Anno 11 N. 12 - 29 Dicembre 1,55 - Redazione presso la C. I. di Fabbrica
Una copia 1. 10
TRASFORMATORE Periodico dei Lavoratori del Tecnomasio
L'ITALIA all'O.N.U. L'Italia è stata ammessa finalmente all'ONU ! Questa decisione ha sancito il diritto inequivocabile del nostro Paese ad entrare nel consesso delle Nazioni Unite. Diritto d'altra parte conquistato con la Lotta di Liberazione, con il sacrificio di migliaia di cittadini caduti sulle montagne, impiccati, fucilati, morti tutti per riscattare la nostra Nazione dall'ignominia in cui l'aveva gettata il fascismo. Questo evento però non ha sorpreso nessuno. Da anni ormai i quattro grandi erano alla ricerca di una formula di compromesso che permettesse l'entrata contemporanea di Paesi che vantavano uguali diritti d'ammissione del nostro. Quel che ha sorpreso piuttosto è stato l'atteggiamento aspramente polemico assunto dai nostri responsabili alla politica estera nei riguardi dell'Unione Sovietica. All'indomani della nostra ammissione il ministero degli esteri usciva in un comunicato il cui contenuto, sul tono della polemica gesuitica, stigmatizzava la politica dell'Unione Sovietica la quale, secondo costoro, avrebbe impedito col proprio veto il nostro ingresso, prima di questa data, all'ONU. Qui l'intenzione di falsare la verità appare fin troppo evidente. Se nel passato l'Unione Sovietica usò il veto nei nostri confronti fu solamente perchè all'Italia venivano accoppiate nazioni dichiaratamente fasciste quali la Spagna o asservite completamente agli Stati Uniti, mentre altri paesi che, come il nostro, vantavano il buon diritto d'ingresso, venivano sistematicamente respinti. Ed è anche bene che si sappia che il piano Canadese per l'ammissione di 18 Nazioni, venne approvato dall'Unione Sovietica, osteggiato dagli Stati Uniti e bocciato per colpa della Cina Nazionalista! Solo una nuova proposta di riduzione a 15 paesi fatta dall'Unione Sovietica ottenne l'approvazione di tutti e così l'Italia potè entrare all'ONU. Tutto questo avrebbero dovuto tener presente i nostri dirigenti preposti alla politica estera. Ma tant'è, nel nostro paese troppi sono ancora gli uomini che non sanno vedere le cose e gli avvenimenti se non attraverso i pesanti occhiali dell'anticomunismo. Nel salutare l'ingresso dell'Italia in questo importante
Una iniziativa dei GIOVANI del Tecnomasio
Appello alla GIOVENTLY OPERAIA di tutta Italia In questi ultimi periodi di tempo i giovani della nostra fabbrica si sono mossi in difesa della Legge dell'apprendistato, e su altre questioni interne esistenti nella fabbrica; ma l'iniziativa più sensazionale l'hanno presa lanciando un appello ai giovani di tutte le fabbriche italiane per una Conferenza sui problemi della gioventù lavoratrice. Per illustrare questa importante iniziativa ai lavoratori delle nostre fabbriche abbiamo creduto opportuno intervistare uno dei promotori, il giovane Giulio Fantuzzi. D. - Ci puoi dire come è sorta l'iniziativa tra i giovani del TIBB per lanciare un appello per una Conferenza a tutti i giovani lavoratori italiani? R. - Oggi la gioventù lavora-
trice italiana vive in condizioni precarie e questo perchè i giovani, privi di una sicura prospettiva per il domani, tentano di fuggire dalle fabbriche per cercare un lavoro più remunerato e questo, è noto, è un fatto derivato dalle basse paghe dei lavoratori in confronto ad altri settori industriali, ciò è anche causato dalla forte influenza dei monopoli e dalla incapacità del nostro Governo di porre fine a questo stato di cose. Preoccupati di ciò e desiderosi di fare qualche cosa per uscirne, i giovani del TIBB han-, no lanciato questo appello il quale è stato firmato unitariamente da circa un centinaio di giovani della fabbrica. D. - Quale scopo e quale obbiettivo si propone questo Appello? R. - Per la prima volta nel no-
