IL SIDERURGICO
PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FALCK
Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72
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Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72
Abbiamo appreso dai giornali che nel mondo economico vi è ottimismo, entusiasmo quasi per l'andamento produttivo in molti settori e, particolarmente, in quello siderurgico dove si sono raggiunte punte massime — dopo un periodo (breve) di stasi — con la prospettiva di ulteriori progressi.
Noi, di questo, prendiamo atto, ma vorremmo però vedere da vicino e, per quanto ci riguarda, fare alcune condella vita, 1' aumento s ideraz ioni.
Quale è stato lo sviluppo produttivo della Falck in questi ultimi nove anni (1950-1959)?
1950 - si produceva 220 mila tonnellate annue;
1959 - se ne produssero 640 mila di tonnellate;
(nel 1960 si prospettano 700 mila tonnellate, triplicando così la produzione).
Il numero dei dipendenti è diminuito.
I salari in questo periodo sono aumentati del 40-45 %, valore nominale: nominale perchè, realmente, a causa dell'aumentato costo non supera il 20 %.
Ecco tre dati fondamentali sui quali vorremmo che tutti riflettessero e traessero le dovute oonclusioni.
Si dice che, questo aumento della produzione, è stato possibile grazie all' ammodernamento degli impianti.
Sì, in parte è vero: infatti sembra che Falck abbia investito (autofi-
nanziamento) circa 35 miliardi (guadagnati col sudore e col sangue dei lavoratori i quali, oggi, la maggior parte, sono sottoposti ad un ritmo di lavoro che li induce a triplicare la produzione senza avere un miglioramento adeguato). Continuare su questa strada, con questi ritmi di lavoro, significa distruggere in 20 anni di lavoro un uomo, per poi sbatterlo sulla strada come si è fatto in questi anni coi vecchi lavoratori.
Perciò, oggi, si pone Con urgenza la riduzione dell'orario di lavoro (40 ore settimanali, pa-
gate 48), ed un aumento generale dei salari di almeno 40 - 45 lire all'ora.
Queste richieste, nel quadro dell'aumento della produzione e quindi dei profitti, non sono che briciole. Saremmo però degli ingenui se pensassimo che questi miglioramenti — appunto perchè esigui — arrivassero per incanto grazie alla comprensione del padrone; i fatti hanno ampiamente dimostrato che solo la lotta unitaria diretta dalle Organizzazioni sindacali può indurre il padrone a cedere e a limitare i propri profitti.
lavoratori al Qual'è il governo che vogliono i lavoratori?
C'è qualcuno che fa della confusione e parla di formule polivalenti di centro sinistra o di centro destra come se l'una equivalesse l'altra, dando ad intendere che per fare un governo basta una formula e degli uomini di qualsiasi tinta; pura è non si prendano impegni programmatici precisi. Invece ciò che più conta è proprio il programma. I lavoratori hanno buona memoria. I 10-12 anni trascorsi con governi democristiani sono valsi a favorire essenzialmente i grandi capitalisti che hanno visto restaurato il proprio potere politico ed economico, e con esso la possibilità di arraffare miliardi su miliardi di profitti. Sono stati gli anni che han visto il progresso tecnico e una più scientifica applicazione del lavoro umano (leggi super sfruttamento) tra-
nuovo governo sformarsi in super profitti e solo poche briciole per i lavoratori; sono stati gli anni che all'insegna dello scudo crociato si è fatta della discriminazione politica e sindacale un metodo della « democrazia »; della guerra fredda e della divisione del mondo in blocchi militari e dell'odio anticomunista una sorta di religione, un credo per tentare di corrompere la purezza ideale degli uomini semplici che aspirano ad una società più giusta e per deviarne la strada. Ed è questa politica che dalle fabbriche e dal paese è stata nella sostanza condannata e battuta, da quel grande movimento di lavoratori che proprio in questi anni ha preso coscenza della strada che deve ancora percorrere.
La sostanza della crisi è tutta qui, crisi di quelle forze cioè che hanno ostacolato uno spedito progredire delle classi lavoratrici nel nostro paese e della pace nel mondo; c r i si del partito democristiano che ha negato questo moto di progresso perchè racchiude nel suo seno interessi contrastanti facenti capo a classi diverse.
