ORGANIZZARSI PER RESISTERE
Non è una cosa facile esprimere in poche righe un giudizio su questo governo e sul suo regime che esso tenta di instaurare.
Una nota favola di Esopo ce ne può dare una idea abbastanza chiara.
Essa narra di un uomo che rivolto ad un cavallo gli offre la sua protezione e la sua guida.
Il cavallo ingenuamente accetta il consiglio e l'uomo prima gli mette il morso, poi la sella ed infine vi monta a cavallo.
Qualche cosa di simile potrebbe capitare ai lavoratori italiani se questi non reagissero energicamente alle misure eccezionali che Scelba ha proposto credendo con esse di frenare lo spirito battagliero dei lavoratori che lottano per la difesa del pane, del lavoro e della pace: in una parola per il rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana.
Con il vecchio ritornello di mantenere ordine „ si mantengono in piedi alcune leggi fasciste di Pubblica Sicurezza che sono una vergogna per il Paese e con le quali vengono apertamente violati i diritti garantiti dalla Costituzione, senza peraltro risolvere i problemi sociali che assillano la Nazione.
All'opposizione che si è battuta con calore per spiegare 1' incostituzionalità delle nuove misure liberticide, Scelba rispondeva che " I cittadini devono obbedire alle leggi anche se inique „.
Ora siécome 1' aggettivo " ini• que „ significa non equo, ingiusto, perverso, scellerato, è chiaro che i lavoratori italiani devono lottare con energia per resistere a questa ingiustizia e per non farsi mettere il morso è necessario potenziare le nostre organizzazioni sindacali e democratiche per continuare e allargare la lotta iniziata dai lavoratori.
nella Festa del Primo maggio non si dimentichino i martiri per la nostra emancipazione. W la Festa del lavoro e l'unita dei lavoratori.
Quando Scelba dichiara che la legge iniqua va rispettata il formalismo giuridico dell'attuale regime diventa assurdo per ogni uomo che abbia un cuore e che viva la sua esperienza quotidiana nel sacrificio del lavoro.
Ed è su questo punto che la reazione si dà la zappa sui piedi. Perché è evidente, dietro questo assurdo f' rmalismo, la difesa del privilegio. Allora il problema della libertà non è più in giuoco. E se non è in giuoco la libertà, se è vero, come è vero che i disoccupati si muovono perché manca il lavoro
e i contadini si muovono perchè la riforma agraria non viene attuata, se è vero che questa gente viene falciata dall'unica polizia del mondo che usa i mitra, allora è fuori discussione la "violenza" dei proletari.
In realtà l'uso della forza fa il regime. E l'uso arbitrario della forza sta da una parte sola.
Dall'altra parte si riuniscono sempre più numerosi i lavoratori di ogni categoria. Non più soltanto operai e contadini e braccianti, ma mezzadri e artigiani, commercianti colpiti dalla crisi e intellettuali amanti della libertà offesa dal clericalfascismo dominante.
Tutti insieme impediranno a Scelba di passare.
PER TUTTI I LAVORATORI ASSASSINATI
MUTARE TATTICA
Le buone notizie vengono accolte sempre con molta speranza e soddisfazione da tutti; ma è questo uno stato d'animo che dura poco perchè • una doccia fredda arriva all' improvviso a tramutarlo in delusione.
La parola è un pò grossa ma esprime chiaramente la sensazione che si prova ogni qualvolta dei problemi vitali che interessano tutta la categoria degli elettrici, vengono posti sul tappeto.
Abbiamo al riguardo due esempi su cui è bene soffermarsi: il problema della pensione e lo aumento del 25 per cento dei minimi di stipendio o paga.
Del progetto per la "Pensione Fidae „ se ne parlò la prima volta nel 1947 e venne accolto con entusiasmo da parte di tutti i lavoratori elettrici che vedevano giustamente in esso l'unico mezzo che potesse garantire una meritata tranquillità negli ultimi anni della propria esistenza.
Voi chiedevate una cosa sola, il lavoro, che è la sostanza della vita di tutti gli uomini degni di questo nome. •Una società che non sa dare lavoro a tutti coloro che la compongono, è una società maledetta.
Maledetti sono gli uomini che, fieri di avere nelle mani il potere, si assidono al vertice di questa società maledetta e con la violenza delle armi, con l'assassinio e l'eccidio respingono la richiesta più umile che l'uomo possa avanzare: la richiesta di lavorare.
