IN II PAGINA:
La situazione cottimi e categorie al rep. Attrezzisti
IN IV PAG:.
I. Governo lascerà scadeRE
FITTI?
LA LEGGE SUGLI AF-
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IN II PAGINA:
La situazione cottimi e categorie al rep. Attrezzisti
IN IV PAG:.
I. Governo lascerà scadeRE
FITTI?
LA LEGGE SUGLI AF-
Le tre Segreterie Nazionali (F.I.O.M., C.I.S.L., U.I.L.) si incontrerannno a Milano il 10 novembre (qualora dovesse permanere l'attuale intransigenza padronale) per adottare forme di lotta più avanzate e impegnative, non escluso lo sciopero a tempo indeterminato ».
Così si conclude il comunicato emanato il 18 ottobre scorso, e noi ringraziamo le organizzazioni sindacali di aver così bene interpretato il sentimento dei lavoratori elettromeccanici. Bisogna farla finita!
Noi ringraziamo le org. sindacali di avere fiducia nel nostro settore, oggi all'avanguardia nelle lotte per un miglior tenore di vita, e assicuriamo che non verremo meno a questa fiducia.
Noi irridiamo alle pretese illegalità accampate dalla Confindustria poichè il; Miracolo economico » sbandierato dai papaveri governativi e dalla finanza, è un miracolo venuto grazie al sudore e al sangue della classe lavoratrice italiana, la quale è ben decisa a rompere il giogo dello schiavismo moderno, è ben decisa ad ottenere quanto gli compete. Sia chiaro che la nostra lotta non avrà termine che il giorno della vittoria, e se l'oltranzismo padronale lo vorrà, essa si svilupperà in tutte le forme ,che la Costituzione Repubblicana consente, sino alla soddisfazione delle nostre rivendicazioni. Nel corso di quel`-' azione i lavoratori elettromeccanici sapranno forgiare gli strumenti a.ti a curare l'egoismo, la grettezza, l'immanità del padronato italiano e dei suoi leccapiedi.
Il fascismo padronale non passa!
LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 6-7 NOVEMBRE
La lotta del settore elettromeccanico
L'UNITA' E LA COMBATTIVITA' DEGLI ELETTROMECCANICI 200.000 LAVORATORI DI 15 SETTORI IN LOTTA E IN AGITAZIONE';:
La lotta dei 100.000 metallurgici del settore elettromeccanico, condotta in modo esemplare, per la unità e la elevata combattiviti che la caratterizzano, pnne il movimen), 51
to sindacale nel suo insieme di ronte ai problemi nuovi. Questa lotta è posta al centro di un grande movimento rivendicativo che, preso l'avvio dai deliberati del V Congresso della CGIL e fondamentalmente condivisi dalle altre organizzazioni sindacali, ha come posta in gioco il riesame della struttura del salario e la conquista di un nuovo tipo di rapporto di lavoro. Infatti, due sono i termini essenziali ed interdipendenti che sono alla base dell'attuale movimento. Il primo riguarda la esi-
La vittoriosa lotta di luglio - Battere la D.C. per battere le destre - Non un voto ai partiti dei padroni.
Siamo entrati dunque con le elezioni Comunali e Provinciali in dirittura d'arrivo, se mi si concede di usare un termine sportivo. Prima constatazione che si deve fare, a questo punto, è che il governo e il partito della D.C. queste elezioni non le volevano anche se sono tassativamente prescritte dalla legge e le hanno dovute subire, loro malgrado. Già si sarebbero dovute tenere in primavera e si era tentato, da parte di qualcuno del partito di maggioranza di rinviarle addirittura alla primavera 1961.
E' certo che i noti movimeni popolari e antifascisti del mese di Luglio devono aver contribuito non poco a questa virata governativa.
Il fatto quindi che malgrado la volontà contraria del Governo que. ste elezioni si fanno è da considerarsi una vittoria di quelle forze popolari e parlamentari, che seppero imporre al governo il rispetto delle leggi. La seconda constatazione è che queste elezioni avvengano come si è detto dopo il grande movimento unitario ed antifascir sta dei mesi di Giugno e Luglio.