Vista « dall'uomo della fabbrica » l'attuale crisi non è altro che il tentativo dei grandi capitalisti, i cui rappresentanti si annidano dentro la D. C., di impedire il movimento scaturito dalle lotte del 1959 per migliori condizioni di vita, maturi a coscienza politica nuova, e che la nuova maggioranza creatasi nel paese su una piattaforma rivendicativa democratica dia finalmente vita ad un nuovo governo.
Libertà nelle fabbriche, aumenti di salario, distensione internazionale segue in ultima pagina
I favolosi profitti - 35 miliardi per l'autofinanziamento - Si richiede 40-45 lire all'ora di aumentoSULLA CRISI IN CORSO COSA CHIEDONO
Già altre volte abbiamo parlato da queste colonne delle multe e delle sospensioni elargite con tanta facilità per casi di infortuni alla Falck e già il nostro parere in proposito è conosciuto.
Vale però la pena di denunciare un fatto che è accaduto al reparto Tubi Concordia.
In questa ultima settimana due operai addetti al controllo delle saldature di tubi del peso di 16 quintali, nell' eseguire il lavoro, si sono schiacciati le dita.
Infortunio che certamente non può capitare al Dott. Veronesi e all'Ingegner Pasquero, in quanto il peso più grosso che possono manovrare è la matita.
Ma sta bene, si sono fatti male e devono essere puniti, dicono loro, per dare l'esempio agli altri (sistema pedagogico ed
educativo elaborato dall'Ufficio relazioni Unione della Falck).
Ma questo non basta, pensano questi signori, bisogna dare pubblicità con manifesti scritti a carattere di scatola e applicati nel reparto in modo che tutti vedano, nome e 'cognome — motivi della punizione — detto, fatto.
Noi pensiamo che la trovata che ,sarà frutto di mesi di riflessione e di studio, e di notti insonni, abbia ormai promosso definitivamente gli inventori ad entrare a Villa Fiorita.
Una cosa voglia/no però dire anche ai lavoratori di questo reparto: che carognate simili non si devono tollerare; bisogna far sentire a questi signori senza dignità e rispetto umano che hanno a che fare con dei lavoratori decisi a farsi rispettare e a far valere i propri diritti.
Finalmente se n'è andato — si ripetevano con soddisfazione gli operai e molti impiegati del Reparto Concordia Vittoria. Non sappiamo se scacciato, premiato o declassato! quel che conta e che fa piacere è che non ci sia più.
Questi commenti si riferivano al Dott. Adamo, il quale è stato trasferito allo stabilimento Unione (Rep. ORME).
Questo signore era già stato citato dal nostro giornale per una serie di prepotenze commesse ai danni dei lavoratori di quel reparto. Vogliamo solo ricordare alcune cose perchè gli operai dell'ORME sappiano regolarsi con che tipo di Don Chisciotte avranno a che fare.
Notevoli capacità di ze-' tante provocatore, il suo motto è disciplina militare, non risparmia multe, per lui la dignità, rapporti umani e amore al prossimo sono cose che non esistono; in una parola bisogna lavorare, obbedire e basta.
I diritti dei lavoratori sono cose delle quali non vuole sentire parlare perchè fanno perdere tempo; è tagliato su misura per fare la guardia carceraria, con rispetto parlando dei primi.
Quello che tutti si domandano è come mai zik così spilorcio nel concedere quattrini ai suoi
dipendenti,• paghi così salato certi tipi, che poi, in fondo, non portano, con i loro metodi, frutto allo sviluppo e al buon andamento dell'azienda.
Certo è giusto quel proverbio che dice: — Chi semina vento, raccoglie tempesta —. Eh, Dottore? Lei ne sa qualcosa!
Il 12 febbraio scorso la Commissione Interna .dello Stabilimento Unione, ha inviato una lettera alla Direzione Aziendale chiedendo la convocazione di una riunione per discutere importanti problemi che interessano gran parte dei lavoratori dell'Unione.
A distanza di un mese, l'ing. Gatti e il dottor Coppi, probabilmente fedeli agli ordini del padrone, con una condotta che non è possibile definire educata, non
si sono ancora degnati di trovare un po' di tempo per dare almeno una risposta fissando la data di convocazione. Siamo tornati alle vecchie abitudini?
A questi signori vogliamo ricordare che non è sufficiente che la C.I. venga eletta, ma è logico che debba e possa svolgere il suo mandato.
