Chi subisce una soppraffazione senza reagire non è più socialista perchè non è più un uomo libero e perde il diritto di parlare in nome della libertà degli altri, avendo ad essa rinunciato in prima persona. (« POTERE di BASE »)
Marzo - Aprile 1971
Abb. Postale Gruppo IV
Anno II - N° 2 - Periodico bimestrale
ORZO
NAS Nucleo Aziendale Socialista IALFA ROMEO - ARESE
PERIODICO PER I LAVORATORI ALFA ROMEO
L'ANTIFASCISMO E' LA COSCIENZA DEL PAESE CHE VUOLE COSTRUIRE UNA SOCIETA' GIUSTA.
Andare fino in fondo Così richiede la stragrande maggioranza del popolo italiano, che non accetta la teoria degli opposti estremismi. Non siamo mai stati, e non siamo, i propugnatori di una politica repressiva, ma crediamo che sulla strada intrapresa non ci si possa fermare fino a quando tutte le centrali della sovversione neo fascista non siano state identificate e disciolte, fino a quando coloro che auspicano per l'Italia un destino spagnolo, turco o greco, o il sempre « patriottico » fascismo italiano, non siano messi in condizioni di non nuocere.
Il momento è carico di ten-
EQUILIBRI AVANZATI E POSSIBILIsione. Il neofascismo sviluppa la Il documento conclusivo del Comitato Centrale del P.S.I. è al centro del dibattito politico in atto nel Paese. Da destra si grida al frontismo, da sinistra si preme per fissare alla prospettiva degli equilibri più avanzati, tempi stretti e implicazioni stratosferiche. Interpretando arbitrariamente una linea politica sostanzialmente valida e precisa come quella emergente dal documento del C.C. socialista si cercano pretesti in difesa dell'immobilismo.
vi equilibri non può partire che da questa verifica da effettuare senza indugi. I nuovi equilibri dovranno essere avanzati e possibili, diretti al raggiungimento di concreti obbiettivi democratici, non all'inseguimento di formule astratte. E' preoccupante che nel recente Comitato Centrale del P.C.I. si siano manifestati, in ordine al problema dei nuovi equilibri. giudizi ed atteggiamenti che ricordino i tempi del « fronte » e il ruolo ausiliario che si assegnava allora
Il compagno Libero BIAGI sindaco di Sesto S. Giovanni. I rapporti con il P.C.I. e la drammatizzazione dell'inserimento di questo partito nell'area del governo, diventano i soli problemi che contano, perchè creano il clima da crociata che giustifica il disimpegno sul terreno delle riforme e dell'antifascismo. Novanta parlamentari D.C. — espressione della maggioranza del partito cattolico — si riuniscono in Roma per proclamare la loro opposizione ai nuovi equilibri e l'autonomia del centro-sinistra. Ma come si verifica l'autonomia di una coalizione di governo se non sulla base della volontà di realizzare i programmi concordati e gli imnegni costituzionali da parte delle varie componenti della coalizione stessa? La D.C. e gli altri partiti della maggioranza operino in concreto per l'autosufficienza del centro sinistra che non può essere nè disimpegno, nè immobilismo. Sono disposti e decisi i nostri alleati di governo a stroncare l'attività delle organizzazioni fasciste? Se la risposta è affermativa si applichino le leggi che da circa 20 anni attendono di essere usate. Non bastano i complotti e i tentativi di colpi di Stato? La D.C. è reduce da una lotta comune con il M.S.I. (contro il divorzio) e suoi esponenti di rilievo unitamenP.S.D.I. parte a dirigenti del tecipano ai fascisteggiani raduni « silenziosi ». Tutto ciò non dimostra volontà antifascista, dimostra semmai l'opposto. In quanto alla volontà riformatrice occorre che essa sia dimostrata in direzione della casa, della sicurezza sociale, della giustizia fiscale, del conferimento dei poteri alle Regioni, della scuola, dello sviluppo delle aree depresse del Paese e della difesa delle conquiste sindacali e politiche dei lavoratori. Lotta al fascismo e riforme debbono costituire il vero campo sul quale confrontare e verificare fino in fondo le disponibilità dei partiti della maggioranza. Un equilibrio politico è avanzato o arretrato per quello che fà. Se sta fermo viene a trovarsi superato dalla realtà prima che dalle formule. La verifica sui problemi dovrà dimostrare se il centrosinistra ha ancora (e fino a quando) capacità riformatrice. relativo ai nuoIl discorso
