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Sterzo (2)

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Spett. SEZIONE Del PS "Borromeo" Via C.da .esco l 20099 SESTO n.GIOVANNI

Aprile 1972

Abb. Postale Gruppo III

Anno III - N. 2 - Periodico mensile

« LO STERZO » - periodico aziendale politico sindacale; Direttore Resp. Liano FANTI - Direzione - Redazione e Amm.ne presso la Sede del PSI dell'Alfa Romeo, Via Monviso, 118 - Santa Maria Rossa (fraz. di Garbagnate) 20024 (MI) - Aut. trib. N. 58 del 10-2-1970 - Proprietà: NAS Alfa Romeo di Arese -

Ci si muove in una direzione sola. E la direzione verso cui ci muoviamo noi socialisti è l'avvio ad una nazione moderna, a una democrazia efficiente, a un socialismo umanistico che in sé abbia conciliato le esigenze di una radicale trasformazione del sistema economico con la dilatazione della libertà e della democrazia e che sia in Europa, sia nel

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mondo, un grande fattore di pace.

NA S Nucleo Aziendale Socialista

PERIODICO PER I LAVORATORI ALFA ROMEO

ALFA ROMEO

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Il PSI rappresenta tutta la tradizione socialista del nostro Paese nella sua autonomia e nella sua fedeltà al mondo del lavoro

7 MAGGIO 72 LOTTA COL VOTO P.S.I. L'elettore deve scegliere non fra 9 partiti ma fra due politiche: o la DC va a destra con i missini e i liberali o va a sinistra con il PSI; il quale chiede agli elettori un voto di sinistra, non da « congelare » ma da « spendere subito », per una politica più dinamica per realizzare le riforme. Presente il compagno G. Mosca

Gli equilibri arretrati della DC la sede del NAS dal monocolore al centrismo UnInaugurata più stretto legame con le fabbriche essenziale per la battaglia socialista L'involuzione della strategia democristiana negli ultimi anni non conosce soste. Nel Governo di centro-sinistra il P.S.I., che è la componente rinnovatrice, riesce ad imporre alcune qualificanti riforme soltanto dopo aver vinto l'azione frenante della D.C. e degli alleati moderati. Nella coalizione di centrosinistra si verifica uno scontro di classe permanente al quale non può restare estranea l'intera sinistra, che in vari casi contribuisce in misura determinante a far approvare dal Parlamento leggi e provvedimenti di interesse popolare. Salta così la delimitazione di una maggioranza che non esiste più dal momento che la D.C. con lo scontro frontale e con l'uso dei franchi tiratori dimostra di non avere più intenzione di tener fede agli impegni programmatici assunti. È ancora la D.C. che partorisce l'iniziativa per l'abrogazione del divorzio e che impone al Paese, con la complicità del P.S.D.I., del P.R.I. e del P.L.I., un Presidente della Repubblica con i voti determinanti dei monarco-fascisti, quando nel Parlamento esiste una larga maggioranza costituzionale e antifascista. È sempre il partito dello scudo crociato che tronca la legislatura in anticipo e con un Governo monocolore minoritario porta il Paese alle elezioni anticipate. Fanfani ed altri dirigenti massimi democristiani hanno, questa volta con coerenza, tracciato la linea strategica post - elettorale della D.C. Niente di nuovo e niente di avanzato, come era facile prevedere, ma un ritorno al centrismo degli anni 50 con il P.L.I. ripescato e riabilitato e il totale asservimento del P.R.I. e del P.S.D.I. per i quali la vocazione centrista non è mai venuta meno. È chiaro che se questo disegno dovesse concretizzarsi sarebbero in pericolo le riforme realizzate e quelle da attuare. Si ritornerebbe ai Governi del bastone e della carota, vale a dire della repressione anti popolare e del paternalismo strumentale, come il ritocco insignificante delle misere pensioni a cavallo delle elezioni. Gli elettori ,ai quali sta per passare la mano, possono far fallire il disegno reazionario della D.C. e dei suoi complici. Dipende infatti dagli elettori ed in particolare dai lavoratori la difesa delle conquiste raggiunte: dallo statuto dei lavoratori, alla Regione, dal divorzio, alla riforma pensionistica. Sarà il voto dei lavoratori a creare le condizioni politiche per le riforme che urgono e che riguardano la scuola, la sanità, la sicurezza sociale, la piena occupazione e la programmazione democratica. Sarà il voto antifascista ad arginare e respingere l'onda-

ta nera che minaccia le istituzioni della Repubblica sorta dalla Resistenza. Noi socialisti abbiamo le carte in regola per meritare la fiducia dei lavoratori. Il P.S.I. è stato in tutta la sua storia e rimane una autentica forza riformatrice, demo-

cratica e antifascista. Il rafforzamento del P.S.I. determinerà l'avanzamento delle posizioni del mondo del lavoro e la sconfitta della linea degli equilibri arretrati neocentristri della D.C. Il raqorzamento del P.S.I.

servirà a rintuzzare il velleitarismo reazionario fascista con il rilancio di una politica di riforme che bonifichi il terreno sociale sul quale prospera la mala pianta del fascismo. Libero Biagi Sindaco di Sesto S. Giovanni

È stata inaugurata sabato 15 aprile la sede del NAS Alfa Romeo. La manifestazione ha richiamato compagni, giovani e anziani, con la presenza del Vice-segretario del Partito compagno Giovanni MOSCA.

La nuova sede, si trova in un quartiere popolare, a due passi dallo stabilimento Alfa Romeo di Arese, al n. 118 di via Monviso e S. Maria Rossa, una frazione di Garbagnate. Uno dei sobborghi tipici della periferia milane-

SONO DEI RIFORMATORI

CIRCOSCRIZIONE MILANO-PAVIA

se, metà campagna e metà ciminiere: in fondo alla strada, dove sorgono nuovi caseggiati, si vedono i lunghi capannoni dell'Alfa. Meno di due mesi fa la zona si trovava al centro della lotta aziendale, risuonavano

