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Siderurgico18

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IL SIDERURGICO

Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72

I tre Sindacati hanno deciso per il 16 aprile:

SCIOPERO NAZIONALE

Obiettivo: Nuovo Contratto di Lavoro - Migliori salari per allargare i consumi e potenziare il mercato interno - Le conseguenze del M. E. C. e la politica governativa

I 30.000 metallurgici di Sesto S. Giovanni si apprestano a scendere in lotta per portare il loro contributo essenziale alla azione generale della categoria, già mobilitata dalle centrali sindacali per il rinnovo del contratto Collettivo di Lavoro.

Il movimento è in atto, le rivendicazioni di fondo poste nel nuovo contratto sono maturate attraverso dibattiti in centinaia di assemblee ed emerse con forza nel corso di importanti lotte aziendali che qui a Seso culminarono 1'11 luglio in un

Contro

GIUSTA CAUSA

Le grandi lotte per la difesa del posto di lavoro succedutesi in questi ultimi tempi hanno imposto all'attenzione dei lavoratori e dell'opinione pubblica il problema dei licenziamenti.

Con l'entrata in vigore del M.E.C., questo problema si è improvvisamente accentuato tanto da interessare anche il complesso Falck che nel passato non aveva mai conosciuto alle. gerimenti sensibili di personale. Ora, per fare un solo esempio, allo stabilimento Unione nel giro di poco più di un anno si è visto il totale dei lavora. tori occupati scendere di circa 500 unità tanto che nelle ultime elezioni di C.I. si dovettero ridurre i seggi da tredici a undici.

Al contrario di quanto avviene normalmente in questi casi, vedi esempi della Calileo di Firenze o della Pracchi di Milano, Falck non ha mai chiesto licenziamenti in blocco, ma ha, con una formula molto comoda, licenziato giorno per giorno decine di operai senza peraltro assumere personale.

Niente massicci licenziamenti che possono creare attorno una cattiva fama di dirigenti incapaci a dare lavoro con continuità a tutti, ma risultati identici, e danno

potente sciopero unitario dei lavoratori metallurgici. Migliori condizioni di vita e di lavoro, un congruo aumento dei salari e degli stipendi, nuove norme che stabiliscano la contrattazione della forza lavoro nei suoi vari aspetti ( cottimi, incentivi, ecc.), la riduzione dell'orario di lavoro a parità salariale, eliminazione della assurda sperequazione fra salari maschili e femminili ( art. 37 della Costituzione ), nuovi principi disciplinari che eliminino ogni arbitrio padronale nell'aesclusivo dei lavoratori e maggiori profitti per il piccolo e ingordo gruppo di azionisti.

All'inizio di questa « operazione » si licenziavano tutti coloro che avevano raggiunto l'età del pensionamento e si favoriva. no in tutti i modi le dimensioni e, dagli anziani si è passati agli invalidi e ultimamente si è giunti a sottoporre lavoratori anche giovani a visite specialistiche di ogni tipo per poterli dichiarare non idonei ai lavori siderurgici e così allontanarli dall'azienda.

Nessuna possibilità di difesa ai lavoratori che sono sottoposti a queste visite di medici di fiducia della Falck senza possibilità di appello. Il verdetto di questi medici è il più delle volte la lettera di licenziamento.

E la cosa è grave perchè colui che entra fisicamente valido nel settore siderurgico all'età di 22-24 anni dopo 20 anni o poco più di attività in questo ambiente spesso è un uomo logorato dal caldo, dalla polVere, dai rumori ecc.

Dopo essere stato sfruttato per anni non si trova in fabbrica un posto adeguato alle sue nuove condizioni fisiche e lo si costringe alla fame.

zienda e ristabiliscano le fondamentali libertà dei lavoratori e dei loro organismi di fabbri. ca secondo i precetti costituzionali.

Da questo quadro complessi. vo, anche se sommario emergo. no con chiarezza l'importanza economica e di principia delle questioni poste che rappresentano non solo l'esigenza di soddisfare ai bisogni immediati dei lavoratori, ma anche quella di far fare alla classe operaia un passo in avanti per il rafforzamento del suo potere nella fabbrica e nel paese.

E' da tempo che i lavoratori nel loro complesso, ( è oggi in corso una grande lotta dei tessili, degli statali ecc.) e i metallurgici in particolare, attendono il momento per dare battaglia su tutto il fronte al padronato, che, negli ultimi anni si era fatto aggressivo e più intollerante verso gli operai spremendoli di più, violando le più elementari libertà, umiliandoli e tentando di dividerli usando la logora arma della discriminazione del ricatto delle « commesse NATO » della minaccia del licenziamento o del declassamento, dei premi antisciopero ecc.

