IO Maggio 1954
M1=1711wirm LR VOCE DE
PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'ANSALDO MECCANICO
• ANNO 4°
iY UNA COPIA L. 15
N. 3 •
Democrazia Sindacale La Redazione ha creduto opportuno chiedere a Micheli, Segreta punto di vista rio della C.I., il suo personale sulla attuale situazione attesi sindacale in merito ai tanto miglioramenti salariali. I lavoratori genovesi come tutti i lavoratori italiani, da tempo sono in febbrile aspettativa dei miglioramenti salariali. Potremmo definirla un'aspettativa ad alta tensione, in quanto le condizioni di vita dei lavoratori sono giunte ad un punto tale in cui non è più possibile la sopportazione. Quale è la posizione della Confindustria? Assurdamente rigida, sino al punto di rompere le trattative. Poverini gli industriali! dice la Confindustria, se dovessero concedere gli aumenti salariali sarebbero rovinati! Dovrebbero chiudere le fabbriche (a pensare che le chiudono sì, ma dopo averle spremute e con esse tutti i lavoratori, fino all'osso), i costi di produzione salirebbero alle stelle, quindi sarebbe per loro una vera catastrofe! Non è il caso, ancora una volta, di dimostrare come siano volutamente false queste argomentazioni in quanto è ormai noto che gli introiti degli industriali italiani sono in questi ultimi anni vertiginosamente aumentati, raggiungendo delle cifre di profitto addirittura scandalose. Così come è volutamente falsa la « preoccupazione » della Confindustria sul fatto che gli aumenti salariali porterebbero ad una svalutazione della nostra moneta. Basterebbe citare loro ciò che ha detto uno dei massimi dirigenti della politica americana, il Sig.. Stassen (gli industriali italiani citano sovente ed a mò di esempio gli americani, quindi...) il quale affermava, in un articolo apparso sull'e Europeo », che in un paese in cui i prodotti sono invenduti causa il basso potere d'acquisto dei lavoratori, l'aumento dei salari e quindi del potere d'acquisto, è una operazione economica necessaria. Non è certo una novità questa, in quanto la C.G.I.L. da anni stà affermando queste cose, comunque è convalidata da uomini che hanno concetti molto diversi da quelli dei lavoratori. E' invece ancora opportuno esaminare quale dovrebbe essere la posizione delle organizzazioni dei lavoratori. E per esaminare questo occorre richiamarsi alla concezione della democrazia sindacale, la quale dovrebbe imperare in ogni organizzazione, come gli statuti delle stesse confermano. Democrazia sindacale significa discutere con i lavoratori i problemi esistenti, sentire il loro punto di vista, i loro desideri, le loro esigenze, in definitiva discutere con loro tutta la impostazione della organizzazione sindacale. Mi pare che i dirigenti della Cisl e Uil non facciano assolutamente queste cose, anzi la loro impostazione è all'opposto di ciò che chiedono i lavoratori del loro stesso sindacato. Nello Stabilimento Meccanico la C.I. rappresentata dalla Fiom-CislUil, ha chiesto alla Direzione un acconto sui miglioramenti salariali del 15 %. Al Cantiere di Sestri, al Ferroviario e alla Fonderia Ansaldo, in (Segue a pagina 2)
UN PROBLEMA Dl SCOTTANTE A-TTUALITA'
Nuova legge sulle festività E' stata presentata al Senato per iniziativa dei senatori Bitos si, Massini e Macinelli un progetto di legge per le festività nozionali e infrasettimanali. Tale progetto è stato approvato dal Senato. Esso comporta notevoli miglioramenti per quanto riguarda il numero delle ore pa. gate, le festività che coincidono con la domenica, la estensione delle feste, ecc. La redazione comunque, ritornerà sull'argomenta dopo gli opportuni accordi di applicazione che verranno presi in campo provinciale.
NOSTRE INTERVISTE SULLA C.E.D. Giudizi di nostri lai
,oratori, esponenti dei sindacati, CISL UILM FIOM
Con questa intervista a lavoratóri dei tre sindacati, FIOM - UIL C.I.S.L., la redazione del giornale si propone di sviluppare il più possibile quel dibattito sul gravissimo problema della C.E.D., che nel numero scorso andava proponendo.