L'accordo interconfederale sui compiti delle C.I. parla chiaro e questi diritti conquistati da anni di lotte dei lavoratori
E' da anni che sento parlare di questo problema non meno interessante degli altri, ma finora per una quantità di operai la Direzione ha fatto orecchio da mercante. ben sapendo che questi operai da anni assunti in fabbrica !sono operai tecnicamente capaci.
Questa azione discriminatoria, di non dare un salario adeguato alla mansione esercitata a questi operai è giustificata dalla Direzione in questo modo: — Lei è un operaio che ha scioperato sempre, oppure lei è un operaio che ha dei precedenti nei no-
stri confronti —. (Vale a dire un lavoratore che ha difeso con la sua coscienza di classe gli interessi degli operai).
Ormai penso però che sia ora di finirla che la Direzione continui a considerarci delle persone poco per bene o ignorarci! Ho visto che a. tale proposito la Commissione Interna, ha chiesto un intervento e spero che con l'appoggio di tutti i lavoratori questa questione venga risolta nel migliore dei modi, se si vuole nella Fabbrica la tranquillità e la comprensione.
Un operaio dell'Unione
Più un'azienda siderurgica si sviluppa, più si rende logicamente necessario un adeguato servizio di trasporto interno ed esterno. Per lo Stabilimento Falck la questione riguarda i macchinisti di locomotive che fanno detto servizio.
Questi lavoratori regolarmente patentati dal Circolo Ferroviario di Milano sono costretti, nell'ambito aziendale, ad una attività estenuante ed a condizioni umilianti.
In primo luogo devono seguire il sempre più' intenso ritmo di produzione richiesto dall'Acc. (Trasporto rottami, colate, eccetera.). In secondo luogo, hanno la responsabilità di evitare danni al materiale ed agli uomini.
Può, umanamente, un
macchinista che è quasi sempre solo sulla macchina (senza fuochista), condurre questa attività per 9-10 ore al giorno? E' possibile che in queste condizioni non possano avvenire incidenti?
Si fanno questi interrogativi perchè ci risulta che uno di questi per difendersi penalmente, si è dovuto pagare un avvocato da sè, ed un altro per una condanna penale, ha una trattenuta mensile in busta di L. 10.000 che dovrà pagare fino ad estinguere la condanna. E questi sono dei lavoratori alle dipendenze di Falck!
Il regolamento del C.P.I. stabilisce che la velocità di questi trasporti deve avvenire al massimo in 3 Km. all'ora, ma pratica-
mente, ripetiamo, per seguire il ritmo di produzione, di solito i chilometri vengono raddoppiati: eppoi si parla di « Antinfortunistica »!
E, infine, il trattamento economico di questi operai specializzati è molto inferiore ad altrettante specializzazioni che vi sono all'Acc. (non hanno cottimo diretto, benchè concorrano direttamente alla produzione, niente incentivi- ecc.).
Questa è una delle tante realtà che esistono negli stabilimenti Falck.
Le C.I. stanno già interessandosi del problema e pensiamo che, se sorretti dall'appoggio di tutti i lavoratori, questa odiosa forma di supersfruttamento venga eliminata.
non devono essere calpestati con tanta leggerezza da parte di persone che non dovrebbero mancare di senso di responsabilità.
I lavoratori sono palesemente indignati da questi metodi antidemocratici, vedendo in ciò una diretta offesa ai loro diritti. Ed è altresì certo che i lavoratori non sapranno tollerai ulteriormente un simile inqualificabile atteggiamento.
Da mesi, all'ACCI Unione, vi è notevole fermento tra gli operai, provocato dal fatto che sono costretti a lavorare • quasi tutte le domeniche facendo 12 ore, per fare, poi, il riposo compensativo nella settimana. Percependo quindi per il lavoro festivo solo il 10 %, mentre una notevole parte di loro incontra per recarsi al lavoro notevoli spese di trasporto ecc. Questi lavoratori hanno rivendicato unanimemente
1) la sospensione almeno del turno delle 6 alle 18 della domenica; 2) una percentuale di maggiorazione per il lavoro festivo;
3) Lo spostamento dei turni, e cioè il primo turno nella settimana successiva faccia il terzo e poi successivamente il secondo in modo da non mettere in condizioni quell' operaio che esce alla domenica alle ore 6 del mattino; terzo turno di entrare alle, ore 6 del lunedì primo turno.
La direzione pare non intenda prendere in considerazione le proposte fatte. I lavoratori però non intendono continuare così e sono decisi anche a scioperare.
