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Turbina

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Votate e fate votare Fl OM

IL SIGNIFICATO

II signifi rato del voto che ci apprestiamo a dare per scegliere i candidati di C.I. e Mutue Aziendali, dovrebbe travalicare i semplici confini di un atto a sè stante e che termina per l'elettore stesso nel momento dell'uscita dalla cabina.

Si tratta invece di una scelta importante e responsabile non solo di quel giorno, ma di una scelta che va controllata e verificata in tutto l'arco del biennio che dura il mandato.

Si tratta anche di delegare dei vostri compagni di lavoro a rappresentarvi davanti alla Direzione F. Tosi. Questa scelta è oggi più ch em'ai importante, trovandoci all'indomani di una grossa vitto ria ottenuta all'interno della nostra fabbrica con la piattaforma unitaria, che ci ha dato miglioramenti economici e normativi, ed allà pYossima vigilia del nuovo Contratto di Lavoro.

In questo quadro le funzioni della Commissione Interna acquistano un valore assoluto e nuovo, perchè se è vero comè è vero che noi vogliamò far accedere il Sindacato in azienda per contrattare tutti gli aspetti del rapporto di lavoro, spetta però alla C.I. intervenire perchè la stessa applichi integralmente e correttamente il Contratto di Lavoro, gli accordi sindacali e le norme che riguardano la dovuta legislazione sociale, inoltre formulare ritopostq'per il miglior andamento dei servizi locali sociali a'ilendàli, quali: mensa, spacci, servizi igienici sanitari ecc., inoltre contribuire, alla elaborazione degli statutileelistituzioni sociali in ditta, vigilando con i propri componenti per il migliore funzionamento delle stesse.

I compiti che stanno davanti alla C.I., vanno dai più semplici ai più complessi, ma possono essere risolti oltre che con là dedizione degli estessi soprattugo con lo stimolo e il contributo di tutti i lavoratori.

Ed è appunto partendo da queste esigenze e convinzioni che noi abbiamo ritenuto e riteniamo che una lista unica per la C.I., potesse non solo più favorevolmente risolvere i problemi interni, ma dare anche una spinta, o perlòmeno un -altro piccolo aiuto

Per avanzare verso nuove conquiste

Per I' unità dei lavoratori

Per la libertà e la democrazia

Nelle scorse settimane un altro importante accordo è stato firmato tra la Direzione della F. Tosi e i Sindacati, che ha portato a tutti i 4.000 dipendenti un sostanziale beneficio economico e normativo.

Se questi benefici si sommano con quelli già ottenuti con l'accordo del giugno 1968, noi constatiamo quali passi avanti sono statì fatti nel miglioramento delle Condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori.

Per valutare la positività di questi risultati, occorre collegarli alla situazione esistente dopo la firma

all'unità sindacale.

Non staremo da queste colonne a discutere o a polemizzare il perchè dei no a questo proposito da parte degli altri Sindacati, aggiungiamo che insisteremo sempre per la lista unica, perchè crediamo che ciò aiuti i lavoratori.

La nostra Organizzazione, la F.I.O.M., può affermare che i propri rappresentanti eletti l'ultima volta, si sono sempre battuti ìn difesa degli interessi dei lavoratori; per questo vi chiediamo non solo una riconferma dei vostri consensi, ma un aumento degli stessi, consapevoli che solo una C.I. forte può respingere e sconfiggere le manovre padronali di varia natura.

del Contratto di Lavoro 1966, alle scelte operate allora dalle Organizzazioni Sindacali e al giudizio che allora si esprimeva sulla gestione a mano del Contratto appena conquistato.

In quel momento la nostra Organizzazione Sindacale, con il suo Convegno di Sesto S. Giovanni tenutosi nell' autunno 1967 per le grosse fabbriche, aveva indicato a tutti i lavoratorì metalmeccanici, la scelta che sì doveva operare, quella di un massiccio rilancio dell'azione articolata in ogni fabbrica.

Molte furono le diffico!tà da superare, le stesse valutazioni che le altre 00. SS. allora esprimevano per una gestione all' interno del Contratto, erano motivi per una mancata visione unitaria di questa necessità.

Ma è bastato che la scelta operata con il Convegno F.I.O.M. di Sesto S. Giovanni, fosse portato tra i lavoratori che subito si iniziava un ampio e largo dibattito per la scelta delle rivendicazioni aziendali, che se pure con tutte le differenziazioni esistenti avevano un comune denominatore, quello di sostanziali miglioramenti economici normativi e nuovi diritti sindacali.

Iniziava così un intenso periodo sindacale che per tutto l'arco del 1968 investiva tutte le grosse fabbriche e si allargava alle picco-

VENERDI 30 MAGGIO

le e medie raggiungendo accordi in centinaia di aziende che interessavano oltre il 50 % dei lavoratori metalmeccanici della provincia.

Dopo questa prima ondata di lotte aziendali, si arrivava così ai prirrii mesi del 1969 e anche in quel momento si apriva un dibattito nella nostra Organizzazione e tra gli altri Sindacati, se si doveva operare per la disdetta anticipata del Contratto o no.

Le Organizzazioni Sindacali, decisero allora, tenendo conto che era in corso la lotta per le pensioni e per l'abolizione delle zone sa1 riali, rinvio della disdetta del Contratto di Lavoro.

Da qui nasceva però la necessità di non lasciare un vuoto che sicuramente avrebbe favorito la politica padronale.

