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Voce del meccanico7

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18 Dicembre 1954

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PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'ANS_ALDO MECCA'XI,C0

ANNO 4° - N. 7

NelleVi

attacchi

UNA COPIA L.15

al salario

ed alle

libertà democratiche

Il Comitato della Pace ai lavoratori

Perché dobbiamo lottare contro gli accordi di Londra

Rafforzare l'unità popolare per fermare la reazione

Riceviamo dal Comitato della pace di stabilimento il seguente articolo.

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La questione fitti e prezzi Le carte rivendicative A questo posto, in questo numero che precede le feste natalizie, vorremmo poter metter gli auguri che invece siamo costretti a relegare in un angolino. Ma la cronaca degli ultimi avvenimenti è cosi aspra e talmente urgente e necessario riteniamo il colloquio fra il giornale ed i lettori sugli avvenimenti da dedicargli il primo posto anche in questa occasione. Come al solito sotto le feste i lavoratori sono sottoposti ad attacchi che non esitiamo a definire padronali anche per quanto è addossabile al governo che nessuno vorrà ormai negare essere governo di classe. Aspettiamo da anni gli aumenti salariali e caparbiamente questi aumenti ci vengono negati; anzi proprio nei confronti della nostra che è ira le categorie più forti, 1' intransigenza padronale è più assoluta (vedi ad esempio i chimici che hanno strappato circa 1'8% di aumento e molte altr e. di poco inferiori). Ma ancora si vogliono peggiorare le condizioni dei 0 genlavoratori ed eco dal 1 naio prossimo l'aumento del 20% dei fitti da ripetersi fino al 1960. Occorrono poi 30 miliardi per le esigenze del bilancio statale e si ricorre alla strada più facile: l'imposta indiretta su diversi generi di consumo che a sua volta influirà su altri prezzi a tutto danno dei lavoratori. Noi protestiamo, tutti i cittadini protestano, si creano nuove alleanze, e si allarga il dibattito; ed allora ecco che dall'alto si colpisce ancora nelle forme più varie e qui ricordiamo la proibizione dei quadri murali al Meccanico 'e all'Ansaldo. I E' chiaramente tutta una offensiva reazionaria che vuoi riportare indietro la classe lavoratrice e dividerla dai suoi alleati. Certo è difficile in tali condizioni mantenere la calma. Quando ad esempio qui al Meccanico abbiamo iniziato lo sciopero di protesta contro la proibizione dei quadri murali legato agli altri problemi, molti lavoratori pensavano che fosse il momento di non limitarsi ad una fermata di protesta, ma cogliere l'occasione di una più forte e decisa azione in difesa dei nostri diritti. Vi fu un certo disorientamento che solo le più approfondite discussioni servi ad eliminare Soltando superando il giusto sdegno e l'esaspera-

zione del momento era possibile vedere come un fatto, se pure importante, limitato e conosciuto solo nella fabbrica non poteva essere sufficiente premessa per un'azione più generale e, quel che più conta, vittoriosa.

la proibizione dei quadri murali sdegno e proteste unitarie Senza riandare ai precedenti storici del 25 aprile del 25 luglio, basti ricordare il 7 giugno o la lotta vittoriosa dei 73 giorni per comprendere come i lavoratori possano vincere le loro battaglie soltanto quando attorno a determinati

PROSEGUE 111 DIC. S11111 STRADA 051.11115ENIME1111„

Il licenziamento degli ANZIANI Agli inizi d e I l' ottobre scorso la Direzione Generale Ansaldo comunicava alla Commissione Interna Centrale, la sua intenzione di procedere al licenziamento di 152 lavoratori. Questo, avveniva dopo che la Direzione Generale aveva firmato un accordo con la C.I.C. di 2.000 sospensioni al Cantiere motivandolo con la carenza di lavoro, ed impegnandosi ad acquisire lavoro in modo che in un breve giro di tempo i lavoratori sospesi potessero essere riamessi nella produzione: Questo accordo (e la DIC lo precisava) avrebbe dovuto mettere la parola fine a qualsiasi allegerimento nel complesso Ansaldo. Orbene a 2 mesi di distanza la DIC non ha mantenuto il suo impegno e con una leggerezza inqualificabile, comunicava la richiesta di nuovi licenziamenti. I licenziamenti dovevano essere di lavoratori anziani, e per conseguenza avrebbero dovuto essere visti sotto la forma di svecchiamento, secondo la DIG, ma poi nella lettera ufficiale inviata alle Organizzazioni Sindacali si è parlato di allegerimento. Lo scopo oera evidente, e le stesse affermazioni dei Dirigenti dell'Ansaldo lo stanno a dimostraée, infatti essi fecero capire, che questi licenziamenti di anziani non saranno gli ultimi, ma che gradualmente avverranno di questi licenziamenti, e ciò vorrebbe dire che entro il periodo di alcuni anni sarebbero migliaia i lavoratori a lasciare le nostre aziende. Oggi tutti i lavoratori Ansaldini sanno che è necessario lottare, per impedi liquidadire che i piani

zione di queste nostre fabbriche vengano realizzati sotto qualsiasi forma, vengano presentati anche se sotto la forma ambigua dello svecchiamento al quale non crede più nessuno.

