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Scintilla Borletti10

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Redazione e Amministrazione:

V.le C. da Forti, 108 Milano

Anno V N. 12

Dicembre 1958

lire 20 la copia

Abbonamento annuo 1. 200

11 17-18-19 Dicembre si vota per la Commissione Interna

Bisogna cambiare

Appena qualche giorno ci separa dal voto per la elezione della Commissione Interna e crediamo che mai come quest'anno le maestranze della Borletti hanno potuto apprezzare a fondo il significato dell'atto che sono chiamate a compiere.

Da quali motivi nasce la consapevolezza della importanza del voto per la nuova C. I.

Se ciascuno di noi esamina la situazione aziendale e la mette in relazione con i benefici che gli operai avevano ragione di aspettarsi e che invece sono mancati, deve riconoscere che questi ultimi tre anni sono stati, riguardo al livello dei salari, anni di stasi e di regresso. Ai larghi profitti realizzati da Borletti fanno riscontro condizioni sempre più pesanti per i lavoratori, senza una adeguata corresponsione salariale. D'altra parte, il crescente costo della vita impone inauditi sacrifici alle famiglie. Unica novità sbandierata dagli industriali è stata quella delle " relazioni umane", di cui tutti ormai abbiamo fatto la conoscenza e le spese. Abbiamo dovuto constatare infatti che le famose "relazioni umane" non sono che un nuovo strumento nelle mani del padrone, usato al solo scopo di sfruttare tutte le capacità e le energie produttive dei lavoratori. Nella realtà, è negata ai nostri rappresentanti ogni possibilità, non diciamo di intesa, ma neppure di discussione su un piede di parità con i rappresentanti del padrone.

La prima cosa su cui gli operai devono riflettere quando daranno il loro voto è l'assoluta necessità di rafforzare la C. I., essendo essa l'unico organismo autorizzato a difendere gli interessi operai. La nuova C. I. dovrà avere la capacità di sostenere le nostre rivendicazioni in modo unanime e con decisione.

A nostro giudizio, solo la FIOM può offrire delle garanzie presentandosi a queste elezioni con candidati di provata capacità e con un ben preciso programma, di cui qui non possiamo riportare che le linee principali. Del resto questo programma è già da tempo oggetto di appassio-

nati dibattiti fra i nostri operai. Il nuovo contratto di lavoro, nel progetto della FIOM, rivendica un aumento generale delle paghe, almeno pari al divario fra i minimi salariali e il costo della vita. Un aumento delle paghe, per noi della Borletti, si ricollega anche al problema delle perequazioni dei cottimi, degli incentivi delle lavorazioni a catena e dei compartecipanti. Inoltre deve essere riveduto il criterio stesso che regola il lavoro a cottimo. D'altra parte, se la "cronotecnica" prevede una diversa distribuzione di mansioni e di paghe è necessario che le relative norme siano riviste e concordate con la C. I., come è chiaramente stabilito dal Contratto.

La parità di retribuzione delle lavoratrici con le maestranze maschili, a parità di lavoro di uguale valore, è problema da affrontare al più presto.

-Altro obiettivo importante da conseguire è il Premio di produzione collegato col crescente e progressivo rendimento delle maestranze operaie e impiegatizie. Le irrisorie somme date finora non soddisfano per nulla gli operai, che rimangono più che mai decisi a strappare vantaggi più sostanziali.

Un problema scottante è quello della sicurezza della occupazione, a cui si ricollega già come una seria possibilità di soluzione, la riduzione dell'orario di lavoro (Continua a pag. 3)

I CANDIDATI DELLA FIOM

La FIOM è onorata di presentare alle prossime elezioni per la Comm. Interna i seguenti candidati, uomini di provata fedeltà alla causa dei Lavoratori.

Alcuni di essi sono già stati membri della Comm. Interna ; la loro esperienza e dirittura morale è la sicura premessa ad una efficiente e combattiva Commissione Interna, come è nelle aspettative dei Lavoratori della Borletti.

VOTATE COMPATTI QUESTA LISTA!

Candidati operai:

GRASSI Giovanni - Rep. Calibri

VINEA Carlo - Rep. Aggiustaggio

CASSINA Marco - Rep. Attrezzeria

CRESPI Angela - Rep. Trance

TUROTTI Vittorio - Rep. Macchine per cucire

LOMBARDI Luigi - Rep. Attrezzeria

PICCINI Francesco - Rep. Frese - Attrezzeria

FOLLI Antonio - Rep. Macchine Automatiche

REALI Giovanni - Collaudo macchine per cucire

GENELONI Aldo - Rep. Macchine Automatiche

BAILINI Giancarlo - Rep. Montaggio Tachimetri

Candidati Impiegati

ZOPPELLARO Giuseppe - Avanzista Macch. per cucire

PREMOLI Battista - Capo Reparto Div. M.

