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Trasformatore Tecnomasio4

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Votiamo per una C. L forte ed unitaria

In questi ultimi tempi le elezioni per il rinnovo delle Commissioni Interne hanno assunto non solo un aspetto sindacale, ma preminentemente politico. Per confermare questa tesi basta ricordare un brano del discorso prinunciato dal Presidente del Consiglio, On. Scelba, al Congresso Nazionale della CISL. Egli arrogava al Governo, ed a se personalmente, il « successo politico otenuto in alcune fabbriche italiane. Se poi non bastasse ciò si può osservare come in questi casi, la radio ed i giornali della catena governativa, che mai si erano interessati dei problemi dei lavoratori, quante parole e quanto piombo spesero per valorizzare queste elezioni. Come si spiega questa nuova situazione?

Per capirla bisogna esaminare la politica che l'attuale Governo, comandato dalla Confindustria, sta conducendo, è necessario vedere la politica che la Confindustria conduce verso i lavoratori e il suo .riflesso che questa ha nelle fabbriche. Vediamo che l'attuale Governo sta perseguendo una linea politica anti popolare tendente ad aprire nuovamente le porte alla corsa al più sfrenato profitto ai grandi industriali ed ai monopoli, facendo pagare ai lavoratori ed al popolo le situazioni di crisi in cui versa la nostra economia. Nulla esso fa per risolvere la crisi esistente nei vari settori dell'economia italiana, anzi obbliga i propri dipendenti, statali e parastatali, ad entrare in sciopero per far valere i pro-

pri diritti, in più approva leggi che aumentano gli affitti a favore delle grandi società immobiliari. Oggi poi, che è stato scoperto nel nostro sottosuolo il petrolio, il quale potrebbe migliorare il tenore di vita del popolo, vediamo il Governo impegnato a concederlo ai grandi monopoli americani e nostrani. In politica eestera il Governo fa del tutto, onde essere il « primo americano della classe », per acuire la tensione internazionale invece di avere delle iniziative atte a trovare una via che aiuti la coesistenza tra i due sistemi.

A conclusione della gloriosa Guerra di Liberazione i lavoratori riconquistarono il diritto di eleggere democraticamente le C.

I. le quali dovevano rappresTrz.tarli in tutte le discussioni c controversie con il padronato. Le C.I. sono una grande conquista unitaria di tutti i lavoratori in quanto esse li rappresentano tutti, a qualsiasi sindacato il lavoratore sia iscritto; è appunto per questa loro caratteristica che costituiscono una solida piattaforma per cementare l'unità della classe lavoratrice nella direzione delle lotte che esse sosten-

Mentre qualcuno fa circolare ad arte strane voci in cui si dice che non è con la lotta che si ottengono i miglioramenti ma collaborando col padronato, crediamo utile rammentare ancora la magnifica lotta degli impiegati della nostra fabbrica i quali hanno provato a loro spese quanto di falso vi sia in questa affermazione.

La lotta sostenuta dagli impiegati per nove giorni consecutivi in difesa dei loro diritti acquisiti, ha fatto si clie la Direzione non potesse cancellare con un colpo di spugna i superminimi e gli aumenti di merito acquisiti con anni e anni di lavoro e di capacità. Per giustificare questa pretesa la Direzione invocava l'accordo del 12-6-1954 sottoscritto dalla CISL e dalla UIL affermando che esso non faceva obbligo di riportare i superminimi sulla paga conglobata.

La Direzione si faceva forte di questa posizione credendo che mai gli impiegati sarebbero entrati in agitazione grazie alla politica un po' paternalistica fatta nei loro confronti, credeva che se anche gli impiegati fossero entrati in sciopero gli operai non li avrebbero sostenuti grazie alla politica di divisione che essa svolgeva, per cui avrebbero ceduto.

Però la Direzione non fece i conti con la dignità degli impiegati e con la coscienza politica di tutti i lavoratori della Tecnomasio.

Alle affermazioni della Direzione gli impiegati risposero nel modo più deciso e dignitoso fa-

cendo giustizia della pretesa della Direzione e della « lacuna » dell'accordo minoritario.

Nacque così il fronte degli impiegati.

Mirabile fu la dignità e la decisione con cui essi condussero la battaglia unitaria, dal capo reparto all'ingegnere, dal capo ufficio al tecnico alla dattilografa, guidati dalla loro C.I., lottarono anici*, non prevalesse il sopruso e neamhe il meschino ricatto della mensa li piegò. Durante il corso di questa lotta gli impiegati capirono ve- amene cosa significasse la solidarietà degli operai i quali, rinunciando a parte della loro mensa solidarizzarono con essi e molti furono gli episodi commoventi che si registrarono nel corso di questi nove giorni.

I nostri impiegati compresero che il successo ottenuto dalla lotta condotta era stato possibile grazie all'unità di tutti loro, alla solidarietà fattiva degli operai e dalla efficacia di una Commissione Interna che si presenti unita davanti alla Direzione. Questi nove giorni di lotta sono serviti a parecchi impiegati per capire veramente il • paternalismo » della Direzione, gli scopi reali della • collaborazione » sbandierati da alcuni e a chi serve la divisione tra gli impiegati e operai, inoltre hanno compreso che nuovi miglioramenti e, molte volte anche dei diritti già acquisiti, si ottengono e si mantengono solo con la lotta e non con semplici trattative fidando sulla bontà del padrone.

D'altro canto la politica che 12 Confindustria conduce verso i la voratori si può dire sia più brutale. Nelle fabbriche in crisi non si cerca di trovare delle soluzioni che permetano lo sviluppo di queste aziende, ma si getano sul lastrico centinaia e centinaia di lavoratori. Quando poi vi sono delle discussioni per il rinnovo od il completamento dei contratti non si vuol concedere nulla. Questo è il caso per il completamento del Contratto di Lavoro dei metallurgici. Dopo due mesi di trattative non si è concluso nulla anzi la Confindustria ha fatto delgono poi contro il padronato. Se il padronato non ha potuto instaurare ancora il regime che vigeva all'interno delle fabbriche durante il periodo fascista ciò lo si deve in gran parte all'opera svolta dalle C. I. che si sono battute meravigliosamente, alla testa di tutti i lavoratori, nella lotta per la conservazione delle libertà democratiche, per il rispetto delle leggi fondamentali che regolano i rapporti fra lavoratori e datori di lavoro, per far si che le fabbriche rimangano luoghi di lavoro e non caserme o penitenziari. Se non avessimo avuto le Commissioni Interne le condizioni dei lavoratori, oggi, sarebbero ben differenti. Gli industriali probabilmente avrebbero trovato una classe lavoratrice non unita e perciò più facile da dividere e il loro scopo di ottenere un maggior profitto con un aumentato ritmo di produzione più facile da raggiungere.

