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Tribuna22

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Bollettino unitario dei Consigli di Fabbrica della Siemens Elettra

Tutto il gruppo mobilitato per inquadramento unico e ad

DOCUMENTO PER L'INQUADRAMENTO UNICO

L'assemblea dei Consigli di Fabbrica del Gruppo ha approvato un documento per la corretta applicazione dell'inquadramento unico del quale riportiamo un'ampia sintesi .

LINEE GENERALI

L'analisi dell'incasellamento va effettuato sulla base delle declaratorie e dei profili professionali previsti dal Contratto Naziona le e dell'accordo aziendale .

Va inoltre ritenuto valido il criterio che a parità di mansione corrisponda parità di categoria . Vanno inoltre risolti i casi compie tamente anormali .

PASSAGGIO 2° - 3° CATEGORIA

Vanno inquadrati al 3° livello tutti quei lavoratori che ne hanno diritto contrattualmente, questo in eccedenza al N•O di passaggi previsti dall'accordo aziendale .

A94.4.0 ras- 2

La Siemens non ha ritenito suf fuciente la grande giornata di lotta del 22 Marzo per dovere modifica re il suo atteggiamento .

La Direzione di Milano ci ha confermato di non potere intervenne per il ritiro dei licenziamenti all'ACE .

Sappiamo che sono storie, se la Siemens volesse i licenziamenti potrebbero rientrare domani e Fonzi potrebbe andarsene dopodomani L'assemblea dei COnsigli di Fabbrica del Gruppo ha quindi deciso di adottare una serie di inziati ve di lotta .

- E' stato affisso in tutta Mila no, a Sulmona, a Torino e a Roma , un manifesto di denuncia nei confron ti della Siemens .

- Si terrà nei prossimi giorni una conferenza stampa per informare i giornali della situazione all'ACE.

aprile 1974 TRIBUNA
SINDACALE UNITARIA
ACE - NUOVE INIZIATIVE DI LOTTA DECISE DAL COORDINAMENTO

PASSAGGIO 3° - 4° CATEGORIA

Sulla base dei profili professionali hanno diritto a questo passaggio i seguenti gruppi di lavoratori :

L'azienda deve rispettare l'accordo aziendale garantendo questa categoria a corrispondenti ed elabuatori /trici .

Devono essere inquadrati alla 5° categoria alcune figure di: Cavenago - Aiuto preparatori di linea o di macchina

- Alcune figure di attrezzisti

- Addetti manutenzione

Addetti controllo campionatura .

Vipiteno - Abune figure di cablatori

Montatori di trasformatori completi .

Gorla Siama - Montatori di tavolo

- Alcune figure di lavoratori su macchine utensili

Fabbri ,saldatori,lattonieri

Imballatori di apparecchiature di particolare delicatezza .

Per tutto il gruppo, autisti, addetti sala prova, telescriventisti con uso di lingua straniera .

Si ritiene inoltre che alla 3° categoria devono rimanere unicamente le semplici dattilografe,gli archivisti, le centraliniste,le perforatrici, le telescriventiste

PASSAGGIO 4° - 5° CATEGORIA

Occorre superare il numero di passaggi di ex operai di 1° e 1° super previsto dall'accordo aziendale poichè attualmente si registra no all'interno di gruppi omogenei forti contraddizioni fra lavoratori di uguale mansione .

In base ai profili professio nali hanno diritto al passaggio alla 5° categoria alcune figure di :

-Attrezzatori di macchina o linea

-Costruttori su banco e su macchina

-manutentore elettronico-meccanico

- Contabili , disegnatori.particolaristi, addetti sala prove .

5° CATEGORIA SUPER

Si ribadisce il concetto che per questo livello retributivo va rispettatto quanto previsto dal con tratto e quindi va riservato a lavoratori che svolgono mansioni di coordinamento .

6° CATEGORIA

VAnno inquadrati a questa categoria i seguenti gruppi di lavoratori

Siama - tecnici che effettua no posa in opera e manutenzione degli impianti , attualmen te inquadrati in 5° super .