All'ultimo momento apprendiamo che la C. I. è stata ricevuta dalla direzione.
Sollecitata la costruzione della nuova stazione
« Al Ministero dei Trasporti Direz. Gen.le FF. SS. - ROMA e p. c. al Compartimento delle FF.SS. - MILANO
Fin dal 1952 questa Amministrazione Comunale portava a conoscenza di codesto On.le Ministero, un Ordine del Giorno, votato all'unanimità dal Consiglio Comunale di Sesto San Giovanni, relativo filo stato di assoluta precarietà ed insufficienza degli edifici destinati a sede della locale Stazione ferroviaria.
Il problema, annoso e di assoluta gravità, fu successivamente dibattuto attraverso vivaci polemiche di stampa e formò oggetto di un ordine del giorno presentato alla Camera nella seduta del 22 ottobre 1957 dal deputato Bernardi, che nel chiedere di provvedere del servizio ferroviario di urgentemente ai lavori necessari per la sistemazione Sesto, esponeva:
« Riconósciuta la necessità di edificare una nuova stazione in sostituzione di quella costruita un secolo fa, che è mancante di tutto ed è ridotta in condizioni pietose, con un'unica biglietteria per un numero crescente di viaggiatori, che in certi mesi raggiunge e supera le cifra di 300.000 al mese;
Considerato che per eliminare incidenti, di cui uno mortale accaduto poche settimane fa, il Comune di Sesto ha deciso di sostituire a proprie spese la passerella con un sottopassaggio con diretta sbocco all'interno della Stazione, ma che l'iniziativa del Comune ,è stata bloccata dal Compartimento di Milano, che.er consentire l'esecuzione dei lavori previsti pretende l'importo di lire 12.000.000 per presunti danni ».
In data 7 novembre 1957, il Ministro dei Trasporti,
rispondendo ad una richiesta del Comune, assicurava che:
« ... i problemi ferroviari di Sesto San Giovanni saranno tenuti nella massima considerazione compatibilmente con le inderogabili esigenze del bilancio delle Ferrovie dello Stato ».
A tutt'oggi il problema è rimasto insoluto e di conseguenza la situazione è quella di quarant'anni or sono quando gli abitanti erano poco più di 10.000, di fronte alla odierna popolazione di circa 63.000 unità.
In relazione all'incessante e costante sviluppo demografico ed industriale della nostra zona, la necessità di dotare il Comune di Sesto San Giovanni di una Stazione Ferroviaria che possa soddisfare alle sue più crescenti esigenze, si rende assillante e, tale problema è strettamente connesso al raddopconi. 4.o pag.
costretto a dare le dimissioni
Dai momento che dedichiamo la terza pagina del giornaletto alle opere e alle attività comunali della nostra Città, non possiamo esimerci dal richiamare la attenzione dei lavoratori su ciò che sta avvenendo nel Comune di Monza dove alla testa vi è una Giunta e un Sindaco democristiani.
Il Sindaco D.C. della città di Monza, Comm. Casiraghi Alfredo, è stato costretto a d:mettorsi in seguito alle denunce fatte in seno al Consiglio riguardanti le gravi illegalità che sarebbero avvenute nel campo dell'edilizia privata. Al centro dello scandalo vi è la costruzione di due fabbricati a più piani costruiti dalla Impresa Edile
Casiraghi (di cui è appunto titolare dal 1956 il figlio del Sindaco, ma che dal Sindaco è stata curata e seguita quotidianamente) in un'area tra via Manzoni e via Missori che dal piano regolatore risulta vincolata a giardino pubblico.
Dopo aver comprato l'area in questione il Sindaco presentò al Consiglio Comunale una richiesta di deroga, per nulla turbato dal fatto di andare contro il Piano Regolatore per favorire la sua famiglia. La deroga fu bocciata sia dalla Giunta Provinciale Amministrativa quanto dal Provveditorato alle Opere Pubbliche della Lombardia.
Nonostante il parere contrario dei superiori organi amministrativi, senza informare il Consiglio Comunale, il Sindaco permise che l'impresa edile che porta il suo none iniziasse e portasse a termine la costruzione dei due condomini.
