi apprendemmo che di dette manovre ne capitano quasi tutti i giorni. Ci hanno elencato ad esempio i diversi spostamenti delle ruote lente (riduttori) per le Mn. A. Doria e C. Colombo rispettivamente di 73 e 60 tonn., i continui spostameni di macchine utensili anche delle più grandi senza smontarle (bareni completi ecc., le, incastellature ed i basamenti dei diversi motori grandi spostati da una macchina all'altra in modo perfetto senza neppure muovere una spina servendosi a volte di due grues contemporaneamente dato l'eccessivo peso ed ingombro.
Ci hanno poi fatto vedere la attrezzatura creata da loro; cavi di tutte le specie, indicati in uno o nell'altro lavoro. Fra questi una curiosa attrezzatura di cavi di acciaio simile ad una museruola, che serve a piazzare verticalmente sulle dentatrici i rocchetti delle turbine, attrezzatura, ci dicono, che ha destato l'interesse di una commissione di tecnici svizzeri che si fermarono a disegnarla.
I lavoratori rimediano &l'inconveniente con antiigenici bulloni di ferro sotto e sopra ai pentolini ma succede anche che qualche volta qualcuno debba saltare il pasto. Aggiungiamo ancora che vi è la questione della pulizia perchè mancando uno scarico a livello 1' untume eventuale n o n viene mai eliminato perchè in caso di vuotamento totale resta naturalmente sul fondo.
Ci auguriamo che si voglia senz'altro rimediare a questo piccolo inconveniente tanto più che esiste già il tubo di scarico e resta perciò da farsi il solo foro nella vasca.
I lavoratori del Mome ci pregano di fare i loro auguri al compagno di lavoro Ligabue Eugenio ed alla gentile consorte per la nascita del loro primo figlio Giorgio.
La redazione si associa.
L a Redazione d e I giornale ha attualmente e provvisoriamente recapito presso la sezione FIOM della C.d.L. di Sampierdarena in via Dattilo. All'interno dello stabilimento rivolgersi presso la Commissione Interna dopo te ore 17.
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Per queste attrezzature hanno un proprio magazzino situato alla 2& navata che si rivela di una utilità più che preziosa per la possibilità di sistemare l'attrezzatura momentaneamente non adoperata e preparare tempestivamente quella che di volta in volta necessita.
Se essi da qualche anno 'sono riusciti ad elevare le loro capacità tecniche ed organizzative riducendo contemporaneamente i tempo impiegato nel lavoro, con evidente guadagno per la ditta, la ditta nei loro confronti non ha fatto niente oppure poco. Nessuno di essi ha la cat. A e, sia per gli altri passaggi di categoria che per gli aumenti di merito, la categoria viene trascurata nonostante le sollecitazioni degli stessi capi reparto.
Qui meriterebbe citare l'esempio di quel tecnico inglese venuto per il montaggio delle dentatrici del rep. DEGR, il quale, preoccupato per la difficoltà delle manovre necessarie, restò poi ammirato della perizia dimostrata da gruisti ed imbragatori tanto da regalare alla squadra 1000 lire di propria tasca.
Caso strano un riconoscimento viene da uno straniero e altri casi si potrebbe citare i quali dovrebbero far vergognare i nostri Dirigenti di Sta/.
Oggi quasi tutti gli imbragatori e gruisti hanno la capacità di effettuare manovre difficili per le quali una volta era necessario il caporeparto (vedi spostamenti di macchine utensili ecc.). Se questo miglioramento vi è stato non è dovuto a nuovi ma 'chinari o strumenti, ma alle migliorate capacità tecniche ed organizzative di tutta la categoria.
Consci di quello che hanno fatto e fanno per la ditta, i lavoratori di questa categoria trascurata desiderano che la ditta faccia qualcosa per loro e cioè: aumenti di merito e passaggi di categoria e non le solite ipocrite e paternalistiche parole così bene adoperate durante le lezioni sulle « relazioni umane ».
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Giocattoli istruttivi, non simboli di guerra
Coloro che scrivono queste righe non si possono autodefinire vecchi, anche se una dura esperienza di guerra allontana dalle loro menti 'e quasi fa impallididire nelle nebbie del passato il ricordo del periodo dell'adolescenza, i incordi dei loro giochi, dei loro giocattoli rimane ancora nitido per loro. Erano poveri gioattoli da pochi soldi accumulati faticosamente, e forse per questo che qualche giocattolo giunto fino alla nostra età, ci è caro, e nelle mani inesperti dei nostri figli lo guardiamo cotue una madre guarderebbe un figlio nelle mani di un chirurgo.
