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Scintilla Borletti11

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Redazione e Amministrazione: Vie C. da Forli, 108 Milano Anno VI N. I Gennaio 1959 lire 20 la copia Abbonamento annuo L. 200 J

PERIODICO DEI LAVORATORI DELLE OFFICINE BORLETTI

Altri licenziamenti La difesa del posto di lavoro è affidata alla lotta dei lavoratori Venerdì 6 febbraio, la nuova C. I. ha tenuto la prima riunione con la Direzione per esaminare la situazione aziendale. In questa riunione la Direzione non solo ha dichiarato che non credeva opportuno neppure discutere per ora le richieste dei lavoratori e non solo mantiene le attuali riduzioni di orario, peggiorandole con sospensioni saltuarie dal lavoro, ma che intende procedere ad una ulteriore riduzione di mano d'opera. Se le forze unite dei lavoratori non riusciranno a costringerla a desistere dai suoi propositi, la Direzione intende ridurre le maestranze di oltre duecento persone in otto mesi, al ritmo di 20 o 30 persone al mese. Non occorre alcun commento per sottolineare la gravità di queste decisioni. La politica padrona-

le continua ad essere attuata anche presso di noi con freddo calcolo, senza esitazione e senza tregua. Solamente il metodo è cambiato in conseguenza della forte azione svolta lo scorso anno dai lovoratori Alla tattica dei massicci licenziamenti di un anno fà è stata sostituita una tattica più cauta e sorniona, esercitata in forma di presunto « convincimento » e con offerte di indennità apparentemente generosa e spontanea ma accuratamente calcolata. Un solo obbiettivo è ben fermo nella mente del padrone: la intangibilità del suo profitto. Di proposito, non intendiamo qui entrare in merito alle decisioni che la C. I. potrà prende_ re. Facciamo voti che, di fronte alla gravità della situazione, essa sappia muoversi con unani-

mità di propositi in difesa degli interessi delle maestranze. Non possiamo però fare a meno di levare la nostra protesta verso la Direzione a nome di tutti i lavoratori della nostra fabblica per la spietata grettezza delle sue decisioni. Ai lavoratori rivolgiamo un appello di salda unità. Contro la politica padronale non v'è che un unico argomento: l'unità e la lotta delle maestranze. E' assolutamente ingiusto che Borletti continui ad accumulare ricchezze riversando ogni peso lui lavoratori, fatiche e rischi, e ripagandoli poi col licenziamento. I lavoratori si leghino alle lotte già in corso a Milano come in tutta Italia e ripongano la loro fiducia nella C. I. e nelle varie organizzazioni sindacali, sollecitando una'zione adeguata alla salvaguardia dei loro diritti.

L'On. Lama alla Borletti Necessità della lotta per sostenere le richieste del nuovo contratto Il giorno 16 gennaio, durante l'intervallo di mensa, ha avuto luogo un'importante assemblea di lavoratori della Borletti per ascoltare la parola dell'on. Lama, segretario responsabile della FIOM nazionale. L'assemblea si è dovuta tenerla presso la « Casa del popolo », in via Cecchi, perchè

la Direzione della Borletti ha rifiutato ingiustamente di mettere a disposizione i locali della mensa o quelli della scuola aziendale, che potevano certamente consentire una più larga partecipazione di lavoratori. Dopo aver ascoltato alcuni quesiti posti dai lavoratori, l'on. La-

Telegramma all'On. Gronchi

Per un governo favorevole ai lavoratori 30 gennaio 1959. Presidente Repubblica Gronchi, Roma Assemblea attivisti sindacali Borletti auspica governo rappresenti forze lavoro che risolva problemi sociali nello spirito costituzione.

ma ha espresso le sue congratulazioni per i risultati conseguiti nelle votazioni per la C. L, risultati che si inseriscono molto opportunamente nella ripresa del movimento operaio come un'importante conferma degli indirizzi che la maggiore organizzazione di classe, la CGIL, imprime alla propria azione. Entrando nel vivo della questione e rispondendo nello stesso tempo ai quesiti posti prima dai lavoratori, l'on. Lama ha tratteggiato in maniera ben chiara le richieste della FIOM. Nella rapida rassegna che il breve tempo a disposizione poteva consentire, sono state accennate le principali rivendicazioni per il rinnovo del contratto di categoria. Nel quadro generale delle rivendicazioni, quali gli aumenti salariali, il prolungamento del periodo di ferie, la parità salariale fra uomini e donne, è stata ri-

La paga di 40 ore non basta Sono ormai parecchie settimane che la maggioranza dei lavoratori riceve, a causa della riduzione dell'orario, un salario assolutamente insufficente ai bisogni della propria famiglia. Da parte delle persone più responsabili dell'Azienda si tenta di giustificare il fatto dicendo che si attraversa un periodo di crisi. Ma l'argomento non sembra sufficente. I lavoratori sono invece convinti che la strada presa dal padrone può soltanto aggravare la situazione. Ricorrere ai licenziamenti, aumentare •lo sfruttamento tagliando continuamente i cottimi, ::cgarz ogni mtigtioramento salariale, ridurre le ore di lavoro, sono provvedimenti che non servono a risolvere la crisi, ma servono ai padroni, ad accrescere il proprio profitto a danno dei lavoratori. Tutti gli industriali seguono questa via, senza voler riconoscere che la causa prima della crisi dipende proprio dal loro ben radicato egoismo. La buona norma che comporta più alti salari operai per creare un più ampio mercato d'acquisto è accettata solo in teoria dai padroni: nella pratica essi non rinunciano nemmeno per un momento ai loro profitti. Senza dubbio, questa rinuncia da parte dei padroni si può strapparla solo con la lotta aziendale e generale. Nessuno può negare che ogni lavoratore ha sempre avuto contro di sè tanto i padroni che il governo pertanto è contro di questi che deve essere rivolta la nostra azione se vogliamo conseguire una più giusta e concreta considerazione del nostro lavoro e del conseguente salario. In questa azione vanno inquadrate l'opposizione ai licenziamenti e le richieste per il pagamento della differenza fra le 40 ore di adesso e le 48 ore dì prima, nonchè gli aumenti salariali. Solo così possiamo contribuire anche a scongiurare la pericolosa crisi economica che avanza.


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