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Sindacato FIOM10

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Bollettino interno della Sezione Sindacale Aziendale -INNOCENTI _1 poiiu uU negarlvàrmente a tutta una serie di problemi di fondo ventilando solo, senza grande impegno, una misera offerta salariale, si riprende più forti e più convinti di prima a lottare per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.

E' ora e tempo che il padronato capisca che noi_ vogliamo il nostro contratto e quando diciamó nostro intendiamo che è nostra volontà arrivare a stipulare un• contratto moderno che rispecchi l'esigenza dei tempi in cui viviamo che ponga il lavoratore, attraverso il sindacato, in condizione di poter affrontare alla pari ogni discussione nel campo del lavoro con il padrone.

Sui cartelli. Quanto Mem" poveri i giusti con rol i

— Ma chi sorte'

-- E' la delegazione padronale che si reca ella per il rinnovo dai nostro contratto. rdati.3 sti,npi 3 , n.

IL PUNTO DELLA LOTTA

RIAFFERMATA L'UNITA' D'AZIONE DEI SINDACATI FIOM-FIM -UILM

RIPRESA LA LOTTA

Con un possente sciopero di 72 ore, che ha fatto registrare in tutte le aziende private altissime percentuali di astensione dal lavoro, è ripresa la lotta dei metalmeccanici.

Dopo quaranta giorni di tregua che i lavoratori e per loro i sindacati, dimostrando un'elevato senso di maturità politico sindacale, avevano concesso alle organizzazioni padronali allo scopo di ricercare « in un clima di serenità e di estensione » una positiva soluzione della vertenza, di fronte all'atteggiamento irresponsabile della rtnnfiru-i.

Tutto questo i lavoratori lo hanno capito, tant'è vero che non si sono lasciati fuorviare dagli inviti diffusi da certe Direzioni o di gruppi di pseudo indipencienti, nei quali si diceva che la Confindustria era disposta a concedere tutto e che erano state rotte le trattative solo sulla questione dei diritti sindacali, ma sapendo di tutte le risposte negative fornite dalla controparte su l'intero arco della piattaforma rivendicativa e coscenti della posta in gioco hanno ricominciato a scioperare compatti. In sostanza rifiutano diritti ed anche « il chilo d'oro ».

E' inutile, per la Confindustria, incapponirsi e volere ancora negare al sindacato il suo riconoscimento all'interno della fabbrica, il suo diritto alla contrattazione dei sistemi di cottimo, agli organici delle li nee a flusso, delle qualifiche professionali, negare un'ulteriore ed effettiva riduzione dell'orario di lavoro, opporsi al riconoscimento della settimana di 5 giorni lavorativi e alle norme migliorative sugli straordinari, non accettare la contrattazione degli ambienti di lavoro, la perequazione tra operai ed impiegati per quanto riguarda il trattamento della malattia, infortunio, ferie, anzianità ecc., il diritto di essere rappresentati sindacalmente in tutte le istituzioni come il CRAL, Comitati antinfortunistici, commissione tecnica per le qualifiche, perché comportandosi così vuol dire negare i più elementari diritti che i lavoratori debbono avere per poter contare qualche cosa anche loro all'interno della fabbrica e non essere semplici numeri ai quali si fa fare tutto quello che si vuole per poi sbarazzarsene come di un fen -o vecchio.

I lavoratori oggi non vogliono più le solite « quattro palanche » con le quali nel passato il padronato era solito chiudere le vertenze contrattuali.

Oggi essi vogliono di più, vogliono essere riconosciuti degli uomini 2 tutti gli effetti dentro e fuori

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ELEZIONI INTERNA COMMISSIONE

UN ALTRO PASSO AVANTI

Le elezioni per il rinnovo della Commissione Inter na hanno fatto registrare un ulteriore miglioramento ;n percentuale a favore della lista FIOM - CGIL. II passo avanti non è grande, infatti è solo dello 0,7% ma è comunque senz'altro significativo e dimostra che la FIOM ha saputo ancora una volta giustamente orientare i lavoratori sulla giusta strada ed ha raccolto, con la fiducia che i lavoratori le hanno espresso attraverso il voto, il frutto del suo lavoro di orientamento e di guida delle maestranze.

ACCOLTA LA RICHIESTA DEL PAGAMENTO DEI GIORNI DI CARENZA

Se si rilegge attentamente il contratto che la Confapi ha firmato con le organizzazioni sindacali non può sfuggire il fatto che sia passata un'importante rivendicazione per la quale i lavoratori si sono sempre battuti.

Il pagamento della carenza durante i primi tre giorni di malattia.

Sia pure a scaglioni e con percentuali diverse il nuovo contratto prevede che al lavoratore ammalato venga pagata la carenza da parte del datore di ladoro.

