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Uniti si vince24

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Bollettino del Consiglio di Fabbrica della Ercole Marelli - Novem. 1970

orario : L' AZIENDA COSTRETTA A RISPETTARE IL CONTRATTO Come già è stato comunicato, lunedì 9 novembre si è svolta alI Assolombarda la trattativa' convocata dopo che il Consiglio di Fabbrica aveva deciso di aprire una vertenza sulla applicazione delle norme contrattuali in merito allo erario di lavoro e sulle prospettive dell'azienda (ristrutturazione e concentrazione). I rappresentanti dei lavoratori (13 membri di C.I. e 50 delegati) hanno denunciato il fatto che l'azienda prosegue nella sua politica tradizionale di decidere in modo unilaterale gli orari di lavoro senza tener conto delle nuove norme contrattuali che i lavoratori hanno conquistato col nuovo contratto. Come pure non è stato rispettato lo impegno assunto dall'azienda in generale di arrivare per la fine dell'anno ad una normalizzazione degli orari e ad aumentare gli organici di 450 unità. Ciò mentre avanza una riorganizzazione interna che ha significato blocco delle assunzioni tra gli impiegati e trasferimenti tra gli operai. Quindi: a) l'azienda si deve impegnare per un rispetto integrale del contratto, e i sindacati sono disposti ad accettare certe gradualità a pat-

to che l'azienda programmi e documenti le innovazioni tecnologiche necessarie per arrivare in breve tempo agli orari contrattuali; b) l'azienda deve sciogliere certi interrogativi, dicendo chiaramente quali sono i suoi piani e quali conseguenze può comportare il processo di ristrutturazione sulla condizione operaia e sull'occupazione. In conclusione i rappresentanti dei lavoratori — ricordando le vicende del '64 '65 — hanno affermato chiaramente che non è più accettabile la politica tradizionale della E. Marelli di allargare e restringere gli orari a distanza di pochi mesi come unico modo di risolvere i suoi problemi, eludendo invece la scelta vera che è quella di un adeguamento del suo apparato produttivo. L'Assolombarda e i rappresentanti dell'Azienda hanno ammesso che vi è stata violazione del contratto e si sono impegnati a porre fine a questo stato di anormalità. Essi hanno dovuto rinunciare a portare avanti una politica tradizionale e sono stati costretti ad adeguarsi alla nuova normativa contrattuale. In questa discussione

hanno proposto una seconda trattativa (fissata per il 26 novembre presso l'Assolombarda) in cui la azienda avanzerà una richiesta di deroga all'orario normale per certi settori documentandone le ragioni e i provvedimenti (investimenti e occupazione) che intende attuare per portare tutto lo stabilimento nel più breve tempo possibile all'orario contrattuale. Nel frattempo l'azienda darà applicazione immediata a due principi contrattuali fino ad ora esclusi: a) comunicherà alla C.I. l'entità del lavoro straordinario anche per gli impiegati; b) contratterà preti ventivamente con la rappresen~za sindacale aziendale e la C.I. lo straordinario del sabato, come dice il contratto di lavoro. Questa prima trattativa ci ha permesso di ribaltare l'impostazione tradizionale dell'azienda e di impostare finalmente con concretezza il discorso di effettive garanzie per i lavoratori e dell'adeguamento dell'apparato produttivo aziendale che ne è l'unico valido presupposto. Proseguiamo con coerenza e con impegno nella valorizzazione e nell'applicazione delle conquiste della lotta dell'autunno scorso!


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