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Scintilla OM

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Qa 6ciétta.

edito

La difesa della Pace

compito d'onore di tutti i lavoratori della fabbrica

Perchè tutti i lavoratori sottoscrivano la petizione parlamentare contro il PATTO ATLANTICO

Con la firma del Patto Atlantico, gli imperialisti anglo-americani e i servitori dei paesi capitalisti aderenti, dimostrano di essere presi dal panico e di non poter niìi oltre aspettore perehè !t tempo lavora per noi e il ritardo nella realizzazzione nei loro piani, causa un contimio aggravamento nella situazione economica del capitalismo americano.

Questi patti, intensificando la guerra fredda contro l'U.R.S.S. e i paesi a nuova democrazia, impegna i paesi firmatari ad affrontare giganteschi piani di armamenti che possono essere realizzati soltanto se accompagnati da repressioni violente contro i lavoratori dei paesi aderenti al patto nord-atlantico nell'interno.

Da questo carattere di classe della guerra il preparazione, deriva il pericolo immediato che ci sovrasta, per cui la necessità di intensificare con la massima celerità gli sforzi per organizzare il più vasto fronte degli uomini, delle donne e dei giovani amanti della Pace e desiderosi di battersi per farla rispettare?

Il senso profondo di internazionalismo operante che anima le classi lavoratrici del mondo, si concretizza così organizza tivamente con l'adesione al CONGRESSO MONDIALE DEI PARTIGIANI DELLA PACE che a Parigi nei giorni dal 2 ) al 25 aprile, ha dato una risposta prcisa agli imperialisti guerrafondai dell'Europa capitalistica e d'oltre oceano.

Evidentemente il compito che oggi i lavoratori della O.M. devono risolvere, è quello di operare per sap - r raccogliere attorno alle bandiere iridate, tutti coloro che con buona volontà intendono battersi per la Pace.

La classe operaia, guida cosciente ed organizzata del potente fronte della Pace, nel lanciare il suo appello di lotta, da l'esempio del come concretamente si combatte per la. Pace. Nei rioni, nei villaggi, nelle città, essa incita il popolo ad organizzare la sua lotta ma è sopratutto nelle fabbriche 'he essa si caratterizza e, ponendosi davanti delle responsabiltà, ha assunto il preciso com-

pito di raccogliere attorno alla Petizione Parlamentare contro il Patto Atlantico tutti i lavoratori che sulle schede della petizione, sottoscrivono il preciso impegno di operare affinchè la Pace possa sempre trionfare.

La outtoseriwne di questa petizione, che è consacrata nella sua validità dell'articolo 50 della costituzione, pone all'attenzione del Governo, la assoluta im-

Il controllo

popolartà della sua politica e che la sottoscrizione a questo patto non vincola per niente la tenace volontà di vita operosa e pacifica dei lavoratori e del popolo italiano.

lavoratori nelle fabbriche

Sarebbe un errore se noi dovessimo considerare la funzione di un C.d.G. limitata ad un controllo dell'andamento economico e tecnico della fabbrica.

Le funzioni di ún C.d.G. sono molto più vaste e tendono al miglioramento organizzativo e produttivo dell'azienda sia sul piano tecnico che sul piano economico, e alla conseguente maggiore occupazione di mano dopera col più alto

CONI F EFie E IV z Organizzativa di Sezione

Noi assolvendo a questo impegno, riusciremo come sempre, ha portare le nostra fabbrica all'avanguarda fra le fabbriche del nostro rione, dimostrando così una volta di più che i lavoratori della O.M. sono fedeli; al loro spirito di lotta. salario possibile.

MEM.

Domenica 8 maggio, ore 9 avrà luogo la Conferenza Organizzativa della Sez. D. Aliotta per la costituzione del nuovo comitato di Sezione. necessario, per la buona riuscita dei lavori, la massima partecipazione dei compagni.

perciò indispensabile che ogni cellula di fabbrica organizzi una assemblea, durante il corso della quale, saranno scelti deí delegati in proporzione di 1 per ogni 10 compagni, i quali dovranno essere presenti per tutta la durata dei lavori.