Gli altri, quelli più costosi, avevano un tono particolare, l'ancien regime donava a questi un'impronta speciale per creare appunto nel futuro uomo un modo di pensare coerente con le direttive imperiali di allora. Molti anni sono passati, guerra, Resistenza, Insurrezione popolare, ne ingloriosa di un sistema basato sull'abuso e sull'arbitrio.
Da più parti si condannò l'impiego delle armi, e conseguentemente anche i giocattoli ispirati a queste. Pero, in questi giorni che vetrine dei negozi sono ricolme di strenne per le prossime feste, cosa notiamo in misura preponderante? Non più, o non ancora divise di balilla col moschetto, ma una sostituzione in foggia esotica, la tenuta del cowboys con relativi pistoloni, ed una serie di armi da fare invidia ad un museo Salgariano ed ai romanzi dell'epoca passata, uno sbizzarirsi in mille costruzioni belliche.
Per tutta questa roba buttata sul mercato a getto continuo, speculando s u una impostazione educativa errata, alimentata da testi più o meno ufficiali, da libri dove la violenza ed il sadismo vi ricorrono sistematicamente, offendendo anche nella loro stesura la lingua Italiana, dai vari album a fumetti all'ordine del giorni, agli stessi film di importazione dove coUn comunicato di : "EDITORI RIUNITI„
L'agenzia di Genova degli < Editori Riuniti > alta in Via Edilio Raggio 1-6, che già da tempo effettua la vendita di libri per i lavoratori a pagamento rateale ci ha inviato l'elenco di una serie di volumi, specie per ragazzi, venduti per le feste a prezzo interiore a quello di copertina.
Ne trascriviamo alcuni con relativi prezzi e costi.
<L'anno della grande neve> da L. 550 a L. 100.
<Il treno delle filastrocche> da 600 a 250.
<Il castello della paura> da 550 a 300.
<La battaglia di Robin Hood> da 600 a 300.
<Bonaventura precettore a corte> da 1.500 a 500.
Per questi come per gli altri libri sia a riduzione che a prezzo normale e per la trattazione delle condizioni di un'eventuale pagamento rateale, oltre che presso la sede dell'agenzia possibile rivolgersi presso la Commissione Interna dello Stabilimento.
me minimo ne escono tre morti. Per tutto ciò, autorevoli voci si sono levate denunciando un costume che incide negativamente sulle menti vergini del fanciullo, noi crediamo giusto che anche la voce dei lavoratori si elevi forte in questo campo, è logico, è coerente che il lavoratore per esperienza ha conosciuto le armi, quelle vere, constatandone l'orribile efficienza nelle carni e nelle cose, bandisca per sempre questi oggetti i quali creano nelle menti infantili una psicosi di violenza, in contrasto con quanto scaturisce dall'esperienza tragica più recente.
Vi sono tanti giocattoli, però costruiti e studiati in senso educativo i quali spesso ci fanno rimpiangere di non essere più bimbi.
La scienza, la tecnica, sono state applicate nel campo dei giocattoli creando degli oggetti meravigliosi, i quali contribuiscono a sviluppare l'intelligenza del fanciullo, ad orientarlo in senso costruttivo come una sana pedagogia deve essere indirizzata nel fare.
Orientiamoci in questo senso, mettiamo al bando dalle nostre case questi orribili cose che non possiamo chiamare giocattoli. Ci si perdoni questo sfogo, che noi crediamo veramente 'utile non fosse altro che un invito al lavoratore che nel porgere col sacrificio che ne consegue, il dono al suo bimbo, sappia ben distinguere qual% il giocattolo che più gli si addice e che gli insegna a costruire cose utili per se e per gli altri. Si orienti la sua giovane mente a respingere tutto ciò che gli potrebbe procurare un avvenire irto di imprevedute sciagure. G. G. h'. G.
Renato Castellani ha lavorato con estrema cura alla lavorazione di questo film. Ha studiato a lungo i luoghi dove fosse possibile trovare ambienti reali che costituiscono la scenografia ideale: a Siena, a Venezia, a Verona. Ed il film che ne è risultato costituisce uno spettacolo veramente affascinante.
Resta però da vedere se il regista è riuscito a darci una convincente interpretazione cinematografica della tragedia Shakesperiana.
