Sézióne Sindacale Aziendale
1r..3 marzo ti6
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1r..3 marzo ti6
LA DIREZIONE DELLA INNOCENTI SI DISTINGUE NELLA INTOLLERANZA E NELLA PREPOTENZA ANTIOPERAIA -LICENZIAMENTI PER IL' I reato" DI AM= MA LARSI E.PIU' SFRUTTAMENTO PER TUTTI -- RAPPRESAGLIE E INTIMIDAZIO
NI NEL TENTATIVO DI SPEZZARE LA LO TTA. -- unlavoratore dell'attrezzeria è stato licenziato per rappresaglia.
— Parlare di libertà, di democrazia, di diritti dei lavoraratori nelle fabbriche sono le bestemmia più grosse che si possono pronunciare in questi tempi in cui la repressione padronale alle pur minime norme dell'umanità si fa, sempre più accentuata.
Le sempre peggiori condizioni nel sistema di lavoro, l'impossibilità totale di minimamente distrarsi o di allontanarsi dal posto di lavoro previo rapporto con conseguente multa, la difficoltà di poter soddisfare i propri bl(continua in ultima)
E' notorio che il governare con massima giustizia sia impresa quanto mai ardua e difficile. E' più facile commettere errori che essere giusti al massimo, ma nondimeno si deve cercare di fare di tutto per amministrare la giustiZia nel migliore dei modi, con eguaglianza fra tutti.
La storia, in materia ci offre molti insegnamenti, ma noi riteniamo che i Dirigenti della INNOCENTI, addetti all'amministrazione della giustizia interna, non facciano tesoro di detti insegnamenti e ciechi a qualsiasi senso minimo di giustizia percorrano una strada che mette in serio pericolo il vero significato di una così nobile parola. Capita che un lavoratore arrivi in fabbrica in uno stato non normale. Vi possono essere cento motivi a giustificare questo stato giornaliero. La moglie ammalata, le preoccupazioni della famiglia, la scuola dei figli, le rate da pageire, un malessere improvviso che lo rende temporaneamente irrequieto.
In fabbrica ad una osservazione di un superiore o di un compagno di lavoro, reagisce in modo poco ortodosso con qualche frase poco corretta o anche con un gesto incontrollato. Processo per direttissima con applicazione dell'art. 38 e licenziamento, non esistono attenuanti, la massima punizione viene immediatamente applicata. Un giorno invece un fatto del genere succede tra due due guardie, sono comuni mortali ed anche loro possono sbagliare.
Se le danno di santa ragione all'interno della fabbrica, uno di loro deve restare sette giorni in malattia MA tutto finisce nel nulla, anzi qualcuno guadagna un posto che tanti vorrebbero avere. A scanso d'equivoci diciamo subito per non essere fraintesi che noi non auspichlamo il licenziamento delle due guardie, ma vorremmo con queste nostre parole richiamare l'attenzione a chi dì 'competenza affinchè certi provvedimenti vengano presi coh 'Maggiore spirito di giustizia nei riguardi di tutti i lavoratori senza alcun spirito di parte.
E' troppo se chiediamo ai S:g. Dirigenti interessati al caso che, se vi è giustizia, quella vi deve essere in uguale misura per tutti?
Ci è stato segnalato da alcuni operai che mercoledì 16 un operaio chiedeva al capo il permesso per il pomeriggio onde partecipare ad ttn funerale. li capo in questione Sig. Sergioto rispondeva che il permesso lo avrebbe avuto a condizione che non effettuasse lo sciopero indetto per la mattinata.
Il fatta si commenta da sè in tutta la sua scandalosa' gravità ed indegnità.
Una volta un cavallo strucchione ch'ogni volta tanto cascava per strada scioperò per costringer il padrone a passargli più fieno e più biada. Ma il padrone si accorse del tiro pensò di pigliarsi un crumiro. * *
Chiamò il mulo, ma il mulo rispose: mi dispiace ma proprio non posso, se, Dio guardi, io faccio 'ste cose i cavalli Mi saltano addosso ... Il padrone per metter riparo, fu costretto a ricorrere al somaro. * *
Non può star ch'io tradisca un compagno disse il ciuco — son amico del mulo, pur io, come lui, se non magno tiro calci, m'impunto e rinculo. Come vuoi che non sia solidale se abbiamo lo stesso ideale? *
Chiamò l'uomo, e sta certo che quello fa il crumiro con vera passione, per un soldo si vende il fratello per due soldi va dietro il padrone finchè un giorno tradisce e rinnega, il fratello, il compagno, la lega,
Da molto tempo si va dicendo in giro che vi è una gran- degli scioperi in atto
de crisi e che perciò bisogna fare dei sacrifici tutti assieme per poterla superare.
A chi chiede gli aumenti di salario, passaggi di categoria, aumenti di merito viene risposto col solito ritornello che i tempi sono difficili e bisogna pazientare.
Per giustificare poi la riduzione d'orario, che ormai dura da anni, si ricorre alla scusante della « pesantezza del magazzino ».
Noi abbiamo a più riprese dai nostri volantini rifiutato di avallare queste tesi padronali che altro non mirano se non ad un maggiore sfruttamento dei lavoratori, ad un aumento della produttività in generale e ad una maggiore intensificazione dell'attività produttiva su quanto praticamente già venduto senza fare scorte di magazzino.
