LA TORRE Gen. Tel. e Elett.
PERIODICO DELLA S.A.S. Fl Mo CISL
IL COTTIMO
Data l'importanza che il cottimo assume nella retribuzione del lavoratore, il Sindacato non può lasciare che il cottimo stesso venga stabilito unilateralmente dall'impresa ma deve verificarne la struttura, l'entità nonchè le modalità di erogazione. Perciò in questa fase di lotta promossa dai Sindacati, è stata avanzata, tra le altre, la richiesta di contrattare il sistema di determinazione del cottimo.
SOMMARIO
IL COTTIMO
lipaeLCHE FORMAGGINO
* L'ASSEMBLEA
CONSIDERAZIONI SULLA NOSTRA LOTTA
LA FIM-CISL e LE LOTTE SINDACALI
Per rendere sempre più chiaro il concetto e capire meglio dove il lavoro non può essere cottimizzato, riportia mo l'articolo 16 del contratto di lavoro concernente appunto il lavoro a cottimo.
Supplemento a Gennaio '69
Dibattito Sindacale
"Allo scopo'di conseguire l'incremento della produzione è ammesso il lavoro a cottimo sia collettivo che individuale. Nei casi in cui la valutazione della prestazione richiesta all'operaio o ad una squadra di operai sia fatto in base al risultato della misurazione dei tempi di lavorazione, oppure la prestazione sia vincolata all'osservanza di determinati ritmi produttivi, in conseguenza dall'organizzazione del lavoro (come nel caso di linee a flusso continuo) e sia richiesto all'operaio una prestazione più inten sa di quella del normale lavoro ad economia, l'operaio o la squa dra di operai dovranno essere re
CONTINUA A PAS
tribuiti a cottimo o con altre forme di retribuzione a rendimento soggetto alla disciplina del lavoro a cottimo anche per le linee a catena ed a flus so continuo".
Ebbene, con questa precisazion vogliamo sottolineare che ancora oggi netla nostra azienda non sono state valutate le lavorazioni non concepibili come lavorazioni a cottimo benchè la direzione sia già stata informata e tutti gli operai ne siano ben consci.
E' certo che se l'operaio è vincolato a seguire un determinato ritmo produttivo, la sua prestazione è certamente diversa e più intensa rispetto a quella richiesta dal lavoro ad economia.
Entriamo ora nel merito delle tariffe di cottimo. Queste devono essere fissate dalla azienda in modo da garantire, nei periodi normalmente considerati, all'operaio di normale capacità ed operosità il conseguimento di un utile di cottimo non inferiore al 12% del minimo di paga base.
Il sistema di determinazione del le tariffe di cottimo alla G.T.E, viola apertamente questa elementare norma contrattuale in quanto, alla operaia cottimista di 4" categoria, tanto per fare un esempio, a rendimento normale
(ossia: tempo impiegato = tempo assegnato) viene corrisposto solamente il 10,5% del minimo di paga base.
Un'altro grave inconveniente pre sente nel sistema di cottimo a-
ziendale, viene evidenziato dal dato relativo alla media generale di guadagno di cottimo: 27%. Se da detta percentuale togliamo il 12%, che deve essere garantito a rendimento nor male. risulta che il rendimento medio del peSonale lavorante a cottimo alla G.T.E., è del 15%. Ora, siccome è universalmente noto che il rendimento raggiungibile in, genere da un normale lavoratore cottimista è del 33%, appare fin troppo evidente la non rispondenza del l'atpiale sistema di cottimo aziendale rispetto ad una corrett4 determinazione della retribuzione a cottimó, correlata al la lavorazione.
Poichè è da scartarsi decisamen te l'ipotesi che alla G.T.E. si siano dati appuntamento le lavoratrici e i lavoratori con rendimento ridotto rispetto al la media delle altre aziende, (alla G.T.E. si lavora, eccome) la conclusione è molto ovvia. Il difetto sta nel classico... manico. Ossia il sistema di cottimo aziendale. Da qui il fermo proposito della FIMCISL, e delle altre Organizzazioni sindacali, di modificare sostanzialmente l'attuale sistema di cottimo nella misura e nelle situazioni in cui risulterà ancora opportuno man tenere lavorazioni a cottimo.