La riunione a Roma della C. I. di Ancona che doveva aver luogo il c. m. è stata rinviata. Apprendiamo inoltre che la C. I. di Pescara in seguito all' intrattabilità dimostrata dalla Direzione Generale, ha inviato una lettera alle C.C.I.I. degli Esercizi invitandole a prendere energica posizione contro tali atteggiamenti.
LAVORATORI! Sostenete i vostri organismi sindacali impegnati nella difesa dei vostri interessi.
Oggi non hanno cambiato la propria opinione su questo trattamento di quiescenza, anzi, di fronte alle difficoltà dèlla vita quotidiana che sembrano continuamente aumentare, la schiera dei lavoratori ad esso favorevoli và sempre più aumentando •e certamente siamo vicini ormai alla completa adesione di tutti gli elettrici.
Ebbene, siamo arrivati al 1950 ed ancora questo famoso 'Referendum " non è stato ancora indetto e nessuna data fissata con sicurezza.
Egualmente, entusiasmo prima e delusione poi ci ha invasi dopo aver conosciuto l'esito delle trattative svoltesi il 14 febbraio u.s. (continua in 4. pag.)
›.• •• • •••••,..• • • • • ‘..* s‘ • •>' dai N • NOTIZIARIO • DEI LAVORATORI ANCONA DELL' UNES
Anno II — N. 2 - Nuova Serie 24 Aprile 1950 -0•1•119aHannellp
Commissione pariteticainterpretano
— Corresponsione, ai lavoratori regolati dal C. c. l. 31 gennaio 1948, di una giornata di retribuzione per ciascuna festività cadentc di domenica.
La Commissione, considerato che la richiesta non riveste carattere intrepretativo, ma innovativo rispetto alle norme del C. c. 1. 31 gennaio 1948, dichiara la propria incompetenza.
— Interpretazione art. 14 C.
1. 31 gennaio 1948. Computo ferie in caso di assenze nel corso del1 anno.
La Commissione, riconosce che — in base al disposto del primo comma dell'art. 14 del C. c. L. 31 gennaio 1948 — le ferie dovrebbero essere concesse al lavoratore in proporzione al servizio prestato nell'anno. Essa delibera, tuttavia, che in linea di correntezza, non sia da apportare nessuna decurtazione al numero di giorni di ferie spettanti al lavoratore in relazione alla anzianità, ove i periodi di assenza dal servizio non superino complessivamente nell'anno i mesi sei. Superato tale periodo, resta affidato alla Azienda il valutare se ed entro quali limiti dare applicazione al principio della concessione delle ferie in proporzione al servizio effettivamente prestato.
— Quesito in tema di inquadramento.
Il quesito è il seguente:
« In sedè di prima applicazione del C. c. 1. 4-2-48, un lavoratore esplicante determinate mansioni venne assegnato alla categoria A-I. E' possibile che altro lavoratore, chiamato ad esplicare le stesse mansioni, senza apportarvi variazioni, ia assegnato a categoria, inferiore, dichiarandosi tardivamente, da parte dell'Azienda esservi stata in precedenza supervalutazione quando poi si corrisponde al detto lavoratore una retribuzione pari a quella che avrebbe percepita se fosse stato assegnato alla Categoria A-I »?
La Commissione — premesso che l'inquadramento va fatto in base alle mansioni effettivamente esplicate -- riconosce che al quesito di cui sopra va data risposta negativa ( ve il' secondo lavoratore sia chiamato ad espletare le stesse identiche mansioni del primo e semprechè — beninteso — trattisi di mansioni proprie della categoria nella quale il primo era inquadrato.
Non ricorrendo tutti gli estremi ora accennati, l'Azienda, pur potendo inquadrare il secondo lavoratore in categoria diversa da quella del primo, deve però comunicargli, prima di affidargli le nuove man-
sioni, a quale categoria dette mansioni corrispondono.
— Computo ai fini dell'indeni7ità di licenziamento, del servizio prestato prima del compimento del anno di età.
Il quesito investe la posizione di lavoratori attualmente disciplinati dal Contratto 31 gennaio 1948 ma il cui rapporto di lavoro era regolato in passato da Contratti secondo i quali l'anzianità di servizio aveva decorrenza soltanto dal compimento del 21. anno di età.
