CASA TASSE ASSISTENZA PROBLEMI URGENTI DA RISOLVERE
Trovo e troviamo insieme ridicolo che si cerca di gabellare un aumento dei salari del 15% che a questo gli si viene dimezzato in partenza di un buon 50% di rincari, come ad esempio; il passaggio dei bassi agli alti salari, quelli più che la sentono sono sempre i lavoratori e su questo andamento si potrebbe fare il classico esempio del bastone alla carota, per i/ cui esiste il chiaro obiettivo dei pag droni, di riportare alle condizioni economiche precedenti le lotte di autunno. Si vedono le conseguenza immediate del caro-vita segnalati dalla scala mobile. Nel dare un debole indennizzo a posteriori, di L. 109 in più agli impiegati di 1' categoria e di L. 43 al giorno all'operaio di r categoria, oltre che alla chiara discriminazione fra un dipendente e un altro dipendente riguardante il caro vita, emergono nel contempo i seguenti problemi, ai fini del valore effettivo dei redditi delle famiglie lavoratrici:
Il valore degli assegni familiari, fermi da 5 anni, risulta in esso polverizzato, in mancanza di un pronto adeguamento.
Le pensioni aumentate dal la
per cento solo un anno fa, stanno tornando a un valore reale, sempre più vicino al valore precedente, la cosiddetta « riforma » per cui si impone la riva-
lutazione immediata.
3) Gli indennizzi fissi dalle lir, 400 al giorno ai disoccupati, alle 12.000 lire dei vecchi non assicurati, ai tre milioni e mezzo segue ín ultima
• GENERALE irosa" 'N110101 Se M al • f nnurop. er, mi" 'g PIM L ' 292Ur L Petti;'ì$.• IhrifFl Rrr $ g M h , 4iIrk 01‘300 Kunt Mait VN sit l\ turig 011. CISL MUTUE 41Old iitaU "rigarti "« ~Num MAI DCNT i C pADRotil I METR00 Pills LE MR1411 AVAWTI FICIENT1 » 3 il 1193f01111910P8 marzo 1970 Periodico Aziendale dei lavoratori della C. G. 5. a cure della Sezione Sindacale F. I. O. M. • Via E. Aralo 4 - MONZA - Supplemento a " IL METALLURG1C11„
Il dopo contratto
Gli scioperi contrattuali avevano sospeso e interrotto quel vasto movimento che si era messo in moto nel periodo post feriale e che tendeva a portare avanti tutti quei problemi di settore o di reparto che la ristrutturazione in atto nella nostra azienda aveva fatto esplodere.
Infatti alla fine del contratto abbiamo assistito con favore alla ripresa di questo indirizzo che spesso ha assunto caratteri aspri e che ci dimostra di quanto i lavoratori stiano prendendo coscienza delle proprie. autonome responsabiliflt
Possiamo dire che non c'è stato settore che non sia stato interessato da scioperi, molto spesso originati dai ritardi con cui l'Azienda interveniva su problemi che erano già di sua conoscenza.
Ai problemi particolari dei vari reparti se ne sono aggiunti dei generali che possiamo dire oramai interessino tutti i lavoratori della C.G.S. per la dimensione che hanno raggiunto:
Il problema dell'inquinamento degli ambienti di lavoro, per là salvaguardia della salute dei lavoratori.
Il problema delle tute e di altri indumenti di lavoro.
Il piatto doppio per i lavori pesanti e nocivi.
Il problema della mensa.
Il problema dell'ascolto della radio esigenza che trova la sua caratterizzazione nell'asfissia psicologica cui hanno costretto il lavoratore e ritmi di lavoro. Su tutti questi problemi l'Azien-
da finora non ha fatto altro che prendere tempo rinviando a domani quello che le sarebbe stato possibile risolvere ieri, questa mancanza di responsabilità nei confronti dei lavoratori dev'essere punita non possiamo tollerare che si continui su questa strada.
Invitiamo pertanto i lavoratori a dar corso immediatamente a tutte quelle manifestazioni che diano un chiaro monito all'Azienda, in modo che sappia che non siamo disposti a tollerare rinvii e lungaggini di nessun genere.
