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Trasformatore tecnomaso1

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L'I.N. A.M. vuole diminuire la percentuale spettante alle Mutue Aziendali

Con una banale scusa la direzione non vuole mantenere fede agli impegni presi Pronta reazione dei lavoratori - Strano comportamento della CISL - Intervista con la FIOM, CISL ed un rappresentante della CALT.

E degli ultimi mesi dello scorso anno la pretesa dell'INAM Nazionale di voler risanare il deficit esistente in questo Ente, ammontante a 52 Miliardi, riducendo la assistenza ai lavoratori e riducendo la quota spettante alle Mutue Interne. Si voleva portare la quota che è del 1,9 e 75% all'1,60%, dopo una prima protesta la proposta venne fatta sull'1,8%. Per la nostra fabbrica ora la quota spettante per la Cassa Mutua, l'1,9 e 75%, è di circa 28 milioni, mentre per le spese di assistenza ne vengono spesi circa 29 milioni, da questo si vede come se venisse attuato il progetto di ridurre 1'1,9 e 75% la nostra Cassa Mutua non sarebbe in grado di sviluppare un'assistenza adeguata.

A tutto questo poi va aggiunto che i.1 che « Il Trasformatore » la calunnia, non vuole versare i 4 miliardi alla CALT (Cassa Assistenza Lavoratori Tecnomasio) come prescrive l'articolo 8 dello statuto anche da lei approvato.

Questi gravi fatti hanno preoccupato i rappresentanti dei lavoratori in seno alla Cassa Mutua ed alla CALT, i quali hanno fatto presente la grave situazione alla C. I.

La C. I., per rendere edotti i lavoratori della situazione in cui verrebbe a trovarsi la Cassa Mutua, se .1'INAM approvasse il suo progetto, e la CALT, se la direzione non versa i quattro milioni, ha pensato di promuovere un'assemblea di tutti i lavdratori nella quale fossero prese delle decisioni atte a salvaguardare la Cassa Mutua e la CALT. Questa assemblea venne fissata, con l'accordo di tutti i componenti della

C. I., per il 10 febbraio alle ore

15. Alcuni giorni prima, senza una spiegazione plausibile, la CISL aziendale si dichiarava solo per una fermata di protesta di mezz'ora!

Nel _pomeriggio del 10 febbraio tutti i lavoratori si fermarono recandosi in refettorio per discutere del probblema.

Degli interventi effettuati da diversi lavoratori è emerso che lo scopo dell'INAM non è quello di sanare il bilancio, esso si potrebbe sanarlo creando delle farmacie dell'INAM le quali acquistassero i medicinali dalla fabbrica, ma di far scomparire le Mutue Aziendali le quali, sebbene con minor mezzi, forniscono un'assistenza superiore a quella della INAM ed inoltae sono dirette ed amministrate dai lavoratori in un modo migliore. Per quanto riguarda la pretesa della Direzione nel non voler mantenere gli impegni statutari i lavoratori hanno visto in questa manovra una provocazione messa in atto nel tentativo di soffocare la libertà di stampa all'interno della fabbrica e con questo tentativo attuare quello che già imitava da diversi anni: non dare più i quattro milioni.

La nostra opinione per quanto riguarda l'INAM collima con quella espressa dai lavoratori nei loro interventi ín più vi è da dire che l'assistenza malattie, fatta sotto l'egida dell'INAM e della CALT, fa parte integrante del no-

stro salario, dunque tentando di ridurla, si riduce il salario. Questi è quello che vogliono i nostri industriali e coloro che dirigono l'INAM! Mentre noi lottiamo per i miglioramenti salariali questi signori ci vogliono costringere a lottare per mantenere ìl nostro salario. Ecco ciò che vogliono! Ma i lavoratori mentre conducono la battaglia per un miglioramento del loro tenore di vita, contemporaneamente si batteranno per far si; come hanno espresso nell'ordine del giorno votato al termine della riunione, che si conduca una lotta a carattere generale per la riforma del-

l'INAM, per il potenziamento delle Mutue Interne e per costringere la Direzione a mantenere gli impegni presi.

INTERVISTE

Constatata la situazione della Mutua Aziendale venutasi a creare dopo le richieste fatte dall'IN AM, e la situazione creatasi al CALT dopo il rifiuto della Direzione di pagare i quattro milioni del 1954; abbiamo rivolto alcune domande alle organizzazioni sindacali della nostra fabbrica e ad un rappresentante dei lavoratori in seno alla Mutua AContinua in I V pagina

Comunicato della F.I.O.M.

L'8 marzo ,giornata Internazionale della Donna, è per le lavoratrici di tutto il mondo una giornata di festa e di lotta.

Di festa per le lavoratrici di quei paesi ove la loro emancipazione è già una realtà e di lotta per noi che vogliamo si affermino i diritti delle donne e delle lavoratrici italiane oggi calpestati da coloro che hanno interesse a mantenerci in questo stato di inferiorità per meglio sfruttarci.

9 MARZO SCIOPERO DEI METALLURGICI !

Il fronte dei metallurgici è in movimento. Già da parecchie setUmane le diverse leghe della nostra città hanno scioperato contro il rifiuto della Confindustria a non voler trattare sulle ragionevoli richieste presentate dalla

F.I.O.M. concernenti:

Aumento di lire 13,50 orari per i! - ile comune e propor.. per le altre cateAvvicinamento delle paghe femminili e giovanili a quelle maschili. Completamento del contratto di lavoro.

Una politica economica in difesa

L'opposizione che contrappongono gli industriali a queste sensate richieste sono le solite; non possono sopportare nuovi‘ oneri, il che non è vero, in quanto abbiamo visto i profitti dei padroni dal 1953 al 1954 aumentare da tre a sette volte. La natura di questo rifiuto non vanno ricercate sul contingente economico, ma per le ragioni che abbiamo sopra accennate il loro rifiuto è di natura politica, vogliono arrivare a toglierci tuto quello che ci siamo conquistati dalla gloriosa Lotta di Liberazione ad oggi. Questo si spiega anche dalle rappresaglie che stanno compiendo nelle fabbriche, licenziando membri di Commissione Interna e gli attivisti della F.I.O.M., istaurando un clima di tipo fascista togliendo ogni libertà politica e sindacale.

Nei primi giorni di marzo la nostra categoria scenderà in sciopero generale regionale, alla quale si affiancheranno altre regioni e il nostro obiettivo sarà quello di costringere la confindustria a trattare. E evidente che, se anche dopo questa manifestazione i padroni non vorranno discutere, arriveremo allo sciopero Nazionale della categoria in forma sempre più massiccia, per far capire a questi signori che noi siamo decisi più che mai a far valere le nostre giuste richieste. Inoltre bisogna aggiungere tutte le altre questioni che sono sul tappeto da diverso tempo nella nostra fabbrica, e mi riferisco al problema del conglobamento, del riporto degli aumenti di merito e

dei superminimi sul nuovo minimo, sulla questione dei cottimi, la mutua aziendale, e la Cassa Assistenza Lavoratori Tecnomasio che la Direzione non intende risolvere. Lavoratori!