Oggi, che la resa dei conti sul piano sindacale sta per suonare, quale significato può avere l'argomento padronale sulla sua impossibilità di fare concessioni perchè l'industria italiana si trova in fase recessiva?

Il fatto che vi siano alcune difficoltà in certi settori produttivi ( e non in tutti) dovuti in grande misura allo scarso assorbimento di prodotti sul mercato, dimostra prima di tutto che la « crisi » è di sottoconsumo ed è determinata dal basso tenore di vita delle masse.

Un po' più di miliardi in circolazione nelle tasche dei lavoratori, e allora vedrete che il mercato italiano viene stimolato, i consumi crescono e così la produzione. E anzichè licenziare gli operai, o ridurre l'orario di lavoro a 30 e 32 ore decurtando il salario, come stà av%.enendo nel gruppo Magneti Marelli, non sarebbe più utile, portare l'orario nelle fabbriche a 40 ore pagandone 48?

Inoltre anzichè far soffocare la nostra economia nell'ambito del M. E. C., non ne trarreste vantaggio allargando i nostri scambi commerciali con tutti i paesi del mondo?

Ma questo non è il vostro indirizzo, e neppure quello del 3overno che vi sostiene. Voi monopolisti per i vostri sordidi interessi di classe e pur di mantenere il vostro dominio sul popolo state trascinando l'Italia in una pazzesca politica di avventure che è antioperaia, antisociale, antinazionale.

La politica che oggi esige la classe operaia e gli strati più larghi del popolo è un'altra ed è quella che si fonda su più alti salari, sulla distensione internazionale e sugli scambi commerciali con tutti i paesi, una politica di maggiori investimenti produttivi, per le 40 ore pate 48, per la parità salariale fra uomo e donna e così via.

E questa politica trova sempre più larghi consensi, perchè è l'unica che potrà finalmente spianare la strada al progresso sociale ed economico del paese.

I metallurgici italiani e di Sesto, sono consapevoli che la lotta da essi intrapresa è una parte importante di quella di tutti i lavoratori che si battono rer migliori condizioni di vita. Essi sanno per esperienza che per piegare la resistenza padronale e uscire vittoriosi occorre condurre un'azione a fondo ed essere uniti fino alla fine.

Dalle ore 6 del giorno 16 aprile

alle ore 6 del 17

Ecco dove si manifesta più apertamente la mentalità della classe imprenditoriale nostrana che si ammanta di una falsa umanità paternalistica Una situazione del genere deve essere modif ifata e per modificarla occorre che tutti i lavoratori si convincano che lottando energicametne è possibile. Dobbiamo imporre a Falck una regolamentazione extra contrattuale

per l'allontanamento di coloro che hanno raggiunto l'età del pensionamento, per dare loro una liquidazione consistente sull'esempio di altre fabbriche come la Redaelli.

Dobbiamo esigere un collegio di medici che non siano della Falck per stabilir l'inabilità ai lavori siderurgici.

Dobbiamo appoggiare la azione delle sinistre in

Parlamento per la « giusta causa » nei licenziamenti.

Tutto ciò per impedire a Falck di continuare indisturbato sulla via dei propri esclusivi interessi. Con una azione tenace che insegni i lavoratori della fabbrica, l'opinione pubblica e il Parlamento è possibile impedire questi soprusi e realizzare leggi atte a garantire il diritto al lavoro.

Anno VII - N. 1 Sesto S. Giovanni, APRILE 1959 LIRE DIECI
i licenziamenti
F. I. O. M. C. I. S. L. U. I. L. Sciopero Nazionale di 24 ore
Comunicato

Dalla Fabbrica e dai Reparti

VITTORI A

No di Falck: imponiamo la trattativa

Ancora una volta i la. voratori della Falck si trovano di fronte ad una risposta negativa data dalla Direzione alla loro più zlie giuste rivendicazioni.

Già i lavoratori sanno in linea generale l'azione svolta dalle C.I. in questi ultimi tempi in appoggio alle rivendicazioni presentate; ora però bisogna tener conto seriamente delle possibilità che si hanno per risolverle.

La cosa interessa fortemente i lavoratori, tra i nove punti presentati dalle C.I. ve ne sono alcuni di fondamentale importanza.

Si è già detto, per e. sempio, che i salari alla Falck sono inferiori di circa il 20% rispetto alle fab. briche similari ed ecco allora la richiesta di aumenti salariali giustificati anche dai profitti continua.

mente aumentati del padrone.

Così come quella di regolamentare la questione dei lavoratori anziani e ammalati che con delle liquidazioni irrisorie vengono brutalmente licenziati.