CI - SL Abbiamo cominciato con l'avvicinare il lavoratore Rosi, attivista della C.I.S.L., per conoscere l'opinione sua e dei suoi amici di sindacato sullo scottante problema. Col cav. Pesce v. responsabile dei Partigiani della Pace del reparto Marb abbiamo chiesto al Rosi cosa ne pensa della C.E.D., e se scorge nei suoi numerosi articoli qualcosa di minaccioso per l'avvenire dei lavoratori. E lui ci ha risposto: — Assolutamente non me ne interesso, poichè è una questione politica. Al che abbiamo precisato : ma caro Rosi, ci sono degli articoli nel Trattato (ed alludavamo agli art. 12-107 ecc.) che riguardano direttamente gli interessi immediati e futuri di tutti i lavoratori italiani. — E lui ha ribadito che il suo sindacato non fa politica, e la CED non lo riguarda. Poco convinti delle sue dichiarazioni, ci siamo allontanati. Ci siamo recati dal cav. Boni del suo stesso sindacato. Gli abbiamo spiegato lo scopo della nostra visita, cioè, che cosa ne pensa della CED, che secondo noi è un problema tanto grave di cui tutti dobbiamo interessarci, ecc. ecc. Il Boni gentilmente ci ha risposto: — Mi fate piacere, ripassate fra poco e vi darò una risposta scritta. E con viva sorvresa, (noi che fatichiamo tutta una serata, per comporre un semplice articolo) dopo un'oretta, abbiamo notato che la risposta era bella e pronta, ed ora l'abbiamo quì e siamo preoccupati, anche per la sua lunghezza, dato il rigoroso limite che ci impone lo spazio, quindi ci scusiamo per non pubblicarla intera, ma metteremo i punti più salienti, Boni ci scuserà: — e Siamo per la C.E.D. perchè essa rappresenta il superamento di ogni spirito pericolosamente militarista, di ogni superato nazionalismo, di ogni visione quarantottesca della
storia. Il superamento del nazionalismo patriottardo è nel solco della storia contemporanea... Ma noi siamo per la C.E.D. anche perchè essa realizzerà una nuova garanzia di difesa... E conclude: — Come cento anni fa i buoni italiani avevano a cuore l'unità d'Italia; così oggi i buoni europei hanno a cuore l'unità d'Europa. - Segue firma. La dichiarata apoliticità della C.I.S.L.? Poichè il cav. Boni nella sua risposta non ha fatto altro che riprendere la dichiarazione di G. Pastore della metà di marzo u.s., in cui dichiarava che la segreteria della C.I.S.L. era felice di aderire alla C.E.D. Ma noi avremmo voluto sapere quale vantaggio ne trae lui, Boni, la sua famiglia, i suoi compagni di lavoro dalla eventuale approvazione della C.E.D.! Ma non stà a noi intervistatori, chiarire questi aspetti pure così importanti. Proseguiamo il nostro giro.
Ecco il cav. Baratucci, impiegato, esponente della U.I.L. Facciamo la debita premessa dello scopo della nostra visita. Formuliamo le domande. La sua risposta è molto evasiva. Noi diciamo di sapere che molti lavoratori della U.I.L. del nostro Sta. hanno inviato un o.d.g. alla segreteria del loro sindacato, a Roma, protestando perchè essa ha preso in considerazione ed approvato il Trattato della C.E.D. Noi volevamo una conferma o una smentita a tale voce, peraltro accreditata. Ma, Baratucci si è chiuso in un incomprensibile silenzio. Lo abbiamo ringraziato della sua gentilezza, ma insoddisfatti, poichè desideriamo la maggior chiarezza possibile su questo gravissimo Trattato, a cui l'Italia verrebbe legata per 50 anni.
Sincero e chiaro invece, è stato il lavoratore Lorenzo Parodi della corrente G.A.A.P. in seno alla F.I.O.M. Pubblichiamo quì alcuni passi (e non tutta per ragioni di spazio) della interessante risposta scritta che ci ha fornito: — « L'i-
OMICIDI BIANCHI
Tutti i lavoratori in lutto In Toscana, nella miniera di Ribolla (proprietà Montecatini) hanno trovato tragica morte 42 operai. La tragedia, spostandosi al di fuori della galleria assumeva forme raccapriccianti. La folla dei parenti e degli amici, straziata dal dolore, si spingeva contro le autoambulanze per .che venivedere, mano a mano vano estratte, le salme delle povere vittime. « Dobbiamo vedere nel 1954 » scriveva sull'e Unità » del 25 febbraio u.s. il segretario della Commissione Interna di Ribolla, operaio Otello Tacconi, «usare il maialino d'India per segnalare la presenza di ossido di carbonio, roba da 500 anni fa!». Scrivendo ciò il Tacconi de-
nunciava il supersfruttamento sempre più intenso che, ad un certo punto, presupponeva sistemi di lavoro primitivi con grave pericolo per la vita dei lavetatori. Ecco perchè il giorno dopo la direzione della Montecatini firmava il licenziamento in tronco per il segretario della C.I., per avere modo di continuare indisturbata, ad addottare, tra l'altro, il sistema (per citare un caso) di escavamento cosiddetto a fondo cieco anzichè quello più sicuro delle gallerie intercomunicanti. E questi sono i tragici risultati: da una parte enorme aumento di profitti, e, dall'altra in proporzione diretta, impressionante aumento degli omicidi bianchi.