COMPAGNI, NON DIMENTICHIAMO CHE LA SEZ. D. ALIOTTA. E LA SEZ. ALLA QUALE NOI DIPENDIAMO, E CHE PERCIO' DOBBIAMO DARE AD ESSA TUTTA LA NOSTRA ATTIVITA'.

E certo però che nelle condizioni in cui si trovano oggi la più parte delle grandi aziende italiane le quali tendono, per deficienza di capitali o per deficienza di attrezzature ed impianti, a limitare la produzione con lo specioso pretesto che essa non consente quel determinato reddito che i capitalisti esigono, uno dei compiti più importanti del C.d.G. è quello di esaminare reparto per reparto, prodotto pré prodotto, se veramente esistono le condizioni di mancanza di reddito del capitale e quali sono le ragioni degli alti costi di produzione per contribuire alla, loro eliminazione.

Deve quindi, il C. d. G., rendersi conto del costo delle materie prime; del ro tempestivo acquisto, del costo loro trasformazione e del •pregio a e prodotti sono venduti, sia sul mercato interno che sui mercati stranieri, controllando anche se tutto è stato fatto dall'azienda per ottenere una più larga yendita.

Nè ci si venga a parlare che le Direzioni delle aziende sono da sole fortemente impegnate a raggiungere i migliori risultati economici e dhe quindA il controllo e le pressioni dei lavoratori sono inutili.

Purtroppo le aziende sono oggi dirette (Segno in ~onda pagina)

N. 2 Milano, Maggio 1949
dal Comitato di fabbrica del P. C.
dei

Il controllo di tutti i lavoratori nelle fabbriche

(Continuazione della prima pagina) da gruppi capitalistici i quali possono avere interesse sia alla limitazione della produzione in senso generale (per mantenere al più alto livello possibile i prezzi dei propri prodotti) si infine perchè la Direzione del gruppo a cui l'azienda appartiene, può avere un determinato interesse capitalistico di concentrare una singolare produzione in una sola azienda, lasciando che tembporaneamente o definitivamente un'altra azienda limiti od addirittura annulli ogni sua attività produttiva.

Naturalmente il concetto della libertà capitalistica esige che si bandisca ogni preoccupazione di carattere sociale non dando alcun valore ad una maggiore o minore occupazione operaia.

La perdita della possibilità di lavoro cla parte anche di un fortissimo numero di lavoratori non riguarda l'interesse cieca ed egostico dei capitalisti i quali dimostrano infatti dí non nutrire alcuna preoccupazione se l'errata politica oggi vigente porta centinaia di migliaia di impiegati ed operai ad aggiungersi agli altri due milioni e trecentomila disoccupati esistenti nel nostro paese.

Nè vi è alcuna preoccupazione per il fatto che questa disoccupazione sempre crescente non ha speranza di essere assorbita sia pure parzialmente.

Oggi vi è una così grande difficoltà da parte di un disoccupato, anche -ottimamente qualificato o specializzato a trovare lavoro, da ritenere che la disoccupazione costituisca una condanna alla miseria e alla fame per un lungo periodo o forse per sempre.

Non è possibile quindi che i lavoratori non considerino un loro diritto di prendere parte alla gestione delle proprie fab.briche nelle, quali hanno svolto la loro attività. Questo diritto è direttament , collegato al diritto di poter vivere lavorando, diritto che la nostra stessa Costituzione ha sancito ma che lo stesso Governo e i capitalisti italiani non, intendono riconoscere.

Questo diritto lo conquisteranno i lavoratori nelle fabbriche e il C. d. G. col conseguente controllo sulla produzione, sarà uno dei mezzi perché questo diritto sia garantito. La borghesia conquistò i « diritti dell'uomo » un secolo e mezzo fa.

Tali diritti nacquero e si affermarono nelle assemblee politiche che sostituirono i regimi feudali.