Cavenago - capi turno, capi reparto

Vipiteno - capi sala

Vanno inoltre inquadrati a questa categoria di segnatori proget tisti , specialisti tecnici dei reparti di vendita, acquisitori, progettisti di impianti, correntisti.

MOBILITA' PROFESSIONALE

Vanno impegnati tutti i consigli di fabbrica per un lavoro approfondito sul significato e sulle possibilità di mobilità professionale . Allo stato attuale non si è in grado di fare proposte complessive .

Gorla

LA VIA DELLA DEMOCRAZIA PASSA ANCHE PER SULMONA

" Le operaie dell'ACE non sono delle schiave . Fonzi ! Boia ! Le de vi rispettare " ."No! Ai licenziamenti . No ! alle sospensioni, Facciamo pagare la crisi ai padrnni " ed ancora " Prezzi ribassati, salari aumentati " questi ed altri slogan venivano scanditi con forza da migliaia di lavoratori, studenti, contadini venuti da Milano, Torino, L'Aquila, da tutta la Valle Peligna per manifestare protesta e sdegno contro il terrorismo squadrista che ha trasformato l'ACE di Sulmona in una fabbrica Lager, denunciare la frustrante condizione economica e sociale della popolazione della zona in particolare, e quella che in questo periodo si sta creando in tutta l'Italia .

" NORD-SUD UNITI NELLA LOTTA" era il titolo dello striscione cl -e apri va il corteo . Dietro le operaie dell'ACE di sulmona e dell'A.C.F. di Mila no che ritmavano : " Milano, Sulmona la lotta è una sola " . Lo slogan veniva ripresa e percorreva , in-tono sempre maggiore, il corteo fino alla coda

Ancora una volta si doveva, però,constatare "l'imparzialità"della polizia : circa 50 gipponi e 300 tra carabinieri e poliziotti in pieno assetto di guerra ( casdii, scudi, manganelli, fucili, bombe e candelotti lagrimogeni ) venivano schierati davanti all'ACE per garantire " il diritto di lavoro " a quei fascisti che dopo aver dormito in fabbrica , provocavano , agitando catene e bastoni, la massa di lavoratori e democratici che 'si era radunata davanti alla fabbrica. E come non bastasse un'auto della Direzione con a bordo due gorilla si scagliava a grande velocità contro i lavo ratori in sciopero . Una operaia veniva ferita e alcuni altri contusi . Nonostante il clima di tensione apertamente provocatorio montato da Fonzi con la complicità della Direzione di Milano e delle sue " amicizie " influenti i lavoratori dimostravano il loro alto grado di maturità .

L'unità dei lavoratori del Nord e del Sud ha avuto una prova pratica, Tisi ca, a dimostrazione di quanto avanzata sia la cosienza unitaria della clas se operaia .

I 200 lavoratori venuti da Milano e Torino stanno a dimostrarenon solo la dolidarietà di 4.500 lavoratori del gruppo Siemens in Italia scesi in sciopero quel giorno per otto ore ) l'astensione dal lavoro è stata al 100% nelle unità produttive, oltre il 50% per gli impiegati della sede ) ma anche la fermezza e la volontà con cui i lavoratori del Gruppo Siemens intendono onorare la cambiale in bianco che hanno firmato a settembre con i lavoratori dell'ACE, finchè la situazione attuale non cessi e vengano ripristinate nell'ACE le libertà democratiche e sindacali e la dignità uma na .

$

sulmona

Venerdì 22 marzo, migliaia di lavoratori, -di studenti, di antifascisti hanno manifestato la protesta e lo sdegno di Sulmona e della Valle Peligna contro il terrorismo squadrista che ha trasformato l'ACE in una fabbrica-lager. Alla testa dell'imponente corteo che ha attraversato la città c'erano duecento lavoratori di Milano venuti a testimoniare la operante solidarietà dei 4500 lavoratori del gruppo Siemens (cui appartiene l'ACE) scesi in sciopero quel giorno per otto ore (a Sulmona lo sciopero ha riguardato entrambi i turni). L'unità dei lavoratori del nord e del sud ha avuto dunque una prova pratica, 'fisica', a dimostrazione di quanto avanzata sia la coscienza unitaria e nazionale della classe operaia. Di fronte a questa positiva conferma sta la fredda determinazione dei padroni dell'ACE di volere a tutti i costi mantenere i lavoratori in una condizione umiliante di impotenza e di sfruttamento.