niziativa della «Voce del Meccanico», risponde certamente all' esigenza, che la questione della CED sia dibattuta in mezzo ai lavoratori, che ne siano chiariti gli aspetti di carattere economico e sindacale sui quali si deve basare l'opposizione dei lavoratori alla Comunità... ... In virtù dell'art. 12 del Trat(Segue a pagina 4)
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PER LA SALVEZZA DEL MECC.
coneeRenzu DI PRODUZI0110 Prossimamente la C.I. unitamente al Comitato Unitario sorto a suo tempo, terrà la già annunciata Conferenza di produzione dello Stabilimento. Lo scopo della Conferenza è quello di esaminare la situazione produttiva esistente e le prospettive che si presentano di fronte allo Stabilimento ed ai lavoratori. Come è noto l'accordo delle sospensioni scaduto il 30 aprile, è stato prolungato sino al 30 giugno, in quanto per quella data la DIG. ha annunciato che per l'Ansaldo ci sarà un « grosso problema ». Se noi esaminiamo la situa-
complesso zione produttiva del ed in particolare quella del Cantiere a cui la 'nostra produzione è. in gran parte legata, risulta chiaro cosa vuole alludere la ,DIG. quando annuncia il « grosso problema ». scaturiDa questa conferenza rà non solo una precisa denuncia della critica situazione esila indicastente, ma sopratutto zione che i lavoratori prospettano per risolvere i problemi di Stabilimento ed aziendali. TUTTI I LAVORATORI DEL MECCANICO - ALLA LORO CONFERENZA DI PRODUZIONE.
LA NOSTRA C. I. LANCIA UN'APPELLO PER LA SALVEZZA DELL'UMANITA' A. Alla Onorevole Presidenza Governo U.S. ROMA (Ambasciata Americana S.S. Alla Onorevole Presidenza Governo U.R. ROMA (Ambasciata Sovietica CM Bretagna Alla Onorevole Presidenza Governo Gr ROMA (Ambasciata Inglese Alla Onorevole Presidenza Governo Francia ROMA (Ambasciata Francese All'Onorevole Presidente della Repubblica Italiana ROMA Consiglio del Governo All'Onorevole Presidente del ROMA Italiano due Rami del ParlaAgli Onorevoli Presidenti dei ROMA mento Italiano La Commissione Interna dello Stabilimento Ansaldo Meccanico di Genova-Sampierdarena, interpretando lo stato d'animo dei lavoratori dello Stabilimento, lancia un vibrato appello ai Diri genti di tutti gli Stati del Mondo affinchè siano messe al bando le armi a sterminio di massa quali le bombe atomiche, le bombe termonucleari e le armi biologiche. I lavoratori cercano di migliorare le loro condizioni di vita e di potenziare la produzione negli stabilimenti in cui lavorano, ma quale ragione avrebbe questa loro posizione se domani scoppiasse un'ordigno di tale genere che distruggerebbe tutto? C'è quindi una profonda ragione per cui questa Commissione Interna lancia appasionatamente l'appello, ed è quella della salvezza dell'uomo come tale, ma è anche quella della salvezza della civiltà, della produzione, del progresso, senza i quali l'uomo che potrebbe soppravivere sarebbe retrocesso di mille e mille anni. Si elevi quindi in tutto il Mondo un grande unanime grido: BASTA CON SIFFATTI ORDIGNI ! INTESA DI TUTTI GLI STATI DEL MONDO PER IL
BENE
DELL' UMANITA' LA COMMISSIONE INTERNA Carlini - Flora F.to Micheli - Fiom Magi - Uil Carozzi - Cisl