Nelle fabbriche sono nati e si affermano di più i « diritti dei lavoratori », uno dei quali è quello di partecipare alla gestione della produzione, di garantire la possbilità di lavoro e di limitare il reddito capitalistico nella misura in cui esso non impoverisca 1 reddito delle classi popolari e le loro possibilità di consumo.

BANDIERA DELLA PACE

Non è più il momento di discussioni, di parole; dei forse o dei ma. Il Governo democristiano, walgrado che la maggioranza del popalo abbia detto no, ha aderito ad un patto militare, il quale potrà coinvolgere il popolo in una nuova guerra.

- Gli operai, gli impiegati, i tecnici della O. M. rispondono uniti in un sol blocco con una sola parola : PACE. • ECCO' così, sorgere spontanea l'iniziativa, (parche questa parola diventi realtà) di avere una bandiera iridata nei propri reparti di lavoro, ed ogni impiegato, tecnico,' operaio che ha contribuito per questa realizzazione, si impegna a difendere questo vessillo da qualsiasi agres-

Là storia del Primo Maggio, è legata a quella per le otto ore di lavoro, iniziata nei paesi industrialmente più progrediti, verso la fine del penultimo decennio del secolo XIX.

Nel luglio del 1889, si era costituita a Parigi la Il a Internazionale, secondo partito mondiale della classe operaia. Esso aveva posto fra l'altro, la questione delle otto ore, e per intimare alla classe borghese di tutto il mondo questa ed altre rivendicazioni, aveva proclamato per primo maggio di ogni anno, una grande manifestazione operaia in tutto il mondo.

La scelta cadde sul giorno che ricorda le vittime di Chicago scese in piazza per la rivendicazione delle otto ore di lavoro e prese a fucilate dalla polizia il Maggio 1886.

Ecco ciò che narra la « Storia del movimento operaio sociale in Italia »:

RIUNIONE SETTIMANALE DEI QUADRI DI CELLULA

tutti i pioverli alle ore 17,30 presso la nostra (Sezione in via Bellezza vie n e organizzata la riunione settimanale bei compagni membri dei comitati di Cellula

Molti sguardi di simpatia erano rivolti in quel periodo verso il movimento iniziato in America dai « Cavalieri del Lavoro » per la introduzione delle otto ore di lavoro: movimento che era appoggiato anche dalla Federazione operaia americana, e della simpatia era stato prova l'indirizzo inviato dal Congresso operaio di Pavia al Congresso di Buffalo.

Ora in America (a Chicago) dopo uno dei tanti comizi di agitazione pel trionfo di questo postulato essendosi la folla portata verso alcune officine ove si lavorava per far cessare il lavoro, avvenne un conflitto fra dimostranti e poliziotti VOLONTARI.

I difensori dell'ordine fecero uso delle armi e durante il conflitto venne lanciata una bomba. Vi furono delle vittime. Un processo, ordinato più con criteri di classe che con quello di giustizia rigorosa, portò sui banchi dell'accusa gli organizzatori operai: Giorgio Engel - Augusto Sies - Luigi Ling - Alfredo ParsonMichele Swab - Adolfo Fiscer - Oscar Webb - Samuele Fulden.

E il Tribunale, che per bocca dello stesso Presidente aveva riconosciuto non esservi la prova provata che glì imputati fossero stati i lanciatori della bomba, li condannava ugualmente alla forca in quanto, essendo ANARCHICI dovevano essere ritenuti capaci di commettere un simile reato. Ed essi passarono cosi alla storia sociale come gli impiccati di Chicago.

E per onorare la memoria di questi lavoratori, che dal P Maggio 189u si festeggiò la grande festa del lavoro. Da allora sono più di 60 volte che i lavoratori di tutto il mondo, apertamente oppure in silenzio, nelle libertà o sotto l'oppres,:ione, festeggiano il P Maggio.

Rivendicazioni salariali

Il comitato direttivo della FIOM per la nostra provincia, ha deliberato all'unanimità, anche in conformità delle direttive emanate dalla C.G.I.L., di presEntare alla Confindustria una richiesta di adeguamento e rivalutazioni dei salari e stipendi per tutti i lavoratori metallurgici.