E' per raggiungere questo scopo che il padronato lotta contro te C. I. d'altro conto questa lotta sta a valorizzare l'enorme importanza che hanno per i lavoratori la difesa e la conservazione di questi organismi. Se si vuol comprendere meglio l'importanza delle C. I. per noi della Tecnomasio basta ricordare le lotte sostenute con la guida della C. I. per mantenere e migliorare le conquiste ottenute in questi anni; non sbagliamo sicuramente affermando che senza la nostra C. I. non si sarebbe ottenuto nulla.

La lotta per il premio di produzione e successivamente per il suo miglioramento, la lotta per le rivalutazione, per gli aumenti di merito' per il miglioramento dei cottimi prima e contro it tentativo di taglio dopo, per il contratto di lavoro e per la sua applicazione, per l'assegnamento delle categorie, per gli indumenti di lavoro, per il miglioramento della mensa per lo avvicinamento delle paghe femminili e quelle maschili, per i superminimi ed ancora si potrebbe dilungarsi per molte righe tante sono state le lotte sostenute e portate a termine vantaggiosamente per i lavoratori, tante sono state te questioni in generale e sopratutto personali di ogni singolo lavoratore che sono state risolte dalle C. I. sue-

le proposte per pegni

La Confindustria tenta poi di istaurare un clima di terrore nelle fabbriche e tutto questo perchè si vuole aumentare i già favolosi profitti non con un'aumento della produzione, ma bensì con un crescente aumento dello sfruttamento sui lavoratori. Da qui sorge per questi signori, la necessità di combattere gli organismi unitari che possono intralciare questi piani: le Commissioni Interne. Questa politica dettata dalla Confindustria fa si che in molte fabbriche regni la discriminazione politica e sindacacedutesi sin'ora nella nostra fabbrica. Se potessimo addizzionare le cifre ottenute dai risultati di queste lotte ci accorgeremmo che esse sono dell'ordine di centinaia e centinaia di milioni che dal 1945 fino a questo momento si sono trasferite dalla cassa della Direzione ai nostri modesti bilanci famigliari. E' naturale, quasi, che il padronato lotti contro le C. I. per(Con inua e pag. 4

le, che si creino « campi di concentramento » e climi di terrore, che si intervenga col ricatto nelle elezioni per il rinnovo delle C.I., che non si risolvano i problemi aziendali posti dai lavoratori. Di ciò ne abbiamo la prova anche noi della Tecnomasto ove problemi come il riproporzionamento dei cottimi, il premio di produzione, la Cassa Assistenza ed altri che potrebbero essere risolti senza creare una situazione anormale all'interno della fabbrica, non vengono risolti per il rigido comportamento della Direzione verso i lavoratori. Questa è in sintesi la politica che Governo e Confindustria stanno seguendo però, il malcontento creato da questo indirizzo politico, ha fatto si che sempre numerose schiere di italiani si schierassero contro. L'opinione pubblica contro questa politica, si è fatta così forte da far capire anche a molti deputati, senatori e dirigenti del partito di maggioranza ove realmente sta l'interesse del nostro paese per cui vi è bisogno di una svolta politica verso la classe lavoratrice ed il popolo. Una prova di ciò la si è avuta durante le elezioni per il Presidente della Repubblica ove l'on. Gronchi, stimato per le sue posizioni popolari, è stato eletto Presidente della Repubblica coi voti delle sinistre e di molti' se(Continua e ipso. 4)

I CANDIDATI ALLE ELEZIONI PER IL RINNOVO DELLA C. I.

PILADE

AMBROGIO

ATTILIO

ALDO

VITTORIO

PESCANTE NELDA

VALENTI LUIGI - Ufficio Tecnico

VIRGILIO - F. M. BOSI GIUSEPPE - Ufficio Tecnico

REDAELLI DEFENDENTE - Ufficio Produzione

FRANCO - Ufficio Tecnico

- U.I.L.M. Operai

FRANCO rep. 83

GIUSEPPE » 85

GIORGIO

SETTIMO - Ufficio Paghe

GIUSEPPE - Contr. off.

BIANCHI LUIGI rep. 74

BOSATRA ESTERINO » 72

CAVALLINI

C.G.I.L.
M. Operai
LORANDI
SALA
PEDRONI
VITALONI
SPERIANI
SASSI
GRICINI
OTTOLINI
rep. 42 » 60 » 59 » 62 » 59 » 76 » 31 » 41 83 Impiegati
LISTA UNITARIA
- KIP
CORINALDESI MARCELLO
G.
ENRICO
FAINI
NEGRI
6.1 Impiegati
PABA
C.I.S.L. - F.I.M. Operai
SUSANI
U.I.L.
VARENA
ZERBINI
COLOCCI
MARIO » 40 ERMETI ALBERTO F. D. MANTOVANI GIUSEPPE F. A. MEAZZA GIUSEPPE Paghe PANARA CARLO rep. 74 PANDOLFI MARIO » 58 ROSSI LUIGI » 41 Impiegati BALCONI LUIGI - F. A. FIORE VINCENZO - F. M. MAINO RENATO - Ufficio Commerciale ROBBIANI ANTONIO - Ufficio Trazione SALA NAPOLEONE - Ufficio Paghe COMPONENTI COMITATO ELVIT Oli/A.1.E: F.I.O.M.: SCALA ALBERTO e CARRA VINIC10 C.I.S.L.: ROVETI e TONANI U.I.L.: REBASTI e MANTICA Una copia l. 10 Anno 11 N. 5 -2 Giugno 1955 - Redazione: presso la E.I. di fabbrica r 49§ id 04 i UN O» Periodico dei Lavoratori del Tecnomasio r IL 7 GIUGNO SI VOTA PER IL RINNOVO DELLA COMMISSIONE INTERNA
Con la lotta gli impiegati ottennero la conferma dei loro diritti
Le Comm. Interne organismi unitari per la difesa dei diritti dei lavoratori

E' POSSIBILE TROVARE DEI PUNTI D'INTESA Il CAPO OFFICINA e le bandiere Tricolori tra i programmi delle tre Organizzazioni

Programma della lista unitaria F.I.OM..

