Redazione e Amministrazione:
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Via Caldera, .115 Milano Anno II - N. 9 Settembre 1955 Lire 10 la copia , Abbonamento annuo L. 200,,
Periodico dei Lavoratori della Borletti
"EPPUR SI MUOVE„ Vi è un detto antico che dice: «non vi e nuna az nuovo sotto u sode ». Quante volte tu abbiamo sentito ripetere, quante voite lo auntamo letto. sempre, quando sz vuoi indicare o far c' edere erte non vi puo essere nulia ai nuovo, erte La situazione è ferma, si ricorre a questo detto. Proprio iintro giorno, aa un interessato che lo ripeteva, un operaio rispondeva: « eppur si muove ». E' vero: la situazione camoia ogni giorno, in bene o in male a seconda che vogliono le classi interessate. Ma ora, come si muove? in bene o in ?naie per noi lavoratori? Esaminiamo rapidamente lo schacchiere in campo internazionale ed interno e poi giudichiamo: do?' Prima la coni erenza di Banaung, il 2'rattato Austriaco ai pace e neutralita e L'incontro eli Beigraao e poi, malgraao la opposizione ai Foster uulles, la Conferenza az Ginevra durante la quale i governanti aegii Stati Uniti, cieli u nzone Sovietica, dell'Inghilterra e aella Francia hanno dichiarato az voler porre fine atta guerra freada e che discutenti° si può trovare un'equa soluzione per tutti i problemi cne interessano l'umanità. Ed ecco seguire la Conferenza _per l'uso pacifico cietia energia atomica e l'icontro tu. Mosca tra Bulganiii ed Adenauer sui rapporti Tedesco-Sovietici. Insomma tutto u mondo sembra marciare sulla via della distensione. Nel frattempo in Italia Scelba fu costretto ad ansarsene e fu formato il governo segni, che ha dichiarato « che tutti i cittadini sono uguali difronte la legge ». Tutti ora parlano di «apertura' a sinistra », di « politica sociale », ecc. cioe anche in Italia si chiede una politica nuova che si orienti secondo it nuovo spirito internazionale. Purtroppo ci si oppongono t grandi industriali e i monopolisti i quali, grazie alla vecchia politica hanno accumulato e continuano ad accumulare profitti. Se le cose stanno cosi, allora il mondo si muove, e si muove in favore della volontà e degli interessi dei lavoratori. Si tratta di farlo muovere anche in Italia in favore dei lavoratori, come da tutte le parti si chiede; e per far ciò bisogna che tutti si uniscano: cattolici, comunisti, socialisti e senza partito, come in un sol blocco, per
La mensa è salario
Ci spettano gli arretrati I lavoratori chiedono un acconto immediato di L. 20.000 con petizioni alla C. I. Già, nel mese di maggio scrivevamo, su queste colonne. dell'indennità di mancata mensa che spetta ai lavoratori sulle ferie, sulle festività nazionali ed infrasettimanali e sulla gratifica natalizia, come ha stabi lito anche recentemente la magistratura in base agli art. 2121 e 2099 del Codice Civile, che considerano l'indennità di mensa come salario. In questi ultimi tempi, pero. in oltre 50 fabbriche della no stra provincia fra le quali la Pracchi, la Figes, la Filam, Tagliabue, Grazioli, Borroni, Telemeccanica. Pasnuirm, ghi, Gabionetta, Vanzetti, Siry Chamon, Mattei, è intervenuto un accordo tra la Commissione Interna e la direzione, senza ricorrere al Tribunale, sul pagamento di detta indennità con relativi arretrati di 5 anni.
Detta indennità si aggira, per i lavoratori della nostra fabbrica, sulle 25.000 lire, come è dimostrato dallo specchietto che a fianco riportiamo. QUANTO SPETTA Per un lavoratore con 14 giorni di ferie: Ferie gg. 14 Festività gg. 17 200 ore gg. 25 l anno quota mensa
gg. 56 90
X
Lire 5.040 L. 5.040 X 5 anni = L. 25.200
Ora è necessario che la nostra Commissione Interna, in forma unitaria, facendosi forte dell'orientamento della stessa giurisprudenza, favorevole alle giu-
ste richieste dei lavoratori, e degli accordi avvenuti nelle fabbriche sopraccenate, chieda alla dilezione di discutere e risolvere .il problema senza ricorrere alla magistratura, per la pacificazione e la distensione dei lavoratori a tutto vantaggio deìla produzione e della quiete aziendale. Inoltre, in considerazione delle particolari esigenze e delle richieste dei lavoratori, la Commissione Interna, in attesa della soluzione definitiva, chieda che sia corrisposto immediatamente un acconto di L. 20.000 tutti .1 dipendenti. Ai lavoratori il compito di tenersi mobilitati e vigilanti affinchè il problema venga presto e equamente risolto, perchè grave è già stato il danno sig qui subito per il mancato Annoscimento di questo diritto.
Per le ore straordinarie
"Pagare la giusta mercede„ Contro la senenza la Borletti ricorre in appello - Spettano circa L. 6 orarie alle donne e 14 agli uomini. Nel numero precedente demmo il riassunto della sentenza del Tribunale di Milano, il quale, a seguito della causa promossa dalla FIOM, condannava la ditta Borletti per l'irregolare applicazione della legge, corne stabilito dall'articolo 2108 del C. P. C., a corrispondere d'ora in poi ai lavoratori comandati a fare le ore straordinarie le percentuali di cui all'art. 12 del nostro contratto di lavoro, sull'intiera paga di fatto (cottimo compreso), con i relativi arretrati a partire dal 27 Ottobre 1949 (5 anni).
spalancare la porta dell'apertura a sinistra e realizzare una politica che applichi la Costituzione Repubblicana nel senso indicato dal messaggio del Presidente Gronchi.
Contro la sentenza il 13 Agosto la Borletti ha avanzato un ricorso in appello, asserendo che essa ha esattamente applicato il contratto per trattamento dei lavoratori comandati a fare le ore straordinarie. Per questa ragione la causa vena chiamata di nuovo in prima istanza d'appello davanti alla Sezione Magistratura del lavoro il 19 Ottobre. prossimo. L'avvocato Francesco Santulli della FIOM, patrocinatore dei lavoratori dell'attrezzeria, forte del verdetto del Tribunale, si batterà nuovamente per la sua conferma, in quanto a nostro avviso, la sentenza si palesa quanto mai giusta nel riconoscere ai lavoratori i sacrosanti diritti che la legge sancisce. Questo mancato riconoscimento ha finora proibito che la giusta mercede fosse pagata ai lavoratori, proprio per quelle ore in cui gli industriali accu-
mulano i maggiori profitti. Noi confidiamo che la Corte d'Appello confermerà la sentenza del Tribunale, questo a tutt'onore della Magistratura Milanese, la quale nella tutela dei diritti dei lavoratori sa imporre il rispetto della legge contro chi crede a torto che i ricchi, perchè tali, abbiano sempre ragione. Concludendo, però, una considerazione viene spontanea: da tempo in fabbrica ci si sciacqua la bocca con le « umane relazioni ». Una delle occasioni migliori di. dimostrare il valore era proprio questa: dare ai lavoratori ciò che il Tribunale ha sentenziato. Purtroppo ancora una volta esse si sono dimostrate delle belle parole che servono p e r corrompere 1 e coscienze dei lavoratori e ad aumentare, a loro spese, i profitti dei padroni.