CIRCOSCRIZIONE MILANO-PAVIA

gl islogan degli scioperi e i canti della manifestazione. L'inaugurazione della Sede si collega a quel clima e alla sempre maggiore coscienza politica dei lavoratori dell'Alfa. Come ha ricordato il compagno Mosca, la presenza socialista nella grande fabbrica milanese dell'auto è stata sempre consistente, sia nello stabilimento di Arese che in quel di Milano. Il NAS funziona da tempo, oggi ha un paio di centinaia di iscritti. Cresceranno certamente, ora che finalmente grazie allo sforzo dei compagni è stata aperta la sede: un punto di riferimento, di incontro permanente per il dibattito politica dei socialisti fa Romeo. Questo fatto, ha sottolineato il compagno Mosca, risponde alla volontà del PSI di ancorarsi saldamente alla realtà di fabbrica, ai luoghi di lavoro, come forza autonoma e di classe della sinistra. Per questo è stato indetto un convegno nazionale dei socialisti delle fabbriche; avrebbe dovuto tenersi il 26 marzo a Milano, è stato rinviato alla fine di maggio per evitare ogni strumentalizzazione « elettoralistica ». 11 legame con le fabbriche è parte essenziale della lotta politica socialista. Il PSI, ha detto Mosca, è oggi al centro dello schieramento riformatore, e per questo è il bersaglio degli attacchi della destra. I socialisti vogliono dare con le riforme una risposta democratica alle grandi lotte di questi anni. Dall'altra parte c'è la DC, con la sua svolta a destra, i suoi cedimenti ai ricatti reazionari e alle violenze neo fasciste, che nutre in gran parte dei suoi dirigenti il sogno impossibile di un ritorno al centrismo, agli anni '50, che poi sarebbe una vittoria della destra più reazionaria. I socialisti, ha ribadito il Vicesegretario del PSI, sono decisi a battere questo disegno, col voto del 7 maggio e dopo, a cercare un equilibrio nuovo nel Paese.

I PADRONI NON LI VOTANO VOTATELI VOI

MOSCA Giovanni n. 1 Di famiglia operaia, comincia a lavorare a 9 anni, nelle botteghe artigiane del mobile e a 14 anni entra in fabbrica. Nel CLN della fabbrica, Mosca partecipa alla difesa degli impianti e alla insurrezione dell'aprile 1945. Nello stesso anno entra nel PSI. Presidente di Commissione Interna, diventa nel 1950 segretario della Camera del Lavoro di Lodi, e quindi segretario milanese della FIOM dal 1954 al 1957, quando diventa vice segretario (nel 1960 segretario) della Federazione del PSI di Milano. Entra in Comitato Centrale nel 1959 e nella Direzione del Partito nel 1961. Nel 1963 viene eletto in Parlamento. In stretta collaborazione con Giacomo Brodolini, partecipa all'elaborazione dello Statuto dei diritti dei lavoratori e della legge sulle pensioni. Segretario generale socialista nella CGIL dal 1964, dà un decisivo contributo allo sviluppo dell'unità sindacale; nel 1969 torna agli impegni di Partito e nel 1970 diviene Vicesegretario Nazionale.

CRAXI Bettino n. 2 Vice-segretario nazionale del PSI, deputato uscente eletto nel 1968 nella circoscrizione di Milano-Pavia. È nato a Milano nel 1934. Ha iniziato giovanissimo l'attività politica nelle file del Movimento giovanile socialista. Dirigente prima dei giovani socialisti poi dell'Unione Nazionale Universitaria è stato eletto nel 1960 consigliere comunale di Milano. Consigliere dal 1960 al 1970, assessore dal 1960 al 1966, il compagno Craxi ha ricoperto la carica di segretario della Federazione Milanese del PSI e segretario regionale lombardo. Membro del Comitato Centrale dal 1957 è membro della Direzione nazionale dal 1965. * In questa consultazione elettorale II NAS Alfa Romeo, non ha propri iscritti fra i candidati al Parlamento, in considerazione di ciò e in base ad alcune valutazioni di carattere politico il Nucleo Aziendale Socialista dà ai lavoratori, ai loro familiari e ai loro conoscenti queste indicazioni:

LATTISI Ruggero n. 29 Partigiano, è iscritto al PSI dal 1944. Vice Segretario della Camera del Lavoro di Milano. Membro del Comitato Centrale della FIOM-CGIL. Membro del Comitato Direttivo della Federazione. Nel 1951, Segretario della Camera del Lavoro, viene eletto Consigliere Comunale. Dal 1960 è assessore al Comune di Sesto San Giovanni. In questa attività, impegnato prima al Bilancio poi all'Urbanistica ha modo di esprimere la sua personalità politico-amministrativa con scelte di fondamentale importanza per la città, quali l'esenzione dal pagamento delle tasse di 15.000 famiglie di lavoratori, la proposta di un nuovo piano Regolatore Generale improntato su una migliore disciplina dei quartieri e la difesa dell'ambiente e della salute pubblica.

MOSCA Ringraziamo pubblicamente il compagno Villa, segretario della Sezione G. Matteotti di Sesto San Giovanni, per la sua generosa offerta di mobili, coi quali ci è stato possibile arredare la Sede dei socialisti Alfa.

2 w CRAXI 1> 29 LATTISI re RIPA DI MEANA o 44

RIPA DI MEANA Carlo n. 44. 42 anni, giornalista, membro Comitato Centrale del PSI, presidente dell'Ente per il Turismo di Milano. Nel 1957, dopo aver lasciato con Antonio Giolitti, Italo Calvino, Furio Diaz e altri militanti il Partito Comunista in seguito all'intervento sovietico in Ungheria, ha partecipato all'attività del gruppo raccolto intorno alla rivista « Passato e Presente » di cui è stato dall'inizio direttore responsabile. Nel 1958 ha aderito al PSI. Eletto nel giugno '70 Consigliere regionale lombardo, come capo gruppo ha guidato la rappresentanza socialista in Consiglio. Nel luglio 1970 venne eletto Presidente della Commissione Statuto e Regolamento. Lo Statuto della Lombardia è unanimamente riconosciuto come lo Statuto più avanzato e innovativo di tutte le regioni italiane. Protagonista della battaglia antifascista della Regione e per la riforma RAI-TV in senso pubblico e regionale. Ha partecipato alle grandi lotte civili della nostra società: come segretario generale del Club Turati dal 1966 al 1970 e nei comitati direttivi di Italia Nostra.

La sede del NAS Alfa Romeo, è aperta tutte le sere dalle ore 17,30 alle 19 (escluso il sabato) a disposizione di tutti i compagni. STATUTO DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO Art. 11 In ogni luogo di lavoro in cui siano almeno cinque compagni si costituisce il NAS. Ove esista il NAS, ad esso devono iscriversi tutti i compagni che lavorano nel luogo di lavoro ».

Riccardo Calzeronl (Redattore dell'« Avanti! ») SOTTOSCCRIZIONE Pro sede PSI - Alfa Romeo L. 12.000 Pino Domenico L. 5.000 S. O. L. 5.000 Angeli Rizieri L. 1.000 Petrò Vincenzo L. 1.000 Bariati Luigi L. 1.000 S. G. L. 1.000 Lella Domenico L. 1.000 Oltrabella G. L. 1.000 Bollati G.F. L. 500 Bascialla F. 500 Maiocchi Giovanni L. L. 500 Bennici Diego L. 500 Cuccurullo G. 500 Bellini Roberto L. L. 500 B. M. G. - R. M. C. L. 60.000 C. C. somma raccolta dal compagno E. Gastaldelli: N. L. L. N. N. L. N. N. on. Angelo Cucchi L. Mesturini Marcello L. Bonvini L. Miscioscia L. Maryzava L.