obbiettivi si trovi raccolta maggioranza popolare che è compito della classe lavoratric'e realizzare con una seria, continua e profonda opera di chiaraficazione. la

Abbiamo un chiaro esempio della giusta via da seguire in questo momento nelle vicende dell'ultima carta rivendicativa attorno alla quale si è realizzata 1' unità di lavoratori ed organismi all' interno della fabbrica e che sarà compito di tutti noi portare all'esterno affinchè tutti conoscano e valutino la giustezza dei nostri obbiettivi. Soltanto una costante e che deve continua opera, essere, ripetiamolo, opera di tutti noi, ci permetterà di realizzare al più presto che è quella unità popolare indispensabile per fermare la reazione e continuare la sulla via del progresso Costituzione traccia della Repubblicana.

Non può sfuggire ai lavoratori il vero significato degli accordi di Londra e Parigi. Essi sanno che questi non sono altro che il tentativo di stroncare la distensione internazionale che in questi ultimi tempi ha fatto dei grandi passi in avanti sia in campo nazionale che in quello mondiale. I grandi successi realizzati ormai si contano a decine dalla vittoria riportata sulla legge truffa il 7 giugno in Italia alla cessazione di tutte le guerre in corso nel mondo, per culminare nella caduta della famigerata C.E.D. Ma la distensione è andata avanti anche dopo, fra gli aspetti più significativi sono il viaggio di Pandit Nerù nel Wietnam e in Cina. La classe operaia sa che le forze reazionarie capitaliste le quali avevano subito la cocente sconfitta della CED, non si sarebbero rassegnate e soprattutto avrebbero cercato di creare uno strumento capace di eliminare anche alcuni contrasti che con la CED erano sorti all'interno stesso del loro fronte; ma e pur vero che per realizzare questo hanno dovuto e dovevano fatalmente mascherarsi una volta di più. Gli accordi di Londra e Parigi, se nella loro sostanza rappresentano, come la CED, il riarmo e la rinascita del militarismo

Inchiesta fra i reparti e gli spogliatoi del "MECCANICO „

Il freddo è arrivato e noi battiamo i denti Colga l'occasione il Sig. Cominetti "per vantare sull'Ansaldino altri milioni di spese E' già da tempo che il freddo si fa sentire e fin dai primi giorni ci siamo proposti di svolgere un'inchiesta a proposito di questa minaccia di stagione. Molto tempo è passato dai primi freddi ma non abbiamo fretta, non temiamo che l'inchiesta sia superata. Il Meccanico è ormai centenario e tutte le cose vi si fanno con calma e lentezza. Ciò non toglie che il nostro Direttore possa parlare con entasi sull'Ansaldino dei miliardi utilmente -spesi in pochi anni trascurando le cifre ben maggiori di miliardi andati perduti negli stessi anni per la mancata continuità del carico di lavoro, per la smobilitazione del reparto utensileria (dopo le gravi spese sostenute per farne uno stabilimento a parte), per il continuo stillicidio di licenziamenti e cosl via. Veniamo dunque ai risultati dell'inchiesta. Prendiamo atto del fatto che un buon numero di reparti hanno ottenuto finalmente un riscaldamento degno di questo nome (esempio ultimo la nuova caldereria unico reparto con il riscaldamento anche negli spogliatoi. La maggioranza dei reparti resta ancora però in una situazione deplorevole. Riteniamo inutile riesumare qui una per una le diverse situazioni particolari dei reparti, tutte più volte trattate dalla C. I. o dal giornale o direttamente dai lavoratori con proposte proteste e agitazioni a ricorrenza annuale.

