IL SIDERURGICO
PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FALCK
Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72
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PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FALCK
Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72
Occorre una piattaforma rivendicativa unitaria elaborata dai IN Sindacali CONTRIBUTO
Subito dopo la firma del nuovo contratto di lavoro dei metallurgici si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle C.I. degli stabilimenti Falck ed è perciò evidente che l'eco e l'esito favorevole di quella grandiosa battaglia unitaria, unita alla lotta altrettanto vittoriosa per una nuova regolamentazione del premio di produzione aziendale, hanno influito sull'esito di questa votazione.
Se è vero che queste elezioni hanno risentito della situazione che si è venuta creando è altrettanto vero però che i lavoratori della Falck hanno espresso col loro voto la volontà unitaria di andare avanti su quella strada per risolvere altre rivendicazioni contenute nei programmi elettorali che le correnti sindacali più rappresentative hanno presentato ai lavoratori.
I lavoratori della Falck non si sono limitati perciò a suggellare col loro voto le esperienze delle lotte passate ma hanno chiaramente indicato su quale strada bisogna marciare.
Facendo giustamente tesoro delle esperienze unitarie passate i lavoratori della Falck intendono avanzare per scardinare lo strapotere padronale e creare condizioni più giuste nella fabbrica.
Ora spetta alle C.I. ed ai Sindacati in modo unitario mettersi alla testa dei lavoratori per risolvere i molti problemi ancora insoluti sul piano aziendale. Una base concreta dunque esiste nella fabbrica ed è la fiducia dei lavoratori nelle rivendicazioni unitarie.
Anche queste ultime esistono e non occorre andare molto lontano per ricercarle. Basta esaminare attentamente i vari programmi elettorali delle correnti sindacali sottoposti ai lavoratori per chiedere la loro fiducia e vedrete che molte di esse, se non nella forma, nella sostanza sono identiche.
Tutti i Sindacati infatti hanno chiesto aumenti salariali giustificati dall' aumentato rendimento del lavoro; hanno chiesto una revisione delle tabelle di cottimo; hanno posto con forza l'esigenza del diritto delle C.I. di contrattare tutti i problemi che interessano i lavoratori nella fabbrica e altri ancora.
Noi condividiamo queste convergenze di opinio-
ni, però crediamo che queste non bastino se non sono seguite ed accompagnate da una piattaforma concreta ed unitaria da parte delle C.I. e dei Sindacati.
Piattaforma rivendicativa concreta che bene elaborata venga dibattuta in mezzo ai lavoratori dentro e fuori della fabbrica, in modo da ottenere una mobilitazione che faccia sentire al padrone che non è più possibile rinviare oltre la soluzione di questi importanti problemi.
Le lotte recenti e risultati delle elezioni confermano che questa è la linea richiesta dai lavoratori e siamo perciò certi che il loro contributo non mancherà nella lotta per migliorare le condizioni di vita e di lavoro nella fabbrica.
Viva attesa per gli incontri ad alto livello fra il Presid. Gronchi - Krusciov e Voroscilov.
Il 6 febbraio p.v. il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi intraprenderà l'auspicato viaggio nell'Unione Sovietica. Sarà ospite al Cremlino del Governo Sovietico ed avrà importanti colloqui con Krusciov e Voroscilov, massimi esponenti del grande Paese socialista.
Noi auguriamo buon
viaggio al nostro Presidente e auspichiamo che i colloqui rappresentino _ un valido contributo alla distensione internazionale e un rafforzamento di rapporti fra l'Italia e l'Unione Sovietica. L'Italia ha bisogno di pace, di scambi commerciali per sviluppare la produzione e la occupazione, ha bisogno di essere amica con tutti.
L'imperativo che si impone all'Italia è l'inaugurazione di una nuova politica estera, una politica di pace e di amicizia con tutti i popoli. Buon viaggio signor Presidente Gronchi, auguri per Lei e
Abbiamo combattuto senza quartiere contro i nazi-fascisti, tutto sacrificando senza esitazioni. Abbiamo vinto e abbiamo pianto e glorificato i nostri caduti, eletti a simbolo del sacrificio di tutto il popolo.