Infine il problema degli apprendisti per i quali non viene applicato l'accordo del Marzo 1958 sulla riduzione dell'orario di lavoro a parità salariale, mentre l'accordo stesso prevede che i « riposi di conguaglio » devono essere applicati a tutti gli operai degli stabilimenti.

In seguito alle risposte negative avute dalle direzione locali, le C.I. sono ricorse ai sindacati che hanno mandato una lettera alla Direzione Generale che ha risposto non essere sua competenza trattare con i sindacati

(anche se ciò era avvenuto quando le faceva comodo).

Da questa situazione esce molto chiar-amente che Falck non vuole trattare e risolvere i problemi esposti a nessun livello e con nessun organisnio.

Non è che le C.I. ricorrendo ai sindacati pensas. sero che i problemi fossero risolti, purtroppo l'esperienza di questi anni ha insegnato a tutti, e tutti ne devono tenere conto, che senza il movimento, senza lo sciopero non si riesce a far cedere i padroni.

I sindacati hanno già preso delle serie iniziative in questo senso, la CISL ha detto nei volantini distribuiti in un comizio che occorre la lotta.

lantini la giusta posizione che si siruetizza « se non si lotta non si otterranno mai dei miglioramenti ».

Giunti a questo punto

è chiaro che esiste la necessità urgente di una riunione fra i sindacati FIOM - CISL - UIL con i membri delle C.I. della Falck.

Detta riunione non si deve fare solo per discutere i problemi che .,ano a conoscenza di tutti, ma si deve fare sopratutto per decidere in modo concreto e unitario, l'azione da svilupparsi al fine di raggiungere l'obbiettivo prefisso.

Ingiustizia da riparare

Giorni fa chiedevamo ad un gruppo di operai dello stabilimento Unione di spiegarci come sono congegnati le tariffe e i cottimi al loro reparto.

Questa nostra domanda ha scatenato un dibattito accorato e pieno di indignazione, confermando come in questo campo avvengano continuamente violazioni contrattuali e veri e propri soprusi.

Riassumiamo brevemente le cose, impegnadoci a ritornare sul problema nei prossimi numeri Il congegno dei cottimi in quasi tutti i reparti e intricato in modo tale che nessun operaio è in grado di controllare la veridicità delle percentuali attribuite, Verso la fine dell'anno passato sono comparsi davanti alla Magistratura per una causa di lavoro i tre operai del Maes da una parte e la Falck dall'altra.

Gli operai chiedevano il diritto alla indennità di licenziamento e che, pertanto, fosse riconosciuto illegittimo il licenziamento in tronco. La Falck invece chiedeva che fosse mantenuto il licenziamento in tronco pur dichiarandosi disposta a corrispondere la normale indennità di licenziamento.

La Magistratura ha respinto tutte le obiezioni della Falck e, considerati i motivi economici e morali della questione, ha di-

In questo campo la Direzione o chi per essa (l'Ufficio tempi) la fa da assoluto padrone, respingendo sempre nel mondo più assoluto l'intervento degli organismi rappresentativi, e degli stessi operai interessati.

« Diciamo questo » — ci dice un operaio — « perchè spesso capita che nonostante l'aver effettuato la normale produzione, al momento in cui rithTamo la busta paga constatiamo con amara sorpresa una paga che sè in qt.-31che caso notevolmente al di sotto di quella che avrebbe dovuto essere, il che ci dimostra che le tariffe vengono unilateralmente rivedute e ridotte.

La FIOM ha ripetuto più volte con maggiore vigoria sia nei comizi che nei voQuesto avviene non a danno soltanto dei cottimisti diretti, ma in maggiore misura a danno di tutti quelli agganciati alle varie ponderali di reparto o di stabilimento che per il fatto di non poter conoscere il complesso congegno e tanto meno le reali percentuali di cottimo di ogni singolo impianto o reparto, debbono rassegnarsi a portare a casa quanto contenuto in busta sempre col dubbio che esso non rappresenti il giusto compenso al proprio lavoro.

Naturalmente per raggiungerlo occorre che tutti i lavoratori si stringano attorno ai loro rappresentanti per poter con una azione decisa piegare una volta per sempre la traco. tanza di Falck,

Infortunio all'ACCI

Hanno perso la testa?

Un infortunio che avrebbe potuto avere assai più gravi conseguenze è avvenuto al reparto acciaieria dell'Unione.

Un operaio addetto al controllo delle gru coadiuvato da un altro operaio si accingeva alla verifica della gru manorotaia, allorquando impartito l'ordine al gruista percha continuasse la manovra per poter localizzare un guasto riscontrato sul ponte della macchina stessa, veniva urtato da una delle mensole di sostegno della rotaia portante, restando incastrato fra il ponte e la mensola.