E qui bisogna dire che il film non riesce ad appassionare direttamente lo spettatore, per cui il racconto drammatico non avvince come dovrebbe. Interpreti, la giovane scoperta di CastelIoni, Susan Shentail, una rivelazione. Meno convincente Lawrence Harwey, nella parte di Romeo. E' da dire infine che il rrgista non ha sufficientemente drammatizzato il clima di odio e di lotte che agita Verona nella tragedia di Shakespeare, e che dovrebbe fare da contrastante cornice alla storia d'amore. Ma, come dicevamo, uno spettacolo affascinante, molto discutibile, che tuttavia medita di essere visto.
ULISSE
Questo film narra aetl'immortale personaggio omerico: Ulisse. Egli lotta contro gli dei con lo spirito di colui che ama la vita e il mondo, e non ammette sciocchi nati sulla sua strada. Tutte le avventure di Ulisse sono piene di una straordinaria fiducia nelle possibilità dell'uomo di trarsi fuori dalle situazioni più pifficili con le proprie forze.
FRONTE DEL PORTO
/ n film potente. l'iterprelato mirabilmente da Marlon Brando e degnamente diretto da Elia Kazan con lo stile rapido ed avvincente dei migliori film polizieschi americani ma su di un livello artistico ben superiore.
La trama del film, ricavata da articoli di cronaca di giornali americani, narra dello sfruttamento bestiale delle misere condizioni di vita dei lavoratori dei porti In America, e vi è intrecciata una delicata, storia d'amore.
La soluzione ottimistica e semplicistica dell'episodio narrato non può nascondere che il problema, certo non limitato ali' episodio, resta da risolsere, e certo, vedendo il film, ogni lavoratore leverà un pensiero commosso a tutti i compagni che ovunque battono, e sovente in condizioni peggiori delle nostre, per una maggiore giustizia e per un avvenire migliore.
Un film dunque che consigliamo caldamente fra i migliori in programmazione.
Un libro da leggere
La giovanissima e simpatica Marina Wlady, protagonista del film di De Santi: Giorni d'amore >; semplice ed avvincente storia di due poveri innamorati che riescono alla fine a coronare il loro sogno d'amore.
Perciò l'Ulisse che è apparso sugli schermi italiani con Kirk Douglas, Silvana Mangano nella regia di Camerini è ' un film che, sia pure di misura, si salva dall'essere un c polpettone > americano, pur essendo appena un'opera discreta, sia nella struttura che nella recita.
Tutto sommato però, è un film che si può vedere con un certo piacere.
Alcuni lettori mi hanno chiesto di dire loro qualcosa sugli aspetti tecnici, e possibilmente eccezionali, visti da mè nelle fabbriche sovietiche.
Cercherò brevemente di accontentarli. Dirò per primo del: « reparto per la lavorazione dei metalli con l'energia elettrica » dell'officina di carburatori visitata a Leningrado. E' un piccolo reparto che funziona dal 1946 e le cui macchine sono state progettate e costruite nella fabbrica stessa che ora è in grado di produrne anche per altri stabilimenti.
In questo piccolo reparto abbiamo visto le cose più incredibili e meravigliose. Una serie di piccole macchine stava eseguendo fori di vario diametro, con un minimo di 0,06 millimetri, su parti di carburatori ed iniettori. Un filo di rame dal diametro uguale al foro da eseguire è avvolto in una bobina che ne contiene centinaia di metri. La sua cima viene spinta da una guida a rulli contro il pezzo da forare. Al contatto con la superficie del pezzo scoccano piccolissime scintille elettriche che hanno termine quando dopo pochi secondi il foro è fatto con un limitato consumo del filo in rame.
Riusciamo a capire ben poco delle complesse spiegazioni dei tecnici che l'interprete, digiuno dei termini d'officina, traduce malamente..Ma altro vi era da vedere. Sta entrando in funzione '
una specie di affilatrice sulla quale è fissato un utensile Widia. Al posto della mola un disco di ghisa, al contatto della ghisa sull'utensile crepitano le scintille e dopo non molto tempo una faccia è spianata. Subito dopo avviene automaticamente una immersione nell'olio del complesso utensile « mola » per il raffreddamento dopo dì che l'operaio sposta un morsetto ed espone un'altra faccia del ferro al disco di ghisa che gira lentamente.
