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Trasformatore Tecnomasio7

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tutt'ora all'esame della C.I. un progetto presentato dalla Direzione per il calcolo delle tariffe di cottimo e la relativa tabella comparativa tra le vecchie e le nuove paghe. necessario premettere che l'accordo minoritario del 12-6-54 prevedeva che dopo sei mesi dalla firma delle nuove tariffe dovevano essere aggiornate in relazione al conglobamento delle paghe, mentre gli industriali, malgrado le pressioni esercitate dagli organismi di fabbrica e

dai lavoratori, continuano a fare i propri comodi decurtando così il guadagno dei cottimisti.

In merito all'esame del progetto sui cottimi è necessario, superato il periodo feriale, che tutti ci mettiamo all'opera perché siano spiegati ai lavoratori i criteri contenenti nel progetto stesso.

maggiore e più organizzata opera di chiarimento.

la Ditta intende introdurre nella nostra azienda.

Le innovazioni che la Ditta intende applicare per la calcolazione dei cottimi sono un po' queste: nelle nuove tariffe saranno espressi i tempi assegnati anzichè le lire, ed in aggiunta alle maggiorazioni normali (effetti stancanti - perditempo) vi è un nuovo elemento chiamato « coefficente di attività dell'operaio durante la lettura ».

Come premesso ci limiterenio a fare alcune considerazioni.

Dal nostro delegato a Varsavia L'AMICIZIA, QUESTO È II SIGNIFICATO DEI V° FESTIVA'. DELLA GIOVENTÙ!

Mi appresto a scrivere queste poche righe quando ancora ho nel cuore e davanti agli occhi la vic'one indimenticabile della Stalinoplaz, la piazza principale di Varsavia, ricolma di gioventù di bandiere; giovani e bandiere di 136 nazioni; tra le altre il nostro caro tricolore.

È la manifestazione di chiusura del Festival, la cerimonia dell'arrivederci. Le fasce luminose multicolori dei molti riflettori solcano in tutti i versi la piazza e illuminano gente e bandiere dando così alla manifestazione un tono più grandioso.

Il popolo di Varsavia è tutto qui a godere l'ultimo spettacolo del Festival, ma questa volta gli attori principali siamo noi delegati di tanti paesi di tutto il mondo. Fa da sfondo a tanta scena il maestoso palazzo della Cultura, che dall'alto dei suoi 220 metri, domina tutto.

Siamo tutti un po' commossi.

Poche parole di saluto di Bernini, segretario della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, ascoltate in silenzio domani ognuno di noi tornerà al proprio lavoro; ma stasera ci cerchiamo per l'ultima volta. Vediamo se è possibile ritrovare il compagno cinese conosciuto all'incontro fra le nostre delegazioni, o il giovane meccanico austriaco, o lo studente sovietico col quale ci siamo intrattenuti per un intiero pomeriggio a discutere sui rispettivi problemi, e tanti ragazzi ancora con i quali ci siamo scambiati gli indirizzi. sono proprio queste amicizie, questo nostro cercarsi qui sulla Stalinoplaz che stanno a significare il successo profondo completo del Festival della Gioventù. Perchè proprio questo era il proposito del Festival, creare l'amicizia fra i giovani di tutto il mondo. Pensate che cosa meravigliosa vedere i giovani francesi abbracciarsi con i loro fratelli algerini, i tedeschi con i polacchi, i cinesi con i giapponesi e con un abbraccio poche parole superare tutte quelle barriere poste fra i giovani da chi ha interesse a che queste barriere esistano ed i confini siano tanto alti che nessuno possa passare. È quando i giovani si incontrano, come a questo Festival, che scoprono che i loro problemi sono in fondo gli stessi: la pace, la possibilità di studiare, il lavoro assi-

In questo articolo, e per ragioni evidenti, ci limiteremo a dare alcune indicazioni di massima che debbono essere intese come il primo passo verso una curato, una buona retribuzione. Queste, ed altre, sono le cose cui i giovani anelano, siano essi italiani o americani, russi o ci nesi.

