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Sindacato FIOM6

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e comunque per le prime

MERCOLEDÌ 16 marzo

dalle 8 &le 10

due ore di lavoro, esclusi i siderurgici.

SCIOPERO NAZIONALE

La prima fase di lotta articolata, dopo il compatte ovvio con gli scioperi nazionali della lotta contrattuale, si è conclusa con un duplice grande successo.

Un grande successo, innanzi tutto, per la massiccia e unitaria partecipazione agli scioperi, che ha fatto giustizia delle speranze e illusioni coltivate dal padronato il quale riteneva di avere scoraggiato i lavoratori dall'intraprendere e sostenere una incisiva azione di lotta in conseguenza dell'attacco continuo dallo stesso portato in questi anni ai livelli di occupazione, al l'orario di lavoro e alla condizione operaia con la scusante dell'assistenza della crisi.

Un grande successo, poi in quanto il fron te padronale è stato spezzato con la firma del contratto con la Confapi, che accoglie interamente le richieste unitariamente avanzate dalle Organizzazioni Sindacali, liquidando cosi le tesi della confindustria sulla impossibilità di accogliere le richie ste dei Sindacati in quanto avrebbero com portato oneri insostenibili.

L'accordo raggiunto con la Confapi rappre senta dunque una svolta nella vertenza contrattuale ed una testa di ponte conquistata con la lotta di tutta la categoria.

Se tale contratto è sopportabile dalla Pic cola Industria tanto più lo è per la grande industria e proprio per questo la battaglia deve essere portata avanti con rinnovato vigore per piegare la Confindustria la cui intransigenza non ha alcuna seria giustificazione.

P articolarmente alla Innocenti l'unità del la lotta deve rinsaldarsi ulteriormente.

Dopo una prima fase di inceretezza la par tecipazione agli scioperi è andata progres sivamente estendendosi fino ad abbraccia re la stragrande maggioranza dei lavoratori della Innocenti che hanno tisi dato alla battaglia per la conquista del contratto di lavoro il loro deciso apporto.

Su questa strada si tratta ora d'andare avanti per compiere un salto qualitativo nella stessa partecipazione alla lotta pro pria perchè essa perda completamente ogni eventuale carattere episodico, di fram trentarietà ed incertezza, per assumere in vece continuità e vigore.

N on si è daltre canto, lo ripetiamo, una diversa alternativa e anche quei lavoratori che hanno fin d'ora disertato alla lotta, devono rivedere, alla luce dei fatti citati, il loro atteggiamento se non voglio no che la loro defezione assuma il chiaro (enntinrin in 1,1+i ma \

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DAI REPARTI E DALLE LINEE. ..

Ci segnalano che:

A l G 3^ domenica 27 febbraio alcuni lavoratori del macchinario sono stati coman dati in servizio e gli stessi sono poi stati messi giovedi 3 marzo giorno dello sciope ro, in riposo compensativo.

E' questo un nuovo metodo per far altassa re la media degli scioperiinti o è un meto do per far perdere la domenica a chi potrebbe passarle in pace con la famiglia per poi farli riposare in un giorno della settimana durante il quale non si trova no nell'ambiente ne la consuetudine della festività ?

Non essendo un reparto di manutenzione non riusciamo proprio a capire tale mano vra.

E' certo che in ogni caso a scontarla sono gli operai ed è proprio per questo che stà a loro rifiutare e respingere tale azione della Direzione.

Sulle linee di montaggioad ogni variazione in più o in meno della produzione la matematica ( che come tutti sanno è una scienza perfetta - diventa un'opinione personale dei singoli capi.

E' esempio pratico, si fanno 20 macchine in meno si levano 10 operai, si ritorna a fare lo stesso numero di macchine e si inseriscono solo 8 operai. I calcoli a detta dei vari capi, è giusto cosi. In realtà però i lavoratori producono di più nello stesso tempo e chi realizza il maggiore profitto è la Direzione.

deravano sottoscriversi a favore dell'iniziativa intrapresa da tutto il popolo italia no per portare soccorso al Popolo Indiano colpito da una grande carestia.

La Direzione del Personale non ha accettato questa nostra proposta rispondendo di essere però disposta a mettere delle cassette per raccogliere le offerte di chi desiderava farlo.

L'atteggiamento della Direzione e la sua pretesa di trasformare una sottoscrizione in un atto di " carità " ha impedito quindi che anche i lavoratori della Innocenti esprimessero la loro solidarietà verso i lavoratori indiani.