Uno dei problemi per i quali i lavoratori del « Vittoria » si sono battuti come gli altri lavoratori del complesso era quello della riduzione dell'orario di lavoro. L'accordo raggiunto su scala nazionale dai vari sindacati ha portato all'esclusione del nostro stabilimento dal beneficiare della riduzione di dieci giornate lavorative all'anno. Il motivo adatto dagli industriali è stato quello di considerare il nostro stabilimento come non siderurgico ma in quanto vi si svolgono seconde lavorazioni. Questo specioso motivo si presenta assurdo in quanto il nostro stabilimento, non solo fa parte del complesso Falck, ma è sempre stato considerato stabilimento siderurgico, fino ad alcuni mesi prima del raggiungimeiito dell'accordo suddetto.

I lavoratori che venivano licenziati ( e abbiamo decine di esempi) erano considerati non più idonei ai lavori siderurgici.

chiarato illegittimo il licenziamento in tronco ed ha condannato la Falck a pagare le dovute indennità ai tre operai ed a sostenere le spese di processo. Questi in poche parole sono i fatti, che però ci stimolano ad alcune considerazioni.

Prima di tutto la Magistratura ha riconosciuto che la raccolta di firme è avvenuta nell'orario di riposo mentre la Falck e i suoi tirapiedi sostenevano che fosse avvenuta durante le ore di lavoro spostando così la questione dal terreno politico a quello disciplinare.

In secondo luogo non bisogna sottovalutare questa sentenza

Questi i fatti, invitiamo perciò i lavoratori al dibattito e all'agitazione appoggiando l'azione intrapresa dalle C.I. perchè se è vero che i tre operai con la loro azione giudiziaria hanno ottenuto solo la loro liquidazione normale è altrettanto vero che questo era il massimo ottenibile dalle attuali leggi.

Fin tanto che non verrà riconosciuto ai contratti di lavoro valore di legge e non verrà ammessa la « giusta causa e anche nei licenziamenti individuali le sorti dei lavoratori saranno sempre alla mercé delle attuali leggi, leggi che solo la forza del movimento operaio potranno migliorare fino a farle diventare vera salvaguardia dei diritti del lavoratore.

L'urlo di dolore dell'infortunato richiamava l'attenzione del gruista che bloccava la macchina e salito sul ponte si trovava di fronte ad una terrificante scena che come abbiamo detto avrebbe potuto avere un epilogo assai più grave.

Aiutato dal secondo controllore estraeva a fatica il poveretto infortunato che ricoverato al Centro Traumatologico di viale Sarca se la caverà con una trentina di giorni s.c.

Spiacevole cr o ; quello che però più ci sgomenta è che i signori dirigenti abbiano potuto trarre spunto per far sentire ancora una volta la loro velleità contro chi lavora.

Infatti la Direzione pur riconoscendo non responsabile il gruista per i fatti su esposti, lo puniva Lin 3 giorni di sospensione.

Il secondo controllore dopo una lunga litania di encomi per il lavoro svelto nei lunghi anni di attività, viene comunque declassato e mandato ed un altro lavoro.

Quindi Falck ha voluto portare ancora una volta la discriminazione nel suo complesso. Questo problema oggi deve essere ripreso ancora dai sindacati perchè in modo unitario lo portino a soluzioni rendendo giustizia a questi lavoratori. Noi sappiamo che Falck rappresenta uno tra i colossi della Confindustria che non intende cedere facilmente a questa nostra richiesta e lo dimostra la linea intransigente che mantiene su una serie di problemi che entrano nella fabbrica.

Per l'infortunato non sappiamo cosa gli riserverà la direzione, ma conoscendo i metodi di Falck nei riguardi di coloro che incorrono in infortuni non siamo certo tranquilli.

Questa cronaca indica ancora una volta come siano meschini questi provvedimenti, soprattutto perchè non è in questo modo che si possono eliminare gli infortuni, ma è con altre misure più concrete, prime tra tutte, quelle di mettere in condizione gli operai di fare la manutenzione non durante il ciclo di lavorazione e non sottoponendoli a ritmi di lavoro inumani.

2 IL SiDERURGICO
Le rivendicazioni fatte dalla C. I. alla Direzione
I cottimi alla Falck Uno sconcio che deve finire I 3 licenziati al campo confino Falck condannato In Tribunale:

In un incontro tra il Sindaco e il vice-sindaco di Sesto con la M. M. e il comune di Milano, è stata accettata la proposta di prolungare subito il Metrò lino al Rondò di Seslo.