Fu proprio nel congresso della S.S.A. della F. Tosi di fine novembre 1968 che uscivano le nuove rivendicazioni e la decisione di un rilancio di una nuova piattaforma rivendicativa. Allora le decisioni del nostro congresso non collimavano con le valutazioni delle altre Organizzazioni Sindacali, sulla opportunità di un rilancio dell'azione rivendicativa anche alla F. Tosi.

Fu merito dei nostri attivisti, dei nostri iscritti e della Organizsegue in 2'

Sciopero generale

PROVINCIALE DEI METALMECCANICI

PROCLAMATO DALLA FIOM - FIM - UILM

- Contro le rappresaglie e I' autoritarismo---ift fabbrica

- Per la libertà e i diritti dei lavoratori stabiliti dalla Costituzione

a 111311#114
Bollettino della S. S. A. FIOM CGIL della Tosi MAGGIO 1969
DI UN VOTO

Dalla prima

zazione nel suo assieme, il far crescere questa esigenza, farla diventare patrimonio unitario di tutti-ilavoratori e aprire così la vertenza che nel giro di alcune settimane ci portò un altro e più positivo accordo per tutti gli operai ed impiegati.

Senza rivendicare il monopolio delle iniziative possiamo dunque dire, che fu grazie 1.ila nostra iniziativa, al nostro determinante e coerente contributo che si crearono le premesse di questi risultati.

Ora però dobbiamo valutare questi successi gaurdando in avanti e alle prospettive che stanno di fronte alla nostra categoria.

Questa nuova fase articolata si chiude anche per la F. Tosi, mentre già iniziato è il dibattito sulla piattaforma contrattuale.

La conquista del nuovo Contratto di Lavoro sarà certamente il punto più alto di tutta la nostra iniziativa sindacale e del nostro impegno. E partendo dai gradini raggiunti con le lotte aziendali articolate che ci muoveremo per conquistarci un Contratto di Lavoro che faccia fare un salto di qualità a tutta la problematica contrattuale.

E siamo certi, come Io siamo stati in questi ultimi due anni, anche ín questa occasione la FIOM, i suoi attivisti e militanti saranno protagonisti di questo nuovo impegno sindacale.

Per queste ragioni, ed in occasione delle elezioni per il rinnovo della Commissione Interna e delle Mutue Aziendali della F. Tosi, la FIOM si rivolge a tutti i lavoratori operai e impiegati, per chiedere la loro fiducia.

Queste elezioni devono essere considerate, oltre che un momento per darsi degli efficaci organismi aziendali, anche un momento di verifica della nostra linea e della nostra politica sindacale.

Come già sperimentato nel corso delle lotte articolate, come dovrà essere fatto anche in occasidne del rinnovo contrattuale, per un maggior contatto con i lavoratori ed una loro diretta partecipazione alla elaborazione delle richieste, delle forme di lotta, alla gestione delle trattative e alle conclusioni, noi intendiamo fare diventare queste elezioni un momento di un allargamento della democrazia sindacale.

I lavoratori nell'esprimere il loro voto dovranno giudicarci criticamente per la nostra attività e per la nostra azione.

Noi ci presentiamo a questo giudizio forti di avere portato avanti la nostra politica unitaria e classista nell' interesse eselusiv8 dei lavoratori.

I consensi che esprimerete per la FIOM, come già i risultati del tesseramento significheranno la legittima convalida della nostra posizione e della nostra politica sindacale. Sarà inoltre un ulteriore contributo che voi darete al . processo unitario in corso che trova largo spazio anche nei congressi che si stanno svolgendo in tutte le fabbriche e che vede la FIOM protagonista nelle iniziative per la realizzazione di una grande aspirazione di tutti i lavoratori, quella dell' Unità Organica deì Sindacati.

Votate e fate votare i nostri candidati e tesseratevi alla FIOM.

TESTO DELL'ACCORDO D! MASSIMA RAGGIUNTO PER GLI OPERAI

Aumenti retributivi - A tutti gli operai viene concesso un aumento orario di L. 25 che viene inserito nella voce « accordi vari » e quindi non assorbibili.

Fonderia acciaio - Per gli operai della Fonderia acciaio, l'importo di aumento sarà riconosciuto nella misura di L. 32 anzichè 25.

Mensa aziendale - La Direzione consegnerà alla Commissione interna le tabelle dietetiche al fine di concordare un miglioramento quantitativo e qualitativo della mensa, intensificando inoltre la collaborazione fra Direzione e Commissione interna per quanto riguarda i controlli sia sulla qualità o quantità delle derrate, sia per il confezionamento. L'indennità sostitutiva di mensa, ai fini degli istituti previsti dall' accordo interconfederale 20.4.1956 viene elevata a L. 110.

Comitato antinfortunistico - In aderenza con i compiti della C.I. (art. 3, punto I, Acc. Interconf. 18 aprile 1966) verranno chiamati a far parte del comitato antinfortunistico già esistente tre membri di commissione interna delegati dalla stessa.

Qualifiche - La Direzione esaminerà i casi sottoposti dalla C.I. il merito delle attribuzioni delle categorie sindacali, con particolare riguardo ai gruisti, agli imbragatori, ai saldatori e manovali comuni all'interno dei reparti.

Orario di lavoro - Dal 1° maggio 1969 l'orario base aziendale sarà indicatò con comunicazioni all'albo (44 ore settimanali).

Prescrizione dei provvedimenti disciplinari - La prescrizione prevista dall'ultimo comma dell'articolo 38, par. A del vigente CCNL viene estesa ai provvedimenti disciplinari dei paragrafi C e H dell'art. 37 del soprarichiamato contratto.