La lista Unitaria FIOM presenta ai lavoratori della Tecnomasio un programma elaborato cd1 concorso dei lavoratori durante le assemblee di reparto. La Lista Unitaria FIOM è sicura, dopo l'operato svolto dai suoi rappresentanti nella C.I. uscente di ottenere nuovamente la fiducia degli impiegati e degli operai della nostra fabbrica.

-programnía che i Candidati della Lista Unitaria FIOM si propongono con il concorso dei lavoratori, di attuare è il seguente: Sia concordata tra la C.I. e la Direzione la determinazione delle tariffe di cottimo riferendole alla nuova paga conglobata, secondo i principi fissati dal Contratto di Lavoro, affinché ad ogni aumento della produzione o del rendimento, corrisponda un aumento di tutta la paga conglobata, sia per i cottimisti che concottimisti.

Miglioramento P r e m i o di

Produzione: considerando dai 5 milioni di kg. in avanti la produzione utile agli effetti del premio, anziché dai 6 milioni di kg. come è attualmente e lasciando invariate le altre quote.

Passaggi di categoria operai ed impiegati, aumenti di merito sulla base dell'anzianità e delle mansioni, con la abolizione dei limiti finora posti dalle rispettive categorie.

In considerazione che le prestazioni mutualistiche sono in continua diminuzione e la CALT non è in grado, per le note ragioni, di poter far fronte alle esigenze, si propone di adottare le misure necessarie al potenziamento dell'istituzione, alfine di as-

sicurare una più corrispondente assistenza ai lavoratori.

Assunzione di tutti gli allievi della Scuola Aziendale assegnando loro la qualifica corrispondente alle attitudini dimostrate.

Costruzione e miglioramento attrezzature e qualità della mensa — pagamento della indennità sostitutiva sulle festività, ferie e malattia. Corresponsione dell'indennità caropane per lavori pesanti a tutti quei lavoratori che ne hanno diritto. Che sia programmato un piano per la costruzione case per dipendenti. Per le Colonie che sia svolto un controllo periodico sanitario presso le stesse dal medico di fabbrica ed un controllo periodico da parte della C.I.

Per l'asilo nido l'impegno che sia applicata la Legge 860 sulla tutela della maternità onde ottenere la costituzione di un asilo nido aziendale o interaziendale, in attesa sia

corrisposto un assegno sostitutivo alle lavoratrici interessate.

11) Applicazione degli accordi interni per la fornitura gratuita degli indumenti di lavoro.

Programma C.I.S.L.

La Sezione Sindacale della CISL non ha potuto inviarci il suo programma perchè, sino al momento che il giornale stava per andare in macchina, non_ l'aveva ancora preparato.

Programma della lista U.I.L.M.

Quest'anno la UILM si presenta agli operai ed impiegati del TIBB forte del riconoscimento che i lavoratori di ogni settore produttivo italiano, danno ad essa ed alla sua azione sindacale. Nella nostra fabbrica vi sono molti problemi da risolvere e nel programma elaborato dal nostro Gruppo Aziendale si è tenuto conto dei più urgenti.

Abbiamo esaminato i programmi della Lista Unitaria

F.I.O.M. e del Gruppo Sindacale U.I.L.M. e, mentre ringraziamo di aver risposto alla nostra richiesta, abbiamo constatato che alcuni punti dei due programmi sono affini. Sebbene non abbiamo avuto, e ce ne dispiace, i programmi della C.I.S.L., pensiamo che anche alcuni punti di esso, specialmente per quanto riguarda la soluzione del problema dei cottimi e del premio di produzione, possano conciliare a quelli delle altre Organizzazioni. Prendiamo atto che su alcune questioni della massima importanza vi è una unità d'intenti, noi auspichiamo che le altre tre Organizzazioni di fabbrica, lasciando a parte ogni pregiudizio, si uniscano per tutti i problemi che maggiormente assillano i lavoratori e trovino una concreta linea d'azione. Ai nuovi lavoratori che verranno eletti « Il Trasformatore » rivolge un vivo saluto ed un augurio di buono e proficuo lavoro. La Redazione.

Questo è il programma che è nostro intendimento fare per dare ai lavoratori delle migliorie: Soluzione definitiva del problema cottimi. Revisione del Premio di Produzione. Indennità mensa sugli istituti contrattuali. Assistenza Aziendale più completa. Aumenti periodici per operai. Aumenti di merito impiegati ed equiparati. . Inscindibilità fino alle 48 ore per gli impiegati d'officina e per gli equiparati. Un programma quindi che può trovare la sua soluzione aziendale a prescindere da ragioni politiche. La UILM ritiene che il voto dei lavoratori del TIBB ai suoi candidati permetterà, quanto su esposto, di tramutarsi in benefici economici duraturi.

Il Gruppo Aziendale dell'UILM

Furon messe le bandiere Tricolori a penzolare. Volevam le nostre schiere di caduti ricordare. Rammentare (era d'intento) anche a Lei , signor Velati che non è poi tanto tempo che ci siamo liberati. Scusi tanto, fosse rossa la bandiera; ma perdiana Ella può pensar sommossa al veder quella italiana?

Oppure crede che per noi basti il rosso e il nostro core non s'infiammi prima o poi per l'àfriato • fricolòrè?

Ella è stata testimone di una lotta portentosa perchè oggi ancor si pone su una strada sì scabrosa?

Non ricorda che quell'anno le catene abbiam spezzato?

Lei aveva molto affanno non l'abbiamo dimenticato!

Ecco lasci come prima, lasci fuori il tricolore Lei è un buon capo officina. A noi lasci il nostro ardore! Giacomino

I giovani della fabbrica

E' uscito, edito dalla sezione

Sindacale Cisl, un volantino in cui ci si taccia di giornale di patte, di seminatori di discordia, di voler valorizzare lotte che non hanno condotto a nulla dando la colpa alla CISL, mentre, affermano, che tutto quello che si è ottenuto sin'ora non è stato grazie alla lotta ma grazie ai loro buoni uffici.