1.000 1.000 1.000 1.000 500 500 500 500

Totale

L. 97.000

Rip. prec.

L. 11.000

Totale generale L. 108.000


Lo

2

STERZO

La casa è un bene sociale un diritto di tutti Nel 1961 mancavano in Italia 25 milioni di vani. Nel 1973 secondo un prudente calcolo di previsione, ne occorreranno 43 milioni, 50 milioni nel 1978. In Svezia gli enti pubblici costruiscono 1'80 % delle case, in Inghilterra il 50 Vo, in Francia, Austria e Danimarca il 30 %, in Italia solo il e/a. L'altro 94 % dell'edilizia veniva lasciato in pascolo agli appetiti degli imprenditori privati che si concedono con estrema disinvoltura arbitrii e piraterie di ogni sorta. L'incidenza degli affitti sui bilanci familiari di chi lavora a paga fissa è addirittura rovinosa. Per assicurarsi un tetto l'operaio spende in Francia il 5,2 °/o del salario, in Germania il 7,3, in Danimarca 1'8,7, in Inghilterra il 9,3, in Italia il 16,2. Nei centri industriali del Nord però, l'affitto si mangia il 30 % del reddito di lavoro o addirittura il 50 % se l'alloggio è a fitto sbloccato. Una tipica storia all'italiana è rappresentata dalla Gescal.

La Gestione Case lavoratori ha riscosso dalle buste paga dei lavoratori — operai, impiegati, dirigenti — dal '63 a oggi più di 2000 miliardi. La Gescal prendeva i soldi e li depositava in banca, che versava nella grossa borsa un interesse del 5,5 °/o all'anno. Gli anni passavano, i lavoratori aspettavano invano le case, che sono poche (in Lombardia soltanto il 30 °/o dei proventi si è tradotto in case). Avveniva che un sindaco o un presidente di Istituto Case Popolari che volevano fare quelle abitazioni che la Gescal non faceva erano costretti a rivolgersi alla banca che gli faceva pagare 1'8 % di interessi all'anno. La banca aumentava la montagna dei depositi di denaro, col quale aiutava la costruzione di case non certo popolari. Tutto questo mentre la Gescal fingeva di non vedere che i lavoratori italiani venivano defraudati del 2,50 % di interessi su un deposito di 650 miliardi ogni anno. Questo grosso « carrozzo-

ne » è stato colpito dalla recente Riforma della casa. Dal suo ventre debbono uscire i miliardi che in parte finanzieranno l'edilizia popolare. Milano in modo particolare ha fame di alloggi. Gli urbanisti prevedono che nei orossimi cinque anni il fabbisogno di abitazioni sarà di 100 mila vani nuovi nel caso vi sia un'immigrazione graduale; se invece si dovesse verificare una immigrazione massiccia com'è avvenuto dal '68 al '70, questo numero di vani dovrà essere costruito entro due o tre anni. Tuttavia, Milano e provincia ancora oggi sopportano un intenso flusso immigratorio (50.000 unità all'anno) che determina una richiesta di alloggi popolari continua e pressante. Inoltre ben 5.000 persone vivono in cascine antigieniche e alcune migliaia vivono in alloggi impropri e inabitabili: a queste situazioni devono aggiungersi gli sfratti, gli sgomberi per demolizioni di case interessate da lavori pubblici e dal piano regolatore.

11° MAGGIO

Festa dei lavoratori Il 1886, otto organizzatori sindacali, condannati a morte sotto falsa accusa di aver lanciato una bomba durante una manifestazione per la giornata di otto ore, salgono il patibolo a Chicago. Nei paesi più industrialmente avanzati, i lavoratori rivendicavano il sacrosanto diritto a lavorare non più di otto ore al giorno. È stato giustamente scritto « che il modo più semplice per i capitalisti, di aumentare ii loro profitto, consisteva nell'accrescere il più possibile il plusvalore prolungando al massimo la giornata lavorativa ». A ricordo del martirio di Chicago il Congresso della 2' Internazionale decise di proclamare il 1° Maggio festa Internazionale dei lavorttori. Nel 1890, la festa dei lavoratori viene festeggiata per la prima volta in Italia. Nel 1947, a Portella delle Ginestre (Sicilia) nove lavoratori vengono uccisi da bande armate. « Spon River » vi ha dedicato in memoria degli anarchic iimpiccati a Chicago la seguente epigrafe:_____

« Vidi una donna bellissima con gli occhi bendati ritta sui gradini di un tempio marmoreo. Una grande folla le passava dinanzi anzando al suo volto implorante. Nella sinistra impugnava una spada. Brandiva questa spada colpendo ora un bimbo, ora un operaio ora una donna che tentava ritrarsi, ora un folle. Nella destra teneva una bilancia: nella bilancia venivano gettate delle monete d'oro da coloro che schivavano i colpi di spada. La stessa epigrafe, la vedova Licia Rognini Pinelli l'ha fatta scrivere sulla tomba del suo Pino. G. A.

25 APRILE Per celebrare degnamente il 27° anniversario del 25 aprile, data luminosa della recente storia del nostro Paese, i socialisti del complesso Alfa Romeo hanno ritenuto che il modo migliore fosse quello di dar vita a un

Circolo Culturale dando ad esso il nome dr VITTORIA NENNI », figlia del compagno P. Nenni, uccisa dai nazisti nel campo di sterminio di Auschwitz. Ecco il programma di attività 1972:

CIRCOLO CULTURALE Lavoratori Alfa Romeo

"VITTORIA NENNI" Lunedì, 12 giugno 1972 - Tema: LA FUNZIONE DEI PARTITI IN UNA SOCIETA' DEMOCRATICA

POSTA Mando la presente con la speranza che venga resa pubblica. Il sottoscritto nel 1970, avanzava domanda di assunzione all'Alfa Romeo; poco tempo dopo ricevetti un invito di presentarmi digiuno per essere sottoposto a visita medica presso la Clinica del Lavoro. Da allora non ho saputo più niente. O forse l'Alfa ha voluto nascondermi una eventuale malattia che gli esami medici vi hanno riscontrato? O le informazioni raccolte non erano abbastanza convincenti? Comunque a S. Vittore non ci sono ancora stato. Questo insomma, sarebbe un tipo di relazione pubblica che viene attuata da una azienda IRI. Lo scopo di queste righe, è quello di evitare il ripetersi fatti del genere, per chi ne abbia veramente bisogno (io lavoro). Distintamente Roberto Pacchioli Via A. Kuliscioff, 2 Cesano Boscone