Trasferta. - Le tabelle in atto vengono aumentate come segue per i periodi di permanenza fuori sede inferiori sia a 15 giorni che superiori: A) L. 200 al giorno per Liguria, Toscana, Marche, A bruzzo e Molise; B) L. 400 al giorno

per le altre regioni meridionali compreso il Lazio; C) L. 700 al giorno solo per i periodi inferiori a 15 giorni; L. 500 per i periodi superiori a 15 giorni per le isole e per le città di: Torino, Genova, Firenze, Napoli e Roma.

Concottimi - Gli indici della tabella attualmente in vigore per M.S., M.C. e Donne vengono elevati ed unificati a 0,55. Per gli O.S. e O.Q. addetti ai trasporti l'indice viene elevato a 0,58. Per gli O.S. e O.Q. dei reparti falegnami viene elevato a 0,70. Per gli O.S., 0.0., attrezzisti, elettricisti, riparatori officina centrale viene elevato a 0,75.

Cottimisti - Sezione montaggio: la tariffa di L. 131 viene elevata a 136; inoltre attuando il conglobamento già in corso l'azienda consentirà ai cottimisti un maggiore beneficio medio di L. 3 orarie.

Operai studenti - Valgono le stesse norme concordate per gli impiegati.

La decorrenza del presente Accordo è fissata al i° aprile 1969.

Accordo impiegati

Addì 18 aprile 1969, in Milano tra I' Associazione Industriale Lombarda in persona dell'Avv. Salvatore Arengi che rappresenta ed assiste la ditta FRANCO TOSI presente nelle persone dei Sigg.: Ing. Giovanni Barinetti, Dr. Enzo Cristoffanini e Rag. Luigi Leonardi e i Sindacati Provinciali dei Lavoratori:

FIOM, nelle persone dei Sigg.: Renato Maiorano e Rivolta Giuseppe

FIM, nelle persone dei Sigg.: Giampiero Colombo e Lorenzo Rota

UILM, nelle persone dei Sigg.: Antonio Raimoldi e Cesare Ferrè

e la Commissione Interna si è convenuto quanto segue: Estensione trattamenti I trattamenti previsti per gli operai di cui all'accordo stilato in data odierna ai punti 3), 4), 7) e 8) vengono estesi anche ai dipendenti aventi qualifica di impiegati e categoria speciale. Stesso dicasi per quanto previsto al punto 5) con particolare riguardo ai diplomati.

Lavoratori studenti

Ai lavoratori studenti (compresi quelli appartenenti alla categoria operai) in aggiunta ai trattamenti aziendali già esistenti (e con abolizione del recupero), verranno riconosciute sei giornate retribute all'anno per preparazione agli esami e scrutini limitatamente alla durata del corso legale di studi, purchè attinenti alla attività aziendale.

Impiegati e C.S. in forza alle sezioni Fonderia ghisa e Fonderia acciaio

Verrà riconosciuto un importo particolare di L. 2.000 mensili.

Perequazione C.S.

L'azienda procederà, sentita la C.I., ad una perequazione degli stipendi degli equiparati sulla base di una quota media di L. 2.500 mensili pro-capite.

Aumenti retributivi

A tutti gli impiegati e C.S. viene riconosciuto un aumento di L. 3.000 mensili.

Inoltre l'azienda procederà ad erogare, conglobandolo nelle retribuzioni mensili, un ulteriore importo pari a due ore mensili, della media delle normali retribuzioni mensili di tutto il personale avente qualifica impiegatìzia e C. S., forfetizzato in L. 1.500 mensili (non assorbibili anche per passaggio di categoria).

Decorrenza La decorrenza del presente accordo è fissata al 1° aprile 1969. Letto, confermato e sottoscritto. p. l'ASSOCIAZIONE IND. LOMB. (Segue la firma) p. la DITTA (Seguono le firme) p. la F.I.O.M. (Seguono le firme) p. la F.I.M. (Seguono le firme) p. la U.I.L.M. (Seguono le firme) p. la COMMISSIONE INTERNA (Seguonó le firme)

Vecchi e nuovi problemi che rimangono aperti

I candidati della F.I.O.M. pongono alla attenzione dei lavoratori della Franco Tosi i seguenti problemi,• i quali dovranno essere discussi con la Direzione, e per la soluzione dei quali si impegnano a battersi senza demagogia e con l'aiuto di tutti al fine di dare ad essi una soluzione favorevole.

Questa è una richiesta che torna prepotentemente alla ribalta sia per quanto riguarda la mensa sia per il cottimo mancato. l'A- la mensa abbiamo solo da dire questo: vogliamo credere per il bene di tutti che l'impegno pre-

so dalla Direzione di costruire una mensa interna in questo anno sia mantenuta.

Per i cottimi: il discorso per i cottimisti turnisti è questo: loro vogliono avere solo la possibilità di lavorare a cottimo come quelli della giornata e ci spieghiamo: è assurdo sia dal lato morale che

1° - TURNISTI

dal lato pratico, i turnisti siano costretti a recuperare le ore impegnate per il pasto, sapendo tutti quale sacrificio comporti mettersi subito al lavoro dopo mezz'ora di pausa; crediamo che il problema sia chiaro anche per la Direzione: la soluzione troviamola assieme, teniamo però conto che i turnisti fanno già un orario fuori dalla normalità e che sono costretti a farlo non per il loro interesse ma nell'interesse esclusivo della Ditta.