Trucioli e Premio di Produzione

Se si fossero contate le volte che le parole « Premio di Produzione » sono state pronunciate nella nostra fabbrica, certamente a quest'ora si sarebbe superata la cifra del milione (il nostro giornale in testa vi ha dedicato periodici articoli per anni).

Di queste due entità, quella che ha mantenuto il suo impegno sempre crèscente è stata la produzione, tanto che nessuno ora nega il grande balzo in avanti della produzione nella nostra fabbrica.

Ma allora il premio perchè non c'è stato?

A dire la verità, la produzione, convertita in capitale, ha fruttato sì un colossale premio di produzione, il quale però invece di prendere la strada delle tasche dei lavoratori ha preso la strada che Borletti ha indicato: fabbriche all'estero, accordi e investimenti di capitale con altri gruppi finanziari, qualche decina di migliaia di metri quadrati di terreno alle porte di Milano, ecc.

Come si vede al nostro padrone non fa gola avere i soldi in tasca, è sempre al verde ( l'asta guardare il colore delle nasi; e macchine per cucire).

Ma si dirà: e i premi che di « tantum in tantum » ci danno, non li contiamo? Alcuni lavoratori dicono che questi premi sono stati ricavati dalla vendita di trucioli del materiale che la nostra fabbrica accantona dalle più svariate lavorazioni e può darsi che come esempio per definire le briciole sia abbastanza vicino al vero.

Questi premi si è avuto cura di collegarli agli anniversari, ai cinquantesimi, si è scomodato persino il Patrono di Milano; in ultimo poi si è usato il termine: erogazione, pigliandolo a prestito da quei poveri diavoli di azionisti del1 la Edison.

(continua a pag. 4 1.1.~.11•111~~1

PERIODICO DEI LAVORATORI DELLE OFFICINE BORLETTI

PER IL NUOVO CONTRATTO

LA FIOM RICHIEDE...

...PER TUTTI operai, equiparati, impiegati

Questi aumenti:

OPERAI (aumento orario)

Operaio specializzato L. 25,10

Operaio qualificato » 22,50

Manovale specializzato » 21,50

Manovale comune » 20,—

CATEGORIA SPECIALE (aumento mensile)

Categoria L. 7.400

2. » 5.100 IMPIEGATI (aumento mensile)

Categoria L. 9.900 » 7.500

» A » 5.500

3. » B » 4.700

IN MATERIA DISCIPLINARE:

Rispetto della libertà, della dignità di ogni lavoratore e dei diritti dell' organizzazione sindacàle.

I provvedimenti disciplinari eventualmente adottati debbono essere portati a conoscenza dello interessato e della Commissione interna con la precisa indicazione della infrazione commessa.

Esemplificazione tassativa per operai, equiparati ed impiegati delle mancanze che possono essere punite.

per le lavoratrici

RIDUZIONE DELL'ORARIO senza riduzione di retribuzione, attraverso l'esame della durata del lavoro (orari settimanali, ferie, ecc.) per raggiungere progressivamente le 40 ore settimanali.

CATEGORIE E QUALIFICHE

Revisione della definizione delle categorie e più adeguate loro esemplificazioni.

Costituzione di commissioni provinciali col compito di definire, nei casi di contestazione, l'assegnazione delle qualifiche e delle categorie ai singoli lavoratori.

DAL 4 ALL'8 PER CENTO

Aumento dal 4 all'8 per cento dell'indennità per chi non percepisce cottimo o altre forme di incentivo.

IN CASO DI DIMISSIONI

Revisione delle indennità secondo la seguente tabella (in percentuale dell'indennità di licenziamento):

50% per anzianità di servizio fino a 2 anni ;

75% per anzianità di servizio oltre a 2 e fino a 5 anni ;

100% per anzianità di servizio superiore a 5 anni.

Contro l'attuale differenza di retribuzione fra l'operaia e l'operaio che eseguono " un lavoro di uguale valore ", la nuova base contrat-

per gli operai

IN MATERIA DI COTTIMI

Le Commissioni Interne con l'intervento delle organizzazioni sindacali del lavoratori debbono poter contrattare i sistemi di cottimo e le forme di retribuzione ad incentivo. Questi debbono essere tali da "garantire ai lavoratori un guadagno crescente in relazione al maggior rendimento del lavoro".