Nessuno infatti può disconoscere, che il costo della vita dopo gli ultimi adeguamenti è sensibilmente aumentato e che malgrado questo la classe padronale ma si è preoccupata dello stato di disagio dei lavoratori.

Ora, tutti uniti e compatti a fianco della nostra C.G.I.L., dovremo scendere in sione, perchè difendendolo, difende se stesso e la propria famiglia dagli orrori di una nuova guerra e dall'incubo di un passato tragico ed ancora sanguinante.

I lavoratori coscienti di quanto accade nel paese, precisano la loro volontà per questa Pace mondiale.

Pertanto diciamo ai firmatari del Patto incriminato che la loro firma non è convalidata dal popolo Italiano e i lavoratori non si batteranno mai per ubbidire al dispotismo di un governo reazionario e capitalista, fautore e propugnatore di guerre.

Pertanto anche i lavoratori della O. M. saranno a fianco dei lavoratori di tutto il mondo, per raggiungere la meta comune : lavoro benessere.

Viva l'unità di tutti i lavoratori.

Viva la Pace.

lotta per realizzare le nostre rivendicazioni. La lotta sarà indubbiamente dura come pure sarà lungo il cammino e difficile, ma sorretti dalla fiducia e dalla fiducia e dalla volontà sapremo sicuramente ancora una volta imporre i nostri diritti alla tracontanza padronale.

Ed ecco quali saranno le nostre richieste:

1° manovali comuni da L. 38,65 a Lire 48,65;

2° manovali specializzati da L. 41,95 a L. 56,95;

3° operai qualificati da L. 44,45 a Lire 65;

4° operai specializzati, da L. 49,30 a Lire 79; impegati, a titolo di adeguamento, un aumento di:

la categoria L. 7875.

2 8 categoria L. 7.500.

38 categoria L. 3.500 sui minimi di stipendio.

Aumenti proporzionali si -i.:a.;no chiesti anche per gli equiparati e per gli intermedi.

Sarà pure richiesta una revisione della scala mobile,, come pure un trasferimento di una parte di contingenza in pa-. ga. Sarà rchiesto anche il raddoppio degli assegni familiari ed un miglioramento delle indennità per i lavori nocivi.

(771ercolebi i maggio are 1T;15 nella saletta ex mensa relazione sui lavori óel ee, tenuta bal compagno (Vai« bella segreteria regionale

2 LA SCINTILLA MAGGIO 1949 IL PRIMO MAGGIO
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VITA DLIII (LLIULL

\e 1 numero precedente ci siamo limitati ad illustrare lo scopo di questa rubrica! E evidente che da questo numero si debba entrare nei particolari e si inizi a toccare singolarmente le cellule, specie quelle ove più marcate sono le deficenze.

E ormai indiscuibile che in qualsiasi lavoro, non si può pensare ad una buona riuscita senza una organizzazione solida, sicura, capillare che permetta una elevata speditezza del lavoro stesso.

Per ottenere ciò, bisogna che tutte le attività siano espletate con sollecitudine e con coscienza, non solo, ma bisogna assicurarsi che per ogni attività vi sia un compagno in grado di assolvere questo compito.

La scelta di questi compagni non deve perciò cadere così a caso, ma va studiata attentamente, in modo che chi vi si dovrà dedicare, abbia particolari tendenze per l'attività che gli verrà affidata.

Nelle nostre cellule, le difficoltà maggiori incontrate per la scelta dei componenti i comitati di cellula e attivisti, .si hanno per il responsabile politico e per i collettori.

Generalmente la responsabilità politica, viene affidata a quel compagno che più di ogni altro si dimostra attivo, o che più si interessa dei problemi della cellula, sia per sincero attaccamento al Partito o per maggior disponibilità di tempo.

Deve essere ben chiaro che il responsabile politico di una cellula non può essere un compagno qualsiasi, anche se il più attivo. Egli deve essere in grado 'innanzitutto di saper valutare la situazione del momento, trarne 'ma conclusione ed esporla immediatamente all'assemblea di cellula, in modo da tener aggiornati continuamente i compagni.