Vi è un solo mezzo per piegare le idee bellicose dei padroni, « la lotta ». Ecco perchè ancora una volta il sindacato unitario chiama tutti i lavoratori di qualsiasi corrente sindacale essi appartengono, ad essere uniti nell'azione, unico postulato decisivo per una vittoria sicura.

Per noi donne che lavoriamo nelle fabbriche la cosa è abbastanza chiara: il nostro lavoro non viene valorizzato, pochissime sono le donne che hanno posti di responsabilità nelle fabbriche. Noi lavoratrici del Tecnomasio, operaie ed impiegate, ci vediamo sempre più sfruttate ed è per questo che rivendichiamo l'avvicinamenta delle paghe femminili a quelle maschili. Infatti siamo in grado di documentare le seguenti distanze sulle paghi di fatto tra le donne e glì uomini, distanze che superano le...zemente la I ›rcentuale del 16% raggiunta con l'accordo sul conglobamento.

Tra la para media della donna di II categr la e quella del manovale specializzato (a parità di qualifica quindi) vi è una differenza, a discapito della donna, che si aggira attorno al 19-12%;

Leggete in IV pag.

Le interviste fatte alla alla CISL ed a Penati riguardanti la Mutua e la CALT

la percentuale di cottimo, che viene calcolata sulla paga base della donna, inferiore a quella dell'uomo, aggrava poi questa distanza. Vi è da notare anche che citiamo solo l'esempio della donna di ll categoria in quanto si tratta della maggioranza delle operaie della nostra fabbrica; le operaie di I categoria sono una piccola maggioranza, il che pone il problema dei passaggi di categoria, cioè di una più giusta valutazione, attraverso giuste qualifiche, del lavoro femminile: a questo proposito sono state fatte delle proposte da parte della FA...M., per il completamento del Contratto di Lavoro.

L'altra rivendicazione per sui dobbiamo combattere è per ottenere il rispetto dell'articolo 15 del Contratto di Lavoro che stabilisce parità di salario a parità di lavoro. Noi lavoratrici del Tecnomasie abbiamo già condotto delle lotte per ottenere queste rivendicazioni e, grazie all'aiuto datoci dalla C. h, qualche cosa si è ottenuto. La lotta delle lavoratrici del reparto 30 ha fatto si che si aumentasse di 5 punti la percentuale, i nove giorni di lotta delle impiegate, condotta a fianco dei loro compagni di lavoro, ha permesso che fossero rispettati i superminimi e gli aumenti di merito.

Però vi è sempre aperto nella nostra fabbrica, ed in special medo per le impiegate, il problema dell'articolo 15 del Contratto di Lavoro.

I GIOVANI DEL TIMI SONO CONTRO III E10.

1 giovani del Tecnomasio si sono ,preoccupati della situazione internazionale e di come l'attuale Governo Italiano intende parteciparvi. Memori di quanto fecero i giovani della fabbrica nel perido della Guerra di Liberazione per cacciare i nazi-fascisti e seguendo il loro esempio e di coloro che furono uccisi, 'hanno visto nell'U.E.O. il pericolo che la Germania, una volta riarmata e sotto il comando degli stessi generali nazisti, possa creare nuo-

vamente lutti e rovine. Per dimostrare la loro ostrilità e la loro volontà di opporsi ad un simile trattato, hanno votato all'unanimità nel locale della mensa, una mozione che è stata portata da una delegazione di giovani a Palazzo Marino.

In Assenza del dottor Virgilio Ferrari, Sindaco di Milano, il segretario particolare del Sindaco stesso ha assicurato il suo interessamento affinchè la mozione arrivi alla sua nieta predestinata.

QUEs -r A È L_A M CD ZIONE

Egr. Sig. Sindaco, nei giovani lavoratori del T.I.B.B., sapendo che la ns. azienda è interessata a che nel mondo sì sviluppi un commercio proficuo con tutti i paesi e sapendo che questo si ottiene solo con la pacifica coesistenza fra tutti i popoli, vediamo nella ratifica della Unione Europea Occidentale l'ostacolo primo alla distensione internazionale e quindi il pericolo fondamentale alla vita della ns. azienda.

Poichè l'U.E.O. prevede il riarmo della Germania sotto il comando degli stessi generali nazisti che tanti lutti procurarono al nostro popolo ed a tutti i popoli europei e considerando che attuaimenta la scienza fornisce gli eserciti con armi di sterminio di massa quale le bombe atomiche e termnucleari, chiediamo che la Giunta Comunale si renda interprete della volontà dei giovani lavoratori del T.I.B.B. ed operi in modo concreto perché il Senato respinga l'TJ.E.O. e chieda in sua vece l'interdizione delle armi termonucleari che mettono in forse l'esistenza della società umana. I giovani lavoratori del T.I.B.B., memori dei loro compagni di lavoro caduti nella guerra di Liberazione e nei campi di sterminio nazisti, sono decisi ad operare affinchè questa loro volontà di pace venga rispettata dai dirigenti del nostro paese.

Sicuri Che la Giunta si renderà interprete della nostra unanime volontà Le auguriamo proficuo lavoro nell'interesse della cittadinanza milanese.

I giovani lailoratori del T.I.B.B.

Per questo, mentre le lavoratricl ringraziano la C. I. per l'epera svolta in loro favore, la esortano ad occuparsi maggiormente dei loro problemi cos) come invitano tutti i lavoratori ad aiutarle nel sostenere la loro lotta per ba difesa dei diritti delle donne, essi debbono capire che appoggiando le rivendicazioni femminili difendono il loro salario.

Queste sono le nostre rivendicazioni che poniamo sul tappeto nel celebrare la Settimana dei Diritti della Donna Lavoratrice, però anche se noi otterremo tutto quanto è stato detto, ara guratamente scoppiasse una guerra, tutto sarebbe stato inutile.

Abbiamo parlato di guerra perchè vediamo che nel mondo vi è gente che tenta di dividerlo in due e che, pur di ottenere ci/ che essi vogliono, non esiterebbero a scatenare un conflitto.

Perciò, è certo che la base fondamentale per ottenere le richieste esposte prima è quella di difendere la Pace. Noi donne dobbiamo unirci a tutto il vasto fronte che richiede che il mondo e l'Europa non venga diviso in due, che la Germania non sia ristrettata, in quanto questo esercito poi sarebbe diretto da generali nazisti, che siano distrutte tutte le armi atomiche e termonucleari esistenti nei vari paesi., Noi lavoratrici che" siamo madri, spose o fidanzate, sappiamo cosa significhi la guerra: lutti e distruzione e quali conseguenze essa avrebbe se fosse condotta con le armi termonucleari, per far sì che l'umanità e la ervinà viva e progredisca dobbiamo essere alla testa di questo vasto fronte e dare tutto il nostra appoggio affinchè sia garantite nel mondo la Pace.