al nostro partito. Il P.C.I. è il più grosso partito della sinistra italiana, questo dato non può essere trascurato da nessuno, come deve ignorare gli nessuno sforzi compiuti dai comunisti per darsi una politica ed una strategia ancorate saldamente alla tradizione e alla realtà nazionale di cui sono parte viva. Questo partito che raccoglie il consenso di 8 milioni di lavoratori non può essere posto sul piano dei gruppucoli della sinistra extraparlamentare, nè diventare obbiettivo da crociata, ma non può neppure pretendere di essere la bussola dell'intera sinistra del nostro partito. Dalla rapidità e profondità con cui il P.C.I. porterà avanti il processo di revisione che riguarda l'ideologia quanto la collocazione internazionale dipenderanno le possibilità per i comunisti di giocare un loro ruolo nell'area del potere. E' una revisione che comporta un prezzo. I socialisti lo hanno pagato nel decennio degli anni '60. Il P.S.I. non può immolarsi oggi per altri, il suo ruolo non consiste nel combinare l'incontro tra P.C.I. D.C. e sedersi discreto in un angolo. Si tratta comunque di temi che il congresso convocato per ottobre dibatterà ampiamente. E' importante che tale congresso non si faccia su mozioni ma per tesi. Si tratta di un avvenimento che può segnare una nuova tappa nella storia del nostro partito, che dopo il fallimento dell'unificazione con la socialdemocrazia ha saputo riprendere il suo posto alla testa dei lavoratori, riconquistandone la fiducia. Sarebbe grave che la grande occasione unitaria del dibattito a tesi fosse sprecata e sacrificata al gio.co dei gruppi di potere. La base dovrà diventare la vera protagonista del congresso, sottratto alla logica mortificante del frazionismo. Un partito come il nostro che ha per obbiettivo strategico la realizzazione del socialismo nella libertà e nella democrazia, se riesce, nel superamento del frazionismo ad impegnare tutto il suo potenziale attivo e dirigente ad ogni livello su di una linea politica di riforme coraggiose, trova il passo giusto e la forza autonoma trainante e rinnovatrice della società italiana. Libero Biagi
sua campagna provocatoria con i mezzi e i metodi che fanno parte della sua squallida tradizione. E' ricomparso lo squadrismo stile anni '20 con il compito di creare disordine e panico tra i benpensanti, al fine di rendere credibile la tesi del blocco d'ordine. Si vuole dare all'autoritarismo una base di massa. Nel 1921 il fascismo fece leva sul malcontento dei reduci disoccupati, sugli studenti nazionalisti e sul sottoproletariato più povero. Oggi punta sulle popolazioni povere del meridione, quelle che non sono mai state toccate da nessun miracolo economico e che nutrono un secolare rancore nei confronti del governo centrale. Ogni espediente per scatenare il risentimento di tali popolazioni è buono per i fascisti e le forze che lo ispirano e lo finanziano. Vale la retrocessione di una squadra di calcio, come la dislocazione degli uffici regionali come pretesto per dare vita a movimenti eversivi che coinvolgono intere città. Ogni pretesto è utilizzato per un obbiettivo che è chiarissimo: liquidare il si3terna democratico e con esso le conquiste delle classi lavoratrici italiane. L'unità antifascista si va ricomponendo, il movimento sindacale è fortissimo, le masse studentesche sono largamente antifasciste. Il deterrente popolare antifascista è efficiente. E lo Stato? Lo Stato repubblicano non può dimenticare la sua matrice. Deve intervenire applicando le leggi che vietano la ricostruzione dei movimenti fascisti, ma soprattutto deve attuare le riforme che eliminando le sacche di miseria e di rancore tolgono spazio alla demagogia eversiva. Bisogna attuare realmente la programmazione democratica per lo sviluppo equilibrato del Paese. Le popolazioni del Sud debbono avere i posti di lavoro che sono costrette a cercare altrove, debbono avere le scuole e gli altri servizi delle comunità progredite. Bisogna democratizzare la scuola, aprendola alle esigenze delle nuove generazioni e liberandola dall'autoritarismo. Occorre bruciare le tappe sulla via delle riforme che riguardano la sicurezza sociale, la casa, la giustizia fiscale ecc.
In questi campi ci si muove i la demagogia eversiva e al troppo lentamente e non sem- qualunquismo delle « maggiopre bene, offrendo spazio al- ranze silenziose ».
