14 novembre 1950
Anno II — N. 5 - Nuova Serie ••••.t.ne,
CICLI NOTIZIARIO
DEI LAVORATORI DELL'UNE S
Basta con le lungaggini Vogliamo il "referendum„ entro il corrente anno.
ANCONA
Il "ridimensionamento" nella UNES Gli indirizzi di politica economica formulati dal governo nella grave situazione che si è creata per le nostre industrie, sono definiti con termini sempre nuovi che racchiudono, ogni volta, terribili prospettive per i lavoratori. Alle sollecitazioni della Confederazione del Lavoro e alle proposte concrete da essa avanzate i responnel suo Piano di Lavoro sabili governativi hanno contrapposto una politica di " ridimensionamento " delle aziende la cui parte più importante è dedicata ad un " alleggerimento „ del personale. Che cosa sia in sostanza questo "ridimensionamento„ è ben chiaro nella mente di quei lavoratori che continuamente vengono scacciati dalle fabbriche del nord per effetto di questa trovata che aggrava in modo impressionante la disoccupazione e la miseria di tutti. I 45 mila operai del settore meccanico che appunto in nome di questo " ridimensionamento " sono stati licenziati ne sanno qualche cosa. Orbene, essendo questo l'indirizzo generale suggerito dal governo e da oltre Atlantico ai grandi industriali italiani e quindi anche a quelli elettrici, la nostra Società Unes non poteva rimanerne immune tanto da iniziare, a suo modo, l'applicazione pratica del suggerimento stesso. Infatti, che cosa si verifica in questi ultimi tempi in ogni Esercizio ? Numerosi sono stati gli anziani collocati a riposo, alcuni lavoratori sono deceduti, diversi hanno presentato le proprie dimissioni, i trasferimenti sono sempre più numerosi; ma nessuna assunzione è avvenuta mentre la necessità di occupare altri lavoratori, che già esisteva dall'immediato dopo guerra, si fa sempre più evidente per le nuove esigenze sorte in ogni Esercizio.
Questo mancato adeguamento dell' organico ai bisogni della Azienda viene sfacciatamente giustificato con il vecchio ritornello del personale che "costa troppo„ senza mai mostrare però ai lavoratori i bilanci annuali delle Aziende e far loro conoscere i lauti profitti che gli azionisti si dividono senza troppa fitica. I collocamenti a riposo e i non bastano decessi naturalmente a "ridimensionare,, le Aziende con la celerità deliberata dagli industriali ed ecco quindi rispolverata l'idea, mai abbaridonata, di trasferire in appalto determinate attività. E' chiaro come, con questa impostazione, si miri a dividere i lavoratori ed a indebolirne le loro organizzazioni onde restaurare nell'Azienda il dispotismo fascista e togliere ai lavoratori le conquiste contrattuali. Ma c' è un altro aspetto che va esaminato ; se assunzioni non
ne vengono fatte per ricoprire i posti vacarti è chiaro che si vuole una intensificazione dello sfruttamento dei lavoratori senza peraltro corrispondere ad essi alcun aumento proporzionale di salario. Tutto ciò non fa che provocare la naturale e logica indignazione degli Elettrici che della Azienda conoscono bene la reale situazione e quelli che sono i suoi bisogni. E' allora necessario che le nostre Organizzazioni e le Commissioni Interne non si limitino più ad una attività puramente e semplicemente sindacale, ma si facciano portavoce di queste nostre preoccupazioni. Affrontino con decisione il problema dell'organico e attraverso una precisa documentazione dimostrino alla Direzione Generate la illogicità della sua condotta. Ma sopra tutto sostengano energicamente, forti dell' appoggio morale dei lavoratori che rappresentano, il diritto di intervenire, con il peso del loro giudizio, alla soluzione del problema. Solo allora potrà tornare in seno all'Azienda quella tanto auspicata tranquillità e serenità nel lavoro.
SARA" LA VOLTA BUONA ?
Verso il referendum L'approvazione delle norme generali per il referendum da parte delle aziende e dei lavoratori rappresenta senza meno un passo avanti verso la realizzazione delle Pensioni ma non è però sufficente a tranquillizzare i lavoratori sull'esito finale delle trattative. La notizia di questo accordo è stata pertanto accolta senza troppo ottimismo a seguito delle alterne vicende in cui si trascina da alcuni anni questo problema alla cui soluzione ci si avvicina solo faticosamente. Come si ricorda sollevò molto entusiasmo la risoluzione del Convegno di Napoli (22-23 luglio u.s.) e l'impegno preso dalla FIDAE di iniziare la
lotta se entro il 1. settembre gli industriali non avessero dato una risposta definitiva. L'impegno, non sappiamo per quale motivo, non fu mantenuto e ciò mise in allarme i lavoratori che vederono seriamente minacciata una delle loro maggiori rivendicazioni. Per queste considerazioni gli Elettrici si misero in moto attraverso numerose Assemblee od ordini del giorno hanno fatto conoscere la loro volontà la loro ferma decisione di voler lottare con ogni mezzo di superare qualsiasi ostacolo che gli industriali, l'INPS e i dirigenti scissionisti avessero frapposto ad una rapida soluzione. Questa energica presa di po-
IL TRIONFO dello Stato Socialista Ricorre il 7 novembre 1950 il XXXIII anniversario dell'esistenza dello Stato Socialista nell'Unione Sovietica. E' naturale che la festa che Essa celebra sia la festa di tutta l'umanità lavoratrice perchè l'Unione Sovietica ha provato, senza tema di smentita, che l'umanità non solo può vivere e progredire magnificamente senza i capitalisti eil padronato, ma anche ohe l'eliminazione di queste classi crea per il socialimo vantaggi immensi nei confronti del capitalismo e inaugura la vera storia dell'umanità. Milioni di uomini sono già - raccolti sotto la bandiera del Socialismo e di giorno in giorno vediamo queste forze della Pace crescere e diventare più compatte. I lavoratori hanno abbandonato la nera bandiera del capitalismo e delle sue vecchie classi privilegiate che si sono dimostrate incapaci di risolvere i gravi problemi che stanno di fronte ai popoli. Per questo il faro acceso della Rivoluzione d'Ottdire, nel 1917, illumina la strada ai )roletari dcl mondo intero e ai popoli oppressi delle'colonie, guidandoli nelle loro lotte per la conquista di un mondo migliore.
sizione ha dato i suoi frutti ; ha scosso il Direttivo della Federazione dai tentennamenti o meglio dal torpore in cui era caduto e come primo risultato abbiamo avuto il suddetto accordo con la Feniel in cui sono stati fissati i criteri fondamentali che dovranno presiedere all'organizzazione ed allo svolgimento del referendum. Altri risultati saranno raggiunti nelle riunioni che si terranno in questo mese ed è da augurarsi che si possano concludere con la definizione delle norme di procedura per poter in tal modo indire il referendum prima della fine dell'anno. Una cosa sia ben chiara : se altre difficoltà sorgeranno per portare le trattative di nuovo in alto mare, i lavora. tori non potranno più avere la pazienza di accettarle e ricorreranno senz'altro alla lotta giacchè 1' esperienza insegna che questa è la sola via che può assicurare la realizzazione delle loro aspirazioni.