Oggi i relitti di quel tristo passato, alimentati dalle forze del grande capitale che sogna la rivincita, tentano di rialzare la testa, ricorrendo la via della discriminazione razziale e della violenza.
È necessario allora
affermare che Casiraghi, Fogagnolo, Calderini e tanti altri non sono morti invano.
Tutti uniti come un tempo, siamo e saremo sempre pronti a combattere per impedire un ritorno agli orrori e alle nefandezze di un passato ancora e sempre presente nelle nostre memorie.
La svastica non avrà mai più il diritto di cittadinanza nel mondo : oggi dovrà vincere la distensione e la pace.
Sono trascorsi quindi-
ci anni dall'abbattimento del nazi-fascismo.
Ricordiamo però ancora la strage degli ebrei nei campi di sterminio, ricordiamo ancora la distruzione di interi Paesi, ricordiamo ancora la tortura e l'eccidio feroce degli ostaggi sulle pubbliche piazze.
Ricordiamo la nostra dura lotta alimentata dall'odio (senza pietà) verso gli autori di tanti e tali crimini, sostanziata dall'anelito di libertà e di pace che animava l'intera popolazione.
l'Italia.
Le C.I. della M. Marelli, degli stabilimenti Breda e delle altre fabbriche di Sesto hanno inviato telegrammi e o.d.g. di protesta al Ministro del Lavoro contro la nota proposta per l'aumento dei contributi.
L'agitazione fra i lavoratori è vivissima.
Dopo l'ultima nevicata e il conseguente freddo intenso, le strade del Villaggio Falck si sono trasformate in vere e proprie piste ghiacciate da fare impressione a chiunque dovesse percorrerle.
Poi dopo più di una settimana, per fortuna degli abitanti del Villaggio, tutto si è sistemato con un tiepido e provvidenziale sole che ha sciolto il ghiaccio polare che incrostava viali e marciapiedi.
C'è voluto il sole e parecchi giorni per sistemare le cose. Sarebbero bastati alcuni lavoratori per fare la dovuta pulizia ai marciapiedi, o in mancanza di meglio, a buttare qualche manciata di sabbia sul ghiaccio per evitare paurosi scivoloni.
Diciamo che sarebbero stati abbastanza alcuni lavoratori, non tanti Signori della direzione della Falck: ci saremmo accontentati di un quarto di quei lavoratori che per parecchi giorni questa e-state sono stati mobilitati dall'alba al tramonto a estirpare erbacce dal campò di calcio dell'oratorio!
Un cittadino del Villaggio Falck
Le cose dette per le strade del Villaggio Falck vanno naturalmente ripetute per il Viale Italia. Questa arteria ormai sovraccarica di traffico, e non solo per le ore di punta, è stata in questi giorni un vero pericolo ,per tutti quei lavoratori che in bicicletta o in moto hanno dovuto percorrerla. Anche qui bastava gettare tempestivamente un po' di sabbia ed il pericolo sarebbe stato eliminato.
Ma di già che siamo sull'argomento, per il Viale Italia vi è un'altra cosa importante da dire, anzi da ripetere, perchè ne abbiamo già parlato. Si tratta della possibilità di fare il senso unico, dato che lo spazio necessario c'è. Tutto il Viale Italia da Viale Marelli alla località Muggiasca ha lo spazio per poter fare la doppia strada che per molti tratti è anche già fatta. La necessità è reale e basta percorrere una sola volta que-
sto viale per accorgersene. Possibile che le autorità della Provincia non se ne siano accorte? Si cerca continuamente la soluzione per snellire il traffico della periferia di Milano. Noi pensiamo che il Viale Italia sia di grande aiuto a questo scopo. Ma forse non si può toccare, perchè è proprietà di Falck?
Denunciamo un grave sopruso delle guardie allo stabilimento « Concordia ».
Le guardie si nascondono in luoghi appartati e spiano ogni mossa dell'operaio con lo scopo di affiibbiargli una multa.