Moderatore: il compagno Libero Biagi Partecipano:li rappresentanti dei PCI, DC, PSI, PLI. Lunedì, 3 luglio 1972 - Tema: DALLA BENEFICENZA ALL'ISTITUTO DI SICUREZZA SOCIALE Moderatore: Partecipano: i rappresentanti del PSI, PCI, DC, PRI. Molto probabilmente il PSI verrebbe rappresentato dal compagno Luigi Mariotti ex ministro alla Sanità. Lunedì, 11 settembre 1972 - Tema: COLONIALISMO E NEOCOLONIALISMO Moderatore: Partecipano: i rappresentanti del PSI, PCI, DC, PSDI Lunedì, 2 ottobre 1972 - Tema: LA TV. 17 ANNI DOPO Moderatore: Partecipano: i rappresentanti del PSI, DC, PCI, PSDI, PRI. Lunedì, 23 ottobre 1972 - Tema: L'ONU E LA PROLIFERAZIONE DELLE ARMI TERMONUCLEARI Moderatore: Partecipano: i rappresentanti del PCI, DC, PSI, PLI.

Infine 2.500 famiglie vivono in condizioni di spaventoso sovraffollamento nelle case minime del Comune e presso l'IACP giacciono inevase da anni 40.000 domande. Queste sono le condizioni di accoglienza che Milano fa per questi immigrati. Malgrado che si dica che Milano riceve a braccia aperte, in realtà riceve per emarginare il più delle volte e certamente per non regalare niente. A meno che non si consideri, come fa qualche buonpensante, regalo il proprio lavoro. Ci siamo sforzati per descrivere la situazione in cui vivono le famiglie degli immigrati nella città del benessere e del capitalismo « illuminato ». E in questo contesto che poi scoppiano delle tragedie agghiaccianti: come quella scoppiata a Palazzolo Milanese il 5 gennaio 1972 che emblematica a questo proposito; quella sera un immigrato uccideva la moglie sgozzandola con un coltello da cucina davanti agli occhi di tre suoi bambini, e poi si uccideva. Giuseppe Lo Monaco, questo è il nome dell'uomo, un immigrato nativo di Alcamo in provincia di Trapani. Venne al Nord dopo il terremoto del gennaio del '68. In quell'epoca abitava a Gibellina, uno dei luoghi più colpiti dal sisma, con la moglie e otto figli. A Milano aveva trovato un lavoro ma, come per tutti gli immigrati, non una normale civile abitazione; tanto meno poteva ritrovare il suo equilibrio in due stanze che, con l'arrivo della moglie e dei suoi figli, ospitavano ben 18 persone. Viveva infatti nella casa della sorella della moglie, sposata con sei figli. In due stanze vivevano in 18, quattro adulti, e sposati, con le loro necessità e le loro intimità. Si dice che, la vittima Antonina Brucia, abbia dovuto più di una volta girare per la casa in sottoveste sotto gli occhi del cognato; e questo con tutta probabilità faceva scattare nel marito sentimenti di gelosia e di violenza. Un dramma dunque, della miseria e della promiscuità. La realtà drammatica, le condizioni di vita, la vita in promiscuità, la carenza di abitazioni: queste sono le vere ragioni di casi come questi, di gesti insensati che rovinano intere famiglie e che ipotecano il futuro di poveri innocenti. La violenza, la gelosia non sono aspetti immutabili del carattere dell'uomo, sono piuttosto, crediamo, sentimenti che maturano in particolari condizioni ambientali e storiche. L'immigrato Giuseppe Lo Monaco aveva una famiglia che indubbiamente adorava. In un altro ambiente, in un'altra abitazione, senza una squallida promiscuità e una mortificante miseria avrebbe potuto con tutta probabilità vivere ancora accanto a sua moglie e ai suoi figli. La casa è un SERVIZIO SOCIALE, un bene che va assicurato a tutti i cittadini non può essere sottoposto a meccanismi speculativi. Ma purtroppo con la scusa di ricostruire fabbricati moderni, in realtà si distrugge un patrimonio pubblico, si allontanano i vecchi inquilini dal

Lavoratori del complesso siderurgico Redaelll, davanti alla sede della società, In corso Monforte a Milano.

loro quartiere: infatti qui non è soltanto in gioco la composizione sociologica della città. Infatti l'allontanamento dei ceti popolari dal centro cittadino, oltre che essere un fatto disumano, è il modo più brutale per disgregare completamente il tessuto sociale della città. Il costo sociale della disgregazione dei quartieri urbani e della creazione dei ghetti » periferici, è ben più alto di quello a cui si va incontro risistemando anche integralmente i vecchi fabbricati popolari del centro, conservando lì la popolazione che da anni vi vive, ed ha il diritto di restarci. Ma, purtroppo, è mancata nel nostro Paese, sinora, una vera legge urbanistica che stroncasse definitivamente la speculazione edilizia e favorisse non solo la costruzione di case di tipo economico e popolare ma anche la costruzione di tutte quelle infra-

strutture indispensabili per un centro urbano o una città che vogliono considerarsi civili: scuole, farmacie, verde, trasporti. In questo quadro certi enti pubblici, come l'IACP, hanno spesso imboccato strade che, quanto meno, lasciano molto perplessi: quello della costruzione di appartamenti a medio ed alto livello come quelli del Sito dei Pellegrini costruiti negli anni '50. Intanto, entro il 1972 dal Comune di Milano saranno costruiti 3.420 alloggi popolari in città o nelle immediate vicinanze. Il primo complesso ad essere ultimato, entro il prossimo giugno, dovrebbe essere il « Sant'Ambrogio 11», con i suoi 1.216 alloggi, mentre gli altri cinque saranno ultimanti entro la fine del 1972. Si tratta del complesso di viale Fulvio Testi (260 alloggi), di Quarto Cagnino (1.104 alloggi), di via Litta

Modignani (400 alloggi), della cascina Lavagna (340 alloggi), e di Rozzano (100 alloggi). Frattanto, l'apposita commissione regionale urbanistica ha suddiviso fra le nove province lombarde lo stanziamento di 125 miliardi e 293 milioni, che, per finanziare le opere previste dalla legge sulla casa, sono stati assegnati alla Lombardia. La suddivisione, che è avvenuta non senza contrasti, ha visto anzitutto accantonare 15 miliardi e 93 milioni, che verranno destinati alle infrastrutture, al risanamento dei centri storici, alla costruzione di case albergo, ad opere sociali. I restanti 110 milairdi e 200 milioni sono stati così ripartiti: Provincia di Bergamo L. 12.400.000.000 Provincia di Brescia L. 10.500.000.000

Provincia di Como L. 10.350.000.000 Provincia di Cremona L. 6.100.000.000 Provincia di Milano L. 43.100.000.000 Provincai di Mantova L. 6.850.000.000 Provincia di Pavia L. 7.000.000.000 Provincia di Sondrio L. 3.700.000.000 Provincia di Varese L. 10.200.000.000 Distribuite cosi i fondi della legge sulla casa, coi quali vi saranno costruiti più di 50 mila vani. Si apre cosi per tutti i lavoratori la possibilità di avere un tetto al riparo del caro affitti e adeguato alle esigenze di ognuno. Tutti i lavoratori devono avere una casa: a basso prezzo se vogliono acquistarla ,a basso fitto se vogliono affittarla. Domenico Pino Del Portello

I lavoratori della Innocenti Meccanica, della Itaitrafo, della Breda Siderurgica e della Santeustacchio di Brescia durante la manifestazione del 29 marzo, in corso Europa, davanti alla sede milanese dell'Intersid.