Egli deve saper comprendere l'importanza dell'affiancamento della politica del nostro Partito al lavoro sindacale, per portare tutti i compagni, compatti ad affrontare le lotte quotidiane su scala aziendale ed extra aziendale. Ma perchè un responsabile politico possa assolvere il suo compito, deve innanzitutto leggere con continuità non solo i quotidiani del Partito, ma anche il materiale che interessa l'attività. Deve partecipare a tutte le riunioni dei quadri indette dalla 'sezione o dal comitato di fabbrica. Partecipare insomma in modo fattivo alla vita politica del Partito nell'interno della fabbrica, in modo da trasmettere alla cellula tutto ciò che è nostro patrimonio ideologico e organizzativo.

Il secondo ostacolo che è molto rimarchevole in numerosissime cellule, è la mancanza di un numero adeguato di collettori, o di collettori che ancora mancano di quel l'inquadramento sufficiente per svolgere con esito positivo il loro lavoro. •

Dobbiamo tener presente compagni, che nelle cellule ove i collettori svolgeranno un lavoro efficiente e dimostreranno inanzitutto d'aver compreso che collettore non vuol dire solo distribuzione del bollino, ma anche controllo e propaganda della nostra stampa, orientamento dei compagni, partecipazione dei medesimi alle riunioni di cellula ecc., tutto il lavoro politico-organizzativo del comitato riuscirà e potremo trarne il risultato desiderato dal Partito.

Dopo l'esperienza fatta dal comitato di fabbrica di formare una rete di ispettori del lavoro di cellula, possiamo constatare d'aver ottenuto un risultato se non proprio soddisfacente, almeno buono.

A questo proposito è da citare la X cellula del Macchinario; che attualmente dimostra di essere la più organizzata. significativo il fatto che su 54 compagni, ben 21 sono attivizzati fra Comit. di cellula, collettori, diffusori stampa, ecc., non solo, ma settimanalmente il resp. politico riunisce regolarmente il comitato di cellula, discute il piano di lavoro settimanale e lo attua mettendo in movimento i suoi attivisti, ottenendo in massima parte il risultato desiderato.

Così pure dicasi per la XIV cellula della Linea, che, seppure in tono molto minore, è riuscita ad uscire dal caos disorganizzativo lasciato dai precedenti responsabili e portarsi sulla via dell'orientamento, sotto la guida diretta e controllata dell'ispettore di cellula.

Anche le tre cellule di Carpenteria danno un buon rendimento, ma per ciò che

riguarda l'elevanielito ideologico dei compagni c'è ancora molto da fare.

Per le altre cellule invece è necessario convincerci che la strada per arrivare ad un rendimento sufficiente è ancora lunga. In modo particolare per la cellula impiegati.

E necessario che i compagni di questa cellula escano un po' dal torpore che è loro abituale, lavorino sulla medesima direttrice delle cellule d'officina partendo dalla premessa fondamentale che il nostro Partito è il Partito di tutti i lavoratori e non di una sola categoria di essi.

Solo così noi potremo marciare con sicurezza verso i nostri obiettivi, sicuri che nessuna incrinatura dovuta ad assenteismo porterà squilibri e incertezze nel corso delle nostre lotte.

Aumentare la diffusione di "Vie Nuove„

L'on Scelba « faccia di bronzo » nei discorso tenuto a Siena s'è lasciato andare ad affermazioni giudicate negli stessi ambienti della maggioranza governativa frutto dell'e inintelligente impulsività a del ministro degli interni.

Nel suo discorso l'on. Scelba ha fatto la voce grossa contro il settimanale diretto dal comp. Longo invitando in primo luogo la Magistratura a condannare rapidamente e severamente i responsabi li della pubblicazione.

« Faccia di bronzo » nel deferire il settimanale all'autorità giudiziaria si è servito di un articolo del Codice Penale (fascista) che punisce « chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose per le quali possa essere turbato l'ordine pubblico ».

