Redazione e Amministrazione: Via Caldera, 115 Milano Anno II - N. 4 Aprile 1955 Lire 10 la copia Abbonamento annuo L. 200
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• mi Periodico dei Lavoratori della Borletti
INCOMINCI TUTTI UNITI PER
DALLA BORLETTI LA DIFESA DEI COTTIMI « Una nuova documentata denuncia della situazione creata nelle fabbriche dalla politica fascista della Confindustria è stata presentata alla Commissione Parlamentare d'inchiesta, ai Presidenti dei due rami del Parlamento e ai capi dei gruppi parlamentari da tutti i lavoratori dei reparti macchine per cucire della Borletti ». Così un quotidiano milanese iniziava l'articolo di commento alla pubblicazione della petizione dei lavoratori della nostra fabbrica. La petizione terminava in questo modo: « Per questo, facciamo appello, a Voi, rappresentanti del popolo, certi che il vostro interessamento imporrà alla Direzione il rispetto delle leggi e la salvaguardia dei nostri sacrosanti diritti, invitandovi per quanto esposto a condurre con sollecitudine una esauriente ed approfondita indagine nella nostra fabbrica ». Bene hanno fatto i lavoratori della macchina per cucire, ma questo è stato solo il primo passo, la prima breccia: altri importanti problemi vi sono e altre violazioni della legge vengono commesse nella nostra fabbrica. Dalle illegali assunzioni a termine alle limitazioni delle libertà Costituzionali dei lavoratori e della C.I., al continuo aumento del ritmo del tappeto ai tachimetri, alle minacce ed intimidazioni che subiscono i lavoratori ogni qual volta scendono in lotta ecc. Il dott. Borletti, nella veste di Vice Presidente della Confindustria, così esponeva su «24 Ore» del 1" gennaio del c. a. i punti fondamentali della politica sindacale della Confindustria: « Riportare l'ordine nelle fabbriche con il ripristino di quelle forme di disciplina senza le quali non vi è possibilità di lavoro. Eliminare tutte quelle deviazioni ed interferenze politiche che la guerra, il dopoguerra, i programmi o le illusioni rivoluzionarie avevano introdotto nella vita delle aziende ». Se questa è la posizione del dott. Borletti pensiamo che tutti i lavoratori debbano pretendere con petizioni, O. d. G. ecc. che la Commissione Parlamentare incominci la sua inchiesta proprio nella nostra fabbrica, ed il Vice Presidente della Con findustria sia invitato ad aprire i cancelli delle Officine. perché i Parlamentari esaminino reparto per reparto quali son ) le nostre condizioni di lavoro ed in che modo sono rispettate le leggi ed i contratti.
60 giorni di lotta - 16 mila ore di sciopero. Le proposte anticontrattuali della Direzione. Già nel mese scorso, su queste colonne, abbiamo denunciato la situazione che si era creata alla Div. C. in seguito ai rilievi delln. « cronotecnica » sui cottimi. .La situazione momentanea è tale solo alla Div. C, però la Direzione intende estenderla in seguito a tutta la fabbrica con la conseguenza logica di una diminuizione generale dei guadagni di cottimo. I lavoratori immediatamente compresero la gravità del problema e la grave violazione dell'art. 16 del Contratto di Lavoro e dell'art. 2101 del Codice Civile (vedi articolo in terza pagina). Sotto la guida della Ci.. in forma unitaria, il 18 febbraio i lavoratori della Div. C scesero in agitazione, agitazione che continua, da oltre 60 giorni con l'effettuazione di circa 16 mila orè di sciopero, pari a 90 ore per lavoratore. Questa magnifica lotta ha già costretto la Direzione a recedere dalla sua iniziale intransigente posizione e a fare delle proposte. Pur tenendo fermo il proposito di tagliare i cottimi (dalle 20 alle 70 lire all'ora), essa, come controfferta, si è detta disposta a dare L.10 orarie alle donne e L. 17 agli uomini extra cottimo, che andrebbero a costituire una nuova voce della retribuzione. Questa aggiunta di una nuova voce alla retribuzione non ha alcuna ragione di essere, parche il lavoratore cottimista guadagna il proprio salario in un solo modo: con la percentuale di cottimo sulla paga oraria. E' evidente che questo primo passo non ha soddisfatto i lavoratori, e pertanto essi hanno impegnato la C. I. a estendere la lotta a tutta la fabbrica, in modo che la Direzione debba recedere dai suoi propositi anticontrattuali. Siamo certi che i lavoratori tutti comprenderanno l'importanza della lotta che questi operai conducono con grande spirito di sacrificio e volontà per difendere non solo i loro sacrosanti diritti, ma quelli di tutti i lavoratori della Borletti. Pertanto da queste colonne facciamo nost• n la proposta dei lavoratori della Div. C che la
C.I. estenda la lotta in più larga misura, come da impegni brecisi presi coi rappresentanti provinciali della FIOM, della CISL e dell'UIL durante le as-
cemblee dei lavoratori in letta. Le gloriose e, vittoriose lotte della. ALTOR e della REDAELLI siano di sprone e di insega-amento a tutti i lavoratori.