Il Kapò ovvero i secondini

Ci segnalano che con molta zelantia e gran de spirito da parte di alcuni capi più gros si, capetti e marcatempi, all'avvicinarsi dell'orario dello sciopero usano rivolgersi a certi lavoratori invitandoli, con mezze frasi che hanno comunque un significato molto chiaro, a non prendere parte agli scioperi.

Questo tipo di lavoro che non ha classificazione alcuna in nessun contratto non è certo da ammirare.

Vogliamo ricordare che lo sciopero è un diritto sancito dalla costituzione e che NESSUNO ha il diritto di negarlo ricordando ai lavoratori che" c'è di mezzo la tua carriera ", " potrebbero prenderti in sinistra parte ", " pensa al passaggio di categoria " e cose di questo genere.

Queste sono forme chiaramente intimidatorie, che non solo contemplate dalla costituzione e nemmeno dal contratto di lavoro e che sarebbe opportuno nell'interesse di tutti, non si usassero nemmeno per scherzo.

La C. I. , in armonia a quanto stabilito dal le Organizzazioni Sindacali, ha chiesto al la Direzione del Personale che venisse fat ta la trattenuta volontaria, pari ad un'ora di lavoro, a tutte le maestranze che desi-

Si ricordino, quei signori, che quanto loro vanno facendo in quel momento è un reato alla libertà del cittadino e che potrebbero benissimo un giorno trovare qual che lavoratore che li. denuncia all'autorità giudiziaria e in tal caso andare incontro a guai molto seri.

IL REATO DI ESSERE AMMALATO

La Direzione della Innocenti continuando imperterrita nella sua manovra di smantellamento della dignità umana, in un con testo d'azioni atto ad alleggerire sempre più il personale attualmente impegnato, col conseguente maggiore sfruttamento di quello restante, ha escogitato un nuovo metodo per licenziare.

cause inerenti il lavoro, per gli sforzi fi sici sostenuti negli anni precedenti, per i ritmi indiavolati imposti dai tempi di costtimo, viene cori parole molto dolci ed eleganti licenziato.

In altri casi si ricorre invece a dimissio ni forzose il che però non cambia la natu ra del provvedimento.

•••••••• MEME111~1•111

Il nuovo metodo consiste nel dare a brevi mani al lavoratore una lettera cosi concepita: T-COMUNICAZIONE

Dall'esame della sua posizione abbiamo rilevato che Lei ha fatto registrare le se guenti assenze:

Quindi alla Innocenti, nel più moderno stabilimento d'Europa, nella casa dove il papà ha venduto la camicia per i suoi figli, ammalarsi è un grave reato e sicco me ogni reato deve essere punito la punizione è, nel nostro caso, il licenziamento. Cosi un lavoratore che per molti anni ha fat to il suo dovere arrivato in età avanzata, quando si fanno sentire le conseguenzedegli sforzi del lavoro compiuto, alla disgra zia di dover restare a casa ammalati, di dover essere ricoverato negli ospedali nei casi più gravi con la conseguente perdita di salario fà seguito l'ulteriore disgrazia di perdere anche -il posto di lavoro con le tragiche conseguenze che ogni giorno si leggono sui giornali nelle cronache cit tadine.

Per la Innocenti però è reato non soltanto essere ammalato ma anche essere amma lato non gravemente.

Tali assenze, sebbene formalmente giusti ficate, impediscono comunque alla Nostra Socetà di poter contare su una ragiovenole continuità e conseguente efficenza delle sue prestazioni.

In considerazione a quanto sopra, ci vediamo costretti a rescindere il suo rappor to di lavoro a decorrenza dal 10.2. 66, i dispensandola dal compiere in servizio il periodo di preavviso, per il quale sarà I corrisposta la relativa indennità sostitutiva .

••••••••• ~~•••• el••••

Come appare evidente dal tenore della sopracitata lettera, un lavoratore che ha avuto la disgrazia di essere ammalato, non certo per sua volontà perchè nessuno si ammala per diletto, ma senz'altro per

Si dà il caso infatti, che alcuni operai tt colti " in casa propria, durante l'assen za per malattia, ma non a letto, siano stati licenziati soltanto perchè, essendo in uno stato ormai di convalescenza, era no in piedi con indosso i pantaloni, o per chè stavano pulendo la casa.

IDavanti a questi fatti appare sempre più evidente quanto sia necessaria una grande mobilitazione di tutte le forze del lavoro per avere immediatamente delle leggi a tutela dei lavoratori.