Questo articolo interpretato in un modo che è escluso dalla Costituzione repubblicana è servito dunque all'on. Scelba per denunciare il settimanale « Vi^ Nuove »: il corpo del reato sarebbe l'illustrazione di prima pagina, apparsa due settimane fa, raffigurante le recenti esercitazioni di sbarco di fucilieri americani' ad Augusta, vanamente smentite dal nostro ministro della Guerra.

In un dibattito organizzato a Roma nei locali dellà « Casa della cultura » il prof. Vezio Crisafulli ha fatto notare che la smentita diramata dall'on. Pacciardi non può .essere considerata 'la verità in assoluto in quanto è manifesto che l'on. Pacciardi, nella sua qualità di membro del Governo, non può essere certo considerato il depositano della verità. E stato pure giudicato grave l'intervento dell'on. Scelba: il ministro, infatti, e non è la prima volta, è intervenuto indicando alla Magistratura un giornale da perseguire. il che è assolutamente contrario alle nostre leggi ed è anche un intervento offensivo per la stessa Magistratura.

Il comp. Longo si è limitato a dimostrare la falsità delle ragioni addotte dall'on. Scelba nel presentare la sua denun-

cia che afferma essere l'illustrazione incriminata atta da una parte a turbare l'opinione pubblica e dall'altra a compromettere i rapporti dell'Italia con una potenza estera, in questo caso l'America.

Il comp. Longo ha fatto notare subito l'assurdità della prima tesi. L'illustrazione infatti è stata pubblicata quando la notizia era di dominio pubblico da una settimana, in quanto era stata pubblicata dai giornali ed era stata presentata in Senato una interpellanza.

Per quanto riguarda il secondo aspetto della questione, il compagno Longo ha fatto notare che mancano le ragioni valide per poter considerare la illustrazione atta a turbare i rapporti dell'Italia con l'America e che finora d'altra parte nessun giornale d'una tendenza politica diversa dà quella di « Vie nuove » è stato denunciato per notizie dimostrate false che riguardavano governi delle democrazie popolari.

E al ora (ware l'obbietti‘o del ministro Scelba?

Nel giro di poche settimane tre denuncie sono da segnalare contro il redattore capo Michele Pellicani; si tenta di soffocare « Vie nuove » che diffonde attualmente 230.000 copie di cui 21.700 in Milano e provincia!

Scelba ha paura della stampa democratica e il governo De Gasperi teme che delle semplici — e per lui non avvenute — esercitazioni di sbarco di fucilieri americani possano turbare l'ordine pubblico: ma che cosa avverrà allora se, invece di fare innocue e quasi spirituali esercitazioni, i fucilieri americani dovessero sbarcare sul serio in Italia?

Dunque: De Gasperi sa che il popolo italiano non vuol più saperne di guerre, di fucilieri americani, di e liberatori », di patti atlantici. De Gasperi e i suoi accoliti, come tutti i traditori, temono il popolo italiano.

E la miglior prova del loro timore è stata quella di tentare di soffocare il nostro giornale.

La miglior risposta che possiamb dare è l'aumento della diffusione, dobbiamo far si che nelle officine, per le strade, in ogni casa giunga la voce della verità che Scelba cerca di soffocare. E perchè la nostra fabbrica non venga meno a questo impegno il comitato di fabbrica po rie come obiettivo: diffondere entro il mese di maggio 150 copie settimanali.

MAGGIO 1949 LA SCINTILLA 3
D I g0 N

Le

INTERVISTE

Abbiamo pregato il signor Comini, Capo dell'Ufficio Manodopera, uno dei delegati partecipanti al « Congresio di Parigi » in rappresentanza della nostra fabbrica, di dirci le sue impressioni sulla grande assise mondiale dei partigiani della Pace.

Alla nostra richiesta egli ha così risposto : « Sento innanzi tutto il dovere di ringraziare tutti i lavoratori dell'O. M. di Milano che mi hanno dato la possibilità di partecipare al Congresso dei Partigiani della Pace tenutosi a Parigi. Sono entusiasta di aver visto : scienziati, intellettuali, operai e contadini tutti uniti per salvare la Pace. Sono più che mai convinto, dopo quello che ho visto e sentito, che questa v: dia il " partito della guerra sarà battuto ».