Nello stabilimento serpeggia un grave malcoltento per questo malcostume degli addetti alla sorveglianza e siamo certi che un giorno o l'altro i lavoratori reagiranno nei modi dovuti, all'eccessivo zelo dei guardiani.
La sete di sapere e di conoscere la verità intorno al modo di vita sovietico si è accresciuta in questi ultimi anni.
Oggi non vi è più nessuno che guarda all'Unione Sovietica senza porsi un sacco di domande.
Nell'URSS non c'è pericolo di rimanere disoccupati? Come? Si passa a 40 ore settimanali senza bisogno di scioperare neppure una ora? Si va a scuola e si studia e per questo si riceve una paga? L'U.
R S. S. da sola laurea ingegneri in numero doppio a quello degli Stati Uniti? Come questo paese di contadini e di analfabeti al 90% nel 1917, si trova oggi a gareggiare con lo Stato capitalista più avanzato nel volume di produzione e nel benessere materiale e già annuncia risultati sbalorditivi ad un solo anno di distanza dal lancio della sfida in campo di gara economica?
riosità per un sistema che anzichè incorrere in crisi periodiche come gli Stati Uniti, si permette di dare a soldati, ufficiali grandi e piccoli che il loro posto di lavoro sarà auello della produzione di pace e su auesta strada organizza corsi di riaualificazione per militari appena congedati.
La curiosità però il più delle volte viene ingannata dai aiornali della borghesia, la quale teme evidentemente che la opinione pubblica sconfessi tutte le calunnie lanciate contro la URSS dal fascismo fino ad oggi.
Esiste una rivista che stamna in Italia. però, che è in grado di risPondere a tutte le domande ron una informazione obhiettiva e di prima mano: auesta rivista si chiama "Realtà Sovietica", costa 80 lire ed è nn rotocalco a colori.
duzione ed il modo di vita in ogni particolare.
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Un fatto che deve farci riflettere seriamente e che mette in forse per tutti il posto di lavoro è quello del caso dell'operaio Milani del «Concordia Maes », il quale per un banale eczema è stato licenziato, essendo stato ritenuto inadatto al suo lavoro.
Anche se, in una visita di controllo alla Clinica Dermatologica dell'Università di Milano, si dichiara nella diagnosi che non si ritiene che la forma cutanea dipenda dalla professione.
Il fatto è conosciuto in quanto vi sono state prese
In questi giorni poi, l'annuncio della smobilitazione della terza parte del suo esercito fa avanzare il senso di cudi posizione della FI.O.M. e della Sezione del P.C.I. con volantini.
Giova però, anche senza fare la cronaca, richiamare l'attenzione Sul caso: non solo per denunCiare il metodo che Falck ' ha usato e usa di frequente ebntro i lavoratori, ma Soprattata per riportare all'attenzione- di tutti l'esigenza di una lotta decisa che investa organismi responsabili, e ponga soluzione a questo grave problema.
Tutte le • orgàniziaiioni hanno denunciato'.' cpiestl metodi, che del restò',ntin• sono solo di Falck.
Questa è la forma più elegante per allontanare del personale anche giovane; infatti. l'operaio Milani ha 34 anni.
Bisogna che a queste forme si reagisca nelle fabbriche attraverso le Commissioni Interne e con la lotta.
Si chiedano visite di controllo di medici che non sono al, servizio del padrone. Soprattutto si conduca una battaglia ad ogni livello per date soluzione al problema attraverso Commissioni di Medici nelle quali vi siano rappresentanti dei lavoratent .
Sulla base della legge Togni per il riscatto delle case, legge non ancora deliberata dal Parlamento, le famiglie del Villaggio EdisonDiaz hanno ricevuto il bando per il riscatto. In un'affollata assemblea degli inquilini interessati è stata dibattuta la questione e si è concluso da parte della stragrande maggioranza dei presenti di respingere le proposte dell'Istituto a causa del prezzo troppo elevato delle case e in attesa della discussione in Parlamento sulle modifiche di legge presentate dai parlamentari di sinistra.
