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Scintilla Borletti9

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Redazione e Amministrazione: V:le C. da Forli, l 08 Milano Anno V N. 1 Ge. naio 1958 Lire 10 la copia Abbonamento annuo L. 200 PERIODICO DEI LAVORATORI DELLE OFFICINE BORLETTI .1~

SOLO CON L'UNITA' E LA I OTTA è possibile respingere i licenziamenti Martedì pomeriggio avrà luogo l'incontro fra l'Assolombarda e le Organizzazioni Sindacali per l'esame della richiesta di 170 licenziamenti avanzata dalla Direzione. Il provvedimento è già stato respinto, perchè ritenuto ingiustificato dalle Organiziazioni Sindacali ed in modo unitario dalla C. I. In particolare gli attivisti sindacali FIOM, della nostra fabbrica, che si sono riuniti il 6 gennaio alla Camera del Lavoro, precisavano, fra l'altro, che:

« Mentre, da mesi, i lavoratori e la C. I. ricendicavano la soluzione dei vari problemi aziendali riguardanti: il premio di produzione aneorato al rendimento del lavoro, la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, la revisione della cronotecnica » — in modo da realizzare la parità salariale fra uomo e donna — l'assunzione in pianta stabile degli assunti a termine e

dell'impresa ALACI, ecc.; la Direzione ha richiesto, ingiustificatamente, il licenziamento di 170 lavoratori ». « Riteniamo non giustificato il provvedimento richiesto dalla Borletti, perchè: con il forte aumento del rendimento del lavoro, con l'introduzione delle nuove tecniche produttive ed organizzative, con il forte aumento dei profitti realizzati dalla Ditta, si sono create tutte le condizioni indispensabili per ridurre l'orario di lavoro a parità di salario. Come pure, con l'attuale struttura tecnica e organizzativa della fabbrica, si sono create le condizioni per ridurre i prezzi di vendita dei prodotti che permettono di ampliare il mercato e sfruttare completamente tutti gli impianti dell'azienda che in parte sa no, attualmente, inoperosi ». La conferma, di quanto detto nel comunicato della FIOM, si ha nella produzione globale dell'ultimo an-

no, che è continuata ad aumentare, mentre la maestranza occupata è diminuita di oltre 150 lavoratori. Nella fabbrica vi sono tutte le condizioni perchè nessun lavoratore venga licenziato e sia ridotto l'orario di lavoro a parità di salario. Ma ciò, di certo, non potrà essere realizzato semplicemente con le trattative tra l'organizzazione padronale e quelle dei lavoratori. Ma, per giungere ad una soluzione positiva, è necessario l'unità e la lotta di tutti gli operai e impiegati della fabbrica da realizzarsi immediatamente e non aspettando quando non si è più in tempo. Occorre pertanto che si addivenga al più presto alla convocazione dell'assemblea di tutti i lavoratori da parte della C. I. e delle Organizzazioni Sindacali, nella quale: vengano decise le forme dell'azione sindacale che si rendano indispensabili nell'attuale situazione.

Centro la Befana di Borletti esigiamo 40 ore pagate 48 Sono mesi che circola nella fabbrica la voce che ad un certo punto ci sarebbero stati dei licenziamenti, voci avallate anche da persone responsabili, interessate a impaurire i lavoratori. Sono pure mesi che i Sindacati hanno prospettato alla Direzione la necessità di una riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, riduzione, che era implicito, avrebbe eliminato il pericolo di eventua-

li licenziamenti dovuti al progresso tecnico portato dai nuovi impianti. Come regalo per l'Epifania, la Direzione ha pensato bene di sospendere dal lavoro per un certo periodo di tempo le operaie del reparto Spolette comunicando questa iniziativa alle interessate un'ora prima della cessazione del lavoro. Alla domanda fatta da un membro della C. I. al Capo del Personale perchè non si era seguita la

Borletti condannato a pagare dalla Corte di Cassazione Apprendiamo all'ul timo momento che la Suprema Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato' dalla FIOM, per conto dei lavoratori della Borletti, riguardante il pagamento della percentuale sulle ore straordinarie. Pertanto Borletti dovrà pagare gli arretrati dal 27 ottobre 1949.

normale procedura di esaminare la cosa con la C. I. questi dichiarò di aver già comunicato il tutto a Negrini, il quale però non aveva avvisato nè gli altri componenti della C. I. nè le operaie interessate. Vi è da agigungere poi che verso sera il membro della Commissione Interna Lecchi comunicava alle Operaie sospese che la Cassa d'integrazione avrebbe corrisposi() il 66% di 40 ore, pari a 26 ore di salario mentre la cassa corrisponde il 66% solo dalle 24 ore alle 40 (16 ore settimanali pari cioè a 10 ore e 40 minuti. C'è da rimanere perplessi a simili atteggiamenti in momenti così critici. Per colmare la misura la Direiione comunicava, alla C. I., alle ore 12,05 di sabato 4 gennaio la decisione dell'Azienda di procedere al licenziamento, « nel minor tempo possibile », di 170 dipendenti fra operai impiegati e equiparati, così distribuiti, 150 fra operai e operaie e 20 fra impiegati e equiparati. Questo è stato il modo gentile-Che la Direzione ha escogitato (come già altre volte) per fare passare amaramente le feste ai suoi operai.

INEUTRALITA' ATOMICA Nei giorni scorsi sul giornale « New York Herald Tribune » il noto giornalista americano Walter Lippman, fra l'altro scriveva: .Io ritengo che chi nutre tale opinione (quella di non trattare con l'URSS) inganni se stesso e che, se noi persistiamo in una politica che.esclude ogni negoziato, infliggeremo un danno incalcolabile, forse irreparabile alla nostra posizione nel mondo. Infatti una politica siffatta, che si incarna nella persona del sig. Dulles, equivale ad assicurare al Governo sovietico il monopolio delle decisioni circa la pace. In altre parole l'URSS è sicura che noi non gareggeremo in una certe sfera e che il Governo sovietico può avanzare qualsiasi proposta senza correre alcun rischio. Tale politica implica la certezza che gli Stati Uniti acceteranno, agli occhi del mondo, la responsabilità di aver reso inevitabile il fallimento di qualsiasi proposta do pace. Non si vede spesso una grande Potenza fare a tal punto il gioco dei suoi avversari! I prossimi tre anni, press'a poco, saranno un periodo critico per l'alleanza atlantica. Stando alle ipotesi più ottimistiche, tanto ci vorrà, per lo mi•no, per cominciare a turare la breccia che si è aperta fra il livello sovietico e il livello americano in fatto di progressi della tecnica bellica. E quasi certo che nei prossimi anni tale stato tenderà piuttosto ad ampliarsi che a ridursi, Il che vuol dire che, durante un periodo critico, gli alleati europei degli Stati Uniti si sentiranno sempre più vulnerabili .. Sembra proprio che gli unici a non aver preoccupazioni sulla bontà della politica americana, siano i nostri governi democristiani, i quali, unici in Europa, hanno accettato alla Conferenza di Parigi di installare rampe per il lancio di missili nel nostro territorio. E' tempo di chiedere ai nostri governanti di riflettere e agire in tempo per la pace e la vita stessa della nazione. L'unica garanzia valida per evitare le rappresaglie è quella della neutralità atomica; che le rampe per missili non vengano installate in Italia, che sia costituita una fascia neutrale europea comprendente il nostro Paese e quelli vicini.


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