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Trasformatore Tecnomasio4

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Anno 11 N. 5 -2 Giugno 1955 - Redazione: presso la E.I. di fabbrica

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Periodico dei Lavoratori del Tecnomasio r IL 7 GIUGNO SI VOTA PER IL RINNOVO DELLA COMMISSIONE INTERNA

Votiamo per una C. L forte ed unitaria In questi ultimi tempi le elezioni per il rinnovo delle Commissioni Interne hanno assunto non solo un aspetto sindacale, ma preminentemente politico. Per confermare questa tesi basta ricordare un brano del discorso prinunciato dal Presidente del Consiglio, On. Scelba, al Congresso Nazionale della CISL. Egli arrogava al Governo, ed a se personalmente, il « successo politico otenuto in alcune fabbriche italiane. Se poi non bastasse ciò si può osservare come in questi casi, la radio ed i giornali della catena governativa, che mai si erano interessati dei problemi dei lavoratori, quante parole e quanto piombo spesero per valorizzare queste elezioni. Come si spiega questa nuova situazione? Per capirla bisogna esaminare la politica che l'attuale Governo, comandato dalla Confindustria, sta conducendo, è necessario vedere la politica che la Confindustria conduce verso i lavoratori e il suo .riflesso che questa ha nelle fabbriche. Vediamo che l'attuale Governo sta perseguendo una linea politica anti popolare tendente ad aprire nuovamente le porte alla corsa al più sfrenato profitto ai grandi industriali ed ai monopoli, facendo pagare ai lavoratori ed al popolo le situazioni di crisi in cui versa la nostra economia. Nulla esso fa per risolvere la crisi esistente nei vari settori dell'economia italiana, anzi obbliga i propri dipendenti, statali e parastatali, ad entrare in sciopero per far valere i pro-

pri diritti, in più approva leggi che aumentano gli affitti a favore delle grandi società immobiliari. Oggi poi, che è stato scoperto nel nostro sottosuolo il petrolio, il quale potrebbe migliorare il tenore di vita del popolo, vediamo il Governo impegnato a concederlo ai grandi monopoli americani e nostrani. In politica eestera il Governo fa del tutto, onde essere il « primo americano della classe », per acuire la tensione internazionale invece di avere delle iniziative atte a trovare una via che aiuti la coesistenza tra i due sistemi.

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le proposte per pegni La Confindustria tenta poi di istaurare un clima di terrore nelle fabbriche e tutto questo perchè si vuole aumentare i già favolosi profitti non con un'aumento della produzione, ma bensì con un crescente aumento dello sfruttamento sui lavoratori. Da qui sorge per questi signori, la necessità di combattere gli organismi unitari che possono intralciare questi piani: le Commissioni Interne. Questa politica dettata dalla Confindustria fa si che in molte fabbriche regni la discriminazione politica e sindaca-

Le Comm. Interne organismi unitari per la difesa dei diritti dei lavoratori A conclusione della gloriosa Guerra di Liberazione i lavoratori riconquistarono il diritto di eleggere democraticamente le C. I. le quali dovevano rappresTrz.tarli in tutte le discussioni c controversie con il padronato. Le C.I. sono una grande conlavoratoquista unitaria di tutti i esse li rappresentano ri in quanto tutti, a qualsiasi sindacato il lavoratore sia iscritto; è appunto per questa loro caratteristica che costituiscono una solida piattaforma per cementare l'unità della classe lavoratrice nella direzione delle lotte che esse sosten-