Da una conversazione con il Sindaco Abramo Oldrini

LA METROPOLITANA

Un interessante progetto dell'Amministrazione di Sesto S. Giovanni per il prolungamento del Metrò Milano - Sesto - Monza

Ogni tempo, ogni situazione presuppone un aggiornamento tecnico in ogni campo della vita pubblica ed in ogni settore di essa si manifestano esigenze nuove rapportate al progresso generale di ogni ordine, tecnico e sociale.

Così la soluzione del problema dei trasporti urbani nelle grandi metropoli impegnate a fornire al cittadino mezzi rapidi e sufficienti per lo spostamento di masse interessate alla vita ed alle attività di grossi centri come Milano suggerisce di abbandonare il superato mezzo di trasporto alla superficie del suolo per usufruire del più idoneo sistema di comunicazione sotterraneo.

Il sempre maggiore sviluppo dell'uso dei mezzi motorizzati da parte di privati e di servizio pubblico e il grande sviluppo intensivo dei traffici, hanno certamente creato l'inconveniente maggiore per i servizi di superficie.

Questa situazione di fatto esiste a Milano e in altre Metropoli da molto tempo : nelle più importanti città europee ed extracontinente il problema è già stato affrontato, e in alcune di esse, da decenni.

In Italia si è affrontata la realizzazione dei trasporti sotterranei RomaOstia, badando più al decorativo e al prestigio che non alla pratica, per cui il risultato è stato tutt'altro che soddisfacente.

Milano - Sesto Monza

Il Metrò Milanese (MM) è stato improntato con criteri ben diversi anche se vi sono ancora grossi problemi da chiarire e da sviluppare.

Importa a noi Sestesi, al momento attuale dibattere la prospettiva che il servizio venga esteso oltre i confini di Milano; venga prolungato sulla di-

rettiva SESTO-MONZA, al fine di sostituire l'attuale ormai superato ed inadeguato trasporto che congiunge circa 40 mila viaggiatori — media giornaliera — da MONZA-SESTO con Milano e viceversa.

A nostro parere, come sopraddetto, da un punto di vista tecnico, l'impostazione iniziale della M.M., è buona in quanto congiunge il Centro milanese con la zona industriale-sportiva facendo ca• polinea a 1 Piazzale Lotto e si presenta con l'altra testa sulla direttrice di sviluppo più conseguente ed interessante, la zona industriale di SESTOMONZA e la Brianza, zona destinata a diventare sempre più nel prossimo futuro satellite complementare della vita e degli interessi milanesi.

Rompere gli indugi

Ancora non vi sono idee e programmi precisi da parte del Comune e dei dirigenti della M.M. per il prolungamento oltre i confini della Città: solo per 150 m, e per ragioni di manovra, l'attuale pro. getto in corso prevede all'altezza dello stabilimento M. Marelli l'inoltro in territorio sestese.

Il buon senso, le evidenze di ordine sociale ed economiche, dovrebbero far superare gli indugi di ogni altro ordine, burocratico, campanilistico, amministrativo.

Abbiamo già detto, come il trasporto di masse consistenti, giova ai fini di assicurare introiti che determinano favorevolmente i bilanci di gestione.

Le masse sestesi e brianzole, masse a carattere di continuità non fluttuanti, perchè soggette ogni giorno a raggiungere Sesto o Milano per il lavoro diuturno, possono con la

loro entità assicurare, come avviene ora per l'ATM la parte più attiva della bilancia di gestione.

Pensiamo esistano quindi le ragioni che devono indurre i responsabili a rompere gli indugi e definire il piano di estensione ai centri di Sesto e Monza.

Costo: 10 miliardi

La prima di carattere amministrativo.

Non potrebbe la M.M. milanese varcare i confini del suo territorio secondo le leggi vigenti. E' necessario ottenere dagli organi governativi le relative concessioni ed il consenso delle Autorità Comunali dei territori extra urbani che si vogliono attraversare.

A questo scopo la soluzione che può ovviare alla prima difficoltà è la costituzione di una Società latere della M.M. cioè un Consorzio con SestoCinisello-Monza.

Difficoltà tecniche di attuazione non ne esistono: anzi, anche in relazione ai costi, la parte esterna si presenta in condizioni più favorevoli; non vi sono tanti servizi da spostare e situazioni da rivoluzionare. Il tracciato dal confine di Milano a Monza sotto questo punto di vista si può dire ideale. Resta il problema del finanziamento e della sua impostazione il costo è previsto in 10 miliardi (1 miliardo circa ogni km. lineare).

Vi è la tendenza da qualche parte di voler abdicare la parte fondamentale degli enti pubblici a favore della iniziativa privata.