In seguito all'accordo per il premio di produzione ,si comunica che agli effetti dell'indennità di anzianità per l'anno 1969 devono essere erogate altre 12,10 lire, s'invitano pertanto i lavoratori che conoscessero degli eventuali dimissionari per detto periodo a comunicare loro la cosa affinchè si presentino per il ritiro delle loro spettanze.
SIGNIFICATO DELLE ELEZIONI DEL CONSIGLIO DEL CRAL
La lunga battaglia iniziata anni fa per rinnovare il consiglio del CRAL, stà finalmente per avere uno sbocco, dopo le lungaggini i rinvii e gli ostacoli che la Direzione di volta in volta ci opponeva, finalmente potremo dare una gestione nuova e speriamo democratica a quello che dovrebbe essere il ritrovo dei lavoratori dopo il lavoro di fabbrica.
Non ci nascondiamo le difficoltà e le strumentalizzazioni già in atto per determinare il risultato di questo rinnovo di gestione, ed è per questo che noi pensiamo di farci interpreti della volontà di tutti i lavoratori nel proporre delle soluzioni che rappresentino la verifica di un rinnovato spirito unitario e del vivo senso democratico che anima i lavoratori della nostra Azienda.
Noi proponiamo quindi che le elezioni si tengano autonomamente nell'ambito aziendale con la partecipazione di tutti i lavoratori: — Tutti i lavoratori iscritti e no
concorrono liberamente alla scelta della rosa dei candidati.
Il Consiglio di Fabbrica composto dai Delegati Sindacali di Fabbrica. de legati di Reparto e C.I. nominano la Commissione Elettorale scelta all'interno del Consiglio stesso.
La Commissione Elettorale compone la lista dei candidati scegliendoli fra coloro che iscritti al CRAL avranno ottenuto un numero maggiore di voti dai lavoratori.
Gli iscritti al CRAL votano il Consiglio.
Viene introdotta una tessera Aziendale di L. 500. Sappiamo benissimo che uno dei principali motivi di decadenza del nostro CRAL è stato quello di non aver saputo accattivarsi la simpatia dei lavoratori pendolari della nostra Azienda che possiamo ben considerare i rappresentanti del 40% di tutte le maestranze e che solo recentemente attraverso la dinamica apportata da alcune atti-
vità sportive esso è riuscito a risollevarsi in fatto di efficienza e popolarità.
Ora dobbiamo fare in modo che tutti i lavoratori possano sentirsi partecipi dí questo sforzo collettivo di ricostruzione, dobbiamo imporre alla nostra Direzione lo sviluppo del CRAL poichè esso diventa sempre più importante a maggior misura che noi conquistiamo tempo libero.
Esso deve diventare la nostra palestra intellettuale e fisica, centro ricreativo di reincontro nella nostra umanità alienata dal lavoro di fabbrica, non permettiamo dunque che la gestione del CR AL possa diventare l'alcova di borghesucci in cerca delle emozioni di potere, dobbiamo altresì prepararci eventualmente a respingere quei candidati della Direzione che molto spesso si sono manifestatamente dimostrati i peggiori nemici dei lavoratori.
S.S.A. F.I.O.M.
S.S.A. F.I.O.M.
L' azienda rifiuta agli operai il trattamento degli impiegati per le ferie
A 2 mesi della firma dell'accordo sulla riduzione dell'orario di lavoro, in cui veniva sancito la parificazione degli scaglioni operai con quelli degli impiegati, la Azienda continua a negare per gli operai il trattamento di miglior favore in atto da lungo tempo per gli impiegati.
Detto trattamento al compimento dell'anzianità prescritta , da diritto, anzichè, come prevede la nota a verbale del C.C.N.L. solo ad usufruire dei dodicesimi intercorrenti tra i diversi scaglioni, alla maturazione dello scaglione intero.
ESEMPIO
Trattamento OPERAI-IMPIEGATI come da C.C.N.L.
1'4/1960 data di assunzione
1, 4/1970 compimento dei 10 anni di anzianità matura il diritto, al lavoratore spettano:
7 5
--- di 16 giorni e di 18
12 12 giorni = 16 giorni e 7,50 ore.