Cosa si verificò allora? Tambroni appoggiato dal suo partito e dalle forze più reazionarie del nostro Pae. se, credette giunto il momento di osare la avventura reazionaria di tipo fascista, avventura che doveva essere il naturale coronamento della discriminazione politica elevata a costume da parte dei padroni nelle fabbriche, e da parte del go-
verno nei rapporti fra i cittadini. Dieci anni di discriminazione, di ricatti, d prepotenze e di corruzione sempre crescenti, non potevano che approdare al tentativo reazionario Tambroniano.
Le forze democratiche ed antifasciste intuendo la gravità della situazione seppero unire in un grande fronte tutte le masse dei lavo. ratori e dei cittadini, e con una eroica e sanguinosa lotta sconfissero il tentativo reazionario. Lo sciopero antifascista proclamato dalla C.G.I.L. fu decisivo per le sorti della lotta. L'apporto della classe operaia fu come sempre determinante.
Si vota quindi avendo alle spalle ed a distanza di pochi mesi questo ()norme patrimonio di coscienza democratica e antifascista.
La D.C. tutto al contrario porta il pesante fardello di responsabilità per quei fatti.
11 voto del 67 novembre che gli operai ed i lavoratori tutti daran. no dscende dalla vittoriosa lotta di Giugno e Luglio e deve esprimere la volontà di andare avanti„ già contenuta in quelle storiche giornate.
Oggi però non tutti gli schieramenti politici che ebbero tanta parte nella direzione di quella lotta contro il governo D.C. di Tambroni, si presentano al corpo elettorale, valutando ed esaltando quello che fui il più prezioso degli insegnamenti di quella lotta e cioè la rine.- CONTINUA IN ULTIMA PAGINA
genza inderogabile di un sostanziale miglioramento salariale, ancorato al rendimento del lavoro, elemento di costante accrescimento essendo determinato dalla spinta incessante al rinnovamento tecnologico ed organizzativo, ed alla intensificazione dello sforzo fisico e psichico del lavoratore.
Il secondo aspetto riguarda la elevazione del potere contrattuale del sindacato con la acquisizione: di una migliore definizione delle qualifiche e mansioni, degli incentivi e degli organici; la elimintazione delle sperequazioni retributive per donne e giovani; la riduzione dell'orario di lavoro ad uguale salario.
Di fronte a tali elementi, legittimi ineccepibili richieste sindacali, soprattutto se esaminate nei confronti dei lavoratori di altri paesi, le organizzazioni padronali, oppongono la tradizionale e assurda pregiudiziale politica e di prestigio di casta.
Ciò significa non voler comprendere la realtà di un mondo del lavoro che si muove con una spinta inarrestabile per la conquista di un tipo di rapporto di lavoro basato su nuove forme di intervento e di controllo dei lavoratori di affermazione del diritto di cittadinanza del sindacato nell'azienda, e la eliminazione di ogni riforma di fascismo padronale.
Tale piattaforma rivendicativa non è più circoscritta a questa o quella azienda, interessa interi settori merceologici, ed in primo piano quello elettromeccanico. Nella sola nostra provincia 15 sono i settori in movimento con circa 200.000 lavoratori in fase di lotta avanzata o di agitazione.
Siamo consapevoli delle difficoltà e della durezza della lotta, e del peso che questa fa ricadere sul proletariato milanese, ma ne comprendiamo tutto il suo elevato significato sindacale e sociale: occorre spezzare il cerchio soffocante della conservazione e della reazione confindustriale.
L'unità, la compattezza, la combattività dei lavoratori della TIBB e delle altre aziende travolgerà ancora una volta, ne siamo certi, le barriera dell'assurda e antistorica resistenza padronale per aprire la strada ad una vita più civile e di progresso economico e sociale per il popolo lavoratore.
Giovanni BrambillaCon gli scioperi di settimana scorsa gli operai e gli impiegati del T.E.E., hanno dato una magnifica dimostrazione di coscienza sindacale.
La combattività dei lavoratori del nostro settore travolgerà la resistenza padronale. Evviva la lotta degli elettromeccanici.
Dopo l'accordo sulla parità salariale
Come già a vostra conoscenza, è stato raggiunto un accordo sulla parità salariale in conseguenza del quale, a far data dal periodo di pa• ga un corso al 17-7.960 (dal 1-7-960)
le lavoratrici dell'industria beneficeranno di un aumento del 3% sui minimi di paga contratuale in vigore, oltre alla rivalutazione della indennità di contingenza. Si richiama l'at. tenzione delle lavoratrici e della C.I. sul fatto che tali aumenti del)• bono essere tenuti presenti anche nelle liquidazioni delle prestazioni previdenziali temporanee in denaro (indennità di malattia e di mater. nità, di infortunio e di malattia proessionale) .