Non escludiamo che allo stato attuale delle cose il capitale privato debba contribuire in misura anche consistente; riteniamo però che stante la natura

sociale del servizio, la parte determinante debba ri- ' manere ai pubblici enti al fine di garantire le prerogative e le funzioni del servizio stesso.

Si deve evitare cioè che il servizio della Metropolitana diventi un mezzo di speculazione a danno degli utenti.

Sulrgrgomento sono già avvenuti degli scambi di idee fra i Comuni interessati: ne è uscito, sia pure allo stato embrionale, un indirizzo come sopra citato.

Abbiamo già detto che non sono solo i comuni sono interessati all' aggidrnamento ed allo sviluppo dei servizi di trasporto, ma anche lo Stato di Provincia.

Sarà compito quindi oltre che di vari consigli Comunali, dei parlamentari della zona e dei Consiglieri Provinciali, come del resto è già stato fatto

dal Gruppo dei Consiglieri provinciali Comunisti; di sollecitare e vincere la indifferenza del Governo e della Amministrazione Provinciale di Milano.

Siamo certi che la volontà delle popolazioni e l'azione degli enti interessati, nonchè il buon senso prevarranno, e che la M M. non rimarra un saggio dimostrativo.

I lavoratori sestesi hanno grande interesse a che il servizio di Metrò venga esteso anche alla loro città; per quest9 l'Amministrazione Comuniale fin dal 1956 ha avanzato la pratica al Ministero per l'autorizzazione del servizio.

Comunque, dal momento che il problema concernente Sesto e Monza è tuttora in discussione, sarà nostra premura informare tempestivamente i lavoratori non appena cose nuove verranno alla luce.

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IL SIDERURGICO

Tra le organizzazioni dei lavoratori e degli industriali Le modifiche proposte al

16 Aprile: incontro per la parità salariale Contratto Nazionale

Il diritto alla parità salariale tra un uomo e donna è ormai universalmente riconosciuto. Da oltre due anni la Convenzione Internazionale n. 100 del BIT di Gineva è stata ratificata dal governo italiano, assumendo forza di legge.

Numerose sono le sentenze della Magistratura a Milano, a Torino, a Roma, a Firenze con le quali si è reso operante il principio sancito dall'art. 37 della Costituzione Repubblicana, imponendo ai padroni delle Fonderia Almara, della Carlo Erba, del Banco Ambrosiano, ecc. il pagamento degli arretrati sulle differenze di paga per le lavoratrici che eseguivano lavori uguali o di pari qualifica degli uomini. Una Commissione interconfederale composta da rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e della Confindustria ha lavorato per più di quattro mesi per esaminare il problema e unanimente CISL, CGIL e UIL hanno documentato l'inferiorità del salario femminile rispetto a quello maschile di qualifica uguale o corrispondente

Malgrado questa situazione di fatto, il padronato italiano resiste ostinatamente ; ignorando ac-

cordi, sentenze e leggi di mantiene centinaia di migliaia di lavoratrici a condizioni di sottosalario rispetto agli altri lavoratori. Perchè il padronato persegue questa linea?

Il co,-to è presto fatto, anche se approssimativo, certamente inferiore alla realtà. Ad esempio, a Sesto S. Giovanni nelle fabbriche metalmeccaniche lavorano circa 4.000 donne, operaie ed impiegate, le quali percepiscono in meno degli uomini di pari qualifica in media dalle 8 alle 10.0000 lire al mese. Questo rapido calcolo ci dà subito la cifra non disprezzabible di 3240 milioni di lire al mese che finiscono nelle tasche degli azionisti e dei padroni della Magneti Marelli, della Ercole Marelli, della Osva, ecc.

Il fatto che il peso delle donne nella produzione è andato aumentando in questi anni è che il loro lavoro ormai è indispensabile nelle fabbriche.

Quale altra ragione vi può essere, dunque, se non quella di aumentare profitti dei padroni, perchè esse continuino ad essere pagate meno degli altri lavoratori?

lo non sarebbero danneggiati dalla conquista della parità salariale per le donne, ma al contrario verrebbe eliminata, oltre che una delle più gravi forme di sfruttamento e di ingiustijia, che pesa sulla classe operaia, la possibilità di ricatto e di concorrenza che ha il patronato disponendo sul mercato di manodopera ad alto rendimento e a minor prezzo e si eleverebbe in tal modo il livello medio generale delle retribuzioni per tutti i lavoratori.

La lotta per la parità salariale incontra l'ostinata ingransigenza del padronato anche perchè mancano energiche misure governative che facciano rispettare la legge. A questo proposito esistono al Parlamento due progetti legge, uno appoggiato dalla CGIL e l'altro delle ACLI, che propongono misure per rendere operante la Convenzione n. 100 di Gineva.