Fra le famiglie interessate esiste un comprensibile stato di agitazione anche perchè dopo l'eventuale acquisto nessuno sarebbe effettivamente proprietario e non potrebbe disporre a suo piacimento della casa. Noi ci auguriamo che le modifiche di legge vengano approvate, soprattutto quella relativa alla volontarietà dell'acquisto senza incorrere in nessun pericolo di sfratto. All'ultima ora apprendiamo che il 74% delle famiglie ha respinto il bando.
Pubblichiamo le interessanti dichiarazioni dei capi gruppo consiliari di Sesto S. Giovanni, Sigg. CARRI per il P.C.I., CAZZANIGA (Vice Sindaco) per il P.S.I., sulla situazione dell'Amministrazione comunale. Il capo gruppo consiliare della D.C., Sig. TAGLIABUE si è rifiutato di rispondere alle no stre domande, forse perchè non ha inteso ripetere quanto ha affermato in sede di discussione di Bilancio. Il Sig. TAG LIABUE di fronte al dibattito sulle realizzaioni della Amministrazione e sulle proposte di collaborazione fatte dalle si nistre almeno per risolvere i problemi locali nell'interesse di tutta la popolazione, non sapendo che pesci prendere, non ha trovato di meglio che ricorrere alla più logora propaganda anticomunista con un frasario pieno di volgarità e luoghi comuni che noi ritenevamo davvero ormai superati. Ciò che ci meraviglia non è tanto ciò che dice il Sig. TAGL IABUE ma che il mondo cattolico sestese esprima uomini che non sanno interpretare gli interessi delle masse e che non hanno superato certi complessi in fatto di collaborazione, ciò che invece avviene nelle fabbriche della nostra Città. C i auguriamo comunque che alle prossime elezioni i cattolici di Sesto sappiano portare avanti forze nuove, più aperte e meno soggette ai suddetti complessi di un passato che è meglio per tutti dimenticare.
Le prime due domande rivolte ai capi gruppo, che richiedevano un giudizio sul Bilancio e sull'attuale Giunta e gli ostacoli incontrati per un ulteriore progresso economico e sociale della città di Sesto si è fra l'altro affermato:
Carrà: « pur tra difficoltà notevoli, rappresentate dall'attuale stato in cui si trovano gli Enti locali causa la mancata realizzazione della Costituzione, anche in questo campo il Bilancio delle realizzazioni è assai notevole ».
Cazzaniga : « ... quando un'Amministrazione realizza opere per due miliardi in quattro anni nella maggior parte con mezzi ordinari di Bilancio perchè i mutui sono di difficile acquisizione; quando si affrontano gli importanti problemi cittadini con tempestività, con studi seri e con una procedura unitaria e democratica, non vi è dubbio sulla esattezza della mia risposta al quesito postomi ».
Il Sig. Carrà ha anche affermato che è urgente e indispensabile che i Comuni possano liberarsi dalle attuali strozzature e limiti delle leggi vigenti, che non permettono ai Comuni di esercitare appieno le loro funzioni e di considerare con profitto tutte le possibilità offerte.
Quello che più ci premeva sottolineare però era la risposta data alla terza domanda e cioè:
Superate le note di ficoltà di ordine giuridico, l'Ospedale (foto sopra) entra nella sua fase finale e verso la fine dell'anno entrerà in funzione. Cogliamo l'occasione per esprimere all'Amministrazione Comunale, a nome di tutti i lavoratori, un plauso per i solleciti interventi presso gli Istituti Ospedalieri e per la donazione .A.M. dell'area necessaria alla costruzione del nuovo Poliambulatorio.
— Ritiene che l'attuale maggioranza possa essere vista in termini diversi? Quali?
Carrà - A Sesto non esiste il problema di una alternativa socialitsa o democratica. Comunisti e socialisti sono la maggioranza qualificata del Consiglio Comunale dalla Liberazione ad oggi. La fraterna collaborazione tra comunisti e socialisti è stato perciò il primo elemento che ha permesso di fare di Sesto una città progredita e di realizzare una politica amministrativa di interesse popolare.