Ora gli altoparlanti trasmettono musica da ballo ed una voce invita i presenti a danzare. Ecco che questa grande piazza si trasforma in una immensa sala da ballo.

Poi domani ognuno se ne tornerà a casa, ma il Festival non è finito! No, il Festival continua, solamente si è spezzetato in tanti minutissimi frammenti, tanti quanti sono i delegati. Ed ad ognuno di questi toccherà far rivivere lo spirito del Festival nell'ambito della propria casa o del proprio posto di lavoro raccontando ai giovani, che non hanno potuto intervenire, le esperienze e tutto quello che hanno avuto la fortuna di vedere. La fiaccola del Festival non si spegnerà, due anni sono lunghi e brevi e fra due anni l'appuntamento dei giovani di tutto il mondo è a Mosca!

ITALIANI RINO

Inanzitutto assegnare un tempo anzichè una cifra provocherà delle difficoltà ai lavoratori? In altri termini, potranno i cottimisti rendersi immediatamente conto dell'entità della bolletta?

La C.I. ha già esaminato questo problema e siamo del parere che difficoltà non ve ne siano, comunque per i primi tempi si dovrà specificare nella bolletta il prezzo ed il tempo.

L'altra questione, cioè i valori che la Direzion assegna ai coafficenti, quali risultati daranno? Con un rendimento normale il lavoratore realizzerà ALMENO il guadagno di prima, naturalmente maggiorato dagli aumenti? A questa domanda non è possibile, per ora, dare una risposta ; a nostro avviso riteniamo che non si può dare un giudizio senza prima aver effettuato delle prove, cioè applicare la formula e vedere come vanno le cose. La terza considerazione si riferisce al cosidetto « coefficente di attività durante la lettura ». Come si può notare questa è una vera e propria innovazione che

In che cosa consiste questa novità è presto detto. Il letturista, o meglio l'analista, giudica la prestazione dell'operaio durante la lettura, e sulla base del suo giudizio lo classifica: lento, meno che normale, normale, più che normale, veloce. Ad ogni « voce » viene assegnato un co-

efficente che è minimo per l'operaio classificato lento e mas- simo per l'operaio veloce. È facile capire come il giudizio dell'analista non possa essere sempre obbiettivo e conseguentemente questo lavoratore, che noi stimiamo, risthia di diventare inviso agli operai. Molto ci sarebbe ancora da (Continua in 2 pag. 3 col.)

I lavoratori milanesi avevano appena iniziato il lavoro, dopo la pausa delle ferie, che già hanno dovuto stendere in agit9zione, non per una questione sindacale, ma per difendere una istituzione nata dalla gloriosa Lotta di Liberazione a cui essi molte vite hanno donato.

Il Governo aveva intimato lo sfratto al Convitto Scuola Rinascita, di Via Zecca Vecchia perchè in quei locali avrebbe dovuto entrare un Istituto BritanniC3. Lo sfratto era stato intimato per il 15 Agosto, ma la pronta risposta dei cittadini milanesi fece sì che si ottenesse una proroga sino al 28 Agosto.

Che cosa è il Convitto Rinascita? E' una scuola sorta per volere dei Partigiani per i figli dei partigiani caduti, per i lavoratori, per i giovani poveri che abbiano vuona volontà allo studio perchè in quella scuola si possono scegliere diverse specializzazioni. Però il Convitto aveva ed ha, agli occhi di certa gente che sta in alto, un grave torto, non è una scuola confessionale, ma è laica e questa colpa è già costata la chiusura di diversi altri Convitti e scuole.

Questa è la colpa del Convitto e da qui si vede la meschinità del pretesto adottato per sfrattarli. Infatti l'Istituto britannico ha già una sede e se poi ne avesse voluto un'altra perchè non con-

La C.I. ha chiesto L.10.000 di anticipo Lottiamo per far accogliere questa richiesta