Nel periodo che va dal 1946 al 1956 sono state realizzate opere pubbliche per un importo di L. 4.475.151-815. così distribuite : sistemazione vie e piazze con relative fognature . L. 1.271.882.335 cpere di fognatura . . » 128.751.000 civico acquedotto . . » 355.778.100 illuminazione pubblica 205.025.350 opere cimiteriali . . » 76.271.000 viabilità » 36.585.000 parchi e giardini . . . » 22.585.000 case popolari del Comune e contributi per case popolari » 900.000.000 casa albergo, bagni, ristorante e lavanderia . . . » 130.000.000 costruzione di nuovi edifici per le scuole elementari e medie . . . . » 486.108.000 ampliamento della sede municipale e sopralzi ad edifici del Comune . » 68.356.000 acquisto terreni » 290.759.780 p o n t i e consolidamento sponde sul fiume Lambro » 10.200.000 costruzione asilo infantile Via Rovani » 64.846.000 costruzione passerella sulla ferrovia 3.100.000 acquisto nuovi locali per la polizia urbana, l'ambulatorio comunale, l'.E.C.A l'A.V.I.S., l'ufficio igiene, la biblioteca comunale e l'ufficio affissioni 59.600.000 civico macello . 18.513.650 automezzi comunali 29.848.000 automezzi e materiali vari per la nettezza urbana . » 47.792.000 meccanizzazione impianti servizi comunali . » 49.700.000 impianto farmacie comunali » 7.300.000 costruzione fontana n e I cortile del Municipio . . » 2.100.000 costruzione sottopassaggio strada Cinisello . . 6.249.000 costruzione piscina comunale » 130.000.000 costruzione centro sportivo (stanziamento esistente) » 77.248.000
2i. installazione orologi alle torri campanarie . » 3.000.000
TOTALE L 4 475.151.815 mezzi ordinari . L. 3.415.003.815
di cui: con di bilancio con mutui »
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1,40% già sottratto dai salari e stipendi - continua I' agitazione nelle fabbriche il cinquantenario della conferenza di Coopenaghen
Con i decreti presidenziali N. 54 e 59 (pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale numero 49 e 50 del. 26 e 27 febbraio 1960) sono state stabilite notevoli variazioni, con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio scorso, dei contributi dovuti all'I.N.P.S.
Tali variazioni consistono soprattutto nell'aumento del contributo per il Fondo adeguamento pensioni ed assistenza malattia dei pensionati dal1'11,60 % al 15,75 %, suddiviso nell'1,40 % a carico dei lavoratori e nel 2,75 % a carico dei datori di lavoro; ed in alcune piccole diminuzioni dei contributi per la disoccupazione, per la tbc e per la Cassa di integrazione guadagni a carico dei datori di lavoro.
Anche i contributi per i versamenti volontari nell'assicurazione per invalidità, vecchiaia e tbc sono, sempre con decorrenza dal l' gennaio scorso, notevolmente aumentati; per le marche più basse si passerà infatti dalle 360 alle 455 lire e dalle 385 alle 475 lire alla settimana, mentre per i valori più alti si passerà, sempre per fare qualche esempio, dalle 3615 alle 4510 e dalle 4140 alle 5165 lire settimanali.
Il Governo ha voluto quindi, senza curarsi delle numerosissime proteste' dei lavoratori, e degli incontri avvenuti tra le organizzazioni sindacali ed il Ministro Zaccagnini, far aplicare un provvedimento
che aveva incontrato unanime avversione, e far così pagare ai cittadini, proporzionalmente, in maniera più grave agli stessi lavoratori assicurati, i danni derivanti all'I.N.P.S. dal mancato versamento da parte dello Stato di °oltre 300 miliardi. E' necessario quindi che l'azione già iniziata dai lavoratori nelle scorse setti-
LAVORATORI I
mane, prosegua con maggiore intensità perchè resti all'ordine del giorno tutto il problema per ottenere una revisione del decreto governativo; e che sempre più i lavoratori e le loro organizzazioni sostengano la evidente improrogabilità della riforma del sistema previdenziale italiano secondo le linee fissate dalla C.G.I.L. - A.R.
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MARTEDI' - VENERDI' - SABATO al pomeriggio (ore 15 -18,30)
continuazione dalla 3.a pagina
pio dei binari e delle corse sulla Milano-Monza.
Sui due soli binari attualmente esistenti si alternano giornalmente 191 convogli: n. 114 treni viaggiatori e n. 77 treni merci, con una frequenza media di un treno ogni 7 minuti circa.