Qualsiasi altra soluzione che tendesse a rompere questa unità sarebbe certamente un serio passo indie-
tro — ciò non significa che non si possa vedere la possibilità di un allargamento della attuale maggioranza. Anzi, voglio ricordare che all'inizio della attuale amministrazione noi abbiamo proposto la formazione di una Giunta che comprendesse oltre ai comunisti, ai socialisti, altre forze e particolarmente le forze cattoliche. La condizione che ponemmo era un chiaro, comune programma democratico di progresso cittadino. La D.C. sestese ha sempre respinto per ragioni ideologiche e di parte.
Il rifiuto della D.C. non cancella comunque la questione. Consapevoli dell'importanza della unità di tutte le forze che vogliono avanzare sulla strada del
progresso (e nonostante gli attuali dirigenti D.C. molti sono i cattolici che vogliono andare avanti), io credo, che una maggioranza del tipo che ho detto, nonostante i gravi ostacoli che ancora permangono, sia auspicabile e noi lavoriamo perchè possa divenire realtà.
Cazzaniga - Non vedo, salvo imprevisti, come si possa modificare l'attuale maggioranza, la quale per ben 14 anni ha retto la sorte dell'amministrazione cittadina, riuscendo, per riconoscimento comune di compagni e di avversari in buona fede. a cambiare il volto della nostra Sesto S. Giovanni socialista, mi auguro e spero di migliorare, nella futura composizione del Consiglio Comunale, 111 nostra posizione. Mi auguro per il futuro una collaborazione ancora più feconda tra i diversi gruppi che comporranno il Consiglio Comunale per i superiori interessi cittadini, ma non vedo, in questo momento, la possibilità di una nuova maggioranza, salvo un possibile ampliamento, diversa dall'attuale.
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Le lotte per il contratto dei metallurgici ed altre di carattere aziendale come quelle dei lavoratori della Falck e soprattutto la magnifica battaglia della Breda Elettro-Termomeccanica, hanno dimostrato l'alto grado di unità raggiunta dai lavoratori. Negli scioperi, nelle assemblee, nei picchetti, abbiamo finalmente assieme compagni di lavoro e di lotta di molti anni fa, operai e impiegati di ogni corrente, cattolici con comunisti e socialisti, appartenenti all'una o all'altra organizzazione sindacale. Le divisioni qualche volta assai profonde che avevano divisi questi lavoratori sono state oggi superate dallo slancio impresso all'azione per migliorare almeno le loro condizioni di vita.
Chi ha sempre alimentato questa artificiosa divisione, furono e sono tuttora forze politiche estranee agli interessi dei lavoratori, e che fanno capo agli stessi -padroni del vapore.
Lo si voglia o no, oggi non è più possibile dire all'operaio cattolico che i suoi interessi sono uguali a quelli di Falck, o che avvicinarsi ai comunisti e ai socialisti per lottare assieme per gli aumenti dei salari, contro i licenziamenti o i soprusi padronali, si fa il gioco di Mosca. Perchè a forza di ripetere questo luogo comune ci si è accorti che i padroni del vapore si arricchiscono sempre di più, e fanno il brutto e il bel tempo a Roma come a Sesto S. Giovanni.
Ma è possibile che un
piccolo gruppo di monopolisti (Edison, Valletta, Montecatini, ecc.) trovino sempre modo di dirigere la linea economica e politica del Governo? Ma è possibile che da una parte si accumuli tanta ricchezza e ai lavoratori, alle grandi masse non restano neanche le briciole?
Aumenta la produzione, aumenta il reddito nazionale, ma a vantaggio di chi? di un pugno di sfruttatori! Restano i 2 milioni e più di disoccupati.
Sono queste le ragioni, fra le altre, che hanno indotto le masse a serrare le file, ad unirsi, a premere per una soluzione della vita economica e politica del Paese,
che faccia uscire l'Italia dall'immobilismo.
limiti il potere dei monopoli e dei capitalisti attraverso una legislazione nuova democratica che applichi i dettami costituzionali.
