Anno II — N. 2 - Nuova Serie
24 Aprile 1950
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NOTIZIARIO
DEI LAVORATORI
DELL' UNES
nella Festa del Primo maggio non si dimentichino i martiri per la nostra emancipazione. W la Festa del lavoro e l'unita dei lavoratori.
ANCONA
ORGANIZZARSI PER RESISTERE Non è una cosa facile esprimere in poche righe un giudizio su questo governo e sul suo regime che esso tenta di instaurare. Una nota favola di Esopo ce ne può dare una idea abbastanza chiara. Essa narra di un uomo che rivolto ad un cavallo gli offre la sua protezione e la sua guida. Il cavallo ingenuamente accetta il consiglio e l'uomo prima gli mette il morso, poi la sella ed infine vi monta a cavallo. Qualche cosa di simile potrebbe capitare ai lavoratori italiani se questi non reagissero energicamente alle misure eccezionali che Scelba ha proposto credendo con esse di frenare lo spirito battagliero dei lavoratori che lottano per la difesa del pane, del lavoro e della pace: in una parola per il rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana. Con il vecchio ritornello di ordine „ si mantenmantenere gono in piedi alcune leggi fasciste di Pubblica Sicurezza che sono una vergogna per il Paese e con le quali vengono apertamente violati i diritti garantiti dalla Costituzione, senza peraltro risolvere i problemi sociali che assillano la Nazione. All'opposizione che si è battuta con calore per spiegare 1' incostituzionalità delle nuove misure liberticide, Scelba rispondeva che " I cittadini devono obbedire alle leggi anche se inique „. Ora siécome 1' aggettivo " ini• que „ significa non equo, ingiusto, perverso, scellerato, è chiaro che i lavoratori italiani devono lottare con energia per resistere a questa ingiustizia e per non farsi mettere il morso è necessario potenziare le nostre organizzazioni sindacali e democratiche per continuare e allargare la lotta iniziata dai lavoratori.
Quando Scelba dichiara che la legge iniqua va rispettata il formalismo giuridico dell'attuale regime diventa assurdo per ogni uomo che abbia un cuore e che viva la sua esperienza quotidiana nel sacrificio del lavoro. Ed è su questo punto che la reazione si dà la zappa sui piedi. Perché è evidente, dietro questo assurdo f' rmalismo, la difesa del privilegio. Allora il problema della libertà non è più in giuoco. E se non è in giuoco la libertà, se è vero, come è vero che i disoccupati si muovono perché manca il lavoro
e i contadini si muovono perchè la riforma agraria non viene attuata, se è vero che questa gente viene falciata dall'unica polizia del mondo che usa i mitra, allora è fuori discussione la "violenza" dei proletari. In realtà l'uso della forza fa il regime. E l'uso arbitrario della forza sta da una parte sola. Dall'altra parte si riuniscono sempre più numerosi i lavoratori di ogni categoria. Non più soltanto operai e contadini e braccianti, ma mezzadri e artigiani, commercianti colpiti dalla crisi e intellettuali amanti della libertà offesa dal clericalfascismo dominante. Tutti insieme impediranno a Scelba di passare.
PER TUTTI I LAVORATORI ASSASSINATI
MUTARE TATTICA Le buone notizie vengono accolte sempre con molta speranza e soddisfazione da tutti; ma è questo uno stato d'animo che dura poco perchè • una doccia fredda arriva all' improvviso a tramutarlo in delusione. La parola è un pò grossa ma esprime chiaramente la sensazione che si prova ogni qualvolta dei problemi vitali che interessano tutta la categoria degli elettrici, vengono posti sul tappeto. Abbiamo al riguardo due esempi su cui è bene soffermarsi: il problema della pensione e lo aumento del 25 per cento dei minimi di stipendio o paga. Del progetto per la "Pensione Fidae „ se ne parlò la prima volta nel 1947 e venne accolto con entusiasmo da parte di tutti i lavoratori elettrici che vedevano giustamente in esso l'unico mezzo che potesse garantire una meritata tranquillità negli ultimi anni della propria esistenza. Oggi non hanno cambiato la propria opinione su questo trattamento di quiescenza, anzi, di fronte alle difficoltà dèlla vita quotidiana che sembrano continuamente aumentare, la schiera
Voi chiedevate una cosa sola, il lavoro, che è la sostanza dei lavoratori ad esso favorevoli della vita di tutti gli uomini degni di questo nome. •Una và sempre più aumentando •e società che non sa dare lavoro a tutti coloro che la com- certamente siamo vicini ormai pongono, è una società maledetta. alla completa adesione di tutti Maledetti sono gli uomini che, fieri di avere nelle mani il gli elettrici. potere, si assidono al vertice di questa società maledetta Ebbene, siamo arrivati al 1950 e con la violenza delle armi, con l'assassinio e l'eccidio ed ancora questo famoso 'Referespingono la richiesta più umile che l'uomo possa avanzare: rendum " non è stato ancora inla richiesta di lavorare. detto e nessuna data fissata con La riunione a Roma della C. I. di Ancona che doveva aver luogo il c. m. è stata rinviata. Apprendiamo inoltre che la C. I. di Pescara in seguito all' intrattabilità dimostrata dalla Direzione Generale, ha inviato una lettera alle C.C.I.I. degli Esercizi invitandole a prendere energica posizione contro tali atteggiamenti. LAVORATORI! Sostenete i vostri organismi sindacali impegnati nella difesa dei vostri interessi.
sicurezza. Egualmente, entusiasmo prima e delusione poi ci ha invasi dopo aver conosciuto l'esito delle trattative svoltesi il 14 febbraio u.s. (continua in 4.
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