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Uniti si vince23

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UNITI VIN

Bollettino del Consiglio di Fabbrica della Ercole Marelli

P R ESENTAZIONE

Il Consiglio di Fabbrica della Ercole Marelli, decidendo di dar vita a questo giornale unitario, si assume un altro preciso impegno con tutti i lavoratori dell'azienda: dare una maggiore informazione delle sue iniziative e della problematica sindacale, promuove una maggiore partecipazione dei lavoratori attorno all'attività e alle discussioni che avvengono in Consiglio.

Dopo l'accordo aziendale del 1" luglio il Consiglio ha lavorato prevalentemente attorno alla formulazione di un regolamento che ne faciliti il funzionamento: così è nato l'esecutivo del consiglio, le commissioni di lavoro, e questo stesso giornale, come il regolamento del consiglio che pubblichiamo integralmente nell'interno.

Questi sono gli strumenti che ci devono permettere di affrontare con decisione i problemi che ci stanno davanti: in primo luogo quello dell'orario, come quello della riorganizzazione aziendale e della concentrazione, quello dell'ambiente, dell'inquadramento professionale, dei cottimi. Come dice il titolo — UNITI SI VINCE — vogliamo affrontare questi impegnativi compiti sotto l'insegna dell'unità, come sotto l'insegna dell'unità è andata avanti la esperienza dei consigli.

Il giornale chiede anzitutto ai lavoratori di essere letto e discusso; chiede poi una partecipazione reale

con suggerimenti e critiche, note ed articoli; chiede infine à ogni lavoratore un piccolissimo contributo economicq, per coprire le spese della stampa.

Dipende da tutti quindi — e non soltanto del.l'esecutivo del consiglio o da un gruppo di volonterosi compagni — consolidare questo strumento, farne una voce viva e tempestiva sui problemi di reparto, aziendali e generali, farne un veicolo potente dell'unità dei lavoratori.

BASTA CON I RINVII : VOGLIAMO LE RIFORME

I sindacati hanno ribadito il loro negativo giudizio sui provvedimenti economici adottati dal governo perchè sono colpiti prevalentemente i consumi e non le rendite speculative, i profitti da capitale e le evasioni fiscali, non si saldano con gli obiettivi delle riforme e non rappresentano una valida scelta in direzione dello sviluppo economico.

LUNEDI' 21 SETTEMBRE, PRESSO LA CASA ALBERGO DI SESTO S. GIOVANNI

ATTIVO GENERALE DI TUTTE LE CATEGORIE PER DISCUTERE I RISULTATI

DEGLI INCONTRI CON IL GOVERNO E ASSUMERE LE DECISIONI CONSEGUENTI.

SI settembre 1970

DEL LAVORO

Eliminare la nocività

Tra i vari aspetti contemplati nell'accordo aziendale del luglio scorso c'è quello importantissimo dell'ambiente di lavoro. La possibilità acquisita in quest'accordo di intervenire con la contrattazione per modificare l'ambiente di lavoro crea dei presupposti nuovi; presupposti che consentono di operare concretamente per la salvaguardia della salute.

L'accordo prevede che l'azienda deve incaricare un ente pubblico — nella fattispecie è la Clinica del Lavoro — ad effettuare le indagini del caso comunicando i risultati alla Commissione Interna.

Su richiesta della commissione interna la direzione ha comunicato che la Clinica del Lavoro inizierà le indagini nella seconda metà di settembre. Inoltre la C.I. ha concordato con la direzione che l'indagine inizierà dà reparti che notoriamente sono i più nocivi e disagiati e che sono stati oggetto di ripetute vertenze di reparto.

I reparti sono:

1" Stabilimento 1V1 — Fonderia

1Q1 — Pressofusione

2° Stabilimento 4M1 — Costruzioni isolanti

4G — Fabbri

3H — Costruzione grosse macchine rotanti

Il problema dell'ambiente di lavoro è uno dei più importanti aspetti del rapporto di lavoro: infatti gli infortuni accaduti alla Marelli ci hanno dato invalidi permanenti e hanno causato perfino la morte; la nocività di alcuni ambienti ha causato malattie professionali (alcune riconosciute e altre no). Aggravano questa situazione gli alti ritmi e gli orari pesanti che causano un logoramento psicofisico con conseguenti malattie come la nevrosi, ulcere, ecc...