PER QUALCHE FORMAGGINO IN PIU'
E' éstremamente ripugnante constatare l'indifferenza di alcune persone a problemi che coinvolgono tutti i dipendenti di un'azienda.
Non'vi possono essere giustificazioni da parte di questi "indifferenti" i quali per sottrarsi a giudizi provenienti dai loro superiori non hanno il coraggio delle proprie azioni.
Essi lavorano in un'azienda altamente specializzata che crea apparecchiature elettroniche quasi perfette; lavorano giorno e notte per rendere questi apparati sempre più perfetti; ma allora questi "indifferenti" sono diventati automi, o peggio si sono fatti strumentalizzare. Ci si domanda se questi "indifferenti" lavorino per vivere o vivano per lavorare.
Poi se lo sciopero s'impone con questa è la conseguenza dovuta sono "solidali" perchè la paura
la forza (picchetti o altro), e ai signori "indifferenti", essi del "capo" svanisce come per incanto e subentra la paura o di ripercusssioni materiali o di farsi ridicolizzare dagli altr
La paura impone loro anche di esprimersi.'Stanno facehdo la marcia del formaggio". Si spera che le loro testoline non siano così limitate da pensare che gli scioperanti sacrificano ore e ore di lavoro per un pezzo di formaggio da L. 5'. Le ragioni dello sciopero sono altre;',non le ripetiamo perchè tutti i dipendenti sono stati messi al corrente. (Direzione compresa).
Come le pecore questi "indifferenti" seguono quello che viene imposto loro sul moménto:
Il padrone ha bisogno di te, tu non hai bisogno di lui.
"Capo" da una parte, vic lenza dall'altra:
or CONTINUA IN ULTIMA PAGINA
L'ASSEMBLEA
In questo breve articolo vogliamo richiamare l'attenzio ne sull'assemblea cercando di rendere evidente quale e quanta sia la sua importanza nella vita sociale e sindaca le. L'assemblea, nel corso della storia, ha sempre contri buito allo sviluppo democratico dei popoli e delle istitu zioni.
Istituzioni che, in qualsiasi campo, necessitano del conforto e della partecipazione della base, cioè di quelle forze operanti nel mondo del lavoro le quali oggi più che mai sono al centro di vasti cambiamenti sociali.
E' mediante il dibattito, il confronto delle idee e del le esperienze che si possono garantire quei valori democra tici che sono alla base di ogni ordinamento.
Certamente l'assemblea in molti casi non risponde a que sti intendimenti non tanto per difetto del mezzo quanto per l'impreparazione, la faziosità ed il partitismo degli uomini.
Nel contesto sinda cale e nelle lotte con trattuali, settoriali o aziendali, l'assem blea si dimostra certa mente lo strumento più valido per individuare la necessità di un'azione rivendicativa, sia inerente al piano normativo che a quello economico, inoltre de libera la linea e la strategia di lotta più opportuna.
L'assemblea, nata da esigenze prettamen te sociali e politiche, trova nella vita sinda cale una sua giustifi cazione storica.
Noi tutti sappiamo che il sindacato è la risultante di quelle esigenze sociali, qua
li la difesa dell'occupazione, l'inquadramento economi co e normativo ed il crescen te bisogno dei lavoratori di essere forza attiva e democra tica in seno alla nazione.
Ebbene, in questi ultimi tempi il sindacato sta uscen do dal periodo verticista, cioè di potere decisionale ad alto livello e vuole rl= trovare nei lavoratori quel la carica democratica che è stata in sostanza la causa della formazione del sindaca to stesso.
Perciò ecco che il sindaca to favorisce lo svolgersi delle assemblee, dando così ai lavoratori stessi l'oppor tunità e la responsabilità
La vertenza che recentemente ha interessato la nostra dit ta è stato caratterizzata nella sua dinamica di lotta dall'assemblea.
Bisogna riconoscere che, fin dai primi giorni v'è sta ta una partecipazione senti ta e responsabile, non per questo non ci sono state la cune e difetti d'impostazio ne. Difetti che non ci devo no_scoraggiare, renderci inclini a facili pessimismi che darebbero ragione a ta luni ottusi benpensanti o reazionari dell'ultima ora.