Crediamo che a far uscire questo volantino siano state alcune considerazioni fatte da « Il Trasformatore » circa l'operato della CISL durante l'ultima lotta sostenuta dai lavoratori e guidata dalla C.I. Noi abbiamo anche criticato, in alcuni casi, anche la C.I. ed altri organismi di fabbrica quando questi non operavano nel modo più giusto e non hanno tenuto conto di alcune situazioni della fabbrica. Coerenti a questo diritto di informare i lavoratori e di criticare coloro che dovrebbero difenderli, criticammo anche l'operato svolto dagli esponenti della CISL durante l'ultima lotta. Questa critica non fu fatta tanto per criticare ma come per fare capire a questi che solo con la lotta, guidata dalla C.I., i lavoratori ottennero le 300.000 lire per il pagamento della festa di S. Stefano agli impiegati d'officina, i 7 milioni circa per il pagamento degli arretrati sull'accordo 12-6-54, i 10 milioni di anticipo sul premio di produzione del '55, il milione come

anticipo sulla quota prevista per la CALT a cui si sono aggiunti altri 2.400.000 lire, il 1.500.000 lire circa per il pagamento caro pane sulle 200 ore del "54.

Noi siamo del parere, e le dimostrazioni non mancano, basta guardare la lotta condotta dagli impiegati, che se questa lotta fosse stata condotta in modo unitario si sarebbe ottenuto di più.

Diverse volte noi abbiamo chiarito perchè è sorto il « Trasformatore », ancora una volta lo vogliamo ripetere con la speranza che chi non ha ancora capito, o non ha voluto capire, voglia modificare il proprio atteggiamento. « II Trasformatore » è sorto per rafforzare l'unità di tutti i lavoratori all'interno della fabbrica, per far di esso un'arma in mano ai lavoratori per la difesa dei loro diritti, ed è per meglio assolvere a questi compiti che abbiamo chiesto e chiediamo, orni qual volta è necessario, la collaborazione di tutti. Noi già nei passato, su problemi di fondo che interessavano e che ancora interessano i lavoratori, chiedemmo l'opinione degli esponenti della CISL, ma non ottenemmo mai risposta. La chiedemmo sul N. 10 del dicembre "54 sullo scottante problema dell'aumento degli affitti, ma non ricevemmo risposta. Su questo problema ci recammo anche dal signor Ortolani, re-

sponsabile organizzativo della CISL ma non lo abbiamo mai trovato, forse perchè eravamo sfortunati.

Sul « Trasformatore » del 2 marzo ponemmo alcune domande agii esponenti della CISL sulla questione della Mutua, della CALT e dei cottimi ma anche in questa occasione non ricevemmo. risposta.

Con questo abbiamo voluto dimostrare che « Il Trasformatore >, non è un giornale di parte, ma che esso tende a far conoscr ,re a tutti i lavoratori le posiloni delle correnti sindacali sui maggiori problemi che sorgono in fabbrica e fuori dalla fabbrica. Noi cercheremo sempre le opinioni delle varie correnti 'sindacali u i problemi fondamentali in quanto, anche se le risposte saranno diverse, conterranno sempre dei punti in comune che noi porteremo alla luce per aiutare il crearsi di una piattaforma unitaria la quale porti i lavoratori a lottare unitariamente. Per questo « Il Trasformatore » non potrà mai istigare all'odio, ma cercherà sempre la collaborazione di tutti coloro i quali hanno veramente a cuore l'unità di tutti i lavoratori, è per questo che speriamo il modificarsi dell' atteggiamento sin'ora avuto dalla Sezione Sindacale della CISL nei confronti de « Il Trasformatore ». —

LA REDAZIONE

Gia da molto tempo il problema giovanile nella fabbrica si faceva sentire come caso particolare. Oggi, invece, con l'aumento, sebbene minimo dei giovani è divenuto scottante. Vediamo ora di esaminare alcuni aspetti di questo problema che non è mai stato affrontato seriamente. Una prima questione la troviamo nelle Sale Prove ove la maggior parte dei tecnici sono giovani che chiunque elencherebbe nella categoria impiegatizia, mentre invece sono tenuti ancora operai, anzi vi è di più. Parte di questi tecnici erano giovani operai che, grazie ai loro studi, sono passati alle Sale prove; orbene la maggior parte di questi percepiscono uno stipendio inferiore a quando erano operai. Perchè, si dice, che essi sono stati messi in Sala Prove per imparare, ed una volta che avranno imparato bene potranno far carriera; molti sono da anni in Sala Prova ma di carriera non ne hanno fatta, anzi hanno paghe basse ed il cottimo è più basso di quando erano nei reparti, mentre è aumentata la loro responsabilità. Con tutto questo si tenta di sfruttare le loro capacità e non incasellandoli nella giusta categoria se ne sminuisce il loro lavoro e si umilia questi giovani che hanno compiuto e che compiono dei grandi sacrifici per studiare. Quando qualcuno di questi cerca il passaggio di categoria le risposte dei loro superiori sono alquanto meschine e valga per esempio quella data ad un giovane perito da un capo di Sala Prova: « Ma se lei ragiona così è un comunista, questa è utopia > e troncò la discussione. Nella scuola di fabbrica il problema è alquanto serio. I giovani si trovano nella condizione di dover affrontare due scuole: quella interna ed una serale, cosicchè non trovano il tempo per svagarsi e, auel che più conta, non trovano il tempo per un'adeguato riposo.

A questa va aggiunta una questione che assilla questi giovani: essi hanno il timore che gli esa-

Al reparto 71, prima 83, esistevano, prima della guerra, 6 aspiratori i quali aiutavano ad espellere il fumo e la puzza che la grande officina emanava e che saliva in alto, orbene durante il periodo bellico tre di questi aspiratori vennero tolti. Ora dopo dieci anni dalla cessazione delle ostilità gli aspiratori sono ancora 3, esistono sì gli altri tre buchi ma gli aspiratori mancanti non sono ancora ritornati. Questo mancato ritorno fa sì che ogni qual volta al grande montaggio si

minatori vengano a sapere che il giovane tende verso una idea politica o verso un'altra. se questo si verificasse temono che il giovane verrebbe licenziato o mandato in fa fabbrica con la qualifica di 4' categoria (manovale) anche se avesse gli studi adatti per essere di una categoria superiore. Noi speria mo sinceramente che fatti simili non debbano avvenire e consigliamo i giovani a non avere simili preoccupazioni. Le fatiche dei giovani della scuola poi vengono remunerate in modo alquanto modesto: L. 15.000 mensili ed un mese di ferie del quale ne viene pagata solo una settimana. Come si vede la famiglia del giovane non puà far conto di questo stipendio che tra l'altro non serve neppure per le tasse e le spese della scuola esterna.

Nei giovani operai già qualificati (2 categoria) usciti dall'apprendistato da parecchio tempo, le condizioni non sono delle migliori.