Una copia L. 10 Anno II N:1 - 1 Marzo 1955 - Redazione: presso la C.I. di labbri« C IL TRASFORMATOR Periodico dei Lavoratori del Tecnomasio 11111.11110.11111111011.10 NUL -.od Abill~11111011111uMgmeglaras I LAVORATORI LOTTANO IN DIFESA DEL SALARIO 8 Marzo Festa Internazionale della Donna NON DEVE SOFFOCARE LE MUTUE AZIENDALI!u G U A L E LAVORO la direzione deve mantenere gli impegnicon la CALT! UGUALE SALARIO!

ISOLANTI)

Diciamo subito che la nostra prima impressione è stata che la direzione tenga volutamente « isolato » il palazzo isolante, dove hanno sede il rep. 69 e altri che svolgono un lavoro pressapoco analogo.

Questa impressione è stata poi avvalorata da una serie di interviste con operai che svolgono la loro opera "111 cniel se -t-teste, che si' possono sintetizzare nei seguenti punti:

Agli operai si danno paghe bassissime in rispetto al resto dell'officina, non si tiene conto delle capacità lavorative per quanto concerne i passaggi di categoria. l'irrilevante' riammodernamento del macchinario, nella o quasi la manutenzione sia delle macchine sia di tutti gli impianti in genere.

CHI HA TORTO?

Cornm. Interna, hanno ricordato al sign. Bellini la promessa (di .3 4 anni or sono) di spostare il reparto nei locali prima occupati dal rep. elettrodomestici avendo cosi la possibilità d'impostare sia nuovo macchinario, sia nuovi pianti cori criteri tecnici attuali, dando così un fattivo contributo sia alle esigenze dei lavoratori, sia déi dirigenti. " Il signor Bellini a queste richieste (a quanto ci risulta) si è dimostrato comprensivo pur ammettendo degli ostacoli di carat-

tere tecnico, e ha confermato che nei prossimi giorni esaminerà i vari problemi a cui vanno date le logiche soluzioni.

I lavoratori comunque, hanno dichiarato che sono stanchi di còntinuare a svolgere la loro attività con questo ordine di cose e che se anche questa volta si dovesse trattare delle solite promesse, svilupperanno nel prossimo futuro un azione concreta, atta a soddisfare i loro civili e umani diritti.

Il « Trasformatore » valutata la situazione è solidale con i lavora-

tori del reparto 69, ed è con questo iniziale articolo che pone all'attenzione di tutti i dipendenti della Tecnomasio la situazione che si è venuta a creare in questo settore vitale della fabbrica, affinchè senz'altro vi sia la solidarietà per la solitzione di questi problemi.

Questo articolo, pensiamo possa essenzialmente servire alla nóstra direzione per' procedere tempestivamente ad annullare quei sistema, incopatibili di un grande complesso industriale moderno quale è il Tecnomasio Italiano.

AL REPARTO 69 PAGHE BASSE E MACCHINE VECCHIE Vertenze fatte dalla C.I.

Da un decennio nel reparto non si è mai notata la presenza del direttore che invece con le più disparate commissioni è sovente nel resto del complesso. Perchè?

I lavoratori di questo reparto, diverse volte negli ultimi anni, sono scesi in sciopero per rivendicare i loro diritti. In questi casi, sempre sono state fatte le più ampie assicurazioni (da parte dei dirigenti locali) per le soluzioni dei problemi richiesti, ma concretamente si è ottenuto nulla o quasi. Ultimamente e precisamente il 17 febbraio tana fermata dei lavoratori è stata effettuata, e in questa occasione è stato richiesto l'intervento dei componenti la Commissione Interna, affinchè prendendo contatto con il signor Bellini, si discutessero le seguenti richieste:

1) Aumenti di merito; per questo punto è stato chiarito che molti lavoratori c,(211 anzianità di qualche decennio superano (in qualche caso) a malapena le cinquanta lire orarie.

2) Passaggi di categoria; solo un lavoratore del reparto è di I.a mentre a detta dei lavoratori i meritevoli, per le loro capacità, sono diverse unità.

3) Sistemare il reparto per dare la possibilità ai lavoratori di terminare il proprio lavoro senza inutili perditempi che vengono poi discussi dal capo reparto quando si tratta di applicare alla bolla la giustificazione di un sopratempo di lavorazione.Per sistemazione s'intende: so:stituire le macchine che non possono essere utilizzate dato la loro decrepitezza o inadeguate alle lavorazioni che si effettuano.

Riammodernare gli impianti di aspirazione, assolutamente insuflicenti alle necessità o in qualche ~so non funzionanti, (basta recarsi nel reparto per convincersene, ed è forse per questo che zon si notano i componenti la direzione?) di modo che questo reparto è conosciuto nei resto della fabbrica come il pitt sconcio e malsano.

I .lavoratori poi, tramite la

SPERIAMO A PRESTO UN riconoscimento per gli operai del reparto 14

Al reparto 74 (quadri) vi sono degli operai i quali, per il lavoro specializzato che eseguono e per l'esperienza acquisita durante -questi anni, avrebbero le capacità per passare alla categoria superiore.

Ci auguriamo che il signor Fassina tenga conto di questo suggerimento e dia prova di buona volontà e Comprensione verso questi lavoratori.

E' già da parecchi mesi che i lavoratori pagano, su una quota della mancata mensa (40% ), la ricchezza mobile. Ora se noi paghianfo la ricchezza mobile anche su una parte della mancata mensa ciò significa che essa è parte integrante del salario perciò è anche giusto che deve essere retribuita quando questa' viene a mancare come nel periodo delle ferie e nelle feste infrasettimanali e nazionali.

Facendo una media, per lavoratori, di 14 giorni di ferie e di 15 feste infrasettimanali durante l'anno si dovrebbero percepire L. 2000 per l'operaio e L. 3500 per l'impiegato (la mancata mensa è di L. 100).

La C.I. ha interpellato la direzione su questo problema, ma essa ha risposto di no anche su questa legittima rivendicazione.

La C.I. allora ha fatto la vertenza sindacale forte anche del fatto che la circolare del Ministro, del Lavoro Vigorelli afferma che la Tensa fa parte integrale_ del salario; ma sin'oI'a non si è trovato l'accordo.•

Per la questione della percentuale sulle ore straordinarie la questione è ancora più grossa e, per meglio chiarirla, faremo un esempio. Esempio di calcolo per la prima ora di straordinario effettuata da un operaio di II categoria. Ecco come viene conteggiata attualmente per trovare il coefficente da moltiplicare al soprassoldo dell'ora straordinaria: paga base L. 50 % cottimo se cottimista » 8,90

12-6-'54. » 3,92

Coeficente » 172,41

soprassoldo 20% » 34,48

Totale L. 296,89 al totale di L. 206,89 si deve aggiungere la percentuale che l'operaio realizza sulla bolleta di lavoro e se questa è del 100% si deve aggiungere L. 50, avremo così il guadagno per un'ora di lavoro straordinario di L. 256,89.

Secondo il nostro concetto però questo non rispecchia la reale media di cottimo che l'operaio realizza ed in questo caso l'ora straordinaria subirebbe una decurtazione nell'applicazione del cottimo. Ora per tornare agli esempi ché, a nostio parere, sono i più chiarificativi, dimostreremo dove si trova la differenza.