La Commissione, pur riconoscendo che ai sensi dell'art. i del Contratto 5 febbraio 1949 sarebbe da computare — nei confronti dei lavoratori di cui trattasi — la sola anzianità successiva, al compimento del 21. anno di età, ammette tuttavia, a scopo perequativo nell'ambito del'a Categoria, che, ai soli fini dell'indennità di licenziamento e semprechè non vi sia stata nessuna interruzione nel servizio, sia da computare, fino ad un massimo di 4 anni, anche l'opera prestata prima del compimento del 21. anno di età. Sono fatti salve lè migliori condizioni eventualmente riconosciute dalle Aziende.
— Intrepretazione dell'art. 4 del Contratto 5 febbraio 1949 nel .senso che la « retribuzione » utile agli effetti del calcolo delle indennità da assicurarsi ai lavoratori tecnici ed agli amministrativi che siano esposti agli stessi rischi dei tecnici sia da intendersi comprensiva della 13.esima mensilità.
• La Commissione, confermando la deliberazione presa nella riunione del 3o settembre 1946, riconosce che le annualità di retribuzione di cui all'art. 4 del Contratto 5 febbraio 1949 sono da intendersi comprensive della 13.esima mensilità.
— Computo, agli effetti della anzianità utile alla determinazione delle ferie annualmente spettanti agli impiegati ai sensi dell'art. 14 del Contratto 31 gennaio 1948, del periodo di servizio prestato da operaio.
La Commissione riconosce che agli effetti dell'anzianità utile alla determinazione delle ferie annuali mente spettanti agli impiegati ai sensi dell'art. 14 del Contratto 31 gennaio 1948 si deve tener conto anche del servizio prestato da operaio.
— Computabilità, agli effetti del trattamento di malattia e della '3.esima mensilità, del compenso forfettario che talune Imprese usa-lo corrispondere agli autisti per ìl servizio da essi prestato tra le ore 48 e le 6o settimanali.
La Commissione precisa che il compenso di cui sopra non può essere computato agli effetti del calcolo del trattamento di malattia e della 13.esima mensilità, in quanto esso non fa parte della « retribuzione » quale definita dall'ultimo comma dell'art. 18 del Contratto 31 gennaio 1948.
— Determinazione dei criteri di devoluzione, in caso ,di morte del lavoratore per infortunio, delle somme assicurate ai sensi dell'art. 4 del Contratto 5 febbraio 1949 sul trattamento di fine lavoro.
La Commissione delibera che le semine assicurate ai sensi dell'articolo 4 del Contratto 5 febbraio 1949 sono da devolversi, in caso di morte del lavoratore per infortunio, secondo i criteri fissati dall'art. 2122 del vigente 'Codice Civile per quanto concerne l'indennità di licenziamento e l'indennità sostitutiva del preavviso.
— Posizione degli impiegati tecnici inquadrati in Categoria Cs, provenienti dalla Categoria degli operai specializzati.
La Commissione, presa in esame l-t situazione di quegli impiegati tecnici che, inquadrati nella Cs e provenienti dalla Categoria degli operai specializzati, per le mansioni di carattere tecnico ad essi affidate abbiano alle loro dipendenze degli operai, ritiene che a detti impiegati dovrebbe essere assicurato — qualora non lo sia già in atto -- un trattamento economico complessivo non inferiore a quello che sarebbero per godere qualora fossero rimasti nella categoria degli operai specializzati.
Essendo per altro la materia non di competenza della Paritetica la stessa richiede alla F'ENIEL di initare le Aziende a regolarsi a decorrere dalle competenze del mese di marzo 195o in conformità del parere sopra espresso.
ro) — Periodo di corresponsione delle indennità previste dagli articoli 6 e 22 del C. c. 1. 31 gennaio
1948
L'esame della questione viene rinviato.
PROPOSTA
Crediamo interessante portare a conoscenza dei nostri lettori e delle Commissioni Interne una buona iniziativa che hanno preso í lavoratori dell'Azienda del Gas di Ancona consistente nella for— mazione tra i locali dipendenti di una Cassa Aziendale Prestiti.
Quí dí seguito diamo alcuni cenni dello Statuto, formato da 19 articoli, da cui la Cassa è re. golata.