Con la lotta gli impiegati ottennero la conferma dei loro diritti Mentre qualcuno fa circolare ad arte strane voci in cui si dice che non è con la lotta che si ottengono i miglioramenti ma collaborando col padronato, crediamo utile rammentare ancora la magnifica lotta degli impiegati della nostra fabbrica i quali hanno provato a loro spese quanto di falso vi sia in questa affermazione. La lotta sostenuta dagli impiegati per nove giorni consecutivi in difesa dei loro diritti acquisiti, ha fatto si clie la Direzione non potesse cancellare con un colpo di spugna i superminimi e gli aumenti di merito acquisiti con anni e anni di lavoro e di capacità. Per giustificare questa pretesa la Direzione invocava l'accordo del 12-6-1954 sottoscritto dalla CISL e dalla UIL affermando che esso non faceva obbligo di riportare i superminimi sulla paga conglobata. La Direzione si faceva forte di questa posizione credendo che mai gli impiegati sarebbero entrati in agitazione grazie alla politica un po' paternalistica fatta nei loro confronti, credeva che se anche gli impiegati fossero entrati in sciopero gli operai non li avrebbero sostenuti grazie alla politica di divisione che essa svolgeva, per cui avrebbero ceduto. Però la Direzione non fece i conti con la dignità degli impiegati e con la coscienza politica di tutti i lavoratori della Tecnomasio. Alle affermazioni della Direzione gli impiegati risposero nel modo più deciso e dignitoso fa-

D'altro canto la politica che 12 Confindustria conduce verso i la voratori si può dire sia più brutale. Nelle fabbriche in crisi non si cerca di trovare delle soluzioni che permetano lo sviluppo di queste aziende, ma si getano sul lastrico centinaia e centinaia di lavoratori. Quando poi vi sono delle discussioni per il rinnovo od il completamento dei contratti non si vuol concedere nulla. Questo è il caso per il completamento del Contratto di Lavoro dei metallurgici. Dopo due mesi di trattative non si è concluso nulla anzi la Confindustria ha fatto del-

cendo giustizia della pretesa della Direzione e della « lacuna » dell'accordo minoritario. Nacque così il fronte degli impiegati. Mirabile fu la dignità e la decisione con cui essi condussero la battaglia unitaria, dal capo reparto all'ingegnere, dal capo ufficio al tecnico alla dattilografa, guidati dalla loro C.I., lottarono anici*, non prevalesse il sopruso e neamhe il meschino ricatto della mensa li piegò. Durante il corso di questa lotta gli impiegati capirono ve- amene cosa significasse la solidarietà degli operai i quali, rinunciando a parte della loro mensa solidarizzarono con essi e molti furono gli episodi commoventi che si registrarono nel corso di questi nove giorni. I nostri impiegati compresero che il successo ottenuto dalla lotta condotta era stato possibile grazie all'unità di tutti loro, alla solidarietà fattiva degli operai e dalla efficacia di una Commissione Interna che si presenti unita davanti alla Direzione. Questi nove giorni di lotta sono serviti a parecchi impiegati per capire veramente il • paternalismo » della Direzione, gli scopi reali della • collaborazione » sbandierati da alcuni e a chi serve la divisione tra gli impiegati e operai, inoltre hanno compreso che nuovi miglioramenti e, molte volte anche dei diritti già acquisiti, si ottengono e si mantengono solo con la lotta e non con semplici trattative fidando sulla bontà del padrone.

gono poi contro il padronato. Se il padronato non ha potuto instaurare ancora il regime che vigeva all'interno delle fabbriche durante il periodo fascista ciò lo si deve in gran parte all'opera svolta dalle C. I. che si sono battute meravigliosamente, alla testa di tutti i lavoratori, nella lotta per la conservazione delle libertà democratiche, per il rispetto delle leggi fondamentali che regolano i rapporti fra lavoratori e datori di lavoro, per far si che le fabbriche rimangano luoghi di lavoro e non caserme o penitenziari. Se non avessimo avuto le Commissioni Interne le condizioni dei lavoratori, oggi, sarebbero ben differenti. Gli industriali probabilmente avrebbero trovato una classe lavoratrice non unita e perciò più facile da dividere e il loro scopo di otteneprofitto con un re un maggior aumentato ritmo di produzione più facile da raggiungere. E' per raggiungere questo scopo che il padronato lotta contro te C. I. d'altro conto questa lotta sta a valorizzare l'enorme importanza che hanno per i lavoratori la difesa e la conservazione di questi organismi. Se si vuol comprendere meglio l'importanza delle C. I. per noi della Tecnomasio basta ricordare le lotte sostenute con la guida della C. I. per mantenere e migliorare le conquiste ottenute in questi anni; non sbagliamo sicuramente affermando che senza la nostra C. I. non si sarebbe ottenuto nulla. La lotta per il premio di produzione e successivamente per il suo miglioramento, la lotta per le rivalutazione, per gli aumenti di merito' per il miglioramento dei cottimi prima e contro it tentativo di taglio dopo, per il contratto di lavoro e per la sua applicazione, per l'assegnamento delle categorie, per gli indumenti di lavoro, per il miglioramento della mensa per lo avvicinamento delle paghe femminili e quelle maschili, per i superminimi ed ancora si potrebbe dilungarsi per molte righe tante sono state le lotte sostenute e portate a termine vantaggiosamente per i lavoratori, tante sono state te questioni in generale e sopratutto personali di ogni singolo lavoratore che sono state risolte dalle C. I. sue-