stro Paese giovani di tutta Italia, al disopra delle tendenze ideologiche. politiche o sindacali a cui essi appartengono, si riuniranno allo scopo di esaminare la loro posizione nella fabbrica e nel paese per potere stabilire una piattaforma comune di lotta per la realizzazione dei problemi del loro lavoro e per il rinnovamento dell'Italia. D. - Con quale spirito è stata accolta questa iniziativa e che cosa intendono fare e cosa propongono i giovani? R. - L'Appello lanciato a tutti
i giovani lavoratori d'Italia è stato accolto dai giovani del TIBB con entusiasmo perchè, riconoscendo nella forze del lavoro la forza dirigente della lot-, ta per il rinnovamento economico e sociale d'Italia, essi vedono con questa iniziativa unitaria un contributo che le giovani generazioni operaie daranno alla lotta contro le forze più reazionarie che impediscono la consesso di nazioni rappresentate all'ONU v'è da augurarsi che coloro che ci rappresenteranno abbiano ad esplicare per il futuro una politica indipendente che tenga conto degli effettivi interessi del nostro Paese e che aiuti progetti di distensione internazionale.
attuazione della Costituzione Repubblicana, perciò qualsiasi forma di progresso, ed a quella per l'entrata della classe operaia nella direzione del nostro paese. Già molte copie dell'Appello sono state inviate alle maggiori aziende d'Italia ed altre ce ne
rimane da spedire, questo lavoro crediamo di terminarlo entro la fine d'anno. Abbiamo già ricevuto diverse adesioni tra cui le più significative sono quelle dei giovani della Breda di Milano, del Jutificio Eridania di Genova, dell'Ansaldo di Livorno, x..a.
uesto l'appello inviato (3a1 giovani óel ctc )7q3#23 « Le nostre condizioni di vita e di lavoro si fanno sempre più difficili. I nostri salari sono bassi, insufficienti a soddisfare le nostre più elementari esigenze. Il nostro lavoro e la nostra salute non sono protetti, come prescrive la legge, dal pericolo continuo degli infortuni e delle malattie. La nostra formazione professionale non è curata. Nuovi metodi di sfruttamento rendono il nostro lavoro più duro e ingrato, i padroni con i contratti a termine e i continui soprusi vorrebt'ro umiliarci, ridurci a dei servi docili e sottomessi, privi di dignità, ai quali fin dall'atto dell'assunzione al lavoro si vuole negare il diritto delle proprie idee. Noi proponiamo a tutti i giovani operai ed a tutte le giovani operaie d'Italia di organizzare una conferenza nazionale della gioventù operaia, per denunciare all'opinione pubblica ed al paese la nostra grave situazione. per affermare i nostri diritti di giovani lavoratori, la nostra volontà di partecipare al rinnovamento economico, sociale e culturale dell'Italia. Noi vi proponiamo di organizzare conferenze della gioventù operaia in ogni fabbrica, cantiere, azienda, rione per discutere con franchezza i problemi dei contratti di lavoro e delle libertà democratiche nelle fabbriche, per aprire nuove fonti di lavoro alla gioventù disoccupata. Per conquistare i nostri diritti, per migliorare le nostre condizioni di lavoro, per difendere la nostra dignità e la nostra libertà, per poter partecipare alla rinascita e al progresso dell'Italia bisogna lottare e bisogna essere uniti. Noi ci rivolgiamo a tutte le organizzazioni sindacali, alle Commissioni Interne, alle organizzazioni giovanili di ogni partito, agli studenti italiani ai quali ci unisce una fraterna amicizia, perchè collaborino con noi nella preparazione della Conferenza nazionale della gioventù operaia. GIOVANI OPERAIE E GIOVANI OPERAI D'ITALIA! Dimostriamo con la nostra iniziativa, con la nostra attività e con la nostra lotta di essere degni di appartenere alla classe operaia, che è la forza principale per la rinascita e l'avvenire d'Italia ».