Di tutto questo ci dobbiamo fare carico, pef darci una concreta linea di azione che — partendo dal rifiuto della monetizzazione della nocività — si proponga di eliminare ogni fattore nocivo. In armonia con ciò il Consiglio di Fabbrica ha istituito una commissione per l'ambiente di lavoro che — in stretto collegamento- con i lavoratori — dovrà portare avanti speditamente questi problemi. Ogni resistenza dell'azienda dovrà essere affrontata in termini di lotta.

IL MERCATO DELLA VITA

INIZIA L' INDAGINE DELLA CLINICA
Molla fabbriche, Italiana UN INFORTUNIO SUL LA NI VORO OG 20 SECONDI UN IN OG VALIDO NI 20 MINUTI

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA DELLA ERCOLE MARELLI

Sabato 25 luglio il Consiglio di fabbrica della Ercole Marelli ha tenuto una giornata di approfondimento — secondo un impegno assunto nel corso della sua prima riunione — sui problemi del suo funzionamento e del coordinamento delle sue attività. A questo scopo è stata presa in esame una bozza preparata dalle Organizzazioni Sindacali e distribuita alcuni giorni prima a tutti i delegati. Questa bozza è stata discussa, emendata ed approvata punto per punto; essa quindi si trasforma in un regolamento interno che non esaurisce ogni problema che può sorgere circa l'attività.ed il funzionamento del Consiglio stesso, ma che ne premette una funzionalità migliore che per il passato. Nuovi problemi che sorgessero saranno esaminati dal Consiglio stesso nelle prossime riunioni.

1. — PRIMI TRE MESI DI ESPERIENZA DEL CONSIGLIO

Il Consiglio ha discusso le valutazioni contenute nella bozza presentata relativamente alla elaborazione della piattaforma, alla conduzione e alla conclusione della vertenza, alla delegazione alle trattative. Su questi punti si sono misurate varie opinioni, anche discordanti, che sono comunque confluite nella fissazione di alcuni principi che dovranno servire per il futuro a creare una maggiore unità nel gruppo dirigente:

a) elaborazione delle piattaforme: il Consiglio non dovrà limitarsi a fare una sommatoria delle

indicazioni che emergono nelle assemblee di reparto; esso dovrà vagliarle, fare emergere le priorità, operare una sintesi politica di esse;

conduzione della lotta: il Consiglio dovrà darsi degli orientamenti unitari e vincolanti per tutti i suoi membri, per evitare che iniziative incontrollate svalutino la sua autorità e il suo prestigio presso i ílavoratori;

conclusione della vertenza: prima di sottoporre la bozza di un accordo all'assemblea generale, questa deve essere valutata da tutto il Consiglio di fabbrica, a nome del quale deve essere fatta la proposta all'assemblea. L'assemblea generale resta comunque la massima istanza decisionale in fabbrica;

delegazione alla trattativa: allo scopo di far vivere l'esperienza delle trattative in modo continuativo al gruppo più largo di lavoratori, si decide di allargare al massimo la delegazione alle trattative e di non cambiarla fino alla fine di esse.

2. — FUNZIONE DEL CONSIGLIO DI FABBRICA

Il Consiglio di fabbrica è un organismo unitario sindacale, il quale porta avanti e dirige l'attività sindacale a livello d'azienda nel quadro della linea strategica generale del sindacato medesimo. Per realizzare questo obiettivo il Consiglio deve

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operare collegialmente e coordinare ed amalgamare l'attività di tutti gli organismi sindacali aziendali (C.I., S.A.S., rappresentanti sindacali e delegati, rappresentanti del F.A.L. ecc.).

I compiti del Consiglio di Fabbrica sono quelli indicati nel documento costitutivo del medesimo (esso deve in particolar modo elaborare e coordinare i diversi problemi aziendali, di gruppo o di reparto; contribuire con una sua discussione alle scelte più generali del sindacato).

Il Consiglio deve saper portare a livello di unità di tutta la fabbrica i problemi che si pongono nei singoli reparti ed uffici o in vari reparti; su questi problemi il singolo delegato ha il dovere di intervenire in modo da armonizzare la realtà della fabbrica.