L'utile di cottimo non deve essere inferiore al 16% del minimo di paga base, anzichè all'attuale 6%. Questo minimo deve essere garantito in ogni caso al singolo operaio.

In tutti i casi di contestazione le organizzazioni sindacali debbono avere facoltà di intervento qualora le vertenze non siano composte tra commissione inter-

tuale rivendica, per le lavoratrici, parità retributiva con una classifica unica delle categorie. na e direzione aziendale. l'integrazione da corrispondere all'operaio durante il periodo di assestamento dovrà essere tale da garantirgli un guadagno complessivo non inferiore al 100 per cento di quello medio.

SCATTI DI ANZIANITA'

Dieci scatti di anzianità biennali, pari ciascuno al 2,5% del minimo salariale.

IN CASO DI LICENZIAMENTO

Aumento della indennità di licenziamento nella misura di un giorno di paga in più per ogni anno di anzianità dal 15 gennaio 1948 al 31 dicembre 1058; e nella misura di tre giorni di paga in più di quanto sinora corrisposto per l'anzianità successiva al 1.o gennaio 1959.

per impiegati e equiparati

AUMENTARE GLI SCATTI

E' necessaria una efficace azione contro l'abuso delle " assunzioni a termine " e del sistema delle cosidette " cooperative padronali " come è il caso dell'ALACI.

Questi lavoratori hanno il dirit-

to all'assunzione regolare presso le nostre Officine, dove da anni prestano la loro diligente e volenterosa opera, con retribuzioni notevolmente inferiori a quelle degli altri lavoratori.

Elevazione del limite massimo esistente nel trattamento per scatti biennali di anzianità e rivalutazione degli scatti maturati anteriormente al 14 giugno 1952, fissando una percentuale complessiva del 70 per cento dello stipendio base come massimo ai

fini del computo degli aumenti periodici.

ORE 44 - 48:

DAL 50 AL 100 PER CENTO

Aumento dal 50 al 100% della quota oraria tabellare del trattamento dalle 44 alle 48 ore settimanali.

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Scintilla

LA BATTAGLIA PER L'AUTOMAZIONE NELL'U.R.S.S.

Lo sviluppo dell'automazione nell'industria è già stato motivo .di dibattito fra i lavoratori della Borletti per le sue conseguenze sociali immediate e future.

Il fatto che questo giornale si sia già occupato dell'argomento non esclude però l'opportunità di riparlarne, soprattutto in vista dei nuovi avvenimenti aziendali: licenziamenti, riduzione di orario di lavoro, richieste di aumenti salariali, ecc.

Per l'occasione, ci permettiamo di richiamare le osservazioni che lo scrittore americano Stefan Heyn ha pubblicato in « Lettres Francaises », nonchè sull'Unità del 9 novembre, in merito a un suo recente viaggio nell'U.R.S.S. Si tratta del resocooto di un lungo colloquio che -questo scrittore ha avuto col signor A. E. Prokopovitch, ingegnere che nell'industria pesante dell'U.R.S.S. sta a capo delle ricerche sperimentali e si occupa delle catene automatiche.

L'ing. Prokopovitch era stato -operaio, prima di studiare ingegneria. Alla domanda come spiegare la straordinaria rapidità del progresso tecnico nell'U.R.S.S., rispose: « Sul modo di affrontare il problema dell'automazione e della meccanizzazione, fra Est e Ovest, v'è una differenza di principio. Infatti i capitalisti vogliono l'automazione solo in quanto essa accresce la produttività della fabbrica, perchè ciò significa per essi un crescente profitto. In altre parole, gli industriali dell'Occidente non apprezzano gli investimenti di capitali nell'automazione, se non per la possibi-

lità di realizzare rapidi ammortamenti e lauti profitti. Nell'U.R.

S.S. invece, una maggiore produttività del lavoro corrisponde ad un più elevato tenore di vita.

V'è l'ansia di scoprire nuove tecniche perchè il lavoro riesca sempre più stimolante e meno gravoso, e perchè ogni individuo svolga un'attività in armonia col proprio spirito nel quadro della società comunista in formazione.

Nell'U.R.S.S., si intende farla finita con il lavoro che abbrutisce e opprime il cervello. Si vuole che gli uomini si servano del cervello e non dei muscoli.