A Sesto S. Giovanni e alla Ercole Marelli ha suscitato interesse un manifesto dei comunisti del Comitato di Fabbrica, il quale pone in discussione una serie di rivendicazioni e problemi molto sentiti dai lavoratori, la cui soluzione va nella direzione delle riforme di struttura.
trasformazioni tecnologiche e invitano rappresentanze qualificate di lavoratori delle fabbriche, organizzazioni sindacali, politiche, parlamentari, uomini della scienza e della cultura al dibattito e all'azione concreta.
Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi e che ha causato l'altro ieri alla Falck-Unione di Sesto San Giovanni il ferimento di sei operai, uno dei quali è stato trattenuto a Niguarda, si è verificato nel reparto acciaierie in seguito alla ritardata esplosione di una mina impiegata per la demolizione del forno " Martin-sei ".
Secondo quanto ci risulta, il grave incidente sarebbe avvenuto in seguito alla leggerezza di chi dirigeva l'operazione.
Un tempo tale operazione veniva compiuta col piccone; ora si usano, invece, speciali cariche di esplosivo
Vi è di fatto nelle fabbriche uno schieramento di forze e di orientamenti politici, che avvertono l'esigenza di una battaglia contro i monopoli e per l'avvento alla direzione dello Stato delle forze popolari. Non si chiede soltanto migliori condizioni di salario per gli operai, ma un vero e proprio rinnovamento democratico del Paese, che trasformi l'attuale indirizzo economico e sociale, che nazionalizzi le grandi imprese come la Edison che è padrona dell'energia elettrica, fonte prima dello sviluppo industriale e del progresso tecnico, che immesse nel forno da demolire.
Era, appunto, questa opezione che si stava praticando presso il forno " Martinsei ". Sotto la direzione di un artificiere del Genio civile che ha tale specifico compito, vi era stata immessa la carica di esplosivo. Senonchè, probabilmente per insufficiente presenza di ossigeno all'interno del forno, la miccia non bruciava bene e il tempo previsto trascorreva senza che l'ordigno esplodesse.
A questo punto si verificava l'aspetto più grave dell'episodio. Uno dei presenti -- non si sa bene chi — dava ordine a un operaio di entrare nel forno a recupe-
I comunisti della Ercole Marelli pongono tra l'altro il problema della stabilità dell'occupazione, della giusta causa nei licenziamenti in conseguenza delle rare l'ordigno, operazione che avrebbe dovuto, ovviamente, compiere l'artificiere. Infatti l'operaio che aveva ricevuto l'ordine, recuperava l'ordigno e usciva dal forno. Evidentemente nell'aria del reparto sufficientemente ossigenata, la miccia riprendeva a bruciare rapidamente, per cui l'operaio, in preda a comprensibile panico, lanciava l'ordigno lontano da sè.
A noi sembra, questa, una interessante via per avviare il discorso e intraprendere un'azione contro il potere dei monopoli e ci auguriamo che questo appello venga accolto da altre forze politiche e sindacali. Ciò potrebbe veramente essere una iniziativa idonea per allargare la lotta non solo contro i monopoli, ma per il rinnovamento democratico nazionale.
anni e l'operaio Bruno Castoldi, i quali dovevano essere trasportati alla Clinica 'traumatologica di viale Sarta e successivamente avviati a Niguarda. Gli altri, feriti leggermente, erano stati medicati all'infermeria dello stabilimento.
Subito dopo, mentre i presenti cercavano riparo, l'ordigno esplodeva e le schegge raggiungevano, in modo più o meno grave, sei persone.
Più gravemente colpiti risultano il capo assistente Giuseppe Bottinelli di 57
L'episodio, come si vede, solo per un caso fortunato non ha avuto conseguenze molto più gravi. Ma è chiaro che la responsabilità dell'accaduto sta nel fatto di aver costretto uno degli operai a compiere una operazione come quella di prendere dall'interno del forno l'ordigno, operazione di specifica competenza dell'artificiere presente.