* TRASPORTI E VIABILITA' jr A Milano alle sette di sera quasi tutti hanno finito di lavorare. Ma per 300 mila lavoratori la giornata non è ancora terminata. Li attende un viaggio estenuante, certe volte un paio di ore, con il cambio spesso, di due-tre mezzi di trasporto (tram, metropolitana, treno o pulman). Due ore al giorno di viaggio, sono circa 50 ore al mese. Quasi un mese all'anno passato sui mezzi di trasporto: per molti lavoratori i giorni passati in viaggio sono più delle ferie annuali.

Per molti di quei 300 mila lavoratori che entrano ed escono ogni giorno da Milano, le ore di lavoro divengono 10-11 di effettivo impegno. Pensate chi è costretto a fare qualche ora di straordinario suo malgrado quante ore resta impegnato! Con la casa e la sanità, i trasporti costituiscono il problema più pressante. Un poeta veneto, Romano Pascutto ha scritto a proposito una poesia illuminante, che traduciamo in italiano.

OPERAIO IN TRENO « Che croce porti non sanno i tuoi piccoli che crescono a settimane e la domenica spinti dalla madre sul letto stentano a darti un bacetto. Prendi il treno delle 5, torni con gli occhi chiusi, le mani spezzate penzoloni. Anche dormire e sognare è fatica, nel vagone di legno che traballa e cigola arrivando in venti stazioni. Chissà che cosa sogni, intanto che le mani si dolgono nel ghiaccio che ti porta così. Forse che vanno sulla luna ». Frattanto il problema dei trasporti per lo stabilimento di Arese diventa, con il continuo aumento del personale ivi dislocato, di giorno in giorno sempre più insostenibile e preoccupante. In particolare nelle ore di inizio e di fine dei turni di lavoro le strade che portano allo stabilimento (la Varesina e l'attraversamento di Passirana) in particolare presentano strozzature e ingorghi che rallentano il traffico, formando lunghe code procedenti a passo d'uomo. Questo stato di cose, specialmente al mattino, causa spesso ritardi al lavoro, con conseguente perdita in danaro sia per i lavoratori che per l'azienda. Alla sera, i ritardi impediscono che i vari servizi di autolinee (treni, pulman, ecc.) siano in tempo alle coincidenze con altri mezzi di cui lavoratori sono costretti a servirsi, arrivando quindi alle loro case in orari impossibili. Sarebbe estremamente vantaggioso per l'economia aziendale e dei lavoratori che il tratto dell'autostrada dei Laghi nelle ore di particolare traffico all'inizio e

alla fine dei turni fosse percorribile gratuitamente; in questo modo si eviterebbe la congestione dei parcheggi alle portinerie a tutto vantaggio dei lavoratori.

Sempre a questo proposito, ci sembra che, non dovrebbe essere difficile trovare un'intesa su questo punto, visto che l'Alfa Romeo e l'Autostrada appartengono entrambe all'IRI. Lo stabilimento di Arese dovrebbe essere allacciato direttamente alla Tangenzia-

UN EX-ALFISTA PANICO Luigi, n. 39 è un candidato nella lista PSI di Milano-Pavia che ha lavorato per un certo tempo all'Alfa Romeo. Insegnante e giornalista, nato a Reggio Calabria nel 1932. Vice segretario Regionale del PSI. Ha iniziato giovanissimo nel 1945 la sua attività nei falchi rossi del partito. Ha ricoperto la carica di Segretario Provinciale Giovanile a Reggio. Attualmente: Segretario della Sezione di Rho - Responsabile di Zona - Membro del direttivo provinciale Amministratore Comunale Sindacalista della scuola.

le, le Ferrovie Nord, acquisite a pubblica gestione, costruendo un nuovo tracciato, il quale passasse nelle vicinanze della fabbrica. Le strade adiacenti necessitano di essere aggiornate al volume del traffico di oggi. Cosa ne pensano gli organi all'uopo preposti? Certo che, si sollecita di conoscere l'opinione del ministero dei Trasporti, della Direzione dell'Alfa; dell'Assessorato dei LL.PP. della provincia, del Comune di Milano. Cosa intendono fare per migliorare questa drammatica situazione? Angelo Mintrone (operaio Dipro Aus)

LUTTO E' morto improvvisamente, all'età di 57 anni, il compagno Ferdinando Ferrario, controllo alla Dipro Aus di Arese, e vecchio iscritto al NAS dell'Alfa Romeo. Ai familiari del compagno scomparso, le più sentite condoglianze dei compagni del NAS.

COLONIE ESTIVE Questo il calendario delle partenze e dei rientri dei bambini:

MARE - 1° turno

MONTI - 1° turno

Marebello e Igea Marina

Candriai

partenza

sabato 24-6-1972

partenza

martedì 27-6-1972

rientro

domenica 23-7-1972

rientro

mercoledì 26-7-1972

Calambrone

Casargo

partenza

lunedì 26-6-1972

partenza

mercoledì 28-6-1972

rientro

martedì 25-7-1972

rientro

giovedì 27-7-1972

MARE - 2° turno

MONTI - 2° turno

Marebello e Igea Marina

Candriai

partenza

mercoledì 26-7-1972

partenza

giovedì 27-7-1972

rientro

giovedì 24-8-1972

rientro

venerdì 25-8-1972

Calambrone

Casargo

partenza

venerdì 28-7-1972

partenza sabato 29-7-1972

rientro

sabato 26-8-1972

rientro

domenica 27-8-1972


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Lo STERZO

Fanfani il taumaturgo Parlano di lui come di un essere multiforme: statista,

della «reversibilità», del centro sinistra, delle leggi an-

pittore, scrittore, sensibile all'ecologia; ormai merita le barzellette, come De Gaulle come tutti i grandi, talmente

tisindacali e del «direttorio», il Fanfani di oggi è l'uomo che rassicura le maggioranze silenziose, insospettisce l'opinione pubblica più esperta di cose politiche e soprattutto i partiti, compresa

grandi che si sente il bisogno di vendicarsi pigliandoli in giro. Un uomo forte? Uomo puntiglioso semmai, e come tale portato a improvvise decisioni contraddittorie. Dopo quasi vent'anni dalla prima scalata al partito e alla defenestrazione di De Ga-

fronti televisivi, ma la lotta unitaria.