La direzione aziendale (soprattutto nella persona dell'ingegner Fonzi) attua il volere padronale ricorrendo

alla violenza dei mazzieri fascisti, ai ricatti e ai licenziamenti (ultimi, in ordine di tempo, sono quelli di Benedetto Della Valle e del dottor

Valerio Rosano). Ma la grande giornata di lotta del 22 marzo ha dimostrato che i lavoratori e il popolo di Sulmona non sono più disposti a tollerare questo stato di cose.

DA A RUN D'OGGI

STORIA DI UNA FABBRICA E DI UN DIRIGENTE

" Il settore dei componenti elettronici è in crisi, giorni oscuri si avvicinano " , ritornelli come questo sono anni che li sentiamo dai dirigenti della Siemens, in particolare vennero pronunciati con una certa frequenza nel Novembre-Dicembre dell'anno scorso durante la trattativa per il contratto aziendale che vedeva, finalmente, fianco a fianco, i lavoratori dell'ACE di Sulmona e gli altri lavoratori del gruppo Siemens in Italia, di Milano, Cavenago, Roma, Torino .

Intanto al gruppo A21 Componenti Elettronici di Via Pisani veniva preventivato, per l'anno in corso , un fatturato di 16 miliardi con un incremento di 4 miliardi rispetto a quello dell'anno precedente . E che dire dei 700-800 milioni di lire di utile annuo puliti, puliti, finora intascati all'ACE dai padroni tedeschi grazie al massacrante sfruttamento dellelavoratrici e dei lavoratori ( ritmi di lavoro insostenibili, disumani,istituzionalizzazione dello straordinario al sabato e alla domenica ! )

Del resto quando nel 1961 avvenne l'insediamento dell'ACE , l'impresa si caratterizzò immediatamente quale tipico caso d'industrializzazione "Coloniale " : la Siemens non cacciò un soldo di proprio.

L'ACE ebbe gratuitamente terreno, infrastrutture, servizi,incentiva zioni dalla Cassa per il Mezzogiorno, esenzioni fiscali decennali, senza di contro, rispettare gli impegni presi con la Regione e gli enti locali, di garantire i 1.500 posti di lavoro (oggi l'ACE occupa 1.200 lavoratori in maggioranza donne )

In più l'ACE si trovò a disposizione una massa enorme di disoccupati tra cui reclutare i dipendenti attraverso le varie clientele . All'inizio i salari si aggiravano sulle 15.000 mensili, ma ciò nonostante la richiesta di occupazione era sempre massiccia ( i contadini preferivano sacrificarsi guadagnando 15.000 lire a restare sulla propria terra che emigrare nel Nord Italia e nel Nord Europa ) . E l'ACE potè incamerare enormi profitti.

E' nel 1965 ehe approda alla direzione dell'ACE quel triste figuro quale è l'Ing. Fonzi, ex funzionario dell'Euratom, profondo conoscitore di situazioni e personaggi del mondo economico europeo ,esperto di sto ria del nazismo e della massoneria, assiduo lettore del quotidiano fascista " Il Secolo d'Italia " , amico personale e conterraneo del Vescovo di Sul mona Mons. Amadio .

Il fosco personaggio dimostrò subito di meritarsi la fiducia dei padroni tedeschi, facendo in breve tempo , dell'ACE una azienda "gioiello" e punto di riferimento per tutto il padronato della zona .