Le scelte più generali devono essere prese invece da tutto il Consiglio, al quale il delegato ha il dovere di sottoporre il problema ed il diritto di chiederne l'esame.

— CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO

Il Consiglio di fabbrica viene convocato su decisione del proprio Comitato Esecutivo, delle Orga.nizzazioni Sindacali e su richiesta al Comitato Esecutivo da parte della Commissione Interna o di almeno 1/4 dei componenti il Consiglio. I Componenti del Consiglio devono essere preventivamente informati dell'ordine del giorno.

— COMITATO ESECUTIVO

Per coordinare l'attività sindacale aziendale e la attività all'interno del Consiglio viene eletto un Comitato Esecutivo composto di 13 membri (scelti in rappresentanza della C.I., delle S.A.S., dei rappresentanti sindacali e dei delegati e in modo di coprire i reparti e gli uffici più importanti).

— SEDE DEL CONSIGLIO DI FABBRICA

In base all'articolo 27 dello Statuto dei Lavoratori che dà diritto ad avere una sede in fabbrica si deve richiedere alla Direzione la messa a disposizione del Consiglio di Fabbrica di una sede . adeguata.

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Le riunioni del Consiglio sono presiedute e dirette dal Comitato Esecutivo e dai rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali.

— GIORNALE UNITARIO AZIENDALE

Il Consiglio di Fabbrica per sviluppare tra i lavoratori la formazione, l'informazione, il dibattito, la ricerca, l'elaborazione si dà un proprio giornale, garantendo il suo autofinanziamento. Esso deve essere una tribuna aperta al confronto tra tutti i lavoratori e le Organizzazioni , Sindacali.

La responsabilità politica dei giornale spetta all'Esecutivo che si avvale della collaborazione di tutti i membri del Consiglio e può, se lo ritiene

utile, procedere a nominare una redazione del giornale.

8.

— SOSTITUZIONE DELEGATI

Fermo restando quanto stabilito nel documento di aprile sulla elezione dei delegati circa le modalità di elezione, si propone che la sostituzione dei singoli delegati dimissionari, che lasciano l'azienda, o che vengono revocati dai lavoratori, avvenga attraverso una nuova elezione da parte dei lavoratori interessati e non attraverso la sostituzione con i primi non eletti. Per la sostituzione di un delegato eletto in rappresentanza di un singolo reparto si procederà all'elezione solo tra i lavoratori di quel reparto.

— COMMISSIONE DI LAVORO

Si propone che il Consiglio di volta in volta nomini delle commissioni di lavoro su specifici problemi aperte anche ai non-membri del Consiglio. Sin da questo momento si avverte la necessità di nominare le seguenti commissioni di lavoro: ambiente di lavoro; qualifiche; orario di lavoro; elettromeccanica pesante, concentrazione e prospettive aziendali; studio della composizione del salario.

RICONOSCIMENTO CONSIGLIO DI FABBRICA

Considerato che lo Statuto dei Lavoratori (art. 19) tutela complessivamente le rappresentanze sindacali aziendali si ritiene che vada portata avanti la battaglia per il riconoscimento del Consiglio di fabbrica e per ottenere le ore di permesso per tutti i delegati.

— PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI AI LAVORI DEL CONSIGLIO

L'esecutivo o le Organizzazioni sindacali, al momento di convocare il Consiglio, valuteranno l'opportunità di invitare ai lavori del Consiglio stesso gruppi di lavoratori che non ne fanno parte.

Sesto S. Giovanni, 25. Luglio 1970

L'ESECUTIVO E LA SEGRETERIA

Assieme al presente regolamento nella stessa giornata il Consiglio procedeva a nominare l'esecutivo, composto di 13 membri, che sono: Arlati (1L1), Bianchi (Mag.), Bramati (imp.), De Giorgio (1P3), Farabola (imp.), Gamba (3T), Luraghi (4G2), Ramboni (2Q), Ripamonti G. (3Q), Riva M. (2Q), Scopino (1U1-1P8), Turra (Spedizioni), Vallicelli (imp.).

A sua volta l'esecutivo eleggeva una segreteria composta dai compagni Arlati, Bramati, e Riva Mario.

LE COMMISSIONI DI LAVORO

Il consiglio di fabbrica dell'i 1 settembre procedeva a nominare, su proposta del comitato esecutivo, commissioni di lavoro composte da I1 membri sui seguenti temi: orno, concentrazione, qualifiche, ambiente e cottimo.