Intorno molte altre macchine compiono lavori simili. Ce n'è una che a colpi alternati ad ognuno dei quali fà scoccare scintille sta rettificando contemporaneamente foro e chiavetta di una fresa' a disco terminata in ogni altra parte. Il capo reparto ci mostra su di una grossa lima più di cinquanta fori eseguiti con l'elettricità in ogni forma e dimensione fino a misure di circa 20-30 millimetri. Vediamo infine un ingranaggio a dentatura interna di circa 60 millimetri di diametro finito con un tampone di rame che è ancora in macchina e che ha tutta l'apparenza di un piccolo ingranaggio.
L'interprete traduce le parole dei tecnici che parlano orgogliosi di anni ed anni di studi per un risultato che nessuno al mondo ha ancora raggiunto.
Voglio dire ora, anche se l'argomento precedente mi ha lasciato poco spazio, di certi curio.
si ed originali sollevatori di pesi in uso in molte fabbriche. Si tratta di un cilindro in sospeso verticalmente a due metri dal suolo lungo pressocchè un metro e di circa 200 mm. di diametro.
Dt ntro vi scorre un pistone con un gancio al quale si appendono i pesi che l'aria compressa fa sollevare di circa un metro quanto è lungo il cilindro. Con ,ale aggeggio le manovre sono velocissime ed i pezzi sollevati vanno a destinazione lungo apposite guire aeree. Di queste guide aeree ad esempio ve ne sono ben 16 chilometri nel solo reparto fonderia delle officine Stalin di Mosca.
Altrettanto originali per me e per tutti gli operai della delegazione provenienti dalle più grandi e moderne fabbriche d'Italia sono state le serie di torni multipli della officina Caganovic dei cuscinetti a sfere. In queste « serie » si vedono entrare nel primo tornio multiplo (a 5 platò) ca dendo da un nastro portante, i pezzi fucinati che dopo le cinque lavorazioni passano attraverso altri nastri portanti ad altri torni ner terminare sul banco di collaudo ad un ritmo impressionante. Ad esempio con un ritmo di 5 secondi per un anello esterno di cuscinetto a sfere di 80 mm. terminato di rettifica su interno esterno e due facce).
Costretto a terminare spero di essere stato se non ordinato e completo almeno interessante. Michele
Il professore che voleva essere chiamato « signore perchè aveva la serva e andava in villeggiatura non era soltanto un fascista: era una specie di uomo che il fascismo pose in condizioni di esercitare il dispotismo nell'ambiente che gli era proprio, un liceo di Firenze. Nello stesso liceo, intanto, il preside aveva come preoccupazione maggiore quella di regolare le uscite degli studenti delle studentesse alle latrine e di annunciare i programmi radiofonici con i quali il fascismo intese, probabilmente, di « modernizzare » la scuola e ottenne invece di diffondere al massimo le manifestazioni di una stupidità senza limiti.
Questi non sono che due esempi fra i più significativi, genuini vivi che Marcella Olschki, studentessa in un liceo di Firenze nel 139, ha tratto dalla propria memoria e argutamente rappresentao (F). La sua memoria non si diletta di caricature, ma Tocca a fondo nei caratteri e nelle figure. Ed ecco che la giovanile spontaneità degli studenti si sottrae al dominio della stupidità, del grottesco e del conformismo, spesso portato a malvagie esasperazioni, reagisce in taluni casi, tanto grande e insopportabile è il contrasto tra una scuola che non ha nulla da insegnare, e gli allievi che, in fato di fascismo, ne sanno fin troppo.
La vita dei ragazzi fluisce ugualmente. Ed ecco tenero, bellissimo idilio di Marcella per il Donato dalla sciarpa azzurra, la indolenza e il menefreghismo di alcuni « tipi » fra gli studenti, lo scherzo di Marcella al professore fascista, il quale con ira spietata fa di tutto perchè Marcella sconti in prigione la propria esuberanza. I temi scolastici sono pieni, per obbligo, di omaggi al Duce e di patrie vittorie; la radio gracchia vantando i successi dell'autarchia; i professori fascisti pensano sull'attenti; ma la vita continua, si alimenta del bisogno di libertà, di rivolta contro un'aridità e una grettezza inconciguabilt con l'espansione sentimentale e il senso della realtà più comune. Di questo contraso il libro offre chiara, acuta, divertente testimonianza.