Orbene noi abbiamo, in sede sindacale, sen-ipre so stenuto questa linea e coerentemente al consiglio del FIAMI I i nostri rappresentanti si sono battuti per parla applicare.

Purtroppo la Direzione si è sempre opposta a questa nostra rivendicazione e ha trovato suoi alleati anche i rappresentanti delle altre organizzazioni sindacali che ci accusano di fare della demagogia e della speculazione elettorale.

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Nonostante che le elezioni si siano svolte in un periodo particolarmente difficile per la nostra organizzazione nel corso di una lotta che si protrae da mesi e che ci ha visto con fermezza incitare tulii i lavoratori alla lotta sconfessando senza mezzi termini tutti i crumiri , cosa che ci ha senz'altro procurato dell'impopolarità negli strati meno oindacalizzati dei lavoratori e quindi fatto perdere dei voti, nonostante i trasferimenti dei nostri attivisti che ci ha lasciati scoperti in alcuni settori produttivi, nonostante i liceziamenti di rappresaglie dei nostri compagni abbiamo migliorato ancora le nostre posizioni, segno evidente della grande fiducia che i lavoratorri hanno riposto nella nostra organizzazione sindacale.

E' partendo da questa fiducia, per tener fede ad un impegno preso alla vigilia dele elezioni che tutti i membri eletti in Commissione Interna nella lista FIOM e tutti gli attivisti del nostro sindacato aziendale si impegnano a fare meglio e di più per non tradire la fiducia che i lavoratori hanno riposto in loro e per fare avanzare tutto il movimento operaio a nuove e sempre migliori conquiste.

La Sezione Sindacale Aziendale ams eirr~ dilla. i

Ma le cose non stanno così: innanzitutto noi abbiamo trattato questo argomento anche in periodi non elettorali, ed abbiamo più volte ribadito la nostra posizione; in secondo luogo la nostra non è demagogia e il contratto firmato dalla Confapi è un'evidente riprova della validità della nostra richiesta, noi abbiamo sempre chiesto e chiediamo ancora il pagamento della carenza perchè lo riteniamo un primo grande passo in avanti verso la perequazione opera:impiegati cioè verso la garanzia del salario.

La chiediamo, inoltre, perchè esistono i fondi sufficienti per farlo, infatti, nonostante le migliorie apportate in altri settori d'assistenza, il bilancio del 1965 ha fatto registrare un'ulteriore attivo e precisamente dall' attivo di L. 52.561.196 al 31-12-64, si è passati ad un attivo di L. 79.467.873, al 31-12-65 con un incremento di ben 26.906.667.

Per gli amanti delle cifre diciamo che dal 31-12-63 a oggi il bilancio attivo del FIAMLI è triplicato infatti la disponibilità finanziaria a quella data era di Lire 26.473.097; al 31-12-64 era salita come già detto a L. 52.561.196; al 31-12-65 è arrivata a quota L. 79 milioni 467.873.

Appare evidentissimo da questo quadro generale molto sintetico ma abbastanza chiaro che non crollano i bilanci, non si manda in fallimento nessuno se si dà al lavoratore una più ampia garanzia economica durante il periodo di malattia, ma al contrario si erogano dei milioni che sono disposizione dei lavoratori proprio per quello scopo mentre ora sono praticamente in !til'zzati.

E' di questi ultimi giorni un'ulteriore presa di posizione negativa da parte dei consiglieri della CISL e della UILM nei confronti di due proposte avanzate dai cosiglieri della FIOM. In esse si richiedeva di estendere la indennità di malattia a quei lavoratori che vengono inviati alle cure termali dal FIAMLI così come già la percepiscono quelli che vengono mandati alle stesse cure dagli enti assistenziali, così pure per il

NELL'ACCORDO CONFAPI
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asas ~ai assi. aur. ~l> gaiiis
1966 1965 SEGGI 1939 51,3% 2088 50,6% 5 (51 1203 31,9% 1394 33,8% 3 (3) 638 16,8% 641 15,6% 2 (2) 641 64,9% 633 60,5% 2 (21 352 35,1% 412 39,5% 1 (1) PERCENTUALE GENERALE 40,7 (40,4) 1- 0,3 38,7 (39,4) — 0,7 20,6 (20,2) 4- 0,4
VOTI E PERCENTUALI
OPERAI FIOM CISL IMPIEGATI CISL UILM FIOM CISL UILM
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rimborso delle spese di viaggio a quei lavoratori che vengono inviati alle cure dagli istituti previdenziai che da quest'anno devono sostenere anche questo ulteriore onere. La spesa non era iperbolica tra tutto si raggiungeva la somma di 2 milioni circa.