Esempio di Calcolo come realmente, secondo noi, dovrebbe essere pagata la prima ora straordinaria:

paga base L. 50

Media personale di cottimo se è il 100% » 50

Contingenza » 102,69

Rivalutazione » 7

Accordo 12-6-'54 » 3,92

Coelicente » 213,61

Soprasoldo 20% » 42,72

Totale L. 256,33

aggiungere al totale la percen-

tuale realizzata sulla bolla di lavoro, se è del 100% L. 50, avremo cosi un totale di L. 306,33.

I conti fatti in questo giusto modo danno una differenza di L. 49,44 in più di come vengono conteggiati attualmente.

La differenza in questi due esempi di calcolo si trova sulla percentuale del cottimista che da loro viene calcolata sulla base del minimo di categoria (44,45) dando P 20% quelle minimo contrattuale.

Mentre noi affermiamo che deve essere calcolata la percentuale di cottimo realizzata dall'operaio nell'ultimo periodo quindicinale, perchè in questo punto il 'Contratto è superato.

Anche su questo problema la C.I. non ha trovato l'accordo e di conseguenza politica questa questione in magistratura onde avere pieno riconoscimento delle nostre giuste rivendicazioni.

La C. I. fa presente alle maestranze che per indire la kcatta Civile si dovranno raccogliere le firmo, oppure fare una causa (causa pilota) la cui sentenza è valida per tutti.

Nel prossimo numero del giornale chiariremo ulteriormente questo problema.

L'ATTESA LAVORO NON SERVE PER CHI LAVORA!

Da un po' di tempo, e con una certa elargizione, fanno la loro apparizione le bollette gialle di attesa lavoro con la percentuale del 20%.

Se da una parte (con riserva s'intende) potremo essere d'accordo per quegli operai che veramente sono ad 'aspettare che il capo reparto gli trovi un lavodo da fare: d'altra parte non possiamo essere d'accordo quando il lavoratore aiuta l'operaio della manutenzione per la riparazione della macchina. Non siamo d'accordo perchè l'operaio non è stato inoperoso e poi perchè l'operaio, col suo aiuto, ha diminuito il tempo che la macchina è stata ,ferma. .A . questo _scopo, .vi,.. -è uneconvenzione di percentuale tra la C.I. e la direzione perciò pensiamo sia estremamente utile rispettarla.

Poi qualcuno lamenta che da queste righe partano parole di critica rivolte a coloro che pensano ed agiscono come se attorno a loro vi fossero solo dei somari incapaci di pensare e di avere una coscienza ed una dignità umana. Quando si parla di abusi, di sopraffazioni, di violenze, si casca dal cielo trasecolati: come? noi abusi? nemmeno per sogno, si tratta solo di nostri sacrosanti diritti che esercitiamo e basta. Già, è sempre così, va a finire che il torto è sempre dei lavoratori anche quando questo è della parte avversaria, Così sembra pensare l'ingenger Soldini il quale ha detto di non voler dare. la somma pattuita alla Cassa Assistenza perchè... la collettività legge « Il Trasformatore »! E' coMe se io dicessi al padrone di casa che non pago l'affitto per, chè esce il « Corriere della Sera »! Quello certamente mi guarderebbe. di traverso, forse con fare commiserato e probabilmente mi potrebbe chiederé tre numeri da giocare al lotto!

Ma passiamo all'argomento. Con quale diritto l'ingegner Soldini ha negato la somma che, prevista dallo statuto, doveva essere versata al CALT per l'anno 1954?

Io le dico, ingegner Soldini, che non ha mantenuto gli impegni statutari sottoscritti dalla Direzione del TIBB nei confronti della Cassa Assistenza. Lei sa che l'articolo 8 dello Statuto della CALT stabilisce che la ditta deve concorrere al mantenimento della suddetta; in base a questo concorso essa ha il diritto di avere un rappresentante nel Consiglio. il Presidente, che è il signor Velati:

Dunque non le pare ingegner Soldini che per il 1954 si sia creata una situazione paradossale e che si sia commesso un abuso? Lei non vuol versare il contributo mentre per il 1954 ii rappresentante della Direzione sedeva nel Consiglio della CALT che amministrava solo i soldi dei lavoratori!

Dunque le sembra giustizia questa? A me no!

'Il TRASFORMATORE„ PER LE LAVORATRICI DEI TECNOMASIO

« Il Trasformatore » promise che la festa dell'8 Marzo, in occasione della Festa internazionale della Donna, sarebbe stata migliore di quella organizzata lo scorso anno.

Così, attenendoci ad un vecchio proverbio « Ogni promessa è un debito », abbiamo preparato per le lavoratrici del Tecnomasio un programma che, date le nostre modeste possibilità, crediamo migliore di quello dello scorso anno.

PROGRAMMA

Durante il pranzo speciale, offerto dalla Direzione, verrà premiata l'operaia e l'impiegata più anziana della nostra fabbrica ( quella 'che ha maggiori anni di servizio).

Si premierà la lavoratrice che diffonde il maggior numero di copie de « Il Trasformatore ».

Alle ore 15, presso il locale « Ragno d'Oro » gentilmente offerto dal CRAL dell'ATM, si terrà il pomeriggio danzante in cui verrà eletta la « Stellina del Tecnomasio 1955 ».

Alla festa sarà presente un fot Questo è il programma che ha preparato. Sperando che sia auguriamo alle impiegate ed alle al « Ragno d'Oro ».

A nome nostro ed anche a ringraziamo la Direzione, oltre che per i premi offerti per la lotteria e Ringraziamo anticipatamente hanno offerto premi per la «Stellina

ografo. « Il Trasformatore » vi di vostro gradimento operaie un arrivederci

nome delle lavoratrici, pe ril pranzo speciale, per la mimosa. anche quelle ditte che del Tecnomasio 1955».

Così come mi sembra che la scusa de « Il Trasformatore » in questa faccenda centri come i famosi cavoli a merenda. Lei è democratico, signor Soldini?

Bene risponda allora chiarificando il vero motivo per il quale non intende regolare il conto con la Cassa Assistenza. Allora saremo ben lieti di poter dire che qui si respira aria buona, che ci si comporta vicendevolmente in modo ragionevole. Ciò che non abbiamo potuto dire fino a questo momento. GIACOMINO

A quando g i aumenti di merito ai I, voratori del reparto 30?

Un po' di tempo fa i lavoratori e le lavoratrici dei reparti 30-31 si erano fermati in segno di protesta per la bassa percentuale che percepivano, per i passaggi di categoria e per gli aumenti di meritò. Con l'interessamento della C.I., che si era recata dal signor bel Furia per discutere il problema, qualche cosa si era ottenuto. Si aumentò la percentuale per le donne e per gli uomini di cinque punti, si fece un passaggio di ca-, tegoria ed il signor Del Furia a, veva anche promesso che avrebbe effettuato degli aumenti di merito.

