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giornale dei nsigli nsi g l i di Fabbrica E gruppo Marelli
si vince Gennaio-Febbraio 1982 Stampa: Coop. Editoriale NUOVA BRIANZA - tel. 0362/924353
Mesi decisivi per la Ercole Marelli e per il settore termoelettromeccanico Pensiamo sia utile richiamare all'attenzione di tutti i lavoratori alcuni elementi di carattere generale che hanno determinato la situazione di crisi di parte del settore termoelettromeccanico, di cui la nostra azienda, il Tibb e la Magrini sono i punti di crisi più evidenti. In primo luogo la crisi del settore si inquadra in una più generale crisi dell'apparato produttivo del nsotro Paese, che sconta oggi notevoli ritardi nell'attuazione di scelte di politica industriale da parte del Governo, con conseguente deterioramento della nostra economia e della competitività a livello internazionale del nostro sistema industriale, accentuata dalla mancanza di scelte di politica energetica in grado di rispondere alla crisi petrolifera, che ha scaricato di conseguenza sulla collettività i maggiori costi di produzione dell'energia elettrica. Da ciò è derivato il blocco pressochè totale degli investimenti da parte dell'Enel e quindi la mancanza di un punto di riferimento indispensabile per le aziende produttrici di sistemi e componenti per la generazione e trasformazione di energia. Risulta evidente che l'intero sistema economico italiano deve affrontare nell'immediato futuro una profonda modificazione strutturale, in particolare il settore elettromeccanico, al fine di consolidare l'occupazione attraverso la definizione di linee di sviluppo coerenti con questa impostazione di fondo. Oltre a queste sintetiche valutazioni generali occorre sottolineare alcune premesse fondamentali per arricchire la conoscenza e la discussione sulle prospettive produttive e occupazionali del settore ed in particolare della nostra fabbrica che ci trovere-
mo ad affrontare nei prossimi decisivi mesi. La prima considerazione è che sebbene i tempi per risolvere i gravi problemi che gravano sul settore siano molto ristretti, riteniamo che vi sia ancora la possibilità concreta per una risoluzione tempestiva ed efficace degli stessi, partendo dal riassetto delle due aziende elettromeccaniche Ercole Marelli e Tibb. In questo senso vanno respinti soprattutto ulteriori rinvii di decisioni, oppure risoluzioni temporanee che risulterebbero inadeguate e illusorie. È giunto il momento di mettere tutte le carte in tavola, a partire dalle forze imprenditoriali private che devono quantificare e qualificare i loro impegni finanziari e le linee di ristrutturazione e di riassetto che intendono perseguire, così come gli altri protagonisti coinvolti in questa partita, dal Ministero dell'industria al padronato pubblico, alle istituzioni e natural-
mente al Movimento sindacale, ognuno assumendosi le proprie responsabilità, in modo da costruire con íl contributo e il confronto di tutte le parti le linee di politica industriale che dovranno guidare i processi di ristrutturazione e sviluppo del settore termoelettromeccanico. L'altra considerazione è quella di essere consapevoli che i problemi occupazionali conseguenti a tali processi dovranno essere risolti in un'ottica di profonda trasformazione della composizione stessa della forza lavoro, e che eventuali processi di mobilità saranno responsabilmente affrontati dal Movimento sindacale e dai lavoratori solo a fronte di certezze produttive ed occupazionali verificate e concordate fra le parti. In base alle considerazioni indicate, riteniamo urgente, come scaturito dal convegno dei delegati lombardi delle aziende termoelettromeccani(segue in seconda)