Elevare gli attuali minimi salariali di categoria con un avvicinamento delle retribuzioni femminili ( eguali in cifre per tutte le provincie e non assorbibili dai superminimi in atto ) : OPERAI — aumento orario.

Operaio specializzato L. 25,10 — Operaio qualificatao L 22,50

Manovale specializzato L. 21,50 — Manovale comune L. 20. CATEGORIA SPECIALE ( aumento mensile ).

I.a categoria L. 7.400 — 2.a categoria L. 5.100.

IMPIEGATI ( aumento mensile ).

1.a categoria L. 9.900 — 2.a categoria L. 7.500 — 3.a categoria A L. 5.500 — 3.a categoria B L. 4.700.

IN MATERIA DISCIPLINARE

Art. 38 - Licenziamenti per mancanza.

Parte A - Licenziamento senza preavviso con indennità di dimissioni.

A titolo indicativo lieve insubordinazione ai superiori ( omissis).

Parte B - Licenziamento senza preavviso e senza indennità.

A titolo indicativo: non lieve insurbordinazione ai superiori; rissa nell'interno dei reparti di lavorazione (omissis).

NUOVE PROPOSTE

Modifica parziale del capitolo « provvedimenti disciplinari ».

Rispetto della libertà, della dignità di ogni lavoratori e dei diritti dell'organizzazione sindacale.

I provvedimenti disciplinari eventualmente adottati debbono esse-e portati a conoscenza dell'interessato e della Commissione Interna con la precisa indicazione della infrazione commessa.

Esemplificazione per operai, equiparati ed impiegati delle mancanze che possono essere punite.

Soppressione della possibilità, fin qui esistente, di licenziare senza indennità; limitazione ai casi di azioni che costituiscono delittoai termini di legge, della possibilità di licenziare corrispondendo la sola indennità di dimissioni.

PER LE LAVORATRICI - CATEGORIE E QUALIFICHE

Art. 43 - Classificazione degli appartenenti alla categoria operai - donne ( omissis ).

I Cat. - Donne che compiono lavori caratteristici dell'operaio gimlificato maschile ( omissis).

Il Cat. - Donne che compiono lavori qualsiasi alle macchine o altri lavori al banco non compresi nella terza-categoria (omissis ).

E' chiaro però che per conquistare la parità salariale tra uomo e donna è indispensabile l'azione delle lavoratrici dei lavoratori, e la battaglia per il rinnovo del contratto di lavoro dei metallurgici è una occasione per conseguire sostanziali ulteriori passi avanti.

Pelle come i trust internazionali

Vogliono condannare l'Italia al suicidio

« Ciò che va bene per la General Motors, va bene per il Paese e. Questo è uno degli stabili slogans della propaganda elettorale negli Stati Uniti. Attorno a questa affermazione si raccoglie e si esprime tutta la politica americana. Ci pare opportuno rilevarlo perchè le con• seguenze di questa politica ricadono anche su di noi ed è quindi necessario sottolinearne il punto di partenza per derivarne la prospettiva.

La immediata prospettiva è per noi la installazione, nel Veneto e in Sardegna, di basi per il lancio di missili atomici.

Tremenda, tragica prospettiva dettata esclusivamente dall'ottusità politica e dal miserabile interesse di una classe dirigente in liquidazione.

Che cosa può, infatti, giustificare la decisione di installare le basi? Forse il momento politico?

Certo no. La situazione attuale è caratterizzata dalla ricerca, in buona o in malafede non ci interessa per ora, di una « sistemazione » internazionale, un equilibrio che consenta di preservare la pace.

In un mare di difficoltà le navicella di MacMillen è riuscita ad approdare al porto delle trattative. Molte obiezioni permangono, gli S'sti Uniti, De Gaulle, Adenauer, hanno ciascuno una propria posizione che,

Nessuna altra ragione vi è nè vi può essere. I lavoratori « uomini » non soper inciso, rivei i la ben scarsa volontà di trattare per risolvere; ciononostante un primo incontro avverrà 1'11 maggio a Ginevra.

E' quindi questo il momento per accentuare il ricorso alle armi di sterminio? Per acuire i contrasti, drammatizzare le iniz'ative?

La risposta non può essere che negativa. Questo è il momento della buona volontà ; ma z.liora qual'è la giustificazione alla decisione del governo Segni.

Gli strumenti della propaganda ufficiale sostengono l'opportunità di elevare il potenziale di rappresaglia per scoraggiare I «aggressore». Quindi i missili installati nelle basi italiane, dotati di testata termonucleare che rimane in possesso dei militari americani del pari installati sul nostro territorio, sono la nostra politica di pace.