contro il PSI per aver contrapposto alla sua candidatura quella dei compagni De Martino prima e di Nenni poi, nell'elezione per il Presidente della Repubblica. La maggioranza della DC, per riacquistare i voti di destra crede che basti opporre un personaggio all'altro: Fanfani ad Almirante. È fuor di dubbio che i lavoratori il fascismo non lo tollerano e contro il fascismo

Suffragio elettorale

scelgono non i garbati con-

la DC. Fanfani vuole vendicarsi

speri, dopo dodici anni dalla notte di Santa Dorotea, dopo essere stato estromesso da palazzo Chigi e dalla Farnesina, dopo essere stato di volta in volta l'uomo dello « sfondamento a sinistra » e l'uomo dell'apertura ai socialisti, oggi è diventato l'uomo

Vergogne del fascismo

A. FANFANI: il teorico della « reversibilità».

A sinistra con il P. S. 1. nel P. S. 1.

Gli italiani, oggi, non ricordano più che cosa è stato il fascismo; il nostro compito, di fronte al rigurgito di cui siamo testimoni, è quello di far conoscere a tutti il suo vero volto: legato all'istituto del confine durante la dittatura fascista 15.000 subirono l'odiosa punizione e 60.000 furono gli ammoniti, senza contare che in ogni colonia, e ce n'erano nel-

le isole di Favignana, Lampedusa, Lipari, Ponza, Tremiti, Ustica e Ventotene oltre che in decine di altre località periferiche, operavano spie, e agenti provocatori fascisti che tentavano con ogni mezzo di spingere i confinati ad azioni contro il regime, in maniera da poterli denunciare: non a caso Carlo Rosselli definì le isole « un deposito per il Tribunale Speciale ».

L'Italia di G. Giolitti

L'Italia di oggi

Un Paese prevalentemente agricolo di 30 milioni di abitanti, con il suffragio elettorale limitato (8 milioni dopo il 1913), una vita politica accentrata sui rapporti personali con ministri, deputati, prefetti.

Paese prevalentemente industrializzato di 54 milioni di abitanti, 35 milioni di elettori, una vita politica fondata sui partiti e sulle grandi masse organizzate nei sindacati.

ARRIVA - MALE

DELIRIUM TREMENS: Il male occulto dell'on. IL La Malta.

Giolitti fu la bestia nera dei conservatori dell'epoca. Nel 1901, un grosso proprietario mantovano, il senatore Arrivabene, mandò un telegramma al ministro dell'Agricoltura: « Oggi, io senatore del regno, ho dovuto condurre l'aratro abbandonato dai miei contadini che, fedeli alla mia famiglia da secoli ,sono ora in isciopero col beneplacito del governo ». Giolitti rispose così: » La esorto a continuare, così potrà rendersi conto della fatica che fanno i suoi contadini e pagarli meglio ».

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Il P.S.I. è l'unica forza politica in grado di condurre una politica autenticamente socialista, una politica originale e autonoma al servizio esclusivo dei lavoratori e per il conseguimento di riforme profonde per trasformare in senso democratico la società italiana.

P.S.I.: Forza autonoma dalla DC. e dal PCI

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Lavoratori davanti all'ingresso della raffineria Shell di Pero, durante la serrata messa in atto in seguito agli scioperi per il rinnovo dei contratto nazionale di lavoro.

L'Italia di oggi, l'Italia dell'unità sindacale, l'Italia delle grandi tensioni democratiche, l'Italia delle nuove grandi lotte di libertà e di civiltà, non sia governabile contro tutta la sinistra, senza e contro i socialisti. « Equilibri politici più avanzati » significa per i socialisti « riforme da attuare, e non un ritorno al frontismo ».

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Lavoratrici della Mivar di Abbiategrasso, davanti ai cancelli della fabbrica, il 23 marzo, in lotta per il ripristino dell'orario normale di lavoro e la soluzione di alcuni problemi di carattere economico.

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Ignazio Buttitta, lottò il fascismo sin dalla sua nascita e nel periodo clandestino fu arrestato diverse volte; è un poeta dialettale siciliano. Ha

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ottenuto diversi premi come riconoscimento per la sua poesia dialettale. La poesia che pubblichiamo è la traduzione in italiano.

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Per il ricco mentre campa carne e pesce non gii manca; mentre al povero le fave, lui le chiede, e non le ha! Per il ricco che trapassa lutto in chiesa e suonatori; per il povero una cassa, una croce storta e basta! Ma il ricco nove mesi dentro il ventre che lo fece; nove mesi! nove mesi!

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Per il ricco un monumento per scansarlo d'acqua e vento; per il povero una fossa terra e fango sulle ossa! Seppelliti, dopo giorni l'uomo puzza e terra torna, ché la morte naturale solo allora li fa eguali! Ma il ricco nove mesi dentro il ventre che lo fece; nove mesi! nove mesi!

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Lo

STERZO

L'unità sindacale bloccata dalle elezioni

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L'inattesa rapidità con cui si è invece concluso, e in senso del tutto negativo, questo periodo di verica non lascia dubbi sui motivi per cui i socialdemocratici e repubblicani, hanno dovuto uscire allo scoperto. Ciò che è più grave, dal punto di vista della prospettiva che si intende aprire ai lavoratori e al paese, è che essi abbiano sostanziato la loro decisione di arrestare il moto unitario con argomenti mutuati direttamente dall'arsenale dei gruppi più moderati dello schieramento centrista. Principali loro argomenti sono stati infatti quello relativo ai

stazione del sistema vigente che perpetua gli squilibri e che protegge, nella sostanza reale delle cose, situazioni di privilegio e di pesante ingiustizia. Nessuno, infatti, nella CISL e nella UIL, intende seriamente accreditare I'aziendalismo corporativo o la conflittualità permanente, cari ai sedicenti rivoluzionari delle barricate di cartone, quali motivi ispiratori della strategia sindacale, al di fuori di ogni azione mirante al mutamento degli attuali equilibri e degli attuali indirizzi. Ma ben pochi accettano ormai di interpretare il ruolo del sindacato come ruolo di

pericoli che corre la stabilità economica e quello relativo al ristretto spazio di compatibilità del sistema in rapporto alla politica delle riforme. Essi hanno identificato il ruolo del sindacato come un ruolo di partecipazione basata essenzialmente sull'azione contrattuale e attuata entro i confini di una programmazione tesa ad assecondare, piuttosto che ad alterare profondamente, le linee di sviluppo sin qui prevalenti. Non altrimenti, infatti, si può interpretare la ferma ripulsa di cui è stata oggetto la concezione del sindacato come arma di conte-

definizione autonoma di una alternativa di sviluppo e di effettiva partecipazione alla applicazione di tale alternativa. Questo, tradotto in termini di collocazione del sindacato di fronte al potere politico, significa sostanzialmente una ripulsa delle prospettive centriste ed una riaffermazione dell'esigenza di procedere sulla strada delle riforme che soltanto una serie ripresa della politica di centro-sinistra può veramente garantire. Si dirà che tale posizione non è certo quella che auspicano il PCI e la CGIL e che pertanto, anche da questo