A questo punto le lavoratrici si chiederanno ma come ottenere questo diritto contrattuale, visto che la nostra solerte direzione non sa rispettare i suoi doveri?. Ed è più incline a limitare la libertà del lavoratore nella fabbrica andando a
caccia di streghe, piuttosto che sentirsi l'onesto dovere di dare quanto spetta a chi ne ha il diritto?
E' per • tutto ciò, noi pensiamo sia bene che la C.I. convochi le interessate esponendo loro i suoi tentativi intesi a portare la Direzione al rispetto degli accordi con le lavoratrici interessate pro. muovere le azioni idonee a condurre anche la nostra Direzione sulla stra. da del rispetto degli accordi in vigore Inoltre, tutte le interessate, che abbiano ricevuto o devono ricevere l'indennità giornaliera di malattia maternità od infortunio per periodi di assenza successivi al 1-7-960 avendo diritto alla liquidazione della prestazione economica calcolata sulla base della retribuzione comprensiva dei nuovi aumenti, sono invitate a presentarsi nelle ore non lavorative al corrispondente I.N.C.A. di fabbrica onde promuovere la re visione dell'indennità spettante.
Si sentono spesso nella nostra fabbrica alcune categorie di lavoratori come ad esempio tornitori e fresatori lamentarsi (giustamente a nostro avviso) per il fatto di essere costretti a comperarsi con i loro soldi • alcuni attrezzi di misurazione quali calibro, metro, ecc. onde potere eseguire il loro lavoro. Il calibro ad 'esempio_ costa in media sulle 5 mila lire, non è quindi per un operaio (che guadagna già così poco, vero signora direzione?) una spesa da niente, trascurabile.
Si precisa che i certificati anagrafiéi ,rilasciati dal comune di residenza in base alla risultanza delle schede anagrafiche individuali sono considerati validi ad ogni effetto, compreso quello di documentare la domanda :di pensione. Solo nei casi di discordanza tra i dati contenuti nei certificati di cui trattasi, e quelli in cui risulta intestata la posizione assicurativa è necessario il certificato di nascita rilasciato dal Comune di origine all'interessato.
Le marche da bollo usate per il rinnovo delle patenti, sono a partire dal 29 6.60 valide anche per il rinnovo del passaporto. Infatti al posto dei vaglia usati è sufficiente applicare sul passaporto le marche da bollo che si acquistano negli uffici posta. li o nei tabaccai. Quindi coloro che vogliono rinnovare il passaporto applichino sullo stesso le marche da bollo e unitamente a una domanda in carta da bollo di L. 100, consegnino il tutto negli uffici della Questura.
Il passaporto potrà essere rinnovato per 3 anni con marche da bollo per 6.000 lire, per I anno con mar che per 2.000 lire, e per 6 mesi con 1,000 lire.
Ebbene, è necessario affermare con decisione che questo è un abuso della ditta. Per contratto di lavoro, ogni operaio deve avere in consegna dal datore di lavoro, tutti gli attrezzi necessari allo svolgimento del proprio lavoro. Ad esempio, come è ridicolo pensare all'impiegato che per scrivere deve comperarsi la penna o il disegnatore che si debba procurare a sue spese la matita, o un controllo che si compera il calibro è ridicolo che oggi ,l'operaio debba procurarsi a sue spese alcuni attrezzi necessari. Noi invitamo la direzione a provvedere affinchè vengano assegnati agli operai che lo usano il calibro, e che vengano distribuiti con più larghezza i metri altri strumenti. Se questo invito non dovesse essere raccolto dalla direzione allora noi suggeriamo ai lavoratori di non più spendere soldi, qualora necessitasse un utensile sopraindicatd ma chiederlo al super io. re diretto, e in caso di rifiuto ci è il diritto di chiedere l'immediato intervento della C. I. per il rispetto del contratto in vigore.