(") Marcella Olschki, Terza liceo 1939. Prefazione di Piero Calamandrei. Milano-Roma, Edizioni «Avanti! », 1954, 80 pag. (collana « Il Gallo », 12), L. 100.
Riceviamo e pubblichiamo.
In un foglio come il nostro che, pur non spiacendo essere di chiaro orientamento pólitico, non è tuttavia di appartenunka a partito, una semplice dissertazione sull'anticomunismo crediamo non ci stoni, anzi, sarà proprio osservando' le origini dell'anticomuni, smci 'the nostro periodico, organo di noi stessi operai e lavoratori tutti, sentirà anche il do,vere di intervenire in questa scottante quanto grave questione. '
Leggiamo a pagina 570 di « Rinascita » (*);
Per concretare le forme e i mezzi della repressione sindacale e della discriminazione anticomunista e anticonfederale nelle fabbriche, avvengono frequenti contatti tra i:dirigenti della. Confindustria e i capi del principali monopoli, che in questo settore sono naturalmente all'avanguardia.
Non mancano, in questo campo, vere e proprie direttive strategiche che vanno dagli ordini àr ,'esistenza à oltranza in determinate vertenze nazionali, aziendali o di categoria, agli attacchi concentrati contro alcuni tra i più forti e compatti nuclei della classe operaia italiana.
Autentici delitti contro l'economia nazionale, come la smobilitazione totale o parziale di grandi.. complessi industriali, nascoPii,. senza dubbio anche dalla volontà di infliggere colpi mortali ai centri vitali della democrazia nel nostro Paese. I centomila licenziamenti attuati in cinque anni a Milano,.. la scomparsa di fabbriche gloriose come risotto, la Caproni é intiere sezioni della Breda rientrano in questo calcolo criminoso del •padronato italiano preso nel suo complesso. Lo stesso si dica per la. programmatica distruzione dei complessi siderurgici e meccanici della Liguria, dei centri industriali di Terni, Pionibino e Reggia Emilia, delle Fabbriche di Firenze e della Toscana, nonchè dello smantellamento di tante aziende napoletane e meridionali.
Con le smobilitazioni e i licenziamenti in massa gli industriali raggiungóno l'effetto dj trasfor- mare operai uniti e.,organizzati in masse di' disoccupati più facilmente influenzabili 'attraverso il ricatto politico dei cantieri scuola e del 'collocamento: inoltre essi pesano di continuo con Panne del licenziamento e della riassunzione sui lavoratori occupati e sui senza lavoro.
Oggi in quasi tutte le grandi fabbriche vi sono veri e propri corpi di guardiani (composti nella loro maggioranza di ex-repubblichini, ex-poliziotti, ex-carabinieri) e il loro numero è in costante aumento. Nelle fabbriche minori gli stessi capotecnici sono in genere costretti dai padroni a fare opera da aguzzini. Si creano così qra; capotecnici e operai rapporti tesi fino al reciproco disprezzo. Polizie aziendali, tribunaW di fabbrica, divieto- di Par• lare di politica e di leggere ctainpti politica, licenziamenti eiiscriminati e illegali, assunzioni discriminate, contratti a termine, creazione di imprese interne subappaltatrici e in genere, gli attentati alle libertà sindacali è ai diritti delle commissioni interne, se rappresentanò altrettanti strumenti per individuare e colpire l'operaio comunista o socialista, sono ovviamente e soprattutto
STOFFE e CONFEZIONI su misura per uomo e Signora Rivolgersi allo spaccio esterno, campionario in visione.
mezzi di pressione del padronato Oiìil'intera maestranza per fiaccarne l'unità e' la volontà di lotta. In questo senso è impossibile distingliere tra azione antiectniunista e dzionè antisindacale nelle fabbriche: l'attacco' agli operai' d'avangùardia 'e ai migliori dirigenti della massa operaia è un 'attacco a tutti i lavoratori pér iniporre loro un regime di superifruttamento e di bassi saeioè un regime esiziale a tutta la economia 'del Paese.
