novEmi1RE 1973
a cura) del
bollettino della face standard
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Sroltiit di UNA PIATTAFORMA
La spinta partì dall'Installazione prima delle ferie.
Gli installatori avevano dei casini gros si da risolvere, oltre a quelli che av evamo anche noi; loro ad esempio con le 5. 000 lire al giorno di trasferta non ci stavano più dentro, quindi furono i primi a porre il problema della piattaforma.
Prima in Installazione poi anche da noi, la piattaforma nacque negli Impianti, nei uffici, dalle discussioni durante le assem blee negli intervalli di mensa
E proprio per questo, perch4 ci fu la discussione nelle assemblee di reparto, la piattaforma rispecchiava le nostre esigenze, era una bella piattaforma
Prima delle assemblee la maggioranza del Consiglio di Fabbrica non voleva mettere nella piattaforma i passaggi di categoria, la richiesta di aumento del Premio di Produzione che sí voleva fare era molto inferiore.
Nelle assemblee invece i passaggi di cate goria e la richiesta di aumenti grossi nel premio di produzione ed in paga furono al centro della discussione.
el Consiglio che si fece dopo le assemdee molti delegati che prima erano conro capirono che era fondamentale inserire .ueste cose nella piattaforma, altri non o capirono ma furono costretti a dire si 'alla volontà dei lavoratori del loro repar o, altri ancora votarono NO. Ma comun 7 .ue queste richieste passarono a maggioanza .
Chiedevamo
il passaggio di categoria per tutti dopo 18 mesi dalla 3 - alla 2 - -operai
La garanzia che gli impiegati di 3fossero inseriti come minimo al 4 - livello.
Criteri di anzianità per definire gli inserimenti in tutte le categorie sdoppiate nel contratto nazionale (1 - operai 2 - impiegati),
100.000 lire in più nel premio di produzione.
Poi in maniera anche se non chiara, un aumento nel nuovo 3" elemento che variava da 12. 000 a 1C. JG0 ai mese per tutti i lavoratori al minimo insieme alla garanzia di un aumento minimo per tutti. •
L'ampliamento dell'Afa? Nido
Richieste contro la ristrutturazione e per l'occupazione al
La piattaforma rispecchiai le nostre esigenze, quella di avere f..rti aumenti salariali contro il caroviti . quella di poter passare di categoria in modo sicuro senza dover sottostare ai ricatti della direzione, ecc, ma non rispecchiava invece il modo ed i contenuti che il Sindacato voleva e vuole dare a tutte le piattaforme.
La prima dimostrazione era stata lo scontro nelle assemblee e nel Consiglio (quelli che volevano fare la piattaforma formato ridotto erano i delegati allineati coperti con il Sindacato).
PRO
COSE PUMA LA ptinTooRgA
tra l'altro:
Dopo le ferie invece c'è stato un lungo silenzio da parte del Sindacat o sulla piattaforma. Il tentativo era quello dirimandare la cosa il più alla lunga pos sibile, sia per ritardare i tempi sia e soprattutto perché una volta che gli obiettivi decisi nelle assemblee ed in Consiglio, erano caduti nel dimenticatoio, sarebbe stato più facile ed indolore cambiarli.
"I passaggi di categoria per tutti dopo 18 mesi non vanno bene, non rientrano nella linea che come sindacato ci siamo dati; chiedete troppo di aumento salariale, così si aumenta l'inflazione, il problema cardine sono gli investimen ti al Sud.'
Queste erano le critiche di fondo che venivano fatte alla piattaforma fino ad arrivare a dire in maniera chiara come a fatto Banfi segretario della FLM
Questo sistema il Sindacato lo sta ado.perando in molte altre fabbriche, alla Alfa ad esempio continuano a rimandare le assemblee e le riunioni dei Consigli, alla Fiat è la stessa cosa con i coordinamenti, ecc.
Da noi la cosa non ha retto tanto, in quanto soprattutto gli i nstallatori premevano per partire i e anche in sede l'ambiente cominciava a scaldarsi. I nostri volantini, i cartelli sono anche quelli serviti per riprendere la discussione.
"Non ce ne .frega niente delle vostre decisioni, non veniamo a rimettere in discussione le scelte che abbiamo fatto per la Face Standard".
In quel periodo ci furn,no diverse riunioni. nelle quali il Sindacato dr a critiche poicaseL al tentativo di modificare la piattaforma.
I primi di ottobre, visto che non era più possibile rimandare, sono cominciati a piovere gli attacchi aperti (fatti solo nel Consiglio però) alla piattaforma da parte del Sindacato.
Ma vista l'opposizione che questi tentativi trovarono anche all'interno celo stesso Consiglio di Fabbrica, ci fu una momentanea rinuncia ma rimase l'ambiguità della piattaforma decisa in un mddo e il Sindacato che Voleva fare • un altro modo.
PA6. 3
DOVE S'E' CACCIA -r0 EDUARDO FREI ?