Incominciò a perseguitare spietatamente gli attivisti sindacali, accollan do incarichi dequalificanti, licenziando, terrorizzando le maestranze . Qualcuno riuscì a portarlo dalla sua parte con il piccolo favore, la lusinga , la promessa di un avanzamento, l'intreccio di rapporti extra azien dali . L'ing. Fonzi ha dimostrato a più riprese di conoscere vita e miracoli di tutti i 1.200 dipendenti, il che gliconsente spesso di intervenire spregiudicatamente in situazioni personali e familiari, conoscenza questa che gli consente, d'altronde, un controllo ed un'attività repreè

siva molto efficace

Da qualche anno s'è circondato di un gruppo di fedelissimi, ben noti negli ambienti di polizia che girano per la fabbrica senza svolgere alcuna mansione lavorativa : loro unico compito è controllare, intimidire, minacciare, disturbare le assemblee e provocare gli attivisti sindacali .

Dallo scorso anno la " politica " di Fonzi si fà più ambiziosa con il tedativo di trasformare i suoi gorilla in sindacalisti . A settelbre un gruppo di fedelissimi dell'ingegnere costituisce la Fismic-Sile ( Sindacato giallo aderente ad una fantomatica " Internazionale Cristiana " ) con il compito principale di contestare il potere dei rappresentanti della F.L.M. .

Ma è da settembre che intorno ai lavoratori dell'ACE fanno quadrato studen ti, cittadini di Sulmona, gli operai della FIAT, della IRTET, della SIT Siemens dell'Aquila ed infine per la fermezza e la lotta dei lavoratori di Milano, 1'ACE viene riconosciuta parte integrante della Siemens Italiana anche a livello di vertenza sindacale .

E' la fine di un isolamento durato fin troppo . Il resto è storia degli ultimi giorni che tutti i lavoratori ormai conosco no bene .

MEZZOGIORNO E FASCISMO

Molti di noi avevano già partecipato a molte manifestazioni ,ad alcune magari imponenti: in trecentomila a Roma, in centocinquantamila a Milano .

Molti di noi avevano già gridato per le strade il loro impegno per il Sud il loro NO al fascismo . Ma per tutti noi che siamo andati a Sulmona la giornata del 22 Marzo è sta ta un'esperienza nuova e importante .

Al di fuori di ogni retorica e di ogni folklore, davanti all'ACE in quel mattino, Mezzogiorno e Fascismo hanno preso consistenza reale, poteva no essere toccati con mano . Negli occhi bassi, nella vergogna di quelle poche ragazze che non hanno scioperato, non si leggeva la schiavitù morale, il consenso, che lega i nostri crumiri al padrone, ma una schiavitù fisica, subita giorno per giorno che ha distrutto ogni capacità di resistenza . In ognu u di quelle ragazze che entravano all'ACE vedevamo una vittoria del fascismo , del suo sistema di oppressione, di annullamento della personali tà umana In ognuna di esse vedevamo il Sud, scendere ancora un gradino nella scala della umiliazione . Ma nelle altre , nelle moltissime lavoratrici, che magari piangendo, pensando a domani, alle conseguenze del loro gesti di oggi : il cambio di turno, il cambio di reparto, la minaccia del posto, l'intervento ricattatorio sui genitori, in queste che non saltavano il fosso della sconfitta e nella altre ancora, che con gli occhi lucidi di gioia ci davano il braccio per stringere i cordoni del corteo, che scandivano con noi gli slogan per le vie di Sulmona, che dimostravano alla loro gente che da Milano non erano scesi i barbari ma dei compagni per lottare a fianco di altri compagni, in quei volti giovani di ragazze, nella loro determinazione e vdbntà abbiamo visto la possibilità del riscatto.del Sud, abbiamo avuto la certezza che il Fascismo nnn passerà .

Ma il fascismo è anche un'altra cosa : è l'arbitrio del potere , la mancanza di garanzie del cittadino di fronte all'autorità, è lo Stato che si fa docile servo del padrone . E anche questo aspetto abbiamo visto in maniera troppo chiara .