Agli operai delle Genevoise 26% di cottimo
Gli operai che lavorano nella sala delle macch:ne di precisione « Genevoise e Studer » vorrebbero chiedere alla direzione se è al corrente di come si svolge il lavoro su queste macchine. Sembrerebbe una domanda assurda questa se non fosse che nonostante il grande impegno che richiede il nostro lavoro veniamo tuttora retribuiti con una percentuale di cottimo bassa rispetto all'importanza del nostro lavoro. Il lavoro che facciamo su queste macchine è fra i più impegnativi dato l'alto grado di precisione richiesta, e di una certa responsabilità perchè se si sbaglia si va a buttare a rottame un pezzo che per la maggior parte dei casi prima di arrivare da noi ha già ricevuto una serie di lavorazioni su altre macchine, in altri reparti per un totale di giornate di lavoro.
Ora vorremmo far conoscere l'assurdo che mentre gli operai
I che hanno eseguito le prime lavorazioni (fresatori, piallatori, toynitori ecc.) percepiscono percentuali superiori al 30,32% noi rimai niamo ancorati alla vergognosa percentuale del 26%. Ecco perchè noi, lavoratori di questo reparto, vorremmo veramente chiedere alla direzione se conosce come si svolge il nostro lavoro, mentre se invece è al corrente la invitiamo a provvedere ed a renderci giustizia.
Anche gli affilatori hanno delle rivendicazioni da presentare alla direzione. Questi lavoratori che sono tuttora incassellati nel
Tutte le assicurazioni con meno di 4 persone a carico (INA CASA normale) 5,97°0.
Le presenti ritenute contributi sociali sono conteggiate sulI'intiera Ibuzione lorda. Sono es dalla ritenuta dell'INA CASA i seguenti lavori:
i) I lavoratori che abbiano compiuto il 59" anno di età.
I lavoratori occasionali e stagionali.
I lavoratori del mare avvicendati.
I lavoratori ex tubercolotici dimessi dal sanatorio non oltre i 3 anni.
Gli apprendisti.
I portieri delle case di abitazione.
Ritenuta Imposte R. Mobile C-2 mensili fino a L. 20.000 esenti mensiii da L. 20.000 a L. 80.000 il 4,40°0 mensili da L. 80.001 e oltre il 8,80%
LA RITENUTA E' sulla intiera retribuzione al netto dei contributi sociali deducibili.
C.A.L.T. ritenuta sulla intiera retribuzione lorda = 0,50°0.
Esempio: Un lavoratore con un salario lordo mensile di L. 40.000 (Gli assegni familiari no nsono soggetti a trattenute ) con la ritenuta INA CASA normale, ha le seguenti trattenute:
L. 40.000 x 5,97% = L. 2.388 = L. 37.612, imponibile
R.M. C2 x 4,40% = L.775. L. 40.000 x 0,50 = L. 200
Pertanto ha L. 2.388 + 775 + 200 = L. 3.363 totale delle ritenute sociali.
gruppo 21 chiedono giustamente il passaggio di categoria al gruppo 20 in considerazione del fatto che i metodi di lavorazione sono cambiati, ed oggi anche per questo lavoro si richiede una maggiore precisione e quindi una maggiore attenzione. E' da un po' di tempo che questi operai hanno chiesto il passaggio di categoria e aumenti di merito ma fino ad ora non si è visto niente di concreto. Quindi cara direzione, sveglial. Concediamo a questi operai quello che a loro spetta di diritto. Anche la media di cottimo che è del 20% va ritoccata. Ma non fra un anno, Sempre nel reparto vi sono i rettificatori piani i quali svolgo. no un lavoro che consiste nel rettificare le lame per gli stampi delle trance, lavoro che richiede la precisione al centesimo di millesimo. Anche questi lavoratori sono malcontenti. Sono di seconda categoria e chiedono il passaggio alla prima. Veda la direzione di provvedere anche per questi bravi operai, oppure non si meravigli se tanti lavoratori presentano le dimissioni perchè hanno trovato un altro posto meglio retribuito.
Nell'opuscolo « La Città » presentato dalla D.C. agli elettori milanesi, a pag. 135 si legge:
« 11 diritto di pensione matura al 65° anno di anzianità per glì uomini e al 60° anno per le donne ».
I lavoratori ora sanno che dare il voto alla D.C. vuol dire prolungare l'età pensionabile di 5 anni.