Già altre volte abbiamo segnalato per la cronaca di questo giornale di fabbrica la questione della mancata mensa. Essendo ora diventato un problema di attualità, anche perchè sentenze della Magistratura sono venute a dare ragione ancora una volta di più ai lavoratori, pensiamo che sia utile fare, sia pur in breve, la cronistoria di questo problema. Nel mese di febbraio di quest'anno la Commissione Interna ha citato la Direzione all'Assolombarda per avere la mancata mensa sulle feste infrasettimanali e sulle ferie. La presa di posizione della C.I. era motivata dal fatto che una circolare del Ministro Vigorelli considerava la mensa « PARTE INTEGRALE DEL SALARIO E PERCIO' ERA SOTTOPOSTA AD IMPOSTA SULLA RICCHEZZA

MC BILE ». In quella sede non si concluse nulla, però vi era un accordo con la Direzione rhe qualora vi fossero state delle sentenze della Magistratura si

La redazione comunica ai lavoratori ed ai lettori che' malgrado le ferie, il n. 8 de "Il Trasformatore„ esce a due pagine sarebbe trovato un accordo aziendale. Ora non è molto le sentenze sono avvenute e la C.I. tornò alla carica presso la Direzione. L'ing. Spinoccia, interpellato dal compagno Corinaldesi, Presidente della nostra C.I., disse che appena rientrato il dott. Cappello dalle ferie si sarebbe sistemata lr_ cosa. Il dott. Cappello rientra e si ammala e lo ing. Spinoccia dice sempre al compagno Corinaldesi che lunedì 29 agosto, quando il dottor Cappello rientrerà dalla malattia, ci si metterà d'accordo. Al lunedì rientra il dott. Cappello l'ing. Spinoccia se ne va in ferie. È evidente che di fronte a questi atti la C.I. si è recata dal dott. Cappello indignata, a protestare per la presa in giro. Il dott. Cappello, a sua volta, rispondeva che aveva interpellato l'ing. Soldini il quale disse che aspettava la sentenza della C.G.E. e della Marelli, che dovranno uscire nei prossimi mesi, se queste daranno ragione ai

lavoratori egli avrebbe pagato tutto senza nessuna transazione. Di fronte a questa presa di posizione della Direzione la C.I. faceva presente che nei lavoratori vi è molta aspettativa sia per la giustezza della causa sia perchè essi si trovano in condizioni disagiate, perciò fece la seguente proposta: Anticipo di L. 10.000 (diecimila) in attesa che il Tribunale si pronunciasse. Il dott. Cappello ha risposto che farà presente la richiesta all'ing. Soldini e che darà una risposta. Indipendentemente dalla risposta che ci potrebbe dare l'ing. Soldini è evidente che la questione non deve essere vista come una faccenda solo da risolvere in tribunale, ma come un qualsiasi altro problema che va risolto con la lotta perchè è solo lottando che si riuscirà per prima cosa a far rispettare la C.I. e poi ottenere l'anticipo sui nostri sacrosanti diritti.

cedergli una delle tante Case del Popolo restate inabitate dopo lo sfratto fatto eseguire dal Governo Scelba? Con questo atto si voleva, oltre che dare un altro colpo alla scuola laica italiana, compiere anche un nuovo atto di discriminazione. Contro ciò insorsero i cittadini ed i lavoratori di tutte le tendenze, poi anche la Magistratura dichiarò illegale lo sfratto. La lotta intrapresa dai lavoratori fu diversa dalle solite, non vi furono scioperi, sebbene ne fosse stato proclamato uno in caso di sfratto, ma vennero inviate delegazioni presso il Convitto ed ordini del giorno e petizioni al Governo. Anche da quasi tutti i reparti della nostra fabbrica furono inviate lettere firmate da tutti i lavoratori al Governo chiedenti la revoca dello sfratto. Le pressioni dei lavoratori e dei cittadini portarono ad una prima vittoria: il Presidente del Consiglio, On. Segni, sospese lo sfratto per poter rivedere egli stesso la questione. Quando il Gabinetto Segni prese nella mani la direzione del nostro paese vi fu tra gli italiani, grazie alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio e ad alcuni atti compiuti dal Governo, una benevola impressione; si credeva che si gettassero le basi per una nuova politica di distensione, che stesse per finire l'epoca della discriminazione instaurata dal governo Scelba. Ora però ci sembra che vi sia qualcuno che manovri nell'ombra per far sì che la politica di discriminazione continui, questo lo diciamo perchè già dei casi si sono verificati, il primo riguardante il Convitto Rinascita ed il secondo gli arresti ordinati dal Tribunale Militare verso dei giornalisti di Bologna, già in congedo, rei di aver criticato il Governo Scelba!