Per spiegare il concetto con un paragone, si pensi a una partita a scacchi. V'è una scuola per la quale ogni spostamento sulla scacchiera viene fatto in vista di un vantaggio immediato, mentre un'altra scuola gioca concedendo all'avversario piccoli vantaggi tattici, per giungere alla fine ad una vittoria più brillante e decisiva. E' questa la scuola russa. Gli investimenti fatti nell'U.R.S.S. per lo sviluppo della automazione, saranno redditizi fra quindici o venti anni. In sostanza, viene sacrificata una produttività immediata in cambio della prospettiva di realizzare in un più ampio periodo di tempo una produttività incomparabilmente maggiore. Questa è l'unica ragione per cui i progressi tecnici in molti settori dell'industria sovietica assumono 1' apparenza di sbalzi in avanti troppo repentini.

L'automazione è una spada a doppio taglio. Mentre per il mondo socialista, riducendo lo sforzo e il tempo necessario a compiere un determinato lavoro, si contribuisce a rendere la vita dell'uomo più felice e più ricca, nei paesi del cosiddetto mondo libero invece, l'idea dell'automazione non si può separarla dallo incubo della disoccupazione.

divenuti disoccupati permanenti, rimpiazzati dall'automazione. Dunque, il lavoro che l'automazione ci strappa di mano, nel mondo capitalistico, non Io ritroviamo più. La mano d'opera diventa superflua. Oggi non si può più sapere per quanta parte la disoccupazione dipende dalla recessione e per quanto invece dall'automazione.

Queste due cause di disoccupazione costituiscono dunque una mostruosa coppia che, all'inizio, si impossessa della piccola casa del lavoratore, portandovi come indice di progresso la televisione e il frigorifero e, alla fine toglie il pane di bocca ai suoi bambini e caccia la famiglia nella strada.

(Continua al prossimo numero).

Il progresso tecnico, nel sistema capitalistico, è visto come una sciagura perchè procura disoccupazione.

Ai lavoratori spetta il compito di trasformare la società, perchè al progresso tecnico corrisponda un benessere sociale.

Nel mondo libero, l'automazione e la disoccupazione sono come una coppia di sorelle siamesi, nate dal terribile connubio fra il progresso tecnico e la vecchia economia del profitto capitalistico. Il legame fra automazione e disoccupazione è stato posto sotto una luce drammatica dalla "recessione", che partendo dagli Stati Uniti si sta propagando dappertutto. Questo legame divenne evidente già nel 1953, quando i laminatoi di Pittsburg, da soli, licenziarono 40.000 operai delle acciaierie. Nel 1955, la produzione aveva ripreso di nuovo il ritmo normale, ma dei 40.000 operai licenziati, non ne erano stati riassorbiti che 16.000. I restanti 24.000, come si può rilevare dai giornali del tempo, sono

Signor Direttore, capovolga il diagramma dei profitti, con uno in perdita, perchè arriva la Com-

missione Interna a chiedere il Premio di Produzione.

Validità di una politica

La validità dell'azione sviluppata dalla F.I.O.M. per la contrattazione integrativa a livello aziendale è stata dimostrata dai risultati ottenuti nelle ultime settimane in numerosi stabilimenti.

Le maestranze della BAGNAGATTI hanno ad esempio ottenuto con la loro azione unitaria a livello aziendale un aumento mensile di 1.000 lire del premio oltre ad un arretrato di 10 mila lire. Alla FUSARC è stato conquistato il pagamento di 44 ore settimanali anche con le 40 ore effettuate.

I lavoratori della CAMOGA e della GALILEO un aumento di 10 lire orarie. Alla CATENA ed alla RASTELLI sono stati rispettivamente ottenuti aumenti orari di 5 e da 10 a 20 lire. Alla HUCHEN un aumento di 15 lire orarie. Alla SAMPAS un aumento di 7 lire orarie ed un arretrato di 15 mila lire. Alla MAESTRI un aumento del 5% delle retribuzioni; mentre alla RIMOLDI è stata aumentata di 25 lire l'indennità giornaliera di mensa, come pure alla RATTI con 50 lire di aumento.

Alla SACME è stato conquistato un aumento del premio di 2.000 lire, alla GELOSO un aumento del 7 per cento delle retribuzioni ed alla ARTOFEX un premio di 8.500 lire.

Bisogna cambiare

(continuazione dalla pag. I

a parità di retribuzione. Queste poche considerazioni non dànno che una pallida idea dei compiti che attendono la nuova C. I.