La maggior parte di questi sono ancora, dopo 4 anni, al minimo di paga malgrado molti di essi eseguano lavori uguali a quelli degli operai « coi baffi Al reparto quadri due giovani stanno montando, e forse è stato già finito, un quadro, ebbene ambedue sono al minimo di paga. Al reparto grosso montaggio un'altro giovane operaio, in mancanza del primo operaio andato in trasferta, ha proseguito il lavoro senza errori ed anch'egli è da quattro anni con L. 46 orarie. Di questi esempi se ne potrebbe descrivere per quasi tutti i reparti. Questa che abbiamo descritta è la situazione generale in cui versano i giovani lavoratori della nostra fabbrica, da notare che in essa mancano -i problemi dei giovani e delle giovani impiegate che sicuramente sai anno molti, orbene questi noi li portiamo a conoscenza della nuva C. I. perchè essi vengano affrontati e perchè vengano chiamati i giovani, aiutati da tutti i lavoratori, a lottare per la loro giusta risoluzione.

saldi elettricamente o comunque si eseguano lavori che provocano del fumo al reparto 71 resta quasi una specie di nebbia che dura parecchio prima di scomparire anche perchè i tre aspiratori funzionanti sono posti lontani gli uni dagli altri. Non è possibile ora, che siamo in periodo di pace, far applicare i tre mancanti? Noi crediamo che la spesa non sia eccessiva ed è per questo che confidiamo che il signor Fassina voglia far provvedere in merito.

pag. , 2 Il Trasformatore
il “Trasformatore„ è sorto col compito di rafforzare l'unità dei lavoratori
hanno dei prcblemi da risolvere!
Al Repe 71 mancano gli aspiratori
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Crediamo sia nostro dovere, in questo numero in cui ricordiamo il IX anniversario della Repubblica Italiana, pubblicare il diario di un nostro compagno di lavoro caduto per la costituzione di questa Repubblica. Arturo Cavagnoli aveva 17 anni quando venne arrestato assieme ad una ventina di altri giovani della nostra fabbrica perchè facente parte del gruppo del Fronte della Gioventù d el Tecnomasio. Egli, sebbene così giovane, seppe scegliere la via per combattere il nazi-fascismo, seppe scegliere la via, impugnando le armi, per liberare l'Italia dalla tirannide e dalla schiavitù. Venne arrestato il 19 dicembre 1944, portato in Via Pace e picchiato, poi a San Vittore ove subì diverse angherie e poi spedito a Bolzano. A causa delle percosse e dei maltrattamenti subiti si ammala e poi, dopo la Liberazione, viene condotto a Garbagnate ove, di 18 anni, muore.

INTRODUZIONE

Siccome: svolgevo attività clan„destina contro i nazifascisti, potevo attendermi questa notizia da

Il Diario di Arturo Cavagnoli caduto per la libertà

un momento all'altro. PARTE I. 18 Dicembre 1944: ore 7,30, vengo a sapere, per mezzo di un mio compagno di lavoro, che parecchi miei amici sono caduti nelle mani dei nazifascisti.

Al momento mi trovai imbarazzato; ma poi mi decisi di entrare ugualmente in stabilimento. Molti altri compagni mi riferirono del fatto. Io stetti tutto il giorno in guardia ma non accadde nulla.

19Dicembre 1944: ore 7,40, mi decido di entrare egualmente in stabilimento. Verso le ore 10,30 mentre stavo parlando con una donna, di quello che era accaduto; ecco arrivare gli sbirri della SS. italiana e aviazione repubblichina. Li ci prendono una de-

I lavoratori italiani si apprestano a festeggiare la data del 2 Giugno, in un clima di accesa tensione e di lotta.

Il padronato italiano, fortemente legato all'imperialismo straniero, coadiuvato da un governo servile e acquiscente agli interessi dei ricchi, ha intensificato la sua grande offensiva contro i lavoratori italiani di ogni settore e categoria, calpestando impunemente e senza scrupoli la Costituzione Italiana, nata il 2 Giugno 1946 per volontà del Popolo e col grande contributo della classe lavoratrice.

In questi giorni ha avuto terimine il mandato della nostra C.I. .eletta lo scorso anno e composta da 7 membri della FIO e da 2 della CISL.

Noi possiamo dire che il lavoro svolto da questa C.I. è stato certamente il più proficuo a favore dei lavoratori tra tutte le C.I. sinora succedutesi ed è per questo che riteniamo giusto, men= tre ringraziamo Corineldesi, Vitaloni, Ascari, Lorandi, Ottolini, Bosi, Valenti, Balconi e Fiore per i sacrifici e l'opera svolta nello scorso anno, ricordare i principali risultati ottenuti dalle lotte con-

dotte dai lavoratori guidati dalla

C.I. Per il Conglobamento è stato ottenuto il riporto totale sulla nuova paga dei superminimi e degli aumenti di merito per operai ed impiegati.

Per il Premio di produzione è stato ottenuto un'acconto di 10 milioni sulla produzione dell'anno 1955, inoltre la Direzione si è presa l'impegno di rivedere il congegno del premio stesso per una formulazione favorevole per i lavoratori. Per la Cassa Assistenza è stato ottenuto un'acconto di un milio-

Successi ottenuti dalle lavoratrici grazie al lavoro della C.I. uscente

Fra i problemi delle lavoratrici. che, grazie all'azione e alla lotta unitaria delle lavoratrici condotta sotto la guida della Commissione Interna, sono stati risolti ne ricordiamo alcuni:

La maggiorazione sulla percentuale di cottimo (passando dal 60 al 65% e in caso di lavorazioni che richiedono maggior attenzione anche al 70%) ottenuta per le operaie del reparto 30; gli aumenti di merito ottenuti per numerose operaie dei reparti 30, 32, 83, la sistemazione dell'orario di lavoro per oltre 40 operaie dei reparti 75, 76, 83, 88 che è stato riportato da 40 a 48 ore settimanali; il passaggio della lavorazione ad economia a cottimo per alcune operaie del reparto cianografia, con un beneficio di circa 20 lire orarie (aumentando la percentuale dal 40 al 100%. Inoltre la soluzione della vertenza, sostenuta dalla Fiom, per l'operaia licenziata Vitali Maria per la quale si è ottenuta una liquidazione extra contrattuale di ben 200.000 lire.

