Redazione e Amministrazione:
Via Caldera, 115 Milano
Anno II - N. 4
Aprile 1955
Lire 10 la copia
Abbonamento annuo L. 200 mi • ) Periodico dei Lavoratori della Borletti
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Redazione e Amministrazione:
Via Caldera, 115 Milano
Anno II - N. 4
Aprile 1955
Lire 10 la copia
Abbonamento annuo L. 200 mi • ) Periodico dei Lavoratori della Borletti
« Una nuova documentata denuncia della situazione creata nelle fabbriche dalla politica fascista della Confindustria è stata presentata alla Commissione Parlamentare d'inchiesta, ai Presidenti dei due rami del Parlamento e ai capi dei gruppi parlamentari da tutti i lavoratori dei reparti macchine per cucire della Borletti ».
Così un quotidiano milanese iniziava l'articolo di commento alla pubblicazione della petizione dei lavoratori della nostra fabbrica.
La petizione terminava in questo modo:
« Per questo, facciamo appello, a Voi, rappresentanti del popolo, certi che il vostro interessamento imporrà alla Direzione il rispetto delle leggi e la salvaguardia dei nostri sacrosanti diritti, invitandovi per quanto esposto a condurre con sollecitudine una esauriente ed approfondita indagine nella nostra fabbrica ».
Bene hanno fatto i lavoratori della macchina per cucire, ma questo è stato solo il primo passo, la prima breccia: altri importanti problemi vi sono e altre violazioni della legge vengono commesse nella nostra fabbrica. Dalle illegali assunzioni a termine alle limitazioni delle libertà Costituzionali dei lavoratori e della C.I., al continuo aumento del ritmo del tappeto ai tachimetri, alle minacce ed intimidazioni che subiscono i lavoratori ogni qual volta scendono in lotta ecc.
Il dott. Borletti, nella veste di Vice Presidente della Confindustria, così esponeva su «24 Ore» del 1" gennaio del c. a. i punti fondamentali della politica sindacale della Confindustria:
« Riportare l'ordine nelle fabbriche con il ripristino di quelle forme di disciplina senza le quali non vi è possibilità di lavoro.
Eliminare tutte quelle deviazioni ed interferenze politiche che la guerra, il dopoguerra, i programmi o le illusioni rivoluzionarie avevano introdotto nella vita delle aziende ».
Se questa è la posizione del dott. Borletti pensiamo che tutti i lavoratori debbano pretendere con petizioni, O. d. G. ecc. che la Commissione Parlamentare incominci la sua inchiesta proprio nella nostra fabbrica, ed il Vice Presidente della Con findustria sia invitato ad aprire i cancelli delle Officine. perché i Parlamentari esaminino reparto per reparto quali son ) le nostre condizioni di lavoro ed in che modo sono rispettate le leggi ed i contratti.
Già nel mese scorso, su queste colonne, abbiamo denunciato la situazione che si era creata alla Div. C. in seguito ai rilievi delln. « cronotecnica » sui cottimi.
.La situazione momentanea è tale solo alla Div. C, però la Direzione intende estenderla in seguito a tutta la fabbrica con la conseguenza logica di una diminuizione generale dei guadagni di cottimo.
I lavoratori immediatamente compresero la gravità del problema e la grave violazione dell'art. 16 del Contratto di Lavoro e dell'art. 2101 del Codice Civile (vedi articolo in terza pagina).
Sotto la guida della Ci.. in forma unitaria, il 18 febbraio i lavoratori della Div. C scesero in agitazione, agitazione che continua, da oltre 60 giorni con l'effettuazione di circa 16 mila orè di sciopero, pari a 90 ore per lavoratore.
Questa magnifica lotta ha già costretto la Direzione a recedere dalla sua iniziale intransigente posizione e a fare delle proposte.
Pur tenendo fermo il proposito di tagliare i cottimi (dalle 20 alle 70 lire all'ora), essa, come controfferta, si è detta disposta a dare L.10 orarie alle donne e L. 17 agli uomini extra cottimo, che andrebbero a costituire una nuova voce della retribuzione.
Questa aggiunta di una nuova voce alla retribuzione non ha alcuna ragione di essere, parche il lavoratore cottimista guadagna il proprio salario in un solo modo: con la percentuale di cottimo sulla paga oraria.