Leghiamo tutte le conducendo poi una Il 1955 è terminato ed in questo anno i lavoratori della nostra categoria hanno sostenuto dure lotte per rivendicare un miglior tenore di vita, per il completamento del contratto di lavoro, per ottenere gli arretrati e l'indennità di mensa su tuttti gli istituti contrattuali, per altre rivendicazioni salariali aziendali e per difendere la libertà e la dignità all'interno della fabbrica. Per molte rivendicazioni come quella della mensa, in molte fabbriche si sono ottenuti dei successi, come pure un passo avanti si è fatto per la regolamentazione delle categorie maschili; mentre non ancora risolte sono quelle femminili, impiegatizie ed altri, come pure gli industriali non ne vogliono sentir parlare di aumenti. Nelle nostre fabbriche del TIBB, in questo anno si sono
altre adesioni ci perverranno, sicuramente, tra non molto. Noi proponiamo anche ai giovani delle fabbriche di tutte le città di interessare, con delegazioni o con altro, le autorità locali, i sindacati, i partiti, tutte le associazioni democratiche ed i giornali al finchè questa iniziativa abbia la massima conoscenza tra l'opinione pubblica italia-' na in modo da destare interessamento ed un vasto consenso tra il popolo per cui saremo sicuri del suo appoggio sia nei lavori della Conferenza che si terrà sia ver la soluzione dei problemi che noi denunceremo e per cui saremo chiamati a lottare. Noi de « Il Trasformatore » auguriamo piena riuscita a questa iniziativa e ci impegnamo a dare tutto il nostro appoggio e questo crediamo lo faranno anche tutte le altre organizzazioni della nostra fabtrica.
Auguri diBuone feste La re
3 ne de « Il _ Tra-
tutti i . sformatore », le Cl., partiti, tutte le organizzazioni sindacali delle fabbriche del TIBB e tutti gli organismi augurano ai lavoratori Buone Feste e BUON ANNO!
COI prossimo numero
Il TRA51.01MATOn costa
L. 15
LAVORATORI ACQUISTATELO ABBONATEVI!
nostre rivendicazioni lotta unica ed unitaria
condotte lotte unitarie per il remio di produzione, contro il en ativo di limitare alcune libertà acquisite, per diverse problemi di reparto, per la Cassa Assistenza, per la regolamentazione dei cottimi sulla nuova paga conglobata e per l'indennità di mensa. Su alcuni problemi, come per alcuni di reparto, quello dei cottimi ed in parte quello della cassa Assistenza, quelli per le libertà all'interno delle fabbriche, sono stati risolti favorevolmente, però per gli altri, e sono quelli che di più stanno a cuore ai lavoratori non si è ottenuto nulla. A nostro parere poco è stato fatto all'interno delle fabbriche del Tecnomasio per condurre una lotta più energica per ottenere le 27.000 lire della mancata mensa e per ottenere l'indennità di questa su tutti gli istituti contrattuali. Ma quello che più crediamo sia stato un
errore sia quello di aver posto il problema della mensa non legato a quello del premio di produzione ed al completamento del contratto di lavoro con la precedenza agli aumenti salali. Dunque crediamo che a nulla valga recriminare su ciò che è stato fatto, ma questo deve servirci d'esperienza per far si che con l'anno nuovo si porti i lavoratori alla lotta per ottenere ciò che è di loro spettanza, ma non li si porti alla lotta solo su un solo problema ma si leghi il problema della mensa a quello del premio di produzione ed a quello dell'inserimento di nuove tabelle salariali nel nostro contratto di lavoro, inoltre si cominci anche a rivendicare un più giusto salario aziendale in confronto alle altre aziende similari e mettallurgiche, in quanto noi del TIBB percepiamo un salario minimo.