Sta a noi stessi, da oggi in poi, meglio inquadrare la nostra identità umana nel sindacato, nella fabbri di meglio definire e progral ca e nella vita in genere. mare gli aspetti di ogni vertenza.
Certamente molti di voi avranno compreso quale e Non solo il sindacato, ma quanto sia l'apporto della anche noi stessi, quale par assemblea all'unità sinda tettiva dello stesso nella cale, che non è frutto di fabbrica, crediamo fermamen gioco burocratico, ma di te nella validità di tale volontà innovatrice e di presupposto in quanto respon serio dialogo unitario. sabilizzando maggiormente il lavoratore riceveremo da es so una partecipazione alla vita sindacale più valida e creativa, sempre aperta alle nuove esigenze.
Non un'idea espressa da pochi, ma volontà di tut ti.
Se ci sarà unità, essa passerà per forza dalla base.
CONSIDERAZIONI SULLA NOSTRA LOTTA
La nostra ditta con i suoi 1500 dipendenti, come voi tutti sapete; fa parte del gruppo G.T. & E. — General sistem, che con le sue 84 società vanta nel mondo 140.000 dipendenti. Da notare il fattura— to G.T.E. — International ha rag giunto nel ,1967 i 1600 miliardi con un incremento del 9,7%, supe— riore alla media delle grandi so— cietà americane.
La G.T.E ITALIA ha 3.500 dipen— denti circa con un incremento di 600 unità rispetto al 1966.
Nel 1967 il fatturato è stato di 21 miliardi e 325 milioni con un incremento del 30% rispetto al 1966.
Tutti questi dati vogliono dare un'idea della soddisfacente si— tuazione della nostra azienda.
Meno positiva è la situazione re tributiva e normativa all'inter— no della nostra azienda. Al ver— tiginoso aumento della produzio— ne e delle rendite e di conse— guenza dei profitti, non è cor— risposto se non in lieve misura un miglioramento dei salari (ot— tenuto anche questo da azioni ri vendicative). E' innegabile che alla luce di queste considerazio ni le richieste avanzate dalla C.I. si giustificano da sole.
Ma anche questa volta però la buo na volontà dei noi lavoratori ma nifestata in queste trattative è -stata mal valutata.
La direzione deve tener a mente che noi siamo sì disposti al dialogo, alla trattativa ma se essa pensa di poter sfruttare i
suoi dipendenti per il solo sco po di raggiungere alti profit— ti onde permettere ai suoi a— zionisti di intascare dividen— di mantenendo all'interno del— la nostra azienda una situazio ne normativa ed economica che riteniamo vergognosa, allora si sabglia di grosso.
A coloro poí che al solito si 'dimostrano benpensanti e oppor tunisti e che con il loro com— portamento favoriscono tale pate ternalistico atteggiamento chie diamo di valutare questi fatti.
A cinque anni dal nuovo insedia mento, ecco i problemi che de— vono trovare soluzione:
— Perequazione
Cottimi
Qualifiche
— Ordinamento interno
— Commissione Paritetica (C.T.P.)
— Ambiente (Riscaldamento — ae reazione — lavori nocivi — nuo va sistemazione degli spoglia— toi).
La direzione non ci può negare la buona volontà fin qui dimo— strata nel cercare una rapida, soddisfacente soluzione di que sti problemi. Soluzione che di volta in volta viene procrasti nata o addirittura negata. Noi siamo aperti al dialogo, ma prima di interrompere l'azione sindacale, la direzione ci deve dare varanzia di proficue trat— tative sulla base di quanto da noi proposto nell'ultimo comu— nicato del 22 ottobre. E se co— me al solito l'ottusità del pa— dronato si opporrà alle giuste rivendicazioni dei lavoratori, noi siamo ben decisi a non tran sigere.