Da una parte l'arbitrio della direzione che poteva tollerare, in barba ad ogni legge produttivistica, che quelle poche persone entrate in fabbràa non lavorassero, che i mazzieri armati di catene sostassero dietro i cancelli a provocarci .

Dall'altra l'arbitrio delle autorità : uno schieramento da città in stato d'assedio, una disponibilità completa a battersi contro la ragione dei lavoratori per sostenere la prepotenza del padrone .

Mai come in questo caso abbiamo visto il potere dello stato identificarsi nel potere del padrone

Questo è quanto abbiamo visto a SUlmona, questo è quanto racconteremo e spiegheremo a tutti quelli che non sono venuti con noi, perchè la esperienza di questa giornata divenga patrimonio di tutti i lavoratori del la Siemens .

Il

5,9~e, dm,a0, Si sta tentando di organizzare a Sulmona un incontro con la partecipazione delle Organizzazioni Sin- P dacali, dei partiti politici demo- 30‘.41t' cratici che già si erano schierati VIr 'rl'(,(-) a fianco dei lavoratori dell'ACE, richiedendo l'intervento del Ministero del Lavoro .

CGIL-CISL-UIL dell'Aquila hanno indetto uno sciopero di 2 ore .

In tutto il gruppo in relazione ai problemi dell'ACE e alla trat tativa per l'inquadramento unico so no stati sospesi gli straordinari.

La lotta per la democrazia all'ACE non si vince con una spallata sola, ma con una mobilitazione e una iniziativa continua ; siamo con vinti che i lavoratori della Siemens sapranno essere all'altezza dello impegno che si sono assunti .

(COSA

DICONO\ GLI OPERAI

(SIGNOR MIN15-fRO,PICOPO

CI4E LE LORC GlterE

9rE DEVONO ESSERE SODDIS: CELERMENfE.

( BENISSIMO, CHIAMATE LA CELEREI

(

APPROVATO LO STATUTO DEL COORDINAMENTO SIEMENS - ACE

La riunione generale dei Consigli di Fabbrica tenuta, Giovedì 4.4.74 a Cavenago Brianza, dopo ampio e difficgle dibattito, ha approvato alla unanimità lo statuto del Comitato di Coordinamento del Gruppo Siemeens Elet tra - ACE S.p.A. che rende funzionale ed efficace il collegamento tra le diverse fabbriche del Gruppo .

Questi i punti più qualificanti dello Statuto

NATURA E COMPITI DEL COMITATO DI COORDINAMENTO

A fronte della politica coordinata e globale che la SIemens -ACE attua negli stabilimenti del Gruppo, allo scopo di mantenere in condizione di sfruttamento e di subordinazione i lavoratori, i Consigli di Fabbrica isti tuiscono un " Comitato di Coordinamento " che ha il compito di elaborare una linea stretegica di politica rivendicativa valida per tutti gli stabilimenti .

L'elaborazione di linee politiche e di piattaforme rivendicative valide per tutto il gruppo, avviene tramite un autentico rapporto di democrazia operaia . Il Coordinamento elabora le proprie decisioni dopo un confronto diretto con i Consigli di Fabbrica ( assemblea generale dei delegati )

COMPOSIZIONE DEL COMITATO DI COORDINAMENTO

Il Comitato di Coordinamento è composto da 16 membri eletti dai Consigli di Fablanica dei vari stabilimenti, nelle seguenti proporzioni :

Per favorire una più ampia esperienza politico-sindacale ai propri delegati , si garantisce una rotazione annuale di almeno il 30% dei membri . I membri deletti esprimono le decisioni dei Consigli di Fabbrica e sono in ogni momento revocabili dai Consigli di Fabbrica che li hanno eletti .

SEGRETERIA

Allo scopo di assolvere ai propri compiti operativi con la massima tempestività si eleggono un. segretario ed una segreteria composta da 4 ..membri.

BOLLETTINO DEL GRUPPO

Tribuna Sindacale Unitaria, Bollettino del Coordinamento non deve essere solo un organo di informazione , ma uno strumento di dibattito aperto e democratico che stimoli la discussione e la crescita politoco sindacale tra i lavoratori .