Mancano meno di due mesi e mezzo alla data che un milione e mezzo di famiglie italiane vede con grande preoccupazione: il 31 dicembre scade il blocco dei fitti e se il Parlamento non approverà nuove norme 1 milione 423.000 inquilini che pagano una pigione « bloccata dovranno tornare bruscamente al regime, del mercato libero. L'indagine del Consiglio nazionale della economia e del lavoro ha calcolato che le pigioni bloccate assommano complessivamente a 85 miliardi di lire. Lo sblocco delle pigioni porterebbe questo « monte pigioni » a circa 200 miliardi: da quali fonti dovrebbero trarre la differenza coloro che abitano case a pigione bloccata? La stessa indagine del Chin ha accertato che la quasi totalità di coloro che attualmente pagano un fitto bloccato appartengono a categorie a reddito fisso. Anzi, il 32 per cento sono pensionati. Di qui le vivissime preoccupazioni che spingono in questi giorni gli inquilini a sollecitare, con varie manifestazioni come quella tenuta domenica scorsa a Roma, una proroga del regime vincolistico.
La necessità di prorogare il blocco in attesa che provvedimenti adeguati per le costruzioni normalizzino il mercato ove ancora oggi mancano 13 milioni di vani ( lo stesso numero di vani, che mancavano 10 anni fa; le costruzioni nuove hanno appena colmato le nuove richieste determinate dallo sviluppo demografico) è stata in fondo sostenuta da tutti. Lo stesso Fanfani, nel suo discorso programmatico, ha annuciato misure in questo senso senza specificarne esattamente i termini.Ma anche in questo caso non tutti alle parole fanno seguire i fatti. Di fronte al Parlamento sono attualmente varie proposte: i deputati del P.C.I. propongono una proroga di 5 anni senza aumenti sia per le abitazioni che per i negozi commerciali e le botteghe artigiane. La D.C. non ha un suo pregino e così il governo. Si vuole forse far scadere l'anno e provo-
Anche quest'anno, come negli anni passati il « Piccolo Teatro » della città di Milano apre la campagna degli abbonamenti,
L'importanza che riveste per noi lavoratori il Piccolo Teatro, inteso come strumento di ricreazione ma sopratutto di cultura è grande e noi vogliamo renderne atto ai suoi dirigenti. Questo teatro che tra l'altro è l'unico in Italia assurto ad Ente Autonomo, ci ha offerto in questi anni del dopoguerra spettacoli di alto valore artistico e culturale, accessibili (e questo è molto importante) alle nostre modeste paghe, concedendo così alla classe operaia la possibilità di partecipare in modo attivo alla vita teatrale italiana.
E quindi, con giusto orgoglio?, noi lavoratori contiamo di rimanere gli spettatori più numerosi di que. sto teatro che, a tenuto alta in tutto il mondo la bandiera dell'arte e della cultura italiana, e consideriamo un nostro preciso dovere rinnovare l'abbonamento. Diamo qui sotto il programma della stagione prossima.
L'8 novembre p.v. il Piccolo Teatro di Milano inaugurerà, svolgendo il proprio 14.o anno di vita, la propria 15.a stagione. Il programma comprende: L'EGOISTA, a atti di Carlo Bertolazzi, SCHWEYK
NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, I prologo, 8 quadri e 1 epilogo di Bertolt Brecht, novità assoluta, STORIA DI PABLO, 2 tempi di Sergio Velitti, da Cesare Pa. vese, novità assoluta, a giugno, nell'atrio di Ansperto della Basilica di S Ambrogio, sotto gli auspi. ci dell'Ente Manifestazioni Milanesi e in collaborazione con la Polifonica Ambrosiana MANGIATE,
care così lo sblocco dei fitti.
Nelle manifestazioni degli inquilini è stato sottolineato che questa carenza non è casuale. Infatti sia l'indagine del CNEL che tutto il dibattito che si è svolto su questo argomento hanno portato a concludere che non solo è necessaria la proroga del blocco dei fitti ma che tale misura deve essere accompagnata da un piano per l'edilizia popolare. In altri termini: non si vuole prorogare il blocco per poi tornare da capo tra qualche anno, con una situazione di assoluta insufficienza per quanto riguarda la possibilità delle abitazioni.
Questo è uno dei punti più fallimentari della politica governativa e della D.C. in questo settore vitale per le famiglie italiane. Bastano poche cifre per dimostrare ciò.