Basti dire dell'indecenza di certe stufe a carbone con mezzo metro di tubo per camino attorno alle quali i lavoratori sono costretti a girare saltellando fra il fumo pur di riscaldarsi. Il tutto dà ai reparti una strana rassomiglianza con gli accampamenti indiani durante la danza sacra attorno al fuoco. Eppure sono vecchie di anni le promesse ben precise e particolareggiate di moderni ed efficienti sistemi. di riscaldamento. Si parlava di stufe a nafta (che hanno dato buona prova al Mame) da estendere in tutti i reparti minori; di grandi stufe a gas di nostra produzione per altri reparti e di un moderno impianto a vapore con specchi riflettenti per i reparti ad alta volta nei quali non potendosi riscaldare tutto l'ambiente, si sarebbe provveduto con degli speciali specchi metallici a dirigere a volontà il calore prodotto da tubi poítanti il vapore acqueo e scorrenti lungo i muri. Per ultimo abbiamo lasciato il problema degli spogliatoi, delle docce e dell'acqua per lavarsi che crediamo sia attualmente il

più grave. Si tratta di un tasto veramente doloroso. Anche per gli spogliatoi ricordiamo precise anche se ormai vecchie promesse. Due anni or sono sembrava che da un giorno all'altro una prima grande stufa a gas di nostra produzione fosse sistemata in via sperimentale nel maggior spogliatoio, quello della seconda sezione, ma ancor oggi nulla di fatto. Le docce in diversi spogliatoi sono scoperte beneficiando così dell'aria fredda degli spogliatoi Che per chi esce da sotto un getto di acqua calda sembra addirittura gelida. L'acqua dei rubinétti proveniente direttamente dai tetti è tanto gelata da rendere il lavaggio quotidiano più arduo dello stesso cimento invernale al quale dedicano tanta attenzione radio e stampa. E' veramente incivile che nel 1954 in tempi di « relazioni umavi siano in un moderno stane bilimento degli uomini che continuino a sopportare abitudini bestiali che solo l'uso centenario rende assurdamente logiche e inamovibili.

La Redazione de " La Voce del Meccanico„ augura BUONE FESTE a tutti i lavoratori.

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tedesco; nella formulazione politico-ideologica hanno dovuto completamente abbandonare ogni parvenza di Europeismo e di falsa unità europea che doveva e avrebbe potuto trarre in inganno molte persone in buona fede; per sostituire al concetto della unità europea il concetto di unità occidentale. A molti però sfugge la parte più grave, perchè se questi accordi hanno lasciato, rispetto alla CED, una parvenza di maggior sovranità nazionale, è però anche vero che per la sua formulazione vaga in alcune, e sibilline in altre delle sue parti sostanziali, e per il suo continuo riferirsi alla integrazione militare (l'Esercito italiano non è mai stato integrato) il riferimento alla CED (trattato che non è stato rattificato) significa che tutto il potere economico sarà a completa disposizione dei cartelli finanziari franco-tedeschi e quello politico nelle mani dei comandi militari. La provocazione Togni alla Camera, le ultime disposizioni del Consiglio dei Ministri, le limitazioni continue e crescenti nelle fabbriche sono già di fatto l'applicazione degli accordi di Londra e Parigi. Partendo da questi aspetti di carattere generale e per i riflessi economici che fatalmente avranno gli accordi, i lavoratori debbono e sono decisi a lottare facendo proprie le iniziative del movimento dei partigiani della Pace. Anche i lavoratori del Meccanico si sono già affiancati al Comitato della Pace e sono in procinto di prendere una serie di iniziative, che vanno alla chiarificazione necessaria all'interno e all'esterno della fabbrica. Alle petizioni che già sono in atto, e raccolgono l'adesione quasi unanime, lettere e ordini del giorno che saranno inviati alle Autorità e ai parlamentari liguri, delegazioni in visita a personalità e alle redazioni dei giornali per invitarli a spiegare ai lettori la vera sostanza degli accordi. Lettere e messaggi saranno inviate alle maestranze di alcune fabbriche e organizzazioni della Germania Occidentale per invitarle a continuare la loro lotta per l'unificazione pacifica del loro paese. I lavoratori sanno che nessuna contradizione esiste fra questa lotta e quelle già in corso, per il lavoro i salari e la libertà, anzi questa si integra e le riasume perchè gli accordi di Londra e Parigi mettono sul tappeto una grave alternativa: Riarmo o rinascita economica, riamo o riorganizzazione dell' I.R.I. Unità Europea, Distensione, Pace e quindi marcia verso un futuro benessere; oppure divisione profonda dell'Europa e quindi marcia verso la distruzione e la morte. Gli accordi non sono nè l'unità Europea nè la distensione ma la scissione del mondo in due blocchi con gravissimi pericoli di guerra. La strada della pace è quella di una conferenza fra i 32 Stati europei per creare un sistema di garanzie collettive per una vera distensione, e una pace duratura e per questa strada è possibile passare.


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