2° - COSTRUZIONE REPARTQ NUOVA OFFICINA

Per la costruzione dei nuovi Reparti Fresatrice palette, Fresatori, Foratrici, Alesatrici, Tornitori, la Direzione è da ormai quattro anni che promette ma che non dà la risoluzione al problema in oggetto.

Pertanto ci sembra che non dia troppa importanza al settore officina ma bensì è più disposta nel dare una priorità alla costruzione di altri edifici; noi ci batteremo affinchè detto problema sia risolto al più presto possibile, in modo adeguato, nell' interesse di tutti.

CALDERAI

Prende gli accorgimenti necessari perchè terra-ruggine sollevata in aria dal continuo movimento delle molle e il fumo dei saldatori non si condensi all'interno dei capannoni creando periòòlo per la salute di tutti.

SALDATORI

Il lavoro è nocivo eìl problema dovrà essere affrontato con molto impegno da parte nostra e da tutta la categoria; in altre aziende i saldatori hanno fatto passi importanti in difesa della salute e del salario.

MAGAZZENI ESTERNI, SPEDIZIONE E TRASPORTI

Per questi operai si è riconosciuto il disagiato per tutto l'anno, non c'è motivo plausibile per il riconoscimento a soli 3 mesi.

QUALIFICHE

L'ultimo accordo ha impegnato la Direzione sulle qualifiche e la risposta dovrà verificarsi a livello di tutti i settori e reparti; l'operaio di oggi non può aspettare di maturare 10-15 anni per maturare un certo riconoscimento di merito o di passaggio di categoria. Molti sono gli operai che non viene loro riconos dato la giusta categoria perché sono giovani. Ma, Signori della Direzione, l'operaio che voi chiamate giovane, che dai calderai all' officina, montaggio, tracciano, montano collettori, turbine e mille altre cose di importanza per i giganteschi impianti che fanno onore alla F. Tosi in tutto il mondo, devono essere giustamente riconosciuti.

MENSA

Un nuovo dietetico che permetta un pasto più completo ci auguriamo che venga presto, perchè la storia si fa lunga e la nostra Direzione sa che la mensa è integrazione di salario, di conseguenza perchè non dà disposizione per un definitivo migliotamento?

MENSA INTERNA

Per i turnisti costretti per necessità a usufruire della mensa interna è un dovere di igiene e morale la nuova costruzione che vorremmo vedere costruita nei prossimi mesi come era stato promesso alla Commissione Interna.

POSTEGGI

Il problema deve essere visto in prospettiva perchè è evidente che l'attuale ricerca dello spazio da adibire a posteggio all'interno dell' azienda è insufficiente e lo sarà sempre più in avvenire.

COMMISSIONE INFORTUNISTICA E NOCIVITA'

Il fenomeno degli infortuni e nocività, ci impegna seriamente a prevenirne le cause perchè quando un lavoratore subisce un infortunio o contrae malattia professionale tali da renderlo permanentemente invalido, ha solo il diritto della indennità e la speranza se rimane in ditta di essere tollerato.

Ogni lavoratore ha quindi la necessità di vedersi tutelata la sua integrità fisica sul posto di lavoro.

Fonderia acciaio, fonderia ghisa, calderai, saldatori, tempera, sono settori o reparti dove il problema è sentito e preoccupa giustamente chi vi lavora, respirando aria carica di elementi nocivi. Per tagliare corto anche alla F. Tosi, come hanno fatto tante altre fabbriche, dovremo conquistare miglioramenti tali che diano garanzia di sentirci degni di una società civile.

CASE PER LAVORATORI OPERAI

La nostra Direzione ha difficoltà economiche per costruire case per i dipendenti operai, però sappiamo anche che ha disponibilità per costruire appartamenti di lusso per gli impiegati; ora avendo noi stipendi che non superano le 100.000 lire siamo nella impossibilità di pagare gli affitti imposti dal mercato, vogliamo sperare che la Direzione esamini tale problema al fine di soddisfare anche le esigenze dei suoi dipendenti operai economicamente più disagiati. Lavoratori, questi problemi ed altri che sorgeranno saranno quelli che ci dovranno impegnare tutti nel prossimo avvenire e sapremo perseverare per evitare che detti problemi vengano elusi dalla nostra Direzione.

La fase di trattative aziendali recentemente conclusa, al di là di ogni valutazione in campo operaio deve considerarsi soltanto un avvio per i tanti problemi che investono la categoria degli impiegati e degli equiparati.

Vale certo la pena lo scrivere ancora una volta quanto sia stato positivo il fermento che si è creato fra gli impiegati quando si sono trovati di fronte ad una serie di rivendicazioni legittime e sentite, tanto più che certamente questo fermento supera di gran lunga il successo pur positivo, riscontrato con la. partecipazione agli scioperi.

In questa categoria tradizionalmente chiusa ad ogni rivendicazione collettiva si è finalmente fatta strada la convinzione che oramai la loro non è più una posizione di privilegio bensì, mancando la coscienza di classe, una posizione di debolezza.

Forse l'esortazione alla formazione di « coscienza di classe » non suona bene all'orecchio di coloro che ancora hanno una « coscienza di casta ». Il continuo apporto di forze giovani fra le file degli impiegati muta con il passar del tempo 'l'ormai ammuffito concetto di particolare considerazione dell'impiegato, in quanto collaboratore diretto del datore di lavoro nella considerazione della fabbrica e nel godimento di relativi incrementi economici.