• •
LA LOTTA E LE TRATTATIVE
Le trattative sono partite subito con lunghe riunioni all'Assolombarda.
Inizialmente, quando ancora non si era entrati nel vivo della trattativa, c'è stato un minimo di rapporto tra chi era a trattare e i lavoratori in fabbrica.
Ma poi anche questo rapporto è sparito. Con la scusa che c'era necessità di confronti tecnici, la trattativa è piano piano proseguita in riunioni ristrette tra i funzionari del Sindacato, l'Assolombarda e la direzione.
I delegati del C. d. F. rimanevano ad aspettare 8-10 ore in un'altra sala mentre c'era la riunione ristretta.
Alla fine arrivavano i sindacalisti a dire che dopo ore di discussione la direzione aveva fatto dei passi avanti che bisognava valutare. Il giorno dopo si faceva la valutazione che era sempre negativa, e poi giù ancora riunioni ristrette.
Questo metodo, abilmente cercato dal padrone ha portato nelle mani dei funzionari sindacali la trattativa permettendogli quindi di scegliere gli obiettivi sui quali insistere e quelli su cui svendere, gli ha permesso di sbilanciarsi come volevano per poi arrivare a dire "ormai è fatta più di così non si può".
E soprattutto la trattativa continua senza lo spazio oltre che la volontà per informare i lavoratori non ha permesso lo sviluppo della lotta, la crescita della mobilitazione in fabbrica.
Molti di noi nei reparti, dicono che questa lotta è stata una lotta del cazzo. Questo non è del tutto vero perché ad esempio, ed è importante, questa è stata la prima lotta aziendale che fac -
Ì MI SONO FATTO FREA-ARE ALLE ELEZIONI !,..HA VINTO IL MARXISTA 1!
ciamo alla Face che è durata abbastan za da potersi chiamare lotta e soprattutto è una lotta che ha visto la partecipazione (anche se u trandbillotta") di quasi tutti. Infatti i crumiri ci sono stati ma erano pochi.
Un'altra cosa importante è che, anche se non erano molto grossi, siamo sempre riusciti a fare i cortei interni che sono stati un grosso freno al crumiraggio.
Ma a parte questo, nel dire che è sta ta una lotta del cazzo c'è molto di — vero. E' chiaro che su tutti i lavoratori pesano ancora le 180 ore di sciopero del contratto e quindi la paura di un'altra lotta dura c' era, il carovita inoltre non ci ha lasciato tanto spazio con i soldi, ed anche un' ora di sciopera la sentiamo, ma il fatto più negativo è che non c'era il clima di lotta, il clima in cui ad esempio ognuno di noi sa di essere in lotta ed è partecipe in prima persona perché sa che è solo dalla lotta che riuscirà ad ottenere le richieste e quindi è disponibile e propone iniziative e forme per renderla più incisiva più dura.
In tutto questo hanno pesato molto due cose: il modo staccato e continuo con cui si è condotta la trattativa e l'isolamento. in cui si è mantenuta la lotta.
\ i lèrfRA MUFFATAI ) l C.I.A,
P». 4
VERGOGNAI I ...CON fUtfl I SOLDI CHE ABBIAMOSPESO PER l'E!!
I compagni del C. P.O.delegati avevano fatto numerose volte la proposta di smetterla con la trattativa permanente e di prendere iniziative di lotta che ci permettessero di uscire dall'iso lamento, di dare uno scrollone a tutto il clima di attendi smo che c' era in fabbrica e quindi di indurire la lotta rt"
Proponevano uno sciopero delle fabbriche più grosse della zona con una manifestazione davanti alla Face, una assemblea aperta e poi il blocco delle merci.
Ma questo non rientrava nei piani del Sindacato che ha diretto la lotta e prima di queste iniziative è arrivato l'accordo.
VEDIAMO LAccoRDO NEI PUNTI PRINCIPALI • MoalLinte
Il risultato ottenuto per i passaggi dal 2^ al 3^ livello non è quello che avevamo chiesto, ma comunque è un gros so risultato che di fatto nel tempo di 26 mesi svuoterà tutto il 2^ livello.
I tempi sono lunghi, ma il fatto che le lavoratrici che passeranno nei vari scaglioni saranno in ordine di anziani tà raggiunge gli scopi per i quali dai reparti era emersa la richiesta di pas saggio entro 18 mesi per tutti e cioé :
1) Passare di categoria, far saltare la logica della direzione con la quale ha mantenuto 1900 lavoratrici e lavoratori prima in 4^ e poi in 3^ cat. dal giorno dell'assunzione fino alla pensione.
La lotta che ha imposto al padrone il passaggio per tutte dalla 4^ alla 3" ha indicato a tutti la strada da seguire, ora la lotta ci ha portato in seconda.
Garantire il passaggio per liberarci dai ricatti della direzione, lavorare molto, straordinari, non rispondere al capo, se eri brava pas savi se no niente.