Noi ci sentiamo minacciati dri missili dell'« aggressore » e, per impedirgli di usarli, ne installiamo anche noi.

Ma il governo italiano ha respinto le proposte che ci furono fatte per evitare l'insta';azione dei missili e in ítHia e nelle zone geografiche dell'« aggressore » più vicine a!

nostro Paese !

Come si concilia questo col conclamato bisogno di provvedere alla nostra difesa

Non si conciiia affatto, la propaganda governativa mostra così la corda e allora si ricorre

Responsabile:

ad un'altra giustificazione : «lo aggressore non è vicino, è lontano. E' dall'URSS, certamente dotata di potentissimi missili, che dobbiamo difenderci e Forse basterebbe richiamare alla memoria tutte le proposte avanzate dall'URSS per giungere al disarmo atomico generale. Comunque a dimostrare la falsità di quest'ultima argomenta. zione governativa basterà chiedersi se il missile può servire come arma da difesa. E la risposta non può essere che no, perchè le nostre basi per missili o sono uno strumento d'aggressione o servono esclusivamente da obiet.ivo per i missili avversari e, in un caso o nell'altro. determinano la distruzione del nostro Paese.

I monopoli, i potenti gruppi industriali hanno bisogno, essi, ma essi soli, della politica dei della guerra fredda.

Essi, attraverso i loro governi, costringono alla militarizzazione delle economie, ri sacrifici imposti in nome della sacra difesa della civiltà occidentale, per allontanare le crisi cicliche del proprio sistema economico.

Queste le ragioni per le quali noi sentiamo l'urgenza e la importanza di batterci contro le basi », fianco a fisnco con chiunque intenda che la parola definitiva in questa latta per la pace, spetta agli uomini semplici, ai popoli di tutto il mondo.

111 Cat. - Donne che compiono lavorid i pulizia, di trasporto di nali leggera ( omissis ).

NUOVE PROPOSTE

Parità retributiva, con una classificazione unica delle categorie. In applicazione della Convenzione internazionale n. 100 del BIT. Si propone di eliminare l'attuale qualificazione delle donne operaie e di parificare le qualifiche in questo modo — La classificazione delle donne di 1.a categoria a quelle degli operai qualificati ; La qualificazione delle donne di 2.a categoria a quelle dei manovali specializzati ; La classificazione delle donne di 3.a categoria a quelle di manovali comuni.

Revisione della definizione delle categorie e più adeguate loro esemplificazioni.

Costituzione di commissioni provinciali con compito di definire, nei casi di contestazione, l'assegnazione delle qualifiche e delle categorie ai singoli lavoratori.

RIDUZIONE DELL'ORARIO

Art. 6 - Orario di lavoro - Per ogni ora di lavoro compiuta dail'operaio oltre le 44 e fino alle 48 settimanali, l'azienda corrisponderà all'operaio stesso, in aggiunta alla sua retribuzione, il 2 per cento della sua paga base.

NUOVE PROPOSTE

Elevare la percenteuale dal 2 per cento al 4 per cento. Riduzione dell'orario senza riduzione di retribuzione, attraverso l'esame della durata del lavoro ( orari settimanali, ferie, ecc.) per raggiungere progressivamente le 40 ore settimanali.

IN MATERIA DI COTTIMI

Art. 16 - Regolamentazione del lavoro a cottimo.

NUOVE PROPOSTE

Le Commissioni Interne con l'intervento delle organizzazioni sindacali dei lavoratori debbono poter contrattare i sistemi di cottimo e le formo di retribuzione ad incentivo. Questi debbono essere tali da garantire ai lavoratori un guadagno crescente in relazione al maggior rendimento del lavoro.

L'utile di cottimo ncn deve essere inferiore al 16 °.; del minimo di paga base, ar.zichè all'attuale %. Questo minimo deve essere garantito in ogni caso al singolo operaio.

In tutti i casi di contestazione le Organizzazione sindacali debbono avere facoltà di intervento qualora le vertenze non siano composte tra Commissione Interna e direzione aziendale.

L'integrazione da corrispondere all'operaio durante il periodo di assestamento dovrà essere tale da garantirgli un guadagno complessivo non inferiore al 100 % di quello medio.

SOSPENSIONE E RIDUZIONE DEL LAVORO

NUOVE PROPOSTE

Garanzia del salario con modalità da stabilire nel caso di riduzione dell'orario di lavoro non per causa del lavoratore.

4 IL SIDERURGICO
NUOVE PROPOSTE
SANTE VIOLANTE
Autorizzazione Tribunale di Menza N. 2219 - Tipog. G. Bono - Sesto S. G.
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