E' evidente che questo primo passo non ha soddisfatto i lavoratori, e pertanto essi hanno impegnato la C. I. a estendere la lotta a tutta la fabbrica, in modo che la Direzione debba recedere dai suoi propositi anticontrattuali.
Siamo certi che i lavoratori tutti comprenderanno l'importanza della lotta che questi operai conducono con grande spirito di sacrificio e volontà per difendere non solo i loro sacrosanti diritti, ma quelli di tutti i lavoratori della Borletti.
Pertanto da queste colonne facciamo nost• n la proposta dei lavoratori della Div. C che la
C.I. estenda la lotta in più larga misura, come da impegni brecisi presi coi rappresentanti provinciali della FIOM, della CISL e dell'UIL durante le as-
cemblee dei lavoratori in letta.
Il 9 marzo i lavoratori metallurgici della Lombardia hanno scioperato per mezza giornata contro l'intransigenza della Confindustria a voler risolvere i loro problemi, connessi alle definizioni dei salari e stipendi. al completamento del contratto di lavoro e alla fine dell'attacco padronale ai diritti e alle libertà dei lavoratori.
Questa lotta promossa dalla FIOM Nazionale vuole smuovere la Confindustria dalla sua posizione di forza, e a trattare seriamente anche con la nostra categoria (ciò che già hanno ottenuto altre 27 categorie).
Da mesi i metallurgici attendono con grande spirito di me derazione che la Confindustria si decida a discutere in tal senso.
Alle molte sollecitudini avanzate dalla FIOM l'organizzazione padronale rispondeva il 30 ottobre u. s. che «le richieste non potevano essere prese in considerazione ».
In quest'ultimo periodo, però, grazie alla pressione esercitata dai lavoratori la Confindustria ha iniziato le trattative per il completamento del Contratto di lavoro, che erano ferme esattamente da 2 anni.
Gli industriali ora pensano di giocare d'astuzia, di fermare la mobilitazione dei lavoratori e trascinarla per le lunghe, evitando una volta di più, il riconoscimento delle giuste 'richieste.
In una nota ufficiosa pubblicata .S?? giornale « Il Popolo del 7 :,,vembre 1954 la CISL si dichia; J va completamente contraria alle richieste di miglioramenti salariali presentati dalla FIOM, ripiegando tutt'al più su rivendicazioni aziendali e di settore produttivo.
I molti inviti della FIOM alla CISL, per la presentazione di richieste comuni e per un'azione uni'aria a loro sostegno, hanno sempre trovato la stessa pregiudizialmente ostile, adducen-
Le gloriose e, vittoriose lotte della. ALTOR e della REDAELLI siano di sprone e di insega-amento a tutti i lavoratori. do come pretesto che l'aumento richiesto dalla FIOM lancerebbe nuovamente i lavoratori allo sbaraglio (inficaione) secondo la politica degli aumenti indiscriminati.
Ma improvvisamente,tervista apparsa su « Il Popolo» del 6 marzo scorso il Sec.. Naz. della CISL metalmecca,iiai sig. Volontè, annunciava un notevole capovolgimento delle posizioni sostenute sinora da questa organizzazione e si pronunciava per un miglioramento delle retribuzioni dei metallurgici, sia pure limitatamente ad un 4% delle paghe conglobate e per il completamento degli istituti contrattuali ancora in sospeso.
Questo fatto, malgrado il ritardo con il quale è avvenuto potrà agevolare le richieste della categoria e contribuire a ridurre gli inevitabili sacrifici dei lavoratori, anche se l'entità della base di partenza posta è tale da poter pregiudicare anche la soluzione stessa della vertenza.
Questo mutamento è indubbiamente dovuto alle grandi mani` estazióni e alla larga volontà unitaria che ha fatto intendere ai dirigenti della CISL quali sono le aspirazioni di tutti i lavoratori.
Negli incontri avvenuti sinora a Roma la posizione ostinatamente negativa degli industriali non ha portato a nessun risultato concreto.
Gli industriali hanno anzi dichiarato di non voler concedere alcun miglioramento salariale anche limitato e la delegazione della CISL ha pure le: accettato tale impostazione, mentre la FIOM ha ribadito la richiesta di discutere le tabelle salariali.