Sin'ora però di aumenti di merito non se ne sono visti in questi reparti; il signor Del Furia deve sapere che )e lavoratrici ed i lavoratori del reparto 30 aspettano sempre questi aumenti, questi lavoratori non vorrebbero che il signor Del Furia se ne fosse dimenticato.

o CONFEZIONI - IMPERMEABILI -' TELERIE SETERIE - LANERIE - DRii RIE COPFRTE DI LANA - COPRILETTI DAMASCHI - CRETONNE SETTE - SCARPE - OMBRELLI - `MALIRLIERIE1 39NI- GENERE - BIANCHI PER SIGNORA - CALZE'E VARI ART LI tintlitiO;ÚAIVIENTO CRIS VENDITA RATEALE MIE - POSATERIE- PORCELLANE E ALTRI OG'04,FFTI PER L'ARREDA LA MILANESE 'Vici . :i C. Pot.seroni. 3 . Path Romana) pan. 2 1. rez!.rti Cc re
Accordo
Contingenza » 102,69 rivalutazione » 7
(INCHIESTA DE "IL TRASFORMATORE„ AL PALAZZO

dpígoiando at:OiCateca

FRA IL GHIACCIO E LA LUNA di A. Den Dcolaard

E' la storia romanzata del conquistatore del Monte Bianco: Giacomo Balmat (1762-1834) savoiardo, guida alpina, al quale si attribuisce la prima scalata alla vetta del Monte Bianco, effettuata il 7 agosto 1876. Per quanto dopo la sua morte, avvenuta in ,seguito ad un'ennesima temeraria escursione ,a Chamonix, sia stato eretto un monumento a Belmat che lo immortala quale primo scalatore del Monte Bianco, nell'opinione pubblica questa impresa ha lasciato molti dubbi che tutt'ora non sono stati risolti.

L'A. di questo romanzo, appassionato alpinista, fu tormentato da questo dubbio ed ha cercato di ricostruire i fatti attraverso testimonianze e ripercorrendo punto per punto la strada fatta dal Balmat per giungere alla vetta del Monte Bianco. La sua abilità di narratore ha creato un'opera il cui valore letterario ha il sopravvento sul carattere documentario del suo contenuto. Tutto il racconto è pervaso da una poesia quasi lirica e le descrizioni d'ambiente sono tanto più affascinanti, in quanto la loro funzione', è essenzialmente decorativa e serve di sfondo al dramma umano dei personaggi.

L'INCENDIO DI MILANO di

Riccardo Bacchelli

La trama di questo romanzo, breve, ma ampio per materia e intensità d'espressione, basta a dare un'idea del suo carattere.

Negli anni, fra le due guerre, il salotto musicale e intellettuale di una giovine e bella vedova, madre di un figlio unico, le sue amicizie, il suo antifascismo' mondano, un tradizionale umorismo « ambrosiano »; il delicato scetticismo del figlio, sono raffinata espressione della Milano dei primi decenni di questo secolo, ricca, espansiva, moderna, « europea ». Al sopraggiungere della seconda guerra, ìa protagonista sfolla in una sua villa delle prealpi lombarde insieme ad un'amica e al' l'amante di questa, capo, dopo lo incendio di Milano e dopo 1'8 settembre del '43. di una formazione di partigiani.

Là, un giovanile e generoso amore si intreccia con le varie reazioni suscitate dagli eventi, fra l'artista fantastico, l'uomo d'azione, e una comica figura di « profittatore ». Le circostanze di un «rastrellamento a producono un osceno ricatto, cui soggiace l'amica, mentre vecchi e nuovi conflitti di sentimenti e passioni, di doveri e di idee, raggiungono punte estreme, disperate e fatali. Una « rappresaglia 5 tedesca determina la catastrofe tragica ed eroica, con la morte dei protagonisti.

La materia palpitante ed ardente, e la stesso novità e originalità della struttura romanzesca, interessano e prenderanno profondamente l'animo del lettore.

Il Bibliotecario

CAPNLYAlL

Bimbi festanti, baci 'd'amanti, maschere nere, umide sere, gioie fugaci, donne procaci, spose dolenti, sale splendenti, maschi cornuti, ricchi panciuti, bimbi che han fame; gemmate dame, la vita è tale a carnevale.

Lottia difendere

Tutti gli anni, in questo periodo, si ricordano e si celebrano due date gloriose scritte dal lavoratori milanesi sul libbro della storia italiana riguardanti il Secondo Risorgimento: il 3 marzo 1,943 ed il 3 marzo 1944.

Il 3 marzo 1943 i lavoratori milanesi, assieme ai lavoratori dell'Italia settentrionale, in pieno regime fascista, effettuavano un possente sciopero contro la tirannide fascista e contre la guerra; questo sciopero significò apertamente l'avversione del fascismo da parte della classe operaia e contribuì a • segnare la sua fine, così come quello effettuato il 3 marzo 1944, in piena occupazione nazi-fascista, contribuì a segnare la fine della repubblichina di Salò.

In questi scioperi l'apporto dato dai lavoratori della nostra fabbrica fu notevole e tutti ormai conoscono le gesta compiute da esse per far rilasciare gli ostaggi e la fermezza dimostrata contro il tentativo di intimidazione fatto dal federale fascista venuto a minacciarli.

Quest'anno, proprio per l'apporto dato da noi in questi due memorabili scioperi, queste date non debbono solo essere commemorate con una semplice celebrazione ma deve esigere da noi tutti un preciso impegno per far mantenere e per ampliare i principi per cui si è lottato per cui 11 nostri compagni sono morti.

Nel Marzo del '43 e '44 si è lottato per cacciare definitivamente il fascismo, per conquistare la libertà nelle fabbriche e nel paese, per far si che la Germania non potesse più minacciare la pace dei popoli e per bandire la guerra da tutto il mondo.

Sono stati mantenuti gli impegni per cui lottarono i lavoratori italiani? Si il fascismo è stato bandito dal nostro paese, ci siamo conquistati una Costituzione Repubblicana, certe libertà sono state ottenute all'interno delle fabbriche. Però, ora vi è qualcuno al Governo che ha paura delle forze lavoratrici, di quelle forze che permisero di cacciare il fascismo, il tedesco, che diedero all'Italia la possibilità di schierarsi nuovamente assieme alle nazioni libere che permisero di conquistare la Repubblica. Per questo assistiamo alla manovra di alcuni dirigenti della D. C., facenti parte del governo, di rivalutare e di cercare l'appoggio dei vecchi rottami del passato regime, i quali, grazie a questo appoggio, alzano la cresta calunniando la Resistenza ed i lavoratori. Vediamo che nelle fabbriche il padronato cerca di togliere le libertà conquistate dai lavoratori i quali sono chiamati a difen-

la Libertà

derli così come hanno fatto i lavoratori della nostra fabbrica per quanto riguarda la libertà della C. I. e recentemente per la libertà di 'stampa. Perchè tanto accanimento contro i lavoratori? Perchè essi reclamano il diritto, conquistato con il, contributo dato al secondo Risorgimento Italiano, di avere una parte di primo piano nel dirigere la vita politica italiana. Questo da fastidio a coloro che aprirono la strada al fascismo e che lo sostennero: ai monopoli ed ad alcuni industriali i quali vedono nell'avanzata dei lavoratori la fine dei loro privilegi. E per questo che essi non esiterebbero, pur di frenare questa avanzata, a far rinascere nuovamente il fascismo, anche sotto un'altra forma. Questo noi lavoratori l'abbiamo capito, così come siamo coscienti dei nostri diritti conquistati con la lotta la guerra di Liberazione, per questo noi dobbiamo continuare la lotta con metodi democratici in nostro possesso con .più impegno e tutti uniti, per impedire la rinascita del fascismo e per conquistare il posto che ci aspetta nella vita politica italiana.