Trattamento OPERAI-IMPIEGATI
C.G.S.
1 /4 1960 data di assunzione
1'4/1970 compimento dei 10 anni di anzianità matura il diritto al lavoratore spettano:
— 18 giorni.
Senza entrare nel merito delle giustificazioni portate dall'Azienda al riguardo e che consistono esclusivamente nel solito liet-motiv di addossare le colpe di tutti i presunti sbagli su coloro che non ci sono più, ci interessa chiarire soprattutto che la cosidetta enorme spesa cui l'Azienda andrebbe incontro non esiste.
Da un'indagine svolta dalla C.I. su un campione di 348 operai risulta che gli interessati al problema sono:
ANNO 1960-1970
OPERAI n. 24 ore 241 spesa lire 241.000
ANNO 1970-1971
OPERAI n. 35 ore 318 spesa lire 318.000
ANNO 1971-1972
OPERAI n. 32 ore 186 spesa lire 186.000.
Tutto questo giustifica pienamente la reticenza della C.I. a sottoscrivere l'accordo aziendale e noi ci sentiamo personalmente impegnati a promuovere fra i lavoratori un vasto movimento alfine di poter addivenire al più presto alla soluzione del problema.
S.S.A. F.I.O.M.
Dalla Conferenza Nazionale Metalmeccanici RIPRENDERE L'AZIONE PER LE RIFORME
La recente conferenza sindacale nazionale unitaria dei metalmeccanici svoltasi a Genova, interprete della mostra volontà ha deciso di riprendere con continuità l'azione per le riforme sociali e contro il caro vita.
Dal 24 Marzo al 4 Aprile sciopero di 2 ore con assemblea in ogni fabbrica o per gruppi di piccole fabriche, per discutere coi lavoratori:
Problemi aziendali
Riforme, sociali
Modatzta di attuazione delle 12 ore di sciopero proclamate in Aprile, con manifestazioni esterne in ogni comune e zona. Diciamo basta alle chiacchere e
ai rinviii! Blocchiamo l'offensiva conservatrice che con la repressione, la manovra dei capitali e dei prezzi, l'intensificazione dello sfruttamento in fabbrica, vuole recuperare l'autorità e i margini di profitto persi col contratto; spera di intimidire i lavoratori e negare le riforme sociali — casa — fisco — sanità — di cui il Paese ha urgente bisogno.
Non siamo soli, a Terni, a Livorno, a Genova, scioperano tutti per le stesse motivazioni; si và verso una ripresa generale anche a Milano: CGIL - CISL - UIL Milanese constatata la comune vo 7 lontà di lotta hanno invitato le Confederazioni a richiedere rapi-
de trattative ai responsabili dei Pubblici Poteri e a impegnare lo intero movimento sindacale definendo concretamente la ripresa generale della lotta A.
Non è uno sciopero di protesta, ma la ripresa di una lotta decisa a conseguire quelle rivendicazioni unitarie da tempo elaborate dai sindacati e sostenuta dai lavoratori con gli scioperi dell'Ottobre e del Novembre 1969; del Febbraio 1970.
Chiediamo innanzitutto di alleggerire la pressione fiscale sui salari e gli stipendi; primo passo verso una effettiva riforma tributaria che faccia giustizia dell'iniquo sistema fiscale italiano che grava sui lavoratori e sui poveri.
Non tolleriamo più che poche migliaia di sfruttatori mandino i miliardi all'estero; speculano sulle aree edificabili e sui fitti; evadono il fisco ricorrendo persino alle bandiere ombra; contestan9 la tassa famiglia accertata dai comuni (e non pagano); mentre milioni di lavoratori vedono ridotte le loro buste paga ,dalla R.M. (e pagano!) perché 16 stato affida ai padroni la esazione (e quindi la manipolazione) di una fetta dei loro sudati guadagni.
Il minimo esente agli effetti delle imposte di "R.M." e "Complementare" -è rimasto fermo ai- livelli delle 20.000 lire mensili fissati nel 1945, quando, secondo stime confindustriali, la retribuzione media mensile in Italia era di 19.220 lire mensili e quindi erano esentate tutte le retribuzioni basse, quelle medie e anche una fetta di quelle più alte.