Gradiremo sapere che cosa ne pensano í nostri lettori e se credono opportuno, ín via sperimentale, istituirla fra í lavoratori di un dato Esercizio.
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dell'Azienda Municipalizzata del Gas di Ancona, allo scopo di : accantonare mensilmente una quota dello stipendio o salar ° per la durata di cinque anni ; la quota sarà di L. 200 mensili per ogni socio; accordare prestiti ai soci iscritti, da rimborsare in non più di 10 mensilità eguali.
Art. 3) Ogni socio avrà diritto a partecipare ai benefici fissati dall'art. 1 paragrafo semprechè in regola con i versamenti mensili:
dall'importo 'dei prestiti concessi ai soci sarà detratto 1' interesse del 5 per cento; le somme degli interessi andranno ad aumentare il capitale sociale.
Art. 6) In caso di morte, litenziamento, trasferimento, collocamento a riposo, o altri motivi di risoluzione del rapporto di lavoro, il socio avrà diritto alla quota parte derivante dalla somma esistente in cassa (interessi compresi) diviso fra il numero dei soci.
Art. 7) Nessun prelevamento per altri motivi o spartizione della cassa potrà essere eseguito prima dello scadere dei 5 anni dall' istituzione della cassa.
Art. 12) Il cassiere, due consiglieri e i due revisori dei conti, le cui firme, saranno depositate in Banca, verranno eletti dall'Assemblea.
Pag. 2 LA SCINTILLA 24 Aprile 1950
Oltre dodici posti di lavoro DEDICATO AI CRUMIRI
sono vacanti nell' Esercizio di Ancona
Abbiamo messo in rilievo nel numero scorso, la sollecitudine con la quale la Direzione Generale ha disposto il collocamento a riposo di un gruppo di lavoratori per raggiunti limiti di età e accennavamo alla necessità che i posti di lavoro che si erano resi vacanti fossero al più presto occupati da nuovi elementi.
Oltre al fatto che a tutt'oggi non è stata data alcuna disposizione per ovviare a quanto sopra, riò che ci spinge a tornare di nuovo su questo importante argomento è l'avvenuta sistemazione, di cinque avventizi cosidetti « straordinari » e per i quali esisteva da tempo un certo impegno morale da parte dei dirigenti per il loro passaggio in organico.
A nostro avviso per dare una idea chiara in che cosa consista questa sistemazione dei nastri compagni di lavoro potremo ricorrere a quel motto popolare che dice: o mangia questa minestra o salta la finestra, di cui ha tutto l'aspetto le proposte di sistemazione ad essi presentate.
E ciò per due motivi principali:
Primo, per avere dimenticato i nostri dirigenti che esiste una Commissione Interna la quale va interpellata ogni qualvolta sono in causa problemi che interessano il personale e non prendere decisioni unilaterali; secondo, per la decisione ingiusta di inviare in paesi sperduti fuori dallo Esercizio dei lavoratori che da anni prestavano la loro opera ad Ancona quando proprio alcuni mesi fà sono stati collocati a riposo dodici lavoratori anziani creando in tal modo alla Direzione la possibilità di provvedere alla loro sistemazione nell'Esercizio di Ancona.
Per le suddette ragioni non possiamo astenerci dal protestare energicamente verso la Società per il modo con cui essa ha preso edi intende prendere delle decisioni che riguardano il personale.
Questi modi, che sembrano divenire abituali, hanno un sapore stranamente dittatoriale che mal si concorda con i tempi attuali e perciò debbono essere abbandonati dalla Direzione perchè è chiaro che i lavoratori non potranno accettare altre disposizioni del genere ma sono ben decisi a farli cambiare.
Non possiamo ammettere per alcuna ragione che le Commissioni Interne, le quali sono degli organismi democratici che rappresentano tutto il personale, ven-
gano dimenticate escludendo quindi il loro parere e la loro collaborazione su questioni che interessano i lavoratori.
Come pure non possiamo ammettere che ancora, con la disoccupazione che esiste oggi nel nostro Paese, si abbia un organico non completo ed inadeguato alle aumentate esigenze che il nostro servizio richiede.
Risolvendo il problema, oltre a dar lavoro ad altri che attendono una qualsiasi occupazione, si migliorerà il servizio eliminando le attuali lacune.