3) Ottenere un risultato che non reintroducesse elementi di divisione tra di noi, come ad esempio il fat to che passasse prima chi faceva certi lavori e dopo alcuni altri ed altri ancora magari mai.
Il risultato ottenuto supera queste cose ed è una vittoria, soprattutto perché
è uat risultato che la volontà precisa di tutte le lavoratrici e lavoratori di 3^ , la coscienza che abbiamo raggiunto su questo problea, la vigilanza che c'è stata ha imposto anche al sindacato. Infatti al di la di quello che dicono ora usando questo risultato per mascherare tutto il resto dell'accordo
Il passaggio di categoria non volevano metterlo nella piattaforma, ed anche durante le trattative hanno cercato di snaturare il senso della richiesta con tutti i discorsi sulla professionalità, sul merito, sul differente contenuto professionale dei lavori.
Quindi il passaggio dal 2^ al 3^ livello per tutti per anzianità è una vittoria. Una vittoria di una scelta fatta e sostenuta autonomamente dai lavoratori.
Tra i motivi per cui votammo no al Contratto Nazionale, c'era anche questo aspetto, le divisioni, la logica che poneva infatti ad esempio il contratto nazionale prevedeva per il passaggio dal 2^ al 3^ numerosi modi e tempi differenti, da 4 mesi fino a 5 anni. Con esami, e per chi non era in produzione niente, questo per noi è dividere, allora dicemmo che nella corii2attazione aziendale bisognava cambiare strada, questo aspetto del nostro accordo camhia strada. Al bivio tra unità e professionalità il grosso ha scelto la unità , il sindacato ha dovuto correrci dietro e fare buon viso a cattiva sorte.
Un grosso cedimento è stato invece quello di togliere dalla piattaforma, durante la trattativa, la richiesta di inserire tutti gli impiegati di 3^ come minimo al 4^ livello, in quanto tale richiesta "era contraria alla strategia sindacale".
Per cui sia per la 3 - impiegati che per la 2^ imp. (se rimanere cioé al 5^ livello e andare al 5S o al 6) viene lasciato un grosso spazio al padrone per discriminare, passare quello o quell'altro e far quindi ricadere nella logica della rincorsa individuale per la categoria superiore molti lavoratori che altrimenti sarebbero e lo sono stati disponibili alla lotta per risolvere collettivamente il problema dell' inserimento alla categoria superiore (basta vedere la partecipazione compatta alla lotta durante il contratto e l'ultima vertenza ).
Per il 3^ livello ci sono, per il futuro, due possibili scelte: Quella dell'egualitarismo che significa chiedere il passaggio automatico dal 3^ al 4^ livello per anzianiC_
L'altra, quella della professionalità, è di dividere la f abbrica in "aree professionali" (cioé dire per esempio che alla Radio si fanno lavori più professionali che al Kappa), fare insomma delle graduatorie dei lavori svolti alla Face dividendo la fabbrica in grosse aree. Poi decidere che il lavoro della Radio peesempio è di 4^ livello e quello del Kappa di 3^ livello.
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Allora succede che subito o quasi tutte quelle della Radio vanno al 4^ livello e per il resto l a direzione deve mettere il lavoratore in condizione di fare lavori più professionali (attraverso la ricomposizione delle mansioni e la rotazione tra i lavori) in modo da poter dire che il lavoratore "Tizio" prima svolgeva lavori di professionalità da 3^ livello, ora fa lavori di professionalità da 4" livello e quindi adesso deve avere il livello superiore.
Questo tipo di proposta non risolve i nostri problemi e crea enormi spaccature e divisioni tra gli operai e può portare anche aumento dei ritmi di lavoro.
Quando veniamo a lavorare non scegliamo noi di andare a lavorare al Kappa alla Radio ma decide il padrone. Per cui se uno va a fare lavoro di terza è colpa del destino?
L'altro punto poi è chi sarà a decidere chi deve ruotare e cambiare lavoro per primo? Ancora una volta bisogna lasciar la mano libera ai capi reparto.
Il fatto è che se ruotiamo o ci ricompongono le mansioni va anche bene in quanto ci può spezzare la monotonia del lavoro e se non ci porta aumenti dei ritmi di lavoro, ma questo non deve servire a discriminare a dividerci, a essere usato come criterio per decide.re chi passa o no oppure chi passa prima o dopo.
In questi anni di lotta, tra le altre cose abbiamo rotto la divisione tra manovali e operai qualificati, creando un automatismo nella categoria.
Il problema è oggi quello di togliere la divisione tra operai qualificati e operai specializzati. Quindi tutti dal 3^ al 4^ livello.
Questa proposta unifica tutti g i operai che si troveranno nel 3^ livello (la stragrande maggioranza degli operai della Face) e quegli impiegati che eventualmente sono rimasti al 3^ livello.
Per loro il problema è un pò diverso. L'obietti vo, prima che scada il contratto, è che tutti vadano al 4^ livello. Per cui, dove è possibile, appena la direzione effettuerà i nuovi passaggi, fare delle fermate negli uffici ed organizzare la riduzione collettiva del lavoro fino a raggiungere 1' obbiettivo richiesto.