Questo appoggio nuovo, proveniente il più delle volte da quel mondo scolastico in rapida evoluzione è certamente alla base del successo raggiunto. E' comunque evidente ed è stato confermato dalle assemblee tenute durante e dopo gli scioperi, che questo successo è tale in quanto la Direzione Aziendale ha dovuto, forse per la prima volta in modo veramente determinante, tenere conto delle richieste degli impiegati.

Oltre ques L' ultima valutazione rimane però il grosso dei problemi conosciuti e quindi da non abbandonare, oltre agli altri che le assemblee hanno messo in luce ma che non tutti hanno recepito, discusso e maturato.

Il problema che ha certamente galvanizzato gli impiegati è quello della riduzione d'orario di lavoro

TEORIE

- 60.000 LAVORATORI PARI AL 25 DELLA

CATEGORIA

Da molto tempo nel movimento sindacale si discute dei problemi aperti dalla evoluzione e dalla crescita degli impiegati e dei tecnici. Soprattutto due questioni richiamano l'attenzione: 1' insufficiente partecipazione dei tecnici e degli impiegati alle lotte rivendicative e la loro scarsa adesione ai Sindacati. In sostanza la discussione si concentra sulla esigenza di elevare il grado di maturità sindacale di una categoria che negli ultimi

anni è cresciuta a ritmo elevato.

Le ragioni di questo inadeguato grado di sindacalizzazione degli impiegati e dei tecnici sono complesse. La crescita di questa categoria (a Milano, nelle sole aziende metalmeccaniche, essi sono oltre 60.000, il 25 % dei lavoratori addetti!) e le sue nuove caratteri— stiche hanno modificato il rapporto tradizionale col sindacato. Le nuove mansioni, i criteri unilaterali di qualificazione introdotti

mediante 1' abolizione della trappola chiamata « compenso speciale ».

La posizione della Direzione su questo problema è ormai nota: « è una rivendicazione fuori contratto », ovvero, strana invenzione delle organizzazioni sindacali al di là dei desideri effettivi della categoria.

A questo punto però, proprio per la semplicità della risposta, si scopre il gioco elusivo e di presa in giro della posizione assunta dalla Direzione in quanto se veramente tale, ed in buona fede, fosse il motivo, noi avremmo dovuto vedere risolto il problema dell' incentivo (regolato da un accordo aziendale) e non dovremmo assistere ogni giorno alle innumerevoli « licenze » che la Direzione si prende nei confronti di questa categoria di « privilegiati ».

Questo periodo assieme a quello natalizio, è caratteristico perchè tanti cuori sono in ansia per gli aumenti di merito e per i passaggi di categoria. ei si rende però conto che queste discriminazioni perpetrate alla luce del sole sa no forse il sistema più ingiusto ed avvilente di trattare la personalità di un individuo.

Intendiamoci, nessuno vuole rifiutare ciò che evidentemente gli spetta, ma deVe essere cambiato il sistema di distribuzione affinchè tutti siano interessati nel dare così come nell'avere.

Il discorso però si allunga e lo spazio è poco; perciò non rimane che auspicare che all'interno della fabbrica si sviluppino i problemi e che un sempre più largo uso delle assemblee di lavoratori porti a giusto compimento il lavoro di tutti per tutti.

dalle aziende, gli stessi criteri di avanzamento nella carriera e la rigidità autoritaria della gerarchia aziendale = uniti al ritardo nella elaborazione contrattuale di tale materia — hanno mutato il quadro in cui operava e si plasmava la tradizionale mentalità impiegatizia. La nuova organizzazione del lavoro ha mutato, svonvolto o liveiiato molti di quei valori su cui si fondava per tradizione il prestigio e la stessa figura dell' impiegato.

In queste condizioni — in cui è venuta sempre meno la possibilità per gli impiegati di tutelare individualmente, come per il passato, la propria dignità professionale, in cui non basta più, per fare carriera, l'amicizia di questo o di quel dirigente — molte cose stanno assumendo contorni nuovi agli occhi degli impiegati. Un fatto comincia a delinearsi con sempre maggiore chiarezza: i loro problemi, gli impiegati ed i tecnici non potranno mai risolverli come singoli individui; essi potranno far valere le loro ragioni solo organizzandosi, solo unendosi nella lotta. Strati sempre più estesi di impiegati si stanno rendendo conto di tutto ciò. Essi comprendono che se vogliono progredire ed assumere una più compiuta dignità prosegue in 51

Una coscienza di classe contro la "coscienza di casta„ con lIcenza padronale
UN NUOVO IMPEGNO - BANDIRE SENZA RIMPIANTI IL PASSATO CON LE SUE

Elezioni di Commissione Interna

ELEZIONI MUTUA Candidati FIOM Operai

1) Morelli Roberto Torri. Cald. 10 ) Gozzi Nino Manovali Officina 9) Filo Pietro Getti Piccoli 10 ) Oldani Arturo Sala C. 9) Colombo Guido Equiparato 11) Martignoni Giuseppe C ald. Tub. 8) Gazzolo Lauro Attilio Acciaieria 3) Celin Angelo Calderai 1) Landini Franco Officina 2) Ferrè Gino Montaggio
..•••••1111h.
CANDIDATI FIOM Operai
4) Addamiano Addamiano Leonardo 5) Garzoni Vincenzo Acciaieria Servizi Vari 6) Gallo Domenico Fond. Ghisa 7) Chiodini Gian Carlo Saldatori Calderai 8) OLdani Giorgio Elettricista 41» 2) Colombo Angelo Calderad 7) Scandroglio Francesco Fond. Ghisa
SINDACI OPERAI
1) Fraulin Remo Elettricista 2) Bàndera Nemesio • Mont. Tubisti 3) IVIazzuchelli Calderai 4) Perazzo Aldo 5) Magni Giovanni Off.
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4‘P 3) Cozzi Gian Carlo Foratori Officina 4) Colombo Mario TorN Off. 5) Ferrè Giovanni Spedizione "Nkrik. \
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6) Destro Gilberto Montaggio