Don Rodolfo e C. non hanno saputo contenere la propria gioia per la disposizione data dalla Direzione in merito all'« assenza » del 22 marzo u. s. é credono, questi poveretti, che simili provvedimenti possano fiaccare la combattività dei lavoratori e fornire qualche adesione alla loro « libera » Confraternita.
Non hanno neanche il pudore di tacere, questi crumiri professionali!
Non comprendono che con la loro azione essi non recano alcun beneficio alla classe lavoratrice ma che solo i padroni si attendono notevoli vantaggi dalla
loro opera.
L'argomento della libertà fa molto comodo a costoro per giustificare il loro atteggiamento con. trario sempre ad ogni azione che í lavoratori sono costretti a deliberare per difendersi dalle angherie padronali o ancor meglio per chiedere il rispetto di una legge o addirittura per difendere la loro vita.
E sono azioni queste che indirettamente difendono anche loro perchè, e questo dovrebbe essere ormai chiaro, quando la classe operaia venisse sconfitta, anche il crumiro viene a subirne le dolorose conseguenze.
REALIZZAZIONI DELLA COOPERATIVA CASE di
Ancona
Diciamo loro, poi, che lo sciopero è un'arma che un giorno verrà deposta; il giorno in cui le rivendicazioni dei lavoratori saranno state raggiunte lo scio. pero non sarà più necessario.
Fino a quel giorno nessuno può abbandonare la lotta, tradire i compagni, o per superbia intellettualistica o per paura.
La reazione si serve di lui, del crumiro, come di un soldato mercenario o di uno spione che, finita la campagna, viene congedato con alcuna moneta e con molto disprezzo.
UNA. PRASSI ELOQUENTE'.
Il 15 febbraio 1947 si costituiva fra i lavoratori di Ancona, dipendenti della Unes, una Cooperativa per case economiche (acquisto, costruzione, ricostruzione, locazione e vendita di appartamenti economici ai soli Soci).
I due fabbricati nella foto che pubblichiamo fanno parte di un primo lotto di costruzioni per complessivi 24 appartamenti a cui certamente ne seguiranno altri sino a soddisfare le esigenze di tutti i Soci della Cooperativa stessa.
CONTROPELO
SAREBBE TROPPO — Circola voce che quei due nuovi albi murali affissi nel portone siano stati pagati dalla Pontificia Commissione di Assistenza. Non bastano più i bollettini parrocchiali ora?
ULTIME NOVITA' — Sapete come fa la Società per decidere a chi dovrà o meno concedere un prestito? Prende una margheritina e staccandole i petali dice: ai fratello si, al compagno no... e così di seguito.
CARITA' PELOSA — Bruciava davvero quel denaro che ci è stato trattenuto per le giornate di
sciopero. A tal punto che i nostri « amati » dirigenti hanno deciso di « privarsene » a favore di pensionati bisognosi.
INVIATO « SPECIALE » — Sembra che sia intenzione dei no. atri dirigenti romani riaffidare la direzione della colonia marina di Senigallia all'ex Consigliere nazionale Colombati.
E' proprio strano che non siano riusciti a trovare un'altra persona per svolgere quella mansione; forse pensa la Direzione Generale che così facendo potrebbero tornare i tempi beati? O forse pensa a qualche cosa di più?...
L'aver effettuato la trattenuta dell'importo di una giornata lavorativa nello stipendio del mese scorso per l'e assenza » del 22 mar zo, non possiamo chiamarla un arbitrio in quanto è a facoltà della Direzione ricorrere a certe disposizioni ma il suo gesto assume un certo sapore di rappresaglia forse per la mirabile prova di solidarietà data dal personale nel la luttuosa circostanza dell'eccidio di Lentella.
Infatti, senza consultare in alcun modo la Commissione Interna e quando ormai i fogli paga erano compilati, la Direzione ha dato disposizione di effettuare nel mese di marzo la trattenuta anzichè in aprile come tutti logicamente ci aspettavamo, sapendo che i conteggi vengono effettuati sul lavoro prestato dal giorno 20 al 20 del mese successivo.
Di fronte a questa celerità è lecito chiedersi perchè quando ci si devono corrispondere certe somme concordate tra la Fidae e la Feniel queste vengono date solo il penultimo giorno previsto dall'accordo.
E' una dimostrazione chiara, questa, da quali buoni propositi sia animata la Direzione per man. tenere cordiali rapporti col personale.