Nell'affrontare e risolvere questi problemi la lavoratrici hanno sempre visto al foro fianco i membri della C. I. che si sono battuti per la soluzione di queste vertenze.

cina e ci portarono in camion alla caserma dell'aviazione sita in via Pace a Milano. Li combinazione vuole incominciarono da me, ci diedero la nostra aspettata ramanzina. Poi ci mandarono in una cella abbastanza ampia dove vi trovai i miei compagni che hanno arrestato prima di me. Dunque io se volevo avevo tutte le possibilità di fuggire. Prima che mi arrestassero avevo davanti a me una giornata e mezza, ma a quello dei miei genitori preferivo il mio arresto. A mezzo giorno ci diedero da mangiare , a riguardo al mangiare non c'era da lamentarsi: perchè' era abbastanza buono ed abbondante. Per 10 giorni l'ho passata così. 29 Dicembre: Fino a questo giorno tutto era andato normale, Si tenta di smobilitare le fabbriche, quando gli interessi degli industriali vedono altrove maggiori profitti, si vuol privare i lavoratori dell'esercizio dei loro più sacrosanti diritti all'interno delle fabbriche, si inaspriscono i contrasti anche con categorie di cittadini sui quali, l'attuale Governo aveva basato la sua stabilità inducendol i a durissime lotte per ottenere un più dignitoso tenore di vita; si antepongono gli interessi del Paese a quelli dei padroni nostrani e d'oltre Atlantico mettendo in gioco finanche l'indipendenza nazionale, la ne già versato e l'impegno di versare ancora L. 1.400:0.00 sui 4 milioni che la Direzione intendeva togliere.

Si è provveduto a normalizzare l'orario di lavoro, in quei reparti ove si effettuava l'orario ridotto, attraverso l'immissione di lavoratori a lavoratrici in altri reparti, in tal modo si è creata una graduale ripresa della normalità.

Inclusione nella liquidazione della quota di indennità mensa, della media reale di cottimo e dell'8 % di incidenza della gratifica natalizia.

Questo trattamento è in vigore dal 1° gennaio del 1955 dopo la denuncia fatta sul giornale di fabbrica.

Vi sono, naturalmente, importanti altri problemi che interessano le lavoratrici della nostra fabbrica: problemi di reparto, problemi individuali oltre a quelli di carattere generale che riguardano tutte le lavoratrici memetallurgiche; vogliamo sottolineare anzitutto il problema dell'avvicinamento delle paghe femminili a quelle maschili; quello del giusto incasellamento delle categorie femminili; del rispetto della legge sulla tutela della maternità con la costruzione degli asili nido per i bimbi delle lavoratrici, oppure, in attesa che i nidi siano costruiti, la corresponsione di un assegno mensile di mancato nido per le donne che hanno bimbi inferiori ai 3 anni e che sono costrette a sopportare spese di parecchie migliaia di lire al mese onde farli custodire durante la loro assenza (così come hanno ottenuto le lavoratrici della fabbrica Branca di Milano).

Tutti questi problemi, anche se già contenuti nel programma presentato da alcune organizzazioni sindacali, li vogliamo rammentare alla nuova, sicuri che si batterà per il riconoscimento dei sacrosanti diritti delle donne lavoratrici.

ma alle ore 12 siamo usciti dalla cella montiamo su un camion e via per molte vie della città (Milano. Poi si capì che s'andava a S. Vittore. Ed ora eccoci in via Filangeri 2. Il camion si ferma, scendiamo e ci fanno entrare in portineria sempre con i mitra puntati. Ad uno ad uno ci tolgono tutti i nostri piccoli oggetti compreso denaro; e poi ci destinano le celle. Nella mia cella siamo in tre; due ragazzi compreso me ed un operaio della Vanzetti.

Li passiàmo 19 giorni sempre solitari a guardare le quattro pareti. Una mattina in questi 19 giorni, due detenuti sono fuggiti, ed allora il sergente della SS. Franz ex aguzzino delle carceri di Varsavia, alle ore 14 ci tensione nel Paese si acuisce sempre più, discriminando i cittadini per le loro tendenze ideologiche e politiche.

Tutto ciò, ignorando nel modo più scandaloso che la Costituzione Italiana prevede ben altri indirizzi per la politica del nostro Paese.

Ma ben si sa, che la Costituzione Italiana è stata definita una trappola dall'attuale presidente del Consiglio e che quindi il calpestrarla e il rinnegarla è il fatto essenziale degli attuali gover-” nanti.

Ma il Popolo è vigile, il Popolo sa difendere le sue istituzioni contro chiunque e i fatti fin qui lo dimostrano. Il Popolo italiano non permetterà mai che quanto ha saputo darsi con la gloriosa lotta di liberazione nazionale, attraverso una tenace resistenza possa esserle impunemente strappato.

Con i lavoratori all'avanguardia, la lotta del Popolo impedirà a quanti minacciano la Costituzione, di fare di Essa uno strumento da usare contro le classi più povere della Nazione: la Costituzione è nata per dare alle masse popolari una vita dignitosa per salvaguardarle dall'avidità dall'ingordigia dei ricci lo spirito che ha sospinto il popolo verso questa affermazione e che ha loro permesso di dare all'Italia un nuovo volto, riscattandola dall'onta e dalla vergogna nella quale era stata gettata dal fascismo e dalla borghesia del nostro

fa riunire in cortile ci mette in fila per due e poi di corsa in giro per il cortile; una corsa che non finiva mai tutti si sbuffava sudati benchè faceva freddo poi non contento ad un suo segnale bisognava gettarsi per terra poi su e via dicorsa, e così in seguito per un bel pò di tempo poi non ancora contento ad un altro suo segnale bisognava gettarsi a terra e camminare con i gomiti e la punta dei piedi, cose dell'altro mondo, c'erano vecchi padri di famiglia che piangevano: chi chiamava le nostre mamma, tutti i Santi ma nessun mezzo, fino alle 17 di sera per tre giorni di seguito questa musica funebre che faceva venire i brividi anche al meno tenero di cuore.

(Cont. al prossimo numero)

Paese, è più che mai vivo in tutti gli uomini veramente democratici e sinceramente amanti della pace, e sarà questo spirito di rinnovamento e di giustizia, che alfine prevarrà.

Già un grande passo è stato compiuto sulla via della valorizzazione della Costituzione. Il partito di maggioranza, con i suoi Scelba e Fanfani, che intendeva, nell'occasione della elezione del nuovo presidente della Repubblica Italiana, imporre al Paese un Presidente di parte, grazie alla lotta delle sinistre ed ai sentimenti di libertà e democrazia che albergano negli animi di numerosi deputati cattolici, ha dovuto subire una grave sconfitta, ed accettare un uomo, che pur proveniendo dalle file del partito Democristiano era osteggiato dagli attuali uomini di governo, in quanto figura sinceramente democratica e non aliena a piegarsi al sopruso ed alle ingiustizie.