Si tratta di problemi vitali, che potranno essere efficacemente affrontati alla sola condizione che l'organismo della C. I. annulli il sistema di accettare tutte le cose dette dal padrone, ripristinando la sua vera funzione di contrat-

tare tutti i problemi (cottimi, orari di lavoro, incentivi, licenziamenti, regolamento disciplinare, ecc.), riportando così nei lavoratori una completa fiducia nell'organismo che li rappresenta. Perchè tutto questo avvenga è necessario che gli operai e gli impiegati votino in modo diverso dagli ultimi anni, per ottenere una C. I. che quando non trova la sua completa unità abbia il coraggio di rivolgersi ai lavoratori per cercare, in ogni situazione che lo richieda e in forma unitaria e democratica, la via da seguire.

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Dall'attrezzeria

Cronaca dello sciopero.

Il mattino di lunedìì 1 dicembre, la Direzione della Div. M comunicava la riduzione d'orario settimanale a 40 ore.

Il malcontento dei lavoratori, già particolarmente vivo per l'esiguità del salario, per il blocco della compartecipazione, che dura da 5 anni, per l'esigenza degli aumenti di merito, si manifestava immediatamente per sfociare nel rifiuto di riprendere il lavoro alle 13,30. Fu una manifestazione tanto spontanea e unitaria degli operai, forti del proprio diritto, che anche i più ferventi democristiani vi aderivano lasciando isolati il Della Vedova e il Lecchi, i quali più volte sollecitati a prendere nelle loro mani il grave problema, avevano sempre fatto orecchio da mercante.

I lavoratori, che già inutilmente avevano interessato la Direzione Divisionale, presero la decisione di recarsi in massa presso la Direzione Generale, quale diretta responsabile della situazione. Non fecero a tempo ad attraversare via Washington che il meccanismo della vigilanza interna si mise in moto : furono abbassate le saracinesche della portineria centrale e della portineria degli impiegati, chiuso il cancello di via Digione 15 con tentativo di rinforzare la chiusura con una pesante catena. Dopo pochi minuti arrivavano i primi carabinieri poi anche una macchina della polizia seguita immediatamente da tutto l'apparato della questura. Sembrava di essere tornati alle gloriose giornate di lotta dei primi mesi di quest'anno. Per nulla intimiditi da tutto ciò, i lavoratori riuscivano a circondare il Capo Personale, dott. Nepoti, che stava rivando proprio in quel momento, costringendolo ad ascoltare le concitate richieste degli operai sulla necessità di aumentare nella forma più opportuna i troppo esigui salari.

Il lavoro riprendeva solo alle ore 16,30, cioè nel preciso momento in cui la Comm. Interna otteneva di tenere una riunione con la Direzione sui motivi che avevano provocato l'agitazione.

Per ora sono state ottenute le 5.000 lire "una tantum" ma è certo che i lavoratori chiedono molto di più, sopratutto chiedono un premio sostanziale e permanente, sul quale tanto i lavoratori della Attrezzeria quanto quelli di tutti

Lunedì 8 dicembre è deceduto Morandotti Giovanni rappresentante degli operai presso la Mutua Aziendale.

Al cordoglio di tutti i lavoratori si uniscono i Comunisti della Borletti ricordando il compagno Morandotti come militante del P.C.I. dal 1944.

E' tragicamente deceduta l'operaia Luigia Chiesa, del rep. montaggio tachimetri.

Formuliamo le più vive condoglanze a nome di tutti i lavoratori della Borletti. dill111~1~1~

gli altri reparti possano fare un serio affidamento.

Contributi assicurativi invalidità e vecchiaia agli ex deportati in Germania.

L'Art. 9 comma 1.o della legge 20 febbraio 1958 n. 55 prevede, come è noto, il riconoscimento dei periodi di contribuzione figurativa anche per coloro che furono adibiti a lavoro coatto o comunque internati civili in Germania.

L'accertamento dei periodi di lavoro coatto, o di prigionia in Germania degli ex internati civili, è effettuato dalla Commissione Interministeriale prevista dall'articolo 8 della legge 10 marzo 1955 n. 96 (Via Dalmazia 28 - Roma) e pertanto le domande per ottenere il riconoscimento di detti contributi figurativi debbono essere indirizzate alla citata commissione, la quale provvederà ad istruirle e deciderà poi nel merito comunicando l'esito agli interessati.