Il Figaro del lunedì
24 Aprile 1950 LA SCINTILLA Pag. 3
Il Piano della C.G.I.L. non ha una portata semplicemente propagandistica ma intende indicare al Paese le linee generali di una nuova politica economica per la soluzione immediata di determinati urgenti problemi.
Non intendiamo qui di seguito esporre il Piano economico ricostruttivo nella sua consistenza poichè, oltre allo spazio che non ce lo permetterebbe, ormai ogni lavoratore conosce le proposte concrete di esso che sono state elaborate, nei più minuti particolari, da eminenti personalità.
Questa via indicata ha riscosso l'approvazione di tutte le categorie lavoratrici e una larga eco in tutto il Paese tanto che il Governo stesso non si è potuto estraniare da questa iniziativa facendosi credere disposto a realizzare del Piano solo alcune proposte a suo dire « ragionevoli ».
Ma non è in questo senso che va accettato il Piano poichè esso è un insieme di opere e di misure che per la loro natura e la loro entità esigono un radicale cambiamento della politica economica del Governo senza la quale non si potranno attuare gli obiettivi che il Piano si Prefigge per un rapido avvio alla. soluzione dei problemi fondamentali.
Da qualche parte si sono sollevate delle riserve per quanto concerne il finanziamento, ma si è po: tuto dimostrare come anche da questo lato non esistano difficoltà.
Da parte sua la classe lavoratrice è disposta a fare, nel limite delle sue possibilità, altri sacrifici che dovranno essere egualmente imposti anche alle classi agiate.
Si tratta di imporre al Governo l'accettazione completa di quanto previsto nel Piano e per far ciò è necessario estendere a tutti i ceti 'sociali questo largo movimento di masse lavoratrici e far valere la volontà del Paese attraverso tutte le forme possibili di azione democratica.
Conferenze economiche provinciali e regionali, con la partecipazione di rappresentanti dei lavoratori, delle camere di commercio, industriali, ecc., sono state promosse dalla CCdI, di Ancona per una rassegna delle esigenze che devono essere soddisfatte con maggiore urgenza in ogni località.
Sono state così poste le premesse per la « Rinascita Marchigiana » in relazione con le opere previste nel Piano del Lavoro.
Nell'ambito provinciale sono stati elaborati progetti di piani econo-
MUTARE TATTICA
(continuaz. dalla 1. pag.) per concordare l'aumento dei minimi contrattuali.
mici che traggono origine dalla reale situazione economica e dalle profonde esigenze della popolazioni che si pongono in modo inderogabile e che come tali debbono essere immediatamente affrontate e risolte.
Per ogni opera nel campo della Agricoltura, dell'edilizia urbana, e delle opere pubbliche, sono stati definiti il fabbisogno finanziario, cioè i .capitali necessari, e la possibilità di assorbimento di mano d'opera.
Fondamentale è apparso, in queste conferenze economiche, la soluzione del problema dell'ener"gia elettrica onde poter soddisfare i bisogni della nostra provincia.
Sono stati citati dei dati sulle possibilità esistenti di utilizzazione per forza motrice delle risorse
Illuminazione
Kwo
7.600.000
complessivamente per ogni abitante della Provincia di Ancona si avrebbe un consumo medio annuo di 130 KWO.
L'arretratezza di questa situazione è particolarmente sottolineata se si pensa che l'indice medio annuo dcl consumo nazionale è di 400 KWO per abitante pur considerando che non esiste in provincia una industria siderurgica che è forte consumatrice di energia.
Il limitato sviluppo industriale, e lo scarso impiego per uso domestico — specie nelle zone rurali, — seno le ragioni di questa arretratezza.
Si calcola che nelle campagne circa il 35 per cento delle case coloniche siano prive di elettricità. Il completamento degli impianti nelle colenie dovrebbe indire incrementarsi, per importanti quantitativi, il consumo per i servizi agricoli (apparecchi di lavorazioni foraggi, pompe idrauliche, mescolatrici ed altro).
Quaranta mila contadini della provincia non sono attualmente utenti di energia elettrica e quindi calcolando un consumo medio iniziale di 5o KWO per unità ne deriva un ulteriore bisogno di 2 milioni di KWO all'anno.