Vorrà il Governo Segni uscire dall'equivoco e smascherare coloro che tentano di violare la Costituzione? Vorrà l'On. Segni aprire una nuova via verso la distensione nazionale ed internazionale oppure intende marciare sulla strada percorsa dal suo predecessore?

Questa è la risposta che i lavoratori italiani attendono ed essa verrà data dal modo con cui l'On. Segni risolverà lo sfratto del Convitto Rinascita ed i fatti di Bologna.

Comunque, quale sia la risposta, il Governo Segni deve sape- • re che i lavoratori ed i cittadini italiani sono decisi, la prova l'hanno già data in queste settimane, a difendere la Costituzione e le istituzioni nate dalla Guerra di Liberazione.

Una copia I. 10: Anno Il N. 8 - 6 Settembre 1955 - Redazione:',pressa la C.I. di fabbrica •••••
TRASFORMATORE Periodico dei Lavoratori del Tecnomasio IO • ~la itiamaaamasit • IL NUOVO PROGETTO SUI COTTIMI ) RESPINGIAMO IL NUOVO COMPITO ASSEGNATO ALL'ANALISTA!
Il
Il Convitto Rinascita non deve chiudere i battenti

INCHIESTA NEI MAGAZZINI

I magazzinieri chiedono che sia risanato - Il lavoro è molto e la paga è poca - Non vengono assegnate le tute

Sullo sportello si legge: Magazzino A, tubi lamiere, trafilati in ottone, rame, ferro. Chiunque si avvicini a questo sportello sente, durante la stagione estiva, una gradevole sensazione di frescura proveniente dal magazzino stesso. Vien da pensare che quel posto è quindi previlegiato, che si sta bene perchè non si sente l'afa e la caluria che vi è nel resto dell'officina. Ma così none. Provate a parlare col personale addetto al magazzino A e vi convincerete che è il contrario di quel che sì è portati a pensare. Anche qui, anzi più che in altri luoghi di lavoro, non si tiene conto delle condizioni nelle quali questi operai sono costretti a lavorare dalla mattina alla sera tra l'umidità che penetra fino alle ossa (ecco il perchè della frescura), alla luce delle lampade elettriche anche quando fuori il sole picchia sodo. Il magazzino A è una tana dove possono vivere i topi, e ve ne sono molti, ma dove non possono lavorare gli uomini. E gli uomini invece vi lavorano e faticano, faticano molto, forse come in nessuna altra parte della nostra fabbrica.

L'umidità del luogo e il sudore lasciano tracce invisibili ma dolorose nell'organismo umano, ad un certo punto scricchiolano le ossa, fan male le giunture dei ginocchi e dei gomiti, ma questo cosa importa a chi ci dirige?

Vi è la Mutua e la Cassa Assistenza per quando si è ammalati. Noi non siamo di questo parere ed è per questo che invitiamo la Direzione a prendere in considerazione le richieste di quei lavoratori. Bisogna risanare l'ambiente e è possibile farlo attraverso un ampliamento ed una aerazione più razionale, più moderna. È questa la cosa più importante che deve fare la Direzione per sistemare il magazzino A. In secondo luogo si deve assumere del personale perchè l'attuale è insufficiente alla bisogna. Tempo fa vi erano 5 lavoratori addetti al magazzino, più un sesto addetto alla preparazione del materiale. Ora ve ne sono tre. È forse diminuito il lavoro?