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punto di vista, l'unità sindacale avrebbe comunque incontrato gravi difficoltà. Non vi è dubbio, ed è proprio per questo che nessuno poteva illudersi che il cammino unitario fosse definitivamente sgombro da ostacoli che i motivi di tensione sarebbero miracolosamente scomparsi anche in seno al sindacato unitario. Ma ben altra cosa è non solo arrendersi già da ora alla fatalità del centrismo ma anzi apprestarsi a fornirgli un prezioso avallo ed un attivo appoggio sindacale. Perché in definitiva, e non occorre ripeterlo, dichiarare improponibile l'unità sindacale in questo momento e per i motivi che si sono addotti significa soltanto incoraggiare un ritorno al centrismo che la DC chiaramente vede, ancora una volta, come la formula più congeniale alla sua struttura, alla sua vocazione moderata, al suo disegno di monopolio integrale del potere. Mentre scriviamo non sappiamo in quali termini reagirà la CISL al fatto nuovo determinato dall'attuale maggioranza della UIL né quale posizione essa assumerà all'indomani delle elezioni. É certo però che sui suoi orientamenti influiranno due considerazioni importanti. La prima è che, in una situazione di pluralismo sindacale (o quantomeno di dualismo), essa non potrà lasciare spazio alla sua destra per un'organizzazione moderata, e respingerà quindi l'unità con la CGIL. La seconda è che nella stessa direzione la CISL spinta dalla DC, ansiosa di allargare al massimo il consenso operaio alla sua svolta centrista. Non è quindi difficile prevedere che in definitiva anche la CISL si rassegnerà « all'archiviazione, almeno per ora, di ogni prospettiva unitaria. Rimane da vedere se lo farà prima delle elezioni o se ne attenderà i risultati, in quanto è verosimile che cercherà di dimostrare di aver voluto fedelmente attenersi agli impegni presi e di essersi dovuta arrendere soltanto di fronte alla defezione della UIL e ad una nuova realtà politica determinatasi al di fuori della sua volontà (1). Da tempo si poteva sospettare che questa — di dover pendere atto con rammarico delle mutate condizioni di fatto — sarebbe stata la giustificazione finale della CISL per non procedere all'unità sindacale nel momento in cui, adempiuti tutti o quasi gli impegni assunti, sarebbe giunta al momento cruciale delle scelte. Non è inverosimile che in modo analogo si sarebbe comportata buona parte della UIL. Ma il punto essenziale è che i socialdemocratici i repubblicani abbiano voluto forzare i tempi della loro decisione e che lo abbiano fatto nel momento in cui le elezioni anticipate divenivano un dato di fatto reale. La loro presa di posizione ha suggellato chiaramente una realtà del movimento sindacale italiano che rimane ancora insuperabile da tutte le sue componenti, cioè quella che l'autonomia effettiva dei partiti e delle loro ideologie è ancora una conquista da fare, è anzi un problema di cui restano ancora da verificare i termini chiarire tutti i pro e i contro. Valerio Agostinone Critica Sociale N. 6 del 20-3-72 (1) La CISL nel suo recente Consiglio nazionale ha confermato gli impegni assunti, però con una mozione fortemente critica nei confronti della CGIL e della UIL, che tuttavia ha raccolto soltanto i due terzi dei suffragi dei delegati. (N.d.R.)

IL PARTITO DI TUTTI I SOCIALISTI PER TUTTI I LAVORATORI Il Partito Socialista Italiano, si ricollega alle tradizioni del movimento socialista ed operaio ed alle

sue varie correnti di pensiero. Esso riafferma la sua fedeltà agli ideali del socia-

lismo, democrazia, giusti- smo, si batte mediante la zia sociale, internazionali- i lotta democrat'ca per la

istaurazione della società socialista, ponendo in essa Io stesso slancio dei primi combattenti operai, ma

adeguando l'azione politica alle mutate condizioni storiche della nostra società.

Questo è disordine: Una scuola che non garantisce a tutti i ragazzi di proseguire gli studi. Ospedali che nen hanno pesto per tutti. La protesta è giusta le riforme urgenti ecco perché:

Il sabotaggio delle riforme all'origine della crisi. Ci hanno chiamati a votare prima. RISPONDIAMO P.S.I.

P.S.I.

La democrazia, è una conquista dei lavoratori,

Senato: Collegio di RHO Vota Gualtierotti

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Il Palazzo della Direzione Centrale in Via Monte di Pietà 8 a Milano

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N.C.P.

FEDERICO GUALTIEROTTI, nato a Milano 1'11-11-1908. Dottore in giurisprudenza, in scienze politiche e in diritto canonico. Dal 1939 — libero docente di politica economica e finanziaria presso l'Università di Stata di Milano — Facoltà di giurisprudenza. Partecipa alla lotta partigiana nei Balcani. Riprende l'insegnamento con l'incarico di docente di Scienza delle Finanze all'Università di Stato di Milano. Partecipa alla Commissione d'inchiesta parlamentare sulle condizioni dei lavoratori. Dal 1956 consigliere provinciale di Milano, poi assessore al bilancio dell'Amministrazione provinciale di Milano. Dal 1962 al 1964 Presidente della Commissione Economica e Finanziaria del P.I.M. Dal 1966 diviene Segretario responsabile della Consulta degli Amministratori socialisti. Dal 1968, Presidente della Lega per i poteri e le autonomie locali.