L'UNES eroga il 95 per cento dell'energia consumata nella provincia, distribuendo quella prodotta nelle altre provincie marchigiane od altrove. Il rimanente 5 per cento viene prodotto ed erogato da due piccole Aziende private esisten-
idrauliche dei corsi d'acqua marchi-
Si è parlato in qualche occasione di sbarramento dei corsi di acqua quali l'Esino ed il Musone e di acque che attualmente si disperaerebbero nella zona montana dei D'a.',danese; allo stato attuale della c'. sa, non esistono però progetti ta'i da consentire una rapida attuai i ne
Quello che per il momento interessa far conoscere, sono le esi.2enze della provincia rispetto all'elettricità.
I comuni della provincia son.' estremamente arretrati rispetto 5.1;a media nazionale.
L'energia annualmente erogata r ella provincia di Ancona è indicata dalla seguente tabella: Consumo medio annuo
In quella sede, infatti, non si è ottenuto altro dalla rappresentanza industriale che un impegno per discutere al prossimo giugno sulle proposte di miglioramento delle retribuzioni presentate dalla Fidae.
Speriamo che non si vada oltre a questa data e che non si abbia alla fine un pò di carità, ma si imponga l' accoglimento totale delle giuste richieste economiche già presentate.
Questi esempi citati di mancata conclusione su importanti problemi di tutta la categoria, ci fanno balenare alla mente certe considerazioni così gravi su cui decisamente non vogliamo soffermarci.
ti nella vallata dell'Esino e dalla Azienda Municipalizzata di Osimo, che però non riesce a soddisfare il fabbisogno dell'industrie locali.
La produzione della Centrale Osimana potrebbe essere potenziata con nuovi impianti per un importo di circa 90 milioni.
Seppure la provincia di Ancona non è produttrice la Camera Confederale pensa che nell'ambito della regione con la costruzione delle Centrali del Tronto, del Furlo, con il completamento di quella in costruzione nel maceratese, e di altri eventuali lavori, si possono quasi soddisfare i bisogni della provincia.
Nozze
Il 16 aprile u.s., si è unito in matrimonio il compagno Balda& sani Luciano con la Sig.na Scilla Domenichelli.
Agli sposi felici gli auguri più fervidi della Redazione.
I ROSTRI SOTTOSCRITTORI
Pro Scintilla «1950 »
E' chiaro però che con l'acutizzarsi delle lotte del lavoro non è più possibile risolvere i nostri problemi o difendere le nostre conquiste in modo burocratico o paternalistico... ma è necessario, quando occorra, impostare la lotta su altre basi opponendo alla resistenza padronale la forza dell'oiwanizzazione sindacale.
Della buona volontà degli industriali non è bene fidarsi troppo poichè è dimostrato che questa nasconde sempre qualche sorpresa.
Sono note le recenti dichiarazioni del loro maggiore esponente, il dott. Costa, il quale parlando agli industriali Lombardi ha annunciato che è giunto il momento di passare decisamente all'attacco contro i salari e il livellò di vita dei lavoratori.
.`5e questa dichiarazione avesse una ripercussione sulle future trattative di giugno o comunque venisse ad incidere le conquiste sindacali della nostra categoria, gli elettrici sapranno rispondere adeguatamente onde far svanire a questi signori qualsiasi velleità.
Hanno tutto il nostro appoggio, perciò, i dirigenti della Fidae che si apprestano a trattare con la parte padronale pe r la definizione dei nuovi minimi salariali, ma questa Solidarietà, per ora morale, potrà mutarsi in una agitazione di tutti gli elettrici qualora le nostre richieste non venissero accolte.
Elenco N. 2 Senigallia . Fabriano Ancona Gualde,
Somma precente L. 2.000 700 e, 6.723 1.500 1.100 5.650 ne e, e, TOTALE L. 17.673
Tadino . Città di Castello.
Kwo 45.000.000 Kwo
Pag. 4 LA SCINTILLA 24 Aprile 1950
Consumo medio annuo per abitante Miri usi industriali ecc.
19
per abitante Kwo 112
n. 43
Autori::: del Presidente Tribunale di Ancona 2.11-49
Direttore Resp. GHERARDO CORINALDESI Tip. Artigiana A. Spellare - Via Oberden, 5A - Ancoro IL PIANO DEL LAVORO
Per vincere la disoccupazione eper la rinascita della nostra economia nazionale
Consumo energia elettrica