Inoltre gli industriali hanno dichiarato di non voler sopportare alcun onere in sede di completamento del contratto e hanno anzi preteso — a preposito della definizione delle qualifiche continue a peg. 2
60 giorni di lotta - 16 mila ore di sciopero. Le proposte anticontrattuali della Direzione.
Non e, amico lettore, il titolo di- un tilm di cui si voglia raccontare la trama; qui si parla di cose e fatti che accadono al reparto Tachimetri della Borie* nell'Italia Democratica ... cristiana.
Questo reparto, che negli ultimi giorni ha fatto parlare di he i giornali, è pure chiamato repszto « cavia » per glì esperi Menti di tipo americano la quando quelli atomici...?) che si svolgono. Sin dai primi giorni del funzionamento della cosidetta catena ci furono proteste per il sistema di sfruttamento adottate. Oggi la situazione in qiteete reparto è divenuta insostenibile per il continuo aumento dei ritmi del tappeto, per l'aumento smisurato delle basi (che vanno da C5-75 pezzi orari) per le minacce e pressioni alle operaie che percepiscono uno stipendio da fame, e che spinte spesse volte dalla dispe. razione alle lacrime, offrono uno spettacolo pietosO e inumano, dite si rinnova ogni giorno; e ogni giorno succedono fatti che addirittura nauseano. Ne citiamo alcuni:
Lunedì 21 marzo le cperaie, che si accingevano a lavorare, notavano che i tempi di lavorazione di già strozzati erano stati ulteriormente ridotti. Alle proteste di una ragazza il Capo reparto così rispondeva: « Ti sei divertita troppo domenica ballando, ed ora non ce la fai perchè sei stanca ». Egregio signore, non sa lei Aie queste ragazze hanno 29 anni? vuole forse ridurre anche í tempi dei divertimenti?
Altro fatto accaduto al 9540 1' piano: è stata data una multa ad una ragazza perchè, con tutte el altre, protestava per il mancato funzionamento d e i diffusori radio. Ma allora che ci stanno a fare questi apparecchi?
Visto che i soldi sono pochi e non volete mollarli, cercate al-
meno di rendere il lavoro meno duro con della buona musica.
Si dice inoltre che il 23 marzo in occasione dello sciopero di protesta contro l'aumentato ritmo del tappeto, il capo reparto si rivolse alle nuove assunte e disse « che non l'avrebbero passata tanto liscia e che le avrebbe arrangiate lui al momento opportuno ».
Ah! questi Napoleoncini, come sono coraggiosi quando fanno i gradassi davanti alle ragazze!!
Ai primi di gennaio la Redazione del giornale riceveva una lettera di una ragazza inferiore ai 16 anni (assunta a termine), la quale faceva presente che per gli arretrati del conglobamento, nella furia preelettorale di strafare, i rappresentanti della CISL invece di concordare una cifra forfettaria per le ragazze. che si aggirasse sulle sette mila lire, avevano concluso per la modesta somma di Lire 1.500.
Vagliata la giustezza della richiesta, la lettera veniva pubblicata sul numero di febbraio de « La Scintilla» allo scopo di richiamare l' attenzione della Direzione sulla svista commessa.
Successivamente anche il Comitato Femminile, sorto per la celebrazione della Festa dell'A marzo (Giornata Internazionale della Donna) fra le altre rivendicazioni, al punto 5^ richiedeva alla Direzione gli arretrati spettanti alle ragazze.
Con grande gioia delle interessate, e soddisfazione della Redazione de « La Scintilla ». che si era fatta premùra di pubblicare la lettera della ragazza (assunta a termine), con il saldo di febbraio tutte le ragazze inferiori ai 16 anni trovarono nella busta paga la loro differenza.
L'importanza di questo suc-
.Di fronte a questi fatti, invitiamo le lavoratrici a scrollarsi di dosso la paura e a non piangere, per le sopraffazioni, perchè solo lottando tutte unite potranno costringere tutti i Napoleoni alla loro Waterloo. cesso è fuor di dubbio; e, modestia a parte, va ricercata nella denuncia che il nostro giornaletto di fabbrica ha fatto.
Seguendo questa strada, la Redazione invita tutti i lavoratori della Borletti, a far manifestare e a far conoscere i problerhi che più li assillano, nell'intento di creare per ognuno di essi una giusta soluzione.