COSE CHE CAPITANO

Il vecchio al giovane: — Puoi leggermi cosa scritto sulla lapide che io ci vedo poco?

Orario difendiamo la conquista delle 40 ore

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— Oh! poveretto, e pensare che faceva lo STRAORDINARIO per vivere meglio.

Categorie I primi risultati dell' accordo di luglio

In base all'accordo di luglio che prevedeva un riesame generale e alcuni passaggi immediati di qualifica dalla IV° alla III° con decorrenza dal 15 luglio, comunichiamo i primi risultati: passaggi dalla IV° alla III° ... 158 passaggi dalla V° alla IV° ... 81

La commissione interna, presa conoscenza di questi risultati, ha fatto subito un esame delle lavoratrici e lavoratori rimasti ancora nelle posizioni precedenti l'accordo ed ha presentato un ulteriore elenco di richiesta di esame che riguarda:

115 passaggi di categoria dalla IV° alla III"

8 passaggi di categoria dalla V° alla IV° oltre a ribadire l'esigenza di un sollecito esame per gli impiegati di IV°.

Vi è in corso inoltre un riassunto di vecchie richieste di passaggi di categoria, sia individuali che di gruppo, per l'esame congiunto tra commissione interna e direzione del personale.

Il Consiglio di fabbrica che si è riunito il 7 settembre ha preso in esame i problemi concernenti gli orari di lavoro e gli straordinari ed ha constatato in proposito un grave deterioramento della situazione. L'azienda sta facendo ricorso in modo indiscriminato alle ore straordinarie — con un forte aumento rispetto alla primavera scorsa — andando anche oltre il limite massimo previsto dal Contratto.

In questo modo l'azienda, mentre rinvia nel tempo il problema vitale degli investimenti, svuota e svilisce il significato della conquista contrattuale delle 40 ore. Il Consiglio di fabbrica ha deciso pertanto che su questo prablema occorre riprendere l'iniziativa partendo da alcuni chiari principi: Occorre che il Contratto di Lavoro e i limiti che esso pone all'esecuzione di lavoro straordinario siano rispettati, come il suo carattere di eccezionalità. Non possiamo infatti accettare il principio di rinunciare alle conquiste ottenute con la lotta per far andare avanti l'anacronistica politica industriale della Marelli e della Confindustria. Il rispetto del Contratto in tema di orario e di straordinari non è una posizione astratta: siamo contro il ricorso indiscriminato al lavoro straordinario perché l'uomo non è soltanto produttore ma ha diritto anche a una vita sociale e a un salario adeguato per mantenere la propria famiglia; siamo contro il regime degli straordinari perché nasconde una struttura industriale arretrata che alla lunga non regge e comunque fa pagare ai lavoratori costi enormi in infortuni mortali e malattie professionali; perché vogliamo che lo sviluppo industriale nel nostro Paese proceda in modo armonico (piena occupazione attraverso l'industrializzazione del Sud).

La Marelli deve mettersi in grado di rispettare l'orario contrattuale; per far questo deve investire. Il nostro discorso non si limita quindi all'applicazione contrattuale; prospettiamo una alternativa chiara. Inoltre vogliamo discutere con l'azienda le ipotesi di concentrazione che circolano da vario tempo, problema strettamente connesso con quello dell'orario.

Pertanto il Consiglio di fabbrica ha deciso di mobilitare tutti i delegati di reparto e di ufficio che devono procedere ad una indagine sulla reale effettuazione (quantità e qualità) dell'orario straordinario nei reparti e negli uffici; di nominare un gruppo di lavoro che coordini questa ricerca e presenti delle proposte in merito; di indire delle assemblee di reparto per consultare i lavoratori.

Ma i( n ti.
c'è

concentrazione: I PROGRAMMI DELL' AZIENDA DEVONO TENER CONTO DELLE ESIGENZE DEI LAVORATORI

Già da diverso tempo si 'parla e si discute dei destini della nostra fabbrica in ordine ai processi di concentrazione in atto nel settore dell'elettromeccanica pesante.

È diventato peraltro di attualità un altro tema di discusisone, la radicale riorganizzazione e ristrutturazione della fabbrica, recentemente annunciata dal nuovo direttore generale e consigliere delegato.