E' necessario che lo statuto dei Diritti dei lavoratori e la giusta causa nei licenziamenti non restino sulla carta o nei pro grammi ma diventino operanti in difesa dei lavoratori per bloccare sul nascere certe manovre padronali.

Nel contempo però è necessario reagire nell'azienda con la lotta a queste prepoten ze perchè vi si ponga fine.

anno 1961 1962 1963 1964 1965 1966
giorni 183 41 105 29 132 16

DECISIONI IN UN MOMENTO MOLTO :1_,;'1.,ICATO DELLA LOTTA

\ costo di sembrare noiosi e pedanti torLimo ancora una volta a chiarire il testo comunicato emesso dalle Organizzazio - i Nazionali e Provinciali riguardante la -ospensione delle ore straordinarie.

Il comunicato in oggetto dichiara esplicitamente che sono sospese tutte le ore eccedenti all'orario in atto nelle aziende, pertanto per quanto riguarda l'Innocenti gli orari in atto sono i seguenti:

Settore Lambretta 40 ore settimanali

" Auto 40 11 I'

Meccanico 42 11

Cosicchè sono da considersi straordinarie tutte le ore eccedenti tale oraria.

E' necessario che tutti i lavoratori si attengano scrupolosamente a queste disposizioni impartite dai Sindacati in modo di colpire sensibilmente la produttività azien dale impedendo cosi alla Direzione di poter recuperare anche in parte la produzione persa durante le agitazioni e nel contempo svuotere 117fficacia degli scioperi.

E' inutile ripetere che il sabato è da considerarsi per tutti una giornata di sciope ro e che pertanto anche se i capi vanno a comandare i lavoratori gli stessi posso no benissimo starsene a casa.

In modo particolare, in questo momento dove si registra una grave frattura nel_ l'unità del fronte padronale, l'accordo firmato il 23 febbraio fra i Sindacati e la Confapi ne è una evidente prova, è neces sario più che mai risaldare l'unità di tutte le forze del lavoro per colpire sem pre più forte nelle singole aziende e piegare definitivamente l'intransigenza dell'Assolombarda che ancora una volta è alla testa del gruppo confindustriale più arretrato.

Nel suo ultimo comunicato la Direzione ha spostato l'orario "temporaneamente a 44 ore" per il settore auto. E' estremamente significativo come, di fronte alla perdita di produzione per gli sciope ri, la Direzione tenti "temporaneamente" di recuprare tale perdita aumentando l'orario di lavoro. Prestare il fianco a tale manovra sarebbe come annullare la validità dello sciopero.

( DALLA PRIKA)

significato di tradimento nei confronti dei lavoratori e di una lotta che interessa ang ch'essi direttamente.

Certo la lotta costa sacrificio ed ogni scio pero è salario perso. Ma quanto salario hanno perso in questi anni i lavoratori del la Innocenti per unilaterale decisione del padronato, mentre peraltro con meno ore e meno salario hanno dovuto produrre di più ?

E' dunque proprio perchè il salario è poco per non dover sopportare in permanenza i sacrifici che oggi combattiamo.

Nel caso specifico della Innocenti poi, la battaglia contrattuale costituisce anche un momento di lotta per modificare radicalmente il rapporto di lavoro in atto, per far cessare lo stato di permanente insicurezza e di preoccupazione per ognuno, di soggezione e di ricatto, perchè il posto di lavoro sia garantito e l'assegnazione delle qualifiche il ritmo di lavoro, i cot- _ timi ecc, siano contrattati, perchè si affer rrri in una parola un rapporto di lavoro civile nel pieno rispetto della dignità e della libertà.

Anche il padrone si rende perfettamente conto di tutto ciò e proprio per questo che non esita ad intraprendere misure coercitive attraverso le guardie e i capi, per far fallire gli scioperi, per impedire il pieno esercizio del diritto di sciopero in violazione delle leggi italiane.

Se ciò è vero è però altrettanto vero che cedendo ai ricatti e alle intimidazioni non si cambieranno mai le cose.

Non resta pertanto che la strada della lot ta , rifiutando di fare il crumiro per la gloria del padrone, guardando non ha chi eventualmente cede ( e sono pochi in veri tà ) ma alla stragrande maggioranza che oggi combatte senza incertezza perchè solo cosi è possibile andare avanti, perchè cosi si sconfigge anche la intimidazione e le minacce del padrone.

Ed è in questo momento di lotta infine, che meglio si coglie la indispensabile necessità di essere sempre più e meglio organizzati, di essere cioè tutti nel sindacato quale unico strumento attraverso il quale si è davvero uniti e si è forti.

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