Rispetto agli operai di 1' e impiegati di 2^ cat. il problema va visto _in modo diverso.
Il conti lice che il 38% degli operai di 1" deve Pndare al livello superiore cioé al 5^. Bene, bisgona innanzi tutto puntare ad allargare la percentuale (ad esempio il 7O garmtendo che i primi a passare siano i pL) anziani che sono quelli che hannr) 2 ., qogtarza più esperienza. Così dovrà essere anche per gli impiegati di 2^ cat. (attuale 5 livello), garantire che una grossa fetta vada al 6^ livello e che in maggioranza siano i più anziani.
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Apparentemente sembra un grosso risultato essere riusciti a far scrivere alla direzione, in un accordo, che assumerà 350 persone al Sud.
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Apparentemente però in quanto tutti co noeciamo la politica investimenti che la Face sta operando al Sud, sappiamo dei programmi che ha in atto: potenziamento del gruppo CEME (Avez zano, Frosinone, L'Aquila) con la costruzione di un nuovo stabilimento all'Aquila, il potenziamento della ISTEL a Latina, lo sviluppo che dovrà avere la FACE Sud di Battipaglia, l'acquisto della FIMME di Bari e Foggia, le voci (credibili) della costruzione di un nuovo stabilimento nei pressi di Avellino e quindi queste 350 persone in più, senza specificare dove le assume rà, rientrano tranquillamente nei piani di sviluppo della direzione senza minimamente incidervi.
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Il fatto è che la Face, non certo perché è brava e vuole aiutare i nostri fratelli del Sud, ma perché, evidentemente gli conviene, ha una grossa politica di investimenti al Sud.
Se non ci fosse il SUD, ci sarebbe il NORD? »
dai pensieri di Gasparazzo
Farne come ha fatto il Sindacato il cavallo di battaglia alla Face, sbandierare questo come una grossa vittoria, scriverlo sur r giornali, portarlo da esempio, facendo passare tutto in secondo piano,_ fare delle concessioni sugli altri obiettivi per questo, vuol dire non vedere la realtà, non fare concretamente neanche gli interessi del Sud, vuol dire vendere fumo.
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Questo è l'aspetto più negativo dell'accordo ed oggi, in questa situazione, se un accordo non è buono dal punto di vista del salario, non è un buon accordo da nessun punto di vista.
Ormai sono mesi che tutti noi stiamo facendo l'elenco delle cose che aumentano, ormai è quasi normale.
I PREZZI
Quest'anno il carovita ha avuto un incremento del 13%, vuol dire che su un salario di 100.000 lire al mese ci ha fregato 13.000 lire. Vuol dire che comperiamo ogni mese 13.000 lire in meno di cose che ci servono per vivere.
E che prospettive poi! La pasta, l'olio, il pane, la benzina che probabilmente andrà a più di 200 lire al litro. Il ricatto sui combustibili per il riscaldamento, ecc.
Industriali, agrari, petrolieri, hanno tutti via libera per le loro sporche manovre, tutti piangono ma il carovita aumenta.
Ma il nostro accordo ce ne ridà ben pochi.
2000 lire di aumento, più 5.000 lire sul premio di produzione.
7000 lire al mese, una goccia d'acqua nella siccità delle nostre tasche.
E' vero ci sono gli aumenti sul 3" elemento, ma che aumenti 3-4-5.000 lire in due anni e qui c'è anche la cosa più grave, gli scaglionamenti.
Non solo prendere 2.000 lire tra un anno ed altre 2.000 tra un anno ancora vuol dire prendere quasi niente, ma è pericoloso per. che è un eisinc'entivo per fare altre lotte, è il sistema che usano per fare una 19**a a dove si programma tutto e pei - 2-3 anni la pace totale.
Il fatto è che sono almente poche che non serviranno P Taesto.
LE. RIGIIIESTE h MIMO 1114 Atirtit ,„..
Nella piattaforma si chiedeva molto di più, in tutto erano dalle 20.000 alle 26.000 lire. di alimento.
Questo era una bella cosa. Ma anche que sto non era nei piani del Sindacato. Infatti subito dissero che le richieste erano troppo alte e già dalle prime trattative hanno proposto alla direzione di scaglionare il 3" elemento.
SOLO NOI DOVREMMO FARE I RESPONSABILI !
O
NOI QUESTI SOLDI CE LI RIPRENDIAMO O NON CE LI RESTITUIRA' NESSUNO.
PAG.9
E' da tanto che i dirigenti sindacali vanno dicendo che bisogna contenere le richieste salariali, che la via non è di chiedere aumenti, che ci sono i pensionati, i disoccupati, ecc, che ci vuole il controllo dei prezzi, lo sviluppo dell'occupazione.
yerché non solo tutte le misure di controllo dei prezzi si sono rivelate fallimentari,ma qui si tratta di riprendere quello che ci hanno già portato via.