La nostra lotta però non deve fermarci qua; ora che celebriamo gli scioperi di marzo dobbiamo

e la Pace

impegnarci a mantenere fede agli impegni presi coi nostri caduti: a far si che la Germania non diventi un focolare di guerra. Ora si sta tentando di riarmarlp e di porre il suo esercito al coMando dei generali nazisti che già misero a ferro e fuoco l'Europa si vuole portare, per favorire la politica dei monopoli americani, una parte dell'Europa contro quei paesi diretti dai lavoratori, ecco perchè si cerca di riarmare la Germania. Noi lavoratori sappiamo cosa significhi riarmare la Germania e dare ai generali nazisti le nuove le potenti armi atomiche e termonucleari ora scoperte: la guerra, la fine dell'umanità e di ogni civiltà. Per questo, mentre dobbiamo lottare per impedire il riarmo della Germania, dobbiamo continuare la lotta intrappresa nel marzo '43, '44 e durante la guerra di Liberazione: allora si combatteva con le armi in pugno per difendere le nostre fabbriche; ora dobbiamo unirci tutti e difendere la nostra fabbrica lottando contro il riarmo della Germania e firmando l'Appello di Vienna per la distruzione di tutte le armi atomiche e termonucleari esistenti nei vari paesi del mondo.

APPELLO DELLA F. S. M.

dentro e di fuori

Fra i due «Equiparati» del TIBB Sigg. Né-Pesce e Né-Carne.

Né-Pesce: Mi sai dire chi è stato quel valent'uomo che ha inventato e istituito la categoria degli equiparati?

Né-Carne: Sembra che sia stato un'astuto Cavaliere d'Industria specializzato nello sfruttamento di elementi capaci di emulare e forse superare altri elementi classificati impiegati nel settore siderurgico e meccanico.

Né-Pesce: Ma allora, noi che sfortunatamente siamo caduti in questa categoria mal considerata peggio retribuita a quale santone dobbiamo rivolgerci per una nostra giusta... rivalutazione?

Né-Carne: Io propongo di indire un'Assemblea degli Equiparati nominare un nostro Santo protettore.

Né-Pesce: Bella idea, ma secondo te su quale santo cadrebbe la scelta?

Né-Carne: Indubbiamente su S. Spinoccia.

Fra l'operaio Dign. Buongustaio il Capo mensa.

Buongustaio: Dimmi un po' Capo mensa, da dove arriva questo vinello, rosatello e bello?

Capo mensa: Perchè l'è minga bun? Te pias no?

Buongustaio: lo ti ho chiesto semplicemente da dove arriva.

Capo mensa: Mah... Mi su no. Mi vedi rivà el camion da la Via Emilia.

Buon:ustaio: E tu non sal il nominativo di quel fortunato ché lo fornisce alla mensa?

10 MARZO GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO II RIARMO TEDESCO

VIENNA, 16. — La Federazione Sindacale Mondiale ha rivolto il seguente appello ai lavoratori europei: « Lavoratori e lavoratrici d'Europa, « La F.S.M., indipendentemente dalle vostre convinzioni politiche e appartenenza sindacale, invita tutte le vostre organizzazioni sindacali a fare del 10 marzo 1955 una giornata di lotta mondiale contro gli accordi di Parigi e la rinascita del militarismo tedesco, una giornata di solidarietà attiva dei lavoratori europei, di solidarietà con i lovaratori della Germania.

« La F. S. M. dichiara che sarà un crimine contro l'umanità mettare le armi atomiche a disposizione dei generali hitleriani — criminali di guerra — come previsto dagli accordi di Parigi. Gli accordi di Parigi significano continuo impoverimento e intensificate repressioni antidemocratiche. Questi accordi, se ratificati e posti in effetto, provocheranno un aumento di bilanci di guerra, più alte tasse e un maggiore sfruttamento dei lavoratori. Ne deriva quindi che è la gente comune che dovrà pagare le spese dell'intensificata corsa agli armamenti, mentre i mercanti di cannoni si impingueranno con il suo lavoro ele sue sofferenze.

« Lavoratori e lavoratrici d'Europa, « La ratifica degli accordi di Parigi e la rimilitarizzazione della Germania occidentale non sono state ancora realizzate. Impedite la ratifica degli accardi di Parigi, questa violazione della pace mondiale, della libertà e dei benessere dei popoli? Il vostro destino è nelle vostre mani! La F. S. M. saluta cordialmente le grandi masse lavoratrici che si levano in tutta Europa per opporsi alla rinascita della Wehrmacht tedesca. I lavoratori tedeschi, coscienti della responsabilità che essi portano, lottano per opporsi alla rimilitarizzazione della Germania occidentale. La F. S. M. vi invita ad assicurare il successo di questa giornata internazionale, che rappresenterà un importante contributo all'intensificazione del movimento mondiale per la pace, e faciliterà il successo della campagna contro i guerrafondai atomici, per la sicurezza c:ol!ctUva, per i! disarmo e la pace ».

Contro lo sterminio dell'umanità

Capo mensa: El su nò; siti but ghe sii scrltt F.V.P.T. e fursi vuraria di: Fabbrica Vini Pregiati Tonici.

Buongustaio: Va là non dire certe fesserie. Te lo dico io cosa significano quelle lettere: Fabbrica Vinacci Pasticciati Tossici.

Capo mensa: (abbozzando un malizioso, sorriso): Esageràaa...

UN LIBRO UTILE "La vita di A. Gramsci„

Sullo scorso numero pubblicammo un articolo sulla questione dei cottimi, ora, prima che la direzione renda noto le nuove tabelle, abbiamo posto delle domande a due organizzazioni sindacali della nostra fabbrica per permettere ai lavoratori di conoscere il loro pensiero in merito a questo importante problema.

Questa è la domanda posta al Comitato aziendale della FIOM:

« Quale è la sua posizione per quanto riguarda l'applicazione delle nuove tabelle di cottimo che dovrebbero entrare in vigore in base all'accordo del 12-61954? » Il Comitato della FIOM ci ha così risposto:

«Su questa intoly, tante questione siamo pienamente d'accordo con la posizione presa dal giornale di fabbrica del numero precedente, cioè: il cottimo deve giocare su tutta l'intiera retribuzione conglobata e non sul vecchio minimo, come vorrebbero fare. Pensiamo però sia utile chiarire ulteriormente questo

problema perchè noi, oltre che a rivendicare questa giusta posizione, ci battiamo anche per far rispettare il Contratto di Lavoro per quanto concerne i vecchi minimi di cottimo che sono del 10 per cento per gli economisti e del 20 per cento per i cottimisti.