Sono state messe macchine nuove? Niente di tutto questo. La verità è che la Direzione vuole economizzare anche in questo settore a spese dei lavoratori! Di questi tre lavoratori uno è addetto allo sportello e deve correre tutto il giorno per servire 300 e più lavoratori, mentre gli altri due debbono tenere l'ordine nel magazzino. Tenere l'ordine significa controllare il materiale in arrivo, pesarlo, pesare le giacenze e incasellare tutto di nuovo. Da un calcolo approssimativo si ritiene che questi spostano giornalmente, quasi esclusivamente a mano, oltre 50 quintali di materiale metallico unto e tagliente, in pezzi che talvolta raggiungono e superano il quintale. È chiaro che così è impossibile andare

avanti e risulta chiaro il motivo per cui in qualche anno oltre 20 lavora tori hanno dovuto lasciare quel posto che è un castigo per tutti. Ma non sono solo queste le note dolenti del magazzino A. La Direzione rifiuta la tuta per quei lavoratori, violando in questo modo il Contratto Collettivo di lavoro che prevede l'assegnazione delle tute a questi operai.

Poi vi è la questione delle paghe: L. 44,50 all'ora con una percentuale del 55%. È vero che questi operai sono di 3. categoria però è altrettanto vero che

Dalla " Tribuna Illustrata„ del 14 agosto 1955

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Il direttore di un grande magazzino raduna i suoi capo-reparto:

« Signori, fra qualche mese sarà il cinquantesimo anniversario della nostra ditta. Vorrei che si facesse qualche cosa di straordinario. Tenete, però, presenti queste tre condizioni : bisogna che tutta la città ne parli, bisogna che venga a costare poco, bisogna che il personale se ne rallegri. Riflettete. Avete quindici giorni di tempo ».

Quindici giorni dopo vengono sottomessi al direttore un gran numero di progetti, ma nessuno lo soddisfa.

Allora un giovanotto prende la parola : — Signor Direttore, ho un'idea : saltate dall'ultimo piano dell'edificio del magazzino. Non costerà niente, tutta la città ne parlerà e il personale sarà contentissimo.

essi hanno diritto, per il luogo ove sono, per le fatiche elle fanno, ad un supplemento o sulla paga o sulla percentuale. Queste richieste sono più che sensate. Le accetterà la Direzione? Questi lavoratori, se la Direzione non li ascolterà, sono decisi a far sentire la loro voce, unita a quella degli altri magazzinieri per migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro.

Sono aperte, presso il CRAL aziendale, le iscrizioni per partecipare alla IIA Mostra d'Arte dei Lavoratori della Tecnomasio.

dire ma abbiamo già preso molto spazio al giornale per cui ci limiteremo, prima di arrivare alle conclusioni, di segnalare ai lavoratori altre questioni sempre in merito al progetto.

La Direzione intende distinguere i vecchi dai nuovi cottimi e calcolarli quindi in modo diverso. I primi con la vecchia ed i secondi con la nuova paga conglobata. Questo problema è già stato dibattuto fra i lavoratori i quali conoscono la nostra

CHE PUZZA DI TAGLIO DEI COTTIMI!

Se è vero quel che si dice, in questo periodo i « tecnici » della nostra Direzione hanno studiato un altro sistema che per loro servirà senz'altro a fargli aumentare il loro premio di produzione per gli anni venturi, mentre per noi questo significa nuovo perfezionamento tecnico dello sfruttamento. Per questo nuovo sistema alludo alle « categorie » nelle quali i cottimisti dovrebbero essere ripartiti a seconda della loro rapidità nella esecuzione del lavoro: lento, meno lento, normale, più del normale e veloce.

Non conosco bene il meccanismo col quale si intenderebbe applicare questa regola, purtuttavia si sente forte il puzzo di taglio dei cottimi o dei tempi di lavorazione che sia.

Tutto questo avviene mentre da parte dei lavoratori si richiede maggior comprensione, si chiede la cessazione dei soprusi che già avvengono specialmente in materia di cottimi, oltre che una retribuzione atta a vivere meno stentatamente di quanto

magazzini del popolo

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non si viva oggi con la misera busta corrisposta al venerdì.

Certo che questo nuovo sistema non verrà accolto dai lavoratori e che esso non servirà certamente a mettere in buona luce coloro che lo vogliono applicato.

La Direzione deve tener conto che i tremila lavoratori della fabbrica non solo lavorano e producono, ma sanno anche farsi rispettare e non intendono farsi sfruttare maggiormente.

