Anno VII - N. 3
Sesto S. Giovanni - GIUGNO 1959
LIRE DIECI
Il SIDERURGICO PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FALCK Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck; 72 DOPO L'IRRESPONSABILE ATTEGGIAMENTO CONFINDUSTRIALE
ATTACCHIAMO A FONDO 48 ore di sciopero da venerdi 26 giugno - Le altre disposizioni di lotta Gli impetuosi sviluppi del movimento rivendicativo in tutta Italia Mentre in tutta Italia si sta sviluppando un impetuoso movimento unitario rivendicativo che va dai marittimi ai bancari, tessili, ferrovieri, ospedalieri ed altre categorie, il fronte dei metallurgici e siderurgici si sta rimettendo in movimento dopo la rottura delle trattative con la Confindustria. Sono milioni di lavoratori in lotta in tutto il Paese che continuano a dare dei colpi duri ai profitti dei padroni, unica strada per riportarli a più miti consigli e a fare i conti con la classe operaia. Occorre aumentare i sala-
ri, ripristinare le libertà nella fabbrica e mettere in condizioni le organizzazioni dei lavoratori di contrattare le varie part: del salario (cottimi ecc.), così come è previsto nel nuovo Contratte ccllettivo di lavoro: questo è quello che chiedono i lavoratori di tutte le correnti sindacali. Le urla degli industriali per gridare che questi sono scioperi politici hanno il solo scopo di mascherare la loro ingordigia per non mollare i miliardi occorrenti a rinsanguare i bilanci degli operai e della economia nazionale. Queste urla hanno il solo scopo di
tentare la divisione dei lavoratori, ma nop ci riusciranno! La seconda e più dura fase della lotta sta per incominciare e interpretando la volontà unitaria di lotta dei lavoratori le tre centrali sindacali han già emanato le prime direttive: 26-27 giugno sciopero generale di 48 ore dei metallurgici e siderurgici, mentre nei giorni 1-2-3-4 luglio per i soli metallurgici lo sciopero avrà inizio cessando il lavoro due ore prima della fine dell'orario normale di lavoro: i siderurgici faranno uno sciopero di 24 ore il 4 luglio;
A proposito di un comunicato direzionale ...e di chi l'ha stilato
Per fortuna il ridicolo non uccide C'è da rimanere perplessi di fronte al comunicato della Direzione generale del 18 maggio u.s., emanato alla vigilia degli ultimi due scioperi dei metallurgici in seguito rinviati. Comprendiamo le difficoltà che si possono incontrare per essere convincenti quando si difende una causa persa, ma restiamo increduli di fronte alla poca intelligenza (non troviamo altra parola più appropriata) messa in atto nel redigere quel comunicato. Appena letto il nostro pensiero è andato immediatamente agli stipendi che i redattori prendono ogni mese e abbiamo pensato, sapendo quanto sia restb
Falck a sborsare soldi, se vale veramente la pena per il padrone di spendere tanti !luattrini con così scarso profitto. Uno degli argomenti chiave per convincere i lavoratori della Falck a non scioperare vale la pena di citarlo. Gli «illuminati» dirigenti della Falck, credendo di fare centro e smantellare così le ragioni degli scioperi dei metallurgici, hanno tra le altre amenità scritto che «non vi è alcuna intenzione da parte dei datori di lavoro di ridurre il trattamento economico e normative). in atto » e proseguono dicendo che «sono da considerarsi quindi false, ad
Leggete e díjfendete
"Il Siderurgico„
...è II l'oblio gioírtaie
esempio, le notizie diffuse ad arte c:rca una presunta riduzione della gratifica natalizia, del trattamento festivo, delle ferie, degli assegni famigliari ecc. ecc. ». Ci mancherebbe altro! è stata la risposta immediata dei lavoratori che sanno bene di lottare per migliorare il contratto di lavoro. Ma, diciamo noi, dove sono stati finora i dirigenti della Falck? Non hanno sentito almeno da qualcuno che i lavoratori lottano per migliorare il contratto di lavoro e adeguarlo alla situazione odierna delle fabbriche e della vita? Simili argomenti potrebbero offenderci se non sapessimo da quali cervelloni provengono. Però un'altra cosa vogliamo dire: dalle meningi .di gente che prende attorno al mezzo milione ogni mese, Falck dovrebbe esigere sforzi maggiori, altrimenti sarebbe il caso di multarli per scarso rendimento. Non vi pare?
inoltre da lunedì 22 giugno è dichiarato lo sciopero a tempo indeterminato dopo l'orario di lavoro normale (ore straordinarie). Il 3 luglio le tre organizzazioni sindacali nazionali si riuniranno per le ulteriori decisioni. La causa dei lavoratori è giusta e sacrosanta, ed oggi
Le sei settimane di trattative hanno ribadito la convinzione, ormai largamente diffusa, che la trattativa era per alcuni sosolo un espediente. La manovra va diventando, però, sempre più scoperta. Giorno per giorno diminuisce il numero di coloro che ritengono che l'occupazione di Berlino, l'anormalità della situazione tedesca, debba perpetuarsi, debba mantenerci per l'eternità. E in questo modo la posizione occidentale si indebolisce quotidianamente. L'opinione pubblica s'avvede delle incertezze, delle difficoltà che caratterizzano la linea inglese e quella americana (sia pure in grado e misura diversa, quest'ultima) di fronte ai tentativi apertamente reazionari dei circoli francesi e tedeschi. Il rinnovato fuehrer dei tedeschi e il novello duce dei francesi, in perfetta intesa, marciano verso la
ad essi si impone di dimostrare ancora una volta la loro volontà di combattere a viso aperto, manifestare la loro protesta davanti alle fabbriche, accorrendo in massa ai picchetti per incoraggiare i più timorosi a resistere alle prepotenze padronali.
grandezza che oggi come ieri, per tipi come loro e i loro predecessori, può essere data soltanto dalla forza. E, adeguandosi, invece degli otto milioni di baionette vogliono le armi atomiche e termonucleari. Tutto ciò che tende a normalizzare, a distendere la situazione, a far in modo che l'arma atomica cessi di essere uno spaventoso incubo per tutta l'umanità, deve essere respinto, non fa per loro. L'arma atomica deve essere data in mano ai Kesselring e ai Massu perchè questo è il modo più spiccio per risolvere i problemi che questi dabbenuomini hanno di fronte. Da questa ingarbugliata e pericolosa situazione si potrà uscire soltanto facendo intervenire i popoli di tutto il mondo al fine di imporre non solo una conclusione positiva dell'incontro sospeso, ma anche e soprattutto la conferenza al vertice.