Vi è stato un NO secco e tutto è stato rimandato ad altra data, intanto con una situazione di bilancio così favorevole chi fa le spese e paga è ancora il lavora tore.

sistema mutualistico, quella riforma che la CGIL va da diversi anni auspicando. i termini della stessa sono stati comunicati in diverse occasioni ai vari con gressi sindacali, e che farà fare un grande passo in avanti a tutto il sistema mutualistico e assister-'aie.

Il mondo va avanti .seguendo velooe.mente il progresso ma il nostro sistema assistenziale è rimasto fermo all'epoca borbonica, è necessario rinnovarlo perchè esso non rispecchia più le esigenze nè degli assistiti, nè dei medici.

Per fare questo è necessario che tutte le forze politiche del paese si mobilitino per trovare un'unità d'intesa che i vari progetti di riforma non restino nei cassetti dei ministri ma vengano discussi al più presto al parlamento e resi operanti nel paese. E' in gioco una grande posta, la salute dei cittadini che è il Matrimonio più grande di una nazione.

Non vi possono essere in questo campo indecisioni o compromessi di alcun genere, vi è una sola strada da percorrere la strada di un'energica riforma cui tutto il sistema mutualistico che garantisca al paese e a tutti i suoi cittadini un servizio medico assistenziale che sia all'altezza dei giorni nostri.

CGIL:

TRA I DUE LITIGANTI IL TERZO ... PAGA

Nella controversia che ormai da lunghi mesi è in corso tra la mutua ed i medici coloro che 'subiscono il danno maggiore e tutti gli scompensi di questa anormale situazione facendone direttamente le spese sono i lavoratori.

Questi lavoratori che pagano anticipatamente (attraverso la trattenuta fatta direttamente sulla busta paga e indirettamente con l'aliquota versata dal datore di lavoro che è poi frutto del loro lavoro) i vari enti mututlistici che dovrebbero assisterli come è loro dovere, si vedono da tempo costretti a pagare le visite mediche per poi aspettare lunghi mesi che la mutua (bontà sua) dopo il lungo giro burocratico della pratica gli rimborsi quanto speso.

Ora viene spontaneo da domandarsi: ma è mai possibile un'assurdità del genere? Ma perchè per un dissenso esistente tra mutua e medici chi deve subire le conseguenze negative sono i lavoratori che in questa faccenda sono completamente estranei?

Tra medici e mutua ci possono essere tutte le divergenze di questo mondo ma' il lavoratore ha il diritto di essere visitato, assistito, curato perchè ha già pagato anticipatamente quanto è di sua competenza e non deve continuare a ripagare, Ogni tentativo fatto finora allo scopo di conciliare la vertenza in corso non ha dato purtroppo nessun esito positivo.

Allo stato attuale delle cose è necessario prendere il coraggio a due mani ed avvicinarci verso una grandt e radicale riforma di tutto il sistema assistenziale e mutualistico.

Qualsiasi tentativo d'accordo che si tenti di fare senza una riforma organica del sistema non potrà essere che un paliativo che dopo poco tempo farà riesplodere in tutta la sua gravità il problema assistenziale di tutta la nazione.

E' necessaria quindi una grande riforma di tutto i'

ROMA, 30 giugno La CGIL ha diffuso 11 seguente compnicato: a La segreteria della CGIL, a nome dei lavorato. rl Italiani, esprime la sua profonda indignazione peri bombardamenti statunitensi che si avvicinane sempre di più, fino a !eccede, alle città di Rano' e Haiphong della libera Repubblica del Vietnam del Nord.

« Gli attacchi aerei americani, oltre a ferire la coscienza morale, costituiscono una nuova provocagione e ima seria minaccia alla pace mondiale, tanto più gravi in un momento in cui I popoli e i governi chiedono con sempre maggior vigore una soluzione pacifica e democratica della guerra nei Vietnam,

a La segreteria della CGIL, sicura Interprete delle aspirazioni e della volontà dei lavoratori, chiede al governo italiano di dissociare le sue responsabilità dal governo USA e d'intraprendere sul piano politico e diplomatico le Iniziative necessarie per far cessare i brutali atti di guerra americani. E' necessario che nella nuova grave situazione creata dal bombardamenti americani su Hanoi e Haipbong il movimento sindacale esprima nel Paese e sui luoghi di Lavoro, nelle forme più unitarie e con tutta la necessaria forza, la volontà di pace dei lavoratori italiani per esigere la cessazione immediata dell'"escalation", la fine di un'aggressione che ha gettato un intero Paese nella rovina e nel lutto, l'avvio di negoziati che nel rispetto degli accordi di Ginevra assicurino libertà e pace Del Vietnam e nei mondo

«li governo italiano dissoci le sue responsabilità dadi USA»
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Saccardo, 39 t L MEM.' • • • I. • MILANO E mi. •
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DALLA PRIMA

dalle fabbriche, vogliono discutere e contrattare tutti i vari aspetti del contratto di lavoro dall'orario, affinché non si registrino più pesanti riduzioni di lavoro e sospensioni a zero ore, alla fissazione preventiva della quantità di lavoro che si deve svolgere sulle varie linee in funzione alla forza lavoro esistente, dalla sicurezza durante la malattia di non essere licenziati, alla contrattazione della loro qualifica professionale in rapporto ai reali valori e alle reali capacità di ognuno, vogliono anche contrattare un salario sufficiente per far vivere dignitosamente loro e le loro famiglie.