LA REDAZIONE
Continuazione da pag. 1 operaie — di peggiorare la regolamentazione già in atto. rossimamente avranno luogo nuovi incontri.
Però a queste condizioni è evidente che la FIOM non può deludere l'aspettativa dei lavoratori e, pur partecipando alle trattative per il completamento del contratto di lavoro, continuerà le sue azioni di lotta, sino a chè gli industriali metalmeccanici non abbandoneranno la loro intransigente posizione.
Se le dichiarazioni fatte dal sig. Volontà non sono demagogiche questa avrebbe dovuto essere anche la posizione della CISL.
/1 4 marzo il dott. Nepoti Capo Uff. Personale, a seguito alla controversia per il mancato pagamento della quota mensa della vigilia di Natale comunica che la richiesta della C.I. è stata accolta, e la cifra sarà rimborsata (vedi saldo di febbraio).Nello stesso giorno l'ing. Riva convoca un gruppo di operai della Div. C e la C.I. per discutere la questione dei cottimi, data l'intransigenza della Direzione non si giunge a nessuna conclusione, così pure durante la riunione del 9 marzo con l'ing. Moratti. Il 12 marzo la C.I. si reca dal dott. Nepoti per protestare contro le minacce e i ricatti che si sono fatti in alcuni reparti ed uffici nei confronti dei lavoratori che hanno partecipato allo sciopero di tutta la fabbrica, in solidarietà coi lavoratori (iena Tracchina per cucire.
Viene assicurato l'interessamento per evitare il ripetersi di simili casi.
Il 21 marzo la C.I. si reca nuovamente dal dott. Nepoti per protestare contro l'illegale licenziamento di una operaia in maternità (assunta a termine). Due giorni dopo il licenziamento viene ritirato.
Il 25 Marzo l'ing. Moratti convoca la C.I. ed un. gruppo di operai della Div. C per i cottimi, non si giunge ancora a nessuna conclusione. Sotto la pressione dei lavoratori, da 50 giorni in lotta, la Direzione il 4 aprile convoca la C.I. e fa le seguenti offerte: « Fermo restando il principio del taglio dei cottimi (dalle 20 alle 60 lire orarie) essa è disposta a dare L. 9 orarie alle donne e L. 14 agli uomini extra cottimo che andrebbero a costituire una nuova voce della retribuzione. La C.I. prende atto di quanto la
Ad ogni modo noi rivolgiamo l'invito ai dirigenti della CISL della nostra fabbrica perchè riafferaaino la volontà di battersi per l'affermazione di queste rivendicazioni prima elencate e fatte proprie — a quanto sembra — anche dal sig. Volontè.
Ai lavoratori il compito di rimanere uniti, preparandosi a scendere nuovamente in agitazione per un risultato che sia veramente positivo. nell' interesse di tutta la categoria.
Direzione propone.
Il 7 aprile la Direzione conferma le sue irrisorie proposte; la C.I. esprime il proprio punto di vista, riservandosi di rispondere definitivamente dopo l'assemblea dei lavoratori interessati.
Presso la mensa di Via Digione, si tiene l'assemblea dei lavoratori in lotta; presente la C.I. e i dirigenti sindacali Dalia (FIOM) e Panzeri (CISL). L'assemblea dà mandato alle organizzazioni sindacali di inoltrare vertenza presso l'Associazione Industriali e nel frattempo di allargare la lotta a tutta la fabbrica.
È NOTO CHE ... ... nelle portinerie sono state messe le sbarre per il divieto di passaggio. Forse a significare che quando si entra in fabbrica si è in territorio straniero?
PARE CHE ... ...i portieri, costretti a fare «i doganieri », intendano agitarsi per chiedere l'indennità di « confine », date le nuove mansioni a cui sono adibiti.
VISTO CHE .. . ...le produzioni aziendali si stanno evolvendo tutte verso la automaticità, perchè il Comitato per la produttività it.on proietta il famoso film di Charlot « Tempi Moderni »?
SI DICE CHE ... ...in campagna i contadini diano le mele marce ai maiali per ingrassarli.
Alla nostra mensa invece succede l'inverso.
RISULTA CHE ... ... alla mensa per dissetarsi, bisogna arrivare per primi, per usufruire del bicchiere.
Forse non ce ne sono più in vendita?
VISTA LA SVISTA ... Vanoni sui redditi nella busta paga.