Rivendichiamo che il primo 10 per cento o 20 per cento vada ad incidere direttamente sul nuovo minimo e l'eccedenza della media personale, oppure convenzionale, sia riproporzionata. Solo in questo modo noi daremo un effettivo e sostanziale miglioramento alla questione dei cottimi.

Al gruppo CISL aziendale abbiamo posto la seguente domanda:

« Come vede il gruppo aziendale CISL la applicazione delle nuove tariffe di cottimo che la Direzione dovrà applicare in base all'accordo del 12-6-1954. Esse dovranno giocare solo su una parte della paga o su tutta la paga Conglobata? • Il gruppo CISL non ha ritenuto opportuno risponderci.

Contro la distruzione di o.-ni civiltà firmate l'Appello di Vienna per la distruzione delle armi atomiche e fermonucleari!

Anche quest'anno, occasione della Festa della Donna, sarà organizzata una lotteria, vi saranno in palio due ferri da stiro.

Ogni biglietto costa L. 20; l'estrazione della lotteria verrà effettuata dalla "Stellina del Tecnomasio 1955„ nei locali della mensa, due giorni dopo la vendita dei biglietti.

Lavoratori acquistate i biglietti!

Domenico Zucàro ha ricostruito in un libro (1) pubblicato dalle Edizioni Avanti! la vita di Gramsci dal 9 novembre 1926, data dell'arresto, al 27 aprile 1937, data della sua morte. Risaltano in questo libro le traversie, le sofferenze, le angherie organizzate contro Granisci, e la sua costante lotta per mantenere il suo unico bene, quel pensiero che il fascismo avrebbe voluto fermare — « dobbiamo impedire per vent'anni a questo cervello di funzionare » aveva detto il Pubblico Ministero al processone contro i comunisti a Roma — Gramsci voleva completare l'immenso lavoro che aveva progettato sulla situazione politica ,economica e culturale italiana; voleva istruire e preparare i compagni di prigionia e se stesso per le future battaglie, con conferenze e conversazioni che si svolgevano sotto gli occhi dei questurini ignari. Questa lotta, condotta contro i direttori delle carceri che gli negavano i libri o le riviste ed escogitavano ogni mezzo per fiaccare la sua resistenza, contro le privazioni e le sopraffazioni, contro il suo stesso corpo che si indeboliva sempre di più, ci dà la misura della grandezza di Gramsci.

Dalle testimonianze dei carcerieri, più che dei compagni di lotta, degli abitanti di Ustica, per i quali i confinati politici erano lo unico segno della civiltà, e per quelli di Turri, che non avevano mai visto Gramsci, ma lo consideravano un martire perchè non voleva chiedere la grazia al suo oppressore, e per gli stessi ergastolani incontrati nei < transiti », per cui egli trovava sempre una parola di speranza o di bontà, risulta completa la personalità di questo « Maestro, liberatore, martire », più completa che non dalle sue umanissime lettere, dove aveva taciuto, per pietà verso i suoi cari e per la sua forza morale, le sue sofferenze e la sua tragica ~dizione.

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IL PROBLEMA DEI COTTIMI Interviste con gli organismi di fabbrica

Ultime Notizie

Venerdi 25 febbraio i lavoratori della

FERMIAMO LA MANO DI CHI VUOLE LA GUERRA ATOMICA

nione dopo l'orario di lavoro.

Armando tutti l'appello dei Partigiani della Pace!

I partigiani della Pace riunitosi a Vienna nel Congresso Mondiale hanno lanciato dopo aver esaminato la situazione mondiale il seguente appello: < Ci sono dei governi oggi, che si preparano a scatenare una guerra atomica. Essi vogliono farla accettare dai popoli come fatale. L'impiego delle armi atomiche precipiterebbe l'umanità in una guerra di stermio. Noi dichiariamo che il governo il quale scatenasse una guerra atomica perderebbe la fiducia del suo popolo sarebbe condannato da tutti i popoli. Fin da ora noi ci opporremo a coloro i quali organizzano la guerra atomica. Noi esigiamo che siano distrutti in tutti i Paesi le riserve di armi atomiche; e che se ne arresti immediatamente la produzione. Questo appello è di indubbia importanza nel momento attuale dove la situazione si è aggravata.

I tentativi di guerra si fanno più continui per questo possiamo esaminare la situazione creatasi a Formosa dove un fantoccio come Ciao Kai Scek, appoggiato dalla VII flotta americana a 10 mila Km. dall'Ameriga la quale pretenderebbe il falci credere di essere lì per difendere gli interessi della America provoca incidenti con la Cina popolare e minaccia di scatenare una guerra se questa tenta di liberare Formosa. Tutto questo in contrasto con la stessa carta firmata al Cairo, dopo la guerra, che riconosceva Formosa, allora occupata dai giapponesi, territorio cinese. E' chiaro che a una popolazione di 600 milioni e più ai abitanti, e non al governo fantoccio di Ciang, defenestrato dal popolo cinese appartiene Formosa. Verremo ad un esempio per chiarire meglio questa situazione. . Prendiamo ad esempio. la nostra Italia e mettiamo che un gruppo di banditi fascisti fosse riuscito a fuggire e a formare un governo sull'Isola della Sardegna e che continuasse a fare azioni di rappresaglia con aerei. Ad un dato momento il governo italiano, liberamente eletto dal popolo, decide di •liberare la Sardegna e di ricongiungerla alla madre Patria, l'America invia a protezione di questi banditi fascisti la VII flotta navale. Il governo italiano dichiarerebbe aggressore la America che si immischia negli affari interni italiani e continuerebbe a fare il possibile per liberare l'isola. Cosi è per la Cina popolare.

Vediamo ora un altro aspetto dell'aggravarsi del pericolo di guerra aspetto che ci colpisce più da vicino. Dopo il crollo della

C.E.D., bocciata dall' Assemblea francese dopo la grande lotta condotta da tutti i popoli e per la forte resistenza a questo trattato da parte del popolo francese, lo imperialismo non si rassegnò tanto facilmente e formò 'il sosia definito UEO. Di nuovo vi è ora il

fatto che mentre prima il riarmo tedesco era un po' nascosto ora è apertamente palese; il trattato mira solo al riarmo tedesco, ponendo l'esercito al comando dei generali nazisti e alla guerra atomica. Questo nuovo trattato è già costato ,ancora nella stessa Francia, la caduta di Mendes France il quale l'aveva fatto approvare di stretta misura.