Da qualche anno in qua i giornali benpensanti, e non soltanto i giornali, si ammantano di discorsi fatui e poco documentati; dicendo ad esempio che la FIM-CISL cer ca di mettersi alla sinistra di altre Organizzazioni, sca valcandole soprattutto. nelle forme di lotta. Noi diciamo che non vogliamo scavalcare nessuno, diciamo invece che in noia è, il significato dg,1 Sindacato, per noi il sindgcato ha un pus-tu ben precis -nella socie ed è"
quello di ti dei la Pert ntc siano Ossi zionalA 0 dale, riori sul piano tativa si
difender?A:diriVM0
pAtori .3714s uand
Questo nostro comportamen to non piace ai benpensanti, ai qualunquisti e piace ance ra rAeno-a quelli che hanno preso il sindacato come un mezzo per mettersi al servi zio della controparte.
Per questo è bene non ge neralizzare sul conto delh FIM-CISL e soprattutto di non dare udienza_ai qualun quisti e agli p,sut-sinda calisti, perchè ne va di lì~ il giusto stí ifica-
rob n Ag, 2 'ttièpt 11.1,‘ .,At on. fere, provine le az:ken, )ritpreple' trovano oeherére Soluzionepacifico della trat deve ricorrere alle
sciopero e a tutte quelle fer me di lotta che lo sostengono.
Noi non scioperiamo per di vertimento, come c'è stato detto, o per metterci alla sinistra di altre organizza zioni.
Noi scioperiamo a ragion veduta e solfi quando le vie per raggiungere soluzioni pa cifiché sono esaurite; in tal caso lo sciopero è neces sario e lc facciamo con con vinzione.
im s9; del sindacato e A9R3 4,mezzo i layer kmauwid17:9A4£4,FIM-Git non ci are, eno a è 'vpgli4mo sma a gente a,mezzo servizio, che mette in om bra il vero compito del sindacato; per questo vi diciamo:
rafforzate il sindacato! Venite nella nostra orga nizzazione! Venite nella FIM-CISL, il sindacato de mocratico che da anni si batte per l'incompatibili tà tra cariche politiche e cariche sindacali.
Questo la CISL milanese lo ha dimostrato anche nelle ultime elezioni:
NESSUN UOMO DELLA CISL DI MILANO ERA PRESENTE NELLE LISTE DEI VARI PARITI.
LA F.I.M.
- C.I.S.L. E LE LOTTE SINDACALI
Ca
continuazione' dalla pp. 3
Molti si domanderanno se gli scioperanti scioperano anche per loro, che coscienza hanno questi "indifferenti"?! Senza dubbio hanno la lo ro coscienza:'Coscienza da servi! Essi, e questo è il male peggiore, non sono coscienti di essere nel servilismo più acuto; di essere de— gli strumenti in mano alle alte sfere.
Si spera che questi "indifferenti" capiscano almeno che il fenomeno del loro assenteismo è altamente distruttivo e negativo per lo sfor— zo comune teso a raggiungere un miglior benessere nell'ambito dell'a zienda.
ventisette
10 SONO IL TUO D I RETCORE! CUSTOIP
so140 DIVERSI I RUOLI ck4 E 410041A m0 SAIWW
E vIENE spogl-prie-0 CONSTATARE Cife MENO rl si PAC/42, Music) sì 4vADA4NO
• BE •
...ErU,DAVANTI ADUNO QUESró NON~ san', CI4E VIVE SULLA TVA NON E' CHE DICA' VUOI Q— PELLE,V5I VNTONO PIC,NITOSO, oLA um ant kipETER SUPPLICIEVOLE? NONE oAE i mA.. QA UOMO. NE7vAVO ? NE...
IRAQ (NES-M E' DA UOMINI /
E ADESSO DA UOMO ...PENSI CPte VN
A UOMO/CON TURI I 1.3CENZIAMENT-CI PEBIrl CHE HAI,CON dJ0REREBBE -ruite Le Di5G2AzIE LA TVA .te(? • ci4E MI HAI RAccOt4rirrg slTUAZ.I01` m.
ONE1-AblENre
INCREDIBILE! MI PARLi DELLA TUA cATASTRoFICA SITUAZIONE FINANZIARIA coN TON O tAcEi tl vOLE ALLDRA;rU, NON RAI ANCORA CAPITO GivAgro