1..gg siamo deboli dal punto di vista salariale siamo deboli dapperttutto. Viviamo peggio, siamo più esposti ai ricatti, quali lo straordinario, siamo meno dispobibili alla lotta perché lo sciopero pesa di più, in definitiva siamo meno forti anche per condurre battaglie per pensionati, i disoccupati, ecc.
In definitiva nel nostro accordo si ritrovano quasi tutti gli aspetti di quello che la dirigenza del Sindacato vuol fare. Non a caso lo sbandierano come un accordo pilota anche per le altre aziende.
Non vale il discorso che ora i delegati ligi alle direttive del Sindacato vanno facendo in fabbrica per coprire lo scon tento che c'é, il discorso cioé che per avere di più bisogna anche lottare di più, che al limite è anche vero, ma il fatto è che al Sindacato va bene così, per questo dicono che è una vittoria, che é un esempio, e non dicono che ci sono queste insufficenze, questi limiti e quindi non si sono battuti per andare oltre.
Le piattafoime che stanno cercando di impostare ntlle altre fabbriche sono tutte dello stesso tipo del:nostro accor do e dappertutto incontrano grosse resistenze tra i lavoratori.
I discorsi che si leggono sui giornali, che si sentono in televisione, fatti dai dirigenti del Sindacato, dei P4rtiti della classe operaia, sulla nuova oppor sizione, sull'impegno alla ripresa economica, sul compromesso storico, ecc.
Tutti paroloni che ci sembrano distanti e staccati da noi si concretizzano in questi accordi, sono invece molto vicini a noi.
Quando dicono opposizione diversa al governo e ripresa produttiva vogliono dire ad esempio che il Sindacato si impegna di fronte al padronato a farsi garante che in fabbrica non succedano troppi casini, quindi piattaforme che costino molto poco al padrone e quindi diano anche molto poco a noi.
Xejpegno come diceva Lama a non mo netizzare la contrattazione aziendale vuol dire appunto, come da noi, fare piattaforme con 7.000 lire al mese di aumento, cioé con quasi niente.
Inoltre la ripresa produttiva vuol dire anche che in fabbri ca i lavoratori non siano (incazzati con questo modo di lavorare, che non siano insofferenti alla disciplina, che non stiano a casa in malattia o in permesso, ma che invece si riaffezionino al lavoro, che si facciano carico del fatto che bisogna lavorare e quindi propongono, e come nel caso nostro trovano subito d'accor do il padrone, la modifica dell'organizzazione del lavoro, la ricomposizio ne del lavoro, che nelle loro speranze dovrebbe rendere il lavoro meno scoglionante, per questo non si battono per i passaggi per tutti, ma ripropongono il merito così è un incentivo a produrre, a fare i bravi Insomma i tentativo • 1 verniciare le cose di fondo contro le quali ci siamo battuti in questi anni e riproporle come nuove, come giuste.
La "tregua salariale" così chiamano il fatto che non si chiedono grossi au menti, la ripresa produttiva
dovrebbero permettere di accu mulare ai padroni i soldi per poi investirli al Sud. E come se questo non bastasse i vertici sindacali per invo gliare ancor di più i padroni ad investire al Sud offrono loro la possibilità di sfruttare di più gli impianti, introdurre i turni, lavorare sei giorni alla settimana, ecc. Questo perché i padro ni, vedendo la possibilità di far render di più i loro investimenti vadano a farli al Sud.
Questo tipo di investimenti al Sud, più il riconoscimento di essere una forza che conta nel paese e quindi di poter entrare come tale in confronto
con il governo sulla linea da portare avanti, cioé qualche miglioramento per i ceti più disagiati, più qualche provvedimento e riforma in merito ai prez zi, casa, scuola, sanità, ecc. è quello che il Sindacato e PCI e PSI chiedono in cambio ai padroni.
UN BEL QUADRO!
Proprio un bel quadro. Un Sindacato rispettabile con un governo aperto alle sinistre che insieme trovano le soluzio ni per mandare avanti la barca cioé il Paese.
Quello che non quadra é che nel paese non siamo tutti uguali, ci sono i padro ni e ci siamo noi più degli altri che fanno tifo ma che in definitiva stanno con chi è più forte tra noi ed il padro ne (ceti medi ecc. )
o- Se abbiamo pochi soldi siamo più ricattabili, tanti di noi cadranno nel la tentazione sbagliata degli straordinari e quindi più ore facciamo noi lavoratori occupati meno investimen ti e meno assunzioni faranno i padroni.
E le misure che il Sindacato e la sinistra propongono dovremo essere ancora noi a pagarle in nome del paese perché:
- la prima dimostrazione di questo bel quadretto stati gli aumenti delle pensioni e degli assegni famigliari (fatti con una trattativa tra governo e sindacati senza neanche un'ora di sciopero) pochi soldi che in un bilancio famigliare i ncideranno pochissimo, in cambio però li pagheremo ancora noi attraverso l'aumento della benzina che è passato senza nessuna iniziativa per contrastarlo.