È chiaro però che le mire per fare una guerra atomica da parte dell'imperialismo americano non si. arrestano. Si tenta il tutto per tutto per condurre l'Europa ad una nuova guerra. Anche le continue proposte dell'URSS di trattative e sopratutto la pròposta della Conferenza Mondiale non sono accettate, solo poichè prima l'UEO poi le trattative, si dice parte americana. Questo è come dire con le armi detteremo noi la legge. Noi dobbiamo impedire la divisione dell'Europa in due blocchi il che provocherebbe una guerra atomica. Dobbiamo unirci in un vasto movimento popolare,richiedere una distensione mondiale e che l'energia atomica venga utilizzata per Scopi pacifici a questi debbono servire le nostre firme. Del resto l'URSS in questo

campo ha già inaugurato una centrale elettrica ad energia termonucleare e un esperimento per il funzionamento anche di una automobile ad energia nucleare. Quello che noi chiediamo non è un'utopia. Già la precedente raccolta delle firme ha portato a dei lati positivi. La Conferenza di Berlino che vide riunite tutte le potenze, la Conferenza di Ginevra che, nonostante la disastrosa fuga di Dulles, si è conclusa con la pace in Indocina.. Questa è una prova di come si possono risolvare pacificamente le controverzie. Per quello che concerne la bomba atomica quante, nella guerra in Corea, le volte che i comandanti americani minacciarono di lanciarla, ma il forte movimento dei popoli contro di essa la impedì. E si arrivò alla conclusione pacifica del conflitto coreano, come per l'Indocina.

Perciò avanti . nella lotta della Pace per impedire il riarmo della Germania e la strage atomica. In questo la classe operaia deve essere all'avanguardia come sempre lo è stata nella lotta antifascista per la libertà nel nostro Paese.

A. R.

In occasione dell'8 Marzo

ANCill. ALIA [AMICA. BI 001'1111A

ULLIZIONI. DLI1A "MINA T.I.b.b.1955„

Dopo il successo ottenuto lo scorso anno alla Fabbrica Romana in occasione dell'8 Marzo, festa Internazionale della Donna, la redazione di Castillia intende, nella giornata dedicata alla donna, indire l'elezione della Stellina della Fabbrica Castillia.

Noi crediamo che ciò sia gradito alle ragazze.

Arrivederci dunque alla festa che si terrà l'8 marzo e speriamo ere essa abbia molta partecipazione e sia di vostro gradimento.

I lavoratori di Castillia hanno scioperato

In difesa del C. A.1. T. e della Mutua

Il giorno 10-2 nella nostra fabbrica si è svolto uno sciopero dalle ore 16 alle ore 17 di protesta contro la direzione; la quale prendendo come pretesto il fatto che nella fabbrica vi è il nostro giornale, vuole negare alla Cassa Assistenza interna quel contributo che si è impegnata a versare.

E già da tempo che la Direzione è su questa posizione quando ancora la stessa non aveva scatenato quella campagna contro il nostro giornale. Del resto è stato rilevato anche dal compagno Penati nel suo intervento davanti all'Assemblea degli operai. Questo non fa altro che a far conoscere meglio la Direzione che, con un

Contro i provvedimenti alla Cassa Assistenza, per rivendicare la differenza dal vecchio al nuovo minimo conglobato, per il premio di produzione e per far applicare il cottimo sulla paga conglobata

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I n seguito ad un appello lanciato dai giovani e dalle ragazze della Borletti si è costituito un Comitato formato da:

Commissione giovanile della C. C. d. L. di Milano, Federazione Giovanile Comunista, Commissione Giovanile della Fed. del P.S.

I., Commissione Giovanile della Federazione di UniGPopolare e dalla Commissione Giovanile della Federazione del P.S.D.{. Questo Comitato si renderà promotore di un Convegno Provinciale "Sulle condizioni di vita e di lavoro dei giovani e delle ragazze nelle fabbriche„

II Convegno si terrà il 27 Marzo p. v.

In occasione dell'apertura del ciclismo internazionale con la MILANO - SAN REMO Il CRAL organizza, per i giorni 19 e 20 marzo, una gita a \F FZ A

La quota di partecipazione è di L. 3100 per gli iscritti al CRAL e di L. 3300 per i dipendenti e familiari; essa dà diritto al viaggio di andata e ritorno, ad una pensione completa presso "Il Coccodrillo„ ed alla seconda colazione del 20 marzo. Per informazioni rivolgersi al CRAL aziendale.

abusivo tentativo di limitare i diritti degli operai da essi conquistati con delle gloriose lotte, tra questi diritti vi è quello di avere un loro giornale che li difenda ed esprima i loro pareri, tenta di coercire la nostra volontà. Del resto vi sono tanti giornali che proteggono sempre tgli industriali e che alcuni di essi vengono spediti gratuitamente con regolare indirizzo ai dipendenti delle varie ditte! A questi tentativi la classe operaia saprà rispòndere degnamente. Indietro non si torna, si va sempre avanti per il progresso, per la pace e per il benessere di tutti.

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ziendale ed al CALT.

Il compagno Vitaloni, responsabile del Comitato Sindacale Aziendale, ci ha così risposto alla seguente domanda:

D. _ Quale soluzione indica il Comitato Aziendale FIOM per risolvere il problema della Mutua e della CALT?

R. - Noi del Comitato Sindacale FIOM pensiamo che la soluzione del problema l'abbiano già espressa i lavoratori nell'assemblea del 10-2-55 i quali hanno approvato una mozione che è coerente alla nostra posizione; affermiamo che daremo tutto il nostro appoggio con tutti i nostri attivisti, compreso l'apparato centrale del nostro sindacato, per far sì che i lavoratori' abbiano giustizia delle loro richieste.

E sia anche ben chiaro che noi non venderemo mai la nostra li-

bertà, col ricatto dei milioni, perchè questa libertà ce la siamo conquistata col sangue ed il sacrificio dei nostri migliori compagni, con l'apporto di tutto il popolo italiano.

Al compagno Penati Giovanni, rappresentante dei lavoratori nel consiglio della Mutua Aziendale e della CALT, abbiamo posto la seguente domanda: Che azione debbono svolgere i lavoratori per difendere la Mutua ed il CALT? » Egli ci ha così risposto: « Per il primo caso i lavoratori dovrebbero condurre una grande lotta nazionale per una riforma sulla Previdenza Malattie atta a migliorare le precarie ed inadeguate assistenze che l'IN AM pratica attualmente. Lotta che dovrebbe essere condotta a fondo con l'appoggio dei sinda-

cati e dei parlamentari ». Per il secondo caso, i lavoratori del Tecnomasio dovrebbero far sentire tutto il loro sdegno per l'atteggiamento assunto dal nostro Consigliere Delegato ing. Mario Soldini nei riguardi della Cassa Assistenza, atteggiamento che non può non offendere tutti i lavoratori del Tecnomasio.

Al Gruppo CISL aziendale abbiamo posto queste due domande: « Quale soluzione indica il gruppo aziendale CISL per risolvere il problema della Mutua e della CALT? a « Ci può spiegare il motivo per cui la CISL non ha aderito all'assemblea straordinaria indetta dalla C. I. ma ha solo proclamato uno sciopero di protesta di mezz'ora?

A queste domande il gruppo aziendale della CISL non ha ritenuto opportuno risponderci.

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