Oggi più che mai, la nostra : esperienza cioè l'esperienza poliiica del proletariato italiano, e la nostra Maturità sindaeale ci pérn-lettoti° eli sapere sempre identificare hi una offensiva, apparentemente soltanto anticomunista, una vera e propria offensiva contro gli interessi immediati e futuri, economici e politici-di tutti i lavoratori. '
'Se', ad esenapio, in un deter'minato momento, con un attacco ; anticcimùnista, si tenta di diffa'Mare 'e disprizzare gli uomini ; dell'opposizione parlamentare,: ciò ; avrà indubbiamente lo scopo di ivilire, isolare, rendere "falsa la lorci ostilità e la loro campagna contro, supponiamo, i trattati di ondra e Parigi, o lo scandalo Montesi, ó Patimento dei fitti ecc. Ecco, in sintesi, perchè anche su « La Voce del Meccanico » sentiamo il bisogno di dire qual'cosa sull'anticomunismo. Perchè l'affermare che l'anticomunismo è contro il progresso, è nemico dell'Italia, eccettera, non basta. Bisogna esserne coscientemente convinti. Bisogna sforzarsi di conoscerne le precise origini economiche, conoscerne i suoi veri scopi, e saperli sempre individuare nei suoi ambigui e multiformi aspetti. A questo fine raccomandiamo a tutti l'acquisto della citata « Rinascita » per chi non l'avesse ancora, e l'inizio della sua interessantissima lettura, per chi non l'avesse ancora fatto.
F. T.
(') « Rinascita » n. 8-9 - Inchiesta sull'anticomunismo. L. 150.
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LA VOCE•DEL MECCANICO
Interviste alla ricerca di sportivi
Abbiamo intervistato 'in questi giorni un professionista del quadrato che molte volte tutti noi avremo visto ,passare per lo,„stabitiMento senza conoscerne le qualità. Già nello scorso numero ci siamo trovati di fronte ad un'olimpionico e certo troveremo nel nostro stabilimento, altri • campioni artistici od appassionati delle diverse attività.
Lo sportivo del quale vogliamo parlarvi oggi è l'operaio Trimboli Ernesto del reparto Mome che ha iniziato .la sua carriera. di dilettante a 18 anni come peso gallo. ln tutto il periodo che. è rimasto diletiante ha disputato ben 76 incontri dei quali soltanto 7 perduti.
Con questi brillanti precedenti è passato non molto tempo fa professionista ed ha già disputato nel peso piuma alcuni incontri fra i quali uno con un conosciuto e buon pugile bolognese, certo Sarti, perduto ai punto in modo onorevole tenendo anche conto del fatto che l'incontro si è svolto in casa dell'avversario che aveva pereib il favore del pubblico.
Il Trimboli ci ha poi parlato a lungo, dei sacrifici che ha sostenuto e continua a sostenere per la sua paisione e, basti dire dell'allenamento quotidiano da svolgere dopo le ore di lavoro nella palestra della Corniglianese che è la sua società. Ci ha anche detto delle sue aspirazioni e speranze a figurare sempre meglio 'ma nelle sue parole abbiaMo anche colto una nota di amarezza. Infatti non basta i' entusiasmo sportivo per nascondere la realtà e l'amarezza era dovuta alla poca considerazione ed al poco appoggio che i dirigenti sportivi offrono a pugili nuovi che avrebbero bisogno di iniziare gradualmente una carriera con difficoltà crescenti ed invece spesso sono utilizzati, e quasi
Feste infrasettimanali in domenica e fondo previdenza
E' stato concordato tra le Confederazione dei lavoratori e la Confindustria il pagamento delle feste infrasettimanali che coincidono con la domenica; pertanto il 26 dicembre sarà retribuito con un 26° dello stipendio globale.
Per quanto si riferisce al fondo di previdenza, nessun progresso è stato fatto, poichè la Confindustria è tuttora sul terreno dell'abolizione totale del fondo, trasportando le 100 lire mensili attualmente accantonate, sullo stipendio.
Questa tesi è stata respinta dalle organizzazioni sindacali.
L'intransigenza dimostrata dalla Confindustria sul problema del fondo di previdenza e sul riconoscimento delle festività già maturate, coincise con la domenica (25 aprile - 15 agosto), deve essere motivo per gli impiegati di mobilita:ione in appoggio alle rivendicazioni presentate dalla C. I. alla DIS le quali prevedono la soluzionee integrale dei suddetti problemi e il pagamento della cifra di merito assorbita con l'accordo minoritario.
sempre „fuori sede,, in incontri scontati e dannosi che non, •posscAnv t portare che danno al fisico ed al nome del novizio.
Comunque auguriamo al ,Trimboli, che i cronisti sportivi riconoscono pugile dotato,. una serie di successi che degnamente coronino i suoi sacrifici, e la sua passione. Vigi
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Estratto
Gelatina
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