Poichè è notorio che durante la notte il movimento dei treni è molto ridotto, ne risulta che durante le ore diurne passa un treno per Sesto ogni 4 minuti. Allo scalo merci avviene un movimento giornaliero di n. 306 carri che servono la locale industria.
Occorre, inoltre, far rilevare che molti treni merci che transitano per Se: o sono diretti all'estero.
%..a Chiasso e che la Sta-
zione possiede un .intenso movimento di viaggiatori diretti ai posti di lavoro in relazione ai numerosi stabilimenti esistenti in luogo. Giornalmente arrivano e partono da Sesto oltre 7.500 passeggeri. L'incasso mensile della locale Stazione si aggira sulle lire 265.000.000.
Gli edifici della Stazione sono assolutamente inadeguati dal punto di vista funzionale, i locali sono insufficienti, esiste un solo sportello per la distribuzione dei biglietti, i marciapiedi , non riescono a contenere i numerosissimi viaggiatori in sosta, con grave pericolo per la loro incolumità. Poichè l'unica porta di accesso è insufficiente, nelle ore di punta,
a smaltire la ressa dei viaggiatori, si assiste sovente al poco edificante spettacolo dei grappoli di persone che scavalcano i cancelli per non perdere il treno. Premesse le supposte considerazioni, si ritiene necessario insistere af finchè codesto Onorevole Ministero riprenda in esame il progetto e disponga per gli opportuni finanziamenti onde possa addivenirsi. al più presto, alla soluzione integrale del problema, che non può essere rimandato ulteriormente, costituendo • la Stazione ogni giorno di più un motivo di apprensione per questa Amministrazione Comunale ed un cruccio per la cittadinanza tutta. - Il Sindaco (Abramo Oldrini) a.
Una iniziativa U. D. I. della Giunta Comunale e C. d. L.
8 marzo 1910 - 8 marzo 1960
8 Marzo 1910 - 8 Marzo 1960 59 anni di lotte e di successi per l'emancipazione femminile. Nel 1910 a Copenhagen, in una Conferenza Internazionale a cui parteciparono movimenti sorti per rivendicare il voto alle donne, esponenti femminili dei Partiti Socialdemocratici europei delle organizzazioni Sindacali e associazioni professionali venne avanzata la proposta di dedicare una Giornata alla lotta per l'emancipazione femminile
La celebrazione degli Organismi democratici
Tra le tante manifestazioni indette nella nostra città per celebrare la Giornata internazionale della donna, di cui ricorre quest'anno 50° anniversario ve n'è stata una di rilievo particolare. Un Comitato d'iniziativa, costituito dal
sindaco. La Giunta, l'ha, la C.d.L., il Consiglio del Circolo Albero — vi hanno partecipato — alcune personalità, Consiglieri Comunali, impiegate e lavoratrici delle varie fabbriche, e donne dell'UC kl e i rappresentanti dei Partiti democratici.
INIZIATIVA DELL' U. D. I.
IL REFERENDUM PER LE LAVORATRICI
Durante 1'8 marzo e dopo, l'Unione Donne Italiane ha distribuito fra le lavoratrici della nostra fabbrica un Referendum molto interessante, avente per tema: Il lavoro della donna e la famiglia.
Una consultazione di massa su questi temi è di grande attualità perchè sempre più i problemi dell'emancipazione femminile si stanno imponendo all'opinione pubblica, un referendum fra le lavoratrici per conoscere i loro problemi di donne che lavorano, ma anche di mogli o di madri, di ragazze con infinite aspirazioni è senz'altro 'un contributo alla ricerca delle soluzioni migliori che rendano
effettivo il diritto di libera scelta del lavoro da parte delle donne. Saranno le lavoratrici che rispondendo alle domande poste nel referendum a indica. re le misure che la società ha il dovere di realizzare perchè la vita delle donne che lavorano abbia uno sviluppo veramente moderno, adeguato alle loro esigenze ed a quello delle loro famiglie. Invitiamo quindi le lavoratrici della nostra fabbrica a collaborare a questa iniziativa dell'U.D.I. ad aderire alla Conferenza nazionale che la stessa organizzazione ha indetto sul tema: a Il lavoro della donna e la famiglia »
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CRISI DI GOVERNO
e disarmo, attuazione delle regioni nel quadro di una rapida applicazione della costituzione repubblicana, nazional4zazione delle fonti di energia, ri-
forma della scuola. Questo è un programma preciso e per attuare il quale occorre un governo con i rappresentanti dei lavoratori.