cedutesi sin'ora nella nostra fabbrica. Se potessimo addizzionare le cifre ottenute dai risultati di queste lotte ci accorgeremmo che esse sono dell'ordine di centinaia e centinaia di milioni che dal 1945 fino a questo momento si sono trasferite dalla cassa della Direzione ai nostri modesti bilanci famigliari. E' naturale, quasi, che il padronato lotti contro le C. I. per(Con inua e pag. 4

le, che si creino « campi di concentramento » e climi di terrore, che si intervenga col ricatto nelle elezioni per il rinnovo delle C.I., che non si risolvano i problemi aziendali posti dai lavoratori. Di ciò ne abbiamo la prova anche noi della Tecnomasto ove problemi come il riproporzionamento dei cottimi, il premio di produzione, la Cassa Assistenza ed altri che potrebbero essere risolti senza creare una situazione anormale all'interno della fabbrica, non vengono risolti per il rigido comportamento della Direzione verso i lavoratori. Questa è in sintesi la politica che Governo e Confindustria stanno seguendo però, il malcontento creato da questo indirizzo politico, ha fatto si che sempre numerose schiere di italiani si schierassero contro. L'opinione pubblica contro questa politica, si è fatta così forte da far capire anche a molti deputati, senatori e dirigenti del partito di maggioranza ove realmente sta l'interesse del nostro paese per cui vi è bisogno di una svolta politica verso la classe lavoratrice ed popolo. Una prova di ciò la si è avuta durante le elezioni per il Presidente della Repubblica ove l'on. Gronchi, stimato per le sue posizioni popolari, è stato eletto Presidente della Repubblica coi voti delle sinistre e di molti' se(Continua e ipso. 4)

I CANDIDATI ALLE ELEZIONI PER IL RINNOVO DELLA C. I. LISTA UNITARIA C.G.I.L. - KIP M. Operai CORINALDESI MARCELLO LORANDI PILADE SALA AMBROGIO PEDRONI ATTILIO VITALONI ALDO SPERIANI VITTORIO SASSI PESCANTE NELDA GRICINI G. OTTOLINI ENRICO Impiegati VALENTI LUIGI - Ufficio Tecnico FAINI VIRGILIO - F. M. BOSI GIUSEPPE - Ufficio Tecnico REDAELLI DEFENDENTE - Ufficio Produzione SUSANI FRANCO - Ufficio Tecnico U.I.L. - U.I.L.M. Operai VARENA FRANCO ZERBINI GIUSEPPE NEGRI GIORGIO Impiegati COLOCCI SETTIMO - Ufficio Paghe PABA GIUSEPPE - Contr. off. C.I.S.L. - F.I.M. Operai BIANCHI LUIGI BOSATRA ESTERINO CAVALLINI MARIO ERMETI ALBERTO MANTOVANI GIUSEPPE MEAZZA GIUSEPPE PANARA CARLO PANDOLFI MARIO ROSSI LUIGI Impiegati BALCONI LUIGI - F. A. FIORE VINCENZO - F. M. MAINO RENATO - Ufficio Commerciale ROBBIANI ANTONIO - Ufficio Trazione SALA NAPOLEONE - Ufficio Paghe COMPONENTI COMITATO ELVIT Oli/A.1.E: F.I.O.M.: SCALA ALBERTO e CARRA VINIC10 C.I.S.L.: ROVETI e TONANI U.I.L.: REBASTI e MANTICA

rep.

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42 60 59 62 59 76 31 41 83

rep. 83 » 85 6.1

rep. 74 » 72 » 40 F. D. F. A. Paghe rep. 74 » 58 » 41

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