Ed è per questo che nessuno può garantire la calma all'interno dell'azienda se per prima la Direzione fa di tutto per inasprire i rapporti.

Sarebbe bene che certe intenzioni non trovino posto nella fervida mente dei nostri dirigenti e che taluni dei quali, invece di essere addetti alla triste funzione del taglio dei cottimi, siano spronati a perfezionare sempre più i sistemi di produzione poichè è di questo che il T.I.B.B. e l'Italia intera ne ha bisogno. Ed in questo si potrebbe ottenere una ben preziosa collaborazione da parte di tutti i lavoratori che vogliono progredire e non tornare indietro.

GIACOM I NO

A dieci anni dalla vittoriosa Insurrezione d'Aprile è doveroso ricordare coloro che sono stati gli artefici primi della gloriosa epopea del Secondo Risorgimento Italiano, i caduti nella Lotta di Liberazione. iraquesti eroi, molto caro a noi lavoratori del TIBB, è Paolo Garanzini, antifascista tenace, combattente per l'ndipendenza e la libertà d'Italia, diffusore opinione in merito. Noi non accetteremo questa discriminazione perchè non intendiamo che ai lavoratori vengano sottratti i benefici derivanti dal conglobamento; quindi tutti i cottimi debbono essere calcolati con le nuove paghe, e se la Direzione non accetta questo criterio commette un abuso. La Direzione intende non considerare nuove tariffe « quelle ricavate da confronto diretto od indiretto da vecchie tariffe di precedenti esecuzioni ». Non sappiamo spiegarci la ragione che spinge la Direzione ad adottare questo sistema, ci sembra che tutto ciò consista in una specie di gioco di prestigio per trasformare tutte le nuove in vecchie tariffe. Prima di concludere affermiamo, perchè sia a tutti chiaro, che noi non siamo di quelli che respingono qualsiasi innovazione senza prima averla studiata, quindi il progetto sui cottimi le abbiamo esaminato e lo esamineremo ancora e siccome dobbiamo soprattutto tutelare gli

Milano si veste da

della stampa antifascista e democratica. Nel nome di Paolo Garanzini, e di tutti gli altri eroi della Resistenza, si svolge oggi la lotta che nella nostra fabbrica e nel Paese sosteniamo per difendere la libera di parola, di organizzazione, di ogni forma di vita democratica. La lotta stessa sostenuta, or non è molto, dai lavoratori della nostra fabbrica contro i provvedimenti per far tacere il « Trasformatore » e terminata con la vittoria dei lavoratori, non è che un episodio della lunga serie di lotte che i lavoratori hanno sostenuto e sostengono in difesa delle loro libertà democratiche, liberta che sono costate immensi sacrifici di vite umane. Oggi, grazie a questi sacrifici, abbiamo ottenuto la Costituzione Repubblicana la quale dobbiamo farla applicale dentro e fuori delle fabbriche. È con questo impegno che oggi commemoriamo l'XI Anniversario della morte di Paolo Garanzini, coscienti che 1' unica strada per arrivare ad una società più giusta e più umana sia quella stabilita dalla Costituzione. interessi dei lavoratori; la prima risposta alla Direzione dovrebbe essere questa: Nessuna differenza di calcolo tra i vecchi e i nuovi cottimi; conoscere attraverso prove pratiche il guadagno di cottimo risultante dall'applicazione del calcolo; respingere il nuovo compito assegnato all'analista (classificazione e relativi coefficenti); non accettare come vecchie tariffe quelle ricavate per confronto.

Respingiamo il nuovo compito assegnato all'analista

È passato più di un anno dal conglobamento e i cottimi vengono calcolati ancora sulle vecchie paghe, questo significa che ai lavoratori vengono sottratte sudatissime lire. Occorre, ed al più presto, normalizzare questo stato di cose. Tutti dobbiamo e possiamo contribuire alla realizzazione di questo importantissimo compito e gli industriali debbono avere la sensazione che il tempo indispensabile pPr sistemare la questione è abbondantemente trascorso, prendere altro tempo significa turlupinare i lavoratori.

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