Crediamo utile esaminare brevemente, anche se solo sul terreno delle ipotesi in carenza di precise ipformazioni, quali possono essere i nessi e le rela,zioni che intercorrono fra• i due problemi.

Il direttore generale ebbe a enunciare in una recente riunione due dati fondamentali:

la concentrazione è un problema che interessa direttamente la E. Marelli, anche se finora non sono pervenute offerte soddisfacenti;

la situazione organizzativa e quindi produttiva della fabbrica è fortemente deficitaria, tale da compromettere il buon nome e il prestigio sui mercati internazionali, con conseguenti prospettive di grave crisi a scadenza ravvicinata.

La prima questione da risolvere con carattere di urgenza — secondo il nuovo direttore generale -- diventa quindi la riorganizzazione della fabbrica, secondo criteri che, se non nuovi nella organizzazione industriale, sono peraltro molto indicativi ed interessanti per le prospettive che ne possono derivare. Indicativamente, la nuova struttura, che sarà del tipo verticalizzato, si baserà su una nuova separazione, la più netta possibile, dei vari settori produttivi che, per quanto finora si è potuto sapere da indiscrezioni, dovrebbero essere tre e precisamente: impianti, centrali e sottostazioni, macchine di serie.

In pratica ciascuno di questi settori dovrebbe costituire una entità autonoma che incorpora uffici vendita, progettazione e costruzione con tutti i servizi necessari.

Sulla scorta di questi elementi, anche se non completi e precisi, si può ritenere che il proposito sia quello di operare una trasformazione della fabbrica tale da renderla produttiva e competitiva come obiettivo immediato, ma soprattutto aumentare il valore commerciale per ricavarne un maggiore utile per gli azionisti al momento della cessione e inoltre renderla strurru talmente adatta ad essere inserita in un grosso complesso concentrato che

può richiedere scorpori e trasferimenti di interi settori produttivi.

Si può quindi dedurre da quanto sopra detto, che non solo l'orientamento della E. Marelli verso la concentrazione rimane pienamente attuale, ma anzi che si intende stringere i tempi e operare in modo che tutta l'operazione possa andare in porto rapidamente precostituendo le condizioni per garantire il massimo profitto al capitale azionario.

Come lavoratori e cóme sindacati dobbiamo 'anzitutto rilevare che il processo di concentrazione nel settore dell'Elettromeccanica pesante avviato negli ultimi anni (Ansaldo S. Giorgio - General Electric) si è realizzato fin'ora attraverso l'intensificazione dello sfruttamento, senza nessun vantaggio per l'occupazione con l'accentuazione della subordinazione rispetto al capitale estero. Le ipotesi di ulteriore concentrazione oggi aperte (assorbimento della E. Marelli e. della Franco Tosi nel gruppo IRI o in potenti gruppi stranieri) possono rendere ancora più gravi queste conseguenze negative. Tuttavia l'ipotesi di concentrazione all'interno del gruppo IRI presenta maggiori garanzie per l'accoglimento delle richieste dei lavoratori sullo sviluppo dell'occupazione, sulla rottura del rapporto di subordinazione con l'estero e il potenziamento della ricerca e della progettazione. Ma vogliamo dire la nostra opinione anche sulla riorganizzazione della azienda, che può avvenire in due modi: o attraverso grossi investimenti (cioè attraverso una spesa) o nel solito modo speculativo (limitandosi a mettere un po' di ordine laddove invece occorrerebbe rinnovare ampiamente).

I lavoratori sono interessati alla riorganizzazione — se però è sostenuto da consistenti investimenti — una riorganizzazione che metta l'azienda in condizione di accogliere le loro richieste di revisione del sistema di qualifiche, di un risanamento generale degli ambienti di lavoro, di un salario sufficiente per loro e le loro famiglie, della cessazione del ricorso indiscriminato alle ore straordinarie.

Una riorganizzazione invece che non tenga conto delle condizioni lavorative ma soltanto degli interessi degli azionisti con l'obiettivo di vendere meglio la fabbrica (un'operazione di chirurgia plastica per rifare la faccia della vecchia zitella che non trova marito) non può che trovare l'avversione e l'opposizione dei lavorate -i e delle Organi7727ioni Sindacali.

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