Nel 1959 l'edilizia sovvenzionata o facilitata dallo Stato ha portato alla costruzione di 350.000 vani ma per il 1961 — in base ai vari stanziamenti decisi — si prevede che i vani costruiti con l'aiuto statale saranno solo 170 mila. In tal modo l'Italia si pone alla retroguardia nel campo della politica edilizia : infatti l'edilizia sovvenzionata o comunque aiutata dallo Stato è pari al 60 per cento del totale delle costruzioni nella Germania occidentale e questa percentuale è del 53 per cento nel Belgio, 58 per cento nella Gran Bretagna, 66 per cento in Austria e sale al 70 per cento in Francia. In Italia l'edilizia sovvenzionata o facilitata dallo Stato rappresenta soltanto il 18 per cento del totale.
Assieme alla rivendicazione del blocco unita ad un piano per l'edilizia popolare, si chiede — una regolamentazione dei fitti liberi, nel senso che commissioni locali dovrebbero stabilirne l'entità in modo da stroncare ogni speculazione. Deve finire, in sostanza la scandalosa speculazione che costringe milioni didiniglie ad impiegare per pagare la pr e almeno uno dei salari o degli stipendi guadagnati mensilmente.
GENTE, D'ESTO PANE laudi drammatiche del XIII. secolo, EL NOST MILAN (La povera gent) 3 atti di Carlo Mertolozzi, nuovo allestimento.
Inoltre il Piccolo Teatro presenterà, in recite straordinarie, il THEATRE NATIONAL POPULAIRE di Jean Vilar, il TEATRO DEI BURATTINI DI MOSCA di Serghiei Obraszov, il Mimo MAR. CEL MARCEAU, il DEUTSCHES THEATER DI BERLINO in « Minna Von. Barnhelm » di Lessing, il THEATRE GUILD AMERICAN RE PERTORY COMPANY DI NEW YORK CON HELEN HAYES in « The GIass Menagerie » di Tennessee Williams, « The Skin Of Our Thdeth » di Thornton Wilder, « The Miracle Worker » di William Gibson.
Parteciperanno agli spettacoli, in ordine alfabetico, i seguenti attori: Edmonda Aldini, Armando Alzelmo, Delia Bartolucci, Narcisa Bonati, Tino Buazzelli, Tino Corrado, Valentina CorteseN Angelp Corti, Vincenzo De Toma, Ottavio Fanfa. ni, Gaetano Fusari, Donatella Gemmò, Gabriella Giacobbe, Giulia Lazzarini, Franco Interlenghi, Ezio Marano, Egisto Marcucci, Giafranco Mauri, Camillo Milli, Luigi Montini, Gastone Moschin, Corrado Nardi, Raffaele Orlando, Roberto Pistone, Cesare Polacco, Nicoletta Ramorino, Relda Ridoni, Franco Sportelli, Enzo Tarascio, Remo Varisco, Maria Zanoli.
Qualche giorno fa, discorrendo con un gruppo di giovani operai, questi mi esternavano la loro incertezza di fronte al dilemma del voto. Noi non vorremmo, essi dicevano, dare un voto affrettato, e d'altra parte la nostra giovane età e l'inesperienza ci fanno temere di indirizzare il voto in tutt'altra direzione da quella da noi voluta. Questi giovani volevano un consiglio chiaro, efficace, che dissipasse dal loro capo le nubi dell'incertezza. Incertezza che del resto sussiste nell'animo di milioni di persone nel nostro paese.
La risposta a questo quesito non è semplicè nè si può dare in breve.
Il punto di riferimento per decidere sul voto non può, anzitutto, essere « il partito », ma dev'essere « il 1948 ». All'inizio del ragionamento dobbiamo chiederci che cosa avvenne nel 1948, e quale significato ebbe il 1948, e che cosa successe dopo il 1948.
Il 18 aprile 1948 gli italiani furono chiamati alle urne per un plebiscito anticomunista.
Rotta l'unità antifascista (1946), messi fuori del governo i comunisti (1947), la terza tappa fu appunto il plebiscito anticomunista. Ma fu anche, sebbene moltissimi elettori non lo sospettassero, la consegna dell'Italia al partito della Democrazia Cristiana e della Chiesa : anzi, alla Chiesa, il cui braccio secolare in Italia è il partito democristia Che cosa prometteva questo partito? La restaurazione della democrazia e della libertà; il rispetto della legge ; la giustizia sociale. Non vi è bisogno, si diceva, di comunisti e socialisti pegiRmpiere le necessarie riform ell'ordine e nella legalità.