Per informazioni rivolgersi a Grassi della Commissione Interna.

II solito Negrini

In questi giorni circola la notizia che il Negrini, segretario della Ci., abbia espresso la sua disapprovazione per l'ultimo vigoroso sciopero dell'Attrezzeria. Infatti avrebbe detto che se la FIOM plaude alle agitazioni degli operai dell'Attrezzeria, egli plaude invece a chi non aveva scioperato.

Purtroppo non è possibile dubitare della notizia, perchè essa riflette tutto un modo di agire del segretario della C.I. Del resto, il Negrini confonde troppo spesso il mandato di rappresentare degli operai con quello di attivista democristiano. Ormai è fuor di dubbio che la politica del partito di maggioranza, con la sua impostazione anticlassista, non ha fatto altro che rafforzare le posizioni politiche ed economiche degli industriali, con grave danno dei lavoratori.

Mai una volta che il Negrini avesse preso una posizione chiara nelle agitazioni degli operai, come prova il fatto che, in tutte le assemblee operaie svolte nei primi mesi dell'anno, egli ••+a sempre assunto un atteggiamento dilatorio e tergiversante, eludendo le conclusioni indicate dagli operai, come la riduzione d'orario a parità salariale.

Nuovi successi della FIOM

FALCK

- Sesto S. Giovanni

Le liste unitarie della F.I.O.M.C.G.I.L. hanno conquistato la maggioranza dei voti e dei seggi nelle elezioni per il rinnovo delle nel complesso Falck. In tutti gli stabilimenti di Sesto e in quello di Milano la CGIL ha registrato percentualmente forti avanzate.

Complessivamente fra operai e impiegati si hanno i seguenti dati:

FIOM 4015, 54,9 per cento, 24 seggi; CISL 2656, 14 seggi; UIL 456, 3 seggi; ind. 149, 3 seggi; CISNAL 37, 0 seggi.

TOSI - Legnano

La FIOM aumenta dal 58% al 64%.

LLN.A. - Bagnoli

La FIOM, già in maggioranza, aumenta di un altro seggio fra gli operai.

ANSALDO FONDERIA - Genova

La FIOM aumenta dal 71% al 76%.

La CISL diminuisce dal 20% al 15%.

OLIVETTI FONDERIA - Ivrea

La FIOM aumenta dal 60% al 75%.

Comunità diminuisce dal 36% al 19%.

aís. 4E2

I diritti e le libertà costituzionali devono entrare in fabbrica insieme con gli operai.

Premio di Produzione

(continuazione dalla pag. 1)

Mai si è voluto collegarli alla produzione. Ma Borletti deve essere nato con la camicia ricamata di tanti quadrifogli, perchè oltre alla immensa fortuna ereditata ed alle ricchezze accumulate in questi anni, egli ha anche la fortuna di avere nella sua fabbrica la maggioranza della Commissione Interna composta di persa ne quiete, calme, illibate e libere... le quali mostrano una certa sensibilità solo quando le cose sono troppo sfacciate. Questa maggioranza non ascolta la voce dei lavoratori (quei fracassoni! ) ma segue i consigli di amici molto vicini alla Direzione, sempre informatissimi.

Dunque il nostro caro premio di produzione ha perso l'autobus anche questa volta e l'unica conclusione che si può trarne è quella di cambiare l'autista e il carburante.

Quando si occupa un posto nel-a Ci., che non ha niente a che fare con la politica dei partiti, non si ha il diritto di sacrificare gli interessi degli operai solo per la velleità di fare dell'anticomunismo.

Non è certo una prodezza tentare di contrastare con un atteggiamento negativo la giusta protesta operaia contro lo stillicidio dei licenziamenti e contro l'impossibilità di vivere con la somma di 40-50 mila lire al mese.

Non capire queste necessità significa che la Commissione Interna non è il posto adatto per il sig. Negrini.

MERCATINO

OLIVETTI CANTIERE - Ivrea

La FIOM aumenta dal 56% all'86%.

Comunità diminuisce dal 44% al 14%.

FONDERIA LIMONE - Torino — La FIOM aumenta dal 56% al 74%.

La CISL diminuisce dal 44% al 26%.

Direttore Responsabile OTTAVIO RIZZARDINI

Autoriz. del Tribunale di Milano n. 4.310 in data 13 - 5 - 1957

Tip. l'Aretina - Via VosPacd. 1 - Altfma

VIA CECCHI 13, - TELEFONO 48.71.62

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