CASSA DI RISPARMIO

ARESE 20020 BARLASSINA 20030 BOLLATE 20021 BOVIS1O M. 20030 BRESSO 20091 CERIANO L. 20020 CERRO M. 20023 CESANO M. 20031 CESATE 20020 CINISELLO B. 20092 COGLIATE 20020 CORMANO 20032 CORNAREDO 20010 CUSANO M. 20095 GARBAGNATE 20024 LAI NATE 20020 LAZZATE 20020 LIMBIATE 20051 MISINTO 20020 NERVIANO 20014 NOVA MILANESE 20054 NOVATE M. 20026 PADERNO D. 20037 PERO 20016 POGLIANO M. 20010 PREGNANA M. 20010 RESCALDINA 20027 RHO 20017 S. VITT. OLONA 20028 SENAGO 20030 SEVESO 20030 SOLARO 20020 VANZAGO 20010 VAREDO 20039

DELLE PROVINCIE LOMBARDE

CICLOMOTORI DAL 1823 A PRESIDIO DELL'ECONOMIA DELLA REGIONE is TRE MILIONI E QUATTROCENTOMILA CONTI DI DEPOSITO 373 DIPENDENZE ■ CORRISPONDENTI IN TUTTO IL MONDO

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I Comuni del Collegio:

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È membro della Commissione Economica Centrale del P.S.I. Nel biennio 1970-71 Presidente dell'Umanitaria. Dal 1970 Assessore alla programmazione provinciale di Milano. É autoie di numerose pubblicazioni a carattere scientifico di politica economica. È collaboratore di giornali e riviste.

NELL'UNITA'

Il compagno Riccardo Lombardi oltre che essere presente nella lista della circoscrizione Milano-Pavia è anche capolista nella circoscrizione Roma, Viterbo, Latina, Frosinone.

i socialisti l'hanno conquistata, la difendono, la rafforzano con le riforme. Per questo lottiamo da 80 anni, coi lavoratori per il socialismo. 1892 - 1972 - 80 anni di lotta.

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Fra i candidati alla Camera dei deputati è presente anche il compagno Francesco Colucci, Capo gruppo all'Amministrazione provinciale. Colucci occupa il n. 19 nella lista di Milano-Pavia.

Sottoscrizione "Lo STERZO"

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C. G. PANDOLFI Pietro TEGAGNI Ettore COLOMBO Armando B. F. V. E. G. A. Totale Rip. Prec. TOTALE

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1.000 500 500 L. 500 L. 500 L. 500 L. 500 L. 4.000 L. 20.000 L.

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contr ibuendo alla sottoscri-

Le Riforme costano ma non farle costano ancora di più; grazie alla presenza socialista nel Paese, ne! Parlamento e nel governo si sono fatte più riforme negli ultimi 4 anni che in tutto il periodo precedente.

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A LLA TUA

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ELETTORALE DEL P.S.I.

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In queste condizioni, come ho detto altra volta, esisteva chiaramente ogni possibilità di approfondire i termini e la sostanza dell'unità in concomitanza con le varie scadenze previste e in adempimento agli obblighi statutari concordati. Lo stesso Vanni, in occasione della riunione congiunta dei Consigli Generali delle tre organizzazioni a Firenze nel novembre scorso, aveva affermato che il '72 sarebbe stato un anno di verifica e di sperimentazione ai fini della definitiva chiarificazione e in vista dell'appuntamento unitario del marzo 1973.

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dal PCI e dalla CGIL in fatto di incompatibilità, le incertezze di alcuni settori della CISL e le incognite della situazione generale politica ed economica non avrebbero mancato di influire negativamente sul corso degli avvenimenti. Senza contare che alcuni dei nodi segnalati dal dibattito fra le confederazioni e relativi alle strutture di fabbrica, all'organizzazione dei contadini, alla collocazione internazionale del sindacato nonché alla sua autonomia ed al suo ruolo nella società pluralista, non erano stati ancora definitivamente e chiaramente sciolti.

RIPRESA A UTONOMA

La svolta che è stata impressa alla politica della UIL nel corso dell'ultima riunione del suo Comitato Centrale non è giunta inattesa. Da parecchio tempo la componente socaildemocratica dell'organizzazione aveva palesemente manifestato il proposito di contrastare l'unità sindacale anche a prezzo di una scissione, ponendo così in imbarazzo lo stesso Segretario generale di provenienza repubblicana, per il quale il momento di silurare l'unità sindacale non poteva essere stabilito prima del congresso confederale fissato per il prossimo settembre. Come previsto, tuttavia, gli elementi esterni al sindacato i dati della situazione politica generale hanno fatto rapidamente maturare le decisioni sia dei socialdemocratici sia dei repubblicani. Con la formazione del monocolore e l'indizione delle elezioni generali a maggio, ancora una volta le esigenze dei partiti politici hanno determinato il corso degli avvenimenti sindacali. Non è stato soltanto il caso della UIL, ma anche della CISL e della CGIL, i cui dirigenti hanno a loro volta fatto intendere chiaramente quali limiti, ancora adesso, vengano direttamente o indirettamente a pesare sulla effettiva autonomia del sindacato. Lama ha vistosamente mollato di fronte ai voleri del PCI in fatto di incompatibilità e Storti ha assicurato alla DC i voti dei sindacalisti cattolici, respingendo, fra l'altro, ogni discriminazione fra partiti della classe lavoratrice e partiti interclassisti. Il timore di conflitti e spaccature nel fronte sindacale al momento della scelta elettorale era chiaramente nella mente di tutti, al punto che l'unità sindacale era stata programmata per un periodo antecedente la normale conclusione dell'attuale legislatura. Tali timori hanno puntualmente trovato conferma ora che alla legislatura si è posto bruscamente termine e ciascun partito fa appello alla disciplina delle proprie » forze sindacali. L'unificazione passa in seconda linea e tutti i motivi di dissenso, le differenze di valutazione e di strategia, le contrastanti scelte di schieramento vengono alla luce e si impongono in primo piano. L'iter unitario si arresta dinanzi alle prospettive elettorali e dinanzi alla prevista svolta che la DC, seguita da parte dei partiti minori, si appresta di tutta evidenza ad imprimere al corso della politica italiana. Sembra infatti fuori di dubbio che quando Forlani afferma di voler uscire dalle elezioni in modo da poter scegliere i propri alleati di governo non per necessità ma per libera determinazione, intenda dire che la DC vuole essere libera di abbandonare la linea di centro-sinistra e di tornare a coalizioni di centro. In questo caso, in previsione cioè di una svolta moderata, non è difficile immaginare che la DC e i suoi alleati avranno bisogno dell'appoggio di almeno una parte del movimento operaio, che pertanto conteranno sul pluralismo sindacale come elemento indispensabile della loro strategia. Ciò non vuol dire che l'unità sindacale si sarebbe fatta senz'altro qualora la svolta moderata non fosse intervenuta, ma spiega chiaramente le ragioni per cui l'arresto del cammino unitario è stato imposto ora e non invece, per esempio, in occasione dei previsti congressi confederali. Che l'unità sindacale non fosse un fatto compiuto era infatti più che evidente. A parte le opposizioni dei socialdemocratici della UIL, le stesse eccezioni sollevate

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