Fermiamoci, a considerare l'uso che la DC ha fatto della valan-
L'angolo del moto club T .I .B .B.
E' cominciata la distribuzione a mezzo posta, degli inviti da parte dell'Ispettorato della Motorizzazione Civile, per recarsi in via Colleoni in ore e giorni diversi, ad un controllo dei documenti per le patenti di guida per motoveicoli, di tutti coloro che secondo le norme del nuovo Codice della Strada, ne fecero domanda in tempo utile per ottenerla senza visita medica e sen-
ga dei voti ricevuti.
Dopo un primo periodo semiliberale (quello degasperiano), la DC non è più riuscita a nascondere il suo vero volto della reazione cattolica. Una gran parte di coloro, che soltanto per « paura del comunismo », rafforzarono col proprio voto, nel 1948. la DC. contavano evidentemente sulle forze dell'opposizione per tenere nei giusti limiti il potere. Non po. chi, tuttavia, si resero subito conto del pericolo di una dittatura.
E la dittatura, in forme diverse, morbide ma non per questo meno odiose, si è realmente instaurata.
Il partito cattolico, una volta al potere, è diventato il mezzo di cui la Chiesa si serve per controllare lo Stato.
suno o pochissimi (e a quale prezzo!) osa parlarne. Negli ultimi tempi sono state documentate accuse gravissime a carico di ministri, come Togni e Medici, di capi di enti, iome Mattei e Bonomi, di banchieri e di alti funzionari...: e che cosa è accaduto? Nulla. Non accade mai nulla, finchè un giorno accadrà tutto. Questo completo ottundimento del senso morale ci dà la misura vera e più drammatica della gravità del « caso ». Che fare?
Anzitutto, noi crediamo si debba spazzar via la paura che è all'origine della situazione : la paura del comonismo. Lo slogan del 18-4-1948: « votate come volete ma non votate comunista », dev'essere, questa volta, rovesciato : « votate come volete, ma non votate DC ».
La prima indicazione che io do a questi giovani è dunque negativa, ma ciò nonostante essenziale. Rafforzare la DC al potere significa condannare l'Italia all'impotenza e far assurgere la corruzione organizzata a legge dello Stato.
E quale l'indicazione positiva?
Questo giovane come tanti altri a Reggio Emilia e in Sicilia, ha per. so la vita nel luglio scorso per difendere la libertà e la democrazia contro il clerico-fascismo.
Siamo decaduti al livello in cui erano i paesi balcanici prima della guerra. La corruzione dilaga, ma il più grave è che la denuncia rimane priva di efficacia.
Tutti sanno, tutti vedono, tutti possono portare degli esempi provanti della corruzione, ma nesza esami.
Questi giovani, che da tempo lavorano nella fabbrica avranno capito penso, che se vogliono il perpetuarsi dello stato di soggezzione capitalistica, e quindi bassi salari ecc. ecc, basta votare a destra, mentre se desiderano una società impostata su altri valori, l'impegno, la capacità, il. lavoro, la giustizia sociale dovranno votare a sinistra. Ma attenzione a sinistra di non finire per fare lo stesso un servizio alla D. C., pronta ad aggiungere un pezzetto di stoffa rossa al suo vestito di Arlecchino. Questo è quanto io credo, un lavoratore in tutta coscienza può insegnare a dei giovani lavoratori.
L'intervento del M.C. presso l'Ispettorato, è valso ad ottenere che i nostri Soci non debbano spostarsi durante l'orario di lavoro, ma consegnare all'Incaricato che sarà a riceverle tutte le sere dopo le 18 nella saletta del M.C., le cartoline invito appena queste vengano ricevute.
A raccolta ultimata, con spese a
carico del M.C., un Funzionario dell'Ispettorato, fuori orario di lavoro, in giorno o data da destinarsi, ma che sarà comunicato a mezzo avviso, si recherà presso il TIBB per eseguire i controlli che sarebbero dovuti avvenire come prescritto.
IL MOTO CLUB DEL TECNOMASIOCondizioni di abbonamento a 4 spettacoli a scelta del cartellone della stagione 60-61 (valevoli tutti i giorni). Poltrone di platea
di platea
di balconata
3.600 anzichè L.