I lavoratori del Tecnomasio, mentre si preparano a festeggiare solennemente il 2 Giugno, inviano al nuovo Presidente, On. Gronchi, il loro saluto e augurio, auspicando che Egli sappia tener fede alle aspirazioni del Popolo Italiano, e che faccia del suo messaggio di pace e di distensione, rivolto a tutta la Nazione nel corso del suo discorso di insediamento alla presidenza della Repubblica, il vessillo della rinascita per dare all'Italia una vera politica di pace, di progresso e di indipendenza nazionale.

Per le vertenze sui licenziamenti la C.I., oltre alla costante ed efficace azione contro ogni licenziamentb, si è sempre ottenuto per il lavoratore licenziato una indennità superiore a quella prevista dal contratto di lavoro.

Si sono ottenuti dei passaggi di categoria nei reparti 30, 31, 36, 69, 83 per un congruo numero di lavoratori.

Nello stesso momento sono stati ottenuti aumenti di merito per 76 lavoratori dei reparti 30, 31, 36, 41, 42, 59, 72, 83 e per altri reparti. Per tutti i lavoratori dei reparti 30, 31 è stata aumentata la percentuale di cottimo del 5%, inoltre è stata condotta nella fabbrica un'azione costante contro il taglio dei cottimi e per il reparto 69 una percentuale extra per quei lavoratori in attesa macchine. E' stata normalizzata per i lavoratori guardie, portieri e autisti la retribuzione ottenendo inoltre per tutti la corresponsione di L. 50.000 • ad personam > quale saldo arretrati. Per il lavaggio delle tute si è presentato alla Direzione un progetto per la sua regolamentazione inoltre la C.I. si è sempre interessata per l'assistenza ai lavoratori sia per i prestiti che per le pratiche dell'INA Case che per altre questioni. La redazione de • Il Trasformatore », sicura di interpretare il sentimento di tutti i lavoratori, ringrazia tutta la C.I. uscente per il lavoro svolto.

Solidarietà dei lavoratori con i professori in lotta!

Quando noi lavoratori delle fabbriche siamo costretti a scendere in sciopero per ottenere dai padroni quello che con lunghi mesi di trattative e di discussioni, non si è riusciti ad avere, i giornali cosidetti indipendenti, quelli al servizio dei padroni e quelli filo o para governativi, ci accusano di essere una massa di incolti e di incapaci. Di essere privi di un pizzico di ingegno che ci faccia ragionare e quindi manovrati da oscure forze al servizio di potenze straniere che vogliono sovvertire le sorti dello stato attraverso l'infrazione o chissà qual altra diavoleria di cui ci ritengono capaci, o almeno se non noi, quelle forze che ci manovrano.

Ora che la politica del Governo Scelba-Saragat ha indotti, dopo una lunga serie di trattative di • chiarificazioni ', a scioperare anche una insospettata, almeno fino ad ora, categoria di cittadini nientaff atto incolta e incapace di ragionare, ci è venuto facile il chiederci quali saranno gli acrobatismi che quei signori giornalisti, di quella stampa più su accennata, saranno costretti a fare. Ma non era con spirito pole-

mico che volevamo tracciare queste righe. I lavoratori ben sanno, come peraltro ormai hanno imparato a veder chiaro nelle cose del lavoro anche coloro i quali giudicavano con diffidenza le lotte dei lavoratori, che quando si è costretti a scioperare lo si fa coscienti dalla necessità di venire fuori da una situazione resasi insopportabile e assolutamente inconciliabile con le più elementari regole del vivere civile.

Volevamo solo esprimere la nostra piena solidarietà con i professori delle scuole medie in lotta contro la caparbia incomprensione degli uomini che conducono l'attuale Governo, sicuri di interepretare il sentimento di tutti i nostri compagni di lavoro. Perchè noi, che solo attraverso durissime lotte, riusciamo a conservarci con l'amaro pezzo di pane, la dignità di uomini liberi; non possiamo non capire e ovviamente essere al fianco di coloro che per la loro dignità, per una vita migliore e in questo caso specifico, per l'avvenire anche dei nostri figli e del paese, lottano per piegare chi li vorrebbe osseguienti e succubi ai loro interessi.

Nel X° anniversario della Liberazione
FI Trasformatore P09.
LE REALIZZAZIONI DELLA C.I. a favore dei Lavoratori
Il messaggio del Presidente della Repubblica sia il vessillo per il rispetto della Costituzione

e" LA VOCE. N CASTIIIIA••• SI VOTA COSI'

Una schiarita nel tetro clima della guerra fredda si potrebbe definire la firma di questo trattato di pace che conclude favorevolmente trattative durate molti anni e che sembrava insolubile agli occhi dei pessimisti in buona o cattiva fede.

La politica della guerra fredda, impostata sulla aprioristica impossibilità della distensione e della coesistenza, aveva dato coi suoi amari frutti di occupazione straniera, di sospetto, perdita della indipendenza, di oneri gravosi anche in senso di insofferenza per il perdurare di questa situazione.

Nazioni come la Norvegia e la Danimarca, che pure fanno parte del Patto Atlantico, si erano già rifiutate di concedere il proprio territorio per costruirvi basi militari straniere, conscie del pericolo che esse rappresentavano, in Norvegia era sorto pure un partito neutralista.

Uno dei caposaldi della guerra fredda, la divisione del mondo in due blocchi economici senza scambi fra di loro, si era progressivamente rivelato un danno reciproco, per cui un numero sempre più grande di nazioni si era parzialmente sottratte alla catena delle liste nere di merci non esportabili, perfino gli -Stati Uniti hanno deciso di unirsi parzialmente a questa generale tendenza.

Il trattato di pace austriaco è sorto in questo nuovo clima, che neppure il riarmo tedesco connesso ai trattati di Parigi (U.E. O.) aveva potuto totalmente oscurare in coloro che credono tenacemente nella intelligenza e

nella buona volontà degli uomini, e che sono decisi a lottare per un mondo di pace.

Il trattato austriaco dimostra che ha vinto la comprensione degli interessi reciproci, sulla faziosa concezione di coloro che vorrebbero impone il dictat: o con noi, o contro di noi!

La neutralità, fascia di sicurezza fra due mondi ancora artificiosamente ostili, rappresenta una garanzia contro eventuali pericolose provocazioni di guerra, e soltanto coloro che vedono con dispetto diminuita questa possibilità, possono vergognosamente avversarla.