ELEZIONI MUTUA - Candidati FIOM - Impiegati

ELEZIONI MUTUA

LISTA FIOM-CGIL

Operai

Mórelli Roberto

Colombo Angelo

Cozzi Gian Carlo

Colombo Mario

Ferrè Giovanni

Destro Gilberto

Scandroglio Francesco

Gazzolo Lauro Attilio

Colombo Giudo

Oldani Arturo

ELEZIONI DI COMMISSIONE INTERNA

LISTA FIOM-CGIL

COSI' SI VOTA FIOM CGIL

O perai

L andini Franco

Ferrè Gino

Celin Angelo

Addamiano Leonardo

Garzoni Vincenzo

Gallo Domenico

Chio dini Gian Carlo

Oldani Giorgio

Fik Pietro

Gozzi Nino

LISTA FIOM-CGIL

Impiegati

D B randazzi P. I. Bruno

Fusetti Arturo

Landoni Giacomo

Dalla terza

fessionale ed umana, lo potranno nell'ambito dell'azione organizzata del Sindacato; lo potranno buttando a mare, senza rimpianti, ogni sorta di teorie che tendono ad esaltare l'integrazione e la subordinazione dell'impiegato e del tecnico nell' azienda, per indurlo a stare buono e rassegnato.

In questi giorni migliaia di impiegati di alcuni grandi complessi milanesi stanno realizzando esperienze nuove per quanto riguarda l'esigenza di una presa di coscienza dei loro problemi e di un nuovo rapporto col Sindacato.

In altra parte del giornale vengono esposte alcune cansiderazioni su queste esperienze. Ma se una cosa va detta è che questi episodi, che sembrano essere sintomi di risveglio da un torpore durato troppo a lungo, non devono restare tali, ma rappresentare invece punti di riferimento per cominciare a cambiare veramente le cose.

Le condizioni per operare que, sto mutamento di rotta esistono. Ci riferiamo soprattutto alla presenza fra i tecnici é gli impiegati di masse sempre più numerose di giovani: giovani che considerano inaccettabile il ristretto e soffocante ambito nel quale vuole rinchiuderli un sistema autoritario e soffocatore della personalità umana; giovani che si sentono uniti ai loro coetanei, protagonisti in questi

giorni di lotte esaltanti, non soltanto da comuni problemi ma da profonde aspirazioni di emancipazione.

D'altra parte l'esempio di fierezza e di coscienza che ininterrottamente forniscono le lotte degli operai, contribuisce a fare superare quello stato di frustrazione che colpisce molti impiegati a stimolare la loro dignità ed a far loro assumere un atteggiamento più fermo di fronte alle Direzioni aziendali.

L'odierna realtà pone a tutti i Sindacati grossi problemi di collegamento con le esigenze dei tecnici e degli impiegati e, conseguentemente, l'esigenza di elaborare adeguate piattaforme capaci di affrontare i problemi attuali e di prospettiva dda condizione impiegatizia.

La FIOM avverte che è questo il momento di prendere contatto col maggior numero di tecnici e di impiegati, e di imprimere al proprio lavoro verso questa categoria un maggiore dinamismo. Ci rivolgiamo agli impiegati e ai tecnici per chiedere loro di ocllaborare all'opera comune di far prendere coscienza a tutti del fatto che uniti ed organizzati nel Sindacato essi rappresentano una forza immensa che può loro consentire di realizzare il costante progresso della loro condizione umana e professionale.

Martignoni Giuseppe

LISTA FIOM-CGIL

Impiegati

Marcer Francesco

Poli Candido

O Cerini Rino

Fraulin Remo

Bandera Nemesio

Mazzuche3_li

Perazzo Aldo

Magni Giovanni

Bianchi Remo

Colombo Gino

Al "risveglio„ far seguire

I' organizzazione

alla F. Tosi

Assistiamo in questi giorni, in molte aziende della provincia di Milano, ad una intensa mobilitazione degli impiegati e dei tecnici.

E non è un caso che anche altrove, in altre province, i tecnici e gli impiegati si stiano muovendo, si organizzino per lottare contro la Direzione, elaborino punti rivendicativi la cui soluzione non può più attendere.

Ci preme sottolineare 1' importanza politica e non solo sindacale di questo risveglio della categoria che comincia finalmente, anche se con molta difficoltà, a liberarsi dalla gabbia del paternalismo e della integrazione aziendale, scoprendo la sua reale posizione all'interno delle strutture della fabbrica, il suo rapporto subordinato con la direzione.

E siamo convinti che si tratta di un processo destinato a svilup-

parsi sempre di più, mano a mano che i miti dell'azienda capitalistica vengono scoperti e smascherati dai fatti concreti, dalla logica dell'efficienza e della massima produttività che comportano lo sfruttamento e la repressione del lavoratore indipendentemente dalla sua qualifica professionale.

Il problema fondamentale è, in questo momento, quello di un grande impegno politico-sindacale della FIOM verso la categoria dei tecnici e degli impiegati.

I giovani soprattutto, per la loro combattività e la loro volontà di azione politica e sindacale all'interno della fabbrica devono impegnarsi in prima persona nell'esame dei problemi complessi dell'azienda capitalistica e nell'organizzazione della lotta.