Abbiamo poi rivoìto due domande specificate al signor Comini:

si Ha avuto sentore del come sui giornali reazionari, Corriere della Sera in testa, il Congresso parigino fosse boicottato e travisato nello spirito?

Cosa pensa in merito alla notizia di-

vulgata dagli inviati della stampa borghese secondo cui allo stadio di. Buffalo erano presenti 10.000 democristiani?

Egli ci ha così risposto :

« Avendo letto il " Corriere della Sera " l'unico gigornale che arriva con regolarità in Francia ho, provato un senso di disgusto nel vedere come veniva falsata la verità ai lettori italiani in merito al Congresso dei partigiani della Pace.

la vastità della manifestazione è molto facile provare l'assurdità della cifra menzionata dalla stampa borghese ».

Queste affermazioni dimostrano che i giornali reazionari cosidetti « indipendenti » non possono certo ritenersi depositari dell'a onestà giornalistica ».

L'azione sindacale e i sindacati liberi

Il tema che era preferito dalla minoranza d, c. in sego alla C.G.I.L. era quello della politicità degli scioperi abbinato alla « dittatura della maggioranza socialcomunista ».

La ricostruzione della Federazione Giovanile Comunista

Giovani comunisti della O. M., la gloriosa bandiera della Federazione Giovanile, la vostra bandiera, si è di nuovo spiegata al vento.

Questo _vessillo che ricorda i nomi di Curiel, Ottolenghi, Ricotti, Bassi, Cortese e Lina Salvetti, caduti per la nostra causa nella guerra di liberazione, illuminerà il camminò di voi giovani nelle lotte per la Pace e per una vita migliore.

All'avvicinarsi del pericolo di una nuova guerra, di fronte alle mene della reazione che minaccia ogni libertà e nega ai giovani in particolar modo le possibilità di studio e di lavoro, la gioventù comunista milanese, sventolando il suo drappo rosso e sotto la guida della Federazione del P.C.I. impedirà una nuova catastrofe e lotterà a fondo affinchè il nostro Paese non sia gettato fra le fauci fameliche dell'imperialismo straniero.

Giovani lavoratori della O. M., per la difesa della nostra fabbrica accorrete compatti sotto la gloriosa bandiera di questa organizzazione, simbolo di fede, di democrazia e di tenace lotta per il progresso.

Viva la Federazione Giovanile Comunista Milanese. Il Comitato provvisorio.

Con la scissióne sindacale essi si proponevano (per gli illusi di buona fede) di creare una « libera confederazione » di lavoratori di tutte le tendenze che fosse indipendente dai partiti politici (D. C. compresa). Tale impostazione demagogica dava invece chiaramente ad intendere che si cercava, due mesi dopo il 18 aprile, di ripetere nell'organizzazione unitaria sindacale la manovra portata a termine nelle elezioni politiche quella cioè di Asola:Ve i lavoratori socialcomunisti.

C) 4 LA SCINTILLA MAGGIO 1949

Oggi è ben chiaro che la manovra di sganciamento dalla C.G.I.L. venne eseguita da Pastore e soci (val a dire dai rappresentanti della C.S.C.) e fu perciò una scissione abortita nei riflessi dellapremessa, in quanto già dall'inizio essa era operata da esponenti d. c. senza l'apporto di indipendenti.

La loro colpa maggiore resta quella di aver ricercato l'adesione di elementi estranei agli interessi della classe operaia e dei lavoratori, -di aver riportato a galla gli istinti più retrivi, di aver alimentato nei nostalgici la speranza di un ritorno ai fasti ventennali.

La loro opera di penetrazione si è giovata dell'apporto dei giornali dichiaratamente reazionari, dell'aiuto della classe padronale, dell'appoggio delle autorità ecclesiastiche.