- Il blocco dei prezzi ha funzionato pochissimo, i ricatti degli industriali, dei petrolieri, degli agrari, stanno vincendg.
I prezzi sono aumentati e continueranno ad aumentare, se non lottiamo in fabbrica per avere più soldi, vivremo sempre peggio e saremo più deboli.
Se in fabbrica non prosegue come negli ultimi anni la lotta contro i ritmi di lavoro, contro le divisioni delle qualifiche, contro il controllo dei capi, ecc, saremo più deboli e concretamente spezzeremo anche l'unico strumento che abbiamo per costringere i padroni ad investire al Sud , che è vero, è il problema centrale, e per alleare attorno alle nostre lotte i disoccupati, i pensiona ti, bottegai, ecc.
eMeno disponibilità di soldi abbiamo, più aumentano le difficoltà della lotta perché le ore perse pesano.
e- Più lavoriamo, quindi non ci e ribelliamo all'aumento dei ritmi, alla nocività, più accettiamo i ricatti: devi lavorare, fare il bravo per passare di categoria, meno sarà il bisogno del padrone di fare investimenti e di assumere altra gente per fare più produzione.
Per questo noi non siamo d'accordo ri piattaformael i risultati che abbiamoln l. ottenuto nella politic a più generale che l'ha ispirata.
PA G.12
Nell'assemblea queste cose le abbiamo dette come le dicemmo nel contratto nazionale. Nei reparti , negli uffici c'è parecchio malcontento con questa piattaforma, la soluzione non è pensare che tanto t utto è inuti le perché fanno come vogliono; o pensare che la via è quella di risolvere da soli il proprio problema. No, la soluzione secondo noi è proseguire la battaglia tutti assieme, nei reparti, negli uffici nel Consiglio, facendoci carico ciascuno del fatto che le cose ci vengono imposte anche perché concediamo lo spazio per farlo.
La soluzione quindi è ancora essere noi, collettivamente, a decidere, a scegliere, a lottare già da oggi su ogni minima cosa per far saltare que— sto piano, il piano di chi fa i conti senza l'oste, di chi vende la pelle dell'orso senza sapere che magari l'orso non è d'accordo.
DA QUANDO NOI MILITARI
ABNAMO PRESO IL POTERE, LA SITUAZIONE E' 51)611-0.
MIGLIORATA
EJERri<0 CHLE
AD ESEMPIO, SCOMPARSA
LA MANCANZA DI G-ENERI
ALIMENTARI, CHE AVEVA AF:
FLIffO IL CILE PER TUTTA
LA DURATA DEL -OVERNO DI UNIDAD POPULAR
/DOPO IL NOSTRO INTERVE O
DAVANTI AI NE(T22T1 GR'n7,í
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OTEV OLM ENfE A SSOffl r-F_ I
CREA UN ATMOSFERA )›
Nell'articolo apparso sull'Unità. del 9. 11. 73 sulla chiusura della vertenza Face, come potete ben notare nel brano che riportiamo, si afferma che in fabbrica c'era "un'atmosfera diste sa e soddisfatta" per l'accordo raggiunto.
Ma c'era veramente?
Abbiamo voluto intervi stare alcuni lavoratori su questi punti:
Cosa hai ottenuto dall' accordo? Sei soddisfatto?
Cosa ne pensi di come è stata condotta la lotta ? Si potevano attuare altre forme di lotta?
E' stata suffi ciente 1' informazio ne durante le trattative?
Ci sono dei punti che l'accordo non ha risolto? Cosa pensi 'di fare?
Ecco le risposte:
ALLA DOMANDA NUMERO
dià Ho ottenuto il passaggio di categoria e avrò 8. 000 lire quando questo passaggio ci sarà, 26 mesi sono troppi però, soprattutto se si pensa che la maggi o ranza di noi donne è in Face da tanti anni. Si dice che il nido verrà ampliato entro il '75 ma non si dice di quanti post i. (Operaia di 3^ cat. pad. Kappa)
Ho avuto solo le 2. 000 lire e il premio di produzione. Con le ore di sciopero fatte si dovevano ottenere più soldi.
(operaio turnista di 3^ cat. )
MILANO, 8 novernbreY
Questa mattina, finita l'as-' semblea nella grande mensa dello stabilimento milanese della Face Standard ITT), (gruppo' l'atmosfera distesa e oddisfatta ricordava i migliori giorni dell'autunno '69. Si era fatto un bel dire nella relazione introduttiva del compagno Chinosi, della Federazione milanese dei lavoratori metalmeccanici, e negli interventi dei delegati di reparto che non si doveva fare del trionfalismo. L'accordo, appena approvato per alzata di mano, concludeva in modo positivo la vertenza aziendale iniziata oltre un mese fa, e costituiva, per i suoi contenuti avanzati, un punto di arrivo importante, di cui i lavoratori della fabbrica milanese, come quelli dello stabilimento di Maddaloni, (Caserta) hanno ena coscienza.