2) Poli Candido Uff. Cott. Cald. 1) Marcer Francesco Uff. Magazzino 3) Cerini Rino Uff. Cott.
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SINDACI
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I GIOVANI NEL SINDACATO PER UN AVVENIRE DI DIGNITA' E DI PROGRESSO IN UNA SOCIETA' DEMOCRATICA

La FIOM è un sindacato giovaFié per la sua moderna politica rivendicativa che permette con l'azione articolata di approfittare delle particolari caratteristiche di ogni azienda per migliorare le condizioni di lavoro e per più alti salari.

Generalmente i giovani che entrano nell' industria sono ragazzi che provengono generalmente da famiglie con una tradizione industriale, ma spesso (causa l'immigrazione) anche da famiglie con tradizione prevalentemente agricola, con poca utile esperienza su questo mondo nuovo in cui tentano il loro inserimento.

E' stato calcolato che il 60 % della spesa sociale sostenuta dalla Nazione per l'istruzione professionale dei giovani, sia sostenuto dalle famiglie, in quanto salario non percepito, tasse scolastiche, libri, ecc.

Ecco quindi emergere una rivendicazione importantissima, che interessa soprattutto i giovani, e

LETTERA APERTA

AI NON ISCRITTI

Caro amico, non ho bisogno di presentarmi, tu mi conosci già, purtroppo io non ho il piacere di conoscerti, dato che non mi hai mai dato modo di discutere dei tuoi, che poi sono anche i miei problemi.

Ti lamenti del guadagno, e per altri molti motivi: hai ragione.

Gli imprenditori dicono di avere la coscienza a posto, di concederci il massimo delle loro disponibilità. Sai benissimo quanto ciò sia dubbio.

Per la tua scontentezza però, devi recitare il « mea culpa », poiché troppe volte, ti abbiamo visto schierato dall'altra parte, vuoi per paura, vuoi per devozione interessata, a tal punto interessata, da farti considerare un venduto, . anche se capisco che troppe volte il tuo comportamento è condizionato dalle difficoltà economiche.

Di una cosa però, devi renderti conto: il tuo comportamento ha ridimensionato quelli che erano gli obiettivi da conquistare. Ricordo bene quando credevi di scioperare per qualche cosa che non ti avrebbe dato un guadagno: eri tu a non vedere questo guadagno, ora io ti rispondo: se ti trovi un passaggio di categoria senza averlo richiesto, questo non deriva forse da ciò che tu tanto veemente mi contestavi?

Caro assente ista, dico assenteista perchè penso che ciò si tratti, non credo sia il contributo di 500 lire mensili che ti induce ad ignorare il Sindacato, perchè spesso ti vedo con riviste e libri sotto il braccio.

Se così fosse sai dovè trovarmi: io ho bisogno di te e tu hai bisogno del Sindacato che è onetso, se noi saremo onesti, che sarà forte se noi lo faremo forte, perchè noi siamo il Sindacato col quale potremo far valere le nostre ragioni.

Dobbiamo renderci conto di non esistere come dei numeri, ma come persone dignitose.

Nen aspettare oltre, non, far mancare la tua adesione, così facendo indebolisci il Sindacato, rinforzi il padronato e ti autocondanni a non far progressi.

Una ultima cosa voglio dirti, noi abbiamo bisogno di essere tutti più' uniti se vogliamo progredire.

Là S.S, Aziendale

cioè, fare in modo che la scuola sia per lavoratori, capace di dare una cultura che serva veramente al futuro inserimento del giovane nel ciclo produttivo del Paese.

Comunque da parte del padronato si diffonde l'idea che sostenere questi sacrifici, è una cosa naturale dell'evolversi della società industriale, e che i lavoratori potranno star bene solo se sapranno affrontare di buon grado questi sacrifici.

Il no dei lavoratori a queste ingiustizie, deve essere intransigente e capace di dare una giusta soluzione a questi problemi.

Affrontare il problema della scuola, significa però portare avanti una azione rivendicativa generale all'interno di ogni fabbrica, perchè i problemi sono legati e non si può risolvere solo il problema della scuola visto che gli studenti saranno poi dei futuri operai o impiegati .

Bisogna quindi mettere in di-

scussione l'inserimento del giovane nella azienda e di conseguenza le qualifiche dell'operaio e dell'impiegato. Per uscire da questa ingiusta situazione, bisogna però respingere la logica padronale di risolvere i problemi sul piano personale e di carriera (fatto che succede anche alla F. Tosi) che contribuisce a creare una classe di pseudo-privilegiati.

Rifiutare i tentativi di divisione insinuati dal padi-onato, e capovolgere la situazione per dimostrare la crisi è del sistema padronale, e non dei lavoratori, è la posizione che devono assumere i lavoratori.

Così essi dimostreranno la loro autonomia e la capacità di scegliere il proprio avvenire senza vie di mezzo.

I giovani devono inserirsi nel sindacato per portare avanti i loro problemi che sono « l'apprendistato, la qualifica, il salario, il cottimo, lo studio serale, il tem-

po libero », ecc., ecc., in quanto essi rappresentano quasi la maggioranza dei metalmeccanici. Se ci sono giovani sensibili, certo avranno capito, come sia importante non solo dare l'adesione al Sindacato, ma partecipare attivamente alla vita del sindacato per poter combattere le ingiustizie di cui sono soggetti.