Le regie saranno di Giorgio Strehler, Mario Missiroli, Virginio Puescher le scene di Luciano Damiani, Gianni Polidori; i costumi di Ebe Colciaghi, Luciano Damia. ni; le musiche di Fiorenzo Carpi, Hanns Eisler, Gino Negri. 8.000
2.400 anzichè L.
A chi andrà il primo voto dei giovani lavoratori?
Il Piccolo Teatro di Milano e i lavoratori del T.I.B B.
4 IL TR4SFORMATORE
Il controllo delle tessere è un diritto di legge
Il datore di lavoro o chi per esso non può in alcun modo imporre l'obbligo al lavoratore della scelta degli Enti a lui graditi Enti che gli permettono di non adempiere all'obbligo della consegna delle tessere assicurative a chi ne abbia fatto esplicita richiesta.
D'altra parte è naturale che il lavoratore, il quale è costretto spesso a dure lotte contro l'avversario di classe cioè il padrone, per tutelare una esistenza dignitosa per sé e per la propria famiglia, si senta più sicuramente protetto quanto affida ogni sua tutela agli Enti Sindacali preposti, cioè i Sindacati di classe.
Può forse un lavoratore sentirsi convenientemente tutelato nei suoi diritti quando per esempio venisse costretto ad affidarsi ad Enti di patronato di emanazione confindustriale? Può forse un lavoratore affidarsi a uomini che in tante occasioni hanno sempre negate, un miglioramento anche minimo? A gente che non esita un istante a buttare sul lastrico qualsiasi lavoratore quando questa azione fosse richiesta dai loro interessi?
Dunque lavoratori siate attenti in questo genere di scelte, e non accettate mai diversivi o imposizioni da qualsiasi parte vengano.
Un voto unitario e antifascista
Taluni di questi gruppi, paghi del crollo del governo clerico fascista di Tambroni incominciarono ad avanzare dubbi circa le responsabilità del partito della D.C. nel tentativo reazionario.
L'attuale governo monocolere D.
C. presieduto da Fanfani che si è sostituito a quello clerico fascista di Tambroni ha avuto l'appoggio diretto o indiretto di tutti quei gruppi che diressero la lotta antifascista di Giugno Luglio escluso il P.C.I.
Ciò va detto perchè è giusto che alla vigilia del voto i lavoratori sappiano valutare e giudicare sulla base di fatti concreti e si regolino quindi nell'esprimere il loro voto.
I lavoratori devono rendersi conto che anche con il voto alle elezioni amministrative è possibile far fare un passo avanti alla situazione politica del nostro paese.
Il voto operaio deve essere il voto sicuro, il voto che pesa, un voto sicuramente unitario, un voto che colpisca al centro il connubio monopoli D.C.
Solo così si è coerenti con le lotte antifasciste e con le dure lotte rivendicative. Solamente il voto contrario al monopolio padronale e D. C. contribuisce ad indebolire la caparbietà del padronato, che spalleggiato dal governo nega le sacrosante, giuste rivendicazioni dei lavoratori, costringendoli a dure, costose lotte. Votate lavoratori per il progresso, votate per cambiare Milano e l'Italia. Diciamo no al padrone anche con il nostro voto.
Non un solo voto ai partiti dei padroni. Non un solo voto ai partiti responsabili dei gravi disagi degli operai e delle loro fomiglie.
Il vostro voto vada a chi opera per l'unità delle forze operaie nella decisa e decisiva lotta per il progresso e la pace.
LAVORATORI! LEGGETE! SOSTENETE!
Dírett. Responsabile G. Garanzini Autorizz. Trib. di Milano N.3410
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* * Pacciardi ha comunicato al segretario del Pri, Reale, che egli non parteciperà alla campagna elettorale nei comuni dove i repubblicani saranno inseriti nelle liste del Psi. Anche La Malfa sarà assente dalla competizione, a causa di una malattia. Ne ha informato Reale prima di partire per l'Olanda.
* *
L'onorevole Moro ha inviato una lettera agli onorevoli Saragat, Malagodi e Reale, nella quale ha proposto che i quattro partiti della maggioranza governativa evitino ogni polemica reciproca durante l'attua. le campagna elettorale. L'onorevole Oronzo. Reale ha risposto di non poter aderire a tale invito; Malagodi sarebbe disposto ad accettare, ma ponendo condizioni; Saragat non ha ancora risposto alla lettera.
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