Ho guadagnato solo lè 2. 000 lire oltre il premio di produzione. Siccome ho un aumento di merito le 2.000 lire che danno a novembre del 74 non le prendo. Per prendere altri soldi devo aspettare il 1975.
(operaio di 2^ cat. officina in Face da 10 anni)
Mi sembra che l'i ntroduzio ne del terzo elemento permetta una cert a perequazione salariale (operaio l^ cat. attrezzeria)
Non ho ottenuto ni ente perché le differenze normati ve tra operaio e impiegato restano ancora come prima. L'inquadramento uni co non ha fatt o che raccogliere in un'unica voce quello che . prima era disperso in più voci.
(operaio di 1" cat . palazzo P)
• Personalmente ho ott enuto 12.000 lire però sono scaglionate e le prenderò nel 1975, E' positivo che sia passata una categoria completa (dal 2^ al 3^ livello). Passare solo alcuni operai di l^ cat, al 5^ livello
è una beffa. O tut ti al 4^ o tutti al 5^ .
(oper. 1^ cat. Palazzo P)
I ACCORDO CHE
Come impiegato di 2" non sono soddisfatt o perché il contratto tiene conto soprattutto dei giovani nel senso che per gli anzi ani in quanto tali non prevede nulla.
(imp. 2" cat. palazzo P 20 anni di Face)
Nel nostro ufficio non siamo per niente contenti perché c'era una richiesta ben precisa nella piattaforma, cioé che tutti gli impiegati di 3^ cat. dovevano essere inquadrati al 4^ livello. Invece durante le trattative que: sta richiesta è stata lasciata da parte già dai primi incontri con la direzione.
(impiegato 3" cat. Commutazione)
C'è stata una mancanza totale di informazione specialmente noi che siamo turnisti non sapevamo a che ora c'era lo sciopero. Io, come del resto tutti gli altri lavorat ori, abbiamo saputo degli scaglionamenti solo i 1 giorno prima dell'assemblea, quando ormai tutto era già stato deciso, se no penso che li avremmo rifiutati.
Mi avevano promesso di passare dalla 3" alla 2" cat. , adesso mi faranno aspettare 26 mesi ?
Gli scaglionamenti sono troppo lunghi. Non c'è stato di battito e a un certo punto la lotta non si poteva più portare avanti, per questo non ho votato no ma mi sono astenuto.
(operai o turnista 3" cat.) _
41 Con la volontà di lotta che c'era si potevano ottenere più soldi e tempi più brevi per i passaggi.
Abbiamo scioperat o compatti per tutto il tempo della trattativa, però di quello che si discut eva all'Assolombarda non sapevamo nient e.
(oper 3^ cat. pad. Kappa)
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BRIGADIERE
Come forma di lotta va bene che i cortei interni siano diventati una consuetudine; si potrebbero fare scioperi a singhiozzo, il blocco delle merci, oppure nei reparti essere più coscienti e fare il calo del rendimento. Durante le trattative sono stato informato di niente , come del resto tutti i lavoratori; non è una cosa giusta perché la gente deve sapere cosa si sta decidendo e non deve trovarsi di fronte al fatto compiuto. • (oper. 2 - cat. officina )
Il livello di sindacalizzazione è scarso. Non era possibile fare più assemblee. Credo che si sia voluto evitare la lotta dura per non dare spazio a una parte irrilevante di impiegati che tutti conosciamo e che stanno dalla parte della direzione. Quindi credo che possa ritenersi sufficiente lo sforzo che il C. d. F. ha fatto per realizzare concretamente quello che nella piattaforma iniziale era contenuto.
Quello che ha detto il compagno del CPO in assemblea e cioé che il salario è aumentato troppo poco e gli scaglionamenti sono troppo lunghi è giusto; ma non capisco perché durante le trattative, da parte dello stesso CPO c'è stato silenzio assoluto e non sono intervenuti quando si è cominciato a parlare di diluire tutto fino al 1976. (operaio di 1^ attrezzeria)
In rapporto a quello che si è ottenuto la lotta è andata anche bene; se s' voleva ottenere di più, come chiedeva la piattaforma, si .poteva fare anche una lotta più dura.
A livello di informazione perso nale l'ho ricevuta puntualmente, meno a livello di assemblea, anzi quasf nulla. (operaio l^ - palazzo P)
Se la lotta è stata apatica, una lotta così non poteva che avere una conclusione così. Ho l'impressione che ci sia stata collaborazione con la direzione; avevamo una compattezza allo sciopero dal 90 al 95% e potevamo andare ancora avanti, per questo in assemblea ho votato no.
Abbiamo fatto una piattaforma in cui credevamo e i risultati sono insoddisfacenti.
Non siamo buffoni volevamo la piattaforma che c'era all'inizio. Hanno detto che i principi sono buoni, ma i principi dove li attacchiamo?
Noi prendiamo 4.000 lire in due anni, cosa cazzo sono?