Un altro compito che spetta ai giovani è di incrementare l'unita sindacale ovvero contribuire affinchè si verifichi il più presto possibile un più vasto schieramento di lavoratori organizzati in un forte movimento, capace di sviluppare un nuovo rapporto sociale attraverso una forte capacità di contrattazione.

Non è civile subire angherie in silenzio, non è onesto verso coloro che si battono e si sacrificano.

Ogni nostra conquista è nella lotta, momento esaltante per fare la democrazia.

Considerazioni del settore sud

1° - CONTROLLI

I controlli sono considerati nettamente inferiori come capacità agli altri equiparati, mentre sono però maggiormente responsabilizzati nei confronti dell' operaio e nei confronti del capo reparto e capo sezione, tant'è- vero che appena si verifica una anomalia nei pezzi in lavorazione, è diventata prassi normale la domanda: « chi l'ha controllato? ».

Se è giusto (ed è giusto) che si pretenda l'infallibilità del controllo, pensò sia altrettanto giusto che la sua costante attenzione e vigilanza (per le bolle, per il numero dei pezzi da lavorarsi, per la qualità del materiale, per le dimensioni ed il tipo di lavorazione da eseguire sul pezzo stesso) sia tenuta nella giusta considerazione e come tale equamente remunerata.

Si inviano controlli fuori sede per il controllo e l'accettazione o meno di manufatti eseguiti da.. altre ditte per conto della F. Tosi e da questi controlli inviati si esige sollecitudine e precisione, senza tener conto minimamente del fatto che si eseguano questi controlli in officina senza nessuna attrezzatura che consenta al nostro inviato la sicurezza del suo operato.

Nonostante tutto questo è opinione molto diffusa nel settore Sud, che basti essere capo squadra per ottenere il passaggio alla 1' categoria, mentre un controllo, per quanto valente possa essere, non potrà mai aspirare a tanto.

A prova di quanto asserito possiamo precisare di avere più di un controllo che frequenta la 5' o la 6° perito e non è ancora meritevole del passaggio alla categoria di O.S. Super.

Perchè in officina e montaggio (sempre alla F. Tosi) abbiamo parecchi controlli equiparati di i• categoria ed impiegati di 2° categoria?

2° - CAPI TURNO

In officina e montaggio ci sono 2 capi turno che panno soltanto e sempre quel servizio, ed essendo loro riconosciuta l'importanza e la responsabilità del servizio stesso è stata loro ooncessa la catego-

ria di impiegato di 2' categoria; nel settore Sud questo servizio è svolto a turno dà tutti gli equiparati con notevole intralcio per quanto riguarda il servizio normale di quel controllo o capo squadra che trascurando il suo settore deve, per quella settimana fare da capo turno.

C'è poi la difficoltà notevole che il capo turno non riesce mai quando vi è la necessità, a dare l'assistenza richiesta a quell' operaio turnista che si trova in difficoltà per il lavoro, non avendo nella maggioranza dei casi, competenza specifica in quella determinata fase di lavorazione.

In acciaieria si muore

Siamo un gruppo di poveri diavoli, che sono costretti per motivi di forza maggiore a vivere in questo settore, dove di umano crediamo non esista niente.

A partire dai Signori che dirigono quetso settore, che con una facilità che sfiora lo schifo, cercano in tutti i modi di sminuire la personalità dell'operaio, dando giornate di sospensione solo perchè si è cercato di far valere le proprie ragioni, solo perchè si dice che la salute è cara a tutti e non è barattata con qualsiasi moneta, vogliamo dire a questi Sìgnori che dirigono l'acciaieria, se hanno sentore di cosa sia la « silicosi », se non lo sanno, provino a lavorare solo pochi mesi nel reparto sbavatura, crediamo che solo così potranno rendersi conto

di cosa sia la vita.

Vorremmo anche dire che la finiscano una volta per sempre di agire da persone incivili, con persone civili, forse questi Signori sono arrabbiati perchè in questo settore nel 1968 come F.I.O.M. eravamo 60, ed invece adesso siamo 130, se è questo che dà fastidio, ebbene noi diciamo che ci fa piacere perchè per noi è un momento di grande maturità della classe operaia.

Anche noi dell'acciaieria abbiamo una dignità e questa dignità la difenderemo anche con la lotta se fosse necessario.

Ci sembra di essere stati chiari: noi siamo pronti a collaborare e se questo non sarà possibile, una cosa è certa, così non andremo avanti tvappo.

Cominciano a parlare

Un gruppo di operai ci scrive sull'eterno problema dei cottimi; su questo argomento essi dicono che è ormai più di vent'anni che ne discutono, e che siamo ancora al punto di prima e cipè: — il cottimo è rimasto l'arma di sfruttamento del nostro padrone, abbiamo fatto diversi contratti, abbiamo fatto accordi interni, ma tutti i giorni l'operaio deve anc'ora discutere o con i capi o con i cottimisti su questo problema. E allora si domandano, ma è giusto andare avanti così? 'E Si pongono già una risposta, che noi giriamo all'intera maestranza ed

è questa: se alla Franco Tosi vivono più di mille impiegati che non lavorano a cottimo e non muoiono di fame loro, e non fallisce la Ditta, perchè anche noi non possiamo essere come questi. Noi come sezione sindacale F.I.O.M., crediamo che veramente dobbiamo cominciare a parlarne di questo problema, che è materia solo di sfruttamento dei lavoratori, parlarne tra di noi e parlerne alla Direzione e farcene anche un obietivo, cioè quello di togliere il lavoro a cottimo a tutti gli operai.

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