Portando il minimo esente a 110.000 lire mensili Jesclusi gli assegni familiari) si sottraggono allo stato 400-500 miliardi l'anno, come recuperarli? Basta un terzo dei 1523 miliardi di evazioni fiscali accertate dall'Intendenzza di Bilanza nel 1969; oltre ad una maggiore progressività della tassa zione diretta sui più alti redditi patrimoniali edi impresa, è una tassazione indiretta che colpisce progressivamente i 'prodotti di consumo di gran lusso.
Insomma, "paghi chi più ha" e si applichi l'art. 53 della Costituzione: « tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario deve essere informato a criteri di progressività ».
Dalla prima
di pensionati al minimo (fra cui contadini, artigiani ecc.) perdono ancora una parte del loro valore già miserabile.
4) Il campo in cui agisce l'imposta personale (ricchezza mobile e complementare) viene estesa di fatto a una quota maggiore del valore reale poichè rimangono ferme le quote esenti; lo stesso prelievo fiscale sui consumi essendo proporzionale al prezzo aumento solidarizzando con i rincari. I poveri pagano sempre di più, i ricchi di meno. I rincari, inoltre si generalizzano, l'uno è preso a giustificazione dell'altro. Secondo me questa è l'inflazione, che il governo patrocina con un preciso intento punitivo verso la classe operaia, ma che a sua volta renderà più energica la replica dei lavoratori nelle lotte per le decisive riforme.
E' che inoltre i « Sindacati » in prima persona si facciano promotrici di proseguire la lotta per una nuova e vera politica della casa che è e continua ad occupare un posto primario fra gli obiettivi dell'azione unitaria dei lavoratori. La battaglia per la politica della casa non è che agli inizi e bisogna quindi proseguirla con fermezza e decisione, sfociando in 3 punti principali i quali possono essere:
Blocco generale di tutti i canoni di affitto, istituzione dell'equo-canone, revisione dell'attuale legislazione sui contratti di affitto.
La realizzazione di una nuova legislazione urbanistica.
Programmi di intervento e potenziamento della attività pubblica della edilizia popolare.
E che infine una politica « sindacale » continua il suo vero cammino e si inserisca nella politica tributaria e mutualistica dandone così ad anch'essi un nuovo volto sociale.
Compagni, sulla riforma tributaria sono state raccolte più di 80.000 firme nella quale i firmatari chiedevano che il limite di esenzione dell'imposta di ricchezza mobile, tenendo conto che la franchigia di 240.000 è stata fissata 20 anni fa, sia riportato al valore attuale della moneta ed ai livelli attuali dei salari e degli stipendi.
Il malcontento fra i lavoratori va crescendo, ed essi si rendono sempre più conto di subire, oltre ad un quarto dei loro salari viene decurtato in modo vergognoso, c'è chi grida allo scandalo di fronte alla richiesta dei lavoratori di rivedere tutto il sistema fiscale in atto nel paese. Se pensiamo che solo l'anno scorso, si è accertato che le evasioni fiscali sono ammontate a ben 1.523 miliardi di lire, urge una presa di posizione dei partiti di classe e dei sindacati di raccogliere l'iniziativa e le pressioni che i la-
voratori delle Aziende esprimono per rinnovare dubbi ed incertezze, e soprattutto lentezze che ancora si manifestano per l'accompimento di tale riforme.
Un altro caso increscioso è la esigenza per la Riforma sanitaria che i mutuati del nostro paese pagano di tasca prgaria le visite mediche, facendo in tal modo le spese di un inaccettabile tipo di agitazioe messe in atto dai medici Fiduciari dell'INAM, che sospendono l'assistenza diretta passando a quella indiretta.
Cosa questa da prendere anch'essa in esame e che con la riforma della casa, la riforma fiscale, carovita ecc. devono in essi tutelare in modo reale le conquiste econes miche dei lavoratori.
V17 280 358 160 ISCRITTI FIOM 1970 Tesseramento Aq611 , Aclb9 4464 49'R)
300 2.00 400
S.S.A. F.I.O.M.