(Imp. 3^ Cat. Commutazione)
La categoria dovremo aspettarla ancora dalla direzione. Ampliamento dell'asilo nido entro il 1975 e prima? Pillole O goldoni?
I problemi che abbiamo sono ancora quelli di prima; adesso vediamo quello che vuole fare la direzione, dove ci mettono, ma devono stare a - tenti altrimenti si riparte.
(Impieg. - ComMutazione)
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L'asilo nido è un'esigenza di troppe donne perché si possa aspettare fino al 1975 per avere altri posti. Il CdF deve darsi da fare con la direzione perché venga ampliato il più presto possibile.
(operaia 3^ cat. Kappa)
Penso che dobbiamo affrontare la questione delle categorie, a livello di reparto, tutti insieme, non individualmente.
Il salario è misero e si è costretti a fare più straordinario per avere il minimo indispensa bile per vivere; intanto i padro ni si riempiono le tasche e la linea sindacale sugli straordina
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(operaio turnista 3^ cat )
Questo accordo non ha tenuto in conto per niente dell'aspetto salariale, quindi si è costretti a fare più straordinari. Come fa uno che é di 2^ cat. andare al livello superiore?
E' ancora il capo a decidere e quindi è Ful cora lo stesso di prima.
(operaio 2^ cat. officina)
Innanzi tutto si deve rivendica re la parità normativa (liquida zione, scatti, contingenza. Si deve trovare un meccanismo per poter Passare da un livello all'altro. Occorre tener conto del problema degli anziani: garantire aumenti automatici dopo un certo numero di anni
'Dovrebbe essere garantita la possibilità di avanzamento. Poiché da noi gli aumenti di merito non si sono visti quasi mai, ci auguriamo una forma di automatismo o di aumenti salariali o di passaggio di livello tanto più che la rotazione delle mansioni di fatto avviene già e ciascuno di noi è in grado di svolgere il lavoro che è di competenza del "capo" che però è l'unico ad essere ad un livello superiore. Già ci assumiamo di fatto parec chic responsabilità, il che non ci viene riconosciuto. (imp. 2^ cat. palazzo P)
Queste che abbiamo riportato sono alcune ipterviste che abbiamo raccol to nei reparti e negli uffici. Le abbiamo pubblicate così come le hanno formulate i lavoratori intervistati. Tuttavia
Non tutti i giudizi contenuti in queste interviste ci trovano d'accordo.
Esse comunque danno un quadro che è tuttaltro quello di una fabbrica "distesa e soddisfatta" di cui parlava l'Unità nel suo articolo.
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Molte donne ogni giorno andavano in Consiglio a reclamare per l'asilo nido:
"I posti sono pochi, non sappiamo dove mettere i nostri figli"
E' così che è nata la richiesta di mettere l'asilo nella piattaforma. La piattaforma è andata avanti finché un giorno c'è stata una manifestazione di donne, purtroppo nata dal Consiglio, purtroppo perché non è nata dall'iniziativa autonoma di noi donne.
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Ma cosa costa questo nido all'azien da ? Ben poco:
Il problema è che finora noi donne abbiamo portato avanti questa richie sta del nido piuttosto individualmente, una per una, andando singolarmente dal delegato oppure direttamente in direzione. Questo lascia poi tutta la decisione al padrone, lui ci fa quasi un favore quando fi nalmente ci da un posto.
Ma l'asilo nido è un problema che sentiamo tutte, che riguarda la nostra situazione come lavoratrici e casalinghe, come madri e mogli. Nessuno, se non noi stesse, sappiamo quanto è pesante questo nostro doppio ravoro. Per questo dobbiamo abituarci a prendere in mano, noi stesse, le nostre richie ste, parlarne tra di noi e lottare unite, tutte insieme, sia sul nido come su tutte le altre questioni che ci riguardano.
perché le donne che hanno avuto la fortuna di trovare un posto al nido non possono usufruire delle 2 ore di permesso retribuito previste dalla legge fino al compimento da parte del bambino di un anno di età perché elimina per i padroni il cosiddetto "assenteismo", i figli sono qui in fabbrica e non magari affidati ad altre donne (che co stano dalle 40 alle 60 mila lire al mese) oppure ai nonni, e quin di richiedono meno cure e meno permessi. • •
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Ora la piattaforma è finita e il sindacato non ha certo sostenuto fino in fondo questa nostra richiesta.
Quello che abbiamo ottenuto è ben poco rispetto ai nostri bisogni: ampliamento del nido nel 1975 !
E da qui ad allora che cosa facciamo ? E di quanti posti verrà ampliato?
Ci sono inoltre altri problemi:
- poco personale (quando manca qualcuno chiamano delle operaie ad aiutare)
personale poco qualificato, non preparato anche dal punto di vista psico-pedagogico.
Facciamo sentire la nostra voce affinché i tempi vengano accorciati, ma facciamola sentire tutte insieme perché solo da hoi che -siamo le maggiori interessate può nascere una spinta più incisiva Non deleghiamo sempre gli altri
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