Negli ultimi giorni di attività della Fiera di Milano, si è tenuto, in uno dei suio padiglioni, un'importante convegno dell'Ente Nazionale dell'Organizzazione del Lavoro, per esaminare il sistema con cui si organizza oggi la produzione nelle fabbriche del nostro paese e l'attività prestata dalle Direzioni per un buon raggiungimento di questa organizzazione. Ecco quanto a questo proposito ha dichiarato testualmente il prof. Mauro.

a La parte direttiva delle nostre industrie è così scadente che oggi non ci sono quasi più elementi razionali di organizzazione nelle nostre fabbriche. I grandi dirigenti dell'economia nazionale non si sforiano in realtà che di essere ferrei nei confronti delle maestranze, di sfruttare comunque il lavoro cercando di realizzare economie soltanto sulla mano dopera, invece di sforzarsi di organizzare il lavoro, di rimodernare gli impianti, di sfruttare con sistemi moderni tutti gli elementi tecnici della produzione. Quando qualcuno indica le ragioni di una economia póco prospera in casa nostra identificandole nella incidenza della mano dopera, e risolvendo tutto con i licenziamenti, farebbe meglio a parlare di organizzazione e di macchine, perchè ergotecnica e macchinari moderni soltanto possono in realtà migliorare la situazione ».

Questi giudizi sulla vita aziendale, non sono frutti di macchinazioni comuniste, ma il risulato di una analisi precisa che tecnici di valore hanno fatto allo scopo di migliorare il processo produttivo con una più razionale organizzazione.

Per il rafforzamento ideologico la chiave ói tutto è lo studio individuale.

TOGLIATTI

I LIBRI che ogni comunista deve leggere

C. MARX

F. ENGELS . Il manifesto dei comunisti

F. ENGELS - II socialismo dall'utopia alla scienza

J. STALIN - la questione del leninismo

Storia del Partito comunista (bolscevico) delR. S. S.

Ché tali considerazioni corrispondano a verità, lo prova la nostra stessa fabbrica, dove contro l'organizzazione unitaria dei lavoratori si sono radunati gli elementi che accettarono sdegnosamente le libertà conquistate dalla classe operaia e che concorrono a ripeter, come l'eco, le calunnie contro il sindacato unitario, alla sua attività, al suo spirito democratico, agli obbiettivi che pone.

I nostri esponenti dei pochi liberini, essendosi messi dalla parte dell'odio verso la classe lavoratrice, verso i rappresentanti dei lavoratori d'avanguardia, odio che si' riperquote nelle vie e nelle piazze d'Italia, che giubila sulle miserie, che plaude ai sistemi polizieschi, odio alimentato da fobia anticomunista. Si fanno inconsapevoli alfieri di interessi non loro che li fa definire come crumiri agli occhi della stragrande maggioranza dei lavoratori.

La visione ristretta dei problemi sociali, l'incapacità di legarsi alla situazione politica, l'assoluta mancanza di combattività e di partecipazione operaia, rendono quasi nulle le attività degli aderenti al sindacato libero e dimostrano l'impossibile funzione di un sindacato che non è altro che l'appendice dell'organizzazione padronale.

L'azione che noi dobbiamo condurre deve esserq lunga e tenace, lunga perchè sarà sulla distanza che cadranno i pregiudizi contro di noi, tenace perchè coloro che hanno agito inconsapevolmente, abbiano modo di vedere da quale parte si lotta per la difesa degli interessi dei lavoratori.

È con questa certezza che invitiamo i compagni a porgere la mano agli impreparati e agli incerti, a dare la loro soli— darietà fraterna a tutti i compagni di lotta, a nutrire il più profondo disprezzo per tutti i traditori e tutti i nemici.

*M
Tutti i delegati italiani potrebbero testimoniare senza tema di smentite che alla manifestazione di Buffalo erano presenti parecchie centinaia di migliaia di uomini e donne. Del resto essendoci documenti fotografici che possono provare O qQ chi o '4 8 O
La deficiente organizzazione della produzione
Quali sono le cause? Di chi è la colpa?

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