Anche questa concessione (non richiesta) è opera dei sindacalisti della CISL e della UIL che a suo tempo hanno votato la legge in Parlamento, per tartassare i lavoratori a reddito fisso.
DAL NABUCCO Al COTTIMI E' certamente bello lavorare al suono di dolci sinfonie, di profonde melodie, di soavi canzoni che invitano alla danza e trasportano l'animo al romanticismo ed alla poesia.
C'è Verdi, Puccini, Bellini, tutta roba classica che si ascolta sempre con piacere e soddis f azione.
E poi canzoni vecchie e nuove, romanze, ballabili ecc. ecc.
Il guaio è che, la musica alla Div. C è arrivata in un momento poco opportuno.
A volte, certe romanze, hanno il sapore dell'ironia. Va pensiero su l'ali dorate Va ti posa sui divi e sui colli
è il coro del Nabuco di Verdi; ma — giustamente faceva osservare un gruppo di lavoratori cottimisti — come possiamo pensare « ai clivi ed ai colli » quando la « cronotecnica» di giorno in giorno avanza come una falce e inesorabilmente taglia e comprime il nostro guadagno??
Terminato il « disco » del Nabuco, riprende l' altro disco, quello della « cronotecnica» e la nostra mente ritorna alla busta paga che ogni settimana diventa sempre più leggera.
Sinfonia e taglio dei cottimi; melodia e « cronotecnica »; Ballabili - canzoni - e danaro che finisce nella cassaforte del padrone.
"La Scintilla„ ha rivendicato
25 APRILE 1945 — 1955
Ricorre quest'anno il decimo anniversario dell' insurrezione d'Aprile.
Grande fu il contributo dei lavoratori della Borletti alla sua preparazione e al suo epilogo vittorioso, essi diedero alla lotta di liberazione nazionale i loro uomini migliori (ben 4 Comandanti di Divisione, decine di Ufficiali e 2 Brigate partigiane) e i 18 mesi di lotta aperta contro i fascisti e gli occupanti tedeschi sono ricchi di combattimenti e di atti eroici.
Ma al di sopra dell'azione militare c'erano tutti i lavoratori della Borletti, uomini e donne, giovani e ragazze.
Non c'è lavoratore della fabbrica che non abbia vissuto un atto della lotta di liberazione, che non possa onorarsi di aver messo in pericolo anche la propria vita pur di poter vivere felice in un paese libero e democratico ove ogni sforzo fosse e-. voluto per il benessere e il progresso.
Per questo alla Borletti come in tutti gli altri luoghi la resistenza non fu soltanto combattimento, ma significò innanzi tutto, l'unità di tutti gli operai e impiegati di tutto il popolo, contro la tirannide, le ingiustizie. 'Dieci anni or sono i lavoratori assolsero questo grande compito nazionale, gettando le fondamenta per un nuovo sistema di vita più umano e civile.
Coloro che già alimentarono il fascismo come reazione aperta contro il movimento operaio s'illudono di demolire quanto così solidamente costruito, essi credono oggi di essere più forti, ma come già una volta, l'unità di tutti gli operai, inferse loro un serio colpo, anche ora questa unità non potrà manca-
COTTIMI L'Art. 16 del nostro contratto nazionale di lavoro e l'Art. 2100 del Codice Civile affermano che qualora all'operaio sia richiesta una produzione superiore alla normale ad economia, una volta stabilito il tempo e la tariffa, l'operaio deve guadagnare in rapporto al lavoro effettuato.
La durata del periodo di assestamento delle tariffe di cottimo in conformità a quanto previsto dal contratto è stabilita al massimo di 4 mesi.
Ad ogni operaio devono essere comunicati per iscritto (bolla), prima dell'inizio del lavoro, gli elementi costitutivi la tariffa di cottimo del lavoro da eseguire.
Le variazioni delle tariffe devono avvenire in un periodo non superiore a quello previsto per l'assestamento (4 mesi).
Una volta assestate, le tariffe non possono essere modificate (tagliate): di conseguenza non sono ammessi tempi e tariffe provvisori dopo il periodo
re, perchè solo coll'unità, potranno veramente e concretamente essere realizzati gli ideali della lotta di liberazione nazionale.
ARREGHINI GRAZIANO
Per attività antifascista fu condannato a 20 anni di carcere; liberato il 25 Luglio ritornò alla lotta alla testa del movimento operaio.