Il tempo perduto lavora per l'avventura. Le spinte dei lavoratori, nel decennio degli anni '60, hanno trovato nel P.S.I. al Governo l'interlocutore più sensibile e valido e si deve ai socialisti se importanti riforme, quali la nazionalizzazione dell'energia elettrica, la scuola d'obbligo, le pensioni, lo Statuto dei lavoratori, le Regioni, il divorzio, sono state realizzate. Il ruolo dei socialisti oggi nel governo è ancora quello di forza trainante e determinante sia per presidiare le conquiste raggiunte sia per
LA RISPOSTA OPERAIA AI RIGURGITI FASCISTI: la fabbrica si mobilita. Si è costituito nei giorni scorsi nella fabbrica di Arese il Comitato antifascista che risulta così composto: imp. Uff. DIPRO AUS. PSI Franco LEONARDI PSI Domenico REBOSIO inf. Infermeria imp. DIPRO AUS. DC Pietro TUNESI (stampi a freddo) imp. DIPER SICE DC Mario AIRAGHI imp. Uff. Ricambi PCI Cesare LESO operaio DIPRO AUS. PCI Carlo MARELLA FIOM-CGIL Pasquale DI NATALE operaio C.T.E. operaio DIPRO AUS. FIOM-CGIL Franco BIADIGO (stampi a caldo) imp. DIPER OPER. UILM-UIL Edoardo PARIGI UILM-UIL Romano MASSELLANI operaio Montaggio FIM-CISL Franco POTESTIO operaio C.T.E. FIM-CISL Leonardo FORTINO operaio Verniciatura C.I. Angelo GALLI operaio-distaccato C.I. A.C.L.I. Cesare GIULIANI C. S. DIPRO AUS. (stampi a caldo) Cons. di fabbr. V'ncenzo ROMITO operaio Tappezzeria 1111111b11111111111111
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1° MAGGIO Celebriamo uniti nella lotta per le riforme la Festa dei lavoratori. 11
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andare avanti sulla via del rinnovamento dello Stato e della Società. Questo è il modo migliore e sicuramente efficace per battere il fascismo, che non si esaurisce nelle sue manifestazioni di squadrismo, ma si sostanzia nella tendenza sempre presente nel capitalismo più retrivo a risolvere i conflitti sociali uscendo dalla legalità. A questa tendenza oggi si può aggiungere la sete di rivincita degli sconfitti dell'autunno caldo. Tante ragioni per fare quadrato intorno alla Costituzione, realizzandone i principi. Ogni esercitazione di infantilismo rivoluzionario rischia come già avvenne nel 1921 di portare acqua al mulino della reazione. La democrazia si difende con la legge ed il teppismo, la violenza, la sopraffazione, non sono atti politici — che la legge democratica ammette anche quando sostengono tesi ad essa :Avverse — ma atti criminosi che vanno condannati e puniti come si castigano i delinquenti.
Un lavoratore non iscritto a nessun sindacato potenzialmente è un ignaro strumento del padrone. Per fare avanzare l'unità sindacale di classe, contro il padrone, contro ogni minaccia di destra, iscriviti al sindacato. I lavoratori dell'Autobianchi di Desio, impegnati in una dura lotta contro la Fiat mentre sostano davanti all'entrata dello stabilimento. 11111111111111111111WIM1111111111111111111111; IIIIIIMIIIIIIIMIWW1111111/1111111111111110111111111011111011111111111W11111111111111111/111111111111111111111I11111111111~1118"11111111111111111~1
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SOTTOSCRIZIONE
Situazione tesseramento in data 30-3-71. Al NAS dell'Alfa di Milano è al 39,62° o Al NAS dell'Alfa di Arese è al 160% Il tesseramento continua.
« LO STERZO » 1971 t
Imponente manifestazione, indetta a Monza il 18/2/71 per solidarietà con i lavoratori della Philips. I lavoratori hanno raggiunto in corteo (nella foto) piazza S. Paolo dove hanno preso la parola i dirigenti sindacali.
Lavoratori, « Lo Sterzo » è un periodico, scritto e diretto da operai socialisti dell'Alfa Romeo. Ormai è rimasto l'unico giornale della fabbrica, ed è per questo che le nostre responsabilità aumentano. Sappiamo che « Lo Sterzo » è un foglio attentamente letto, non è una voce conformista, anzi, infatti è una voce democratica perchè è un foglio socialista. Siamo convinti che il conformismo nuoce enormemente agli interessi del mondo del lavoro, perchè i lavoratori
hanno bisogno di idee, di dialettica che è l'essenza della democrazia, lo specchio del contrasto delle opinioni. Frattanto è in corso nelle fabbriche di Arese e di Milano la sottoscrizione 1971; gli attivisti socialisti sono in possesso delle relative cartelle, avvicinateli, contribuite alla sottoscrizione. Il nostro giornale è un organo finanziariamente autonomo, ma che ha sempre bisogno dell'aiuto dei lavoratori, il quale diventa non soltanto un sostegno finanziario ma soprattutto un sostegno morale.
Compagno Domenico PINO Giovanni BROGGI Giordano VASORI F. F. Angelo CAZZANIGA Felice BARTESAGHI Luigi BESOZZI Augusto ANZANI Benito BAZZOCCHI Giuseppe SCABARI Lavoratore DELL'ACQUA SIL C V Eugenio VERGATI Adriano GRECO Antonio TORCHIA Aldo BARLASSINA Emilio GRIMOLDI Pietro CASTRICIANO
Riporto prec. L. 56.000 » 5.000 2.000 » 1.000 » 1.000 » 1.000 » 1.000 » 1.000 » 1.000 » 1.000 » 1.000 » 5500 00 » 500 » 500 » 500 » 500 » 500 » 500 TOTALE L. 75.000