Per questo i lavoratori si sono battuti nei mesi scorsi, hanno dato una tregua, dimostrando il loro senso di responsabilità, per avere durante le trattative un periodo di calma, e dopo la serie delle risposte negative della Confindustria hanno ripreso a battersi più forti di prima e si batteranno fino al raggiunqi• mento degli obiettivi che si sono prefissi.

CRONACHE DI REPARTO

Abbiamo, sia pure per caso. di ritorno dallo sciopero, notato uno strano movimento alla mensa ed incuriositi, seguendo attentamente quanto accadeva intorno a noi, abbiamo potuto riscontrare quanto stiamo per narrarvi:

In occasione dello sciopero del 27-4-66 alcuni lavoratori dell'attrezzeria che non avevano aderito allo steso, non hanno trovato il coraggio (quindi vi è una implicita condanna al loro comportamento che viene dall'interno del loro animo che capisce benissimo di comportarsi male non scioperando,'quindi di sbagliare) di venire in mensa a consumare il pasto.

Questo gruppetto di lavoratori, circa 40, ha ritenuto più opportuno restare nel reparto e consumare i viveri, come si dice in gergo militare, a secco.

Per procurarsi l'occorrente per il «picnic,» hanno trovato l'aiuto compiacente di un capo reparto che prontamente trasformatosi in novello « Vivandierè del Reggimento » (dei crumiri) si è preso la briga di andare in mensa comperare un'abbondante razione di pane. ritirare scatolette e viveri di conforto a secco e portarli nel reparto. Così tra l'olio lubrificante, il grasso e l'odore del reparto, questi signori per i quali non esiste vocabolo per poterli definire (seppure la lingua italiana sia da tutti riconosciuta la più ricca di aggettivi e vocaboli) hanno consumato il loro frugale pasto.

Se dovessimo analizzare a fondo e in tutti i suoi particolari dal comportamento degli operai a quello dei loro capi, a quello della direzione, che senz'altro ha autorizzato una manovra del genere, potremmo riempire pagine di giornale; ma noi non vogliamo fare tutto questo.

Noi diciamo soltanto a quei lavoratori che il loro dovere è quello di scioperare con gli altri per il rinnovo del contratto di lavoro che vale anche per loro;

Rispodiamo ad un gruppo di lavoratori del Reparto collaudo macchine.

Un gruppo di lavoratori che opera nella zona dove transitano le vetture, al reparto collaudo auto, ha inviato una lettera alla S.S. Aziendale della FIOM nella quale si lamentano, più che giustamente, perchè le vetture che transitano o che vengono messe a punto a motore acceso in quella zona emettono una grande quantità di gas di scarico.

E' logico che tali gas vanno ad inquinare l'aria di quella zona con grave danno ai lavoratori che lì ope rano e che sono costretti a respirare quell'aria dannosissima al corpo umano e pertanto si richiedeva il nostro interessamento alla soluzione del problema.

Vi diciamo che siamo subito intervenuti facendo un sopraluogo sul posto indicato dopodichè abbiamo in. terpellato il responsabile del competente ufficio impianti il quale ci ha assicurato il suo interessamento.

Infati come avete già potuto notare sonò stati installati dei tubi flessibili che raccordati ai tubi di scarico delle vetture scaricano direttamente fuori dài capannone i gas: in questione:

Inoltre è allo studio e sarà prossima la realizzazione per un'analoga soluzione da applicare alle vetture che vengono a trovarsi sugli elevatori per le varie fasi di messa a punto.

Nel ringraziarvi per la vostra segnalazione vi invitiamo a renderci noti altri problemi simili che sfuggissero al nostro controllo garantendovi il nostro intervento e sollecitando la realizzazione dei lavori necessari.

La Sezione Sindacale Aziendale della FIOM •••••••••

~~/i• ai vari capi che facciano il loro mestiere e non si rendano ridicoli nel trasformarsi in vivandieri fuori !Liego e tempo, alla Direzione che non si preoccupi; gli operai che scioperano, e sono la stragrande maggioraza, guardano con commiserazione quei pochi che non ' scioperano e non vogliono perdere il posto di lavoro per insultarli • diirante il turno di mensa.

Vengano pure in mensa sé scapperà qualche fischio dopo tutto se lo meritano altro non .può capitare siamo i troppa educati.

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