Arrestato la notte del 6 Novembre 1944 nella sua abitazione per la sua attività di appartenente alla SAP della 123* Brigata fu fucilato durante il trasporto.
BARATTE AGOSTINO
Nato a Constantinopoli il •2 Gennaio 1922. Partigiano della 85' Brigata Servadei, Val Ossola, promosso per meriti di guerra, passò in Val Sesia al comando della 6* Brigata Nello, cadde in combattimento a Borgomanero (Novara) il 2 Novembre 1944.
BATTAGLIA EZIO
Nato a Milano il 3 Febbraio 1922, Partigiano della 113' Brigata. Benchè minorato fisicamente partecipò a tutte le agitaz'cni e movimenti che culminarono con la proclamazione dello sciopero per la liberazione di Roma. Denunciato ed arrestato fu deportato ìn Germania, ove decedeva nel campo di eliminazione di Dachau 1'8 gennaio 1945.
CASTIGLIONI EZIO
Nato a Milano il 15 Ottobre 1925, antifascista, il 7 giugno 1944 partecipava allo sciopero per la liberazione di Roma; alla sera veniva arrestato nella propria abitazione.
Deportato in Germania decedeva di stenti nel campo di concentramento di Dachau il 30 aprile 1945.
di 4 mesi. Nel caso l'azienda apporti delle MODIFICHE SOSTANZIALI alle operazioni di lavorazione, tali da giustificare la revisione del tempo, le stesse devono essere preventivamente concordate tra la Direzione e la C.I. e devono essere in relazione alle modifiche.
Sia ben presente a tutti i lavoratori il DIRITTO della C.I. di intervenire in proposito a norma dell'accordo interconfederale 8 maggio 1953 (Costituzione e compiti delle CL), in quanto l'introduzione di nuovi sistemi di retribuzione rientra proprio nei compiti specifici della stessa.
IL SINDACALISTA
CLERICI ATTILIO Nato a Milano il 26 Ottobre 1921. Dal 1943 partecipò alla lotta contro i nazifascisti; minacciato d'essere deportato in Germania, il 10 settembre 1944 passò con i partigiani della 88" Brigata Felice Casati dell'oltre Po pavese; dieci giorni dopo, il 20 Settembre 1944, cadeva in combattimento in località, Rocca Susella (Pavia).
CORRADINI LUIGI
Partigiano della 114' Brigata, arrestato per la sua attività antifascista, deportato in Germania, decedeva nel campo di concentramento di Mathausen il 22 Aprile 1945.
DE GREGORI PASQUALE
Partigiano della 169' Brigata, cadeva a Vermezzo colpito dai tedeschi in ritirata il 26 Aprile 1945.
DE POL PRIMO
Nato il 9 Febbraio 1920 a Barcis (Udine). Di ritorno dalla Francia passò ai partigiani della zona di Udine, creò e comandò la Brigata Antonio Gramsci.
Cadde in combattimento a Torre Viscosa (Veneza) il 15 Ottobre del 1944.
MONARI AUGUSTO Dirigente del movimento operaio, sappista, arrestato per la sua attività antifascista, subiva varie sevizie dai suoi aguzzini, in seguito alle quali decedeva a Milano il 13 Febbraio 1945.
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PARMIGIANI FRANCO
Partigiano, combattente, arrestato e fucilato a Novara il 2 Novembre 1944.
POLETTI ANGELO
Partigiano, arrestato per la sua attività, veniva fucilato per rappresaglia in Piazzale Loreto il 19 Maggio 1944.
RICOTTI ROBERTO
Partigiano, deportato in Germania, decedeva il 27 Aprile 1945 nel campo di concentramento di Mauthausen.
THOMAS CARLOTTA
Antifascista, arrestata in seguito agli scioperi della fabbrica del Marzo 1943, deportata in Germania, vi decedeva nel campo di concentramento di Belsen il 10 Aprile 1945.