La Sede del Comitato di Coordinamento, è presso lo Stabilimento " Sede di Via Fabio Filzi 29 Milano " .

Sulmona
Roma
3 Cavenago 3 Vipiteno 3 Sede 2 Torino 1
1 Gorla Siama 3 Tot. 16

Documento approvato dal Consiglio Generale

Unitario della F. L. M.

Milanese su IL SINDACATO DI FRONTE AL

REFERENDUM PER L'ABROGAZIONE

DELLA LEGGE SUL DIVORZIO

La situazione economica e politica in cui si colloca il referendum, il tipo di schieramento che !q ha proposto, le possibili conseguenze negative che la" campagna del ferendum può provocare sul piane, dell'unità e della solidarietà dei lavoratori rendono chiaro a tutti che non è tanto in discussione l'assetto giuridico della famiglia, quanto la possibilità di colpire lo stesso movimento operaio e sindacale, nel corso di una crisi economica che si vuole fare pesare sui lavoratori.

Per questo la F.L.M. Milanese non può scegliere la strada del silenzio e propone al dibattito dei lavoratori importanti elementi di giudizio, fermo restando ovviamente che l'organizzazione, non sarà in nessun modo e con nessun mezzo impegnata nella campagna o nell'esprimere linee propagandistiche, fedele al comportamento autonomo fin qui seguito.

Ecco perciò alcune indicazioni di fondo:

1) i lavoratori metalmeccanici debbono valutare con chiarezza che il referendum, al di là del confronto sulla regolamentazione legislativa del matrimonio, è sostenuto da potenti interessi conservatori e ridà spazio a forze reazionarie eversive, prima di tutto il M.S.I., che le lotte di massa avevano emarginato

dalla scena politica e parlamentare.

Questi nuovi paladini della famiglia non hanno nessun interesse a sanare sul serio le ragioni di crisi del matrimonio, ma vogliono drammatizzare lo scontro per attaccare le conquiste dei lavoratori e la stessa democrazia;

Si tenta di strumentalizzare la differenza di visioni religiose ed umane per seminare la divisione tra i lavoratori, proprio nel momento in cui l'esperienza dei Consigli ed il processo di unità sindacale hanno dimostato a tutto il Paese che il pluralismo di visioni religiose ed umane non è assolutamente un'ostacolo alla solidarietà nella lotta e nella costruzione di un sindacato unito.

E' compito primario del movimento battere questo tentativo e dare una grande dimostrazione di unità.

I promotori del Referendum per l'abrogazione di una legge che non vincola tutti i cittadini ma sanziona una possibilità limitata per chi la vuole utilizzare, non hanno invece speso una sola parola sulle cause della crisi della famiglia che hanno radice nella condizione sociale. Nessuna parola sulla tragedia dell'emigrazione, sulla assenza dei

servizi sociali, sullo sfruttamento della manodopera femminile, sulle difficoltà economiche della famiglia.

La famiglia è oggi un valore importante per le masse_lavoratrici; un valore che va difeso anzitutto conquistando con le lotte sindacali e civili più libertà dal bisogno, dall'ignoranza e dallo sfruttamento operato in nome del profitto.

Per queste ragioni, al di là della libera scelta morale e politica di ciascun lavoratore che non è minimamente in discussione, il direttivo della F.L.M. milanese in apertura del dibattito nelle zone e nei consigli, esprime un giudizio negativo su una proposta di abrogazione della legge sul divorzio, che rischia di aprire una vera e propria guerra di religione e drammatiche crisi di coscienza nel momento in cui è necessario il massimo di solidarietà e che obiettivamente rappresenta un diversivo rispetto alla soluzione dei gravissimi problemi sociali del Paese.

II compito più importante dei metalmeccanici resta comunque quello di rafforzare l'unità malgrado il referendum, al di là del referendum. * •

Su tali questioni il Consiglio Generale Unitario della F.L.M. decide pertanto di aprire un ampio dibattito tra tutti i lavoratori.

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