I PORTUALI GENOVESI HANNO VINTO

Dopo più di cento giorni di lotta i portuali genovesi hanno riportato una prande vittoria coronando con successo la lotta_ intrappresa contro la • libera scelta ». Essi erano scesi in sciopero affinchè gli armatori, con l'applicazione della libera scelta, non avessero la facoltà di assumere in modo indiscriminato pagando anche non in base alle tariffe stabilite. Vi è da tener presente che neanche il fascismo tentò di instaurare la • libera scelta », però ora con un Governo « sociale • come il nostro tutto può essere possibile se i lavoratori, se il popolo non vigila. Attorno ai portuali di Genova si strinsero tutti i portuali d'Italia, si strinsero tutti i lavoratori e tutto il popolo, perché si capi che essi lottavano per un giusto diritto sancito dalla nostra Costituzione. Aiuti in viveri e soldi arrivarono da ogni Paese, da ogni città, da ogni fabbrica, questi permisero ai portuali di portare a termine la loro lotta. Una delegazione di que-

sti lavoratori si recò in bicicletta a Roma per portare dei messaggi alla Camera ed al Presidente della Repubblica; l'accoglienza ricevuta da questa delegazione dai cittadini della città che attraversavano è stata commovente. La vittoria riportata dai portuali genovesi, che hanno condotto la più grande lotta di questo dopo guerra, sta a dimostrare nuovamente come la classe lavoratrice italiana non sia disposta a tollerare il ritorno del fascismo nelle fabbriche e come essa sia disposta a lottare affinché il nostro paese abbia un Governo che rispetti la Costituzione Italiana.

V Co NI

G I ir Ack !

Il 19 Giugno il CRAL del TIBB Castillia organizza l'annuale gita sociale.

Quest'anno i numerosi partecipanti si recavano al verde Passo dell'Africa; noi de < Il Trasformatore » auguriamo ad essi un buon divertimento!

Lieti eventi

Continuazione de paio. 1)

chè danno loro enormemente fastidio, perchè vedono in esse non solo gli organismi che difendono gli interessi economici dei lavoratori ma anche degli organismi che possono educare i lavoratori sino a farli assumere il posto che a questi spetta, che è sancito dalla Costruzione, di contribuire alla gestione delle fabbriche ed alla direzione del nostro paese.

La Confindustria ha prima tentato di combattere la C. I. cercando di intimidire i suoi membri e licenziandone alcuni; ma la reazione dei lavoratori è stata pronta, visti fallire, in molti casi, il sistema « duro ora è passata al sistema <democratico» Con questo sistema il padronato interviene nelle elezioni delle C.

I. mandando lettere al lavoratori, facendo minacce che se vince una determinata lista non vi sarà più lavoro, consigliando i lavoratori a votare per alcune liste di loro gradimento e così si avranno dei premi. Il padronato si sa è nemico dei lavoratori e, a volte, appare logico il suo comportamento di classe. Che non è naturale, che non può apparire logico invece è il comportamento di taluni che, dimentichi di cosa siano le C. I., si fanno in quattro oggi per sminuirne la loro importanza, per comprometterne la loro funzione unitaria, cercando di trarne profitto il padrone li aiuta ben. sapendo ove vuole arrivare, per la loro corrente sindacale.

I lavoratori della nostra fabbrica saranno tra poco chiamati per eleggere la nostra C. I., noi del «Trasformatore » ci auguriamo che queste elezioni avvengano, come è sempre avvenuto, nel modo più sereno, più democratico, più obbiettivo. E' per questo che invitiamo tutte le correnti sindacali a condurre una campagna elettorale non a base di in-

sulti, ma che tenga conto della realtà dei fatti, ed è per questo che invitiamo tutti i lavoratori a non presentarsi alle provocazioni che manifesti, stampati ed affissi da organizzazioni stipendiate dal padronato, possano contenere. Ed è anche per questo che noi inaliamo la nostra Direzione a comportarsi come negli scorsi anni, ossia a non intervenire nelle elezioni della C. I. per far si che queste si tengano in modo democratico e che possano far scaturire veramente la votentà dei lavoratori.

vota la lista prescelta applicando un segno ove vi è il quadratino della lista da voi gradita.

Per le preferenze ai candidati se ne possono scegliere quattro, segnando il quadratino a fianco dei nomi a voi graditi, per gli operai e 2 per gli impiegati.

I voti di preferenza debbono essere dati ai candidati della lista da voi votata.

La casa de' nostri colleghi di lavoro Corse ni Rino e Sbressa Bianca è stata allietata dalla nascita del piccolo Valerio Antonio.

La Cicogna ha fatto visita anche nella casa di Segalini Bruno e Rumi Sandra depositandovi un bel maschietto.

Alle puerpere ed ai bambini giungano graditi gli auguri de « Il Trasformatore ».

VOTIAMO PER UNA C.I. FORTE ED UNITARIA!

(Continuazione da pag. 1)

natori e deputati della maggioranza battendo l'uomo proposto dal Governo. Lo stesso messaggio presidenziale,' attaccato e criticato aspramente dala stampa padronale, contiene delle dichiarazioni che, se attuate, possono portare, oltre al rispetto della Costituzione, i lavoratori al posto che spetta loro per diritto. Durante il corso delle numerose lotte sostenute dai lavoratori, in parte vinte, si è verificato un fatto nuovo. I lavortori non hanno lottato più da soli ma con la solidarietà fattiva della popolazione; basti vedere la lotta condotta dai portuali genovesi, dai lavoratori della Altor, della Redaelli, della Santagostino e di altre fabbriche per rendersene conto. Insomma il popolo ed i lavoratori lottano per un nuovo indirizzo della politica ita-

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Certo che questo compito non è facile, il Governo e la Confindustria non vogliono cedere, è per questo che noi dobbiamo cementare sempre più la nostra unità. Nelle fabbriche gli organismi che possono esplicare questo compito, che possono condurre i lavoratori ad ottenere il rispetto della Costituzione, sono le C.I. Noi tra giorni terremo le elezioni per il rinnovo della nostra C.I., e per fasi che i lavoratori della Tecnomasio siano a fianco di tutti coloro che lottano per la rinascita del nostro paese, che invitiamo i lavoratori a votare per una forte ed unita C.I. la quale sappia chiamarci alla lotta non solo per ottenere le rivendicazioni poste alla Direzione, ma per ottenere una politica di pace, di benessere e di lavoro.

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