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Giovani baldi, fieri, cuori forti voi eravate, cari, e siete morti. Nella fabbrica il cor vi fu forgiato e per la sua difesa fu schiantato! Mentre i corrotti, vili e rinnegati, tramavan col fascista traditore e coi tedeschi sempre più odiati, in voi vibrava entusiasmo e onore. Lavoratori onesti, popolani da anni affratellati in officina, foste d'esempio a certi italiani che ubbidivan con la testa china. Non sia mai più che tornin gli stranieri a calpestare il suol di casa nostra. di bella gioventù, gagliarda, fiera, Così, col vostro esempio ed ardimento che nón rifugge dal combattimento quando la lotta sia giusta, sincera scesero nelle piazze, nelle vie; tutti, decisi per il gran cimento; non più tristezza, non malinconie, ma sol fierezza pel grandioso evento. Dieci anni son passati e ahimè! v'è gente che butta fango sulla nostra storia ! Mentiva ieri e ,oggi ancora mente, ma a voi sia gloria, ora e sempre: [Gloria O cari, sempre cari ai nostri cuori a voi sian resi eternamente onori, che il vostro sacrificio sia fecondo: la libertà trionfi in tutto il mondo! i
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QUESTE RICHIESTE NON SONO GIUSTE?
Cara Scintilla, in occasione della Giornata Internazionale della Donna (8 marzo) inviammo alla C.I. una lettera, nella quale le sottoponevamo una serie di rivendicazioni. Ne riportiamo le principali:
Assunzione definitiva delle lavoratrici « a termine commessa » secondo le norme che regolano il contratto di lavoro;
Per le lavoratrici che dimostrino particolari capacità, o che svolgano mansioni di categorie superiori il passaggio di qualifica (operaie ed impiegate);
Data -l'inosservanza presso la nostra azienda delle disposizioni della legge per la tutela delle lavoratrici madri (2 agosto 1950, n. 860, art. 11), venga corrisposta alle lavoratrici madri una indennità di mancato asilo nido; Alle donne nel periodo di puerperio, durante il permesso facoltativo, si corrispondano i ratei di ferie e la gratifica natalizia.
A seguito di ciò la C.I. presentava le richieste alla Direzione Generale per l'esame e la risoluzione.
Purtroppo è già trascorso un mese dalla presentazione ed ancora non sappiamo nulla. Non creda la Direzione che poichè la data dell'8 marzo è trascorsa, le rivendicazioni non siano più di attualità.
O forse non le ritiene giuste?
Nel qual caso invitiamo la C.I. a prendere tutte le iniziative necessarie perchè la Direzione si metta a tavolino a discutere le rivendicazioni suaccennate.
Ringraziandoti ver l'ospitalità inviamo fraterni saluti. Un gruppo di impiegate ed operaie
NON C'È ALTRO VINO?
Egr. Direttore, anche a nome di altri miei colleghi, chiedo -- e non credo di chiedere troppo — se alla mensa oltre al solito « vinello » non sarebbe possibile di degustare qualche altra qualità di vino, magari del buon « Barbera » o del « Freisa ».
Un Impiegato
IL REFERENDUM
Cara Scintilla, nei mesi scorsi è stato indetto nei reparti Tachimetri e Sveglie un referendum per la buona musica.
Il referendum ha dato questo
Facciamo presente che presso l'ufficio matricola sono depositate te buste con gli arretrati del conglobamento per i lavoratori rimasti ammalati nel periodo che va dal 1^ dicemb;e 1954 al 31 marzo 1 '55.
risultato: il 90% delle operane ha chiesto musica gaia e brillante.
Ci domandiamo se esistono solo due dischi di musica gaia (La Pansée e Violino Tzigano) e se, per farli suonare, bisogna gridare in coro e quindi prendere le multe, come è già successo.
Resta da chiederci a quale scopo è stata messa la radio e fatto il referendum?
Oppure il motivo c'è ed è di far sentire la musica solo quando arriva Borletti?
Grazie per l'ospitalità. Un gruppo di Operaie dei Tachimetri
In seguito a difficile intervento chirurgico è mancato l'operaio
REBELLATO GIUSEPPE
Agli addolorati famigliari, sentite condoglianze dai compagni di lavoro e dalla redazione.
La costruzione della macchina 'per cucire « Borletti » ebbe inizio nei primi mesi del 1944.
All'inizio tutti i pezzi e i particolari venivano costruiti con attrezzaggi e mezzi di fortuna; le modifiche per il perfezionamento della macchina in quel lontano periodo furono molte, in parte dovute a difetto del materiale impiegato, in parte a errori di progettazione o ad altre cause del. genere.