Questa sacrosanta realtà è confermata dai fatti in quanto, i lavoratori tutti devdno sapere, la Soc. INNOCENTI ha avanzato all'Ispettorato del Lavoro regolare richiesta per avere l'autorizzazione a far fare per ben 990 lavoratori le ore straordinarie, per una media di 8 ore settimanali ai settori Auto e Lambretta.
Chiarito innanzitutto che i rappresentanti sindacali della commissione esaminatrice hanno per ovvie ragioni decisamente rifiutato di concedere tale autorizzazione, ci viene nel contempo da domandarci:
Come si possono giustificare delle richieste dl straordinari quanto da molto tempo si fa orario ridotto?
Perchè richiedere ore straordinarie solo per una parte delle maestranze non è più logico ritornare gradualmente TUTTI verso la normalità?
Dove sono andate a finire le pesanti scorte di magazzino se si ricorre agli straordinari per soddisfare le commesse in arrivo?
La realtà è un'altra : il padronatO vuole dimostrare ancora una volta tutto lo strapotere che intende esercitare sui lavoratori tutti, operai ed impiegati, facendo lavorare più o meno a seconda dei suoi specifici Interessi noncurante delle difficoltà in cui vengono a trovarsi i lavoratori quando sono ad orario ridotto, e non curandosi nemmeno dei danni che apporta ella salute dei lavoratori facendoli operare in ore straordinarie dopo aver lavorato un'intera giornata con i ritmi impressi dall'attuale processo d'automazione, tanto più che poi se si ammalano li licenzia senza tanti complimenti.
Nel denunciare questa manovra padronale richiamiamo ancora una volta l'attenzione dei lavoratori a non fare ore straordinarie. In questo momento estremamente delicato per la conclusione della nostra vertenza contrattuale è necessario respingere con decisione ogni manovra padronale tendente ad annullare o ad attenuare l'efficacia
Gli effetti dell'efficacia della lotta si fanno già sentire, infatti la Direzione per far fronte ai propri impegni ha dovuto portare a 44 ore l'orario di lavoro al settore auto e ha richiesto' delle ore straordinarie segno evidente che è in difficoltà con la produzione.
E' quindi necessario colpire meglio e più la produttività per costringere la Direzione a cedere e accondiscendere alla firma del contratto di lavoro.
Solo con un grande impegno all'osservanza scrupolosa degli orari di lavoro, annullando completamente tutti citi straordinari, con la partecipazione massiccia alla lotta, sia all'interno della fabbrica che con la nostra partecipazione ai cortei e alle manifestazioni per le vie della città anche noi contribuiremo ad accelerare in modo sicuramente positivo la vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro.
Non abbiamo nessun plano per le pensioni. Qui nessuno vive oltre i 40 anni l (da • UE Canadian News ,)
ULLA PRIMA sogni fisiologici ci dicono chiaramente che la Direzione vuol tornare al periodo infausto del bastone e della carota.
Vi è in questi ultimi tempi un susseguirsi di licenziamenti (o dimissioni piuttosto spintanee) piuttosto strani come questi per esempio : il lavoratore entra in fabbrica al mattino e non trova più il cartellino orologio, in alcuni casi viene addirittura fermato ai cancelli in altri viene ehiamato durante il lavoro in ognuno di questi casi la sua meta è l'ufficio movimento operaio.
Là il lavoratore riceve a brevi mani la sua condanna il licenziamento.
A volte per dimostrare con quanta benevolenza la Direzione tratte i suoi dipendenti in cambio del licenziamen_ to si accettano le dimissiOni dei lavoratori premiando, bontà loro, questo atto con una misera cifra che è sempre inferiore di' quanto si possa prendere se il licenziato si appellasse attraverso le organizzazioni sindacali al collegio dove si discutono le cause dei licenziamenti.
Purtroppo dobbiamo notare con molta amarezza che si borbottano mezze frasi di sdegno, qualche accento d'ira, qualche sfogo personale molto sottovoce poi tutto tace.
Lo sappiamo è molto più facile inneggiare alla squadra del cuore, al Milan, all'Inter, al Napoli, è più facile parlare di Adorni o di Benvenuti ma intanto il padrone continua giornalmente nel suo progetto e ride di tanta incomprensione tra i lavoratori, trovando la strada completamente libera di realizzare tutto quanto da lui programmato.
Camminando di questi passi si può facilmente capire dove andremo a finire e in quale stato saremo costretti a vivere noi oggi e i nostri figli domani se non risolveremo questi problemi.
L'unica via da seguire è quella dell'azione per impedire che passi più a lungo questo disegno padronale, via che abbiano già seguito allorquando si tentò da parte della Direzione di declassare i lavoratori che venivano spostati e che bloccò sul nascere la manovra rigettando sulle posizioni iniziali il progetto dei declassamenti.
Per reagire energicamente a queste nuove manovre che tendono ad allegerire ulteriormente il personale, è necessario essere più che mai uniti e compatti nell'azione al fine di poter raggiungere un obiettivo importante e uguale per TUTTI che è quello di respingere fermamente questo nuovo metodo di licenziamento (o dimissioni) che in domani potrebbe colpire uno qualsiasi di noi.