IN DIS(USSIONL A ROMA II COMPILTAMDITO Dii CONTDATIO Il 9 marzo i lavoratori metallurgici della Lombardia hanno scioperato per mezza giornata contro l'intransigenza della Confindustria a voler risolvere i loro problemi, connessi alle definizioni dei salari e stipendi. al completamento del contratto di lavoro e alla fine dell'attacco padronale ai diritti e alle libertà dei lavoratori. Questa lotta promossa dalla FIOM Nazionale vuole smuovere la Confindustria dalla sua posizione di forza, e a trattare seriamente anche con la nostra categoria (ciò che già hanno ottenuto altre 27 categorie). Da mesi i metallurgici attendono con grande spirito di me derazione che la Confindustria si decida a discutere in tal senso. Alle molte sollecitudini avanzate dalla FIOM l'organizzazione padronale rispondeva il 30 ottobre u. s. che «le richieste non potevano essere prese in considerazione ». In quest'ultimo periodo, però, grazie alla pressione esercitata dai lavoratori la Confindustria ha iniziato le trattative per il completamento del Contratto di lavoro, che erano ferme esattamente da 2 anni. Gli industriali ora pensano di giocare d'astuzia, di fermare la mobilitazione dei lavoratori e trascinarla per le lunghe, evitando una volta di più, il riconoscimento delle giuste 'richieste. In una nota ufficiosa pubblicata .S?? giornale « Il Popolo del 7 :,,vembre 1954 la CISL si dichia;.J va completamente contraria alle richieste di miglioramenti salariali presentati dalla FIOM, ripiegando tutt'al più su rivendicazioni aziendali e di settore produttivo. I molti inviti della FIOM alla CISL, per la presentazione di richieste comuni e per un'azione uni'aria a loro sostegno, hanno sempre trovato la stessa pregiudizialmente ostile, adducen-
do come pretesto che l'aumento richiesto dalla FIOM lancerebbe nuovamente i lavoratori allo sbaraglio (inficaione) secondo la politica degli aumenti indiscriminati. Ma improvvisamente, tervista apparsa su « Il Popolo» del 6 marzo scorso il Sec.. Naz. della CISL metalmecca,iiai sig. Volontè, annunciava un notevole capovolgimento delle posizioni sostenute sinora da questa organizzazione e si pronunciava per un miglioramento delle retribuzioni dei metallurgici, sia pure limitatamente ad un 4% delle paghe conglobate e per il completamento degli istituti contrattuali ancora in sospeso. Questo fatto, malgrado il ritardo con il quale è avvenuto potrà agevolare le richieste della categoria e contribuire a ridurre gli inevitabili sacrifici dei lavoratori, anche se l'entità della base di partenza posta è tale da poter pregiudicare anche la soluzione stessa della vertenza. Questo mutamento è indubbiamente dovuto alle grandi mani` estazióni e alla larga vo lontà unitaria che ha fatto intendere ai dirigenti della CISL quali sono le aspirazioni di tutti i lavoratori. Negli incontri avvenuti sinora a Roma la posizione ostinatamente negativa degli industriali non ha portato a nessun risultato concreto. Gli industriali hanno anzi dichiarato di non voler concedere alcun miglioramento salariale anche limitato e la delegazione della CISL ha pure le: accettato tale impostazione, mentre la FIOM ha ribadito la richiesta di discutere le tabelle salariali. Inoltre gli industriali hanno dichiarato di non voler sopportare alcun onere in sede di completamento del contratto e hanno anzi preteso — a preposito della definizione delle qualifiche continue a peg. 2