In quel lontano periodo le maestranze impiegate per la creazione della macchina erano poche, anche per il fatto che la fabbrica era impegnata nella produzione bellica.
Subito dopo la cessazione delle ostilita, la produzione fu increinentata, anche perchè si poneva il problema della sistemazione di una buona parte delle maestranze che erano rimaste senza lavoro causa la fine della guerra.
I primi risultati effettivi si ebbero nel 1946, e si arrivò con buona volontà da parte di tutti a raggiungere una modesta produzione nel 1947, (che noi prenderemo come base « 100 »), con un impiego di maestranze (operai e impiegati) produttive ed improduttive, che si aggirava -- in % sul numero delle macchine costruite — circa sul 12% (per improduttivi si intendono tutti coloro che non fanno produzione, e cioe i capi Reparto, capi squadra, collaudatori, attrezzisti, assistenti manovali, i quali incidevano per circa il 35% sulla maestranza impiegata).
Con 16) medesime maestranze si ha nel 1948 una produzione in rumento di circa il 150% sulla base « 100 », per arrivare al r;•00% nel 1949.
Il risultato di questo sbalzo notevole della produzione fu dovuto in parte al miglioramento e perfezionamento degli impianti ed in parte anche ad una maggiore organizzazione, specializzazione e sforzo da parte delle maestranze impiegate nel lavoro.
È doveroso far presente che la Direzione, sulla fine dell'anno 1949, non contenta dell'aurnentata produzione, che si era già avviata alla normalità anche per il costo, chiese una riduzione dei guadagni di cottimo, e nello stesso tempo il licenziamento di 152 operai della fabbrica addetti ad altre lavorazioni, con il pretesto dell'esuberanza dcl personale.
Il decisivo ed energico intervento delle maestranze tutte, guidate dalla C.I., ottenne che la ditta ritirasse tutte le lettere dei licenziati e desse inizio alla formula dei licenziamenti consensuali. Così anche nella Div. C (Macchine per cucire) ci furono operai ed operaie, che per motivi particolari, si dimisero e non vennero più sostituiti.
Per quanto riguardava il taglio dei cottimi, la lotta degli operai aveva fatto retrocedere la Direzione, e solo nel 1951 la Ditta riuscì ad ottenere una diminuizione delle tariffe di circa 1'8% sul 20% richiesto, dando assicurazione che non ci sarebbero più state da parte sua richieste di ulteriori tagli di cottimo (o furti legalizzati?).
Nel 1950 la produzione continua normale come per il passato, ma nello stesso tempo si prepara la macchina per cucire Zig-Zag, senza però sostituire nessuno degli operai o operaie, che si erano allontanati dalla fabbrica per cause naturali, dimissioni consensuali, matrimoni, maternità, miglioramenti, morte, ecc. ecc.
Durante lo studio e la preparazione della Zig-Zag, la costruzione della quale richiede un tempo maggiore, fino al 1951, la produzione si mantiene sempre costante, tenuto conto che ad un minore numero di macchine normali costruite viene a corrispondere però la produzione di un corrispettivo numero di macchine Zig-Zag.
Anche negli anni 52-53-54 la produzione è stata normale e in miglioramento; ci furono per la verità, apporti di nuovi impianti, però in camb:o si verificò un continuo spostamento di personale in altri reparti di lavorazioni diverse, e come conseguenza logica, ci dovrebbe anche essere stata una riduzione sul costo delle macchine.
Invece così non è stato. In questi ultimi mesi la Direzione lig chiesto di effettuare una forte riduzione dei guadagni di cottimo, con il pretesto della necessità di far fronte alla concorrenza (si noti bene che questi 'tagli si aggirano dalle 20 alle 70 lire orarie).
Gli operai non sono convinti di questi argomenti, e al momento di andare in macchina continuano la loro agitazione, per difendere quel già magro salario che è frutto della loro fatica e del loro sudore.
... a Luigi Restani - operaiodel reparto macchine per cucire - che 1'11 aprile si è unito in matrimonio con Giuseppina Luchini.
... a Maria Luisa Ortis - impiegata del Servizio Produzione - che il 16 aprile si è unita in matrimonio con Carlo Mesenti.
Agli sposi vivissime felicitazioni ed auguri da parte della. Redazioni e dei colleghi di Reparto ed ufficio.
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